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Goniometria e trigonometria

La goniometria studia gli angoli e le funzioni che li misurano sulla circonferenza goniometrica, mentre la trigonometria applica queste funzioni alla risoluzione dei triangoli e alla descrizione dei fenomeni periodici. Partendo dalla misura in radianti e dalle funzioni seno, coseno e tangente, l'appunto sviluppa le formule goniometriche, le equazioni e disequazioni, fino al teorema dei seni e al teorema del coseno per la risoluzione completa di un triangolo qualunque. È un nucleo pienamente valutabile all'Esame di Stato, in particolare nella seconda prova del Liceo Scientifico e nei collegamenti interdisciplinari con la fisica.

4 sezioni·~21 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0444 / 16
Profilo d’esame
Utilizzare gli strumenti della goniometria e della trigonometria per la modellizzazione di fenomeni periodiciConfrontare e analizzare figure geometriche individuando relazioni metricheCostruire e analizzare modelli matematici di situazioni reali
Operatori:calcoladimostradeterminarisolvianalizzaspiegainterpretagiustifica

livello base

In tutti gli indirizzi liceali si richiede la padronanza delle funzioni goniometriche fondamentali, dell'identità fondamentale e dei teoremi sui triangoli per risolvere problemi metrici e modellizzare semplici fenomeni periodici.

livello avanzato

Nel Liceo Scientifico (e nell'opzione Scienze Applicate) si approfondiscono le formule goniometriche complete, le equazioni e disequazioni non elementari e l'integrazione con la fisica (moti armonici, onde), come tipicamente richiesto nella seconda prova.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Goniometria e trigonometria
    • 01Funzioni goniometriche e circonferenza goniometrica○
    • 02Formule goniometriche◐
    • 03Equazioni e disequazioni goniometriche●
    • 04Risoluzione dei triangoli e applicazioni◐
§ 01

Funzioni goniometriche e circonferenza goniometrica#

●○○BaseLPOSA-matematica-geometriaLPMisura degli angoli in radiantiLPIdentità fondamentale della goniometria

Punti chiave

La goniometria nasce dall'esigenza di misurare gli angoli e di associare a ciascuno di essi dei numeri che ne descrivano le proprietà: a questo scopo si introduce la circonferenza goniometrica, cioè la circonferenza di centro l'origine e raggio unitario nel piano cartesiano. Un angolo orientato, con vertice nell'origine e primo lato coincidente con il semiasse positivo delle ascisse, individua sulla circonferenza un punto P le cui coordinate definiscono direttamente le funzioni goniometriche.
Prima di definire le funzioni occorre fissare l'unità di misura più naturale per l'analisi: il radiante. Un angolo di un radiante è l'angolo al centro che sottende un arco di lunghezza pari al raggio; poiché l'intera circonferenza misura 2π raggi, l'angolo giro vale 2π radianti. La conversione tra gradi e radianti si fonda sulla proporzione tra l'angolo e l'angolo piatto: 180° corrispondono a π radianti. Il radiante è indispensabile in analisi perché rende valido il limite notevole del seno e le formule di derivazione delle funzioni goniometriche.
Dato il punto P associato all'angolo x sulla circonferenza goniometrica, si definisce il coseno di x come l'ascissa di P e il seno di x come l'ordinata di P (Fig. 1). La tangente di x è invece il rapporto tra seno e coseno, e geometricamente è l'ordinata del punto in cui il secondo lato dell'angolo (prolungato) interseca la retta verticale tangente alla circonferenza nel punto di coordinate (1, 0). Da questa costruzione discende immediatamente che seno e coseno sono compresi tra −1 e 1, mentre la tangente assume qualunque valore reale.

Circonferenza goniometrica con seno, coseno e tangente

Circonferenza goniometricaFigura geometrica, O, P, T, cos, sin, tanOPTx1x2x = 1cossintanθ
Le funzioni goniometriche godono di proprietà strutturali che ne governano i grafici. Seno e coseno sono periodiche di periodo 2π, mentre la tangente è periodica di periodo π; il seno è una funzione dispari (il suo grafico è simmetrico rispetto all'origine), il coseno è una funzione pari (simmetrico rispetto all'asse delle ordinate). Dalla definizione discende inoltre la relazione fondamentale tra coseno e seno, che lega le due coordinate del punto P attraverso il teorema di Pitagora applicato al raggio unitario. I grafici di y = sin x e y = cos x sono sinusoidi identiche, sfasate di π/2 l'una rispetto all'altra (Fig. 2).

Grafici di y = sin x e y = cos x

Sinusoidi sfasate di pi/2Grafico di y = sin x, zeri in x = -6.283, -3.142, 0, 3.142, 6.283, massimo in (-4.712, 1), minimo in (-1.571, -1), massimo in (1.571, 1), minimo in (4.712, -1), intercetta sull’asse y in y = 0, nell’intervallo x da -6.5 a 6.5, Grafico di y = cos x, zeri in x = -4.712, -1.571, 1.571, 4.712, massimo in (-6.283, 1), minimo in (-3.142, -1), massimo in (0, 1), minimo in (3.142, -1), massimo in (6.283, 1), intercetta sull’asse y in y = 1, nell’intervallo x da -6.5 a 6.5−6−4−2246−1.5−1−0.50.511.50maxy = sin xy = cos xyx (rad)
sin⁡2x+cos⁡2x=1\sin^2 x + \cos^2 x = 1sin2x+cos2x=1

Identità fondamentale

Esprime il teorema di Pitagora applicato al punto P sulla circonferenza di raggio unitario: vale per ogni valore dell'angolo x.

tan⁡x=sin⁡xcos⁡x(cos⁡x≠0)\tan x = \frac{\sin x}{\cos x} \qquad (\cos x \neq 0)tanx=cosxsinx​(cosx=0)

Tangente

La tangente è definita come rapporto tra seno e coseno e non esiste dove il coseno si annulla, cioè in x = pi/2 + k·pi.

αrad=π180∘ αgradi\alpha_{\text{rad}} = \frac{\pi}{180^\circ}\,\alpha_{\text{gradi}}αrad​=180∘π​αgradi​

Conversione gradi-radianti

Si ottiene dalla proporzione tra l'angolo dato e l'angolo piatto, che misura 180 gradi ovvero pi radianti.

Esempio svolto

Valori goniometrici di un angolo del secondo quadrante

Calcola i valori esatti di sin(2π/3), cos(2π/3) e tan(2π/3) e giustifica i segni.

  1. 01Individua il quadrante

    L'angolo 2π/3 è compreso tra π/2 e π, quindi appartiene al secondo quadrante, dove il seno è positivo e il coseno è negativo.

  2. 02Usa l'angolo associato

    2π/3 = π − π/3, quindi ha la stessa distanza angolare di π/3 dal semiasse negativo. Per gli archi associati: sin(π − α) = sin α e cos(π − α) = −cos α.

  3. 03Sostituisci i valori notevoli

    Poiché sin(π/3) = √3/2 e cos(π/3) = 1/2, si ottiene sin(2π/3) = √3/2 e cos(2π/3) = −1/2.

  4. 04Calcola la tangente

    La tangente è il rapporto tra seno e coseno: dividendo si ottiene un valore negativo, coerente con il secondo quadrante.

Risultato: sin(2π/3) = √3/2 ≈ 0.866, cos(2π/3) = −1/2, tan(2π/3) = −√3 ≈ −1.732.

Obiettivo Maturità

  • Saper passare correttamente da gradi a radianti e viceversa, e conoscere a memoria i valori delle funzioni goniometriche degli angoli notevoli (0, π/6, π/4, π/3, π/2) è un prerequisito costantemente richiesto in ogni quesito.
  • All'orale e nei quesiti si chiede spesso di dedurre le proprietà di periodicità, parità e segno direttamente dalla circonferenza goniometrica, non come formule mnemoniche ma come conseguenze della definizione.

Errori frequenti

  • Lavorare in gradi quando il contesto è analitico (limiti, derivate): il limite notevole sin x / x → 1 e le derivate valgono solo se l'angolo è espresso in radianti.
  • Confondere il segno delle funzioni nei vari quadranti, in particolare dimenticare che il coseno è negativo nel secondo e terzo quadrante e il seno nel terzo e quarto.

Approfondimento

Due fatti fondanti meritano una giustificazione. La relazione fondamentale «sin²x + cos²x = 1» non è un assioma ma il teorema di Pitagora applicato alla circonferenza goniometrica: il punto «P(cos x, sin x)» dista 1 dall'origine, e la sua distanza al quadrato è «cos²x + sin²x = 1». La tangente ha un significato geometrico preciso: sulla retta verticale «x = 1», tangente alla circonferenza nel punto «(1, 0)», il secondo lato dell'angolo, o il suo prolungamento, individua un punto di ordinata «tan x»; per la similitudine dei triangoli «tan x = sin x / cos x». Quanto al radiante, la sua definizione come rapporto tra arco e raggio lo rende un numero puro: su una circonferenza di raggio «r», un angolo al centro di «θ» radianti sottende un arco di lunghezza «s = r·θ». È proprio questa proporzionalità diretta tra arco e angolo a rendere il radiante l'unità naturale dell'analisi: soltanto misurando in radianti vale il limite notevole «lim_{x→0} (sin x)/x = 1», e da esso discendono «D(sin x) = cos x» e «D(cos x) = −sin x». In gradi, quel limite varrebbe «π/180», e ogni formula del calcolo differenziale si caricherebbe di fattori spurii.

Ripasso attivo

Determina il valore esatto di sin(2π/3), cos(2π/3) e tan(2π/3), giustificando i segni mediante la posizione del punto associato sulla circonferenza goniometrica.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Formule goniometriche#

●●○StandardLPOSA-matematica-geometriaLPFormule di addizione, sottrazione, duplicazione, bisezione e prostaferesi

Punti chiave

Le formule goniometriche permettono di esprimere le funzioni di una combinazione di angoli in termini delle funzioni dei singoli angoli, ed estendono enormemente la capacità di calcolo e di manipolazione delle espressioni trigonometriche. Il punto di partenza è la formula di sottrazione del coseno, che si dimostra calcolando in due modi diversi la distanza tra due punti della circonferenza goniometrica; da essa, per passaggi puramente algebrici, discendono tutte le altre.
Le formule di addizione e sottrazione di seno e coseno consentono di scomporre cos(α ± β) e sin(α ± β). Esse sono lo strumento per calcolare i valori di angoli non notevoli ottenuti per somma o differenza, come 15° = 45° − 30° o 75° = 45° + 30°. Dalla loro divisione si ricavano le formule di addizione della tangente. È essenziale distinguere il comportamento del coseno, in cui il segno si inverte rispetto a quello dell'operazione, da quello del seno, che lo conserva.
Ponendo β = α nelle formule di addizione si ottengono le formule di duplicazione: sin 2α, cos 2α e tan 2α si esprimono mediante le funzioni di α. La formula del coseno duplicato ammette tre forme equivalenti grazie all'identità fondamentale, e ciascuna è utile in un contesto diverso, in particolare per linearizzare i quadrati di seno e coseno. Da queste, isolando le funzioni dell'angolo metà, si ottengono le formule di bisezione, che esprimono le funzioni di α/2.
Le formule parametriche esprimono seno e coseno in funzione razionale di t = tan(α/2): sono lo strumento standard per ricondurre un'equazione goniometrica a un'equazione algebrica nell'incognita t. Le formule di prostaferesi, infine, trasformano somme e differenze di seni o coseni in prodotti: sono particolarmente utili nello studio dei fenomeni ondulatori, dove la somma di due oscillazioni dà luogo al fenomeno dei battimenti (Fig. 3).

Mappa delle formule goniometriche

Mappa delle formule goniometricheGrafo, cos(α − β) → Addizione, Addizione → Duplicazione, Duplicazione → Bisezione, Addizione → Parametriche, Addizione → Prostaferesicos(α − β)AddizioneDuplicazioneBisezioneParametricheProstaferesi
cos⁡(α±β)=cos⁡αcos⁡β∓sin⁡αsin⁡β\cos(\alpha \pm \beta) = \cos\alpha\cos\beta \mp \sin\alpha\sin\betacos(α±β)=cosαcosβ∓sinαsinβ

Addizione del coseno

Il segno a secondo membro è opposto a quello dell'operazione: questa e la formula generatrice di tutte le altre.

sin⁡(α±β)=sin⁡αcos⁡β±cos⁡αsin⁡β\sin(\alpha \pm \beta) = \sin\alpha\cos\beta \pm \cos\alpha\sin\betasin(α±β)=sinαcosβ±cosαsinβ

Addizione del seno

Qui il segno a secondo membro coincide con quello dell'operazione, a differenza del coseno.

sin⁡2α=2sin⁡αcos⁡αcos⁡2α=cos⁡2α−sin⁡2α\sin 2\alpha = 2\sin\alpha\cos\alpha \qquad \cos 2\alpha = \cos^2\alpha - \sin^2\alphasin2α=2sinαcosαcos2α=cos2α−sin2α

Duplicazione

Si ottengono ponendo beta uguale ad alpha nelle formule di addizione; il coseno duplicato ha anche le forme 1 - 2 sin^2 e 2 cos^2 - 1.

sin⁡α2=±1−cos⁡α2cos⁡α2=±1+cos⁡α2\sin\frac{\alpha}{2} = \pm\sqrt{\frac{1-\cos\alpha}{2}} \qquad \cos\frac{\alpha}{2} = \pm\sqrt{\frac{1+\cos\alpha}{2}}sin2α​=±21−cosα​​cos2α​=±21+cosα​​

Bisezione

Il segno della radice dipende dal quadrante in cui cade l'angolo alpha mezzi.

Esempio svolto

Valore esatto di cos 15° con le formule di sottrazione

Calcola il valore esatto di cos 15° scrivendo 15° come differenza di angoli notevoli.

  1. 01Scegli la decomposizione

    Si scrive 15° = 45° − 30°, perché entrambi sono angoli notevoli di cui si conoscono i valori esatti.

  2. 02Applica la formula di sottrazione del coseno

    Si usa cos(α − β) = cos α cos β + sin α sin β con α = 45° e β = 30°.

  3. 03Sostituisci i valori notevoli

    Con cos 45° = sin 45° = √2/2, cos 30° = √3/2 e sin 30° = 1/2 si ottiene la somma di due prodotti.

  4. 04Semplifica

    Raccogliendo √2/4 si ottiene la forma compatta del risultato.

Risultato: cos 15° = (√6 + √2)/4 ≈ 0.966.

Obiettivo Maturità

  • La dimostrazione della formula di sottrazione del coseno, da cui derivare le altre, è una richiesta classica del colloquio orale: occorre saperla impostare a partire dalla circonferenza goniometrica.
  • Nella seconda prova le formule di duplicazione e bisezione servono spesso a semplificare integrandi o a studiare funzioni goniometriche composte: padroneggiarle è valutato come competenza di calcolo.

Errori frequenti

  • Scrivere cos(α + β) = cos α + cos β (e analogamente per il seno): le funzioni goniometriche NON sono lineari, e la somma degli angoli richiede le formule di addizione.
  • Nella bisezione, dimenticare di determinare il segno della radice in base al quadrante in cui cade l'angolo metà, scrivendo automaticamente il segno positivo.

Approfondimento

Tutte le formule goniometriche discendono da una sola, la sottrazione del coseno, che si dimostra con la distanza sulla circonferenza goniometrica. Si considerino i punti «A(cos α, sin α)» e «B(cos β, sin β)». Il quadrato della loro distanza vale, per la formula della distanza, «AB² = (cos α − cos β)² + (sin α − sin β)² = 2 − 2(cos α cos β + sin α sin β)», dopo aver usato «sin² + cos² = 1». D'altra parte l'angolo «AÔB» misura «α − β», e lo stesso «AB²» si calcola con il teorema del coseno nel triangolo «OAB» di lati unitari: «AB² = 1 + 1 − 2 cos(α − β) = 2 − 2 cos(α − β)». Uguagliando le due espressioni si ottiene «cos(α − β) = cos α cos β + sin α sin β». Da questa, sostituendo «β» con «−β» e usando parità e disparità, si ricava l'addizione del coseno; sostituendo «α» con «π/2 − α» si passa al seno; ponendo «β = α» si ottengono le formule di duplicazione «cos 2α = cos²α − sin²α» e «sin 2α = 2 sin α cos α», da cui, isolando, le formule di bisezione. Un'unica dimostrazione geometrica genera così l'intero apparato, e questo spiega perché all'orale si richieda proprio di saperla impostare a partire dalla circonferenza.

Ripasso attivo

Utilizzando le formule di sottrazione, calcola il valore esatto di cos 15° e sin 15°, scrivendo 15° come 45° − 30°.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Equazioni e disequazioni goniometriche#

●●●ApprofondimentoLPOSA-matematica-geometriaLPEquazioni e disequazioni goniometriche

Punti chiave

Un'equazione goniometrica è un'equazione in cui l'incognita compare come argomento di una o più funzioni goniometriche. Poiché tali funzioni sono periodiche, una soluzione non è mai isolata: a essa corrisponde un'intera famiglia di soluzioni, ottenute aggiungendo multipli interi del periodo. La risoluzione completa richiede perciò di descrivere tutte le soluzioni mediante un parametro intero k, e non solo i valori nell'intervallo principale.
Le equazioni elementari sono del tipo sin x = m, cos x = m oppure tan x = m. Per il seno e il coseno esiste soluzione solo se m è compreso tra −1 e 1; in tal caso le soluzioni si leggono sulla circonferenza goniometrica come le intersezioni con una retta orizzontale o verticale, che individua in generale due archi per periodo. Per la tangente, invece, esiste sempre soluzione, perché la tangente assume tutti i valori reali, e le soluzioni distano un periodo π l'una dall'altra.
Le equazioni non elementari si riconducono a quelle elementari con strategie standard: l'uso dell'identità fondamentale e delle formule per esprimere tutto mediante una sola funzione, la sostituzione (per esempio t = tan(α/2) o t = cos x) che trasforma l'equazione in un'equazione algebrica, la scomposizione in fattori e l'annullamento del prodotto. Particolarmente importanti sono le equazioni lineari in seno e coseno, risolubili con il metodo dell'angolo aggiunto o con le formule parametriche.
Le disequazioni goniometriche si risolvono confrontando il valore della funzione con una soglia e individuando sulla circonferenza goniometrica l'arco (o gli archi) in cui la condizione è verificata (Fig. 4). Si determina prima l'insieme delle soluzioni in un periodo, leggendo gli estremi dell'arco dai valori che annullano la differenza, e poi si estende periodicamente. La rappresentazione grafica della circonferenza, con l'evidenziazione dell'arco-soluzione, è lo strumento di controllo più affidabile contro gli errori di segno.

Risoluzione grafica di sin x ≥ 1/2 sulla circonferenza goniometrica

sin x ≥ 1/2 sulla circonferenzaFigura geometrica, O, π/6, 5π/6Oπ/65π/6x1x2y = 1/2
sin⁡x=m  ⟺  x=arcsin⁡m+2kπ ∨ x=π−arcsin⁡m+2kπ\sin x = m \iff x = \arcsin m + 2k\pi \ \lor\ x = \pi - \arcsin m + 2k\pisinx=m⟺x=arcsinm+2kπ ∨ x=π−arcsinm+2kπ

Equazione elementare in seno

Vale per m compreso tra -1 e 1; le due famiglie corrispondono ai due archi simmetrici rispetto all'asse verticale. k e un intero qualsiasi.

cos⁡x=m  ⟺  x=±arccos⁡m+2kπ\cos x = m \iff x = \pm\arccos m + 2k\picosx=m⟺x=±arccosm+2kπ

Equazione elementare in coseno

Vale per m compreso tra -1 e 1; i due archi sono simmetrici rispetto all'asse orizzontale (delle ascisse).

tan⁡x=m  ⟺  x=arctan⁡m+kπ\tan x = m \iff x = \arctan m + k\pitanx=m⟺x=arctanm+kπ

Equazione elementare in tangente

Esiste sempre soluzione perche la tangente assume ogni valore reale; il periodo della tangente e pi.

Esempio svolto

Equazione goniometrica elementare

Risolvi in R l'equazione 2 sin x − 1 = 0.

  1. 01Isola la funzione goniometrica

    Si porta il termine noto a secondo membro e si divide per 2.

  2. 02Trova le soluzioni nel primo periodo

    Sulla circonferenza goniometrica il seno vale 1/2 in due punti del giro: gli archi pi/6 e 5pi/6, simmetrici rispetto all'asse verticale.

  3. 03Estendi per periodicità

    Poiche il seno ha periodo 2pi, a ciascuna soluzione si aggiunge un multiplo intero di 2pi per ottenere tutte le soluzioni reali.

Risultato: x = π/6 + 2kπ oppure x = 5π/6 + 2kπ, con k intero.

Obiettivo Maturità

  • Le equazioni e disequazioni goniometriche sono valutate sulla completezza: scrivere TUTTE le soluzioni con il parametro periodico, non solo quelle dell'intervallo fondamentale, è parte integrante della correttezza.
  • Nella seconda prova compaiono spesso come passaggio interno di un problema (ricerca di intersezioni, di zeri o di domini): la capacità di riconoscere e risolvere il sottoproblema goniometrico è valutata implicitamente.

Errori frequenti

  • Fornire solo le soluzioni dell'intervallo [0, 2π) dimenticando il termine + 2kπ (oppure + kπ per la tangente): l'insieme delle soluzioni risulta così incompleto.
  • Nelle disequazioni, leggere male l'arco sulla circonferenza e confondere quale dei due archi soddisfa la disuguaglianza, ottenendo l'intervallo complementare.

Approfondimento

L'equazione lineare «a sin x + b cos x = c» merita il metodo dell'angolo aggiunto, che ne chiarisce anche la risolubilità. Posto «R = √(a² + b²)», si raccoglie «R»: «a sin x + b cos x = R·((a/R) sin x + (b/R) cos x)». Poiché «(a/R)² + (b/R)² = 1», esiste un angolo «φ» con «cos φ = a/R» e «sin φ = b/R»; allora la parentesi è «cos φ sin x + sin φ cos x = sin(x + φ)», per la formula di addizione del seno. L'equazione diventa dunque «R·sin(x + φ) = c», cioè «sin(x + φ) = c/R», elementare. Da qui la condizione di risolubilità: l'equazione ha soluzioni se e solo se «|c| ≤ R = √(a² + b²)», perché il seno è compreso tra «−1» e «1»; geometricamente «R» è l'ampiezza della sinusoide «R sin(x + φ)», e la retta orizzontale «y = c» la interseca solo se non ne supera l'ampiezza. Questo metodo mostra inoltre che ogni combinazione lineare di seno e coseno di uguale periodo è ancora una sinusoide, di ampiezza «R» e sfasamento «φ»: è il principio che governa la sovrapposizione delle oscillazioni armoniche in fisica, dove due moti armonici sincroni si compongono in un unico moto armonico.

Ripasso attivo

Risolvi nell'insieme dei numeri reali l'equazione 2 sin x − 1 = 0 e rappresenta le soluzioni sulla circonferenza goniometrica.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Risoluzione dei triangoli e applicazioni#

●●○StandardLPOSA-matematica-geometriaLPTeorema dei seni e teorema del coseno; risoluzione dei triangoliLPArea di un triangolo

Punti chiave

La trigonometria applica le funzioni goniometriche allo studio metrico dei triangoli: risolvere un triangolo significa determinare la misura di tutti i suoi lati e di tutti i suoi angoli a partire da un numero sufficiente di dati. Il caso più semplice è quello del triangolo rettangolo, in cui i teoremi sui triangoli rettangoli esprimono ogni cateto come prodotto dell'ipotenusa per il seno dell'angolo opposto, o dell'altro cateto per la tangente dell'angolo adiacente. Per i triangoli qualunque servono invece due teoremi generali.
Il teorema dei seni afferma che in ogni triangolo il rapporto tra ciascun lato e il seno dell'angolo opposto è costante e uguale al diametro della circonferenza circoscritta. È lo strumento adatto quando si conoscono un lato e due angoli, oppure due lati e l'angolo opposto a uno di essi (caso che può però essere ambiguo, dando luogo a zero, una o due soluzioni). La sua dimostrazione si fonda sulla relazione tra l'angolo alla circonferenza e l'altezza relativa a un lato.
Il teorema del coseno, detto anche teorema di Carnot, generalizza il teorema di Pitagora: il quadrato di un lato è uguale alla somma dei quadrati degli altri due, diminuita del doppio prodotto di questi per il coseno dell'angolo compreso (Fig. 5). È lo strumento adatto quando si conoscono due lati e l'angolo tra essi compreso (per trovare il terzo lato), oppure tutti e tre i lati (per trovare gli angoli). Quando l'angolo compreso è retto, il coseno si annulla e si ritrova esattamente il teorema di Pitagora.

Triangolo qualunque con lati a, b, c e teorema del coseno

Triangolo qualunqueFigura geometrica, A, B, C, c, a, bABCx1x2cabalpha
L'area di un triangolo si calcola in modo immediato a partire da due lati e dall'angolo tra essi compreso, mediante il prodotto dei due lati per il seno dell'angolo, diviso due. Questi strumenti hanno numerose applicazioni concrete: nella topografia per misurare distanze inaccessibili, in fisica per la scomposizione delle forze e dei vettori, e nella modellizzazione dei fenomeni periodici come le oscillazioni e le onde. La trigonometria costituisce così il ponte tra la geometria, l'analisi e la fisica.
asin⁡α=bsin⁡β=csin⁡γ=2R\frac{a}{\sin\alpha} = \frac{b}{\sin\beta} = \frac{c}{\sin\gamma} = 2Rsinαa​=sinβb​=sinγc​=2R

Teorema dei seni

Il rapporto tra un lato e il seno dell'angolo opposto e costante e pari al diametro 2R della circonferenza circoscritta.

c2=a2+b2−2abcos⁡γc^2 = a^2 + b^2 - 2ab\cos\gammac2=a2+b2−2abcosγ

Teorema del coseno (Carnot)

Generalizza il teorema di Pitagora; quando gamma e retto il coseno e nullo e si ritrova c^2 = a^2 + b^2.

S=12 a b sin⁡γS = \frac{1}{2}\,a\,b\,\sin\gammaS=21​absinγ

Area del triangolo

L'area e meta del prodotto di due lati per il seno dell'angolo da essi compreso.

Esempio svolto

Risoluzione di un triangolo con il teorema del coseno

Di un triangolo si conoscono a = 8 cm, b = 5 cm e l'angolo compreso C = 60°. Determina il terzo lato c e l'area.

  1. 01Imposta il teorema del coseno

    L'angolo C = 60° e compreso tra i lati a e b, quindi il terzo lato c si ottiene dal teorema del coseno.

  2. 02Sostituisci i dati

    Con a = 8, b = 5 e cos 60° = 1/2 si calcola il quadrato di c.

  3. 03Estrai la radice

    Il lato e la radice quadrata aritmetica del valore trovato.

  4. 04Calcola l'area

    L'area si ottiene da due lati e dall'angolo compreso, con sin 60° = radice di 3 diviso 2.

Risultato: Il terzo lato misura c = 7 cm e l'area vale S = 10√3 cm² ≈ 17.32 cm².

Obiettivo Maturità

  • Saper scegliere il teorema corretto in base ai dati disponibili (teorema dei seni per lato-angolo-angolo o lato-lato-angolo; teorema del coseno per lato-angolo-lato o lato-lato-lato) è la competenza centrale valutata nei problemi di risoluzione dei triangoli.
  • Nella seconda prova del Liceo Scientifico i problemi di geometria piana e solida richiedono spesso l'uso combinato dei due teoremi e della formula dell'area; il riconoscimento del caso ambiguo del teorema dei seni è un punto di attenzione.

Errori frequenti

  • Applicare il teorema dei seni in un caso ambiguo (due lati e l'angolo opposto al minore) senza verificare l'esistenza della seconda soluzione, perdendo una configurazione valida del triangolo.
  • Nel teorema del coseno, sbagliare quale angolo è compreso tra i due lati noti, oppure dimenticare il segno del coseno quando l'angolo è ottuso (e quindi il coseno è negativo).

Approfondimento

I due teoremi si dimostrano con eleganza. Il teorema del coseno «c² = a² + b² − 2ab cos γ» si ottiene ponendo il vertice «C» nell'origine e il lato «b» lungo l'asse «x»: allora «A(b, 0)» e «B(a cos γ, a sin γ)», e calcolando «c² = AB²» con la formula della distanza si trova «c² = (a cos γ − b)² + (a sin γ)² = a² cos²γ − 2ab cos γ + b² + a² sin²γ = a² + b² − 2ab cos γ», usando «sin²γ + cos²γ = 1». Quando «γ = 90°» il coseno si annulla e si ritrova Pitagora, di cui il teorema è la generalizzazione. Il teorema dei seni si dimostra dall'area: l'area del triangolo si scrive in tre modi equivalenti, «S = ½ ab sin γ = ½ bc sin α = ½ ca sin β», perché ciascuno usa due lati e l'angolo compreso. Dividendo la catena per «½ abc» si ottiene «(sin γ)/c = (sin α)/a = (sin β)/b», cioè «a/sin α = b/sin β = c/sin γ». Che questo rapporto comune valga «2R», diametro della circonferenza circoscritta, segue dal teorema dell'angolo alla circonferenza applicato alla corda e all'angolo opposto. Da questi risultati discende anche la formula dell'area in funzione di due lati e dell'angolo compreso.

Ripasso attivo

Di un triangolo si conoscono i lati a = 8 cm, b = 5 cm e l'angolo compreso C = 60°. Determina la misura del terzo lato c e l'area del triangolo.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Funzioni goniometriche e circonferenza goniometrica○
    • 02Formule goniometriche◐
    • 03Equazioni e disequazioni goniometriche●
    • 04Risoluzione dei triangoli e applicazioni◐

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Goniometria e trigonometria

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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