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Calcolo differenziale: derivate

La derivata misura la rapidità con cui una funzione varia: nasce come limite del rapporto incrementale e si interpreta tanto come pendenza della retta tangente quanto come velocità istantanea di variazione. Padroneggiare la definizione, le regole di derivazione e i teoremi fondamentali (Rolle, Lagrange, de l'Hôpital) è il cuore dell'analisi del triennio e una richiesta ricorrente nella seconda prova dell'Esame di Stato. Questo appunto costruisce il concetto dal rapporto incrementale fino ai teoremi sul valor medio, con esempi risolti e visualizzazioni.

4 sezioni·~17 min di lettura·3 competenze·Livello Standard 2 · Approfondimento 2·Verificato · 07/2026

T·0888 / 16
Profilo d’esame
Utilizzare la derivata per studiare il comportamento locale di una funzioneCollegare il significato geometrico (retta tangente) e fisico (velocità di variazione) della derivataApplicare le regole di derivazione e i teoremi fondamentali del calcolo differenziale
Operatori:calcoladimostradeterminaanalizzaspiegagiustificainterpreta

livello base

In tutti gli indirizzi liceali si richiede la definizione di derivata, il significato geometrico, le regole di derivazione delle funzioni elementari e composte e il loro impiego nello studio della monotonia.

livello avanzato

Nel Liceo Scientifico (anche opzione Scienze Applicate) si approfondiscono le dimostrazioni dei teoremi di Rolle e di Lagrange, la regola di de l'Hôpital e l'uso rigoroso della derivata nei problemi di modellizzazione.

Profondità

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Calcolo differenziale: derivate
    • 01La derivata: definizione e significato◐
    • 02Regole di derivazione e derivate elementari◐
    • 03Funzioni composte e derivate di ordine superiore●
    • 04I teoremi del calcolo differenziale●
§ 01

La derivata: definizione e significato#

●●○StandardLPOSA-matematica-relazioni-e-funzioniLPRapporto incrementale e retta tangenteLPRelazione tra derivabilità e continuità

La tangente come limite delle secanti

y = x^2: secante e tangente in P(2, 4)Grafico di y = x^2, zeri in x = 0, minimo in (0, 0), intercetta sull’asse y in y = 0, nell’intervallo x da -1 a 4−11234−224681012P(2, 4)tangente in Psecantey = x2yx

Punti chiave

La derivata di una funzione in un punto nasce dal problema di misurare quanto velocemente la funzione cambia in quel punto: si parte dal rapporto incrementale, cioè dal rapporto tra la variazione della funzione e la variazione della variabile indipendente, e se ne studia il comportamento quando l'incremento tende a zero.
Data una funzione f definita in un intorno di un punto x0, si chiama rapporto incrementale di f relativo a x0 e all'incremento h il numero [f(x0 + h) − f(x0)] / h. Geometricamente esso rappresenta il coefficiente angolare della retta secante che congiunge i punti (x0, f(x0)) e (x0 + h, f(x0 + h)). La derivata f'(x0) è il limite di tale rapporto per h che tende a zero, quando questo limite esiste ed è finito.
Il significato geometrico è fondamentale: al tendere a zero dell'incremento, le rette secanti tendono a una posizione limite, la retta tangente al grafico nel punto (x0, f(x0)). Pertanto f'(x0) è il coefficiente angolare della tangente, e l'equazione della tangente è y − f(x0) = f'(x0)·(x − x0). Il significato fisico, complementare, è quello di velocità istantanea di variazione: se s(t) descrive la posizione di un mobile, s'(t) ne è la velocità istantanea (vedi Fig. 2).

Posizione e velocità: significato fisico della derivata

Dalla posizione alla velocitàGrafo, s(t) · posizione → Δs / Δt · vel. media, Δs / Δt · vel. media → v(t) = s'(t) · vel. istantaneas(t) · posizioneΔs /Δt · vel.mediav(t) = s'(t) ·vel. istantaneaΔt → 0
Sussiste un legame preciso tra derivabilità e continuità: se una funzione è derivabile in un punto, allora è ivi continua. Il viceversa è falso, come mostra il valore assoluto in zero, continuo ma non derivabile per la presenza di un punto angoloso (derivata destra +1, derivata sinistra −1, distinte). Sono punti di non derivabilità anche le cuspidi e i punti a tangente verticale, dove il limite del rapporto incrementale è infinito.
f′(x0)=lim⁡h→0f(x0+h)−f(x0)hf'(x_0) = \lim_{h \to 0} \frac{f(x_0 + h) - f(x_0)}{h}f′(x0​)=h→0lim​hf(x0​+h)−f(x0​)​

Definizione di derivata

La derivata in x0 è il limite del rapporto incrementale, quando esiste finito.

y−f(x0)=f′(x0) (x−x0)y - f(x_0) = f'(x_0)\,(x - x_0)y−f(x0​)=f′(x0​)(x−x0​)

Retta tangente

Equazione della retta tangente al grafico nel punto (x0, f(x0)); f'(x0) ne è il coefficiente angolare.

Esempio svolto

Derivata di x² dalla definizione e retta tangente

Data f(x) = x², calcola f'(2) mediante il limite del rapporto incrementale e determina l'equazione della retta tangente al grafico nel punto di ascissa 2.

  1. 01Scrivere il rapporto incrementale

    Si calcola f(2 + h) − f(2) e si divide per h.

  2. 02Semplificare

    Al numeratore restano 4h + h²; dividendo per h si ottiene 4 + h.

  3. 03Passare al limite

    Per h → 0 il rapporto tende a 4, quindi f'(2) = 4.

  4. 04Scrivere la tangente

    Poiché f(2) = 4 e f'(2) = 4, si applica y − f(x0) = f'(x0)(x − x0).

Risultato: f'(2) = 4; la retta tangente al grafico di y = x² in P(2, 4) è y = 4x − 4.

Obiettivo Maturità

  • Saper scrivere l'equazione della retta tangente a una curva in un punto è una richiesta classica: si calcola f'(x0) e si applica y − f(x0) = f'(x0)(x − x0).
  • Riconoscere e classificare i punti di non derivabilità (angolosi, cuspidi, tangente verticale) confrontando derivata destra e sinistra è valutato sia alla seconda prova sia al colloquio.

Errori frequenti

  • Confondere il rapporto incrementale con la derivata: il rapporto incrementale è la pendenza della secante per h fissato, la derivata è il suo limite per h → 0.
  • Affermare che continuità implica derivabilità: è vero solo l'implicazione inversa; il valore assoluto in zero è il controesempio standard.

Approfondimento

Il legame derivabile implica continua si dimostra in poche righe e chiarisce perché il viceversa sia falso. Sia «f» derivabile in «x₀», cioè esista finito «f'(x₀) = lim_{h→0} [f(x₀ + h) − f(x₀)]/h». Per provare la continuità occorre mostrare che «lim_{h→0} [f(x₀ + h) − f(x₀)] = 0». Si scrive la differenza come prodotto: «f(x₀ + h) − f(x₀) = ([f(x₀ + h) − f(x₀)]/h)·h». Passando al limite per «h → 0», il primo fattore tende a «f'(x₀)», finito, e il secondo a «0», quindi il prodotto tende a «f'(x₀)·0 = 0». Dunque «f(x₀ + h) → f(x₀)», cioè «f» è continua in «x₀». L'implicazione inversa non vale: «f(x) = |x|» è continua in «0» ma non derivabile, perché il rapporto incrementale «|h|/h» vale «+1» per «h → 0⁺» e «−1» per «h → 0⁻», due limiti laterali diversi, e la derivata, che dovrebbe essere un unico numero, non esiste. È il prototipo del punto angoloso; le cuspidi e i punti a tangente verticale, dove il limite del rapporto incrementale è infinito, sono gli altri casi in cui la continuità sussiste ma la derivabilità cade. La derivabilità è dunque una condizione più forte della continuità.

Ripasso attivo

Data la funzione f(x) = x², calcola f'(2) usando la definizione come limite del rapporto incrementale e scrivi l'equazione della retta tangente al grafico nel punto di ascissa 2.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Regole di derivazione e derivate elementari#

●●○StandardLPOSA-matematica-relazioni-e-funzioniLPRegole di derivazione: somma, prodotto, quozienteLPDerivate delle funzioni elementari

Punti chiave

Calcolare ogni derivata risalendo alla definizione sarebbe impraticabile: per questo si stabilisce un catalogo di derivate delle funzioni elementari e un insieme di regole algebriche che permettono di derivare funzioni costruite a partire da esse.
Le derivate elementari da memorizzare sono: la derivata di una costante è zero; la derivata di x^n è n·x^(n−1) (regola della potenza); la derivata di sin x è cos x e quella di cos x è −sin x; la derivata di e^x è e^x; la derivata di ln x è 1/x. Da queste, combinate con le regole, si derivano tutte le funzioni del triennio.
Le regole algebriche sono quattro. La derivata della somma è la somma delle derivate. La costante moltiplicativa esce dalla derivata. La derivata del prodotto è (f·g)' = f'·g + f·g' (regola di Leibniz). La derivata del quoziente è (f/g)' = (f'·g − f·g') / g², valida dove g ≠ 0. È essenziale rispettare l'ordine dei termini al numeratore del quoziente, che non è simmetrico.
Queste regole vanno applicate riconoscendo la struttura dell'espressione: prima si individua se la funzione è una somma, un prodotto o un quoziente, poi si applica la regola corrispondente derivando i singoli fattori con il catalogo elementare. La pratica nel riconoscere la struttura è ciò che rende il calcolo rapido e sicuro (vedi Fig. 3).

Mappa delle regole di derivazione

Le regole algebriche di derivazioneGrafo, Regole di derivazione → Somma, Regole di derivazione → Costante · k, Regole di derivazione → Prodotto, Regole di derivazione → QuozienteRegole diderivazioneSommaCostante · kProdottoQuoziente
(f⋅g)′=f′ g+f g′(f \cdot g)' = f'\,g + f\,g'(f⋅g)′=f′g+fg′

Regola del prodotto

Derivata di un prodotto: derivata del primo per il secondo, più il primo per la derivata del secondo.

(fg)′=f′ g−f g′g2\left( \frac{f}{g} \right)' = \frac{f'\,g - f\,g'}{g^2}(gf​)′=g2f′g−fg′​

Regola del quoziente

Valida dove g(x) non si annulla; attenzione all'ordine dei termini al numeratore.

D(xn)=n xn−1D(x^n) = n\,x^{n-1}D(xn)=nxn−1

Regola della potenza

Vale per ogni esponente reale n; copre potenze intere, radici (esponente frazionario) e reciproci (esponente negativo).

Esempio svolto

Derivata di un quoziente

Calcola la derivata di f(x) = x / (x² + 1) e semplifica il risultato.

  1. 01Individuare numeratore e denominatore

    Si pone f-numeratore = x con derivata 1, e g-denominatore = x² + 1 con derivata 2x.

  2. 02Applicare la regola del quoziente

    Si sostituisce in (u'v − uv')/v².

  3. 03Semplificare il numeratore

    x² + 1 − 2x² = 1 − x².

Risultato: f'(x) = (1 − x²) / (x² + 1)²; la derivata si annulla in x = −1 e x = +1.

Obiettivo Maturità

  • La regola del quoziente con l'ordine corretto al numeratore (f'g − fg') è una fonte tipica di errori: l'esame premia il rigore nel segno e nell'ordine.
  • Derivare correttamente le funzioni elementari (potenze con esponenti razionali o negativi, esponenziali, logaritmi, funzioni goniometriche) è un prerequisito operativo di ogni problema di seconda prova.

Errori frequenti

  • Scrivere la derivata del prodotto come prodotto delle derivate (f'·g'): è errato, la regola corretta è f'g + fg'.
  • Invertire i termini al numeratore della regola del quoziente, ottenendo fg' − f'g e quindi il segno sbagliato.

Approfondimento

La regola del prodotto «(f·g)' = f'g + fg'» si dimostra dalla definizione con il classico artificio dell'aggiungere e togliere uno stesso termine. Il rapporto incrementale del prodotto è «[f(x+h)g(x+h) − f(x)g(x)]/h». Si aggiunge e si sottrae «f(x+h)g(x)» al numeratore, che si spezza allora in «f(x+h)[g(x+h) − g(x)] + g(x)[f(x+h) − f(x)]». Dividendo per «h» e passando al limite per «h → 0»: il primo addendo tende a «f(x)·g'(x)», poiché «f(x+h) → f(x)» per la continuità garantita dalla derivabilità e «[g(x+h) − g(x)]/h → g'(x)», il secondo a «g(x)·f'(x)». La somma è «f'g + fg'». Da questa regola, per induzione, si dimostra la regola della potenza «D(xⁿ) = n·xⁿ⁻¹»: vera per «n = 1», se vale per «n» allora «D(x^(n+1)) = D(x·xⁿ) = 1·xⁿ + x·n xⁿ⁻¹ = (n+1)xⁿ», la tesi. La regola del quoziente si ottiene infine derivando l'identità «f = (f/g)·g» con la regola del prodotto e isolando «(f/g)'», il che spiega l'ordine asimmetrico «f'g − fg'» al numeratore: quel segno meno non è arbitrario ma discende dall'algebra della dimostrazione.

Ripasso attivo

Calcola la derivata della funzione f(x) = x / (x² + 1) applicando la regola del quoziente e semplifica il risultato.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Funzioni composte e derivate di ordine superiore#

●●●ApprofondimentoLPOSA-matematica-relazioni-e-funzioniLPRegola della funzione composta e inversaLPDerivate di ordine superiore

Una funzione e la sua derivata a confronto

f(x) = x^3 - 3x e la sua derivata f'(x) = 3x^2 - 3Grafico di f(x) = x^3 - 3x, zeri in x = -1.732, 0, 1.732, massimo in (-1, 2), minimo in (1, -2), intercetta sull’asse y in y = 0, nell’intervallo x da -2.5 a 2.5, Grafico di f'(x) = 3x^2 - 3, zeri in x = -1, 1, minimo in (0, -3), intercetta sull’asse y in y = -3, nell’intervallo x da -2.5 a 2.5−2−112−6−4−2246max (−1,2)min (1, −2)x = −1x = 1f(x) = x3 − 3xf'(x) = 3x2 − 3yx

Punti chiave

Molte funzioni del triennio non sono elementari ma composizioni di funzioni elementari, come sin(x²) oppure e^(3x): per derivarle serve la regola della catena, uno degli strumenti più importanti e versatili del calcolo differenziale.
La regola della funzione composta (regola della catena) afferma che, se y = f(g(x)), allora la derivata è il prodotto della derivata della funzione esterna calcolata nel punto interno per la derivata della funzione interna: y' = f'(g(x)) · g'(x). Intuitivamente, si deriva la funzione più esterna lasciando intatto l'argomento, poi si moltiplica per la derivata dell'argomento.
Strettamente collegata è la derivazione della funzione inversa: se f è invertibile e derivabile con f'(x) ≠ 0, la derivata dell'inversa nel punto corrispondente è il reciproco della derivata di f. Questa relazione consente di ricavare, per esempio, la derivata di ln x dalla derivata di e^x e le derivate delle funzioni goniometriche inverse.
Derivando ancora una derivata si ottengono le derivate di ordine superiore. La derivata seconda f''(x) è la derivata di f'(x) e misura la rapidità con cui varia la pendenza: il suo segno governa la concavità del grafico e, in fisica, la derivata seconda della posizione è l'accelerazione. Le derivate di ordine superiore si indicano con f''(x), f'''(x), e in generale con f^(n)(x).
(f(g(x)))′=f′(g(x))⋅g′(x)\big( f(g(x)) \big)' = f'(g(x)) \cdot g'(x)(f(g(x)))′=f′(g(x))⋅g′(x)

Regola della catena

Derivata di una funzione composta: derivata dell'esterna nel punto interno, per la derivata dell'interna.

(f−1)′(y0)=1f′(x0),y0=f(x0),  f′(x0)≠0\big( f^{-1} \big)'(y_0) = \frac{1}{f'(x_0)}, \quad y_0 = f(x_0),\; f'(x_0) \neq 0(f−1)′(y0​)=f′(x0​)1​,y0​=f(x0​),f′(x0​)=0

Derivata della funzione inversa

La derivata dell'inversa nel punto immagine è il reciproco della derivata di f nel punto di partenza.

Esempio svolto

Derivata prima e seconda di sin(x²)

Calcola la derivata prima di f(x) = sin(x²) con la regola della catena e poi la derivata seconda f''(x).

  1. 01Riconoscere la composizione

    La funzione esterna è sin(u), l'interna è u = x²; le rispettive derivate sono cos(u) e 2x.

  2. 02Applicare la regola della catena

    Si moltiplica la derivata esterna nel punto interno per la derivata interna.

  3. 03Derivare di nuovo (regola del prodotto)

    Si deriva 2x·cos(x²) come prodotto: D(2x)·cos(x²) + 2x·D[cos(x²)], con D[cos(x²)] = −sin(x²)·2x.

  4. 04Semplificare

    Si raccoglie e si ordina il risultato.

Risultato: f'(x) = 2x·cos(x²) e f''(x) = 2cos(x²) − 4x²·sin(x²).

Obiettivo Maturità

  • La regola della catena è indispensabile e va applicata anche in più passaggi annidati: l'esame valuta il riconoscimento corretto di funzione esterna e interna.
  • Il legame tra derivata seconda e concavità (e tra derivata seconda della posizione e accelerazione) è un collegamento interdisciplinare frequente al colloquio.

Errori frequenti

  • Dimenticare di moltiplicare per la derivata dell'argomento: scrivere D[sin(x²)] = cos(x²) invece di 2x·cos(x²).
  • Confondere la derivata seconda con il quadrato della derivata prima: f''(x) non è [f'(x)]².

Approfondimento

La regola della catena «D[f(g(x))] = f'(g(x))·g'(x)» si giustifica a partire dal rapporto incrementale, moltiplicando e dividendo per l'incremento della funzione interna. Posto «u = g(x)» e «Δu = g(x + h) − g(x)», il rapporto incrementale della composta è «[f(g(x+h)) − f(g(x))]/h = ([f(u + Δu) − f(u)]/Δu)·(Δu/h)», nei punti in cui «Δu ≠ 0». Quando «h → 0», la continuità di «g» fa sì che «Δu → 0», dunque il primo fattore tende a «f'(u) = f'(g(x))» e il secondo a «g'(x)»; il prodotto è «f'(g(x))·g'(x)». Da questa regola si ricava la derivata della funzione inversa: derivando l'identità «f(f⁻¹(x)) = x» con la catena si ottiene «f'(f⁻¹(x))·(f⁻¹)'(x) = 1», da cui «(f⁻¹)'(x) = 1/f'(f⁻¹(x))». Applicandola a «f(x) = eˣ», la cui inversa è «ln x», si trova «D(ln x) = 1/e^(ln x) = 1/x». Iterando la derivazione si definiscono le derivate di ordine superiore: «f''» è la derivata di «f'» e, in fisica, la derivata seconda della posizione è l'accelerazione, mentre il suo segno governerà la concavità del grafico nello studio di funzione.

Ripasso attivo

Calcola la derivata prima di f(x) = sin(x²) applicando la regola della catena e poi determina la derivata seconda f''(x).

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

I teoremi del calcolo differenziale#

●●●ApprofondimentoLPOSA-matematica-relazioni-e-funzioniLPTeorema di Rolle, teorema di Lagrange (valor medio)LPRegola di de l'Hôpital

Il teorema di Lagrange: tangente parallela alla secante

Lagrange su [1, 3]: tangente in c = 2 parallela alla secante ABGrafico di y = x^2, zeri in x = 0, intercetta sull’asse y in y = 0, crescente, nell’intervallo x da 0 a 40.511.522.533.54−2246810A(1, 1)B(3, 9)c = 2secante ABtangente in cy = x2yx

Punti chiave

I teoremi fondamentali del calcolo differenziale collegano le proprietà locali della derivata al comportamento globale della funzione su un intervallo: sono il ponte teorico tra derivata e studio di funzione, e le loro ipotesi vanno enunciate con precisione.
Il teorema di Rolle afferma che se f è continua su un intervallo chiuso [a, b], derivabile su (a, b) e assume valori uguali agli estremi, f(a) = f(b), allora esiste almeno un punto interno c in cui la derivata si annulla, f'(c) = 0. Geometricamente, esiste un punto in cui la tangente è orizzontale.
Il teorema di Lagrange (o del valor medio) generalizza Rolle: se f è continua su [a, b] e derivabile su (a, b), esiste un punto interno c in cui la derivata uguaglia il rapporto incrementale fra gli estremi, cioè f'(c) = [f(b) − f(a)] / (b − a). In termini geometrici esiste un punto in cui la tangente è parallela alla secante che congiunge gli estremi del grafico. Una conseguenza fondamentale è il criterio di monotonia: se f' è positiva su un intervallo la funzione è crescente, se è negativa è decrescente.
La regola di de l'Hôpital fornisce un metodo per le forme indeterminate 0/0 e ∞/∞: se il limite del rapporto delle derivate f'(x)/g'(x) esiste, allora è uguale al limite del rapporto f(x)/g(x). La regola va applicata solo dopo aver verificato la forma indeterminata e può essere reiterata; non va usata quando il limite non si presenta in forma indeterminata.
f′(c)=f(b)−f(a)b−a,c∈(a,b)f'(c) = \frac{f(b) - f(a)}{b - a}, \quad c \in (a, b)f′(c)=b−af(b)−f(a)​,c∈(a,b)

Teorema di Lagrange

Con f continua su [a, b] e derivabile su (a, b), esiste c interno in cui la tangente è parallela alla secante per gli estremi.

lim⁡x→x0f(x)g(x)=lim⁡x→x0f′(x)g′(x)\lim_{x \to x_0} \frac{f(x)}{g(x)} = \lim_{x \to x_0} \frac{f'(x)}{g'(x)}x→x0​lim​g(x)f(x)​=x→x0​lim​g′(x)f′(x)​

Regola di de l'Hôpital

Valida per le forme 0/0 e infinito/infinito, quando il limite del rapporto delle derivate esiste.

Esempio svolto

Applicazione del teorema di Lagrange

Verifica le ipotesi del teorema di Lagrange per f(x) = x² su [1, 3] e determina il punto c.

  1. 01Verificare le ipotesi

    f(x) = x² è un polinomio, quindi continua su [1, 3] e derivabile su (1, 3): le ipotesi sono soddisfatte.

  2. 02Calcolare il rapporto incrementale

    Con f(1) = 1 e f(3) = 9 si trova il valore medio della pendenza.

  3. 03Imporre f'(c) uguale al rapporto

    Poiché f'(x) = 2x, si pone 2c = 4.

  4. 04Risolvere

    Si ricava c = 2, che appartiene all'intervallo aperto (1, 3): il punto esiste come previsto.

Risultato: Le ipotesi sono soddisfatte e il punto previsto da Lagrange è c = 2.

Obiettivo Maturità

  • Enunciare con precisione le ipotesi di Rolle e Lagrange (continuità sul chiuso, derivabilità sull'aperto) e saper trovare il punto c è una richiesta classica della seconda prova.
  • Applicare de l'Hôpital alle forme 0/0 e ∞/∞ verificandone le condizioni, ed evitarla quando non c'è indeterminazione, è valutato come indice di rigore.

Errori frequenti

  • Applicare de l'Hôpital a un limite che non è in forma indeterminata, ottenendo un risultato errato.
  • Dimenticare un'ipotesi dei teoremi (per esempio la continuità agli estremi) e quindi concludere in casi in cui il teorema non si applica.

Approfondimento

Il teorema di Lagrange discende da quello di Rolle mediante una funzione ausiliaria, e Rolle a sua volta da Fermat e Weierstrass. Per Rolle: se «f» è continua su «[a, b]», derivabile su «(a, b)» e «f(a) = f(b)», per Weierstrass essa ammette massimo e minimo assoluti; se sono entrambi agli estremi la funzione è costante e «f' = 0» ovunque, altrimenti almeno un estremo cade in un punto interno «c», dove per il teorema di Fermat «f'(c) = 0». Per Lagrange si introduce la funzione «h(x) = f(x) − [f(a) + ((f(b) − f(a))/(b − a))·(x − a)]», differenza tra «f» e la retta secante per gli estremi. Si verifica che «h» soddisfa le ipotesi di Rolle, in particolare «h(a) = h(b) = 0»; esiste dunque «c» interno con «h'(c) = 0», cioè «f'(c) = (f(b) − f(a))/(b − a)»: in quel punto la tangente è parallela alla secante. Da Lagrange segue il criterio di monotonìa: se «f' > 0» su un intervallo, per due punti «x₁ < x₂» esiste «c» con «f(x₂) − f(x₁) = f'(c)(x₂ − x₁) > 0», dunque «f» è crescente. È il ponte che trasforma il segno della derivata nell'andamento della funzione, ed è per questo il teorema più usato nello studio di funzione.

Ripasso attivo

Verifica le ipotesi del teorema di Lagrange per la funzione f(x) = x² sull'intervallo [1, 3] e determina il punto c previsto dal teorema.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01La derivata: definizione e significato◐
    • 02Regole di derivazione e derivate elementari◐
    • 03Funzioni composte e derivate di ordine superiore●
    • 04I teoremi del calcolo differenziale●

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Calcolo differenziale: derivate

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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