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Funzioni reali e loro proprietà

Una funzione reale di variabile reale è una legge che a ogni numero di un insieme di partenza associa uno e un solo numero reale: è il linguaggio con cui la matematica del triennio descrive ogni relazione di dipendenza. In questo appunto si costruiscono i concetti fondamentali — dominio, codominio e immagine — e si studiano le proprietà che caratterizzano una funzione (iniettività, suriettività, biiettività, monotonia, parità, periodicità), la composizione e l'inversione, fino alla galleria delle funzioni elementari e all'effetto delle trasformazioni geometriche sui loro grafici. È l'argomento-cardine che apre l'analisi e la cui padronanza è valutata sia nella seconda prova sia nel colloquio dell'Esame di Stato.

4 sezioni·~19 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0222 / 16
Profilo d’esame
Individuare le caratteristiche fondamentali di una funzione a partire dalla sua espressione analitica o dal suo graficoUtilizzare il linguaggio e gli strumenti delle funzioni per descrivere relazioni tra grandezzeCollegare il registro analitico e quello grafico, passando dall'uno all'altro con consapevolezza
Operatori:determinaclassificadimostraanalizzacalcolaspiegaillustragiustificainterpreta

livello base

A tutti gli indirizzi del Liceo si richiede di riconoscere dominio, segno e simmetrie di una funzione e di leggerne le proprietà fondamentali dal grafico.

livello avanzato

Nel Liceo Scientifico (e nell'opzione Scienze Applicate) si richiede inoltre la trattazione rigorosa di composizione e inversione, la dimostrazione delle proprietà e l'uso esperto delle trasformazioni per dedurre grafici complessi da quelli elementari.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Funzioni reali e loro proprietà
    • 01Definizione di funzione e dominio○
    • 02Proprietà delle funzioni◐
    • 03Funzione composta e funzione inversa◐
    • 04Grafici delle funzioni elementari e trasformazioni●
§ 01

Definizione di funzione e dominio#

●○○BaseLPOSA-matematica-relazioni-e-funzioniLPDefinizione insiemistica di funzioneLPDominio, codominio, immagine

Schema dominio - codominio - immagine

Dominio, codominio e immagineGrafo, Dominio A → Immagine f(A), Immagine f(A) → Codominio ℝDominio AImmagine f(A)Codominio ℝf⊆

Punti chiave

Una funzione reale di variabile reale è una corrispondenza che a ogni elemento di un insieme di partenza A ⊆ ℝ associa uno e un solo numero reale: questo carattere di unicità dell'immagine è ciò che distingue una funzione da una relazione qualsiasi. Si scrive f: A → ℝ e si legge «f va da A in ℝ»; il numero associato a x si indica con f(x) e si chiama immagine di x.
L'insieme A su cui la funzione è definita è il dominio (o insieme di esistenza); l'insieme ℝ di arrivo è il codominio. Da non confondere con il codominio è l'immagine (o insieme delle immagini), cioè l'insieme di tutti i valori f(x) effettivamente assunti al variare di x nel dominio: l'immagine è sempre un sottoinsieme del codominio, talvolta proprio. Determinare il dominio di una funzione assegnata da una formula significa stabilire per quali valori reali di x le operazioni indicate hanno senso.
Le condizioni di esistenza più ricorrenti sono tre e vanno applicate contemporaneamente quando coesistono. In una frazione il denominatore deve essere diverso da zero; sotto una radice di indice pari il radicando deve essere maggiore o uguale a zero; nell'argomento di un logaritmo l'espressione deve essere strettamente positiva. Mettendo a sistema queste condizioni e risolvendo le relative equazioni o disequazioni si ottiene il dominio come unione di intervalli.
Una funzione resta perfettamente individuata dai suoi tre dati: il dominio, il codominio e la legge che lega x a f(x). Il grafico di f è l'insieme dei punti del piano cartesiano di coordinate (x, f(x)) con x nel dominio; il criterio della retta verticale traduce graficamente l'unicità dell'immagine: una curva è il grafico di una funzione se e solo se ogni retta verticale la incontra al più in un punto.
f:A→R,x↦f(x)f : A \to \mathbb{R}, \quad x \mapsto f(x)f:A→R,x↦f(x)

Funzione

A ogni x del dominio A la funzione associa una e una sola immagine f(x) in \mathbb{R}.

Im(f)={ y∈R:∃ x∈A, y=f(x) }\text{Im}(f) = \{\, y \in \mathbb{R} : \exists\, x \in A,\ y = f(x) \,\}Im(f)={y∈R:∃x∈A, y=f(x)}

Immagine

L'immagine raccoglie tutti e soli i valori effettivamente assunti dalla funzione.

N(x)D(x): D(x)≠0;g(x) 2k : g(x)≥0;log⁡ah(x): h(x)>0\dfrac{N(x)}{D(x)}:\ D(x) \neq 0; \quad \sqrt[\,2k\,]{g(x)}:\ g(x) \ge 0; \quad \log_a h(x):\ h(x) > 0D(x)N(x)​: D(x)=0;2kg(x)​: g(x)≥0;loga​h(x): h(x)>0

Condizioni di esistenza

Le tre condizioni fondamentali da imporre e mettere a sistema per ricavare il dominio.

Esempio svolto

Determinazione del dominio di una funzione irrazionale fratta

Determina il dominio della funzione f(x) = √(x − 2) / (x − 5).

  1. 01Condizione sulla radice

    La radice è di indice pari, quindi il radicando deve essere non negativo.

  2. 02Condizione sul denominatore

    Il denominatore non può annullarsi.

  3. 03Sistema delle condizioni

    Si intersecano le due condizioni: x maggiore o uguale a 2 e diverso da 5.

  4. 04Scrittura del dominio

    L'insieme delle x che soddisfano entrambe le condizioni si scrive come unione di intervalli.

Risultato: Il dominio è D = [2, 5) ∪ (5, +∞).

Obiettivo Maturità

  • Saper determinare e scrivere correttamente il dominio di una funzione razionale fratta, irrazionale o logaritmica come unione di intervalli è un passaggio iniziale obbligato di ogni studio di funzione nella seconda prova.
  • Al colloquio è frequente la richiesta di distinguere con precisione codominio e immagine e di giustificare il criterio della retta verticale a partire dalla definizione di funzione.

Errori frequenti

  • Confondere il codominio (l'insieme di arrivo, ℝ) con l'immagine (i valori effettivamente assunti): sono concetti diversi e l'immagine può essere molto più piccola.
  • Imporre il radicando ≥ 0 anche per radici di indice dispari, dove invece l'argomento può essere qualunque numero reale.
  • Dimenticare di intersecare tutte le condizioni di esistenza quando nella stessa formula compaiono frazione, radice e logaritmo.

Approfondimento

Sul piano rigoroso, una funzione «f: A → B» è un particolare tipo di relazione, cioè un sottoinsieme del prodotto cartesiano «A × B» — l'insieme delle coppie ordinate «(x, y)» con «x ∈ A» e «y ∈ B» — che gode della proprietà di univalenza: per ogni «x ∈ A» esiste uno e un solo «y ∈ B» tale che «(x, y) ∈ f», e quel «y» si denota «f(x)». È questa condizione, «esiste ed è unico», a distinguere una funzione da una relazione qualsiasi, e la sua traduzione grafica è il criterio della retta verticale. Con questo linguaggio l'immagine si definisce con precisione come «f(A) = {y ∈ B : ∃ x ∈ A, y = f(x)}», cioè l'insieme dei valori effettivamente raggiunti, in generale un sottoinsieme proprio del codominio «B». Anche il dominio si formalizza: quando una funzione è assegnata da una formula, il suo dominio naturale è il più grande sottoinsieme di «ℝ» su cui la formula produce un unico numero reale, ottenuto intersecando tutte le condizioni di esistenza. Questa impostazione insiemistica, apparentemente astratta, è la base su cui poggiano le nozioni successive di iniettività, suriettività e invertibilità, tutte definite in termini di come «f» agisce sugli elementi di «A» e «B».

Ripasso attivo

Determina il dominio della funzione f(x) = √(x − 2) / (x − 5) e scrivilo come unione di intervalli, giustificando ciascuna condizione di esistenza.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Proprietà delle funzioni#

●●○StandardLPOSA-matematica-relazioni-e-funzioniLPIniettività, suriettività, biiettivitàLPMonotonia, parità, periodicità

Funzione dispari: simmetria rispetto all'origine (y = x³ - x)

Funzione dispari simmetrica rispetto all'origineGrafico di y = x^3 - x, zeri in x = -1, 0, 1, massimo in (-0.577, 0.385), minimo in (0.577, -0.385), intercetta sull’asse y in y = 0, nell’intervallo x da -2 a 2−2−1.5−1−0.50.511.52−2−112y = x3 − xyx

Punti chiave

Le proprietà di una funzione ne descrivono il comportamento globale e si leggono tanto nella formula quanto nel grafico. Le più importanti del triennio sono l'iniettività, la suriettività e la biiettività (che governano l'invertibilità), la monotonia (crescenza e decrescenza), la parità o disparità (le simmetrie) e la periodicità.
Una funzione è iniettiva se a elementi distinti del dominio corrispondono immagini distinte: in simboli, da x₁ ≠ x₂ segue f(x₁) ≠ f(x₂). Graficamente equivale al criterio della retta orizzontale: ogni retta orizzontale incontra il grafico al più in un punto. Una funzione è suriettiva (rispetto a un codominio fissato) se ogni elemento del codominio è immagine di almeno un elemento del dominio, cioè se l'immagine coincide con il codominio. È biiettiva se è insieme iniettiva e suriettiva: in tal caso a ogni y del codominio corrisponde esattamente una x del dominio, ed è la condizione che garantisce l'esistenza dell'inversa.
Una funzione è monotòna crescente in un intervallo se conserva l'ordine, cioè se da x₁ < x₂ segue f(x₁) ≤ f(x₂); è strettamente crescente quando vale la disuguaglianza stretta f(x₁) < f(x₂). Analogamente è (strettamente) decrescente se inverte l'ordine. Una funzione strettamente monotòna su tutto il dominio è automaticamente iniettiva, e quindi invertibile: è un legame che ricorre di continuo nello studio di funzione.
Le simmetrie semplificano lo studio. Una funzione è pari se il suo dominio è simmetrico rispetto all'origine e f(−x) = f(x) per ogni x: il grafico è simmetrico rispetto all'asse delle ordinate (per esempio x², cos x). È dispari se f(−x) = −f(x): il grafico è simmetrico rispetto all'origine (per esempio x³, sin x). Una funzione è infine periodica di periodo T > 0 se f(x + T) = f(x) per ogni x del dominio, con T il più piccolo valore positivo per cui ciò accade: è il caso delle funzioni goniometriche (ripasso).
Iniettiva:x1≠x2 ⟹ f(x1)≠f(x2)\text{Iniettiva:} \quad x_1 \neq x_2 \ \Longrightarrow\ f(x_1) \neq f(x_2)Iniettiva:x1​=x2​ ⟹ f(x1​)=f(x2​)

Iniettività

A elementi distinti corrispondono immagini distinte.

Pari: f(−x)=f(x);Dispari: f(−x)=−f(x)\text{Pari:}\ f(-x) = f(x); \qquad \text{Dispari:}\ f(-x) = -f(x)Pari: f(−x)=f(x);Dispari: f(−x)=−f(x)

Simmetrie

La funzione pari è simmetrica rispetto all'asse y; la dispari rispetto all'origine.

x1<x2 ⟹ f(x1)<f(x2)(strett. crescente)x_1 < x_2 \ \Longrightarrow\ f(x_1) < f(x_2) \quad (\text{strett. crescente})x1​<x2​ ⟹ f(x1​)<f(x2​)(strett. crescente)

Monotonia

La stretta monotonia su tutto il dominio implica l'iniettività della funzione.

Criterio della retta orizzontale per l'iniettivita

Criterio della retta orizzontaleGrafico di f iniettiva, zeri in x = 0, intercetta sull’asse y in y = 0, crescente, nell’intervallo x da -1.55 a 1.55−1.5−1−0.50.511.5−4−3−2−11234un solo puntoy = kf iniettivayx
Esempio svolto

Studio della parità di una funzione polinomiale

Stabilisci se la funzione f(x) = x³ − x è pari, dispari o nessuna delle due.

  1. 01Dominio simmetrico

    Il dominio è tutto ℝ, simmetrico rispetto all'origine: la verifica delle simmetrie ha senso.

  2. 02Calcolo di f(−x)

    Si sostituisce −x al posto di x e si semplifica.

  3. 03Confronto con −f(x)

    Si raccoglie il segno meno e si confronta con f(x).

  4. 04Conclusione

    Poiché f(−x) = −f(x) per ogni x, la funzione è dispari; il suo grafico è simmetrico rispetto all'origine (Fig. 2).

Risultato: La funzione è dispari: f(−x) = −f(x).

Obiettivo Maturità

  • Saper riconoscere e dimostrare parità o disparità con il calcolo di f(−x) è una richiesta tipica nelle prime righe dello studio di funzione, perché dimezza il lavoro grafico.
  • Collegare la stretta monotonia all'iniettività e quindi all'invertibilità è un nesso concettuale frequentemente richiesto al colloquio.

Errori frequenti

  • Dichiarare una funzione «né pari né dispari» senza prima verificare che il dominio sia simmetrico rispetto all'origine: se il dominio non lo è, la funzione non può essere pari né dispari.
  • Confondere monotonia su un intervallo con monotonia globale: una funzione può essere crescente su un tratto e decrescente su un altro, e quindi non monotòna sull'intero dominio.
  • Affermare la suriettività senza specificare il codominio: la suriettività dipende dall'insieme di arrivo scelto.

Approfondimento

Due risultati meritano una dimostrazione. Primo: la stretta monotonìa implica l'iniettività. Se «f» è strettamente crescente e «x₁ ≠ x₂», allora uno dei due è minore, poniamo «x₁ < x₂»; per la crescenza «f(x₁) < f(x₂)», quindi «f(x₁) ≠ f(x₂)», cioè immagini distinte, cioè iniettività, e l'analogo vale per la decrescenza. È il nesso che, nello studio di funzione, garantisce l'invertibilità dai soli segni della derivata. Secondo: ogni funzione «f» su un dominio simmetrico rispetto all'origine si decompone in modo unico come somma di una parte pari e di una dispari. Basta scrivere «f(x) = p(x) + d(x)» con «p(x) = [f(x) + f(−x)]/2» e «d(x) = [f(x) − f(−x)]/2»: si verifica subito che «p(−x) = p(x)», pari, e «d(−x) = −d(x)», dispari, e che la loro somma ricostruisce «f». L'unicità segue dal fatto che, se «f = p + d», valutando in «−x» e combinando si riottengono proprio quelle due espressioni. È l'analogo, per le funzioni, della separazione di un oggetto nelle sue componenti simmetrica e antisimmetrica, e spiega perché «eˣ» si scriva come somma di «cosh x», pari, e «sinh x», dispari.

Ripasso attivo

Stabilisci se la funzione f(x) = x³ − x è pari, dispari o nessuna delle due, giustificando la risposta con il calcolo di f(−x).

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Funzione composta e funzione inversa#

●●○StandardLPOSA-matematica-relazioni-e-funzioniLPFunzione composta e funzione inversa

Simmetria dei grafici di f e f⁻¹ rispetto alla retta y = x

Una funzione e la sua inversa, simmetriche rispetto a y = xGrafico di y = 2x + 1, zeri in x = -0.5, intercetta sull’asse y in y = 1, crescente, nell’intervallo x da -3 a 5, Grafico di y = (x-1)/2, zeri in x = 1, intercetta sull’asse y in y = -0.5, crescente, nell’intervallo x da -3 a 5, Grafico di y = x, zeri in x = 0, intercetta sull’asse y in y = 0, crescente, nell’intervallo x da -3 a 5−3−2−112345−3−2−112345y = 2x + 1y = (x-1)/2y = xyx

Punti chiave

Comporre due funzioni significa applicarle in cascata: la funzione composta g∘f, che si legge «g composta f», è definita da (g∘f)(x) = g(f(x)). Si applica prima f a x, poi g al risultato; perché l'operazione abbia senso, l'immagine di f deve essere contenuta nel dominio di g. La composizione non è commutativa: in generale g∘f è diversa da f∘g, come mostra qualunque esempio numerico.
Una funzione si dice invertibile quando esiste una funzione f⁻¹, detta inversa, che «disfa» l'azione di f: applicando prima f e poi f⁻¹ si torna al punto di partenza. La condizione necessaria e sufficiente per l'invertibilità è la biiettività: f deve essere iniettiva (perché l'inversa sia ben definita) e suriettiva sul codominio scelto. In pratica, sul triennio, una funzione strettamente monotòna è sempre invertibile sul proprio dominio.
Le funzioni f e f⁻¹ sono legate dalle due identità f⁻¹(f(x)) = x e f(f⁻¹(y)) = y: ciò significa scambiare i ruoli di dominio e immagine. Per ricavare l'espressione di f⁻¹ da y = f(x) si risolve l'equazione rispetto a x, ottenendo x in funzione di y, e infine si rinominano le variabili scrivendo y = f⁻¹(x).
Dal punto di vista grafico il legame è elegante: i grafici di f e di f⁻¹ sono simmetrici rispetto alla bisettrice del primo e terzo quadrante, la retta di equazione y = x. Riflettere il grafico di f in questa retta restituisce il grafico dell'inversa, e ogni punto (a, b) sul grafico di f corrisponde al punto (b, a) sul grafico di f⁻¹.
(g∘f)(x)=g(f(x))(g \circ f)(x) = g\big(f(x)\big)(g∘f)(x)=g(f(x))

Composizione

Si applica prima f, poi g; in generale g \circ f \neq f \circ g.

f−1(f(x))=xf(f−1(y))=yf^{-1}\big(f(x)\big) = x \qquad f\big(f^{-1}(y)\big) = yf−1(f(x))=xf(f−1(y))=y

Inversa

L'inversa annulla l'azione di f e ne scambia dominio e immagine.

(a,b)∈Gf ⟺ (b,a)∈Gf−1(a, b) \in G_f \ \Longleftrightarrow\ (b, a) \in G_{f^{-1}}(a,b)∈Gf​ ⟺ (b,a)∈Gf−1​

Simmetria dei grafici

I grafici di f e f^{-1} sono simmetrici rispetto alla retta y = x.

Esempio svolto

Composizione e inversa di una funzione lineare

Date f(x) = 2x + 1 e g(x) = x², calcola (g∘f)(x) e (f∘g)(x), poi determina l'inversa di f.

  1. 01Composta g∘f

    Si applica prima f, poi g, sostituendo f(x) nell'argomento di g.

  2. 02Composta f∘g

    Si applica prima g, poi f: l'ordine cambia il risultato.

  3. 03Invertibilità di f

    f è una retta con coefficiente angolare 2 > 0, dunque strettamente crescente e quindi iniettiva e invertibile su ℝ.

  4. 04Calcolo dell'inversa

    Si pone y = 2x + 1 e si risolve rispetto a x, poi si rinominano le variabili.

Risultato: (g∘f)(x) = 4x² + 4x + 1, (f∘g)(x) = 2x² + 1 (diverse: la composizione non è commutativa), e f⁻¹(x) = (x − 1)/2.

Obiettivo Maturità

  • Saper determinare l'espressione analitica dell'inversa di una funzione invertibile, indicandone correttamente dominio e immagine, è una richiesta classica della seconda prova e degli esercizi di analisi.
  • Riconoscere e sfruttare la simmetria dei grafici di f e f⁻¹ rispetto alla retta y = x è un collegamento grafico spesso valutato, anche in forma di lettura del grafico.

Errori frequenti

  • Scambiare l'ordine di composizione, calcolando f(g(x)) quando è richiesta g(f(x)): la composizione non è commutativa.
  • Confondere la funzione inversa f⁻¹ con la funzione reciproca 1/f: sono oggetti del tutto diversi.
  • Dimenticare di restringere il dominio per rendere invertibile una funzione non iniettiva (per esempio f(x) = x², invertibile solo su [0, +∞)).

Approfondimento

La composizione, pur non essendo commutativa, è associativa: per ogni terna di funzioni componibili vale «h∘(g∘f) = (h∘g)∘f», perché entrambi i membri, applicati a «x», producono «h(g(f(x)))»; ciò consente di scrivere composizioni multiple senza parentesi. Sull'inversa si dimostra anzitutto l'unicità: se «g» e «g'» sono entrambe inverse di «f», allora «g = g∘id = g∘(f∘g') = (g∘f)∘g' = id∘g' = g'», sfruttando associatività e le identità «f∘g' = id» e «g∘f = id». Ne segue anche «(f⁻¹)⁻¹ = f», perché «f» stessa disfa l'azione di «f⁻¹». Infine si giustifica rigorosamente la simmetria dei grafici rispetto alla retta «y = x»: il punto «(a, b)» appartiene al grafico di «f» se e solo se «b = f(a)», cioè se e solo se «a = f⁻¹(b)», ossia se e solo se «(b, a)» appartiene al grafico di «f⁻¹»; e «(a, b)» e «(b, a)» sono simmetrici rispetto alla bisettrice del primo e terzo quadrante. La riflessione in «y = x» scambia dunque dominio e immagine, coerentemente con il fatto che l'inversa scambia i ruoli di ingresso e uscita.

Ripasso attivo

Data f(x) = 2x + 1, verifica che è invertibile e determina l'espressione della funzione inversa f⁻¹(x).

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Grafici delle funzioni elementari e trasformazioni#

●●●ApprofondimentoLPOSA-matematica-relazioni-e-funzioniLPClassificazione delle funzioni (algebriche e trascendenti)LPTrasformazioni: traslazioni, simmetrie, dilatazioni

Dalla parabola y = x² alla parabola traslata y = (x - 2)² + 1

Traslazione di 2 a destra e 1 in altoGrafico di y = x^2, zeri in x = 0, minimo in (0, 0), intercetta sull’asse y in y = 0, nell’intervallo x da -3 a 5, Grafico di y = (x-2)^2 + 1, minimo in (2, 1), intercetta sull’asse y in y = 5, nell’intervallo x da -3 a 5−3−2−112345−1123456V(0, 0)V'(2, 1)y = x2y = (x-2)2 + 1yx

Punti chiave

Conoscere a memoria i grafici delle funzioni elementari è la base per leggere e costruire grafici più complessi. Le funzioni si classificano in algebriche (razionali intere e fratte, irrazionali) e trascendenti (esponenziali, logaritmiche, goniometriche): per ciascuna è essenziale ricordare dominio, immagine, simmetrie e andamento. Tra le più ricorrenti vi sono la retta y = mx + q, la parabola y = x², la cubica y = x³, l'iperbole equilatera y = 1/x, la radice y = √x e il valore assoluto y = |x|.
A partire dal grafico di una funzione nota y = f(x) si ottengono i grafici di funzioni «derivate» tramite trasformazioni geometriche elementari. Le traslazioni spostano il grafico senza deformarlo: y = f(x) + k lo trasla verticalmente di k (verso l'alto se k > 0), mentre y = f(x − h) lo trasla orizzontalmente di h (verso destra se h > 0). Si osservi il segno: una traslazione a destra corrisponde a x − h con h positivo.
Le simmetrie ribaltano il grafico rispetto a un asse: y = −f(x) lo riflette rispetto all'asse x (cambia il segno delle ordinate), mentre y = f(−x) lo riflette rispetto all'asse y (cambia il segno delle ascisse). Le dilatazioni (o contrazioni) ne modificano la scala: y = a·f(x) dilata verticalmente di un fattore |a| (e ribalta se a < 0), mentre y = f(b·x) contrae orizzontalmente di un fattore |b| quando |b| > 1.
Un caso particolarmente utile è il valore assoluto applicato a una funzione: y = |f(x)| si ottiene ribaltando verso l'alto, rispetto all'asse x, le parti del grafico che si trovano sotto l'asse, lasciando invariate quelle già sopra. Combinando con metodo queste trasformazioni — prima le operazioni interne sull'argomento, poi quelle esterne sul risultato — si traccia il grafico di funzioni anche elaborate senza ricorrere allo studio completo.
y=f(x)+k: traslazione verticale;y=f(x−h): traslazione orizzontaley = f(x) + k:\ \text{traslazione verticale}; \quad y = f(x - h):\ \text{traslazione orizzontale}y=f(x)+k: traslazione verticale;y=f(x−h): traslazione orizzontale

Traslazioni

k sposta in alto/basso; h sposta a destra (h>0) o a sinistra (h<0).

y=−f(x): simmetria rispetto a x;y=f(−x): simmetria rispetto a yy = -f(x):\ \text{simmetria rispetto a } x; \quad y = f(-x):\ \text{simmetria rispetto a } yy=−f(x): simmetria rispetto a x;y=f(−x): simmetria rispetto a y

Simmetrie

Il segno esterno ribalta le ordinate; il segno interno ribalta le ascisse.

y=a f(x): dilatazione verticale (∣a∣);y=f(bx): dilatazione orizzontale (1/∣b∣)y = a\,f(x):\ \text{dilatazione verticale} \ (|a|); \quad y = f(bx):\ \text{dilatazione orizzontale} \ (1/|b|)y=af(x): dilatazione verticale (∣a∣);y=f(bx): dilatazione orizzontale (1/∣b∣)

Dilatazioni

Il fattore esterno scala le ordinate, quello interno scala (in modo inverso) le ascisse.

Galleria dei grafici delle funzioni elementari

Grafici delle funzioni elementarifigura a più pannelli, 4 pannelli, Dati: y = x — Grafico di funzione, x; y = x² — Grafico di funzione, x^2; y = 1/x — Grafico di funzione, 1/x; y = |x| — Grafico di funzione, abs(x)Grafici delle funzioni elementari−3−2−1123−3−2−1123y = x−3−2−11232468y = x²−3−2−1123−4−3−2−11234y = 1/x−3−2−1123−0.50.511.522.53y = , x,
Esempio svolto

Costruzione di un grafico per trasformazioni successive

Partendo dal grafico di y = x², traccia il grafico di y = (x − 2)² + 1 descrivendo le trasformazioni e indicando il vertice.

  1. 01Funzione di partenza

    La parabola y = x² ha vertice nell'origine V(0, 0) e concavità verso l'alto.

  2. 02Traslazione orizzontale

    L'argomento (x − 2) trasla il grafico di 2 unità verso destra.

  3. 03Traslazione verticale

    Il termine +1 trasla il grafico di 1 unità verso l'alto.

  4. 04Vertice del grafico finale

    Componendo le due traslazioni, il vertice passa da (0, 0) a (2, 1) (Fig. 5).

Risultato: Il grafico è la parabola y = x² traslata di 2 a destra e 1 in alto, con vertice V'(2, 1).

Obiettivo Maturità

  • Saper ricostruire il grafico di una funzione del tipo y = a·f(x − h) + k a partire dal grafico elementare di f, descrivendo l'ordine corretto delle trasformazioni, è una competenza valutata sia nei quesiti sia nella lettura di grafici.
  • Riconoscere a colpo d'occhio i grafici delle funzioni elementari e i loro domini è dato per acquisito in tutta la seconda prova e nel colloquio.

Errori frequenti

  • Sbagliare il verso della traslazione orizzontale, traslando a sinistra invece che a destra per y = f(x − h) con h > 0.
  • Confondere la riflessione rispetto all'asse x (y = −f(x)) con quella rispetto all'asse y (y = f(−x)).
  • Applicare le trasformazioni in ordine errato, scambiando le operazioni interne all'argomento con quelle esterne e ottenendo un grafico sbagliato.

Approfondimento

Ogni trasformazione elementare del grafico si spiega con precisione come azione sui punti. Passare da «y = f(x)» a «y = f(x − h)» sposta ogni punto «(x₀, f(x₀))» nel punto «(x₀ + h, f(x₀))»: infatti la nuova funzione assume in «x₀ + h» il valore che la vecchia assumeva in «x₀», poiché «f((x₀ + h) − h) = f(x₀)». Ecco perché una traslazione con «h > 0» sposta il grafico verso destra, contro l'intuizione ingenua del segno meno. In generale la funzione «y = a·f(b(x − h)) + k» si costruisce componendo, nell'ordine, le operazioni sull'argomento — contrazione orizzontale di fattore «1/|b|» ed eventuale riflessione rispetto all'asse «y» se «b < 0», poi traslazione orizzontale di «h» — e le operazioni sul risultato — dilatazione verticale di fattore «|a|» ed eventuale riflessione rispetto all'asse «x» se «a < 0», poi traslazione verticale di «k». L'ordine è essenziale perché le trasformazioni sono composizioni di funzioni e non commutano: la modifica dell'argomento va sempre elaborata prima di quella esterna, esattamente come nella regola della catena si deriva dall'esterno verso l'interno.

Ripasso attivo

Partendo dal grafico di y = x², descrivi le trasformazioni che portano al grafico di y = (x − 2)² + 1 e indica le coordinate del vertice.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Definizione di funzione e dominio○
    • 02Proprietà delle funzioni◐
    • 03Funzione composta e funzione inversa◐
    • 04Grafici delle funzioni elementari e trasformazioni●

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Dagli appunti all'allenamento

Funzioni reali e loro proprietà

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Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento

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