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La goniometria studia gli angoli e le funzioni che li misurano sulla circonferenza goniometrica, mentre la trigonometria applica queste funzioni alla risoluzione dei triangoli e alla descrizione dei fenomeni periodici. Partendo dalla misura in radianti e dalle funzioni seno, coseno e tangente, l'appunto sviluppa le formule goniometriche, le equazioni e disequazioni, fino al teorema dei seni e al teorema del coseno per la risoluzione completa di un triangolo qualunque. È un nucleo pienamente valutabile all'Esame di Stato, in particolare nella seconda prova del Liceo Scientifico e nei collegamenti interdisciplinari con la fisica.
4 sezioni~21 min di lettura3 competenzeLivello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
In tutti gli indirizzi liceali si richiede la padronanza delle funzioni goniometriche fondamentali, dell'identità fondamentale e dei teoremi sui triangoli per risolvere problemi metrici e modellizzare semplici fenomeni periodici.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico (e nell'opzione Scienze Applicate) si approfondiscono le formule goniometriche complete, le equazioni e disequazioni non elementari e l'integrazione con la fisica (moti armonici, onde), come tipicamente richiesto nella seconda prova.
Profondità di lettura: Approfondimento
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Circonferenza goniometrica con seno, coseno e tangente
Grafici di y = sin x e y = cos x
Identità fondamentale
Esprime il teorema di Pitagora applicato al punto P sulla circonferenza di raggio unitario: vale per ogni valore dell'angolo x.
Tangente
La tangente è definita come rapporto tra seno e coseno e non esiste dove il coseno si annulla, cioè in x = pi/2 + k·pi.
Conversione gradi-radianti
Si ottiene dalla proporzione tra l'angolo dato e l'angolo piatto, che misura 180 gradi ovvero pi radianti.
Calcola i valori esatti di sin(2π/3), cos(2π/3) e tan(2π/3) e giustifica i segni.
L'angolo 2π/3 è compreso tra π/2 e π, quindi appartiene al secondo quadrante, dove il seno è positivo e il coseno è negativo.
2π/3 = π − π/3, quindi ha la stessa distanza angolare di π/3 dal semiasse negativo. Per gli archi associati: sin(π − α) = sin α e cos(π − α) = −cos α.
Poiché sin(π/3) = √3/2 e cos(π/3) = 1/2, si ottiene sin(2π/3) = √3/2 e cos(2π/3) = −1/2.
La tangente è il rapporto tra seno e coseno: dividendo si ottiene un valore negativo, coerente con il secondo quadrante.
Risultato: sin(2π/3) = √3/2 ≈ 0.866, cos(2π/3) = −1/2, tan(2π/3) = −√3 ≈ −1.732.
Errori frequenti
Approfondimento
Due fatti fondanti meritano una giustificazione. La relazione fondamentale «sin²x + cos²x = 1» non è un assioma ma il teorema di Pitagora applicato alla circonferenza goniometrica: il punto «P(cos x, sin x)» dista 1 dall'origine, e la sua distanza al quadrato è «cos²x + sin²x = 1». La tangente ha un significato geometrico preciso: sulla retta verticale «x = 1», tangente alla circonferenza nel punto «(1, 0)», il secondo lato dell'angolo, o il suo prolungamento, individua un punto di ordinata «tan x»; per la similitudine dei triangoli «tan x = sin x / cos x». Quanto al radiante, la sua definizione come rapporto tra arco e raggio lo rende un numero puro: su una circonferenza di raggio «r», un angolo al centro di «θ» radianti sottende un arco di lunghezza «s = r·θ». È proprio questa proporzionalità diretta tra arco e angolo a rendere il radiante l'unità naturale dell'analisi: soltanto misurando in radianti vale il limite notevole «lim_{x→0} (sin x)/x = 1», e da esso discendono «D(sin x) = cos x» e «D(cos x) = −sin x». In gradi, quel limite varrebbe «π/180», e ogni formula del calcolo differenziale si caricherebbe di fattori spurii.
Ripasso attivo
Determina il valore esatto di sin(2π/3), cos(2π/3) e tan(2π/3), giustificando i segni mediante la posizione del punto associato sulla circonferenza goniometrica.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Mappa delle formule goniometriche
Addizione del coseno
Il segno a secondo membro è opposto a quello dell'operazione: questa e la formula generatrice di tutte le altre.
Addizione del seno
Qui il segno a secondo membro coincide con quello dell'operazione, a differenza del coseno.
Duplicazione
Si ottengono ponendo beta uguale ad alpha nelle formule di addizione; il coseno duplicato ha anche le forme 1 - 2 sin^2 e 2 cos^2 - 1.
Bisezione
Il segno della radice dipende dal quadrante in cui cade l'angolo alpha mezzi.
Calcola il valore esatto di cos 15° scrivendo 15° come differenza di angoli notevoli.
Si scrive 15° = 45° − 30°, perché entrambi sono angoli notevoli di cui si conoscono i valori esatti.
Si usa cos(α − β) = cos α cos β + sin α sin β con α = 45° e β = 30°.
Con cos 45° = sin 45° = √2/2, cos 30° = √3/2 e sin 30° = 1/2 si ottiene la somma di due prodotti.
Raccogliendo √2/4 si ottiene la forma compatta del risultato.
Risultato: cos 15° = (√6 + √2)/4 ≈ 0.966.
Errori frequenti
Approfondimento
Tutte le formule goniometriche discendono da una sola, la sottrazione del coseno, che si dimostra con la distanza sulla circonferenza goniometrica. Si considerino i punti «A(cos α, sin α)» e «B(cos β, sin β)». Il quadrato della loro distanza vale, per la formula della distanza, «AB² = (cos α − cos β)² + (sin α − sin β)² = 2 − 2(cos α cos β + sin α sin β)», dopo aver usato «sin² + cos² = 1». D'altra parte l'angolo «AÔB» misura «α − β», e lo stesso «AB²» si calcola con il teorema del coseno nel triangolo «OAB» di lati unitari: «AB² = 1 + 1 − 2 cos(α − β) = 2 − 2 cos(α − β)». Uguagliando le due espressioni si ottiene «cos(α − β) = cos α cos β + sin α sin β». Da questa, sostituendo «β» con «−β» e usando parità e disparità, si ricava l'addizione del coseno; sostituendo «α» con «π/2 − α» si passa al seno; ponendo «β = α» si ottengono le formule di duplicazione «cos 2α = cos²α − sin²α» e «sin 2α = 2 sin α cos α», da cui, isolando, le formule di bisezione. Un'unica dimostrazione geometrica genera così l'intero apparato, e questo spiega perché all'orale si richieda proprio di saperla impostare a partire dalla circonferenza.
Ripasso attivo
Utilizzando le formule di sottrazione, calcola il valore esatto di cos 15° e sin 15°, scrivendo 15° come 45° − 30°.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Risoluzione grafica di sin x ≥ 1/2 sulla circonferenza goniometrica
Equazione elementare in seno
Vale per m compreso tra -1 e 1; le due famiglie corrispondono ai due archi simmetrici rispetto all'asse verticale. k e un intero qualsiasi.
Equazione elementare in coseno
Vale per m compreso tra -1 e 1; i due archi sono simmetrici rispetto all'asse orizzontale (delle ascisse).
Equazione elementare in tangente
Esiste sempre soluzione perche la tangente assume ogni valore reale; il periodo della tangente e pi.
Risolvi in R l'equazione 2 sin x − 1 = 0.
Si porta il termine noto a secondo membro e si divide per 2.
Sulla circonferenza goniometrica il seno vale 1/2 in due punti del giro: gli archi pi/6 e 5pi/6, simmetrici rispetto all'asse verticale.
Poiche il seno ha periodo 2pi, a ciascuna soluzione si aggiunge un multiplo intero di 2pi per ottenere tutte le soluzioni reali.
Risultato: x = π/6 + 2kπ oppure x = 5π/6 + 2kπ, con k intero.
Errori frequenti
Approfondimento
L'equazione lineare «a sin x + b cos x = c» merita il metodo dell'angolo aggiunto, che ne chiarisce anche la risolubilità. Posto «R = √(a² + b²)», si raccoglie «R»: «a sin x + b cos x = R·((a/R) sin x + (b/R) cos x)». Poiché «(a/R)² + (b/R)² = 1», esiste un angolo «φ» con «cos φ = a/R» e «sin φ = b/R»; allora la parentesi è «cos φ sin x + sin φ cos x = sin(x + φ)», per la formula di addizione del seno. L'equazione diventa dunque «R·sin(x + φ) = c», cioè «sin(x + φ) = c/R», elementare. Da qui la condizione di risolubilità: l'equazione ha soluzioni se e solo se «|c| ≤ R = √(a² + b²)», perché il seno è compreso tra «−1» e «1»; geometricamente «R» è l'ampiezza della sinusoide «R sin(x + φ)», e la retta orizzontale «y = c» la interseca solo se non ne supera l'ampiezza. Questo metodo mostra inoltre che ogni combinazione lineare di seno e coseno di uguale periodo è ancora una sinusoide, di ampiezza «R» e sfasamento «φ»: è il principio che governa la sovrapposizione delle oscillazioni armoniche in fisica, dove due moti armonici sincroni si compongono in un unico moto armonico.
Ripasso attivo
Risolvi nell'insieme dei numeri reali l'equazione 2 sin x − 1 = 0 e rappresenta le soluzioni sulla circonferenza goniometrica.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Triangolo qualunque con lati a, b, c e teorema del coseno
Teorema dei seni
Il rapporto tra un lato e il seno dell'angolo opposto e costante e pari al diametro 2R della circonferenza circoscritta.
Teorema del coseno (Carnot)
Generalizza il teorema di Pitagora; quando gamma e retto il coseno e nullo e si ritrova c^2 = a^2 + b^2.
Area del triangolo
L'area e meta del prodotto di due lati per il seno dell'angolo da essi compreso.
Di un triangolo si conoscono a = 8 cm, b = 5 cm e l'angolo compreso C = 60°. Determina il terzo lato c e l'area.
L'angolo C = 60° e compreso tra i lati a e b, quindi il terzo lato c si ottiene dal teorema del coseno.
Con a = 8, b = 5 e cos 60° = 1/2 si calcola il quadrato di c.
Il lato e la radice quadrata aritmetica del valore trovato.
L'area si ottiene da due lati e dall'angolo compreso, con sin 60° = radice di 3 diviso 2.
Risultato: Il terzo lato misura c = 7 cm e l'area vale S = 10√3 cm² ≈ 17.32 cm².
Errori frequenti
Approfondimento
I due teoremi si dimostrano con eleganza. Il teorema del coseno «c² = a² + b² − 2ab cos γ» si ottiene ponendo il vertice «C» nell'origine e il lato «b» lungo l'asse «x»: allora «A(b, 0)» e «B(a cos γ, a sin γ)», e calcolando «c² = AB²» con la formula della distanza si trova «c² = (a cos γ − b)² + (a sin γ)² = a² cos²γ − 2ab cos γ + b² + a² sin²γ = a² + b² − 2ab cos γ», usando «sin²γ + cos²γ = 1». Quando «γ = 90°» il coseno si annulla e si ritrova Pitagora, di cui il teorema è la generalizzazione. Il teorema dei seni si dimostra dall'area: l'area del triangolo si scrive in tre modi equivalenti, «S = ½ ab sin γ = ½ bc sin α = ½ ca sin β», perché ciascuno usa due lati e l'angolo compreso. Dividendo la catena per «½ abc» si ottiene «(sin γ)/c = (sin α)/a = (sin β)/b», cioè «a/sin α = b/sin β = c/sin γ». Che questo rapporto comune valga «2R», diametro della circonferenza circoscritta, segue dal teorema dell'angolo alla circonferenza applicato alla corda e all'angolo opposto. Da questi risultati discende anche la formula dell'area in funzione di due lati e dell'angolo compreso.
Ripasso attivo
Di un triangolo si conoscono i lati a = 8 cm, b = 5 cm e l'angolo compreso C = 60°. Determina la misura del terzo lato c e l'area del triangolo.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti