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Funzioni esponenziali e logaritmiche

La funzione esponenziale e la sua inversa, la funzione logaritmica, costituiscono il linguaggio naturale dei fenomeni di crescita e decrescita proporzionali allo stato presente. In questo appunto se ne studiano definizione, proprietà e grafici, le proprietà operative dei logaritmi e il cambiamento di base, le tecniche risolutive di equazioni e disequazioni esponenziali e logaritmiche, e infine i principali modelli applicativi (interesse composto, decadimento radioattivo, scale logaritmiche). L'argomento rientra a pieno titolo nel programma dell'Esame di Stato.

4 sezioni·~21 min di lettura·3 competenze·Livello Standard 3 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0555 / 16
Profilo d’esame
Utilizzare le funzioni esponenziale e logaritmica per descrivere e modellizzare fenomeni di crescita e decrescitaIndividuare le strategie appropriate per la soluzione di equazioni e disequazioni trascendenti (esponenziali e logaritmiche)Interpretare e costruire i grafici delle funzioni esponenziale e logaritmica, riconoscendone proprietà e relazione di inversione
Operatori:calcoladeterminadimostrarisolvianalizzarappresentagiustificainterpretaconfronta

livello base

In tutti gli indirizzi liceali si richiede di conoscere definizione, grafici e proprietà delle due funzioni, di applicare le proprietà dei logaritmi e di risolvere equazioni e disequazioni elementari, utilizzandole nei modelli di crescita e decadimento.

livello avanzato

Negli indirizzi a maggior monte ore (in particolare il Liceo Scientifico e l'opzione Scienze Applicate) si approfondiscono la definizione del numero di Eulero «e» come limite della successione (1+1/n)^n, i casi più articolati di equazioni e disequazioni e il legame con il calcolo infinitesimale (derivata e integrale dell'esponenziale, in vista delle classi successive).

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Funzioni esponenziali e logaritmiche
    • 01La funzione esponenziale e il suo grafico◐
    • 02La funzione logaritmica e le proprietà dei logaritmi◐
    • 03Equazioni e disequazioni esponenziali e logaritmiche●
    • 04Modelli di crescita, decadimento e scale logaritmiche◐
§ 01

La funzione esponenziale e il suo grafico#

●●○StandardLPOSA-matematica-relazioni-e-funzioni

Punti chiave

Si chiama funzione esponenziale di base «a» la funzione che ad ogni numero reale «x» associa la potenza a^x, dove la base «a» è un numero reale positivo e diverso da 1; il dominio è dunque l'intero insieme dei numeri reali, mentre l'immagine è l'insieme dei reali strettamente positivi. La richiesta a>0 garantisce che la potenza a^x abbia senso per ogni esponente reale (anche irrazionale), mentre l'esclusione di a=1 evita la funzione costante y=1, priva di interesse.
Il comportamento qualitativo dipende interamente dal valore della base. Se a>1 la funzione è strettamente crescente: cresce dapprima lentamente e poi in modo sempre più rapido, descrivendo una crescita «esplosiva». Se invece 0<a<1 la funzione è strettamente decrescente: parte da valori molto grandi e si avvicina indefinitamente all'asse delle ascisse. In entrambi i casi la funzione è iniettiva, dunque invertibile, fatto che apre la strada alla definizione del logaritmo.
Indipendentemente dalla base, ogni esponenziale possiede tre tratti comuni che conviene fissare. Tutte le curve passano per il punto di coordinate (0; 1), perché a^0 = 1; tutte assumono valori sempre positivi, quindi non intersecano mai l'asse delle ascisse; e tutte hanno l'asse «x» come asintoto orizzontale (verso destra se 0<a<1, verso sinistra se a>1). I grafici di a^x e di (1/a)^x sono simmetrici rispetto all'asse delle ordinate, perché (1/a)^x = a^(−x) (vedi Fig. 1).

Funzioni esponenziali per basi maggiori e minori di 1

Funzioni esponenziali: basi >1 (crescenti) e <1 (decrescente)Grafico di y = 2^x, intercetta sull’asse y in y = 1, crescente, nell’intervallo x da -3 a 3, Grafico di y = e^x, intercetta sull’asse y in y = 1, crescente, nell’intervallo x da -3 a 3, Grafico di y = (1/2)^x, intercetta sull’asse y in y = 1, decrescente, nell’intervallo x da -3 a 3, asintoto orizzontale in y = 0−3−2−112312345678(0; 1)y = 0y = 2xy = exy = (1/2)xyx
Tra tutte le basi possibili una riveste un ruolo privilegiato: il numero di Eulero e ≈ 2.71828…, numero irrazionale e trascendente, definito come limite della successione (1 + 1/n)^n al tendere di «n» all'infinito. La funzione e^x, detta esponenziale naturale, è quella la cui pendenza in ogni punto coincide con il valore della funzione stessa: questa proprietà la rende lo strumento elementare per descrivere ogni fenomeno la cui velocità di variazione è proporzionale alla quantità presente, ed è la ragione per cui «e» domina il calcolo differenziale e integrale.
f(x)=ax,a>0, a≠1,D=R, Im⁡=(0,+∞)f(x) = a^{x}, \qquad a > 0,\ a \neq 1, \qquad D = \mathbb{R},\ \operatorname{Im} = (0, +\infty)f(x)=ax,a>0, a=1,D=R, Im=(0,+∞)

Definizione

La funzione esponenziale di base «a»: definita su tutti i reali, assume solo valori positivi.

e=lim⁡n→+∞(1+1n)n≈2.71828e = \lim_{n \to +\infty} \left(1 + \frac{1}{n}\right)^{n} \approx 2.71828e=n→+∞lim​(1+n1​)n≈2.71828

Numero di Eulero

Il numero «e» come limite della successione fondamentale; base dell'esponenziale naturale e^x.

(1a)x=a−x\left(\tfrac{1}{a}\right)^{x} = a^{-x}(a1​)x=a−x

Simmetria

I grafici di a^x e (1/a)^x sono simmetrici rispetto all'asse delle ordinate.

Esempio svolto

Confronto di due esponenziali simmetriche

Date f(x) = 2^x e g(x) = (1/2)^x, determina dominio e immagine, studia la monotonia, individua il punto comune ai grafici e descrivi la simmetria che li lega.

  1. 01Dominio e immagine

    Entrambe sono esponenziali con base positiva diversa da 1: il dominio è tutto l'asse reale e l'immagine è l'insieme dei reali positivi.

  2. 02Monotonia

    La base di f è 2 > 1, quindi f è crescente; la base di g è 1/2 < 1, quindi g è decrescente.

  3. 03Punto comune

    Per x = 0 entrambe valgono 1, dunque i grafici si incontrano nel punto (0; 1).

  4. 04Simmetria

    Poiché g(x) = (1/2)^x = 2^(−x) = f(−x), il grafico di g è il simmetrico di quello di f rispetto all'asse delle ordinate.

Risultato: Entrambe hanno dominio R e immagine (0; +∞); f è crescente e g decrescente; i grafici si incontrano in (0; 1) e sono simmetrici rispetto all'asse y.

Obiettivo Maturità

  • Saper tracciare a mano il grafico di y = a^x distinguendo i due casi a>1 e 0<a<1, indicando il punto (0; 1), l'asintoto orizzontale y = 0 e l'immagine y > 0.
  • Conoscere la definizione del numero «e» come limite di (1 + 1/n)^n e il significato dell'esponenziale naturale come modello di crescita proporzionale allo stato presente.

Errori frequenti

  • Affermare che la funzione esponenziale possa annullarsi o assumere valori negativi: a^x è sempre strettamente positiva, l'asse «x» è solo un asintoto.
  • Confondere la potenza a base variabile (la funzione potenza x^n, definita per ogni base) con la potenza a esponente variabile (l'esponenziale a^x, con base FISSA positiva): hanno grafici e proprietà del tutto diverse.

Approfondimento

Vale la pena chiarire come «aˣ» sia definita anche per esponenti irrazionali, perché la definizione elementare tramite prodotti ripetuti vale solo per esponenti naturali. Per «a > 0» si parte dalle potenze a esponente intero, si estende agli esponenti razionali con le radici — «a^(p/q)» è la radice «q»-esima di «aᵖ», ben definita perché «a > 0» — e infine si passa agli esponenti irrazionali per continuità: se «x» è irrazionale e «rₙ» è una successione di razionali che tende a «x», si pone «aˣ = lim_{n→∞} a^(rₙ)», limite che esiste ed è indipendente dalla successione scelta grazie alla monotonìa delle potenze razionali. È questo passaggio al limite a richiedere «a > 0», perché le potenze di base negativa non si estendono con continuità, e a garantire che «aˣ» sia definita su tutto «ℝ». La monotonìa si eredita da quella delle potenze razionali: per «a > 1», da «x₁ < x₂» segue «a^(x₁) < a^(x₂)». Il numero di Eulero «e» nasce infine come limite della successione «(1 + 1/n)ⁿ»: si dimostra, per esempio con la disuguaglianza di Bernoulli, che essa è monotòna crescente e limitata superiormente da 3, dunque per il teorema di regolarità converge, e il suo limite è per definizione «e ≈ 2.71828».

Ripasso attivo

Considera le funzioni f(x) = 2^x e g(x) = (1/2)^x. Determina dominio e immagine di ciascuna, studiane la monotonia, individua il punto comune ai due grafici e l'eventuale asintoto, e spiega in base a quale simmetria i due grafici si corrispondono.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

La funzione logaritmica e le proprietà dei logaritmi#

●●○StandardLPOSA-matematica-relazioni-e-funzioni

Punti chiave

Poiché la funzione esponenziale a^x (con a>0 e a≠1) è iniettiva, ammette inversa: tale inversa è la funzione logaritmica. Il logaritmo in base «a» di un numero positivo «x», indicato con log_a x, è per definizione l'esponente che si deve dare alla base «a» per ottenere «x». In simboli, log_a x = y equivale a a^y = x: è questa equivalenza, e non una formula da memorizzare, il cuore di tutto l'argomento.
Dall'essere inversa dell'esponenziale discendono immediatamente dominio, immagine e grafico. La funzione logaritmica ha come dominio i soli reali positivi (non esiste il logaritmo di zero né di un numero negativo) e come immagine tutto l'asse reale. Il suo grafico si ottiene da quello dell'esponenziale per simmetria rispetto alla bisettrice del primo e terzo quadrante (la retta y = x): se a>1 è crescente, se 0<a<1 è decrescente, passa sempre per il punto (1; 0) e ha l'asse delle ordinate come asintoto verticale (vedi Fig. 2).

Esponenziale e logaritmo come funzioni inverse

y = 2^x e y = log_2 x: simmetria rispetto a y = xGrafico di y = 2^x, intercetta sull’asse y in y = 1, crescente, nell’intervallo x da -3 a 6, Grafico di y = log_2 x, zeri in x = 1, nell’intervallo x da -3 a 6, Grafico di y = x, zeri in x = 0, intercetta sull’asse y in y = 0, crescente, nell’intervallo x da -3 a 6−2246−2246(0; 1)(1; 0)y = 2xy = log2 xy = xyx
Le proprietà operative trasformano prodotti in somme, quozienti in differenze e potenze in prodotti: il logaritmo di un prodotto è la somma dei logaritmi, quello di un quoziente è la differenza, quello di una potenza è l'esponente moltiplicato per il logaritmo della base. Sono queste regole — diretta riscrittura delle proprietà delle potenze — ad aver reso storicamente il logaritmo uno strumento di calcolo, e oggi a permettere di «abbassare» gli esponenti nelle equazioni.
Due basi sono di uso corrente: la base 10, che dà il logaritmo decimale (scritto Log o semplicemente log), e la base «e», che dà il logaritmo naturale (scritto ln). Per passare da una base all'altra si usa la formula del cambiamento di base, che esprime un logaritmo in base «a» come rapporto di due logaritmi in una qualunque altra base «b». Questa formula è indispensabile, ad esempio, per calcolare con la calcolatrice un logaritmo in base 2 disponendo solo dei tasti «log» e «ln».
log⁡ax=y  ⟺  ay=x(a>0, a≠1, x>0)\log_{a} x = y \iff a^{y} = x \qquad (a > 0,\ a \neq 1,\ x > 0)loga​x=y⟺ay=x(a>0, a=1, x>0)

Definizione

Il logaritmo è l'esponente da assegnare alla base per ottenere l'argomento; è l'inverso dell'esponenziale.

log⁡a(x⋅y)=log⁡ax+log⁡ay,log⁡a ⁣xy=log⁡ax−log⁡ay\log_{a}(x \cdot y) = \log_{a} x + \log_{a} y, \qquad \log_{a}\!\frac{x}{y} = \log_{a} x - \log_{a} yloga​(x⋅y)=loga​x+loga​y,loga​yx​=loga​x−loga​y

Prodotto e quoziente

Il logaritmo di un prodotto è la somma dei logaritmi; quello di un quoziente è la differenza.

log⁡axn=n log⁡ax\log_{a} x^{n} = n \, \log_{a} xloga​xn=nloga​x

Potenza

L'esponente dell'argomento esce come fattore: è questa la regola che «abbassa» gli esponenti.

log⁡ax=log⁡bxlog⁡ba\log_{a} x = \frac{\log_{b} x}{\log_{b} a}loga​x=logb​alogb​x​

Cambiamento di base

Permette di esprimere un logaritmo in base «a» tramite una qualunque altra base «b» (tipicamente 10 o e).

Esempio svolto

Sviluppo di un'espressione e cambiamento di base

Sviluppa log_a((x^2·sqrt(y))/z^3) indicando le condizioni di esistenza; calcola poi log_2 10 mediante cambiamento di base in base e.

  1. 01Condizioni di esistenza

    Gli argomenti devono essere positivi: occorre x ≠ 0 (per x^2 > 0 basta x ≠ 0), y > 0 e z > 0.

  2. 02Quoziente

    Il logaritmo del quoziente è la differenza dei logaritmi di numeratore e denominatore.

  3. 03Prodotto e potenze

    Si separa il prodotto in somma e si fanno uscire gli esponenti (la radice è una potenza di esponente 1/2). Poiché qui è solo x ≠ 0, l'esponente pari richiede il valore assoluto: log_a x^2 = 2 log_a |x|.

  4. 04Cambiamento di base

    Applicando la formula con base e, log_2 10 si scrive come rapporto di logaritmi naturali.

Risultato: log_a((x^2·√y)/z^3) = 2 log_a |x| + (1/2) log_a y − 3 log_a z, con x≠0, y>0, z>0; inoltre log_2 10 = ln10/ln2 ≈ 3.32.

Obiettivo Maturità

  • Applicare con sicurezza le proprietà dei logaritmi (somma, differenza, potenza) per semplificare o sviluppare espressioni logaritmiche, indicando sempre le condizioni di esistenza degli argomenti.
  • Usare correttamente la formula del cambiamento di base, in particolare per ricondurre un logaritmo a base 10 o naturale.

Errori frequenti

  • Scrivere log(x + y) = log x + log y: la proprietà della somma vale per il logaritmo di un PRODOTTO, non di una somma. log(x·y) = log x + log y, mentre log(x + y) non si semplifica.
  • Dimenticare le condizioni di esistenza: l'argomento di un logaritmo deve essere strettamente positivo, e questo va imposto PRIMA di applicare le proprietà (che possono altrimenti introdurre o perdere soluzioni).

Approfondimento

Le proprietà operative dei logaritmi non vanno memorizzate ma dedotte da quelle delle potenze, di cui sono la traduzione. Siano «x, y > 0» e poniamo «m = log_a x», «n = log_a y», cioè «x = aᵐ» e «y = aⁿ». Allora, per la proprietà del prodotto di potenze di uguale base, «x·y = aᵐ·aⁿ = a^(m+n)»; applicando la definizione di logaritmo, «log_a(xy) = m + n = log_a x + log_a y». Il logaritmo di un prodotto è la somma dei logaritmi proprio perché il prodotto di potenze somma gli esponenti. In modo del tutto analogo, da «x/y = a^(m−n)» segue «log_a(x/y) = log_a x − log_a y», e da «xᵏ = a^(mk)» segue «log_a(xᵏ) = k·log_a x». Anche la formula del cambiamento di base si dimostra: posto «z = log_a x», cioè «aᶻ = x», si prende il logaritmo in base «b» di entrambi i membri, «z·log_b a = log_b x», da cui «log_a x = (log_b x)/(log_b a)». È questa formula a ricondurre ogni logaritmo a quelli in base 10 o «e» disponibili sulla calcolatrice, e a mostrare che due funzioni logaritmiche di basi diverse differiscono solo per un fattore moltiplicativo costante.

Ripasso attivo

Sviluppa, applicando le proprietà dei logaritmi, l'espressione log_a((x^2 · sqrt(y)) / z^3), indicando le condizioni di esistenza. Calcola inoltre log_2 10 mediante la formula del cambiamento di base, esprimendolo come rapporto di logaritmi naturali.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Equazioni e disequazioni esponenziali e logaritmiche#

●●●ApprofondimentoLPOSA-matematica-relazioni-e-funzioni

Soluzione grafica della disequazione (1/2)^x < 8

(1/2)^x < 8 e' verificata per x > -3Grafico di y = (1/2)^x, intercetta sull’asse y in y = 1, decrescente, nell’intervallo x da -5 a 3−5−4−3−2−1123246810121416(−3; 8)y = 8x = −3y = (1/2)xyx

Punti chiave

Un'equazione si dice esponenziale quando l'incognita compare in almeno un esponente, logaritmica quando compare nell'argomento di un logaritmo. La strategia di base poggia sull'iniettività: poiché l'esponenziale è iniettivo, due potenze con la stessa base sono uguali se e solo se hanno uguali gli esponenti; analogamente, poiché il logaritmo è iniettivo, due logaritmi con la stessa base sono uguali se e solo se hanno uguali gli argomenti.
Quando l'equazione esponenziale può essere ridotta alla forma a^(f(x)) = a^(g(x)), si uguagliano gli esponenti e ci si riconduce a un'equazione algebrica. Se invece i due membri non si lasciano scrivere con la stessa base, si applica il logaritmo a entrambi i membri («si passa ai logaritmi»): da a^x = b si ottiene x = log_a b. Alcune equazioni, come a^(2x) − k·a^x + h = 0, diventano algebriche con la sostituzione t = a^x (ricordando di accettare solo le soluzioni con t > 0).
Per le equazioni logaritmiche si fissano anzitutto le condizioni di esistenza (ogni argomento strettamente positivo); poi, riducendo il tutto a log_a A = log_a B, si uguagliano gli argomenti, oppure si passa alla forma esponenziale (log_a x = c equivale a x = a^c). È indispensabile verificare alla fine che le soluzioni trovate rispettino le condizioni di esistenza, scartando quelle che le violano: questo controllo è parte integrante della risoluzione, non un'aggiunta facoltativa.
Le disequazioni richiedono un'attenzione in più: il verso della disuguaglianza si conserva se la base è maggiore di 1 (funzione crescente), mentre si inverte se la base è compresa tra 0 e 1 (funzione decrescente). Così, da una disequazione esponenziale a^(f(x)) < a^(g(x)) si passa a f(x) < g(x) quando a>1, e a f(x) > g(x) quando 0<a<1; la stessa regola vale per le disequazioni logaritmiche, sempre nel rispetto delle condizioni di esistenza.
af(x)=ag(x)  ⟺  f(x)=g(x)(a>0, a≠1)a^{f(x)} = a^{g(x)} \iff f(x) = g(x) \qquad (a > 0,\ a \neq 1)af(x)=ag(x)⟺f(x)=g(x)(a>0, a=1)

Uguaglianza di basi

Per l'iniettività dell'esponenziale: con la stessa base, uguali le potenze equivale a uguali gli esponenti.

ax=b  ⟺  x=log⁡ab(b>0)a^{x} = b \iff x = \log_{a} b \qquad (b > 0)ax=b⟺x=loga​b(b>0)

Passaggio ai logaritmi

Quando le basi non coincidono si applica il logaritmo a entrambi i membri.

a>1: af(x)<ag(x)  ⟺  f(x)<g(x);0<a<1: af(x)<ag(x)  ⟺  f(x)>g(x)a > 1:\ a^{f(x)} < a^{g(x)} \iff f(x) < g(x); \qquad 0 < a < 1:\ a^{f(x)} < a^{g(x)} \iff f(x) > g(x)a>1: af(x)<ag(x)⟺f(x)<g(x);0<a<1: af(x)<ag(x)⟺f(x)>g(x)

Disequazioni

Il verso si conserva se a>1 (crescente) e si inverte se 0<a<1 (decrescente).

Esempio svolto

Equazione logaritmica con condizioni di esistenza

Risolvi log(x − 1) + log(x + 2) = 1 (base 10), indicando le condizioni di esistenza e verificando le soluzioni.

  1. 01Condizioni di esistenza

    Entrambi gli argomenti devono essere positivi: x − 1 > 0 e x + 2 > 0, quindi nel complesso x > 1.

  2. 02Somma di logaritmi

    Applicando la proprietà del prodotto, la somma dei due logaritmi diventa il logaritmo del prodotto.

  3. 03Forma esponenziale

    Per definizione di logaritmo decimale, l'argomento è uguale a 10 elevato a 1.

  4. 04Equazione di secondo grado

    Si sviluppa e si porta a forma canonica: x^2 + x − 2 = 10, cioè x^2 + x − 12 = 0, le cui soluzioni sono x = 3 e x = −4.

  5. 05Verifica

    La condizione di esistenza richiede x > 1: x = 3 è accettabile, x = −4 va scartata.

Risultato: L'unica soluzione è x = 3.

Obiettivo Maturità

  • Saper risolvere equazioni esponenziali sia per uguaglianza di basi sia mediante passaggio ai logaritmi, e quelle riconducibili a una forma algebrica con la sostituzione t = a^x (scartando t ≤ 0).
  • Nelle disequazioni, ricordare e applicare correttamente l'inversione del verso quando la base è minore di 1, e imporre sempre le condizioni di esistenza nel caso logaritmico.

Errori frequenti

  • Non invertire il verso della disuguaglianza quando la base è compresa tra 0 e 1: è l'errore più frequente nelle disequazioni esponenziali e logaritmiche.
  • Dimenticare di verificare le condizioni di esistenza nelle equazioni logaritmiche, accettando come valida una soluzione che rende negativo o nullo l'argomento di un logaritmo.

Approfondimento

La regola di inversione del verso nelle disequazioni esponenziali e logaritmiche non è una convenzione mnemonica ma una conseguenza rigorosa della monotonìa. La funzione «aˣ» è strettamente crescente se «a > 1» e strettamente decrescente se «0 < a < 1»; una funzione strettamente crescente conserva le disuguaglianze, una strettamente decrescente le inverte. Perciò da «a^(f(x)) < a^(g(x))», applicando la funzione inversa «log_a», anch'essa crescente per «a > 1» e decrescente per «0 < a < 1», si ottiene «f(x) < g(x)» quando «a > 1» e «f(x) > g(x)» quando «0 < a < 1». Lo stesso vale per le disequazioni logaritmiche «log_a A < log_a B». Questo chiarisce anche perché il passaggio ai logaritmi sia lecito: applicare a entrambi i membri di un'uguaglianza o di una disuguaglianza una funzione iniettiva e monotòna produce una relazione equivalente, a patto di rispettarne il dominio e il verso. Le condizioni di esistenza vanno imposte prima di ogni manipolazione, perché le proprietà dei logaritmi, come «log(AB) = log A + log B», possono alterare il dominio e introdurre o perdere soluzioni se applicate senza cautela: «log(x²)» esiste per «x ≠ 0», mentre «2 log x» solo per «x > 0».

Ripasso attivo

Risolvi l'equazione logaritmica log(x − 1) + log(x + 2) = 1 (logaritmi in base 10), indicando le condizioni di esistenza e verificando le soluzioni. Risolvi inoltre la disequazione esponenziale (1/2)^x < 8, motivando l'eventuale inversione del verso.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Modelli di crescita, decadimento e scale logaritmiche#

●●○StandardLPOSA-matematica-relazioni-e-funzioni

Punti chiave

La ragione per cui l'esponenziale è onnipresente nelle applicazioni è semplice: descrive ogni grandezza la cui variazione, in un dato intervallo, è proporzionale al valore già presente. Una popolazione, un capitale, una sostanza radioattiva variano in questo modo, e il loro andamento nel tempo si scrive nella forma N(t) = N_0 · a^t, dove N_0 è il valore iniziale e «a» è il fattore di crescita per unità di tempo: se a>1 si ha crescita, se 0<a<1 decadimento (vedi Fig. 4).

Curva di decadimento radioattivo con emivite

Decadimento: la frazione residua si dimezza a ogni emivitaGrafico di N/N_0 = (1/2)^t, intercetta sull’asse y in y = 1, decrescente, nell’intervallo x da 0 a 5123450.20.40.60.81t = 0: 1t = T: 1/2t = 2T: 1/4N/N0 = (1/2)tfrazione residuat (in emivite T)
L'interesse composto è l'esempio finanziario classico. Un capitale C investito al tasso annuo «i» diventa, dopo «t» anni, C·(1 + i)^t, perché ad ogni periodo gli interessi maturati si aggiungono al capitale e producono a loro volta interessi. Da qui il «tempo di raddoppio» di un investimento si calcola risolvendo (1 + i)^t = 2, ossia t = ln2 / ln(1 + i): ed è proprio il logaritmo lo strumento che permette di ricavare il tempo a partire dalla quantità.
Il decadimento radioattivo segue la legge N(t) = N_0 · (1/2)^(t/T), dove T è il tempo di dimezzamento (emivita): ad ogni intervallo di durata T la quantità di sostanza si riduca alla metà. Questa legge è alla base della datazione al radiocarbonio: misurando la frazione di carbonio-14 residua in un reperto e conoscendone l'emivita (circa 5730 anni), si risale all'età invertendo la formula con un logaritmo. Per il carbonio-14, ad esempio, una frazione residua del 25 % corrisponde a due emivite, cioè 11 460 anni.
Quando una grandezza varia su più ordini di grandezza, si adotta una scala logaritmica, che comprime intervalli enormi in numeri maneggevoli. Sono di questo tipo la scala Richter per l'energia dei terremoti, la scala dei decibel per l'intensità sonora e la scala del pH in chimica: in tutte, un'unità in più sulla scala corrisponde a una variazione di un fattore costante (dieci, per pH e Richter) della grandezza fisica sottostante. La scala logaritmica è dunque il linguaggio naturale dei fenomeni moltiplicativi.
N(t)=N0 at(a>1: crescita,0<a<1: decadimento)N(t) = N_{0} \, a^{t} \qquad (a > 1:\ \text{crescita}, \quad 0 < a < 1:\ \text{decadimento})N(t)=N0​at(a>1: crescita,0<a<1: decadimento)

Modello esponenziale

Variazione proporzionale al valore presente: N_0 è il valore iniziale, «a» il fattore per unità di tempo.

M(t)=C (1+i)tM(t) = C \, (1 + i)^{t}M(t)=C(1+i)t

Interesse composto

Montante di un capitale C dopo t periodi al tasso i; gli interessi maturano a loro volta interessi.

N(t)=N0(12)t/TN(t) = N_{0} \left(\tfrac{1}{2}\right)^{t/T}N(t)=N0​(21​)t/T

Decadimento radioattivo

T è l'emivita: ogni intervallo di durata T dimezza la quantità presente.

Esempio svolto

Tempo di raddoppio di un capitale

Un capitale è investito al tasso annuo composto del 4 %. Dopo quanti anni raddoppia? Arrotonda a una cifra decimale.

  1. 01Impostazione

    Il montante dopo t anni è C·(1.04)^t; si chiede che valga il doppio del capitale iniziale.

  2. 02Semplificazione

    Si divide per C (positivo, quindi lecito): resta un'equazione esponenziale pura.

  3. 03Passaggio ai logaritmi

    Si applica il logaritmo naturale a entrambi i membri e si fa uscire l'esponente.

  4. 04Calcolo numerico

    Sostituendo i valori numerici si ottiene circa 17.7 anni.

Risultato: Il capitale raddoppia dopo circa 17.7 anni.

Obiettivo Maturità

  • Saper impostare e risolvere problemi di crescita o decadimento esponenziale, ricavando il tempo incognito mediante il logaritmo (tempo di raddoppio, età di un reperto, dimezzamento).
  • Riconoscere e interpretare l'uso di una scala logaritmica (pH, decibel, Richter), comprendendo che un passo additivo sulla scala corrisponde a un fattore moltiplicativo sulla grandezza.

Errori frequenti

  • Usare un modello lineare (incremento costante) al posto di quello esponenziale (incremento proporzionale): nell'interesse composto, sommare ogni anno la stessa cifra è interesse SEMPLICE, non composto.
  • Confondere il tempo di dimezzamento con «metà del tempo necessario ad esaurire la sostanza»: dopo due emivite resta un quarto, non zero; il decadimento esponenziale non si annulla mai in un tempo finito.

Approfondimento

Il legame tra l'interesse composto discreto e il numero «e» si coglie passando alla capitalizzazione continua. Se un capitale «C» è investito al tasso annuo «i» ma gli interessi sono capitalizzati «n» volte l'anno, dopo un anno esso diventa «C·(1 + i/n)ⁿ». Facendo crescere «n» oltre ogni limite, cioè capitalizzando in continuo, si incontra proprio il limite che definisce «e»: «lim_{n→∞} (1 + i/n)ⁿ = eⁱ», come si vede ponendo «m = n/i» e riconoscendo «(1 + 1/m)^(mi) → eⁱ». Il capitale a interesse continuo cresce dunque secondo «C(t) = C·e^(it)», il modello «y' = iy» del capitolo sulle equazioni differenziali. La stessa struttura governa il tempo di raddoppio, che si ottiene invertendo la legge con un logaritmo: da «e^(it) = 2» segue «t = (ln 2)/i», e nel caso discreto «t = (ln 2)/ln(1 + i)». Per il decadimento radioattivo «N(t) = N₀·(1/2)^(t/T)» la costante di decadimento «λ» è legata all'emivita da «λ = (ln 2)/T», poiché riscrivendo «(1/2)^(t/T) = e^(−λt)» si impone «e^(−λT) = 1/2». È sempre il logaritmo, funzione inversa dell'esponenziale, a tradurre una quantità osservata nel tempo che la produce.

Ripasso attivo

Un capitale viene investito al tasso annuo composto del 4 %. Determina dopo quanti anni il capitale raddoppia, impostando l'equazione esponenziale e risolvendola con i logaritmi. Arrotonda il risultato a una cifra decimale.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01La funzione esponenziale e il suo grafico◐
    • 02La funzione logaritmica e le proprietà dei logaritmi◐
    • 03Equazioni e disequazioni esponenziali e logaritmiche●
    • 04Modelli di crescita, decadimento e scale logaritmiche◐

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Dagli appunti all'allenamento

Funzioni esponenziali e logaritmiche

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Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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