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L'alimentazione fornisce all'organismo l'energia e i materiali necessari al movimento, alla crescita e al recupero: comprenderne i principi significa saper collegare i nutrienti che assumiamo con il dispendio energetico e con la prestazione fisica. In questo argomento si studiano i principi nutritivi e le loro funzioni, il bilancio energetico e il fabbisogno calorico dello sportivo, le regole di una dieta equilibrata e l'idratazione, fino ai disturbi del comportamento alimentare e all'uso (e abuso) degli integratori. L'obiettivo è maturare scelte alimentari consapevoli e responsabili, capaci di sostenere uno stile di vita attivo e una buona salute.
4 sezioni~19 min di lettura3 competenzeLivello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali si richiede di conoscere i principi nutritivi e le loro funzioni, il concetto di bilancio energetico e i criteri di una dieta equilibrata applicati a uno stile di vita attivo.
livello avanzato
Negli indirizzi a forte impianto scientifico (Liceo Scientifico, opzione Scienze Applicate) e nelle Scienze Umane si approfondiscono i meccanismi metabolici alla base del fabbisogno e gli aspetti psico-sociali e di salute pubblica dei disturbi alimentari, collegandoli a biologia, chimica e scienze umane.
Profondità di lettura: Approfondimento
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Classificazione dei principi nutritivi e loro funzioni
Energia di un alimento (kcal)
L'energia in kcal si ottiene moltiplicando i grammi di ciascun macronutriente per il rispettivo valore energetico: 4 kcal/g per carboidrati e proteine, 9 kcal/g per i lipidi.
Una porzione di pasta condita contiene 70 g di carboidrati, 12 g di proteine e 10 g di lipidi. Calcola l'energia totale fornita e indica quale macronutriente contribuisce di più.
Moltiplico i grammi di carboidrati per 4 kcal/g.
Moltiplico i grammi di proteine per 4 kcal/g.
Moltiplico i grammi di lipidi per 9 kcal/g.
Sommo i tre contributi.
Risultato: La porzione fornisce 418 kcal; il macronutriente che contribuisce di più è il carboidrato (280 kcal, circa il 67 % dell'energia).
Errori frequenti
Approfondimento
Oltre alla quantità di energia, dei nutrienti conta la « qualità ». Per i carboidrati il parametro utile è l'indice glicemico, cioè la velocità con cui un alimento innalza la glicemia: gli alimenti ad alto indice (zuccheri, pane bianco) danno picchi rapidi seguiti da cali, mentre quelli a basso indice (cereali integrali, legumi) rilasciano glucosio gradualmente, utile per un'energia costante; il « carico glicemico » corregge l'indice per la quantità realmente consumata. Per le proteine si parla di « valore biologico », che misura quanto la composizione in amminoacidi essenziali di un alimento si avvicina al fabbisogno umano: le proteine animali (uova, latte) hanno valore alto, quelle vegetali hanno spesso un « amminoacido limitante » (la lisina nei cereali, la metionina nei legumi), ma la « complementarietà » di cereali e legumi nello stesso pasto — pasta e fagioli, riso e lenticchie — ricostituisce il profilo completo, base scientifica della dieta mediterranea e di quelle vegetariane ben pianificate. Tra i lipidi sono essenziali gli acidi grassi « omega-3 » e « omega-6 », che il corpo non sintetizza, mentre vanno limitati i grassi saturi e soprattutto quelli « trans » industriali. Nei micronutrienti, per lo sportivo pesano in particolare il ferro — che nell'emoglobina trasporta l'ossigeno, tanto che una carenza abbassa la resistenza — e il binomio calcio-vitamina D per la salute dell'osso.
Ripasso attivo
Spiega la differenza tra funzione energetica, plastica e regolatrice dei principi nutritivi e indica, per ciascuna funzione, almeno un nutriente rappresentativo, motivando la scelta.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il bilancio energetico: entrate ed uscite
Bilancio energetico
Differenza tra energia introdotta con gli alimenti ed energia spesa: positivo = accumulo, negativo = dimagrimento, nullo = peso stabile.
Stima del fabbisogno energetico
Il fabbisogno giornaliero si stima moltiplicando il metabolismo basale (MB) per il livello di attività fisica (LAF/PAL); valori indicativi: ~1,4 sedentario, ~1,7 moderatamente attivo, ~2,0 e oltre molto attivo.
Uno studente ha un metabolismo basale di 1600 kcal e un livello di attività fisica moderato (LAF 1,7). Calcola il suo fabbisogno energetico giornaliero. Se aumentasse l'attività portando il LAF a 2,0, di quanto crescerebbe il fabbisogno?
Moltiplico il metabolismo basale per il coefficiente di attività 1,7.
Ripeto il calcolo con il coefficiente 2,0.
Sottraggo i due valori per quantificare l'aumento.
Risultato: Il fabbisogno passa da 2720 kcal a 3200 kcal: aumentando il carico di allenamento occorrono circa 480 kcal in più al giorno per mantenere il bilancio in pareggio.
Errori frequenti
Approfondimento
Il fabbisogno energetico totale si scompone in tre voci. Il metabolismo basale (MB) è l'energia per le funzioni vitali a riposo e ne rappresenta la quota maggiore, all'incirca il 60-70 %; dipende soprattutto dalla massa magra (i muscoli consumano anche a riposo), oltre che da età, sesso e superficie corporea, e si stima con equazioni come quella di Harris-Benedict. La termogenesi indotta dalla dieta (TID) è l'energia spesa per digerire e assimilare gli alimenti, circa il 10 %, ed è più alta per le proteine. La terza voce è l'attività fisica, l'unica davvero modificabile a volontà, che comprende sia l'esercizio strutturato sia il «NEAT», i movimenti spontanei della giornata: moltiplicando il MB per il « livello di attività fisica » (LAF) si ottiene la stima del fabbisogno. Il bilancio energetico confronta entrate e uscite: se sono pari il peso resta stabile, se le entrate prevalgono l'eccesso si deposita in gran parte come grasso, se prevalgono le uscite si attinge alle riserve. Come ordine di grandezza, a un chilogrammo di tessuto adiposo corrispondono all'incirca 7000 kcal, il che spiega perché un dimagrimento sano sia lento. Le diete drastiche falliscono proprio perché l'organismo si difende: riduce il metabolismo basale (termogenesi adattativa) e, se mancano allenamento e adeguato apporto proteico, perde anche massa muscolare, abbassando ancora il dispendio e favorendo il recupero del peso.
Ripasso attivo
Per uno studente con metabolismo basale di 1600 kcal e un livello di attività fisica moderato (LAF 1,7), calcola il fabbisogno energetico giornaliero e spiega come cambierebbe se aumentasse il carico di allenamento.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Percentuale calorica dei carboidrati
Quota di energia totale fornita dai carboidrati: grammi per 4 kcal/g, diviso le calorie totali, per 100. Permette di verificare se la ripartizione rispetta la dieta equilibrata.
Ripartizione equilibrata dei macronutrienti (% delle calorie)
Una dieta giornaliera fornisce 2400 kcal totali con 330 g di carboidrati. Calcola la percentuale di calorie provenienti dai carboidrati e stabilisci se rientra nella fascia consigliata (45-60 %).
Moltiplico i grammi di carboidrati per 4 kcal/g.
Divido per le calorie totali e moltiplico per 100.
Verifico se il 55 % rientra nell'intervallo consigliato 45-60 %.
Risultato: I carboidrati forniscono il 55 % delle calorie totali: la ripartizione rientra nella fascia consigliata ed è quindi equilibrata.
Errori frequenti
Approfondimento
L'alimentazione dello sportivo si gioca soprattutto sui tempi e sui carboidrati. Per le prove di lunga durata è nota la « supercompensazione del glicogeno » (carbohydrate loading): nei giorni precedenti la gara, aumentando la quota di carboidrati e riducendo il carico di allenamento, si riempiono al massimo le scorte di glicogeno di muscoli e fegato, ritardando l'esaurimento (il « muro » del maratoneta). Conta poi il « timing » dei nutrienti. Il pasto pre-gara, circa 3-4 ore prima, privilegia carboidrati a basso-medio indice glicemico e facile digeribilità, con pochi grassi e fibre per non appesantire; durante gli sforzi molto lunghi si reintegrano zuccheri e liquidi; nella fase post-esercizio si sfrutta la « finestra » delle prime ore, in cui il muscolo ricostituisce il glicogeno più rapidamente e le proteine favoriscono la riparazione delle fibre. Cruciale è l'idratazione: la sete è un segnale tardivo, arriva quando la disidratazione è già iniziata, e una perdita di liquidi anche modesta riduce la prestazione; nelle attività prolungate e nel caldo, con il sudore si perdono anche elettroliti (soprattutto sodio), da reintegrare con bevande adeguate. Attenzione però all'eccesso opposto: bere quantità enormi di sola acqua in prove lunghissime può diluire il sodio del sangue (iponatriemia), un rischio reale. La regola pratica resta « food first »: nella gran parte dei casi una dieta varia ed equilibrata copre i fabbisogni meglio di qualsiasi prodotto speciale.
Ripasso attivo
Un fondista deve preparare il pasto pre-gara. Descrivi quando consumarlo, quali alimenti privilegiare e quali evitare, giustificando ogni scelta in relazione al tipo di sforzo (resistenza) e alla digestione.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Disturbi alimentari e ruolo dell'integrazione: una mappa
Uno studente sano, che si allena tre volte a settimana e mangia in modo vario ed equilibrato, vuole assumere integratori proteici «per fare più muscoli». Analizza la situazione e formula una risposta argomentata.
Una persona sana con dieta varia ed equilibrata copre normalmente con il cibo il proprio fabbisogno di nutrienti, comprese le proteine.
In assenza di carenze documentate, l'integratore proteico è superfluo: l'eccesso di proteine non si traduce automaticamente in massa muscolare e viene in parte smaltito dall'organismo.
L'uso autonomo e non guidato è inutile e potenzialmente dannoso; alcuni prodotti possono essere contaminati con sostanze proibite, con rischi anche di natura disciplinare.
Vale la regola «prima viene il cibo»: la base sono dieta equilibrata e allenamento corretto; l'integrazione è eventuale, mirata e su indicazione di un professionista.
Risultato: Allo studente sano va consigliato di puntare su un'alimentazione varia ed equilibrata e su un allenamento adeguato: l'integratore proteico non è necessario, non garantisce più muscoli e va eventualmente valutato solo da uno specialista.
Errori frequenti
Approfondimento
I disturbi del comportamento alimentare (anoressia nervosa, bulimia nervosa, disturbo da alimentazione incontrollata) sono malattie psichiatriche a origine multifattoriale — biologica, psicologica e socio-culturale — non semplici « cattive abitudini » né questioni di volontà, e richiedono un trattamento specialistico multidisciplinare (medico, nutrizionale, psicologico). In ambito sportivo esiste un rischio specifico da conoscere: la « triade dell'atleta donna », cioè il concatenarsi di bassa disponibilità energetica (introito insufficiente rispetto al dispendio), alterazioni del ciclo mestruale (amenorrea) e riduzione della densità ossea, con rischio di fratture da stress. La ricerca recente ha esteso il quadro a entrambi i sessi con il concetto di «RED-S» (deficit energetico relativo nello sport): quando si mangia troppo poco per l'attività svolta, l'organismo « spegne » funzioni non essenziali — ormonali, immunitarie, ossee — con danni alla salute prima ancora che alla prestazione. Sono più esposti gli sport estetici, quelli con categorie di peso e quelli di lunga durata, dove la magrezza è erroneamente vista come un vantaggio. Sul fronte degli integratori vale il principio « food first »: una dieta equilibrata copre quasi sempre i fabbisogni, e molti prodotti sono inutili o addirittura rischiosi — alcuni risultano contaminati con sostanze proibite e possono causare una positività antidoping involontaria. Solo pochi integratori hanno prove di efficacia in situazioni specifiche, e vanno usati sotto il controllo di un professionista.
Ripasso attivo
Confronta anoressia nervosa e bulimia nervosa indicando, per ciascuna, i comportamenti tipici e i principali rischi per la salute; spiega poi perché entrambe vanno considerate malattie da affrontare con il supporto di specialisti.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)