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Sport individuali: tecnica e tattica

Negli sport individuali la prestazione dipende dal singolo atleta, che si confronta con se stesso, con l'avversario o con una misura oggettiva (tempo, distanza, punteggio tecnico). Questo appunto studia le caratteristiche degli sport individuali, l'apprendimento e l'esecuzione dei fondamentali tecnici, la dimensione tattica e strategica della gara e i criteri di valutazione della prestazione, con particolare riferimento all'atletica leggera, alla ginnastica e al nuoto. L'argomento rientra a pieno titolo nel programma dell'Esame di Stato, sia come conoscenza teorico-pratica sia come oggetto del colloquio orale e dei percorsi interdisciplinari.

4 sezioni·~19 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0666 / 15
Profilo d’esame
Praticare gli sport individuali approfondendone la teoria, la tecnica e la tatticaTrasferire e ricostruire tecniche, strategie e regole adattandole alle proprie capacitaAffrontare il confronto agonistico con etica ed equilibrio
Operatori:descrivianalizzaspiegaconfrontaclassificaillustragiustificacalcola

livello base

A tutti gli indirizzi liceali e richiesto conoscere le caratteristiche generali degli sport individuali, i fondamentali tecnici di almeno una disciplina praticata (tipicamente atletica leggera) e i principi tattici di base, sapendoli descrivere con il lessico specifico.

livello avanzato

Negli indirizzi a vocazione scientifica (Liceo Scientifico e opzione Scienze Applicate) si valorizza l'analisi biomeccanica del gesto e il calcolo di parametri di prestazione (velocita media, traiettoria del corpo libero), mentre negli indirizzi umanistico-linguistici e nel LES si privilegia la lettura tattica, comunicativa e culturale della disciplina.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Sport individuali: tecnica e tattica
    • 01Caratteristiche degli sport individuali○
    • 02I fondamentali tecnici◐
    • 03Aspetti tattici e strategie di gara●
    • 04La valutazione della prestazione◐
§ 01

Caratteristiche degli sport individuali#

●○○BaseLPOSA-scienze-motorie-sport-individualiLPSpecialita dell'atletica leggera (corse, salti, lanci) e relativi fondamentali

Classificazione degli sport individuali

Classificazione degli sport individualiTabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Criterio · Tipo · Esempi; Confronto · diretto · judo, scherma; Confronto · indiretto · atletica, nuoto; Gesto · ciclico · corse, marcia; Gesto · aciclico · salti, lanciCRITERIOTIPOESEMPIConfrontodirettojudo, schermaConfrontoindirettoatletica, nuotoGestociclicocorse, marciaGestoaciclicosalti, lanciAtletica leggera: corse (cicliche), salti e lanci(aciclici).

Punti chiave

Si definisce sport individuale quella disciplina in cui la prestazione dipende esclusivamente dall'atleta, senza la mediazione di compagni di squadra: il risultato e la diretta espressione delle capacita condizionali e coordinative, della tecnica e della preparazione mentale del singolo. Rientrano in questa categoria l'atletica leggera, la ginnastica, il nuoto, il tennis, il judo, la scherma, il ciclismo e molte altre discipline.
Una prima, fondamentale distinzione separa gli sport individuali a confronto diretto con l'avversario (sport di combattimento e di racchetta, come judo, lotta, scherma, tennis e badminton, dove l'azione altrui condiziona la propria) dagli sport individuali a confronto indiretto, in cui ciascuno gareggia contro una misura oggettiva (il cronometro nelle corse e nel nuoto, la distanza nei salti e nei lanci, il punteggio dei giudici nella ginnastica). Questa distinzione orienta il peso relativo della tattica reattiva rispetto alla tattica di gestione.
Una seconda distinzione, particolarmente utile in atletica, classifica i gesti in funzione del tipo di prestazione richiesta: discipline cicliche, in cui un gesto si ripete in modo regolare (corse, nuoto, ciclismo), e discipline acicliche, fondate su un gesto singolo e irripetibile da eseguire con la massima efficacia (salti e lanci). Le prime richiedono economia ed efficienza del movimento ripetuto, le seconde la massima espressione di potenza in un istante.
Il programma del triennio chiede di praticare almeno una disciplina individuale approfondendone teoria, tecnica e tattica. L'atletica leggera, definita lo sport di base per eccellenza, ne e l'esempio privilegiato: comprende le corse (veloci, di mezzofondo e fondo, a ostacoli, di marcia), i salti (in lungo, triplo, in alto, con l'asta) e i lanci (peso, disco, giavellotto, martello), coprendo cosi l'intero spettro di capacita motorie.
Esempio svolto

Classificare le specialita dell'atletica

Spiega a quale dei tre gruppi fondamentali dell'atletica leggera appartengono il salto in lungo, i 110 metri ostacoli e il lancio del peso, indicando per ciascuno se il gesto e ciclico o aciclico e quale capacita motoria e prevalente.

  1. 01Salto in lungo

    Appartiene al gruppo dei salti; il gesto e aciclico (rincorsa ciclica, ma il momento decisivo, lo stacco, e un atto singolo e irripetibile); capacita prevalente: forza esplosiva (potenza) degli arti inferiori.

  2. 02110 metri ostacoli

    Appartengono al gruppo delle corse; il gesto e prevalentemente ciclico (sequenza ritmica di passi e superamento degli ostacoli) con forte componente coordinativa di ritmo; capacita prevalente: velocita e coordinazione.

  3. 03Lancio del peso

    Appartiene al gruppo dei lanci; il gesto e aciclico (un solo lancio massimale); capacita prevalente: forza esplosiva del cingolo scapolo-omerale e di tutta la catena cinetica.

Risultato: Salto in lungo = salti, aciclico, forza esplosiva; 110hs = corse, ciclico, velocita/coordinazione; lancio del peso = lanci, aciclico, forza esplosiva.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: sai distinguere e definire con esempi sport a confronto diretto e indiretto, e gesti ciclici e aciclici, usando il lessico tecnico corretto.
  • Focus Esame di Stato: sai classificare le specialita dell'atletica leggera nei tre grandi gruppi (corse, salti, lanci) e collegarle alle capacita motorie prevalenti che richiedono.

Errori frequenti

  • Confondere sport individuale con sport praticato da soli: anche nel tennis o nel judo si gareggia contro un avversario, ma la prestazione resta individuale perche non c'e una squadra che condivide l'azione.
  • Ritenere che gli sport individuali non richiedano tattica: anche contro il solo cronometro esiste una tattica di gara (distribuzione dello sforzo, ritmo, gestione dell'energia).

Approfondimento

La classificazione degli sport individuali diventa più potente se la si incrocia con le categorie fisiologiche e cognitive già viste. Sul piano energetico le discipline si dispongono lungo il continuum dei meccanismi: i 100 metri e i lanci sono prove alattacide di potenza (pochi secondi), i 400 metri e i 200 di nuoto stressano il sistema lattacido, mentre il fondo e la marcia sono prove aerobiche — e la tattica di gara discende direttamente da quale sistema si vuole risparmiare o spendere. Sul piano cognitivo, la distinzione tra abilità « chiuse » e « aperte » spiega la differenza tra i due grandi gruppi: nelle prove a confronto indiretto (atletica, nuoto) il gesto è un'abilità chiusa, eseguita in ambiente stabile, e il compito è riprodurre il modello tecnico nel modo più costante possibile; negli sport di combattimento e di racchetta il gesto è un'abilità aperta, perché l'avversario rende l'ambiente mutevole, e conta soprattutto la capacità di anticipare, decidere e adattarsi. Ne deriva anche un diverso profilo psicologico: l'atleta individuale è solo di fronte al risultato, senza compagni su cui ripartire la responsabilità, e la sua prestazione dipende in modo cruciale dall'auto-regolazione dell'attivazione (arousal) — la legge di Yerkes-Dodson ricorda che esiste un livello ottimale di attivazione, oltre il quale la tensione degrada i gesti fini come un tiro con l'arco o una diagonale di ginnastica.

Ripasso attivo

Classifica le seguenti discipline secondo i due criteri studiati (confronto diretto/indiretto e gesto ciclico/aciclico) e motiva ogni scelta: 100 metri piani, salto in alto, judo, nuoto 200 stile libero, lancio del giavellotto.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

I fondamentali tecnici#

●●○StandardLPOSA-scienze-motorie-sport-individualiLPFondamentali di ginnastica e di altri sport individualiLPCriteri tecnici di esecuzione e parametri di prestazione

Le fasi funzionali del gesto tecnico e l'apprendimento motorio

Fasi del gesto tecnico e apprendimento motorioTabella con 2 colonne e 3 righe, Dati: Fase del gesto · Apprendimento; 1. Preparatoria · Coordinazione grezza; 2. Principale · Coordinazione fine; 3. Finale · Disponibilità variabileFASE DEL GESTOAPPRENDIMENTO1. PreparatoriaCoordinazione grezza2. PrincipaleCoordinazione fine3. FinaleDisponibilità variabileTecnica = modello esecutivo efficace ed economico (Meinel-Schnabel).

Punti chiave

La tecnica e il modello esecutivo ottimale di un gesto sportivo, cioe la soluzione motoria piu efficace ed economica per raggiungere un obiettivo. Apprendere la tecnica significa costruire uno schema motorio specializzato, automatizzato attraverso la ripetizione, che permette di ottenere il massimo risultato con il minimo dispendio energetico e il minimo rischio di errore.
L'apprendimento tecnico procede classicamente per tre fasi (modello di Meinel-Schnabel): la fase della coordinazione grezza, in cui il gesto e impreciso e dispendioso; la fase della coordinazione fine, in cui il movimento diventa preciso e fluido in condizioni standard; e la fase della disponibilita variabile, in cui il gesto resta efficace anche in situazioni mutevoli e sotto stress di gara. Il passaggio fra le fasi richiede ripetizione consapevole e correzione costante (feedback).
Quasi ogni gesto tecnico degli sport individuali si articola in fasi funzionali ricorrenti: una fase preparatoria (presa di posizione, caricamento), una fase principale o di realizzazione (l'azione che produce il risultato: stacco, lancio, bracciata) e una fase finale o conclusiva (ricaduta, ammortizzazione, recupero). Riconoscere queste fasi e la chiave dell'analisi tecnica e della correzione dell'errore.
Nell'atletica leggera la partenza dai blocchi della velocita esemplifica bene questa struttura: alla posizione di Ai posti segue il Pronti (bacino sollevato, peso avanzato sulle mani) e infine il Via, con la spinta esplosiva e la fase di accelerazione a tronco progressivamente eretto. In ginnastica i fondamentali (capovolte, verticale, ruota, elementi alle attrezzature) richiedono invece un altissimo controllo posturale e una precisa percezione del corpo nello spazio.
Esempio svolto

Analisi tecnica del salto in lungo

Descrivi le fasi del salto in lungo e indica, per ciascuna, l'obiettivo tecnico principale e un errore frequente da correggere.

  1. 01Rincorsa

    Obiettivo: raggiungere la massima velocita controllabile mantenendo una falcata regolare per arrivare allo stacco senza adattamenti dell'ultimo passo. Errore frequente: accorciare o allungare gli ultimi appoggi per timore di non centrare l'asse di battuta.

  2. 02Stacco (fase principale)

    Obiettivo: trasformare la velocita orizzontale in spinta verso l'alto con un appoggio attivo e una rapida estensione di anca, ginocchio e caviglia. Errore frequente: appoggio del piede troppo avanti che frena la corsa anziche generare spinta.

  3. 03Volo

    Obiettivo: mantenere l'equilibrio e preparare la ricaduta (tecnica a passo, raccolta o veleggiata). Errore frequente: chiudersi troppo presto perdendo distanza.

  4. 04Ricaduta (fase finale)

    Obiettivo: portare gli arti inferiori il piu avanti possibile e ammortizzare senza cadere all'indietro. Errore frequente: sedersi indietro, perdendo centimetri di misura.

Risultato: Il salto in lungo si scompone in rincorsa, stacco, volo e ricaduta; il momento tecnico decisivo e lo stacco, che trasforma velocita orizzontale in traiettoria di volo.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: sai descrivere le tre fasi di apprendimento motorio (coordinazione grezza, fine, disponibilita variabile) e applicarle a un gesto concreto.
  • Focus Esame di Stato: sai scomporre un gesto tecnico (es. la partenza dai blocchi o il salto in lungo) nelle sue fasi funzionali, indicando l'obiettivo di ciascuna.

Errori frequenti

  • Descrivere la tecnica come pura forza: la tecnica e efficienza ed economia del gesto, non massima fatica. Un gesto tecnicamente corretto e spesso quello che consuma meno energia.
  • Saltare la fase preparatoria nell'analisi: gran parte degli errori esecutivi nasce da un caricamento sbagliato, non dalla fase principale.

Approfondimento

Perché una tecnica sia « ottimale » deve obbedire a princìpi biomeccanici generali, formalizzati fra gli altri da Hochmuth. Il « principio della forza iniziale » spiega perché quasi ogni gesto potente è preceduto da un contro-movimento: un rapido movimento nella direzione opposta pre-tende la muscolatura e crea una forza di partenza, così la fase utile parte già « carica » (il caricamento prima del salto o del lancio). Il « principio della via di accelerazione ottimale » afferma che la forza va applicata lungo il tragitto più lungo e rettilineo possibile, per dare più tempo all'accelerazione: a questo servono la rincorsa e l'ampiezza del gesto di lancio. Il « principio del coordinamento degli impulsi parziali » (somma delle forze) richiede che i segmenti intervengano nella giusta successione temporale — dai grandi e lenti (gambe, tronco) ai piccoli e rapidi (braccio, mano) — così che le loro velocità si sommino: è la « catena cinetica » del lancio del giavellotto o del servizio nel tennis. Vi si aggiungono il principio di reazione (lo stacco spinge il terreno per esserne sospinti) e la conservazione del momento angolare, che spiega perché un tuffatore accelera la rotazione raccogliendo gli arti verso l'asse. Analizzare un gesto significa verificare se e come rispetta questi princìpi: è ciò che rende l'analisi tecnica una scienza e non un'impressione, oggi affinata dall'analisi video e cinematica.

Ripasso attivo

Scegli un fondamentale tecnico di una disciplina individuale che hai praticato (es. la bracciata a stile libero, la partenza dai blocchi, lo stacco nel salto in lungo) e scomponilo nelle sue fasi funzionali (preparatoria, principale, finale), indicando per ciascuna l'obiettivo e un errore tipico.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Aspetti tattici e strategie di gara#

●●●ApprofondimentoLPOSA-scienze-motorie-sport-individualiLPCriteri tecnici di esecuzione e parametri di prestazione

Distribuzione del ritmo (pacing) nei 1500 m: confronto fra tre strategie

Strategie di pacing nei 1500 mGrafico di ritmo costante, intercetta sull’asse y in y = 6, nell’intervallo x da 0 a 1500, Grafico di partenza troppo veloce, intercetta sull’asse y in y = 6.6, decrescente, nell’intervallo x da 0 a 1500, Grafico di ritmo progressivo, intercetta sull’asse y in y = 5.55, crescente, nell’intervallo x da 0 a 150020040060080010001200140055.566.57ritmo costantepartenza troppoveloceritmoprogressivovelocita (m/s)distanza (m)

Punti chiave

La tattica e l'insieme delle decisioni e dei comportamenti con cui l'atleta organizza la propria gara per ottenere il miglior risultato possibile, valorizzando i propri punti di forza e adattandosi alla situazione. Mentre la strategia e il piano generale stabilito prima della gara, la tattica e la sua applicazione e modifica in tempo reale, in risposta a cio che accade.
Negli sport a confronto indiretto con il cronometro la tattica e essenzialmente gestione dell'energia e del ritmo. Nelle gare di mezzofondo e fondo la distribuzione dello sforzo (pacing) e decisiva: una partenza troppo veloce accumula precocemente acido lattico e compromette il finale, mentre un ritmo regolare o leggermente progressivo (negative split, seconda meta piu veloce della prima) consente spesso il miglior tempo complessivo. La velocita media si calcola come rapporto fra spazio e tempo.
Negli sport a confronto diretto (tennis, scherma, judo) la tattica e prevalentemente reattiva e anticipatoria: leggere le intenzioni dell'avversario, variare il ritmo, alternare azioni di attacco e di difesa, indurre l'errore. Qui le capacita coordinative di reazione e anticipazione e l'aspetto cognitivo (lettura della situazione, scelta rapida) prevalgono sulla sola condizione fisica.
In tutti i casi la tattica deve fondarsi su un'onesta valutazione delle proprie capacita e su un equilibrio psicologico: la gestione dell'ansia da prestazione, della concentrazione e della motivazione e parte integrante della preparazione. Il programma sottolinea proprio il saper affrontare il confronto agonistico con etica ed equilibrio, riconoscendo l'avversario e rispettando le regole.
vmedia=stv_{media} = \dfrac{s}{t}vmedia​=ts​

Velocita media

La velocita media e il rapporto fra lo spazio percorso s e il tempo impiegato t. Per ottenere un risultato in metri al secondo, lo spazio va espresso in metri e il tempo in secondi.

t=svmediat = \dfrac{s}{v_{media}}t=vmedia​s​

Tempo da spazio e velocita

Invertendo la relazione si ricava il tempo necessario a percorrere uno spazio dato a una velocita media assegnata: utile per pianificare i tempi di passaggio (split) di una gara.

Esempio svolto

Velocita media e tempi di passaggio nei 1500 m

Un mezzofondista vuole correre i 1500 metri in 4 minuti e 10 secondi. Calcola la velocita media necessaria e il tempo di passaggio teorico a meta gara (750 m) se mantenesse un ritmo perfettamente costante.

  1. 01Converti il tempo in secondi

    4 minuti e 10 secondi corrispondono a 4 x 60 + 10 = 250 secondi.

  2. 02Calcola la velocita media

    Applico v = s / t con s = 1500 m e t = 250 s.

  3. 03Calcola il tempo di passaggio ai 750 m

    A ritmo costante il tempo per meta distanza e la meta del tempo totale.

  4. 04Esprimi il passaggio in minuti e secondi

    125 s = 2 minuti e 5 secondi: e il tempo di passaggio teorico a meta gara.

Risultato: Servono una velocita media di 6 m/s e un passaggio ai 750 m intorno a 2 min 05 s; nella pratica si pianifica un ritmo regolare o lievemente progressivo per riservare energie al finale.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: sai distinguere strategia (piano pre-gara) e tattica (adattamento in gara) e applicare i concetti a una disciplina concreta.
  • Focus Esame di Stato: sai spiegare il concetto di distribuzione dello sforzo (pacing) in una gara di mezzofondo e calcolare la velocita media data distanza e tempo.

Errori frequenti

  • Usare strategia e tattica come sinonimi: la strategia e il piano deciso prima, la tattica e la sua attuazione e correzione durante la gara.
  • Errore nel calcolo della velocita media: convertire male le unita (minuti e secondi vanno trasformati in secondi totali prima di dividere lo spazio per il tempo).

Approfondimento

La tattica di gara negli sport a confronto indiretto è essenzialmente gestione dell'energia nel tempo, e la fisiologia ne fissa i vincoli. La distribuzione del ritmo (pacing) può essere « costante » (splitting uniforme, spesso ottimale nel mezzofondo e nel fondo perché minimizza le variazioni della richiesta metabolica), « positiva » (partenza veloce e progressivo calo, quando si sfrutta al massimo la capacità anaerobica iniziale, come nei 400 m) o « negativa » (seconda metà più veloce, che preserva le riserve e sfrutta un finale in accelerazione). La scelta dipende dalla durata: nelle prove brevissime conviene erogare tutto subito, nelle prove lunghe una partenza troppo rapida anticipa l'accumulo di lattato e l'esaurimento del glicogeno, penalizzando il finale. Interviene qui il concetto di « teleoanticipazione »: il sistema nervoso regola in anticipo l'intensità sulla base della distanza residua e delle riserve percepite, in modo da esaurirle esattamente al traguardo e non prima — è l'idea del « governatore centrale » che protegge l'organismo da un collasso. Va infine distinta la « strategia » (il piano deciso prima della gara, basato sui propri punti di forza e sugli avversari) dalla « tattica » (gli aggiustamenti in tempo reale durante la prova): un buon atleta ha una strategia, ma sa cambiarla tatticamente se la gara prende una piega imprevista.

Ripasso attivo

Un mezzofondista corre i 1500 metri puntando al tempo di 4 minuti e 10 secondi. Descrivi una strategia di gara coerente (distribuzione del ritmo sui quattro giri da 375 m) e calcola la velocita media che deve mantenere.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

La valutazione della prestazione#

●●○StandardLPOSA-scienze-motorie-sport-individualiLPCriteri tecnici di esecuzione e parametri di prestazione

I criteri di valutazione della prestazione negli sport individuali

Criteri di valutazione della prestazioneTabella con 3 colonne e 2 righe, Dati: Tipo · Strumento · Discipline; Oggettiva · cronometro, metro · corsa, nuoto, salti; Codificata · giuria, codice · ginnastica, tuffiTIPOSTRUMENTODISCIPLINEOggettivacronometro, metrocorsa, nuoto, saltiCodificatagiuria, codiceginnastica, tuffiA scuola: miglioramento individuale, correttezza tecnica,impegno, fair play.

Punti chiave

Negli sport individuali la prestazione viene valutata in modi diversi a seconda della disciplina, e la conoscenza dei criteri di valutazione e parte del programma. Si distinguono misure oggettive, espresse da uno strumento (cronometro, fettuccia metrica), e valutazioni soggettive ma codificate, affidate a giudici che applicano un regolamento (codice dei punteggi della ginnastica).
Nelle discipline cronometriche e metriche (corse, nuoto, salti, lanci) la prestazione e direttamente misurabile: vince chi corre nel tempo minore, salta o lancia alla distanza maggiore. Il fotofinish per le corse e gli strumenti elettronici garantiscono precisione fino al centesimo di secondo; nei salti e nei lanci si misura la distanza con regole precise sul punto di battuta o di caduta dell'attrezzo.
Nelle discipline tecnico-combinatorie (ginnastica artistica, tuffi, pattinaggio) la valutazione e affidata a giurie che assegnano un punteggio combinando la difficolta del programma (D-score) e la qualita di esecuzione (E-score, in genere su una base di 10 punti da cui si sottraggono le penalita). Il risultato e percio una valutazione esperta ma regolamentata, non una semplice misura.
In ambito scolastico la valutazione tiene conto non solo del risultato assoluto, ma anche del miglioramento individuale rispetto ai livelli di partenza, della correttezza tecnica del gesto, dell'impegno e del rispetto delle regole e del fair play. Per questo si usano test motori standardizzati e tabelle di riferimento che rendono confrontabili i risultati.
E=10−∑ipiE = 10 - \sum_i p_iE=10−i∑​pi​

Punteggio di esecuzione (E-score)

Il punteggio di esecuzione parte da una base di 10 punti da cui si sottrae la somma di tutte le penalita p_i assegnate dai giudici per gli errori di esecuzione. Il punteggio finale e poi dato dalla somma di esecuzione e difficolta.

Esempio svolto

Calcolo del punteggio di un esercizio di ginnastica

Un esercizio di ginnastica artistica ha una nota di difficolta (D-score) di 4.8 punti. La giuria di esecuzione parte da 10 punti e applica penalita complessive per 1.7 punti. Calcola il punteggio di esecuzione e il punteggio finale dell'esercizio.

  1. 01Calcola il punteggio di esecuzione

    Sottraggo dalla base di 10 la somma delle penalita.

  2. 02Somma difficolta ed esecuzione

    Il punteggio finale e la somma di D-score ed E-score.

  3. 03Interpreta il risultato

    Il punteggio finale di 13.1 combina la complessita dell'esercizio (4.8) e la sua pulizia esecutiva (8.3): per migliorarlo l'atleta puo aumentare la difficolta o ridurre le penalita di esecuzione.

Risultato: Punteggio di esecuzione E = 8.3; punteggio finale dell'esercizio P = 13.1 punti.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: sai distinguere valutazione oggettiva (misura) e valutazione codificata da giuria, con esempi di discipline per ciascun tipo.
  • Focus Esame di Stato: sai spiegare come, nella valutazione scolastica, contino il miglioramento individuale e la correttezza tecnica oltre al risultato assoluto.

Errori frequenti

  • Pensare che la ginnastica sia valutata in modo arbitrario: il punteggio segue un codice preciso che separa difficolta ed esecuzione, riducendo la soggettivita.
  • Confondere prestazione e valutazione scolastica: a scuola conta anche il progresso rispetto al livello iniziale, non solo il dato assoluto.

Approfondimento

La valutazione della prestazione si divide nettamente tra misura oggettiva e giudizio. Nelle discipline a misura (corse, salti, lanci, nuoto) il risultato è una grandezza fisica — tempo, distanza, altezza — rilevata con strumenti sempre più precisi (cronometraggio elettronico al centesimo o al millesimo, fotocellule, fotofinish): il primato e la classifica sono quindi indiscutibili, purché siano rispettate le condizioni di regolarità, per esempio il limite di vento favorevole nelle prove veloci e nel salto in lungo, oltre il quale il record non è omologato. Nelle discipline « a giudizio » (ginnastica, tuffi, pattinaggio) il punteggio è invece assegnato da una giuria secondo un « codice dei punteggi »: le regolamentazioni moderne separano un voto di difficoltà (D, che somma il valore degli elementi eseguiti) da un voto di esecuzione (E, che parte da un massimo e sottrae le penalità per gli errori). Poiché il giudizio umano introduce soggettività, si adottano accorgimenti per l'affidabilità inter-giudice: più giudici indipendenti, l'eliminazione del voto più alto e del più basso e la media dei rimanenti (media « spuntata »), regolamenti dettagliati che riducono la discrezionalità. Restano comunque validi i criteri di validità e attendibilità già visti per i test: anche una prestazione va valutata con procedure standardizzate perché il confronto — tra atleti e nel tempo — sia legittimo.

Ripasso attivo

Confronta i criteri di valutazione di una corsa dei 100 metri e di un esercizio di ginnastica artistica, evidenziando in cosa la misura oggettiva differisce dal punteggio di giuria; poi calcola il punteggio di esecuzione di un esercizio con base 10 e penalita complessive di 1.7 punti.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Caratteristiche degli sport individuali○
    • 02I fondamentali tecnici◐
    • 03Aspetti tattici e strategie di gara●
    • 04La valutazione della prestazione◐

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione

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