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Tra la fine del Settecento e la metà dell'Ottocento la pittura europea abbandona la misura razionale del Neoclassicismo per dare voce, con il Romanticismo, al sentimento, al sublime, al genio individuale e all'identità nazionale; di lì a poco il Realismo capovolge la prospettiva e porta sulla grande tela ciò che la tradizione aveva escluso: il lavoro, la fatica, la condizione sociale dei più umili. Questo appunto ricostruisce le due poetiche — il «vero» del sentimento e il «vero» della realtà sociale — attraverso i protagonisti europei (Friedrich, Géricault, Delacroix, Courbet, Millet) e italiani (Hayez e i Macchiaioli), insegnando a distinguerne i linguaggi e a collegarli alla storia dell'Ottocento. L'argomento è pienamente compreso nel programma valutabile all'Esame di Stato.
4 sezioni~21 min di lettura4 competenzeLivello Standard 4Verificato · 07/2026
livello base
A tutti gli indirizzi si richiede di riconoscere e analizzare le opere-chiave del Romanticismo e del Realismo, distinguendone le poetiche e collocandole nel contesto storico dell'Ottocento.
livello avanzato
Negli indirizzi a vocazione umanistica e linguistica (Classico, Linguistico, Scienze Umane/LES) si approfondiscono i nessi con la letteratura, la filosofia e i movimenti nazionali, leggendo l'opera anche come documento culturale e ideologico.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard
Mappa concettuale: le poetiche del Romanticismo
Schema compositivo della «Zattera della Medusa»
Osserva il «Viandante sul mare di nebbia» di Caspar David Friedrich e conducine l'analisi spiegando come l'opera realizzi la poetica romantica del sublime.
Un uomo elegantemente vestito è ritratto di spalle (Rückenfigur), in piedi su una roccia, mentre osserva un mare di nebbia da cui emergono cime e creste montuose. La figura di spalle annulla il ritratto individuale e diventa il punto di immedesimazione dello spettatore.
Il punto di vista rialzato e la posizione centrale della figura creano un asse verticale; la nebbia cancella i piani intermedi, sospendendo la figura tra il primo piano roccioso e l'orizzonte indistinto, così da dilatare lo spazio verso l'infinito.
La luce diffusa e fredda, priva di una fonte definita, e l'assenza di confini netti traducono visivamente l'idea dell'illimitato e del mistero della natura.
L'uomo, minuscolo di fronte all'immensità, prova ammirazione e insieme inquietudine: è il sublime. Il paesaggio diventa meditazione spirituale sul rapporto tra l'individuo, la natura e l'infinito.
Risultato: L'opera esemplifica il sublime romantico: la natura smisurata e la solitudine dell'uomo, mediante la Rückenfigur e la dissoluzione dei contorni nella nebbia, suscitano un sentimento di ammirazione e di timore che apre alla dimensione dell'infinito.
Errori frequenti
Approfondimento
Il sublime romantico ha altri due grandi protagonisti che completano il quadro europeo. In Inghilterra, William Turner spinge il paesaggio verso la dissoluzione della forma nella luce e nell'atmosfera: in «Pioggia, vapore e velocità» (1844) un treno lanciato nella tempesta è quasi disciolto in un vortice di luce e colore, dove la macchina moderna incontra la potenza sublime della natura; celebri anche le sue tele sull'incendio del Parlamento di Londra. Per la sua pittura di pura vibrazione luminosa Turner è considerato un grande precursore dell'Impressionismo. Sul versante opposto e complementare, la Spagna di Francisco Goya offre il sublime «nero», tragico e civile: «Il 3 maggio 1808» (1814, Prado) raffigura la fucilazione dei patrioti madrileni da parte delle truppe napoleoniche, opponendo la massa anonima e meccanica dei soldati al popolano illuminato dalla lanterna che spalanca le braccia in un gesto di crocifissione. Non c'è più l'eroe idealizzato, ma la vittima inerme: Goya inaugura una moderna pittura di denuncia contro l'orrore della guerra, che avrà eredi fino a Picasso. Anche il visionario Johann Heinrich Füssli, con «L'incubo», esplora il lato oscuro, onirico e irrazionale del sentimento. Al colloquio, mostrare che il Romanticismo non è uno stile ma un clima europeo declinato in modi diversi — meditazione della natura, denuncia storica, dissoluzione luministica, incubo — dimostra una visione d'insieme matura e articolata.
Ripasso attivo
Analizza «La zattera della Medusa» di Géricault individuando il soggetto, la struttura compositiva (linee di forza e disposizione delle figure), la resa della luce e dei sentimenti, e spiega in che modo l'opera esprime la poetica romantica del sublime e una denuncia di carattere civile.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema di lettura de «Il bacio» di Hayez
Componi un breve paragrafo argomentativo che sostenga la tesi: «Il bacio di Hayez è insieme una scena d'amore e un messaggio patriottico».
Apri con una frase chiara: «Il bacio di Hayez non si esaurisce nella rappresentazione di un abbraccio amoroso, ma veicola un significato civile legato al Risorgimento».
Osserva i dati visivi: due giovani in abiti medievali, l'interno spoglio, la luce che esalta il drappeggio e il gesto del bacio, che concentra su di sé tutta l'attenzione emotiva.
Collega gli elementi cromatici (gli accostamenti che richiamano i tricolori italiano e francese) e la data (1859, anno della seconda guerra d'indipendenza) all'idea dell'alleanza tra i due paesi e del giovane che parte per combattere.
Sintetizza: il sentimento privato diventa simbolo collettivo, secondo la tipica vocazione del Romanticismo storico italiano.
Risultato: Il paragrafo dimostra, con dati visivi e contestuali, che l'opera funziona su due piani convergenti — la scena d'amore e il messaggio patriottico — e che proprio questa duplicità ne fa un manifesto del Romanticismo risorgimentale.
Errori frequenti
Approfondimento
Un dato affascinante e verificabile approfondisce la lettura allegorica de «Il bacio» di Hayez: dell'opera esistono più versioni, e le variazioni di colore delle vesti codificano il mutare della situazione politica italiana. Nella prima versione del 1859 — anno della seconda guerra d'indipendenza e dell'alleanza tra Regno di Sardegna e Francia — l'azzurro-verde della veste di lei e il rosso delle calze del giovane, con il bianco, alludono ai tricolori italiano e francese, celebrando quell'intesa. In versioni successive Hayez modifica i colori (introducendo un drappo bianco che, con il rosso e il verde, richiama più direttamente il tricolore italiano), in sintonia con l'evolversi degli eventi verso l'Unità e con il raffreddarsi dei rapporti con la Francia. La scena stessa — due giovani in abiti medievali che si baciano in un interno spoglio, forse un commiato prima della partenza per la guerra — concentra l'attenzione sul gesto, sul drappeggio e sulla luce che modella le stoffe, secondo la lezione veneziana e neoclassica che Hayez conserva innestandovi il pathos romantico. Il quadro è così, insieme, scena d'amore e messaggio patriottico cifrato, capolavoro di quella «pittura di storia» che nell'Italia risorgimentale educa i sentimenti e la coscienza nazionale. Al colloquio, saper collegare gli elementi formali (composizione, luce, colore degli abiti) alla lettura allegorica e al contesto del Risorgimento è esattamente ciò che l'analisi dell'opera richiede.
Ripasso attivo
Spiega perché «Il bacio» di Hayez è considerato un manifesto del Romanticismo storico italiano: analizza il soggetto, gli elementi formali (composizione, luce, colore degli abiti) e illustra la possibile lettura allegorica in rapporto al Risorgimento.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Confronto tematico: eroismo romantico vs lavoro realista
Analizza «Gli spaccapietre» di Courbet spiegando come l'opera realizzi la poetica realista e in che cosa si distingua da un quadro romantico.
Due operai — un uomo anziano e un giovane — frantumano pietre lungo una strada. Il soggetto è umile e contemporaneo, tratto dalla vita quotidiana del lavoro.
Le figure sono rese a grandezza quasi naturale, su una tela di grandi dimensioni: un formato monumentale riservato di norma ai temi storici, qui applicato a due lavoratori, con effetto provocatorio.
I volti non sono visibili: i due non sono individui idealizzati ma figure-tipo della fatica; il vecchio e il giovane suggeriscono la perpetuazione della miseria di generazione in generazione. Non c'è retorica né pathos, ma osservazione diretta.
Dove il quadro romantico esalta l'eroe, il sentimento e l'eccezionale, qui domina l'ordinario e il sociale: il «vero» non è quello dell'anima, ma quello della condizione di chi lavora.
Risultato: «Gli spaccapietre» è un manifesto del Realismo: portando il lavoro umile sul grande formato, senza idealizzazione, Courbet trasforma l'arte in documento e denuncia della realtà sociale, opponendosi tanto all'idealismo classico quanto all'evasione romantica.
Errori frequenti
Approfondimento
Il manifesto del Realismo è «Un funerale a Ornans» di Gustave Courbet (1849-1850, Musée d'Orsay), e vale la pena analizzarne la portata provocatoria. Su una tela immensa, di oltre sei metri, larga come una grande «pittura di storia», Courbet dispone in un fregio orizzontale una cinquantina di figure a grandezza naturale: ma non sono eroi, dèi o santi, bensì gli abitanti qualunque del suo paese natale, riuniti attorno a una fossa in un funerale di provincia. Applicare a un evento «di nessuno» il formato e la dignità riservati ai grandi soggetti storici fu percepito come uno scandalo, un attacco alla gerarchia accademica dei generi. Non c'è idealizzazione né retorica: volti comuni, abiti dimessi, composizione volutamente priva di un centro drammatico. Nel 1855, escluso dall'Esposizione Universale, Courbet organizzò per protesta una mostra personale in un «Padiglione del Realismo», accompagnata da un manifesto teorico, gesto pionieristico dell'artista che si autopromuove. La sua celebre frase «mostratemi un angelo e lo dipingerò» riassume il rifiuto di ogni evasione idealistica o romantica. Va ricordato anche il finale politico: legato agli ideali del 1848 e alla Comune di Parigi del 1871, Courbet fu ritenuto responsabile dell'abbattimento della Colonna Vendôme, processato e condannato a risarcirla — vicenda che, sul piano dell'Educazione civica, tocca il tema del rispetto dei monumenti. Al colloquio, il «vero» realista va spiegato come scelta insieme formale, sociale e politica.
Ripasso attivo
Confronta «Gli spaccapietre» di Courbet con un'opera romantica di soggetto eroico (per esempio «La Libertà che guida il popolo» di Delacroix) mettendo in evidenza, per ciascuna, il soggetto, il tono e la funzione attribuita all'arte; spiega poi che cosa intende il Realismo per «rappresentazione del vero».
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Asse cronologico: dal Romanticismo all'Impressionismo (XIX secolo)
Analizza «In vedetta» di Giovanni Fattori spiegando in che modo la tecnica della macchia costruisce l'immagine e realizza la poetica del vero.
Alcuni soldati a cavallo sono fermi presso un alto muro bianco, sotto la luce intensa del sole: una scena di attesa, non di battaglia, tratta dalla quotidianità militare del Risorgimento.
L'immagine è organizzata su forti contrasti: la grande superficie chiarissima del muro illuminato si oppone alle macchie scure dei cavalieri e delle ombre; le figure sono sintetizzate in masse di colore, senza minuzia di dettaglio.
La luce abbagliante è il vero soggetto: definisce lo spazio, schiaccia le ombre e dà all'insieme un senso di immobilità e di silenzio meridiano. La resa nasce dall'osservazione diretta del vero, all'aria aperta.
Non c'è enfasi eroica: la guerra è colta in un momento dimesso e reale. La sintesi luministica e la scelta del soggetto fanno dell'opera un esempio della via italiana al Realismo.
Risultato: In «In vedetta» Fattori costruisce l'immagine per masse contrapposte di chiaro e di scuro (la «macchia»), facendo della luce lo strumento della rappresentazione: il risultato è una pittura del vero, sintetica e antiretorica, espressione originale del Realismo italiano.
Errori frequenti
Approfondimento
Conviene approfondire il metodo tecnico della «macchia», perché è un'invenzione originale e non un vago sinonimo di pittura di paesaggio. I Macchiaioli sostenevano che la realtà si percepisce anzitutto per masse di chiaro e di scuro, e che il primo dato dell'immagine è il contrasto tra zone di luce e zone d'ombra, non il contorno disegnato. Per «misurare» oggettivamente questi rapporti tonali si racconta che usassero lo «specchio nero» (una lastra annerita in cui guardare il soggetto riflesso, che ne semplifica i valori riducendo i dettagli): un procedimento quasi sperimentale che accosta la loro ricerca alla nascente cultura scientifica e fotografica dell'Ottocento. Ne deriva una pittura di piccole tavolette, spesso su supporti di recupero, costruita per campiture nette e sintetiche. In «La rotonda di Palmieri» di Giovanni Fattori (1866) la scena si comprime in una lunga, sottile fascia orizzontale, e le figure delle signore sotto la tenda si riducono a poche macchie di colore stagliate sulla luce del mare: la struttura orizzontale «tagliata» e la sintesi luministica sono il cuore del linguaggio. Il gruppo, riunito al Caffè Michelangiolo e sostenuto dal critico Diego Martelli, dialoga con il Realismo francese e con la scuola di Barbizon, e con la pittura all'aria aperta anticipa per alcuni aspetti — pur restando distinto — l'Impressionismo. Al colloquio, spiegare la «macchia» come principio costruttivo autonomo, e non come impressionismo italiano, coglie la specificità della risposta italiana al vero.
Ripasso attivo
Spiega che cosa si intende per «macchia» e analizza un'opera di Giovanni Fattori (per esempio «In vedetta») mostrando come la costruzione per contrasti di luce e ombra realizzi la poetica del vero; chiarisci infine il rapporto dei Macchiaioli con il Realismo francese e con l'Impressionismo.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)