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Il calcolo algebrico è lo strumento con cui si traducono i problemi in relazioni tra quantità e si determinano gli insiemi delle soluzioni. In questo argomento si riprendono e si consolidano equazioni, disequazioni e sistemi di primo e secondo grado, estendendoli ai casi razionali fratti, irrazionali e con valore assoluto, e si padroneggiano la scomposizione dei polinomi, il teorema del resto e la regola di Ruffini. L'obiettivo è saper risolvere con rigore e interpretare anche graficamente le soluzioni, scegliendo di volta in volta la strategia più efficace.
4 sezioni~19 min di lettura3 competenzeLivello Standard 2 · Approfondimento 2Verificato · 07/2026
livello base
In tutti i licei si richiede di risolvere con sicurezza equazioni, disequazioni e sistemi di primo e secondo grado, comprese le forme fratte e con valore assoluto più semplici, e di interpretarne le soluzioni.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico (e nell'opzione Scienze Applicate) si curano maggiormente la discussione completa di equazioni parametriche, le disequazioni irrazionali e i sistemi di grado superiore, con un uso fluido di Ruffini e del teorema del resto.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard
Parabola y = x² - 5x + 6 e segno della disequazione
Formula risolutiva
Soluzioni dell'equazione di secondo grado ax^2 + bx + c = 0, con a diverso da 0.
Discriminante
Il segno di Delta determina il numero di soluzioni reali: due se positivo, una doppia se nullo, nessuna se negativo.
Relazioni di Viete
Somma e prodotto delle radici in funzione dei coefficienti; utili per verifiche e per costruire equazioni note le radici.
Risolvi la disequazione «x² - 5x + 6 > 0» e scrivi l'insieme delle soluzioni in forma di intervalli.
Si annulla il primo membro per individuare gli zeri della parabola.
Il discriminante e positivo, quindi vi sono due radici reali distinte.
Poiche a = 1 > 0, la parabola ha concavita verso l'alto: e positiva all'esterno dell'intervallo delle radici.
La disequazione e soddisfatta dove la parabola sta sopra l'asse x, cioe per i valori esterni alle radici.
Risultato: L'insieme delle soluzioni e «(-∞, 2) ∪ (3, +∞)».
Errori frequenti
Approfondimento
La formula risolutiva non va memorizzata ma dimostrata con il metodo del completamento del quadrato, che vale la pena ripercorrere. Data «ax² + bx + c = 0» con «a ≠ 0», si divide per «a» e si isola il termine noto: «x² + (b/a)x = −c/a». Si aggiunge a entrambi i membri il quadrato della metà del coefficiente di «x», cioè «(b/2a)²», per far comparire a primo membro un quadrato perfetto: «(x + b/2a)² = b²/4a² − c/a = (b² − 4ac)/4a²». Estraendo la radice, lecita solo se il secondo membro è non negativo, cioè se «Δ = b² − 4ac ≥ 0», si ottiene «x + b/2a = ±√Δ/2a», da cui «x = (−b ± √Δ)/2a». Questo procedimento chiarisce il ruolo del discriminante: il segno di «Δ» decide se la radice esiste nei reali. Dalla formula seguono subito le relazioni di Viète: sommando le due radici i termini «±√Δ» si elidono e resta «x₁ + x₂ = −b/a», mentre il prodotto vale «x₁·x₂ = (b² − Δ)/4a² = 4ac/4a² = c/a». Queste identità permettono di scomporre «ax² + bx + c = a(x − x₁)(x − x₂)» e di verificare le soluzioni senza rieseguire il calcolo.
Ripasso attivo
Risolvi la disequazione «x² - 5x + 6 > 0», rappresentando graficamente la parabola associata e scrivendo l'insieme delle soluzioni in forma di intervalli.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Tabella dei segni di una disequazione fratta
Equazione irrazionale
Schema risolutivo: le prime due condizioni garantiscono l'esistenza e il segno non negativo; la terza si ottiene elevando al quadrato.
Definizione di valore assoluto
Il modulo restituisce sempre un valore non negativo; da qui le regole per equazioni e disequazioni.
Disequazione con modulo
Una disuguaglianza con minore equivale a un sistema; con maggiore si ottiene invece un'unione di due intervalli.
Risolvi l'equazione «√(x + 1) = x - 1», indicando le condizioni di esistenza e verificando le soluzioni.
Il radicando deve essere non negativo e il secondo membro, uguale a una radice, deve essere non negativo.
Sotto le condizioni poste si elevano al quadrato entrambi i membri.
Si riordinano i termini ottenendo un'equazione risolvibile per raccoglimento.
Si scartano i valori che non rispettano x >= 1 e si verifica la radice rimasta.
Risultato: L'unica soluzione accettabile è «x = 3» (il valore «x = 0» è estraneo).
Errori frequenti
Approfondimento
Il punto delicato delle equazioni irrazionali è che l'elevamento a potenza pari è una implicazione, non una equivalenza: da «A = B» segue «A² = B²», ma non viceversa, perché «A² = B²» equivale a «A = B ∨ A = −B». Elevare al quadrato può dunque introdurre soluzioni estranee, quelle che soddisfano «A = −B». Per ottenere una vera equivalenza si accompagna l'elevamento con una condizione di segno: «√(A(x)) = B(x)» equivale al sistema «A(x) ≥ 0, B(x) ≥ 0, A(x) = B(x)²». La condizione «B(x) ≥ 0» è essenziale, perché la radice quadrata aritmetica è per definizione non negativa e deve quindi eguagliare una quantità non negativa; è proprio questa condizione a scartare automaticamente le radici estranee, rendendo superflua, ma sempre consigliabile, la verifica finale. Per il valore assoluto vale l'identità «|A| = √(A²)», che riconduce ogni modulo a una radice; da essa, elevando al quadrato, si dimostrano le equivalenze notevoli: «|A| < k» con «k > 0» equivale a «A² < k²», cioè «(A − k)(A + k) < 0», da cui «−k < A < k»; analogamente «|A| > k» equivale a «A < −k ∨ A > k».
Ripasso attivo
Risolvi l'equazione irrazionale «√(x + 1) = x - 1», indicando le condizioni di esistenza e verificando le soluzioni ottenute.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Soluzione di un sistema come intersezione di due rette
Sistema lineare
Sistema di due equazioni in due incognite; la soluzione e la coppia (x, y) comune a entrambe le rette.
Sistema di disequazioni
La soluzione del sistema e l'intersezione degli insiemi delle soluzioni delle singole disequazioni.
Risolvi il sistema «{ y = x + 1 ; x + y = 5 }» con il metodo di sostituzione e interpreta graficamente la soluzione.
La prima equazione fornisce y in funzione di x; lo si sostituisce nella seconda.
Si risolve l'equazione di primo grado ottenuta.
Si sostituisce il valore trovato nella prima equazione.
Le due rette si intersecano in un solo punto: il sistema e determinato.
Risultato: Il sistema è determinato e ha l'unica soluzione «(2, 3)», punto di intersezione delle due rette.
Errori frequenti
Approfondimento
L'analisi grafica dei tre casi — determinato, impossibile, indeterminato — ha una controparte algebrica esatta nel determinante del sistema. Dato il sistema lineare «a₁x + b₁y = c₁, a₂x + b₂y = c₂», si definisce il determinante dei coefficienti «D = a₁b₂ − a₂b₁». Moltiplicando la prima equazione per «b₂», la seconda per «b₁» e sottraendo si elimina «y» e si ottiene «(a₁b₂ − a₂b₁)x = c₁b₂ − c₂b₁», cioè «Dx = Dₓ»; procedendo in modo simmetrico si ricava «Dy = Dᵧ». Questa è la regola di Cramer: se «D ≠ 0» il sistema è determinato e ha l'unica soluzione «x = Dₓ/D», «y = Dᵧ/D», e le rette hanno coefficienti angolari diversi e si intersecano. Se «D = 0» le rette sono parallele: il sistema è impossibile quando «Dₓ» o «Dᵧ» è diverso da zero, cioè rette distinte, ed è indeterminato quando anche «Dₓ = Dᵧ = 0», cioè rette coincidenti. Il valore di «D» traduce dunque in un unico numero il parallelismo delle rette, e questa lettura si estende in modo naturale ai sistemi di ordine superiore, dove al determinante subentrano quelli di matrici più grandi.
Ripasso attivo
Risolvi il sistema lineare «{ y = x + 1 ; x + y = 5 }» con il metodo di sostituzione e interpreta graficamente la soluzione come intersezione di due rette.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema della regola di Ruffini per P(x) = x³ - 2x² - 5x + 6 con a = 1
Teorema del resto
Dividendo P(x) per x - a, il resto coincide con il valore P(a) del polinomio in a.
Teorema di Ruffini
Il binomio x - a divide P(x) se e solo se a e una radice del polinomio.
Scomposizione completa
Fattorizzazione del polinomio in fattori di primo grado, ottenuta con radici 1, -2 e 3.
Scomponi «P(x) = x³ - 2x² - 5x + 6» con il teorema di Ruffini e risolvi «P(x) = 0».
Si provano i divisori del termine noto 6; per a = 1 il polinomio si annulla.
Dividendo per x - 1 si ottiene il quoziente di secondo grado.
Il trinomio x^2 - x - 6 si scompone trovandone le radici (somma 1, prodotto -6).
Per la legge di annullamento del prodotto si annulla ciascun fattore.
Risultato: La scomposizione è «(x - 1)(x + 2)(x - 3)» e le soluzioni di «P(x) = 0» sono «x = -2, x = 1, x = 3».
Errori frequenti
Approfondimento
Alla base di tutto sta il teorema del resto, che si dimostra dalla divisione euclidea tra polinomi. Dividendo «P(x)» per il binomio «x − a» si ottengono un quoziente «Q(x)» e un resto «R» costante, perché il divisore ha grado 1, legati dall'identità «P(x) = (x − a)·Q(x) + R», valida per ogni «x». Ponendo «x = a» il primo addendo si annulla e resta «P(a) = R»: il resto della divisione per «x − a» è proprio il valore del polinomio in «a». Il teorema di Ruffini ne è il corollario immediato: «x − a» divide «P(x)», cioè «R = 0», se e solo se «P(a) = 0», ossia se e solo se «a» è una radice. Da qui il teorema delle radici razionali: se «P(x) = aₙxⁿ + … + a₀» ha coefficienti interi e ammette la radice razionale «p/q» ridotta ai minimi termini, allora «p» divide il termine noto «a₀» e «q» divide il coefficiente direttore «aₙ». Ciò limita a un numero finito i candidati da provare con Ruffini, rendendo sistematica la ricerca delle radici; la fattorizzazione completa è infine garantita dal teorema fondamentale dell'algebra, che assicura «n» radici complesse per un polinomio di grado «n».
Ripasso attivo
Scomponi il polinomio «P(x) = x³ - 2x² - 5x + 6» applicando il teorema di Ruffini e risolvi l'equazione «P(x) = 0».
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)