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La funzione esponenziale e la sua inversa, la funzione logaritmica, costituiscono il linguaggio naturale dei fenomeni di crescita e decrescita proporzionali allo stato presente. In questo appunto se ne studiano definizione, proprietà e grafici, le proprietà operative dei logaritmi e il cambiamento di base, le tecniche risolutive di equazioni e disequazioni esponenziali e logaritmiche, e infine i principali modelli applicativi (interesse composto, decadimento radioattivo, scale logaritmiche). L'argomento rientra a pieno titolo nel programma dell'Esame di Stato.
4 sezioni~21 min di lettura3 competenzeLivello Standard 3 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
In tutti gli indirizzi liceali si richiede di conoscere definizione, grafici e proprietà delle due funzioni, di applicare le proprietà dei logaritmi e di risolvere equazioni e disequazioni elementari, utilizzandole nei modelli di crescita e decadimento.
livello avanzato
Negli indirizzi a maggior monte ore (in particolare il Liceo Scientifico e l'opzione Scienze Applicate) si approfondiscono la definizione del numero di Eulero «e» come limite della successione (1+1/n)^n, i casi più articolati di equazioni e disequazioni e il legame con il calcolo infinitesimale (derivata e integrale dell'esponenziale, in vista delle classi successive).
Profondità di lettura: Approfondimento
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Funzioni esponenziali per basi maggiori e minori di 1
Definizione
La funzione esponenziale di base «a»: definita su tutti i reali, assume solo valori positivi.
Numero di Eulero
Il numero «e» come limite della successione fondamentale; base dell'esponenziale naturale e^x.
Simmetria
I grafici di a^x e (1/a)^x sono simmetrici rispetto all'asse delle ordinate.
Date f(x) = 2^x e g(x) = (1/2)^x, determina dominio e immagine, studia la monotonia, individua il punto comune ai grafici e descrivi la simmetria che li lega.
Entrambe sono esponenziali con base positiva diversa da 1: il dominio è tutto l'asse reale e l'immagine è l'insieme dei reali positivi.
La base di f è 2 > 1, quindi f è crescente; la base di g è 1/2 < 1, quindi g è decrescente.
Per x = 0 entrambe valgono 1, dunque i grafici si incontrano nel punto (0; 1).
Poiché g(x) = (1/2)^x = 2^(−x) = f(−x), il grafico di g è il simmetrico di quello di f rispetto all'asse delle ordinate.
Risultato: Entrambe hanno dominio R e immagine (0; +∞); f è crescente e g decrescente; i grafici si incontrano in (0; 1) e sono simmetrici rispetto all'asse y.
Errori frequenti
Approfondimento
Vale la pena chiarire come «aˣ» sia definita anche per esponenti irrazionali, perché la definizione elementare tramite prodotti ripetuti vale solo per esponenti naturali. Per «a > 0» si parte dalle potenze a esponente intero, si estende agli esponenti razionali con le radici — «a^(p/q)» è la radice «q»-esima di «aᵖ», ben definita perché «a > 0» — e infine si passa agli esponenti irrazionali per continuità: se «x» è irrazionale e «rₙ» è una successione di razionali che tende a «x», si pone «aˣ = lim_{n→∞} a^(rₙ)», limite che esiste ed è indipendente dalla successione scelta grazie alla monotonìa delle potenze razionali. È questo passaggio al limite a richiedere «a > 0», perché le potenze di base negativa non si estendono con continuità, e a garantire che «aˣ» sia definita su tutto «ℝ». La monotonìa si eredita da quella delle potenze razionali: per «a > 1», da «x₁ < x₂» segue «a^(x₁) < a^(x₂)». Il numero di Eulero «e» nasce infine come limite della successione «(1 + 1/n)ⁿ»: si dimostra, per esempio con la disuguaglianza di Bernoulli, che essa è monotòna crescente e limitata superiormente da 3, dunque per il teorema di regolarità converge, e il suo limite è per definizione «e ≈ 2.71828».
Ripasso attivo
Considera le funzioni f(x) = 2^x e g(x) = (1/2)^x. Determina dominio e immagine di ciascuna, studiane la monotonia, individua il punto comune ai due grafici e l'eventuale asintoto, e spiega in base a quale simmetria i due grafici si corrispondono.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Esponenziale e logaritmo come funzioni inverse
Definizione
Il logaritmo è l'esponente da assegnare alla base per ottenere l'argomento; è l'inverso dell'esponenziale.
Prodotto e quoziente
Il logaritmo di un prodotto è la somma dei logaritmi; quello di un quoziente è la differenza.
Potenza
L'esponente dell'argomento esce come fattore: è questa la regola che «abbassa» gli esponenti.
Cambiamento di base
Permette di esprimere un logaritmo in base «a» tramite una qualunque altra base «b» (tipicamente 10 o e).
Sviluppa log_a((x^2·sqrt(y))/z^3) indicando le condizioni di esistenza; calcola poi log_2 10 mediante cambiamento di base in base e.
Gli argomenti devono essere positivi: occorre x ≠ 0 (per x^2 > 0 basta x ≠ 0), y > 0 e z > 0.
Il logaritmo del quoziente è la differenza dei logaritmi di numeratore e denominatore.
Si separa il prodotto in somma e si fanno uscire gli esponenti (la radice è una potenza di esponente 1/2). Poiché qui è solo x ≠ 0, l'esponente pari richiede il valore assoluto: log_a x^2 = 2 log_a |x|.
Applicando la formula con base e, log_2 10 si scrive come rapporto di logaritmi naturali.
Risultato: log_a((x^2·√y)/z^3) = 2 log_a |x| + (1/2) log_a y − 3 log_a z, con x≠0, y>0, z>0; inoltre log_2 10 = ln10/ln2 ≈ 3.32.
Errori frequenti
Approfondimento
Le proprietà operative dei logaritmi non vanno memorizzate ma dedotte da quelle delle potenze, di cui sono la traduzione. Siano «x, y > 0» e poniamo «m = log_a x», «n = log_a y», cioè «x = aᵐ» e «y = aⁿ». Allora, per la proprietà del prodotto di potenze di uguale base, «x·y = aᵐ·aⁿ = a^(m+n)»; applicando la definizione di logaritmo, «log_a(xy) = m + n = log_a x + log_a y». Il logaritmo di un prodotto è la somma dei logaritmi proprio perché il prodotto di potenze somma gli esponenti. In modo del tutto analogo, da «x/y = a^(m−n)» segue «log_a(x/y) = log_a x − log_a y», e da «xᵏ = a^(mk)» segue «log_a(xᵏ) = k·log_a x». Anche la formula del cambiamento di base si dimostra: posto «z = log_a x», cioè «aᶻ = x», si prende il logaritmo in base «b» di entrambi i membri, «z·log_b a = log_b x», da cui «log_a x = (log_b x)/(log_b a)». È questa formula a ricondurre ogni logaritmo a quelli in base 10 o «e» disponibili sulla calcolatrice, e a mostrare che due funzioni logaritmiche di basi diverse differiscono solo per un fattore moltiplicativo costante.
Ripasso attivo
Sviluppa, applicando le proprietà dei logaritmi, l'espressione log_a((x^2 · sqrt(y)) / z^3), indicando le condizioni di esistenza. Calcola inoltre log_2 10 mediante la formula del cambiamento di base, esprimendolo come rapporto di logaritmi naturali.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Soluzione grafica della disequazione (1/2)^x < 8
Uguaglianza di basi
Per l'iniettività dell'esponenziale: con la stessa base, uguali le potenze equivale a uguali gli esponenti.
Passaggio ai logaritmi
Quando le basi non coincidono si applica il logaritmo a entrambi i membri.
Disequazioni
Il verso si conserva se a>1 (crescente) e si inverte se 0<a<1 (decrescente).
Risolvi log(x − 1) + log(x + 2) = 1 (base 10), indicando le condizioni di esistenza e verificando le soluzioni.
Entrambi gli argomenti devono essere positivi: x − 1 > 0 e x + 2 > 0, quindi nel complesso x > 1.
Applicando la proprietà del prodotto, la somma dei due logaritmi diventa il logaritmo del prodotto.
Per definizione di logaritmo decimale, l'argomento è uguale a 10 elevato a 1.
Si sviluppa e si porta a forma canonica: x^2 + x − 2 = 10, cioè x^2 + x − 12 = 0, le cui soluzioni sono x = 3 e x = −4.
La condizione di esistenza richiede x > 1: x = 3 è accettabile, x = −4 va scartata.
Risultato: L'unica soluzione è x = 3.
Errori frequenti
Approfondimento
La regola di inversione del verso nelle disequazioni esponenziali e logaritmiche non è una convenzione mnemonica ma una conseguenza rigorosa della monotonìa. La funzione «aˣ» è strettamente crescente se «a > 1» e strettamente decrescente se «0 < a < 1»; una funzione strettamente crescente conserva le disuguaglianze, una strettamente decrescente le inverte. Perciò da «a^(f(x)) < a^(g(x))», applicando la funzione inversa «log_a», anch'essa crescente per «a > 1» e decrescente per «0 < a < 1», si ottiene «f(x) < g(x)» quando «a > 1» e «f(x) > g(x)» quando «0 < a < 1». Lo stesso vale per le disequazioni logaritmiche «log_a A < log_a B». Questo chiarisce anche perché il passaggio ai logaritmi sia lecito: applicare a entrambi i membri di un'uguaglianza o di una disuguaglianza una funzione iniettiva e monotòna produce una relazione equivalente, a patto di rispettarne il dominio e il verso. Le condizioni di esistenza vanno imposte prima di ogni manipolazione, perché le proprietà dei logaritmi, come «log(AB) = log A + log B», possono alterare il dominio e introdurre o perdere soluzioni se applicate senza cautela: «log(x²)» esiste per «x ≠ 0», mentre «2 log x» solo per «x > 0».
Ripasso attivo
Risolvi l'equazione logaritmica log(x − 1) + log(x + 2) = 1 (logaritmi in base 10), indicando le condizioni di esistenza e verificando le soluzioni. Risolvi inoltre la disequazione esponenziale (1/2)^x < 8, motivando l'eventuale inversione del verso.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Curva di decadimento radioattivo con emivite
Modello esponenziale
Variazione proporzionale al valore presente: N_0 è il valore iniziale, «a» il fattore per unità di tempo.
Interesse composto
Montante di un capitale C dopo t periodi al tasso i; gli interessi maturano a loro volta interessi.
Decadimento radioattivo
T è l'emivita: ogni intervallo di durata T dimezza la quantità presente.
Un capitale è investito al tasso annuo composto del 4 %. Dopo quanti anni raddoppia? Arrotonda a una cifra decimale.
Il montante dopo t anni è C·(1.04)^t; si chiede che valga il doppio del capitale iniziale.
Si divide per C (positivo, quindi lecito): resta un'equazione esponenziale pura.
Si applica il logaritmo naturale a entrambi i membri e si fa uscire l'esponente.
Sostituendo i valori numerici si ottiene circa 17.7 anni.
Risultato: Il capitale raddoppia dopo circa 17.7 anni.
Errori frequenti
Approfondimento
Il legame tra l'interesse composto discreto e il numero «e» si coglie passando alla capitalizzazione continua. Se un capitale «C» è investito al tasso annuo «i» ma gli interessi sono capitalizzati «n» volte l'anno, dopo un anno esso diventa «C·(1 + i/n)ⁿ». Facendo crescere «n» oltre ogni limite, cioè capitalizzando in continuo, si incontra proprio il limite che definisce «e»: «lim_{n→∞} (1 + i/n)ⁿ = eⁱ», come si vede ponendo «m = n/i» e riconoscendo «(1 + 1/m)^(mi) → eⁱ». Il capitale a interesse continuo cresce dunque secondo «C(t) = C·e^(it)», il modello «y' = iy» del capitolo sulle equazioni differenziali. La stessa struttura governa il tempo di raddoppio, che si ottiene invertendo la legge con un logaritmo: da «e^(it) = 2» segue «t = (ln 2)/i», e nel caso discreto «t = (ln 2)/ln(1 + i)». Per il decadimento radioattivo «N(t) = N₀·(1/2)^(t/T)» la costante di decadimento «λ» è legata all'emivita da «λ = (ln 2)/T», poiché riscrivendo «(1/2)^(t/T) = e^(−λt)» si impone «e^(−λT) = 1/2». È sempre il logaritmo, funzione inversa dell'esponenziale, a tradurre una quantità osservata nel tempo che la produce.
Ripasso attivo
Un capitale viene investito al tasso annuo composto del 4 %. Determina dopo quanti anni il capitale raddoppia, impostando l'equazione esponenziale e risolvendola con i logaritmi. Arrotonda il risultato a una cifra decimale.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti