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Linguaggi del corpo, espressivita e comunicazione non verbale

Il corpo non si limita a muoversi: comunica. Questo argomento studia il movimento come linguaggio, distingue la comunicazione verbale da quella non verbale (mimica, gestualita, postura, prossemica) e conduce all'ideazione e all'esecuzione di sequenze motorie, ritmiche ed espressive. L'obiettivo e padroneggiare gli aspetti comunicativi, culturali e relazionali dell'espressivita corporea, sapendo interpretare i messaggi del corpo e produrre semplici composizioni motorie individuali e di gruppo.

4 sezioni·~18 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0555 / 15
Profilo d’esame
OSA-espressivita-1 · Conoscere e padroneggiare gli aspetti comunicativi, culturali e relazionali dell'espressivita corporeaOSA-espressivita-2 · Utilizzare il movimento come strumento di comunicazione ed espressione personale e di gruppoOSA-espressivita-3 · Saper interpretare e produrre semplici composizioni motorie e ritmico-espressive
Operatori:analizzadescrivispiegaconfrontaclassificainterpretaillustraideare ed eseguire

livello base

A tutti gli indirizzi liceali si chiede di riconoscere i canali della comunicazione non verbale e di ideare ed eseguire una semplice sequenza espressiva o ritmica, individuale o di gruppo.

livello avanzato

Negli indirizzi con maggiore sensibilita ai linguaggi (Liceo delle Scienze Umane e opzione Economico-Sociale, Liceo Linguistico) si approfondisce l'analisi della prossemica e dei codici culturali del corpo; nei Licei Scientifico, Scienze Applicate e Classico si valorizza il rigore nell'analisi del rapporto fra ritmo, struttura e movimento.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Linguaggi del corpo, espressivita e comunicazione non verbale
    • 01Il corpo come strumento di comunicazione○
    • 02Comunicazione verbale e non verbale: i canali del corpo◐
    • 03Ritmo, musica e movimento◐
    • 04Composizione ed espressione motoria●
§ 01

Il corpo come strumento di comunicazione#

●○○BaseLPOSA-scienze-motorie-espressivita-corporeaLPComunicazione non verbale: mimica, gestualita, postura, prossemica

Il processo della comunicazione corporea

Il processo della comunicazione corporeaGrafo, Emittente → Codice / canale, Codice / canale → Ricevente, Ricevente → EmittenteEmittenteCodice /canaleRiceventemessaggiofeedback

Punti chiave

Ogni gesto, ancor prima della parola, dice qualcosa di noi: il corpo e un emittente che comunica in modo continuo, anche quando taciamo. In questa sezione si inquadra il movimento come linguaggio, cioe come sistema di segni capace di trasmettere informazioni, emozioni e relazioni, e si introduce il vocabolario di base della comunicazione corporea.
Comunicare significa mettere in comune un messaggio: secondo il modello classico, un emittente codifica un contenuto, lo trasmette attraverso un canale e un codice, e un ricevente lo decodifica restituendo un feedback, il tutto immerso in un contesto e disturbato da possibili rumori. Nel movimento espressivo il corpo e contemporaneamente l'emittente e il canale, mentre il codice e fatto di posture, gesti, espressioni e occupazione dello spazio.
Il corpo comunica su due piani inseparabili: quello del contenuto (cosa si dice) e quello della relazione (come ci si pone rispetto all'altro). Un medesimo gesto, come avvicinarsi a un compagno, puo dire collaborazione o invadenza a seconda del tono posturale e della distanza: per questo l'espressivita corporea non e mai neutra, ma definisce sempre anche un rapporto.
Imparare a usare consapevolmente il corpo come strumento di comunicazione e un traguardo educativo: significa ampliare il proprio repertorio espressivo, controllare i segnali involontari, sintonizzarsi con l'altro e con il gruppo. E la premessa di tutte le attivita successive, dalle composizioni ritmiche alle drammatizzazioni motorie.
Esempio svolto

Analizzare un gesto come atto comunicativo

Un compagno, dopo un punto vinto in una partita di pallavolo, alza le braccia e si gira verso la squadra battendo i palmi. Analizza questo comportamento come atto di comunicazione corporea, distinguendo contenuto e relazione.

  1. 01Individua l'emittente e il canale

    L'emittente e il giocatore; il canale e il suo stesso corpo, che usa braccia, sguardo e orientamento verso i compagni.

  2. 02Decodifica il messaggio (contenuto)

    Le braccia alzate e i palmi battuti codificano esultanza e l'invito a condividere il successo: il contenuto e 'abbiamo fatto punto, bene cosi'.

  3. 03Leggi il piano della relazione

    Girarsi verso la squadra e cercarne lo sguardo definisce una relazione di appartenenza e coesione: il gesto rinforza il legame di gruppo, non e rivolto all'avversario.

  4. 04Riconosci il feedback

    I compagni che ricambiano il cinque chiudono il circuito comunicativo con un feedback che conferma e amplifica il messaggio.

Risultato: Il gesto e un atto comunicativo non verbale completo: trasmette un contenuto (esultanza) e, soprattutto, definisce una relazione di coesione interna alla squadra, confermata dal feedback dei compagni.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper definire la comunicazione come processo (emittente, messaggio, codice, canale, ricevente, feedback, contesto) e collocarvi il corpo come canale e codice insieme.
  • Focus Esame di Stato: nel colloquio, saper spiegare con un esempio concreto la differenza fra piano del contenuto e piano della relazione di un gesto.

Errori frequenti

  • Ridurre la comunicazione corporea ai soli gesti delle mani, dimenticando postura, mimica, sguardo, distanza e ritmo del movimento.
  • Pensare che si comunichi solo quando lo si vuole: in realta il corpo emette segnali anche involontari, e il silenzio o l'immobilita sono a loro volta messaggi.

Approfondimento

La comunicazione corporea trova un fondamento teorico nella pragmatica della comunicazione della scuola di Palo Alto (Watzlawick e colleghi), sintetizzata in alcuni assiomi. Il primo — « non si può non comunicare » — è decisivo nello sport: anche l'immobilità, il silenzio o il rifiuto di rispondere trasmettono un messaggio, perché ogni comportamento in presenza di un altro ha valore comunicativo. Il secondo assioma distingue in ogni scambio un livello di contenuto (l'informazione) e un livello di relazione (come i due si pongono l'uno rispetto all'altro) e sostiene che il secondo classifica il primo: lo stesso « bravo » detto a un compagno può incoraggiare o ferire secondo il tono e la postura. Un terzo assioma distingue la comunicazione « analogica » (i gesti, la mimica, la prossemica, che somigliano a ciò che esprimono) da quella « digitale » (le parole, segni convenzionali): il corpo parla soprattutto per analogia, ed è perciò più universale ma anche più ambiguo. Va infine trattato con onestà il celebre « 7-38-55 » di Mehrabian, spesso citato a sproposito: quelle percentuali (parole 7%, voce 38%, volto 55%) valgono solo per la comunicazione di emozioni e atteggiamenti in presenza di messaggi incongruenti, non per la comunicazione in generale — non dimostrano affatto che « il 93% di ciò che diciamo sia non verbale ».

Ripasso attivo

Descrivi il processo di comunicazione applicandolo a una scena di gioco sportivo a tua scelta: individua emittente, messaggio, codice corporeo, canale, ricevente e feedback, e spiega un possibile rumore comunicativo.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Comunicazione verbale e non verbale: i canali del corpo#

●●○StandardLPOSA-scienze-motorie-espressivita-corporeaLPComunicazione non verbale: mimica, gestualita, postura, prossemica

Le quattro zone prossemiche di Hall

Le quattro zone prossemiche di Hallcerchi concentrici, 4 anelli, Dati: Io, Intima ≤45 cm, Personale ≤120, Sociale ≤360, Pubblica >360Pubblica >360Sociale ≤360Personale ≤120Intima ≤45 cmIo

Punti chiave

Accanto alle parole, comunichiamo con tutto il corpo: questa sezione distingue la comunicazione verbale (la lingua, parlata o scritta) da quella non verbale e analizza i suoi canali principali. La comunicazione non verbale e spesso piu sincera della parola, perche in larga parte sfugge al controllo cosciente.
I canali del non verbale possono essere ordinati cosi: la mimica facciale (le espressioni del volto, sede privilegiata delle emozioni), la cinesica o gestualita (i movimenti di mani, braccia, capo e corpo), la postura (l'atteggiamento globale del corpo, aperto o chiuso, teso o rilassato), lo sguardo e il contatto visivo, e la prossemica (l'uso delle distanze interpersonali). A questi si aggiungono gli aspetti paraverbali, cioe il tono, il volume e il ritmo della voce, che accompagnano la parola senza coincidere con il suo contenuto.
La prossemica, studiata da Edward T. Hall, descrive come la distanza fra le persone comunichi il tipo di rapporto. Si individuano quattro zone: la distanza intima (fino a circa 45 cm, riservata agli affetti piu stretti), la distanza personale (circa 45-120 cm, tipica della conversazione fra conoscenti), la distanza sociale (circa 120-360 cm, dei rapporti formali) e la distanza pubblica (oltre i 360 cm, della comunicazione a un pubblico). Le misure sono indicative e culturalmente variabili.
Verbale e non verbale lavorano insieme: il non verbale puo ripetere, sostituire, accentuare o regolare il verbale, ma puo anche contraddirlo. Quando parole e corpo dicono cose diverse, l'interlocutore tende a credere al corpo: per questo nello sport, nel teatro e nella vita quotidiana la coerenza fra cio che si dice e cio che si mostra e decisiva per l'efficacia del messaggio.
Esempio svolto

Confrontare verbale e non verbale in un messaggio incoerente

Un allenatore dice a un atleta 'Tranquillo, sei stato bravissimo' mentre tiene le braccia incrociate, distoglie lo sguardo e usa un tono piatto. Analizza il messaggio confrontando il canale verbale e quello non verbale e indica quale prevarra nella percezione dell'atleta.

  1. 01Isola il contenuto verbale

    Le parole 'sei stato bravissimo' veicolano un contenuto positivo, di rassicurazione e lode.

  2. 02Leggi i canali non verbali

    Braccia incrociate = postura chiusa/difensiva; sguardo distolto = scarso coinvolgimento; tono piatto = paraverbale privo di calore. Tutti segnali di distanza o disappunto.

  3. 03Riconosci l'incoerenza

    Verbale (positivo) e non verbale (negativo/distaccato) si contraddicono: il messaggio e ambiguo, una 'doppia comunicazione'.

  4. 04Stabilisci quale canale prevale

    Di fronte a un'incoerenza, il ricevente tende a fidarsi del non verbale, piu difficile da fingere: l'atleta percepira piu il distacco che la lode.

Risultato: Il messaggio risulta inefficace e poco credibile: la lode verbale e smentita dalla postura chiusa, dallo sguardo sfuggente e dal tono piatto, e l'atleta percepira soprattutto il segnale non verbale di distacco.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper elencare e definire i canali della comunicazione non verbale (mimica, gestualita/cinesica, postura, sguardo, prossemica, paraverbale).
  • Focus Esame di Stato: conoscere le quattro distanze prossemiche di Hall e saperle associare al tipo di relazione, riconoscendone la variabilita culturale.

Errori frequenti

  • Confondere il paraverbale (tono, volume, ritmo della voce) con il verbale (il contenuto delle parole): il paraverbale e un canale a se, non verbale.
  • Trattare le distanze prossemiche come misure fisse e universali, ignorando che variano fra culture, contesti e individui.

Approfondimento

L'analisi dei canali non verbali si è affinata con la ricerca psicologica. Sul volto, Paul Ekman ha documentato un piccolo insieme di emozioni « di base » riconosciute in modo simile in culture molto diverse (gioia, tristezza, rabbia, paura, disgusto, sorpresa), codificando i movimenti muscolari facciali in un sistema descrittivo (FACS); su questa universalità si innestano però le « regole di esibizione » (display rules) apprese dalla cultura, che modulano quanto un'emozione può essere mostrata. La gestualità è stata ordinata da Ekman e Friesen in categorie funzionali: gli « emblemi » (gesti dal significato convenzionale preciso, come il pollice in su, traducibili in parole), gli « illustratori » (accompagnano e sottolineano il discorso), i « regolatori » (governano i turni dello scambio, come il cenno del capo), le « manifestazioni di affetto » e gli « adattatori » (gesti di auto-manipolazione legati alla tensione). Un concetto-chiave è il « leakage », la fuga involontaria: quando parola e corpo divergono, sono i canali meno controllabili — le micro-espressioni del volto, i movimenti dei piedi — a tradire lo stato reale. È la base dell'intuizione che « il corpo non mente »: proprio perché in larga parte sottratta al controllo volontario, la comunicazione non verbale risulta spesso più attendibile di quella verbale.

Ripasso attivo

Costruisci una tabella che associ a ciascuna delle quattro zone prossemiche di Hall l'intervallo di distanza indicativo e un esempio di situazione tipica, poi commenta brevemente perche tali distanze possono cambiare da una cultura all'altra.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Ritmo, musica e movimento#

●●○StandardLPOSA-scienze-motorie-espressivita-corporeaLPAttivita ritmico-musicali, coreutiche ed espressive

Frase motoria su 8 tempi (misura 4/4)

Frase motoria su 8 tempi (4/4): accenti su 1 e 5Retta numerica, accento, accento, 2, 3, 4, 6, 7, 812345678accentoaccento

Punti chiave

Il movimento espressivo si organizza nel tempo, e il tempo del movimento e il ritmo: questa sezione studia il rapporto fra ritmo, musica e gesto, fondamento delle attivita ritmico-musicali e coreutiche (la danza educativa, l'aerobica, la ginnastica ritmica, le drammatizzazioni).
Il ritmo e l'organizzazione ordinata e periodica del movimento nel tempo, fatta di accenti, pause e durate. I suoi elementi sono il tempo o pulsazione di base (il battito regolare), la velocita o tempo musicale (lento, moderato, veloce), l'accento (il momento di maggiore intensita) e la frase ritmica (un insieme di battiti raggruppati, tipicamente in misure di 2, 3 o 4 tempi).
La capacita di percepire e riprodurre il ritmo e una delle capacita coordinative (la capacita di ritmizzazione): permette di adeguare il movimento a una struttura temporale data, sia interna (un ritmo che ci si impone) sia esterna (la musica, il battito delle mani, la voce). Allenare il ritmo migliora la fluidita, la coordinazione e l'economia del gesto, anche negli sport non espressivi (la corsa, il nuoto, i salti).
Sincronizzare il movimento con la musica significa far coincidere gli accenti del corpo con gli accenti musicali. Una semplice unita di lavoro e la 'frase' di otto tempi: su una base musicale di 8 movimenti si costruisce una sequenza che, ripetuta e variata, diventa una coreografia. Variare velocita, ampiezza, direzione e livello (alto, medio, basso) arricchisce l'espressivita mantenendo l'aggancio ritmico.
t=60BPMt = \dfrac{60}{\text{BPM}}t=BPM60​

Durata di un tempo

La durata in secondi di una pulsazione (un 'tempo') si ottiene dividendo 60 secondi per il numero di battiti al minuto (BPM, battiti per minuto) del brano.

Tfrase=60BPM×nT_{\text{frase}} = \dfrac{60}{\text{BPM}} \times nTfrase​=BPM60​×n

Durata di una frase ritmica

La durata di una frase di n tempi e la durata di un tempo moltiplicata per il numero n di tempi (battiti) che compongono la frase.

Esempio svolto

Calcolare la durata di una frase ritmica

Devi costruire una frase motoria di 8 tempi su un brano con tempo di 120 BPM. Calcola la durata di un singolo tempo e la durata complessiva della frase di 8 tempi.

  1. 01Calcola la durata di un tempo

    Un tempo dura 60 diviso il numero di BPM.

  2. 02Moltiplica per il numero di tempi

    La frase ha n = 8 tempi, quindi la sua durata e 0.5 s per 8.

  3. 03Interpreta il risultato

    Ogni movimento della sequenza dura mezzo secondo; l'intera frase di 8 movimenti occupa 4 secondi e corrisponde a due misure da 4/4.

Risultato: Un tempo dura 0.5 s e la frase di 8 tempi dura 4 s (due misure in 4/4): su questa struttura si distribuiscono gli 8 movimenti con accenti sul tempo 1 e sul tempo 5.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper definire il ritmo e i suoi elementi (pulsazione, tempo, accento, frase ritmica) e collegarlo alla capacita coordinativa di ritmizzazione.
  • Focus Esame di Stato: saper spiegare come si sincronizza il movimento con la musica, ad esempio costruendo una frase motoria su 8 tempi.

Errori frequenti

  • Confondere la velocita del brano (tempo musicale) con il ritmo: il ritmo riguarda l'organizzazione degli accenti e delle durate, non solo l'andare piu o meno veloci.
  • Eseguire una sequenza 'a tempo' badando solo a non fermarsi, senza far coincidere gli accenti del movimento con quelli musicali, perdendo cosi l'effetto espressivo.

Approfondimento

Sincronizzare il movimento a un ritmo esterno è un compito neurologico raffinato, chiamato sincronizzazione sensomotoria. L'orecchio coglie la pulsazione, ma è il cervello a estrarne il « battito » regolare e a prevederlo: circuiti che coinvolgono i gangli della base, l'area motoria supplementare e il cervelletto costruiscono un modello temporale che permette di anticipare l'accento — è per questo che riusciamo a battere le mani « sul » tempo e non solo « dopo » di esso. La musica non è quindi un semplice sottofondo: fornisce uno scandire esterno che l'apparato motorio usa come guida (entrainment), regolarizzando la cadenza del passo o della bracciata. Il tempo si misura in battiti al minuto (BPM) e ha effetti concreti sulla prestazione: una cadenza musicale adeguata all'intensità agisce da vero ausilio ergogenico, riducendo la percezione della fatica e migliorando l'economia del gesto ciclico, mentre un ritmo troppo veloce o troppo lento rispetto alla cadenza naturale disturba la coordinazione. Su questa base si fondano metodi didattici storici come la ritmica di Émile Jaques-Dalcroze, che educa il senso musicale attraverso il movimento del corpo, e lo Schulwerk di Carl Orff, che unisce parola, musica e gesto: entrambi partono dall'idea che il ritmo si comprenda anzitutto vivendolo con il corpo, prima che analizzandolo.

Ripasso attivo

Componi una frase motoria di 8 tempi (un movimento per ogni tempo) su un brano a 4/4: indica per ciascun tempo il movimento e segnala su quali tempi cade l'accento, spiegando come hai fatto coincidere accenti del corpo e accenti musicali.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Composizione ed espressione motoria#

●●●ApprofondimentoLPOSA-scienze-motorie-espressivita-corporeaLPAttivita ritmico-musicali, coreutiche ed espressive

I quattro fattori del movimento (modello di Laban)

I quattro fattori del movimento (Laban)ruota segmentata, 4 segmenti, Dati: Movimento, Corpo, Spazio, Tempo, EnergiaCorpoquali partiSpaziodirezioni, livelliTemporitmo, accentiEnergiaforte / leggeraMovimento

Punti chiave

Sapere comunicare con il corpo conduce a saper comporre: questa sezione affronta l'ideazione e l'esecuzione di sequenze di movimento e di semplici composizioni espressive, individuali e di gruppo, traguardo culminante dell'argomento. Comporre significa scegliere e organizzare i materiali del movimento per esprimere un'idea, un'emozione o un tema.
I materiali della composizione sono i fattori del movimento, sintetizzati nella teoria di Rudolf Laban: il corpo (quali parti si muovono), lo spazio (direzioni, livelli alto/medio/basso, traiettorie, ampiezza), il tempo (veloce/lento, ritmo, accenti) e l'energia o dinamica (movimento forte/leggero, fluido/trattenuto). Variando questi fattori si trasforma lo stesso gesto in una gamma espressiva amplissima.
Una composizione si costruisce per fasi: si sceglie un tema o un'emozione da rappresentare, si esplorano e si improvvisano movimenti coerenti, si selezionano i piu efficaci, li si organizza in una struttura con inizio, sviluppo e finale, li si collega con transizioni fluide e infine li si rifinisce e memorizza per l'esecuzione. Nelle composizioni di gruppo si aggiungono le relazioni spaziali (unisono, canone, contrasto, simmetria, contatto) fra gli esecutori.
La qualita di una composizione si valuta osservando la coerenza fra movimento e tema, la varieta e il controllo dei fattori del movimento, la sincronia con il ritmo o la musica, la chiarezza della struttura e, nel gruppo, la coordinazione fra gli esecutori. L'espressione motoria educa cosi alla creativita, all'ascolto reciproco e alla padronanza consapevole del proprio corpo.
Esempio svolto

Ideare una sequenza espressiva con i fattori di Laban

Devi ideare una breve sequenza individuale che esprima il tema 'dal seme al fiore'. Costruiscila passo passo usando i quattro fattori del movimento e dandole una struttura con inizio, sviluppo e finale.

  1. 01Scegli il tema e l'immagine

    Tema: la crescita di una pianta. Immagine guida: un seme raccolto a terra che, lentamente, si apre e sale verso l'alto fino a fiorire.

  2. 02Definisci l'inizio (corpo, spazio, energia)

    Corpo raccolto a terra, livello basso, energia trattenuta e immobile: il seme. Tempo molto lento.

  3. 03Costruisci lo sviluppo

    Il movimento risale per livelli: dal basso al medio, traiettorie che si aprono verso l'esterno, energia che cresce da trattenuta a fluida; il tempo accelera leggermente. E la crescita.

  4. 04Progetta il finale

    Livello alto, braccia distese verso l'esterno, energia leggera e sospesa, breve immobilita finale: la fioritura. La struttura inizio-sviluppo-finale e chiusa.

Risultato: La sequenza traduce il tema in movimento variando i fattori di Laban: livello (basso-medio-alto), energia (trattenuta-fluida-leggera) e tempo (lento-piu mosso-sospeso), con una struttura compiuta inizio-sviluppo-finale.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: conoscere i quattro fattori del movimento secondo Laban (corpo, spazio, tempo, energia) e saperli usare per descrivere o progettare una sequenza espressiva.
  • Focus Esame di Stato: saper illustrare le fasi di costruzione di una composizione (tema, esplorazione, selezione, struttura, transizioni, rifinitura) e i criteri per valutarla.

Errori frequenti

  • Accumulare movimenti senza una struttura riconoscibile (inizio, sviluppo, finale): una sequenza efficace e organizzata, non un elenco di gesti.
  • Nelle composizioni di gruppo, curare solo i singoli movimenti e trascurare le relazioni spaziali fra gli esecutori (unisono, canone, contrasto), da cui dipende l'effetto d'insieme.

Approfondimento

La teoria di Rudolf Laban, appena richiamata, ha una struttura più fine che vale la pena esplicitare. Laban distingue lo studio dello spazio del movimento (« coreutica ») da quello della sua dinamica o qualità (« eukinetica »), e descrive quest'ultima con la teoria dell'« effort » (sforzo), fondata su quattro fattori: il peso (forte/leggero), lo spazio (diretto/flessibile), il tempo (improvviso/sostenuto) e il flusso (legato/libero). Combinando i primi tre fattori si ottengono le otto « azioni di sforzo » fondamentali — per esempio premere (forte, diretto, sostenuto), sferzare (forte, flessibile, improvviso), fluttuare (leggero, flessibile, sostenuto), picchiettare (leggero, diretto, improvviso) — che offrono un vocabolario preciso per descrivere e comporre la dinamica di un gesto, ben oltre il generico « forte/piano ». Un altro concetto labaniano è la « cinesfera » (kinesphere): lo spazio raggiungibile intorno al corpo senza spostare i piedi, entro cui il movimento disegna traiettorie e direzioni. Nella composizione questi materiali si organizzano con procedimenti mutuati dalla coreografia: la ripetizione, la variazione, il contrasto e, nel gruppo, l'unisono (tutti insieme), il canone (lo stesso motivo sfalsato nel tempo) e il contrappunto. È padroneggiando consapevolmente questi strumenti — non improvvisando a caso — che una sequenza diventa una composizione capace di esprimere davvero un tema.

Ripasso attivo

Progetta una breve composizione motoria di gruppo (3-4 esecutori) su un tema a tua scelta (ad esempio 'la tempesta'): indica il tema, due o tre movimenti-chiave descritti con i fattori di Laban, la struttura inizio-sviluppo-finale e almeno una relazione spaziale di gruppo (unisono, canone o contrasto).

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Il corpo come strumento di comunicazione○
    • 02Comunicazione verbale e non verbale: i canali del corpo◐
    • 03Ritmo, musica e movimento◐
    • 04Composizione ed espressione motoria●

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento

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