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Una funzione reale di variabile reale è una legge che a ogni numero di un insieme di partenza associa uno e un solo numero reale: è il linguaggio con cui la matematica del triennio descrive ogni relazione di dipendenza. In questo appunto si costruiscono i concetti fondamentali — dominio, codominio e immagine — e si studiano le proprietà che caratterizzano una funzione (iniettività, suriettività, biiettività, monotonia, parità, periodicità), la composizione e l'inversione, fino alla galleria delle funzioni elementari e all'effetto delle trasformazioni geometriche sui loro grafici. È l'argomento-cardine che apre l'analisi e la cui padronanza è valutata sia nella seconda prova sia nel colloquio dell'Esame di Stato.
4 sezioni~19 min di lettura3 competenzeLivello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
A tutti gli indirizzi del Liceo si richiede di riconoscere dominio, segno e simmetrie di una funzione e di leggerne le proprietà fondamentali dal grafico.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico (e nell'opzione Scienze Applicate) si richiede inoltre la trattazione rigorosa di composizione e inversione, la dimostrazione delle proprietà e l'uso esperto delle trasformazioni per dedurre grafici complessi da quelli elementari.
Profondità di lettura: Approfondimento
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Schema dominio - codominio - immagine
Funzione
A ogni x del dominio A la funzione associa una e una sola immagine f(x) in \mathbb{R}.
Immagine
L'immagine raccoglie tutti e soli i valori effettivamente assunti dalla funzione.
Condizioni di esistenza
Le tre condizioni fondamentali da imporre e mettere a sistema per ricavare il dominio.
Determina il dominio della funzione f(x) = √(x − 2) / (x − 5).
La radice è di indice pari, quindi il radicando deve essere non negativo.
Il denominatore non può annullarsi.
Si intersecano le due condizioni: x maggiore o uguale a 2 e diverso da 5.
L'insieme delle x che soddisfano entrambe le condizioni si scrive come unione di intervalli.
Risultato: Il dominio è D = [2, 5) ∪ (5, +∞).
Errori frequenti
Approfondimento
Sul piano rigoroso, una funzione «f: A → B» è un particolare tipo di relazione, cioè un sottoinsieme del prodotto cartesiano «A × B» — l'insieme delle coppie ordinate «(x, y)» con «x ∈ A» e «y ∈ B» — che gode della proprietà di univalenza: per ogni «x ∈ A» esiste uno e un solo «y ∈ B» tale che «(x, y) ∈ f», e quel «y» si denota «f(x)». È questa condizione, «esiste ed è unico», a distinguere una funzione da una relazione qualsiasi, e la sua traduzione grafica è il criterio della retta verticale. Con questo linguaggio l'immagine si definisce con precisione come «f(A) = {y ∈ B : ∃ x ∈ A, y = f(x)}», cioè l'insieme dei valori effettivamente raggiunti, in generale un sottoinsieme proprio del codominio «B». Anche il dominio si formalizza: quando una funzione è assegnata da una formula, il suo dominio naturale è il più grande sottoinsieme di «ℝ» su cui la formula produce un unico numero reale, ottenuto intersecando tutte le condizioni di esistenza. Questa impostazione insiemistica, apparentemente astratta, è la base su cui poggiano le nozioni successive di iniettività, suriettività e invertibilità, tutte definite in termini di come «f» agisce sugli elementi di «A» e «B».
Ripasso attivo
Determina il dominio della funzione f(x) = √(x − 2) / (x − 5) e scrivilo come unione di intervalli, giustificando ciascuna condizione di esistenza.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Funzione dispari: simmetria rispetto all'origine (y = x³ - x)
Iniettività
A elementi distinti corrispondono immagini distinte.
Simmetrie
La funzione pari è simmetrica rispetto all'asse y; la dispari rispetto all'origine.
Monotonia
La stretta monotonia su tutto il dominio implica l'iniettività della funzione.
Criterio della retta orizzontale per l'iniettivita
Stabilisci se la funzione f(x) = x³ − x è pari, dispari o nessuna delle due.
Il dominio è tutto ℝ, simmetrico rispetto all'origine: la verifica delle simmetrie ha senso.
Si sostituisce −x al posto di x e si semplifica.
Si raccoglie il segno meno e si confronta con f(x).
Poiché f(−x) = −f(x) per ogni x, la funzione è dispari; il suo grafico è simmetrico rispetto all'origine (Fig. 2).
Risultato: La funzione è dispari: f(−x) = −f(x).
Errori frequenti
Approfondimento
Due risultati meritano una dimostrazione. Primo: la stretta monotonìa implica l'iniettività. Se «f» è strettamente crescente e «x₁ ≠ x₂», allora uno dei due è minore, poniamo «x₁ < x₂»; per la crescenza «f(x₁) < f(x₂)», quindi «f(x₁) ≠ f(x₂)», cioè immagini distinte, cioè iniettività, e l'analogo vale per la decrescenza. È il nesso che, nello studio di funzione, garantisce l'invertibilità dai soli segni della derivata. Secondo: ogni funzione «f» su un dominio simmetrico rispetto all'origine si decompone in modo unico come somma di una parte pari e di una dispari. Basta scrivere «f(x) = p(x) + d(x)» con «p(x) = [f(x) + f(−x)]/2» e «d(x) = [f(x) − f(−x)]/2»: si verifica subito che «p(−x) = p(x)», pari, e «d(−x) = −d(x)», dispari, e che la loro somma ricostruisce «f». L'unicità segue dal fatto che, se «f = p + d», valutando in «−x» e combinando si riottengono proprio quelle due espressioni. È l'analogo, per le funzioni, della separazione di un oggetto nelle sue componenti simmetrica e antisimmetrica, e spiega perché «eˣ» si scriva come somma di «cosh x», pari, e «sinh x», dispari.
Ripasso attivo
Stabilisci se la funzione f(x) = x³ − x è pari, dispari o nessuna delle due, giustificando la risposta con il calcolo di f(−x).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Simmetria dei grafici di f e f⁻¹ rispetto alla retta y = x
Composizione
Si applica prima f, poi g; in generale g \circ f \neq f \circ g.
Inversa
L'inversa annulla l'azione di f e ne scambia dominio e immagine.
Simmetria dei grafici
I grafici di f e f^{-1} sono simmetrici rispetto alla retta y = x.
Date f(x) = 2x + 1 e g(x) = x², calcola (g∘f)(x) e (f∘g)(x), poi determina l'inversa di f.
Si applica prima f, poi g, sostituendo f(x) nell'argomento di g.
Si applica prima g, poi f: l'ordine cambia il risultato.
f è una retta con coefficiente angolare 2 > 0, dunque strettamente crescente e quindi iniettiva e invertibile su ℝ.
Si pone y = 2x + 1 e si risolve rispetto a x, poi si rinominano le variabili.
Risultato: (g∘f)(x) = 4x² + 4x + 1, (f∘g)(x) = 2x² + 1 (diverse: la composizione non è commutativa), e f⁻¹(x) = (x − 1)/2.
Errori frequenti
Approfondimento
La composizione, pur non essendo commutativa, è associativa: per ogni terna di funzioni componibili vale «h∘(g∘f) = (h∘g)∘f», perché entrambi i membri, applicati a «x», producono «h(g(f(x)))»; ciò consente di scrivere composizioni multiple senza parentesi. Sull'inversa si dimostra anzitutto l'unicità: se «g» e «g'» sono entrambe inverse di «f», allora «g = g∘id = g∘(f∘g') = (g∘f)∘g' = id∘g' = g'», sfruttando associatività e le identità «f∘g' = id» e «g∘f = id». Ne segue anche «(f⁻¹)⁻¹ = f», perché «f» stessa disfa l'azione di «f⁻¹». Infine si giustifica rigorosamente la simmetria dei grafici rispetto alla retta «y = x»: il punto «(a, b)» appartiene al grafico di «f» se e solo se «b = f(a)», cioè se e solo se «a = f⁻¹(b)», ossia se e solo se «(b, a)» appartiene al grafico di «f⁻¹»; e «(a, b)» e «(b, a)» sono simmetrici rispetto alla bisettrice del primo e terzo quadrante. La riflessione in «y = x» scambia dunque dominio e immagine, coerentemente con il fatto che l'inversa scambia i ruoli di ingresso e uscita.
Ripasso attivo
Data f(x) = 2x + 1, verifica che è invertibile e determina l'espressione della funzione inversa f⁻¹(x).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Dalla parabola y = x² alla parabola traslata y = (x - 2)² + 1
Traslazioni
k sposta in alto/basso; h sposta a destra (h>0) o a sinistra (h<0).
Simmetrie
Il segno esterno ribalta le ordinate; il segno interno ribalta le ascisse.
Dilatazioni
Il fattore esterno scala le ordinate, quello interno scala (in modo inverso) le ascisse.
Galleria dei grafici delle funzioni elementari
Partendo dal grafico di y = x², traccia il grafico di y = (x − 2)² + 1 descrivendo le trasformazioni e indicando il vertice.
La parabola y = x² ha vertice nell'origine V(0, 0) e concavità verso l'alto.
L'argomento (x − 2) trasla il grafico di 2 unità verso destra.
Il termine +1 trasla il grafico di 1 unità verso l'alto.
Componendo le due traslazioni, il vertice passa da (0, 0) a (2, 1) (Fig. 5).
Risultato: Il grafico è la parabola y = x² traslata di 2 a destra e 1 in alto, con vertice V'(2, 1).
Errori frequenti
Approfondimento
Ogni trasformazione elementare del grafico si spiega con precisione come azione sui punti. Passare da «y = f(x)» a «y = f(x − h)» sposta ogni punto «(x₀, f(x₀))» nel punto «(x₀ + h, f(x₀))»: infatti la nuova funzione assume in «x₀ + h» il valore che la vecchia assumeva in «x₀», poiché «f((x₀ + h) − h) = f(x₀)». Ecco perché una traslazione con «h > 0» sposta il grafico verso destra, contro l'intuizione ingenua del segno meno. In generale la funzione «y = a·f(b(x − h)) + k» si costruisce componendo, nell'ordine, le operazioni sull'argomento — contrazione orizzontale di fattore «1/|b|» ed eventuale riflessione rispetto all'asse «y» se «b < 0», poi traslazione orizzontale di «h» — e le operazioni sul risultato — dilatazione verticale di fattore «|a|» ed eventuale riflessione rispetto all'asse «x» se «a < 0», poi traslazione verticale di «k». L'ordine è essenziale perché le trasformazioni sono composizioni di funzioni e non commutano: la modifica dell'argomento va sempre elaborata prima di quella esterna, esattamente come nella regola della catena si deriva dall'esterno verso l'interno.
Ripasso attivo
Partendo dal grafico di y = x², descrivi le trasformazioni che portano al grafico di y = (x − 2)² + 1 e indica le coordinate del vertice.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)