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Romanticismo e Realismo

Tra la fine del Settecento e la metà dell'Ottocento la pittura europea abbandona la misura razionale del Neoclassicismo per dare voce, con il Romanticismo, al sentimento, al sublime, al genio individuale e all'identità nazionale; di lì a poco il Realismo capovolge la prospettiva e porta sulla grande tela ciò che la tradizione aveva escluso: il lavoro, la fatica, la condizione sociale dei più umili. Questo appunto ricostruisce le due poetiche — il «vero» del sentimento e il «vero» della realtà sociale — attraverso i protagonisti europei (Friedrich, Géricault, Delacroix, Courbet, Millet) e italiani (Hayez e i Macchiaioli), insegnando a distinguerne i linguaggi e a collegarli alla storia dell'Ottocento. L'argomento è pienamente compreso nel programma valutabile all'Esame di Stato.

4 sezioni·~21 min di lettura·4 competenze·Livello Standard 4·Verificato · 07/2026

T·0999 / 15
Profilo d’esame
Analizzare l'opera d'arte cogliendo le poetiche del sublime e del vero, nei suoi aspetti formali, tecnici e iconografici, con lessico specificoCollegare le opere ai movimenti politici e sociali dell'Ottocento (Restaurazione, Risorgimento, questione sociale)Distinguere i linguaggi del Romanticismo e del Realismo, riconoscendone temi, soggetti e procedimenti espressiviConoscere i principali protagonisti europei e italiani, fino ai Macchiaioli, collocandoli nel rapporto tra arte, natura, storia e questione sociale
Operatori:analizzaconfrontadescrivispiegainterpretacommentaclassificaillustragiustifica

livello base

A tutti gli indirizzi si richiede di riconoscere e analizzare le opere-chiave del Romanticismo e del Realismo, distinguendone le poetiche e collocandole nel contesto storico dell'Ottocento.

livello avanzato

Negli indirizzi a vocazione umanistica e linguistica (Classico, Linguistico, Scienze Umane/LES) si approfondiscono i nessi con la letteratura, la filosofia e i movimenti nazionali, leggendo l'opera anche come documento culturale e ideologico.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Romanticismo e Realismo
    • 01Il Romanticismo: sublime e sentimento (Friedrich, Géricault, Delacroix)◐
    • 02Il Romanticismo storico italiano: Hayez◐
    • 03Il Realismo: Courbet, Millet e la rappresentazione del vero◐
    • 04I Macchiaioli e la pittura italiana del vero◐
§ 01

Il Romanticismo: sublime e sentimento (Friedrich, Géricault, Delacroix)#

●●○StandardLPOSA-storia-dell-arte-terzo-anno-triennio-romanticismo-realismo

Mappa concettuale: le poetiche del Romanticismo

Le poetiche del RomanticismoGrafo, Romanticismo → sentimento, Romanticismo → sublime, Romanticismo → natura e genio, Romanticismo → identità nazionaleRomanticismosentimentosublimenatura e genioidentitànazionale
Fig. 1Al primato del sentimento e del sublime si legano il culto della natura e del genio e l’identità nazionale. Protagonisti: Füssli, Géricault, Delacroix, Friedrich, Turner, Constable.

Punti chiave

Il Romanticismo nasce tra la fine del Settecento e i primi decenni dell'Ottocento come reazione al razionalismo illuminista e alla compostezza del Neoclassicismo: al primato della ragione e della «nobile semplicità» subentrano il primato del sentimento, dell'immaginazione, della passione e della soggettività del genio creatore. Non è uno stile unitario ma un clima culturale comune all'intera Europa, declinato in modi diversi da paese a paese.
Concetto-cardine è il «sublime», elaborato dalla riflessione settecentesca (Burke, Kant) e fatto proprio dalla pittura: è il sentimento misto di terrore e ammirazione suscitato da ciò che è smisurato, indomabile, infinito — la tempesta, l'alta montagna, l'abisso, la notte. Accanto al sublime opera il «pittoresco», categoria che apprezza l'irregolare, il vario e il suggestivo del paesaggio. La natura non è più scenario neutro ma specchio dell'anima e rivelazione di una potenza superiore.
In Germania Caspar David Friedrich fa del paesaggio una meditazione spirituale: nel «Viandante sul mare di nebbia» (1818 ca.) la figura di spalle (la celebre «Rückenfigur») invita lo spettatore a immedesimarsi di fronte all'immensità della natura, mentre il punto di vista rialzato e la nebbia che cancella i contorni traducono in immagine l'idea dell'infinito e il senso del divino. La luce, l'orizzonte e la solitudine umana diventano i veri protagonisti.
In Francia il Romanticismo assume invece accento drammatico, storico e politico. Théodore Géricault con «La zattera della Medusa» (1818-1819) trasforma un fatto di cronaca — il naufragio di una nave e l'agonia dei superstiti su una zattera — in una composizione monumentale costruita su due diagonali ascendenti che culminano nella figura che agita un drappo: la piramide di corpi sale dalla morte alla speranza, denunciando insieme l'incuria del potere. Eugène Delacroix, capofila del colore e del movimento, nella «Libertà che guida il popolo» (1830) celebra i moti di luglio fondendo allegoria (la Libertà come figura femminile) e realtà (i combattenti accanto a lei): la pennellata vibrante, il colore acceso e la composizione dinamica oppongono il suo linguaggio al disegno levigato di Ingres.

Schema compositivo della «Zattera della Medusa»

Schema della « Zattera della Medusa »Figura geometrica, il drappo, corpi inerti, diagonale ascendenteil drappocorpi inertidiagonaleascendente
Fig. 2Costruzione piramidale e due diagonali ascendenti: dalla base di corpi inerti al vertice della figura che agita un drappo, dalla morte alla speranza (Géricault).
Esempio svolto

Lettura guidata di un'opera romantica

Osserva il «Viandante sul mare di nebbia» di Caspar David Friedrich e conducine l'analisi spiegando come l'opera realizzi la poetica romantica del sublime.

  1. 01Soggetto e iconografia

    Un uomo elegantemente vestito è ritratto di spalle (Rückenfigur), in piedi su una roccia, mentre osserva un mare di nebbia da cui emergono cime e creste montuose. La figura di spalle annulla il ritratto individuale e diventa il punto di immedesimazione dello spettatore.

  2. 02Composizione e punto di vista

    Il punto di vista rialzato e la posizione centrale della figura creano un asse verticale; la nebbia cancella i piani intermedi, sospendendo la figura tra il primo piano roccioso e l'orizzonte indistinto, così da dilatare lo spazio verso l'infinito.

  3. 03Luce e atmosfera

    La luce diffusa e fredda, priva di una fonte definita, e l'assenza di confini netti traducono visivamente l'idea dell'illimitato e del mistero della natura.

  4. 04Interpretazione

    L'uomo, minuscolo di fronte all'immensità, prova ammirazione e insieme inquietudine: è il sublime. Il paesaggio diventa meditazione spirituale sul rapporto tra l'individuo, la natura e l'infinito.

Risultato: L'opera esemplifica il sublime romantico: la natura smisurata e la solitudine dell'uomo, mediante la Rückenfigur e la dissoluzione dei contorni nella nebbia, suscitano un sentimento di ammirazione e di timore che apre alla dimensione dell'infinito.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper definire con precisione «sublime» e «pittoresco» e mostrarne l'applicazione su un'opera concreta (tipicamente Friedrich), distinguendoli dall'equilibrio statico neoclassico.
  • Focus Esame di Stato: nell'analisi di «La zattera della Medusa» o della «Libertà che guida il popolo» si valuta la capacità di leggere la struttura compositiva (diagonali, piramide) e di collegare l'opera al contesto storico-politico (Restaurazione, moti del 1830).

Errori frequenti

  • Confondere Romanticismo e Neoclassicismo perché entrambi ottocenteschi: il Neoclassicismo persegue ordine, misura e bello ideale; il Romanticismo esalta sentimento, sublime e movimento. Sono poetiche contrapposte, non fasi dello stesso gusto.
  • Ridurre la «Libertà che guida il popolo» a semplice cronaca: la figura femminile è un'allegoria della Libertà, non una donna reale: ignorarne il valore simbolico falsa l'interpretazione dell'opera.

Approfondimento

Il sublime romantico ha altri due grandi protagonisti che completano il quadro europeo. In Inghilterra, William Turner spinge il paesaggio verso la dissoluzione della forma nella luce e nell'atmosfera: in «Pioggia, vapore e velocità» (1844) un treno lanciato nella tempesta è quasi disciolto in un vortice di luce e colore, dove la macchina moderna incontra la potenza sublime della natura; celebri anche le sue tele sull'incendio del Parlamento di Londra. Per la sua pittura di pura vibrazione luminosa Turner è considerato un grande precursore dell'Impressionismo. Sul versante opposto e complementare, la Spagna di Francisco Goya offre il sublime «nero», tragico e civile: «Il 3 maggio 1808» (1814, Prado) raffigura la fucilazione dei patrioti madrileni da parte delle truppe napoleoniche, opponendo la massa anonima e meccanica dei soldati al popolano illuminato dalla lanterna che spalanca le braccia in un gesto di crocifissione. Non c'è più l'eroe idealizzato, ma la vittima inerme: Goya inaugura una moderna pittura di denuncia contro l'orrore della guerra, che avrà eredi fino a Picasso. Anche il visionario Johann Heinrich Füssli, con «L'incubo», esplora il lato oscuro, onirico e irrazionale del sentimento. Al colloquio, mostrare che il Romanticismo non è uno stile ma un clima europeo declinato in modi diversi — meditazione della natura, denuncia storica, dissoluzione luministica, incubo — dimostra una visione d'insieme matura e articolata.

Ripasso attivo

Analizza «La zattera della Medusa» di Géricault individuando il soggetto, la struttura compositiva (linee di forza e disposizione delle figure), la resa della luce e dei sentimenti, e spiega in che modo l'opera esprime la poetica romantica del sublime e una denuncia di carattere civile.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Il Romanticismo storico italiano: Hayez#

●●○StandardLPOSA-storia-dell-arte-terzo-anno-triennio-romanticismo-realismo

Schema di lettura de «Il bacio» di Hayez

Il bacio di Hayez: due lettureTabella con 2 colonne e 4 righe, Dati: Descrittivo · Allegorico; gesto, abbraccio · commiato; abiti medievali · sacrificio; interno spoglio · ideale risorgim.; luce sul drappo · colori-tricoloreDESCRITTIVOALLEGORICOgesto, abbracciocommiatoabiti medievalisacrificiointerno spoglioideale risorgim.luce sul drappocolori-tricolore
Fig. 3Sotto la scena d’amore medievale, la lettura allegorica e patriottica: i colori dei drappi alludono al tricolore e all’alleanza italo-francese, il commiato al sacrificio risorgimentale (1859).

Punti chiave

In Italia il Romanticismo assume una fisionomia particolare, intrecciata con il Risorgimento: più che il sublime della natura, esso privilegia il tema storico e patriottico, facendo della pittura uno strumento di educazione sentimentale e di coscienza nazionale. Il quadro di soggetto storico-medievale diventa un modo per parlare, in forma allusiva, del presente e degli ideali di libertà e di unità.
Francesco Hayez (1791-1882) è il massimo interprete di questa stagione. Formatosi nella tradizione veneziana e neoclassica, ne conserva il disegno solido e la cura del modellato, ma vi innesta l'emozione, il colore caldo e i temi romantici: le sue tele storiche (come «I profughi di Parga» o «La meditazione») uniscono rigore formale e pathos sentimentale, mentre i ritratti restituiscono con finezza psicologica i protagonisti della cultura del tempo.
L'opera più celebre è «Il bacio» (1859): due giovani in abiti medievali si abbracciano in un interno spoglio; l'attenzione è concentrata sul gesto, sul drappeggio delle vesti e sulla luce che modella le stoffe. Al di là della scena amorosa, il dipinto è stato letto come allegoria patriottica — l'incontro tra Italia e Francia alleate, o il commiato del giovane che parte per combattere — e i colori delle vesti richiamano i tricolori italiano e francese, in sintonia con il clima dell'Unità.
Rispetto al Romanticismo «sublime» di Friedrich o «drammatico» di Delacroix, Hayez esprime un Romanticismo «storico e sentimentale»: il sentimento individuale (l'amore, la nostalgia, il sacrificio) si carica di significato collettivo e civile. La sua pittura mostra come, nell'Italia dell'Ottocento, l'arte si faccia portavoce di un'identità nazionale in formazione.
Esempio svolto

Costruire un paragrafo argomentativo sulla doppia lettura de «Il bacio»

Componi un breve paragrafo argomentativo che sostenga la tesi: «Il bacio di Hayez è insieme una scena d'amore e un messaggio patriottico».

  1. 01Enuncia la tesi

    Apri con una frase chiara: «Il bacio di Hayez non si esaurisce nella rappresentazione di un abbraccio amoroso, ma veicola un significato civile legato al Risorgimento».

  2. 02Primo argomento (livello descrittivo)

    Osserva i dati visivi: due giovani in abiti medievali, l'interno spoglio, la luce che esalta il drappeggio e il gesto del bacio, che concentra su di sé tutta l'attenzione emotiva.

  3. 03Secondo argomento (livello allegorico)

    Collega gli elementi cromatici (gli accostamenti che richiamano i tricolori italiano e francese) e la data (1859, anno della seconda guerra d'indipendenza) all'idea dell'alleanza tra i due paesi e del giovane che parte per combattere.

  4. 04Conclusione

    Sintetizza: il sentimento privato diventa simbolo collettivo, secondo la tipica vocazione del Romanticismo storico italiano.

Risultato: Il paragrafo dimostra, con dati visivi e contestuali, che l'opera funziona su due piani convergenti — la scena d'amore e il messaggio patriottico — e che proprio questa duplicità ne fa un manifesto del Romanticismo risorgimentale.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper spiegare la specificità del Romanticismo italiano (tema storico-patriottico, legame con il Risorgimento) rispetto alle declinazioni tedesca e francese.
  • Focus Esame di Stato: nell'analisi de «Il bacio» si valuta la capacità di leggere insieme il livello descrittivo (gesto, abiti, ambientazione) e quello allegorico-patriottico, con i riferimenti cromatici al tricolore.

Errori frequenti

  • Leggere «Il bacio» soltanto come scena romantica d'amore, trascurando la lettura allegorica e patriottica che lo collega al contesto risorgimentale.
  • Attribuire a Hayez un linguaggio puramente neoclassico: pur conservando un disegno controllato, egli è pienamente romantico per i temi, il colore e la carica emotiva.

Approfondimento

Un dato affascinante e verificabile approfondisce la lettura allegorica de «Il bacio» di Hayez: dell'opera esistono più versioni, e le variazioni di colore delle vesti codificano il mutare della situazione politica italiana. Nella prima versione del 1859 — anno della seconda guerra d'indipendenza e dell'alleanza tra Regno di Sardegna e Francia — l'azzurro-verde della veste di lei e il rosso delle calze del giovane, con il bianco, alludono ai tricolori italiano e francese, celebrando quell'intesa. In versioni successive Hayez modifica i colori (introducendo un drappo bianco che, con il rosso e il verde, richiama più direttamente il tricolore italiano), in sintonia con l'evolversi degli eventi verso l'Unità e con il raffreddarsi dei rapporti con la Francia. La scena stessa — due giovani in abiti medievali che si baciano in un interno spoglio, forse un commiato prima della partenza per la guerra — concentra l'attenzione sul gesto, sul drappeggio e sulla luce che modella le stoffe, secondo la lezione veneziana e neoclassica che Hayez conserva innestandovi il pathos romantico. Il quadro è così, insieme, scena d'amore e messaggio patriottico cifrato, capolavoro di quella «pittura di storia» che nell'Italia risorgimentale educa i sentimenti e la coscienza nazionale. Al colloquio, saper collegare gli elementi formali (composizione, luce, colore degli abiti) alla lettura allegorica e al contesto del Risorgimento è esattamente ciò che l'analisi dell'opera richiede.

Ripasso attivo

Spiega perché «Il bacio» di Hayez è considerato un manifesto del Romanticismo storico italiano: analizza il soggetto, gli elementi formali (composizione, luce, colore degli abiti) e illustra la possibile lettura allegorica in rapporto al Risorgimento.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Il Realismo: Courbet, Millet e la rappresentazione del vero#

●●○StandardLPOSA-storia-dell-arte-terzo-anno-triennio-romanticismo-realismo

Confronto tematico: eroismo romantico vs lavoro realista

Romanticismo e Realismo a confrontoTabella con 2 colonne e 4 righe, Dati: Romanticismo · Realismo; eroe, storia · poveri, lavoro; pathos · osservazione; del sentimento · della realtà; emozionare · documentareROMANTICISMOREALISMOeroe, storiapoveri, lavoropathososservazionedel sentimentodella realtàemozionaredocumentare
Fig. 4Il Realismo (Courbet, Millet) sostituisce all’eroe romantico (Delacroix, Géricault) i soggetti umili e il lavoro: dall’emozione del sentimento alla documentazione del vero sociale.

Punti chiave

Intorno alla metà dell'Ottocento, in Francia, nasce il Realismo: un movimento che rivendica il diritto dell'arte di rappresentare la realtà contemporanea così com'è, senza idealizzazione, e che porta sulla grande tela — formato fino ad allora riservato alla storia, alla mitologia e alla religione — i temi del lavoro, della povertà e della vita quotidiana del popolo. È una scelta tanto formale quanto sociale e politica, maturata nel clima delle rivoluzioni del 1848.
Gustave Courbet (1819-1877) ne è il capofila e il teorico. Egli dichiara di voler dipingere solo ciò che può vedere — «mostratemi un angelo e lo dipingerò» — e rifiuta sia l'idealismo classico sia l'evasione romantica. Ne «Gli spaccapietre» (1849) raffigura, a grandezza quasi naturale e senza alcuna retorica, due operai intenti a frantumare pietre lungo una strada: un vecchio e un giovane, di cui non si vedono i volti, simboli della fatica che si tramanda di generazione in generazione. Con «Funerale a Ornans» Courbet impone la dignità monumentale a un evento di provincia, scandalizzando la critica accademica.
Jean-François Millet (1814-1875), legato alla scuola di Barbizon, dedica la sua opera al mondo contadino con tono grave e solenne. In dipinti come «Le spigolatrici» o «L'Angelus» le figure dei lavoratori dei campi, colte in gesti umili e ripetuti, acquistano una compostezza quasi sacrale: la fatica del lavoro è osservata con rispetto e partecipazione, senza idealizzazioni ma con profonda umanità.
Il Realismo si oppone al Romanticismo proprio sul piano del «vero»: dove il romantico cerca il vero del sentimento, dell'eccezionale e dell'eroico, il realista cerca il vero della condizione sociale, dell'ordinario e del lavoro. Cambiano i soggetti (non più eroi, ma poveri e contadini), il tono (non più pathos, ma osservazione) e la funzione dell'arte, che si fa documento e talvolta denuncia della realtà del proprio tempo.
Esempio svolto

Analisi guidata: «Gli spaccapietre» di Courbet

Analizza «Gli spaccapietre» di Courbet spiegando come l'opera realizzi la poetica realista e in che cosa si distingua da un quadro romantico.

  1. 01Soggetto

    Due operai — un uomo anziano e un giovane — frantumano pietre lungo una strada. Il soggetto è umile e contemporaneo, tratto dalla vita quotidiana del lavoro.

  2. 02Formato e composizione

    Le figure sono rese a grandezza quasi naturale, su una tela di grandi dimensioni: un formato monumentale riservato di norma ai temi storici, qui applicato a due lavoratori, con effetto provocatorio.

  3. 03Tono e punto di vista

    I volti non sono visibili: i due non sono individui idealizzati ma figure-tipo della fatica; il vecchio e il giovane suggeriscono la perpetuazione della miseria di generazione in generazione. Non c'è retorica né pathos, ma osservazione diretta.

  4. 04Confronto con il Romanticismo

    Dove il quadro romantico esalta l'eroe, il sentimento e l'eccezionale, qui domina l'ordinario e il sociale: il «vero» non è quello dell'anima, ma quello della condizione di chi lavora.

Risultato: «Gli spaccapietre» è un manifesto del Realismo: portando il lavoro umile sul grande formato, senza idealizzazione, Courbet trasforma l'arte in documento e denuncia della realtà sociale, opponendosi tanto all'idealismo classico quanto all'evasione romantica.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper definire il Realismo e spiegarne la novità (soggetti popolari su grande formato, rifiuto dell'idealizzazione) e il legame con il contesto sociale del 1848.
  • Focus Esame di Stato: nell'analisi de «Gli spaccapietre» o «Le spigolatrici» si valuta la capacità di leggere la scelta del soggetto e del formato come presa di posizione, distinguendo l'osservazione realista dal pathos romantico.

Errori frequenti

  • Considerare il Realismo un semplice «dipingere bene dal vero» (abilità tecnica): è invece una scelta di campo che porta soggetti umili e sociali sulla grande tela, con valenza ideologica.
  • Confondere realismo e idealizzazione: Millet rappresenta i contadini con dignità, ma non li abbellisce né li trasforma in eroi: la dignità nasce dall'osservazione partecipe, non da una nobilitazione di maniera.

Approfondimento

Il manifesto del Realismo è «Un funerale a Ornans» di Gustave Courbet (1849-1850, Musée d'Orsay), e vale la pena analizzarne la portata provocatoria. Su una tela immensa, di oltre sei metri, larga come una grande «pittura di storia», Courbet dispone in un fregio orizzontale una cinquantina di figure a grandezza naturale: ma non sono eroi, dèi o santi, bensì gli abitanti qualunque del suo paese natale, riuniti attorno a una fossa in un funerale di provincia. Applicare a un evento «di nessuno» il formato e la dignità riservati ai grandi soggetti storici fu percepito come uno scandalo, un attacco alla gerarchia accademica dei generi. Non c'è idealizzazione né retorica: volti comuni, abiti dimessi, composizione volutamente priva di un centro drammatico. Nel 1855, escluso dall'Esposizione Universale, Courbet organizzò per protesta una mostra personale in un «Padiglione del Realismo», accompagnata da un manifesto teorico, gesto pionieristico dell'artista che si autopromuove. La sua celebre frase «mostratemi un angelo e lo dipingerò» riassume il rifiuto di ogni evasione idealistica o romantica. Va ricordato anche il finale politico: legato agli ideali del 1848 e alla Comune di Parigi del 1871, Courbet fu ritenuto responsabile dell'abbattimento della Colonna Vendôme, processato e condannato a risarcirla — vicenda che, sul piano dell'Educazione civica, tocca il tema del rispetto dei monumenti. Al colloquio, il «vero» realista va spiegato come scelta insieme formale, sociale e politica.

Ripasso attivo

Confronta «Gli spaccapietre» di Courbet con un'opera romantica di soggetto eroico (per esempio «La Libertà che guida il popolo» di Delacroix) mettendo in evidenza, per ciascuna, il soggetto, il tono e la funzione attribuita all'arte; spiega poi che cosa intende il Realismo per «rappresentazione del vero».

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

I Macchiaioli e la pittura italiana del vero#

●●○StandardLPOSA-storia-dell-arte-terzo-anno-triennio-romanticismo-realismo

Asse cronologico: dal Romanticismo all'Impressionismo (XIX secolo)

La pittura del vero nell’OttocentoLinea del tempo da 1810 a 1882, 1815: Romant., 1848: Realismo, 1861: Macchiaio., 1874: Impress.181018821815Romant.1848Realismo1861Macchiaio.1874Impress.
Fig. 5Lungo l’Ottocento: il Romanticismo, il Realismo francese (dal 1848), i Macchiaioli in Italia (« pittura del vero ») e l’avvio dell’Impressionismo (prima mostra, 1874).

Punti chiave

In Italia, e in particolare a Firenze intorno alla metà dell'Ottocento, la spinta verso il «vero» trova una via originale nei Macchiaioli, un gruppo di pittori che si ritrovava al Caffè Michelangiolo. Reagendo all'accademismo, essi rifondano la pittura sulla resa diretta della realtà osservata dal vero, all'aria aperta, e sul rapporto immediato tra luce e ombra: il loro nome deriva dalla «macchia», cioè dall'accostamento di campiture di colore e di toni contrapposti con cui costruivano l'immagine.
Il principio della «macchia» consiste nel cogliere la realtà attraverso masse di chiaro e di scuro, registrando l'effetto complessivo della luce più che il dettaglio disegnato: il contrasto netto tra zone illuminate e zone in ombra dà forma e profondità alle figure e al paesaggio. È un procedimento autonomo, sviluppato in Italia, che condivide con il Realismo francese l'attenzione al vero ma con un linguaggio proprio, fatto di sintesi luministica.
Giovanni Fattori (1825-1908) è l'esponente di maggior rilievo. Egli alterna i temi militari del Risorgimento — battaglie e soprattutto momenti di attesa e di marcia, colti senza enfasi celebrativa — alle scene di vita contadina e maremmana, come «In vedetta» (o «Il muro bianco»), dove un muro fortemente illuminato e i soldati a cavallo sono ridotti a essenziali macchie di luce e ombra. Accanto a lui operano Silvestro Lega, attento alla vita borghese e domestica, e Telemaco Signorini.
I Macchiaioli rappresentano la principale risposta italiana al Realismo europeo e, con la loro pittura all'aria aperta e l'attenzione agli effetti di luce, anticipano per alcuni aspetti — pur restando distinti — le ricerche dell'Impressionismo, che si svilupperà di lì a poco in Francia. La loro lezione consiste nel guardare il vero in modo diretto e sintetico, facendo della luce il vero strumento della rappresentazione.
Esempio svolto

Analisi guidata: «In vedetta» di Fattori e la tecnica della macchia

Analizza «In vedetta» di Giovanni Fattori spiegando in che modo la tecnica della macchia costruisce l'immagine e realizza la poetica del vero.

  1. 01Soggetto

    Alcuni soldati a cavallo sono fermi presso un alto muro bianco, sotto la luce intensa del sole: una scena di attesa, non di battaglia, tratta dalla quotidianità militare del Risorgimento.

  2. 02Costruzione per macchie

    L'immagine è organizzata su forti contrasti: la grande superficie chiarissima del muro illuminato si oppone alle macchie scure dei cavalieri e delle ombre; le figure sono sintetizzate in masse di colore, senza minuzia di dettaglio.

  3. 03Ruolo della luce

    La luce abbagliante è il vero soggetto: definisce lo spazio, schiaccia le ombre e dà all'insieme un senso di immobilità e di silenzio meridiano. La resa nasce dall'osservazione diretta del vero, all'aria aperta.

  4. 04Poetica del vero

    Non c'è enfasi eroica: la guerra è colta in un momento dimesso e reale. La sintesi luministica e la scelta del soggetto fanno dell'opera un esempio della via italiana al Realismo.

Risultato: In «In vedetta» Fattori costruisce l'immagine per masse contrapposte di chiaro e di scuro (la «macchia»), facendo della luce lo strumento della rappresentazione: il risultato è una pittura del vero, sintetica e antiretorica, espressione originale del Realismo italiano.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper spiegare il principio della «macchia» (costruzione dell'immagine per masse di chiaro-scuro) e collocare i Macchiaioli come risposta italiana al Realismo.
  • Focus Esame di Stato: nell'analisi di un'opera di Fattori si valuta la capacità di riconoscere la resa luministica per contrasti e di collegare i temi (Risorgimento, vita rurale) al contesto italiano.

Errori frequenti

  • Identificare i Macchiaioli con gli Impressionisti: pur condividendo la pittura del vero e l'attenzione alla luce, i Macchiaioli costruiscono per masse contrapposte di chiaro-scuro («macchia») e precedono cronologicamente l'Impressionismo, che ha tecnica e finalità in parte diverse.
  • Leggere le scene militari di Fattori come pittura celebrativa di battaglie eroiche: l'artista predilige momenti di attesa e di quotidianità della guerra, senza retorica, in coerenza con la poetica del vero.

Approfondimento

Conviene approfondire il metodo tecnico della «macchia», perché è un'invenzione originale e non un vago sinonimo di pittura di paesaggio. I Macchiaioli sostenevano che la realtà si percepisce anzitutto per masse di chiaro e di scuro, e che il primo dato dell'immagine è il contrasto tra zone di luce e zone d'ombra, non il contorno disegnato. Per «misurare» oggettivamente questi rapporti tonali si racconta che usassero lo «specchio nero» (una lastra annerita in cui guardare il soggetto riflesso, che ne semplifica i valori riducendo i dettagli): un procedimento quasi sperimentale che accosta la loro ricerca alla nascente cultura scientifica e fotografica dell'Ottocento. Ne deriva una pittura di piccole tavolette, spesso su supporti di recupero, costruita per campiture nette e sintetiche. In «La rotonda di Palmieri» di Giovanni Fattori (1866) la scena si comprime in una lunga, sottile fascia orizzontale, e le figure delle signore sotto la tenda si riducono a poche macchie di colore stagliate sulla luce del mare: la struttura orizzontale «tagliata» e la sintesi luministica sono il cuore del linguaggio. Il gruppo, riunito al Caffè Michelangiolo e sostenuto dal critico Diego Martelli, dialoga con il Realismo francese e con la scuola di Barbizon, e con la pittura all'aria aperta anticipa per alcuni aspetti — pur restando distinto — l'Impressionismo. Al colloquio, spiegare la «macchia» come principio costruttivo autonomo, e non come impressionismo italiano, coglie la specificità della risposta italiana al vero.

Ripasso attivo

Spiega che cosa si intende per «macchia» e analizza un'opera di Giovanni Fattori (per esempio «In vedetta») mostrando come la costruzione per contrasti di luce e ombra realizzi la poetica del vero; chiarisci infine il rapporto dei Macchiaioli con il Realismo francese e con l'Impressionismo.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Il Romanticismo: sublime e sentimento (Friedrich, Géricault, Delacroix)◐
    • 02Il Romanticismo storico italiano: Hayez◐
    • 03Il Realismo: Courbet, Millet e la rappresentazione del vero◐
    • 04I Macchiaioli e la pittura italiana del vero◐

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Dagli appunti all'allenamento

Romanticismo e Realismo

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~21
min
4
Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento

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