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Doping, sostanze e dipendenze

Il doping è l'uso di sostanze o metodi proibiti per migliorare artificialmente la prestazione sportiva: una pratica vietata perché lede insieme la salute dell'atleta, la lealtà della competizione e il valore educativo dello sport. Questo appunto definisce il fenomeno secondo la Lista delle sostanze e dei metodi proibiti, ne illustra gli effetti sull'organismo, ricostruisce il sistema di tutela costruito attorno al Codice mondiale antidoping (WADA) e ai controlli, e collega tutto questo al tema più ampio delle dipendenze da alcol, tabacco e altre sostanze, con la cultura della prevenzione che le scienze motorie promuovono come educazione alla salute e alla cittadinanza.

4 sezioni·~23 min di lettura·4 competenze·Livello Standard 3 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·121212 / 15
Profilo d’esame
Conoscere il fenomeno del doping: sostanze e metodi proibiti, effetti sull'organismo e rischi per la saluteConoscere la normativa antidoping, il ruolo della WADA e delle organizzazioni nazionali, e il sistema dei controlliComprendere il significato etico e sociale dello sport pulito e della lotta al dopingConoscere i rischi delle dipendenze (alcol, tabacco, sostanze) e i comportamenti di prevenzione
Operatori:definireclassificaredescriverespiegareanalizzareconfrontaregiustificareargomentareinterpretare

livello base

A tutti gli indirizzi liceali si richiede di conoscere la definizione di doping, le principali classi di sostanze proibite con i loro effetti, le linee essenziali della normativa antidoping e i rischi delle dipendenze più diffuse, assumendo comportamenti responsabili verso la propria salute.

livello avanzato

Gli indirizzi a forte vocazione scientifica (Liceo Scientifico, opzione Scienze Applicate) possono approfondire i meccanismi fisiologici e biochimici degli effetti dopanti e dei controlli analitici; gli indirizzi delle Scienze Umane e il LES possono analizzare più a fondo le dimensioni sociale, psicologica ed economica del doping e delle dipendenze, come tema di educazione civica e cittadinanza.

Profondità

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Doping, sostanze e dipendenze
    • 01Il doping: definizione, sostanze e metodi proibiti◐
    • 02Effetti sull'organismo e rischi per la salute◐
    • 03Normativa antidoping, controlli ed etica dello sport●
    • 04Dipendenze e prevenzione: alcol, tabacco e sostanze◐
§ 01

Il doping: definizione, sostanze e metodi proibiti#

●●○StandardLPOSA-scienze-motorie-doping-dipendenzeLPClassi di sostanze e metodi proibiti; effetti collaterali principali

Punti chiave

Per « doping » si intende l'assunzione di sostanze o il ricorso a metodi vietati allo scopo di aumentare artificialmente le prestazioni sportive, oppure la presenza nell'organismo dell'atleta di tracce di tali sostanze; la definizione di riferimento è quella contenuta nel Codice mondiale antidoping, che parla più precisamente di una o più « violazioni delle norme antidoping ». L'elemento decisivo non è solo l'effetto sulla prestazione, ma la trasgressione di una regola condivisa che mira a proteggere la salute e la lealtà della gara.
Una sostanza o un metodo entra nella Lista dei proibiti quando soddisfa almeno due di tre criteri stabiliti dal Codice: il potenziale di migliorare la prestazione, il rischio reale o potenziale per la salute dell'atleta, e la contrarietà allo spirito dello sport. Questo « criterio dei due su tre » spiega perché alcune sostanze vengano vietate anche se non sono di per sé dei « farmaci da prestazione »: ciò che conta è la combinazione di vantaggio sleale, danno alla salute e tradimento dei valori sportivi.
La Lista distingue sostanze proibite in ogni momento (sia in competizione, sia fuori competizione) e sostanze proibite solo in competizione. Tra le prime figurano gli agenti anabolizzanti (come gli steroidi anabolizzanti androgeni), gli ormoni peptidici e i fattori di crescita (per esempio l'eritropoietina, EPO, e l'ormone della crescita, GH), i beta-2 agonisti, i modulatori ormonali e metabolici e i diuretici e agenti mascheranti. Tra le sostanze proibite solo in competizione si trovano gli stimolanti, i narcotici, i cannabinoidi e i glucocorticoidi.
Accanto alle sostanze, il Codice vieta anche dei metodi: la manipolazione del sangue e dei suoi componenti (per esempio l'autoemotrasfusione, cioè la reinfusione del proprio sangue per aumentare i globuli rossi), la manipolazione chimica e fisica (alterazione o falsificazione dei campioni di controllo) e il doping genetico. È quindi proibito non solo « cosa » si introduce, ma anche « come » si interviene sull'organismo o sul controllo: il divieto colpisce ogni scorciatoia che falsi la prestazione naturale dell'atleta (Fig. 1).

Mappa delle classi di sostanze e dei metodi proibiti

Classi di sostanze e metodi proibitiDiagramma ad albero, 7 percorsi, Dati: Sostanze proibite → Anabolizzanti; Sostanze proibite → Ormoni (EPO/GH); Sostanze proibite → Stimolanti; Sostanze proibite → Diuretici; Metodi proibiti → Manip. del sangue; Metodi proibiti → Manip. fisico-chim.; Metodi proibiti → Doping geneticoSostanze proibiteMetodi proibitiDopingAnabolizzantiOrmoni (EPO/GH)StimolantiDiureticiManip. del sangueManip. fisico-chim.Doping genetico
Fig. 1Criteri (2 su 3): prestazione, salute, spirito dello sport. WADA: Codice + Lista.
È fondamentale ricordare la responsabilità oggettiva (strict liability): l'atleta è ritenuto responsabile di ciò che si trova nel suo organismo, indipendentemente dall'intenzione di doparsi. Per questo anche un'assunzione involontaria — per esempio attraverso un integratore contaminato o un farmaco da banco non controllato — può configurare una violazione. Da qui l'importanza dell'esenzione a fini terapeutici (TUE), la procedura che consente l'uso di un farmaco proibito quando è realmente necessario per curare una patologia documentata.
Esempio svolto

Riconoscere e giustificare un divieto

Un atleta di resistenza assume eritropoietina (EPO) fuori dalla stagione agonistica. Spiega perché si tratta di doping, indicando la classe della sostanza, l'effetto fisiologico ricercato e perché il divieto vale anche fuori competizione.

  1. 01Identifica la classe

    L'EPO è un ormone peptidico/fattore di crescita: appartiene alla categoria degli ormoni e fattori di crescita della Lista WADA.

  2. 02Spiega l'effetto ricercato

    L'EPO stimola la produzione di globuli rossi, aumentando l'ematocrito e quindi il trasporto di ossigeno ai muscoli: ne deriva un miglioramento della resistenza aerobica.

  3. 03Applica i criteri

    Soddisfa tutti e tre i criteri: migliora la prestazione, mette a rischio la salute (sangue più viscoso, rischio trombotico) e viola lo spirito dello sport. Bastano due criteri per il divieto.

  4. 04Motiva il divieto fuori competizione

    L'EPO è proibita in ogni momento perché i suoi effetti sull'aumento dei globuli rossi si producono e si mantengono con l'allenamento svolto fuori gara: vietarla solo in competizione sarebbe inutile.

Risultato: L'assunzione di EPO è doping a tutti gli effetti: ormone proibito in ogni momento, ricercato per aumentare il trasporto di ossigeno, pericoloso per la salute e contrario alla lealtà sportiva.

Obiettivo Maturità

  • Saper definire il doping in modo corretto (sostanze E metodi proibiti, non solo « farmaci ») e citare i tre criteri di inserimento nella Lista, sapendone spiegare il « due su tre ».
  • Saper classificare almeno le principali categorie di sostanze (anabolizzanti, ormoni come EPO e GH, stimolanti, diuretici/mascheranti) distinguendo quelle proibite sempre da quelle proibite solo in competizione.

Errori frequenti

  • Ridurre il doping ai soli steroidi anabolizzanti: il fenomeno comprende ormoni, stimolanti, diuretici e soprattutto i metodi proibiti (emotrasfusione, doping genetico, manipolazione dei campioni).
  • Credere che serva l'intenzione per essere sanzionati: vige la responsabilità oggettiva, perciò anche un integratore contaminato può determinare una positività.

Approfondimento

Il sistema che governa la lotta al doping ha una storia e una struttura precise. L'Agenzia Mondiale Antidoping (WADA-AMA) è stata istituita nel 1999 e resa pienamente operativa dal 2004 con il Codice mondiale antidoping, dopo che gravi scandali (celebre quello del ciclismo alla fine degli anni Novanta) avevano reso evidente la necessità di regole uniformi in tutti gli sport e in tutti i Paesi. Da allora la « Lista delle sostanze e dei metodi proibiti » è rivista e pubblicata ogni anno, così da inseguire le sostanze nuove e le pratiche emergenti. La Lista è organizzata in classi con una logica precisa: sostanze proibite in ogni momento (S0 non approvate, S1 anabolizzanti, S2 ormoni ed EPO, S3 beta-2 agonisti, S4 modulatori ormonali e metabolici, S5 diuretici e agenti mascheranti) e sostanze o metodi proibiti solo in competizione (S6 stimolanti, S7 narcotici, S8 cannabinoidi, S9 glucocorticoidi), oltre ai metodi proibiti (M1 manipolazione del sangue, M2 manipolazione fisica e chimica, M3 doping genetico). Una distinzione utile è quella tra sostanze « specificate » e « non specificate »: le prime sono quelle per cui è più plausibile un'assunzione involontaria, per esempio via contaminazione, e questo può incidere sulla misura della sanzione, pur restando ferma la responsabilità oggettiva. Capire che la Lista è un sistema vivo e articolato spiega perché l'atleta debba verificare ogni farmaco e integratore prima di assumerlo.

Ripasso attivo

Classifica in una tabella le seguenti voci indicando se sono « sostanze » o « metodi » e se sono proibite « sempre » o « solo in competizione »: steroidi anabolizzanti, EPO, stimolanti, autoemotrasfusione, diuretici, cannabinoidi. Per ciascuna spiega in una frase il motivo del divieto richiamando i tre criteri.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Effetti sull'organismo e rischi per la salute#

●●○StandardLPOSA-scienze-motorie-doping-dipendenzeLPClassi di sostanze e metodi proibiti; effetti collaterali principali

Punti chiave

Ogni classe di sostanze dopanti agisce su un sistema fisiologico diverso e porta con sé effetti collaterali specifici: il « vantaggio » apparente sulla prestazione è sempre pagato con un danno reale, spesso grave e talvolta irreversibile, alla salute. Il filo conduttore di questa sezione è proprio il rapporto sbilanciato tra beneficio immediato e rischio duraturo.
Gli steroidi anabolizzanti androgeni, derivati sintetici del testosterone, aumentano la massa e la forza muscolare ma producono effetti pesanti: danni al fegato, alterazioni cardiovascolari (ipertensione, aumento del rischio di infarto), squilibri ormonali (negli uomini riduzione testicolare e ginecomastia, nelle donne irsutismo e abbassamento della voce), acne grave e disturbi del comportamento con aggressività. In età adolescenziale possono inoltre bloccare precocemente la crescita ossea.
L'eritropoietina (EPO) e le pratiche di manipolazione del sangue aumentano il numero di globuli rossi e quindi la resistenza, ma rendono il sangue più denso e viscoso: il cuore deve lavorare di più e cresce il rischio di trombosi, embolie, infarto e ictus, specialmente durante lo sforzo o il riposo notturno quando la frequenza cardiaca rallenta. Gli stimolanti (come le anfetamine) riducono la percezione della fatica e aumentano l'attenzione, ma sovraccaricano il cuore, possono provocare aritmie, ipertermia e colpo di calore, e creano dipendenza.
I diuretici, usati per perdere peso rapidamente o come agenti mascheranti per diluire le urine e nascondere altre sostanze, provocano disidratazione, crampi, perdita di sali minerali e cali di pressione. Gli ormoni della crescita (GH) possono causare acromegalia (crescita abnorme di mani, piedi e tratti del volto), diabete e problemi articolari. Anche i metodi proibiti hanno rischi propri: l'emotrasfusione può trasmettere infezioni e provocare reazioni immunitarie, il doping genetico è una pratica sperimentale dagli effetti del tutto imprevedibili.
Esiste poi un rischio « strutturale »: molte di queste sostanze provengono dal mercato illegale, senza alcun controllo di qualità, dosaggio o purezza, e vengono spesso assunte in quantità molto superiori a quelle terapeutiche e in combinazioni pericolose. A questo si aggiunge il danno psicologico: dipendenza, ossessione per il risultato e per il corpo, perdita del senso autentico dello sport. La gravità degli effetti dipende da dose, durata d'uso, età e sostanza, ma il bilancio rischio-beneficio è sempre nettamente sfavorevole (Fig. 2).

Effetti collaterali per classe di sostanze e apparati colpiti

Effetti collaterali per classe di sostanzaTabella con 3 colonne e 5 righe, Dati: Sostanza · Apparato · Effetto; Anabolizzanti · fegato, cuore · epatiche, infarto; EPO · sangue, cuore · trombosi, ictus; Stimolanti · cuore, SNC · aritmie, ipertermia; Diuretici · reni · disidratazione; GH · ossa, metab. · acromegalia, diabeteSOSTANZAAPPARATOEFFETTOAnabolizzantifegato, cuoreepatiche, infartoEPOsangue, cuoretrombosi, ictusStimolanticuore, SNCaritmie, ipertermiaDiureticirenidisidratazioneGHossa, metab.acromegalia, diabeteBilancio rischio-beneficio sempre sfavorevole.
Esempio svolto

Argomentare il bilancio rischio-beneficio

Un compagno sostiene che « gli steroidi, presi a dosi basse, fanno solo crescere i muscoli senza rischi ». Costruisci una risposta argomentata in tre punti che smonti questa affermazione facendo riferimento al meccanismo d'azione e agli effetti collaterali.

  1. 01Premessa sul meccanismo

    Gli steroidi anabolizzanti sono derivati del testosterone: agiscono su tutto l'organismo, non solo sul muscolo, perché interferiscono con l'asse ormonale.

  2. 02Effetti sistemici

    Anche a dosi non estreme causano alterazioni cardiovascolari (ipertensione, rischio di infarto), danni al fegato e squilibri ormonali; in adolescenza possono bloccare la crescita ossea.

  3. 03Il problema delle dosi 'basse'

    Nello sport le dosi usate sono sovrafisiologiche e le sostanze provengono dal mercato illegale, senza garanzie di purezza: l'idea di una dose 'sicura' è ingannevole.

  4. 04Conclusione etica e sanitaria

    Al rischio per la salute si aggiunge la violazione delle regole: il presunto vantaggio non compensa mai il danno fisico, psicologico e sportivo.

Risultato: L'affermazione è falsa: gli steroidi agiscono sull'intero organismo con rischi cardiovascolari, epatici e ormonali anche a dosi non estreme, e nello sport sono usati a dosi sovrafisiologiche e fuori controllo.

Obiettivo Maturità

  • Saper associare a ciascuna grande classe di sostanze (anabolizzanti, EPO/sangue, stimolanti, diuretici, GH) almeno due effetti collaterali coerenti con il suo meccanismo d'azione.
  • Saper argomentare, dati alla mano, perché il bilancio tra beneficio prestativo e rischio per la salute è sempre sfavorevole, con particolare attenzione ai rischi cardiovascolari e nell'età adolescenziale.

Errori frequenti

  • Elencare effetti collaterali « a caso » senza collegarli al meccanismo della sostanza (per esempio attribuire all'EPO l'acne degli steroidi).
  • Pensare che dosi « moderate » siano sicure: le sostanze dopanti vengono usate a dosi sovrafisiologiche e provengono spesso dal mercato illegale, senza controlli di purezza.

Approfondimento

Ogni classe di sostanze dopanti agisce con un meccanismo fisiologico specifico, che ne spiega insieme l'effetto ricercato e i danni. Gli steroidi anabolizzanti androgeni imitano il testosterone e ne amplificano l'azione sulla sintesi proteica, aumentando massa e forza; ma l'organismo, percependo l'eccesso di ormone, spegne la propria produzione lungo l'asse ipotalamo-ipofisi-gonadi, con atrofia testicolare e infertilità negli uomini, virilizzazione (peluria, voce, alterazioni del ciclo) nelle donne, e in entrambi acne, danni al fegato, dislipidemia con ipertrofia cardiaca patologica e alterazioni dell'umore fino all'aggressività (« roid rage »). L'eritropoietina (EPO) e le trasfusioni aumentano il numero di globuli rossi e quindi il trasporto di ossigeno, migliorando la resistenza; ma un sangue più denso (ematocrito elevato) è più difficile da pompare e favorisce trombosi, embolie e infarti, soprattutto quando la disidratazione da sforzo lo concentra ulteriormente — un rischio che ha causato morti tra atleti di endurance. L'ormone della crescita (GH), usato per gli effetti anabolici e sul recupero, in eccesso provoca acromegalia e problemi metabolici e cardiaci. Gli stimolanti (anfetamine, cocaina) aumentano l'attenzione e mascherano la fatica, ma proprio per questo spingono l'organismo oltre i suoi limiti, con rischio di aritmie, ipertensione e colpo di calore. Il filo comune è chiaro: si forza artificialmente un sistema fisiologico, e il prezzo è pagato dalla salute.

Ripasso attivo

Per tre sostanze a tua scelta (una tra gli anabolizzanti, una tra gli ormoni come EPO o GH, una tra gli stimolanti) costruisci uno schema a tre colonne: effetto ricercato sulla prestazione, meccanismo fisiologico, principali rischi per la salute. Concludi con una frase di sintesi sul bilancio rischio-beneficio.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Normativa antidoping, controlli ed etica dello sport#

●●●ApprofondimentoLPOSA-scienze-motorie-doping-dipendenzeLPCodice mondiale antidoping (WADA) e organismi di controllo

Punti chiave

La lotta al doping è organizzata a livello mondiale attorno alla WADA (World Anti-Doping Agency, in italiano Agenzia Mondiale Antidoping), fondata nel 1999. La WADA elabora e aggiorna il Codice mondiale antidoping, il documento che armonizza le regole in tutti gli sport e tutti i Paesi, e pubblica ogni anno la Lista delle sostanze e dei metodi proibiti, che entra in vigore il 1° gennaio. L'obiettivo è garantire agli atleti di tutto il mondo le stesse regole e gli stessi diritti.
Il sistema è articolato su più livelli: la WADA coordina, le Federazioni internazionali e il CIO applicano il Codice nelle competizioni, e in ogni Paese opera un'Organizzazione Nazionale Antidoping (NADO). In Italia il riferimento è la NADO Italia, affiancata dal sistema di vigilanza nazionale; lo Stato italiano contrasta inoltre il doping anche per via penale, con la legge 376 del 2000 che ne reprime la diffusione e il commercio. Esiste poi il TAS/CAS, il Tribunale Arbitrale dello Sport, organo di giustizia sportiva di ultima istanza per i ricorsi.
I controlli antidoping avvengono mediante prelievo di campioni di urina e/o sangue, sia in competizione sia a sorpresa fuori competizione. Il campione viene diviso in due aliquote, A e B: se l'analisi del campione A risulta positiva, l'atleta può chiedere la controanalisi del campione B. A garanzia della reperibilità degli atleti di alto livello esiste il sistema dei « whereabouts » (le informazioni su dove si trovano) e il passaporto biologico dell'atleta, che monitora nel tempo i parametri ematici e biologici per individuare anomalie indirette da doping (Fig. 3).

Il sistema dei controlli antidoping: dal prelievo alla sanzione

Il sistema dei controlli antidopingGrafo, Convocazione → Prelievo (A + B), Prelievo (A + B) → Analisi campione A, Analisi campione A → Negativo: archiviato, Analisi campione A → Positivo, Positivo → Controanalisi B, Controanalisi B → Sanzione, Sanzione → Ricorso (TAS/CAS)ConvocazionePrelievo (A + B)Analisi campioneANegativo:archiviatoPositivoControanalisi BSanzioneRicorso (TAS/CAS)
Fig. 3WADA: Codice + Lista. NADO Italia: controlli. Legge 376/2000.
Le conseguenze di una violazione comprendono la squalifica (sospensione dalle competizioni, fino a quattro anni e oltre per i casi più gravi o ripetuti), l'annullamento dei risultati con perdita di medaglie e titoli, e sanzioni economiche e disciplinari. Le violazioni delle norme antidoping non riguardano solo l'uso: includono anche il rifiuto del controllo, la mancata reperibilità ripetuta, il possesso, il traffico e la somministrazione di sostanze, e la complicità.
Sul piano etico, la lotta al doping difende valori che vanno oltre la singola gara. Il doping nega la lealtà (fair play), perché falsa il confronto; nega l'uguaglianza delle condizioni di partenza; tradisce il principio per cui il risultato deve nascere dal talento, dall'impegno e dall'allenamento; e danneggia il valore educativo dello sport, soprattutto per i più giovani che guardano ai campioni come modelli. Lo « sport pulito » non è solo una regola tecnica, ma una scelta di cittadinanza e di rispetto di sé, degli altri e delle regole condivise.
Esempio svolto

Tema in stile colloquio: lo sport pulito come valore

Durante il colloquio dell'Esame di Stato ti viene chiesto: « Perché lo Stato e lo sport investono tante risorse nella lotta al doping, e non si limitano a lasciare libera scelta all'atleta? ». Imposta una risposta argomentata.

  1. 01Inquadra il problema

    La scelta di doparsi non riguarda solo l'individuo: incide sulla lealtà della gara, sulla salute pubblica e sull'esempio dato ai giovani.

  2. 02Argomento della lealtà

    Il doping falsa il confronto e nega l'uguaglianza delle condizioni di partenza: chi gareggia pulito sarebbe penalizzato, e la competizione perderebbe senso.

  3. 03Argomento della salute e della responsabilita pubblica

    Le sostanze danneggiano gravemente la salute; lo Stato (legge 376/2000) interviene anche penalmente perché esiste un interesse collettivo alla tutela della salute e alla repressione del traffico.

  4. 04Argomento educativo e di cittadinanza

    Lo sport educa al rispetto delle regole e all'impegno: tutelarlo significa difendere un valore formativo, collegato all'educazione civica.

  5. 05Conclusione

    La lotta al doping non è una limitazione arbitraria della libertà, ma la difesa di un bene condiviso: salute, lealtà e funzione educativa dello sport.

Risultato: Una risposta efficace collega tre piani — lealtà sportiva, salute pubblica, valore educativo — mostrando che lo sport pulito è una questione di cittadinanza, non solo di scelta individuale.

Obiettivo Maturità

  • Saper descrivere il ruolo della WADA e del Codice mondiale antidoping, distinguendo i livelli internazionale e nazionale (NADO Italia, legge 376/2000) e citando strumenti come campione A/B, whereabouts e passaporto biologico.
  • Saper argomentare il significato etico e sociale dello sport pulito (lealtà, uguaglianza, valore educativo) collegandolo all'educazione civica e alla cittadinanza.

Errori frequenti

  • Confondere la WADA (agenzia che fa le regole e la Lista) con gli organismi che eseguono i controlli o giudicano i ricorsi: i ruoli sono distinti su più livelli.
  • Ridurre la sanzione alla sola squalifica, dimenticando l'annullamento dei risultati, e ignorare che anche il rifiuto del controllo o la mancata reperibilità sono violazioni.

Approfondimento

Il sistema dei controlli è più sofisticato del semplice « test in gara ». In Italia opera NADO Italia (l'Organizzazione nazionale antidoping, un tempo interna al CONI e oggi indipendente) in raccordo con la WADA, e va ricordato che il nostro Paese ha una peculiarità: con la legge 376 del 2000 il doping è anche un reato penale, non solo un illecito sportivo. Gli atleti di alto livello sono soggetti al sistema « whereabouts », l'obbligo di comunicare dove reperirli per i controlli a sorpresa fuori competizione, i più temuti perché colpiscono proprio le fasi di preparazione. Al prelievo, l'urina (o il sangue) è divisa in un campione « A » e un campione « B »: se l'analisi dell'A risulta positiva, l'atleta può chiedere la contro-analisi del B, a garanzia del contraddittorio. Uno strumento più recente è il « passaporto biologico », che non cerca la sostanza ma monitora nel tempo i parametri biologici dell'atleta: variazioni anomale rispetto al proprio profilo tradiscono un doping anche senza rilevare la molecola. Sul piano etico l'esistenza di questo apparato si giustifica con tre ragioni: garantire l'uguaglianza delle condizioni (senza controlli vincerebbe chi rischia di più la salute), proteggere la salute degli atleti e liberarli dalla « coercizione » a doparsi per non restare indietro — perché in un ambiente senza regole il pulito sarebbe costretto a scegliere tra la lealtà e la competitività.

Ripasso attivo

Ricostruisci con uno schema il percorso di un controllo antidoping in competizione, dalla convocazione dell'atleta fino all'eventuale sanzione, indicando i passaggi del campione A/B e l'organo a cui ci si può rivolgere in caso di ricorso. Concludi con un breve paragrafo (5-6 righe) che giustifichi, sul piano etico, l'esistenza di questo sistema.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Dipendenze e prevenzione: alcol, tabacco e sostanze#

●●○StandardLPOSA-scienze-motorie-doping-dipendenzeLPDipendenze da alcol, tabacco e sostanze: effetti e prevenzione; educazione civica

Punti chiave

Il tema del doping si allarga naturalmente a quello più ampio delle dipendenze, che le scienze motorie affrontano come parte dell'educazione alla salute e alla cittadinanza. Per dipendenza si intende una condizione in cui la persona perde il controllo sull'uso di una sostanza (o di un comportamento) e continua ad assumerla nonostante i danni evidenti, sviluppando tolleranza (servono dosi sempre maggiori per lo stesso effetto) e astinenza (malessere quando smette).
L'alcol è una sostanza psicoattiva legale ma tutt'altro che innocua: è un depressore del sistema nervoso centrale che rallenta i riflessi, riduce la capacità di giudizio e la coordinazione, ed è quindi particolarmente pericoloso alla guida e nello sport. L'abuso cronico danneggia fegato (cirrosi), cuore e cervello e crea dipendenza; nei giovani è ancora più dannoso perché il cervello è in piena maturazione. Va ricordato che in Italia la vendita e la somministrazione di alcolici ai minori di 18 anni è vietata.
Il tabacco contiene nicotina, sostanza che dà una forte dipendenza, e migliaia di sostanze tossiche e cancerogene prodotte dalla combustione. Il fumo riduce la capacità di trasporto dell'ossigeno (il monossido di carbonio si lega all'emoglobina), abbassa il fiato e la resistenza, danneggia cuore e vasi e provoca tumori, in particolare ai polmoni; il fumo passivo nuoce anche a chi sta vicino. Per uno sportivo è una contraddizione netta: peggiora direttamente la prestazione aerobica.
Le altre sostanze — dai cannabinoidi alle droghe « pesanti » — agiscono sul sistema nervoso alterando percezione, umore e comportamento, riducono le capacità motorie e cognitive e possono creare dipendenza fisica e psicologica, con rischi che vanno dall'incidente all'overdose. Accanto a queste si parla sempre più di « nuove dipendenze » comportamentali, come quella da gioco d'azzardo o da dispositivi e videogiochi, che condividono lo stesso meccanismo di gratificazione e perdita di controllo.
La prevenzione è la risposta-chiave ed è soprattutto educativa. Si distingue tra prevenzione primaria (informare ed educare prima che il problema insorga, promuovendo stili di vita sani), secondaria (intercettare precocemente i comportamenti a rischio) e terziaria (curare e recuperare chi è già dipendente). L'attività fisica regolare è essa stessa un potente fattore protettivo: migliora l'umore, riduce lo stress, rafforza l'autostima e offre un'alternativa positiva, perché lo sport « pulito » insegna a cercare il benessere attraverso l'impegno e non attraverso scorciatoie chimiche (Fig. 4).

Dalle dipendenze alla prevenzione: effetti e livelli di intervento

Dalle dipendenze alla prevenzioneTabella con 2 colonne e 4 righe, Dati: Dipendenza · Effetto principale; Alcol · depressore del SNC; Tabacco · nicotina, meno O₂; Sostanze · alterano il SNC; Nuove · gioco, schermiDIPENDENZAEFFETTO PRINCIPALEAlcoldepressore del SNCTabacconicotina, meno O₂Sostanzealterano il SNCNuovegioco, schermi
Fig. 4Prevenzione: primaria (educare), secondaria (intercettare), terziaria (curare). Attività fisica = fattore protettivo.
Esempio svolto

Analisi guidata: perché il fumo penalizza lo sportivo

Spiega, con un ragionamento fisiologico passo passo, perché un fumatore ha generalmente una resistenza aerobica peggiore di un non fumatore a parità di allenamento.

  1. 01Punto di partenza

    La resistenza aerobica dipende dalla capacità di portare ossigeno ai muscoli che lavorano.

  2. 02Effetto del monossido di carbonio

    Il fumo immette monossido di carbonio (CO), che si lega all'emoglobina al posto dell'ossigeno: meno ossigeno viene trasportato dal sangue.

  3. 03Effetto sulle vie respiratorie

    Le sostanze irritanti del fumo danneggiano bronchi e polmoni, riducendo l'efficienza degli scambi gassosi e il 'fiato'.

  4. 04Effetto cardiovascolare

    La nicotina aumenta la frequenza cardiaca a riposo e sotto sforzo e contribuisce a danneggiare i vasi, peggiorando il rendimento del sistema di trasporto.

  5. 05Conclusione

    Meno ossigeno trasportato + scambi gassosi ridotti + cuore meno efficiente = minore prestazione aerobica, anche a parità di allenamento.

Risultato: Il fumo riduce l'ossigeno disponibile (CO sull'emoglobina), peggiora gli scambi respiratori e affatica il cuore: la resistenza aerobica del fumatore è perciò inferiore a quella del non fumatore.

Obiettivo Maturità

  • Saper definire la dipendenza con i suoi tratti distintivi (perdita di controllo, tolleranza, astinenza) e collegarla agli effetti specifici di alcol, tabacco e altre sostanze.
  • Saper spiegare i tre livelli di prevenzione (primaria, secondaria, terziaria) e argomentare il ruolo protettivo dell'attività fisica e dello stile di vita attivo, come tema di educazione civica.

Errori frequenti

  • Considerare alcol e tabacco « innocui » perché legali: sono sostanze psicoattive con effetti gravi sulla salute e con potere di dipendenza (nicotina, alcol).
  • Confondere i livelli di prevenzione: la prevenzione primaria agisce PRIMA del problema (educazione), non sul recupero di chi è già dipendente (che è terziaria).

Approfondimento

Le dipendenze hanno una base neurobiologica comune che vale la pena conoscere. Al centro c'è il « circuito della ricompensa » (sistema mesolimbico), in cui il neurotrasmettitore dopamina segnala il piacere e rinforza i comportamenti utili alla sopravvivenza, come mangiare o socializzare. Le sostanze che danno dipendenza — dall'alcol alla nicotina alle droghe — « dirottano » questo circuito provocando picchi di dopamina molto superiori a quelli naturali: il cervello impara che quella sostanza è una potente fonte di ricompensa e ne genera un desiderio intenso (craving). Con l'uso ripetuto scatta la « tolleranza »: i recettori si riducono e servono dosi crescenti per lo stesso effetto, mentre il piacere svanisce e resta il bisogno; alla sospensione compare l'« astinenza ». Le stesse dinamiche valgono per le dipendenze comportamentali (gioco d'azzardo, videogiochi), che attivano il medesimo circuito. Gli adolescenti sono particolarmente vulnerabili perché la corteccia prefrontale, sede del controllo degli impulsi, matura più tardi del sistema della ricompensa: da qui la maggiore tendenza al rischio e la facilità a instaurare dipendenze durature. La prevenzione più efficace, di tipo « life skills », non si limita a informare sui danni ma allena competenze personali (autostima, gestione delle emozioni, capacità di dire di no); e l'attività fisica vi contribuisce direttamente, perché stimola in modo sano lo stesso sistema di gratificazione, offrendo un'alternativa reale alle scorciatoie chimiche.

Ripasso attivo

Progetta in forma di schema una breve campagna di prevenzione rivolta agli studenti della tua scuola su uno tra alcol, fumo o nuove dipendenze. Indica: l'obiettivo, il livello di prevenzione (primaria/secondaria/terziaria), due messaggi-chiave basati su effetti reali sulla salute, e il ruolo dell'attività fisica come alternativa positiva.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Il doping: definizione, sostanze e metodi proibiti◐
    • 02Effetti sull'organismo e rischi per la salute◐
    • 03Normativa antidoping, controlli ed etica dello sport●
    • 04Dipendenze e prevenzione: alcol, tabacco e sostanze◐

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Doping, sostanze e dipendenze

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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