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La geometria analitica traduce le figure del piano nel linguaggio dell'algebra: a ogni punto si associa una coppia di coordinate e a ogni curva un'equazione, così che problemi geometrici di distanza, parallelismo e tangenza diventino calcoli. In questo argomento si studiano la retta e i fasci di rette, poi le quattro coniche — circonferenza, parabola, ellisse e iperbole — sia come luoghi geometrici sia attraverso le loro equazioni e proprietà focali. Il filo conduttore è il passaggio continuo fra registro grafico e registro algebrico, competenza centrale nella seconda prova dell'Esame di Stato del Liceo scientifico.
4 sezioni~22 min di lettura3 competenzeLivello Base 1 · Standard 1 · Approfondimento 2Verificato · 07/2026
livello base
Per tutti gli indirizzi liceali sono richieste la retta, la circonferenza e la parabola con le loro equazioni canoniche e le condizioni di tangenza con una retta.
livello avanzato
Negli indirizzi a forte connotazione matematica (Liceo scientifico e opzione Scienze applicate) si aggiungono ellisse e iperbole come luoghi, le proprietà focali, l'eccentricità e i problemi di tangenza risolti con il discriminante e le condizioni di parametro.
Profondità di lettura: Approfondimento
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Retta per due punti con pendenza e intercetta
Distanza fra due punti
Lunghezza del segmento AB, ottenuta col teorema di Pitagora applicato alle differenze delle coordinate.
Punto medio
Le coordinate del punto medio sono le medie aritmetiche delle coordinate degli estremi.
Coefficiente angolare
Pendenza della retta per due punti; definito solo se le ascisse sono diverse.
Posizioni reciproche
Condizioni sui coefficienti angolari per parallelismo e perpendicolarità.
Distanza punto-retta
La retta va scritta nella forma implicita ax+by+c=0; il valore assoluto garantisce una distanza non negativa.
Fascio proprio di rette per un punto
Dati i punti A(−1, 2) e B(3, 4), determina l'equazione della retta AB, le coordinate del punto medio M e l'equazione dell'asse del segmento AB.
Calcolo m come rapporto fra le differenze delle ordinate e delle ascisse.
Uso la forma per un punto e pendenza, passando per A(−1, 2).
Medie aritmetiche delle coordinate di A e B.
L'asse è perpendicolare ad AB, quindi ha coefficiente angolare antireciproco.
Retta per M(1, 3) con pendenza −2.
Risultato: Retta AB: y = x/2 + 5/2; punto medio M(1, 3); asse del segmento AB: y = −2x + 5.
Errori frequenti
Approfondimento
Vale la pena dimostrare le due formule che governano metrica e ortogonalità. La distanza di un punto «P₀(x₀, y₀)» dalla retta «r: ax + by + c = 0» si ottiene proiettando «P₀» su «r». Il vettore «n = (a, b)» è perpendicolare a «r», perché due punti «(x₁, y₁)» e «(x₂, y₂)» della retta soddisfano «a(x₁ − x₂) + b(y₁ − y₂) = 0», cioè «n» è ortogonale alla direzione di «r». Detto «H» il piede della perpendicolare, il segmento «P₀H» è parallelo a «n», quindi «P₀ = H + t·n» per un opportuno «t»; imponendo «H ∈ r» e risolvendo si trova «t = (ax₀ + by₀ + c)/(a² + b²)», e la distanza è «|P₀H| = |t|·|n| = |ax₀ + by₀ + c|/√(a² + b²)». Da qui l'importanza di ricondurre la retta alla forma implicita prima di applicare la formula. La condizione di perpendicolarità «m₁·m₂ = −1» si dimostra osservando che ruotare di «90°» una retta scambia e cambia di segno le componenti del suo vettore direttore: da «(1, m₁)» si passa a «(−m₁, 1)», la cui pendenza è «−1/m₁»; dunque «m₂ = −1/m₁», cioè «m₁·m₂ = −1».
Ripasso attivo
Dati i punti A(−1, 2) e B(3, 4), determina l'equazione della retta AB, le coordinate del punto medio M del segmento AB e l'equazione dell'asse del segmento AB (la retta perpendicolare ad AB passante per M).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Parabola y = x² − 4x + 3 con vertice e fuoco
Circonferenza (forma canonica)
Centro C(x0, y0) e raggio r; deriva direttamente dalla definizione di luogo.
Circonferenza (forma generale)
Centro e raggio in funzione dei coefficienti; serve r^2>0 perché la circonferenza sia reale.
Parabola con asse verticale
Trinomio di secondo grado; a>0 concavità verso l'alto, a<0 verso il basso.
Vertice, fuoco e direttrice
Elementi notevoli della parabola y=ax^2+bx+c, con Delta=b^2-4ac; l'ultima è l'equazione della direttrice.
Circonferenza come luogo equidistante dal centro
Determina l'equazione della circonferenza passante per A(0, 0), B(4, 0) e C(0, 2), con centro e raggio; determina poi la parabola con asse parallelo all'asse y, vertice in V(2, −1) e passante per l'origine, e il suo fuoco.
Sostituendo A(0,0) nella forma generale ottengo subito c.
Sostituendo B(4,0) e C(0,2) ricavo a e b.
Scrivo l'equazione e ne ricavo centro e raggio.
Uso la forma col vertice y=a(x-2)^2-1 e impongo il passaggio per l'origine.
Sviluppo e calcolo il fuoco con Delta=b^2-4ac.
Risultato: Circonferenza x^2 + y^2 − 4x − 2y = 0, centro C(2, 1), raggio √5; parabola y = x^2/4 − x con fuoco F(2, 0).
Errori frequenti
Approfondimento
L'equazione della parabola si ricava direttamente dalla definizione come luogo. Consideriamo il fuoco «F(0, p)» e la direttrice «y = −p». Un punto «P(x, y)» appartiene alla parabola quando la sua distanza dal fuoco eguaglia quella dalla direttrice: «√(x² + (y − p)²) = |y + p|». Elevando al quadrato entrambi i membri si ottiene «x² + y² − 2py + p² = y² + 2py + p²», da cui, semplificando, «x² = 4py», cioè «y = x²/(4p)». È l'equazione di una parabola con vertice nell'origine e asse coincidente con l'asse «y», in cui il coefficiente «a = 1/(4p)» è legato alla distanza focale: quanto più «F» è vicino al vertice, tanto più la parabola è stretta. Traslando il vertice in un punto qualsiasi si ottiene la forma generale «y = ax² + bx + c»; completando il quadrato si ricava che il vertice ha ascissa «−b/(2a)», il fuoco dista «1/(4a)» dal vertice e la direttrice sta dalla parte opposta. Questa derivazione mostra che gli elementi notevoli non sono formule slegate, ma conseguenze dirette della proprietà focale che definisce la curva; lo stesso vale per la circonferenza, la cui equazione nasce dall'uguaglianza tra distanza dal centro e raggio.
Ripasso attivo
Determina l'equazione della circonferenza passante per i punti A(0, 0), B(4, 0) e C(0, 2); individua centro e raggio. Determina poi l'equazione della parabola con asse parallelo all'asse y, vertice in V(2, −1) e passante per l'origine, e calcola le coordinate del fuoco.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Le quattro coniche come sezioni del cono
Ellisse e semidistanza focale
a e b sono i semiassi; per fuochi sull'asse x si ha a>b e i fuochi in (\pm c, 0).
Iperbole e semidistanza focale
Vertici in (\pm a, 0), fuochi in (\pm c, 0); il segno meno distingue l'iperbole dall'ellisse.
Asintoti dell'iperbole
Rette a cui i rami dell'iperbole si avvicinano indefinitamente.
Eccentricità
e=0 circonferenza, 0<e<1 ellisse, e=1 parabola, e>1 iperbole.
Ellisse x²/25 + y²/9 = 1 con semiassi e fuochi
Per l'ellisse x²/25 + y²/9 = 1 determina semiassi, fuochi ed eccentricità; per l'iperbole x²/16 − y²/9 = 1 determina vertici, fuochi e asintoti.
Leggo i denominatori dell'equazione canonica.
Uso c^2=a^2-b^2 e poi e=c/a.
Per l'iperbole a^2=16, b^2=9 e c^2=a^2+b^2.
Coefficiente angolare pari al rapporto b/a.
Risultato: Ellisse: a=5, b=3, F(±4, 0), e=4/5. Iperbole: V(±4, 0), F(±5, 0), asintoti y = ±3x/4.
Errori frequenti
Approfondimento
L'equazione canonica dell'ellisse si deduce dalla definizione «PF₁ + PF₂ = 2a». Posti i fuochi in «F₁(−c, 0)» e «F₂(c, 0)», la condizione diventa «√((x + c)² + y²) + √((x − c)² + y²) = 2a». Si isola una radice e si eleva al quadrato: «(x + c)² + y² = 4a² − 4a√((x − c)² + y²) + (x − c)² + y²». Sviluppando i quadrati e semplificando si arriva a «a√((x − c)² + y²) = a² − cx»; elevando ancora al quadrato e riordinando si ottiene «(a² − c²)x² + a²y² = a²(a² − c²)». Poiché per l'ellisse «a > c», si pone «b² = a² − c² > 0», e dividendo per «a²b²» si giunge alla forma canonica «x²/a² + y²/b² = 1». La relazione «b² = a² − c²», cioè «c² = a² − b²», lega i semiassi alla semidistanza focale. Per l'iperbole il ragionamento è identico ma con «|PF₁ − PF₂| = 2a» e «c > a»: si pone «b² = c² − a²» e compare il segno meno, «x²/a² − y²/b² = 1». È la ragione algebrica per cui nell'ellisse «c² = a² − b²» e nell'iperbole «c² = a² + b²», e per cui l'iperbole possiede due asintoti «y = ±(b/a)x».
Ripasso attivo
Data l'ellisse di equazione x²/25 + y²/9 = 1, determina i semiassi, le coordinate dei fuochi e l'eccentricità. Data poi l'iperbole x²/16 − y²/9 = 1, determina i vertici, i fuochi e le equazioni degli asintoti.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Tangenti a una circonferenza da un punto esterno
Sistema retta-conica
La sostituzione riduce il sistema a un'equazione di secondo grado in x.
Discriminante e posizione
Il segno del discriminante classifica la posizione reciproca di retta e conica.
Tangenza a una circonferenza
Condizione equivalente alla tangenza per la sola circonferenza: distanza centro-retta uguale al raggio.
Sdoppiamento (circonferenza centrata nell'origine)
Tangente alla circonferenza x^2+y^2=r^2 nel suo punto (x0, y0).
Posizioni di una retta rispetto a una parabola
Determina le equazioni delle rette tangenti alla circonferenza x² + y² = 5 condotte dal punto P(3, 1), e i relativi punti di tangenza.
Scrivo le rette per P(3, 1) con coefficiente angolare m.
Sostituisco in x^2+y^2=5 e ordino in x, posto q=1-3m.
Impongo discriminante nullo; dopo le semplificazioni resta un'equazione in m.
Sostituisco i due valori di m nel fascio.
Per ogni m il sistema ha una radice doppia, che dà il punto di tangenza.
Risultato: Le tangenti sono y = 2x − 5 (punto di tangenza T1(2, −1)) e y = −x/2 + 5/2 (punto di tangenza T2(1, 2)).
Errori frequenti
Approfondimento
La formula di sdoppiamento si giustifica rigorosamente per la circonferenza «x² + y² = r²», e il metodo si estende a tutte le coniche. Cerchiamo la tangente nel punto «P₀(x₀, y₀)» della circonferenza. Il raggio «OP₀» ha coefficiente angolare «y₀/x₀»; la tangente, perpendicolare al raggio nel punto di contatto, ha allora coefficiente angolare «−x₀/y₀», e la sua equazione è «y − y₀ = −(x₀/y₀)(x − x₀)». Moltiplicando per «y₀» e riordinando si ottiene «x·x₀ + y·y₀ = x₀² + y₀²», e poiché «P₀» sta sulla circonferenza «x₀² + y₀² = r²», la tangente è «x·x₀ + y·y₀ = r²»: proprio la regola di sdoppiamento, che sostituisce «x²» con «x·x₀» e «y²» con «y·y₀». L'equivalenza tra tangenza e discriminante nullo si prova invece così: mettendo a sistema retta e conica si ottiene un'equazione di secondo grado nell'ascissa dei punti comuni, e la retta è tangente quando i due punti di intersezione coincidono, cioè quando quell'equazione ha una radice doppia, ossia «Δ = 0». Le due condizioni sono dunque manifestazioni dello stesso fatto geometrico, e da un punto esterno a una conica si conducono in generale due tangenti, in accordo con il grado dell'equazione nel parametro.
Ripasso attivo
Determina le equazioni delle rette tangenti alla circonferenza x² + y² = 5 condotte dal punto esterno P(3, 1), specificando i punti di tangenza.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti