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L'argomento affronta la cultura della sicurezza e della prevenzione negli ambienti di pratica motoria e sportiva, la conoscenza dei principali traumi dell'apparato locomotore e gli elementi essenziali del primo soccorso. L'obiettivo formativo, in linea con le Indicazioni Nazionali per i Licei, è rendere lo studente capace di riconoscere e ridurre i rischi, gestire in modo essenziale una situazione di emergenza e assumere comportamenti responsabili per la tutela della salute propria e altrui. Il tema si presta a essere valorizzato nel colloquio dell'Esame di Stato e nei percorsi di Educazione civica: nelle Scienze motorie non è prevista una seconda prova scritta dedicata, dunque la verifica è soprattutto teorico-pratica e orale.
4 sezioni~21 min di lettura4 competenzeLivello Base 2 · Standard 2Verificato · 07/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali si richiede di conoscere le norme di sicurezza in palestra, i principali traumi e la corretta sequenza del primo soccorso (P.A.S. e catena della sopravvivenza) e di saperli descrivere e applicare in situazioni semplici.
livello avanzato
Negli indirizzi a vocazione scientifica (Liceo Scientifico e opzione Scienze Applicate) si valorizza il collegamento con anatomia e fisiologia dell'apparato locomotore e cardiocircolatorio, mentre il Liceo delle Scienze Umane e l'opzione Economico-Sociale (LES) approfondiscono la dimensione educativa, sociale e di cittadinanza della cultura della sicurezza.
Profondità di lettura: Approfondimento
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I tre livelli della prevenzione
Durante la verifica preliminare di una palestra noti che il pavimento è bagnato in prossimità della porta, un canestro non è stato bloccato e mancano i tappetini sotto la spalliera. Analizza la situazione individuando i pericoli, i rischi e le misure preventive da adottare.
Pavimento bagnato (superficie scivolosa), canestro mobile non bloccato (caduta dell'attrezzo), assenza di tappetini sotto la spalliera (caduta da altezza su superficie rigida).
Pavimento bagnato: alta probabilità di scivolamento con distorsioni o contusioni. Canestro non bloccato: bassa probabilità ma alta gravità (schiacciamento). Spalliera senza tappeti: rischio di trauma da caduta.
Asciugare e delimitare l'area bagnata, bloccare o spostare il canestro prima dell'uso, disporre i tappetini sotto la spalliera; rinviare l'uso degli attrezzi non in sicurezza.
Solo dopo aver eliminato o ridotto ogni rischio si autorizza l'inizio dell'attività: la prevenzione precede sempre la pratica.
Risultato: La situazione presenta tre pericoli; applicando la sequenza identificazione-valutazione-misura si riducono i rischi alla fonte (prevenzione primaria) prima di iniziare l'attività.
Errori frequenti
Approfondimento
La prevenzione si articola su tre livelli con obiettivi distinti, utili da applicare allo sport. La prevenzione « primaria » agisce prima che il danno si verifichi, riducendo i fattori di rischio (riscaldamento, attrezzature a norma, regole di sicurezza, educazione al gesto corretto); la prevenzione « secondaria » mira alla diagnosi precoce, per intervenire quando un problema è ancora reversibile (individuare un paramorfismo, cogliere i primi segni di sovraccarico); la prevenzione « terziaria » interviene a danno avvenuto, per limitarne le conseguenze e prevenire le ricadute (la riabilitazione dopo un infortunio). Alla base sta la valutazione del rischio, che distingue il « pericolo » (la fonte potenziale di danno: un pavimento scivoloso) dal « rischio » (la probabilità che il danno si verifichi, combinata con la sua gravità): ridurlo significa agire sull'uno o sull'altro fattore. Nello sport i fattori di rischio di infortunio si dividono in « intrinseci », legati all'atleta (scarsa preparazione, squilibri muscolari, affaticamento, precedenti infortuni), ed « estrinseci », legati all'ambiente e all'attività (terreno, attrezzi, condizioni meteo, contatto). Un esempio di prevenzione primaria basata su prove è il riscaldamento strutturato: programmi di attivazione neuromuscolare svolti con regolarità riducono in modo documentato l'incidenza di infortuni, in particolare al ginocchio, perché migliorano forza, equilibrio e controllo del movimento.
Ripasso attivo
Immagina di dover preparare una lezione di pallavolo in palestra. Elenca almeno cinque misure di prevenzione, classificandole come ambientali, individuali od organizzative, e per ciascuna spiega quale rischio mira a ridurre.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Mappa dei traumi e protocollo R.I.C.E.
Un compagno, dopo un appoggio sbagliato, avverte un dolore acuto alla caviglia che si gonfia rapidamente; riesce a muoverla con difficoltà e non vi è deformità evidente. Indica il trauma più probabile, distinguilo dalla lussazione e descrivi l'intervento di primo soccorso.
Dolore acuto, gonfiore rapido e limitazione funzionale senza deformità evidente, dopo un movimento oltre i limiti fisiologici: quadro tipico della distorsione di caviglia (lesione dei legamenti).
Nella distorsione i capi articolari tornano in sede e non c'è deformità permanente; nella lussazione i capi ossei restano spostati con deformità visibile e blocco articolare.
Rest: far cessare l'attività e mettere a riposo l'arto. Ice: applicare ghiaccio avvolto in un panno per 15-20 minuti. Compression: bendaggio compressivo. Elevation: sollevare l'arto sopra il livello del cuore.
Se dolore e gonfiore sono importanti o persistono, indirizzare a controllo medico per escludere lesioni legamentose gravi o fratture associate.
Risultato: Il quadro corrisponde a una distorsione di caviglia: si applica il protocollo R.I.C.E. e, in caso di dubbio sulla gravità, si invia a valutazione medica.
Errori frequenti
Approfondimento
I traumi sportivi si dividono in « acuti », da un singolo evento (una caduta, un contrasto, un movimento brusco), e « da sovraccarico » (overuse), da microtraumi ripetuti che superano la capacità di recupero dei tessuti (tendinopatie, fratture da stress, periostiti). Tra gli acuti dell'apparato locomotore si distinguono: la contusione (schiacciamento dei tessuti molli senza rottura della pelle), la distorsione (movimento articolare oltre i limiti fisiologici con stiramento o lacerazione dei legamenti, graduabile per gravità), la lussazione (perdita permanente dei rapporti tra i capi articolari, con deformità evidente: non va mai ridotta da soli), la frattura (interruzione di un osso, composta o scomposta) e le lesioni muscolari (dallo stiramento allo strappo, con rottura di fibre). Il primo soccorso classico segue il protocollo « R.I.C.E. » (riposo, ghiaccio, compressione, elevazione) nelle prime ore, per contenere gonfiore e dolore. La traumatologia moderna, però, ha rivisto il « riposo » assoluto: l'acronimo si è evoluto in « POLICE » (protezione, carico ottimale, ghiaccio, compressione, elevazione), perché un carico controllato e precoce stimola la guarigione meglio dell'immobilità totale. Comprendere le tre fasi della riparazione — infiammatoria (i primi giorni), proliferativa (ricostruzione del tessuto) e di rimodellamento (che può durare mesi) — spiega perché il ritorno all'attività debba essere graduale: rientrare troppo presto, quando il tessuto non è ancora rimodellato, è la causa più frequente di recidiva.
Ripasso attivo
Un compagno, dopo un appoggio sbagliato a pallacanestro, avverte un dolore acuto alla caviglia che si gonfia rapidamente; riesce a muoverla con difficoltà e non vi è deformità evidente. Indica il trauma più probabile, distinguilo dalla lussazione e descrivi l'intervento di primo soccorso passo per passo.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Diagramma di flusso del protocollo P.A.S. e del BLS
Durante un'attività in palestra un compagno crolla a terra e non risponde agli stimoli. Descrivi, nell'ordine corretto, le azioni del protocollo P.A.S. e i primi passaggi del BLS fino all'arrivo del DAE.
Verificare che la scena sia sicura (assenza di attrezzi pericolosi, pavimento libero) e proteggere sé stessi prima di avvicinarsi.
Chiamare ad alta voce e scuotere delicatamente le spalle: se non risponde, è incosciente.
Chiedere aiuto, far chiamare il 112 e far portare il DAE; comunicare luogo, accaduto e condizioni.
Aprire le vie aeree (iperestensione del capo) e per non più di 10 secondi Guardare i movimenti del torace, Ascoltare e Sentire l'aria: se non respira normalmente, è in arresto.
Iniziare le compressioni toraciche al centro del torace, 100-120 al minuto, profondità 5-6 cm, alternando 30 compressioni e 2 ventilazioni; applicare il DAE appena disponibile e seguire le sue istruzioni vocali.
Risultato: La sequenza corretta è Proteggere, valutare la coscienza, Avvertire il 112 e richiedere il DAE, valutare il respiro e, in assenza, iniziare subito la RCP fino all'arrivo del defibrillatore e dei soccorsi.
Errori frequenti
Approfondimento
Il primo soccorso all'arresto cardiaco poggia sulla « catena della sopravvivenza », i cui anelli devono susseguirsi rapidi: riconoscimento e allarme precoce (il 112/118), rianimazione cardiopolmonare (RCP) immediata, defibrillazione precoce e cure avanzate. Il protocollo « P.A.S. » — Proteggi (mettere in sicurezza sé e l'infortunato), Avvisa (chiamare i soccorsi), Soccorri — fissa l'ordine delle priorità: prima la sicurezza del soccorritore, poi l'allarme, poi l'intervento. La rianimazione di base (BLS) segue la valutazione di coscienza e respiro: se la persona non risponde e non respira normalmente si avviano le compressioni toraciche al centro del torace, a una frequenza di 100-120 al minuto e una profondità di 5-6 cm, alternate a due ventilazioni ogni trenta compressioni e riducendo al minimo le interruzioni. La defibrillazione precoce è decisiva: nell'arresto da fibrillazione ventricolare ogni minuto senza defibrillazione riduce di circa il 10 % le probabilità di sopravvivenza, per cui il defibrillatore semiautomatico (DAE) va richiesto e usato appena possibile — è concepito anche per i non sanitari, perché analizza il ritmo e guida a voce ogni passo, erogando la scarica solo se serve. Per chi non è addestrato alle ventilazioni le linee guida ammettono la RCP con le sole compressioni (hands-only): fare qualcosa subito è sempre meglio che non fare nulla.
Ripasso attivo
Durante un'attività in palestra un compagno crolla a terra e non risponde agli stimoli. Descrivi, nell'ordine corretto, le azioni del protocollo P.A.S. e i primi passaggi del BLS fino all'arrivo del DAE, motivando ogni scelta.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Dalla prevenzione alla cittadinanza attiva
Spiega perché la cultura della sicurezza è anche una forma di cittadinanza attiva, richiamando un riferimento all'Educazione civica e il dovere di soccorso, in un breve paragrafo argomentativo.
Affermare che adottare comportamenti sicuri e saper soccorrere non riguarda solo sé stessi, ma è un atto di responsabilità verso la comunità, cioè cittadinanza attiva.
Collegare alla tutela della salute come bene collettivo (art. 32 Costituzione) e ai percorsi di Educazione civica che educano alla responsabilità e al rispetto delle regole.
Richiamare l'art. 593 del codice penale sull'omissione di soccorso: prestare aiuto o allertare il 112 è un dovere giuridico, oltre che morale.
Portare un esempio scolastico (un compagno infortunato a cui si presta il primo soccorso e si chiama il 112) e concludere che la sicurezza è una pratica quotidiana di cittadinanza.
Risultato: Un paragrafo ben costruito muove dalla tesi, la sostiene con un riferimento civico-costituzionale e con il dovere di soccorso, e la chiude con un esempio concreto: la sicurezza come responsabilità condivisa.
Errori frequenti
Approfondimento
La cultura della sicurezza ha risvolti giuridici e civici precisi. L'ordinamento italiano non lascia il soccorso alla sola buona volontà: l'articolo 593 del Codice penale punisce l'« omissione di soccorso », cioè il non prestare assistenza — o non avvisare l'autorità — a una persona in pericolo. Soccorrere non è quindi solo un gesto morale, ma un dovere di cittadinanza. A togliere il timore di « fare danni » è intervenuto il legislatore: la normativa recente (in particolare la legge 116 del 2021) ha reso più capillare la presenza dei defibrillatori (DAE) nei luoghi pubblici e sportivi e ha stabilito che, in situazione di emergenza, il DAE possa essere usato anche da chi non ha una formazione specifica, con una tutela per chi presta soccorso in buona fede. Sul piano educativo, la scuola forma a queste competenze con corsi di primo soccorso e di BLS-D, sempre più diffusi, perché una popolazione capace di intervenire salva vite. Diffondere la cultura della sicurezza — segnalare un pericolo, conoscere le procedure di emergenza, saper chiamare i soccorsi e praticare le prime manovre — è dunque una forma concreta di « cittadinanza attiva »: significa prendersi cura non solo di sé ma della comunità, in coerenza con i doveri di solidarietà dell'articolo 2 della Costituzione e con gli obiettivi dell'Educazione civica.
Ripasso attivo
Spiega, con un esempio concreto tratto dalla vita sportiva scolastica, perché la cultura della sicurezza è anche una forma di cittadinanza attiva, richiamando almeno un riferimento all'Educazione civica e il concetto di dovere di soccorso.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti