Come funziona l’Esame di Stato? Prove, commissione e punteggio
Prima prova, seconda prova e colloquio; il credito scolastico e il voto in centesimi: la struttura della Maturità spiegata senza miti, con le fonti giuste.
Visto da fuori, l’Esame di Stato sembra un labirinto: due prove scritte, un colloquio, un credito che arriva dal triennio, un voto in centesimi, e ogni anno un’ordinanza che ne ridefinisce i dettagli. In realtà l’architettura sta in una frase: il voto finale combina ciò che hai già costruito nel triennio con tre prove finali — due scritte e una orale — valutate con griglie pubbliche. Questo articolo smonta la macchina pezzo per pezzo, con calma.
Una premessa onesta: quanto segue descrive la struttura dell’esame così come orienta la preparazione. I dettagli operativi — il calendario, le materie della seconda prova di ciascun indirizzo, la composizione e la nomina delle commissioni, le ripartizioni esatte del punteggio — sono regolati ogni anno dalle ordinanze del Ministero dell’Istruzione e del Merito. La fonte che fa fede sono le pagine ufficiali del MIM dedicate all’Esame di Stato del secondo ciclo: davanti a qualunque divergenza, vincono loro.
Maturità, Esame di Stato: un solo esame
Partiamo dai nomi. La denominazione ufficiale è Esame di Stato conclusivo del secondo ciclo di istruzione; «Maturità» è il nome tradizionale, quello che tutti usano da decenni. Non c’è alcuna differenza di sostanza: è lo stesso esame, con la stessa struttura — due prove scritte e un colloquio, più il credito scolastico che arriva dal triennio. Già questo dice la cosa più importante: l’esame non comincia a giugno; comincia, in silenzio, tre anni prima.
La prima prova: l’italiano, uguale per tutti
La prima prova scritta è nazionale e comune a tutti gli indirizzi, con durata massima di sei ore. Le tracce sono sette, ripartite in tre tipologie, e ne scegli una sola: la tipologia A propone l’analisi e interpretazione di un testo letterario (due tracce); la tipologia B chiede l’analisi e la produzione di un testo argomentativo (tre tracce, su ambiti artistico-letterario, storico-filosofico, scientifico, tecnologico, economico, sociale); la tipologia C invita a una riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su temi d’attualità (due tracce).
La commissione valuta la prova con la griglia ministeriale del quadro di riferimento: indicatori generali comuni alle tre tipologie — ideazione e organizzazione del testo, coesione e coerenza, ricchezza e padronanza lessicale, correttezza grammaticale e punteggiatura, ampiezza delle conoscenze, espressione di giudizi critici — e indicatori specifici per ciascuna tipologia. Il punteggio è espresso in ventesimi e ricondotto al punteggio complessivo in centesimi. Per la preparazione, il messaggio è chiaro: la scrittura si valuta per competenze descritte una per una, e ciascuna si allena.
La seconda prova: la disciplina del tuo indirizzo
La seconda prova scritta verte sulle discipline caratterizzanti di ciascun indirizzo, secondo i quadri di riferimento del MIM. Allo Scientifico e all’opzione Scienze Applicate la disciplina di riferimento è la matematica — la struttura tipica prevede due problemi di cui ne svolgi uno e otto quesiti di cui ne svolgi quattro — e la fisica rientra tra le discipline caratterizzanti: può essere proposta da sola o in forma congiunta con la matematica, secondo quanto il MIM fissa per l’anno. Al Classico la prova richiede la comprensione e la traduzione di un testo d’autore in latino, eventualmente con quesiti di interpretazione e contestualizzazione. Al Linguistico è oggetto della prova la lingua straniera, con comprensione di testi e produzione scritta. Al Liceo delle Scienze Umane la prova verte sulle scienze umane.
Due cose vanno dette con altrettanta chiarezza. La struttura esatta, la durata e l’eventuale combinazione delle discipline sono fissate di anno in anno dall’ordinanza ministeriale: la conferma di «che cosa esce» nel tuo anno arriva solo da lì. E ogni prova ha la sua griglia ministeriale per indicatori — per la matematica, ad esempio: comprensione e analisi della situazione problematica, individuazione della strategia risolutiva, sviluppo del processo, correttezza e completezza, argomentazione. Conoscere gli indicatori della propria prova vale quanto conoscere il programma.
Il colloquio: una prova, tutte le discipline
Il colloquio è la prova orale e si svolge dopo gli scritti, davanti alla commissione. Parte da uno spunto — un materiale proposto dalla commissione stessa — e si sviluppa come un percorso pluridisciplinare: non un’interrogazione per materie separate, ma collegamenti motivati tra le discipline del tuo piano di studi. La struttura prevede in genere l’avvio dal materiale, lo sviluppo dei contenuti disciplinari con i collegamenti, la trattazione delle esperienze di PCTO e delle attività di Educazione civica — Costituzione e istituzioni comprese.
Il colloquio è valutato in ventesimi secondo la griglia nazionale e concorre al punteggio complessivo in centesimi. Per prepararlo conviene costruire nodi tematici trasversali — pochi, robusti, motivati — e allenare l’esposizione interattiva: la commissione dialoga e cambia direzione, e un discorso imparato a memoria crolla alla prima domanda imprevista. L’Educazione civica merita un’attenzione propria: Costituzione e istituzioni sono strettamente legate al programma di storia contemporanea, e sono terreno d’esame per tutti gli indirizzi. Un dettaglio spesso ignorato, infine: l’insegnamento della religione cattolica è a frequenza facoltativa e non concorre alla valutazione dell’Esame di Stato.
Il punteggio: centesimi, credito e griglie
Il voto finale dell’Esame di Stato è espresso in centesimi. Fino a 40 punti arrivano dal credito scolastico maturato nel triennio; fino a 60 punti dalle prove d’esame — prima prova, seconda prova e colloquio, fino a 20 punti ciascuna secondo la ripartizione stabilita dalla normativa vigente. Il massimo è 100, con la possibilità della lode. Vale la pena fermarsi su quel 40: una parte sostanziale del voto non si gioca a giugno, ma si costruisce in classe, anno dopo anno, molto prima della prima campanella d’esame.
- Il credito scolastico premia la continuità del triennio: è la componente su cui, nelle ultime settimane, non si può più intervenire — e per questo va coltivata per tempo.
- Le tre prove pesano in modo comparabile tra loro: trascurare il colloquio per concentrarsi solo sugli scritti significa lasciare sul tavolo una fetta intera di punteggio.
- Ogni prova ha la sua griglia pubblica: gli indicatori dicono in anticipo dove vanno i punti — leggerli è il modo più rapido di capire come allenarsi.
- I dettagli numerici dell’anno in corso — ripartizioni, soglie, eventuali misure specifiche — stanno nell’ordinanza annuale: verificali sulle fonti ufficiali, non sui riassunti di seconda mano.
Come si passa dai punteggi delle singole prove al voto? Ogni prova è valutata con la propria griglia: la prima prova, ad esempio, è valutata in ventesimi e poi ricondotta al punteggio complessivo in centesimi, e anche il colloquio è valutato in ventesimi con la griglia nazionale. La meccanica esatta della conversione e le eventuali misure specifiche dell’anno sono definite dalla normativa e dall’ordinanza: ciò che conta, per chi studia, è che ogni indicatore di ogni griglia è un pezzo di voto dichiarato in anticipo.
Il calendario e le fonti che fanno fede
Quando si svolgono le prove? Le date precise di ciascuna sessione, l’organizzazione delle giornate e ogni scadenza operativa sono fissate dall’ordinanza ministeriale annuale: questa guida, volutamente, non riporta date — perché è esattamente il tipo di dettaglio che cambia di anno in anno. L’ordinanza conferma anche le materie della seconda prova di ciascun indirizzo, le modalità operative e la composizione e nomina delle commissioni. Lo stesso vale per i quadri di riferimento e le griglie: le versioni vigenti sono quelle pubblicate dal MIM sulle pagine dell’Esame di Stato del secondo ciclo.
Che cosa significa tutto questo per la tua preparazione
- Il credito è la tua prima leva, ma si guadagna durante il triennio: nella volata finale l’energia va sulle tre prove.
- La prima prova si prepara per tipologie: analisi del testo, testo argomentativo, riflessione critica sono tre gesti tecnici diversi, ognuno con i suoi indicatori.
- La seconda prova si prepara sul quadro di riferimento del tuo indirizzo: nuclei tematici e griglia dicono che cosa allenare — e le prove degli anni passati sono il materiale più realistico.
- Il colloquio si prepara di traverso: nodi tematici, collegamenti motivati, esposizione ad alta voce — non un discorso da recitare.
L’Esame di Stato non è una scatola nera: le prove sono descritte, le griglie sono pubbliche, il peso del triennio è dichiarato. Una volta capita l’architettura — credito più tre prove, valutate per indicatori, dentro una cornice fissata ogni anno dall’ordinanza — ogni ora di studio trova il suo posto. E la Maturità torna a essere ciò che è davvero: una serie di appuntamenti noti in anticipo, che si possono preparare uno per uno.
Domande frequenti
Maturità ed Esame di Stato sono la stessa cosa?
Sì. La denominazione ufficiale è Esame di Stato del secondo ciclo di istruzione; «Maturità» è il nome tradizionale che studenti, famiglie e giornali usano da generazioni. L’esame è regolato ogni anno da ordinanze del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), che ne confermano modalità e calendario. In questo articolo i due nomi si equivalgono.
In che cosa consiste la prima prova?
La prima prova scritta di italiano è nazionale, uguale per tutti gli indirizzi, con durata massima di sei ore. Propone sette tracce ripartite in tre tipologie: A — analisi e interpretazione di un testo letterario (due tracce); B — analisi e produzione di un testo argomentativo (tre tracce, su ambiti che spaziano dall’artistico-letterario al tecnologico e sociale); C — riflessione critica di carattere espositivo-argomentativo su temi d’attualità (due tracce). Scegli una sola traccia.
Su che cosa verte la seconda prova?
Sulle discipline caratterizzanti del tuo indirizzo, secondo i quadri di riferimento del MIM: matematica al Liceo Scientifico e all’opzione Scienze Applicate (con la fisica tra le discipline caratterizzanti dell’indirizzo), latino al Classico, la lingua straniera al Linguistico, le scienze umane al Liceo delle Scienze Umane. Struttura, durata ed eventuale combinazione delle discipline sono fissate ogni anno dall’ordinanza ministeriale: la conferma per il tuo anno arriva da lì.
Come si svolge il colloquio?
Il colloquio è la prova orale, dopo gli scritti, davanti alla commissione. Parte da un materiale proposto dalla commissione stessa e ha carattere pluridisciplinare: sviluppi collegamenti tra le discipline, esponi le esperienze di PCTO (i percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento) e vengono accertate le competenze di Educazione civica. È valutato in ventesimi con la griglia nazionale e concorre al punteggio complessivo in centesimi.
Come si calcola il voto finale?
Il voto è espresso in centesimi: fino a 40 punti di credito scolastico maturato nel triennio e fino a 60 punti per le prove d’esame — prima prova, seconda prova e colloquio, fino a 20 punti ciascuna secondo la ripartizione stabilita dalla normativa vigente. Il massimo è 100, con possibile lode. Le prove sono valutate con le griglie ministeriali allegate ai quadri di riferimento; i dettagli operativi dell’anno in corso sono nell’ordinanza.
Dove trovo le regole aggiornate del mio anno?
Sulle pagine dell’Esame di Stato del secondo ciclo del sito del MIM: lì vengono pubblicati i quadri di riferimento delle prove, le griglie di valutazione e le ordinanze annuali che fissano calendario, materie della seconda prova e modalità operative — comprese la composizione e la nomina delle commissioni. Se qualcosa in questo articolo divergesse un giorno da una fonte ufficiale, fa fede la fonte ufficiale.
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