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La derivata misura la rapidità con cui una funzione varia: nasce come limite del rapporto incrementale e si interpreta tanto come pendenza della retta tangente quanto come velocità istantanea di variazione. Padroneggiare la definizione, le regole di derivazione e i teoremi fondamentali (Rolle, Lagrange, de l'Hôpital) è il cuore dell'analisi del triennio e una richiesta ricorrente nella seconda prova dell'Esame di Stato. Questo appunto costruisce il concetto dal rapporto incrementale fino ai teoremi sul valor medio, con esempi risolti e visualizzazioni.
4 sezioni~17 min di lettura3 competenzeLivello Standard 2 · Approfondimento 2Verificato · 07/2026
livello base
In tutti gli indirizzi liceali si richiede la definizione di derivata, il significato geometrico, le regole di derivazione delle funzioni elementari e composte e il loro impiego nello studio della monotonia.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico (anche opzione Scienze Applicate) si approfondiscono le dimostrazioni dei teoremi di Rolle e di Lagrange, la regola di de l'Hôpital e l'uso rigoroso della derivata nei problemi di modellizzazione.
Profondità di lettura: Approfondimento
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La tangente come limite delle secanti
Posizione e velocità: significato fisico della derivata
Definizione di derivata
La derivata in x0 è il limite del rapporto incrementale, quando esiste finito.
Retta tangente
Equazione della retta tangente al grafico nel punto (x0, f(x0)); f'(x0) ne è il coefficiente angolare.
Data f(x) = x², calcola f'(2) mediante il limite del rapporto incrementale e determina l'equazione della retta tangente al grafico nel punto di ascissa 2.
Si calcola f(2 + h) − f(2) e si divide per h.
Al numeratore restano 4h + h²; dividendo per h si ottiene 4 + h.
Per h → 0 il rapporto tende a 4, quindi f'(2) = 4.
Poiché f(2) = 4 e f'(2) = 4, si applica y − f(x0) = f'(x0)(x − x0).
Risultato: f'(2) = 4; la retta tangente al grafico di y = x² in P(2, 4) è y = 4x − 4.
Errori frequenti
Approfondimento
Il legame derivabile implica continua si dimostra in poche righe e chiarisce perché il viceversa sia falso. Sia «f» derivabile in «x₀», cioè esista finito «f'(x₀) = lim_{h→0} [f(x₀ + h) − f(x₀)]/h». Per provare la continuità occorre mostrare che «lim_{h→0} [f(x₀ + h) − f(x₀)] = 0». Si scrive la differenza come prodotto: «f(x₀ + h) − f(x₀) = ([f(x₀ + h) − f(x₀)]/h)·h». Passando al limite per «h → 0», il primo fattore tende a «f'(x₀)», finito, e il secondo a «0», quindi il prodotto tende a «f'(x₀)·0 = 0». Dunque «f(x₀ + h) → f(x₀)», cioè «f» è continua in «x₀». L'implicazione inversa non vale: «f(x) = |x|» è continua in «0» ma non derivabile, perché il rapporto incrementale «|h|/h» vale «+1» per «h → 0⁺» e «−1» per «h → 0⁻», due limiti laterali diversi, e la derivata, che dovrebbe essere un unico numero, non esiste. È il prototipo del punto angoloso; le cuspidi e i punti a tangente verticale, dove il limite del rapporto incrementale è infinito, sono gli altri casi in cui la continuità sussiste ma la derivabilità cade. La derivabilità è dunque una condizione più forte della continuità.
Ripasso attivo
Data la funzione f(x) = x², calcola f'(2) usando la definizione come limite del rapporto incrementale e scrivi l'equazione della retta tangente al grafico nel punto di ascissa 2.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Mappa delle regole di derivazione
Regola del prodotto
Derivata di un prodotto: derivata del primo per il secondo, più il primo per la derivata del secondo.
Regola del quoziente
Valida dove g(x) non si annulla; attenzione all'ordine dei termini al numeratore.
Regola della potenza
Vale per ogni esponente reale n; copre potenze intere, radici (esponente frazionario) e reciproci (esponente negativo).
Calcola la derivata di f(x) = x / (x² + 1) e semplifica il risultato.
Si pone f-numeratore = x con derivata 1, e g-denominatore = x² + 1 con derivata 2x.
Si sostituisce in (u'v − uv')/v².
x² + 1 − 2x² = 1 − x².
Risultato: f'(x) = (1 − x²) / (x² + 1)²; la derivata si annulla in x = −1 e x = +1.
Errori frequenti
Approfondimento
La regola del prodotto «(f·g)' = f'g + fg'» si dimostra dalla definizione con il classico artificio dell'aggiungere e togliere uno stesso termine. Il rapporto incrementale del prodotto è «[f(x+h)g(x+h) − f(x)g(x)]/h». Si aggiunge e si sottrae «f(x+h)g(x)» al numeratore, che si spezza allora in «f(x+h)[g(x+h) − g(x)] + g(x)[f(x+h) − f(x)]». Dividendo per «h» e passando al limite per «h → 0»: il primo addendo tende a «f(x)·g'(x)», poiché «f(x+h) → f(x)» per la continuità garantita dalla derivabilità e «[g(x+h) − g(x)]/h → g'(x)», il secondo a «g(x)·f'(x)». La somma è «f'g + fg'». Da questa regola, per induzione, si dimostra la regola della potenza «D(xⁿ) = n·xⁿ⁻¹»: vera per «n = 1», se vale per «n» allora «D(x^(n+1)) = D(x·xⁿ) = 1·xⁿ + x·n xⁿ⁻¹ = (n+1)xⁿ», la tesi. La regola del quoziente si ottiene infine derivando l'identità «f = (f/g)·g» con la regola del prodotto e isolando «(f/g)'», il che spiega l'ordine asimmetrico «f'g − fg'» al numeratore: quel segno meno non è arbitrario ma discende dall'algebra della dimostrazione.
Ripasso attivo
Calcola la derivata della funzione f(x) = x / (x² + 1) applicando la regola del quoziente e semplifica il risultato.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Una funzione e la sua derivata a confronto
Regola della catena
Derivata di una funzione composta: derivata dell'esterna nel punto interno, per la derivata dell'interna.
Derivata della funzione inversa
La derivata dell'inversa nel punto immagine è il reciproco della derivata di f nel punto di partenza.
Calcola la derivata prima di f(x) = sin(x²) con la regola della catena e poi la derivata seconda f''(x).
La funzione esterna è sin(u), l'interna è u = x²; le rispettive derivate sono cos(u) e 2x.
Si moltiplica la derivata esterna nel punto interno per la derivata interna.
Si deriva 2x·cos(x²) come prodotto: D(2x)·cos(x²) + 2x·D[cos(x²)], con D[cos(x²)] = −sin(x²)·2x.
Si raccoglie e si ordina il risultato.
Risultato: f'(x) = 2x·cos(x²) e f''(x) = 2cos(x²) − 4x²·sin(x²).
Errori frequenti
Approfondimento
La regola della catena «D[f(g(x))] = f'(g(x))·g'(x)» si giustifica a partire dal rapporto incrementale, moltiplicando e dividendo per l'incremento della funzione interna. Posto «u = g(x)» e «Δu = g(x + h) − g(x)», il rapporto incrementale della composta è «[f(g(x+h)) − f(g(x))]/h = ([f(u + Δu) − f(u)]/Δu)·(Δu/h)», nei punti in cui «Δu ≠ 0». Quando «h → 0», la continuità di «g» fa sì che «Δu → 0», dunque il primo fattore tende a «f'(u) = f'(g(x))» e il secondo a «g'(x)»; il prodotto è «f'(g(x))·g'(x)». Da questa regola si ricava la derivata della funzione inversa: derivando l'identità «f(f⁻¹(x)) = x» con la catena si ottiene «f'(f⁻¹(x))·(f⁻¹)'(x) = 1», da cui «(f⁻¹)'(x) = 1/f'(f⁻¹(x))». Applicandola a «f(x) = eˣ», la cui inversa è «ln x», si trova «D(ln x) = 1/e^(ln x) = 1/x». Iterando la derivazione si definiscono le derivate di ordine superiore: «f''» è la derivata di «f'» e, in fisica, la derivata seconda della posizione è l'accelerazione, mentre il suo segno governerà la concavità del grafico nello studio di funzione.
Ripasso attivo
Calcola la derivata prima di f(x) = sin(x²) applicando la regola della catena e poi determina la derivata seconda f''(x).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il teorema di Lagrange: tangente parallela alla secante
Teorema di Lagrange
Con f continua su [a, b] e derivabile su (a, b), esiste c interno in cui la tangente è parallela alla secante per gli estremi.
Regola di de l'Hôpital
Valida per le forme 0/0 e infinito/infinito, quando il limite del rapporto delle derivate esiste.
Verifica le ipotesi del teorema di Lagrange per f(x) = x² su [1, 3] e determina il punto c.
f(x) = x² è un polinomio, quindi continua su [1, 3] e derivabile su (1, 3): le ipotesi sono soddisfatte.
Con f(1) = 1 e f(3) = 9 si trova il valore medio della pendenza.
Poiché f'(x) = 2x, si pone 2c = 4.
Si ricava c = 2, che appartiene all'intervallo aperto (1, 3): il punto esiste come previsto.
Risultato: Le ipotesi sono soddisfatte e il punto previsto da Lagrange è c = 2.
Errori frequenti
Approfondimento
Il teorema di Lagrange discende da quello di Rolle mediante una funzione ausiliaria, e Rolle a sua volta da Fermat e Weierstrass. Per Rolle: se «f» è continua su «[a, b]», derivabile su «(a, b)» e «f(a) = f(b)», per Weierstrass essa ammette massimo e minimo assoluti; se sono entrambi agli estremi la funzione è costante e «f' = 0» ovunque, altrimenti almeno un estremo cade in un punto interno «c», dove per il teorema di Fermat «f'(c) = 0». Per Lagrange si introduce la funzione «h(x) = f(x) − [f(a) + ((f(b) − f(a))/(b − a))·(x − a)]», differenza tra «f» e la retta secante per gli estremi. Si verifica che «h» soddisfa le ipotesi di Rolle, in particolare «h(a) = h(b) = 0»; esiste dunque «c» interno con «h'(c) = 0», cioè «f'(c) = (f(b) − f(a))/(b − a)»: in quel punto la tangente è parallela alla secante. Da Lagrange segue il criterio di monotonìa: se «f' > 0» su un intervallo, per due punti «x₁ < x₂» esiste «c» con «f(x₂) − f(x₁) = f'(c)(x₂ − x₁) > 0», dunque «f» è crescente. È il ponte che trasforma il segno della derivata nell'andamento della funzione, ed è per questo il teorema più usato nello studio di funzione.
Ripasso attivo
Verifica le ipotesi del teorema di Lagrange per la funzione f(x) = x² sull'intervallo [1, 3] e determina il punto c previsto dal teorema.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti