EuraStudy
Appunti/Seconda lingua e cultura straniera/Produzione orale e interazione
Appunti · Seconda lingua e cultura stranieraIT · Maturità

Produzione orale e interazione

La produzione orale e l'interazione costituiscono il cuore comunicativo dello studio della seconda lingua straniera nel triennio: si tratta di saper esporre, descrivere e argomentare in modo coerente e fluente, ma anche di saper interagire con un interlocutore, gestendo i turni di parola, le riformulazioni e gli imprevisti della conversazione. L'appunto inquadra le funzioni del parlato, le strategie discorsive e i criteri di coesione, coerenza, fluenza e correttezza richiesti al livello B1/B2 del QCER, fino all'esposizione in lingua nel colloquio dell'Esame di Stato. È un argomento pienamente valutabile, sia in itinere sia nella prova orale finale.

4 sezioni·~22 min di lettura·3 competenze·Livello Standard 2 · Approfondimento 2·Verificato · 07/2026

T·0333 / 16
Profilo d’esame
Produrre testi orali coerenti e coesi e interagire con sufficiente spontaneità (livello B1/B2 del QCER)Argomentare il proprio punto di vista e gestire l'interazione in situazioni comunicative diverseEsporre nel colloquio dell'Esame di Stato contenuti disciplinari e collegamenti pluridisciplinari in lingua
Operatori:esponidescriviargomentaspiegaconfrontariferisciinteragiscigiustificacommentainterpreta

livello base

A tutti gli studenti del triennio si chiede di esporre e interagire con sufficiente spontaneità su argomenti noti, raggiungendo in modo stabile il livello B1 e avviandosi al B2 nella produzione orale.

livello avanzato

L'indirizzo del Liceo Linguistico spinge verso un B2 pieno, con esposizioni argomentate di contenuti di letteratura, civiltà e CLIL e una gestione autonoma dell'interazione anche su temi astratti; il LES privilegia l'argomentazione su temi socio-economici e di attualità.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

Dimensione del testo: Standard

Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Produzione orale e interazione
    • 01Funzioni della produzione orale: descrivere, esporre, argomentare◐
    • 02Strategie di interazione e gestione della conversazione◐
    • 03Coesione, coerenza, fluenza e correttezza del parlato●
    • 04L'esposizione orale nel colloquio dell'Esame di Stato●
§ 01

Funzioni della produzione orale: descrivere, esporre, argomentare#

●●○StandardLPOSA-lingua-straniera-2-produzione-orale-interazioneLPQCER — descrittori di produzione orale (monologo articolato) B1/B2

Le tre funzioni del parlato continuo

Le funzioni del parlatoDiagramma ad albero, 6 percorsi, Dati: Descrivere → ordine, dettagli; Descrivere → lessico preciso; Esporre → intro, sviluppo; Esporre → conclusione; Argomentare → tesi, argomenti; Argomentare → antitesi, sintesiDescrivereEsporreArgomentareProduzione oraleordine, dettaglilessico precisointro, sviluppoconclusionetesi, argomentiantitesi, sintesi
Fig. 1La produzione orale come monologo si realizza in tre funzioni: descrivere (ordine e dettagli, lessico preciso), esporre (introduzione, sviluppo, conclusione) e argomentare (tesi e argomenti, antitesi e sintesi). La funzione più richiesta al colloquio è esporre e collegare (traguardo B2).

Punti chiave

La produzione orale è il «parlato continuo» (in inglese spoken production o monologue) con cui il parlante costruisce da solo un testo orale rivolto a un ascoltatore, senza il sostegno costante di un interlocutore: è la dimensione in cui si valuta la capacità di organizzare e sviluppare un discorso. Si distingue dall'interazione, che è invece dialogica e implica lo scambio di turni; questa sezione si concentra sul monologo e sulle sue tre funzioni-chiave: descrivere, esporre (riferire/informare) e argomentare.
Descrivere significa rappresentare in modo ordinato persone, luoghi, oggetti, immagini o esperienze, organizzando i dettagli secondo un criterio (dal generale al particolare, nello spazio, nel tempo) e usando un lessico preciso e connettivi di luogo e tempo. Al livello B1 si descrivono esperienze, sogni e ambizioni in modo semplice ma collegato; al B2 la descrizione diventa più ricca e sfumata, con esempi e dettagli rilevanti che sostengono il punto principale.
Esporre (o riferire) significa presentare in modo chiaro contenuti di studio — un testo letterario, un fenomeno di civiltà, un argomento CLIL, una notizia di attualità — selezionando le informazioni essenziali, ordinandole logicamente (introduzione, sviluppo, conclusione) e mettendole in relazione tra loro. È la funzione più richiesta nel colloquio dell'Esame di Stato, in cui si espongono e si collegano contenuti disciplinari in lingua.
Argomentare è la funzione più alta e cognitivamente impegnativa: consiste nel sostenere una tesi (un punto di vista) con argomenti, esempi e dati, eventualmente riconoscendo e confutando un'obiezione (l'antitesi) prima di concludere. Richiede connettivi logico-argomentativi (di causa, conseguenza, contrasto, conclusione) e segnali di opinione e di modalizzazione. È il traguardo del B2 e l'attività privilegiata del LES sui temi socio-economici, ma è richiesta a tutti gli indirizzi per discutere temi di attualità.
Una buona produzione orale, indipendentemente dalla funzione, possiede una struttura riconoscibile (apertura → corpo organizzato → chiusura), una progressione tematica (ogni parte si lega alla precedente), un registro adeguato al contesto e una gestione consapevole del tempo: l'esercizio sistematico di pianificare mentalmente la scaletta prima di parlare è ciò che distingue un'esposizione efficace da un elenco disordinato di frasi.
Esempio svolto

Trasformare un elenco in un'esposizione argomentata

Esponi in lingua, in modo argomentato, perché la lettura ad alta voce di un testo poetico ne facilita la comprensione. Parti da una scaletta e collega le idee.

  1. 01Pianifica la scaletta

    Individua una tesi («la lettura ad alta voce aiuta a comprendere la poesia») e due argomenti: (a) rende percepibili ritmo e suono; (b) rallenta la lettura e fa cogliere le pause/i versi.

  2. 02Apri con la tesi

    Enuncia chiaramente il punto di vista usando un esponente di opinione (a mio avviso / I would argue that…), così l'ascoltatore sa subito dove vuoi arrivare.

  3. 03Sviluppa con connettivi

    Lega il primo argomento con un connettivo di motivo (perché / because) e il secondo con uno di aggiunta (inoltre / moreover); inserisci un esempio concreto per ciascuno.

  4. 04Chiudi con una sintesi

    Concludi con un connettivo conclusivo (quindi / therefore) riprendendo la tesi e generalizzandola, senza introdurre idee nuove.

Risultato: Si ottiene un breve monologo argomentativo con struttura tesi → due argomenti collegati con esempi → conclusione: il salto qualitativo dal semplice elenco al testo orale coeso colloca la prestazione al livello B2.

Obiettivo Maturità

  • Nel colloquio dell'Esame di Stato è valutata soprattutto la capacità di ESPORRE e COLLEGARE contenuti disciplinari in lingua: prepara per ogni argomento una scaletta tesi/sviluppo/collegamenti, non un testo da recitare a memoria.
  • L'argomentazione efficace si riconosce dalla presenza esplicita di una tesi e di almeno due argomenti collegati da connettivi logici: l'assenza di connettivi («e… e… e…») abbassa il giudizio sulla coerenza e sulla coesione del parlato.

Errori frequenti

  • Confondere la descrizione con l'esposizione: elencare dettagli senza una gerarchia (descrizione mal riuscita) oppure, viceversa, riferire un contenuto senza un ordine logico e senza collegamenti (esposizione disordinata).
  • Argomentare per giustapposizione di opinioni senza sostenerle con esempi o dati e senza connettivi: si esprime un parere, ma non lo si difende, restando al livello inferiore al B2.

Approfondimento

Il Quadro distingue, dentro il «parlato continuo», due macro-attività che corrispondono alle funzioni qui trattate: il «monologo articolato: descrivere l'esperienza» e il «monologo articolato: sostenere una tesi». La differenza non è solo di contenuto ma di carico cognitivo: parlare comporta pianificare, formulare e articolare quasi simultaneamente, sotto pressione temporale, senza la possibilità di correggere a posteriori che offre lo scritto. Per questo la scorrevolezza dipende dalla disponibilità di «sequenze prefabbricate» — formule ricorrenti come «per quanto riguarda…» o «vale la pena notare che…» — la cui automatizzazione libera risorse per il contenuto, esattamente come le formule di apertura e di transizione liberano l'attenzione al colloquio. Una strategia avanzata consiste nel segnalare esplicitamente all'ascoltatore la struttura del discorso (signposting): annunciare i passaggi («prima esaminerò…, poi mostrerò…, infine concluderò…»), numerare gli argomenti, marcare le transizioni. Questi segnali compensano l'assenza del testo scritto, in cui capoversi e punteggiatura organizzano la lettura. Un punto contrastivo utile a chi ha l'italiano come L1: la tradizione retorica italiana predilige periodi lunghi e ipotattici, ricchi di subordinate, che nel parlato in L2 diventano difficili da controllare e da seguire. Nel parlato, e in particolare nella lingua straniera, la chiarezza premia una sintassi più paratattica — frasi più brevi, un'idea per unità — che riduce gli errori, mantiene la coerenza e rende l'esposizione più facile da ascoltare.

Ripasso attivo

Scegli un'opera o un autore studiati quest'anno e prepara un'esposizione orale di circa due minuti, in lingua, articolata in: (1) introduzione che colloca l'opera nel suo contesto, (2) sviluppo con tre informazioni essenziali collegate da connettivi logici, (3) chiusura con un collegamento pluridisciplinare. Pianifica prima una scaletta per parole-chiave, poi esponi senza leggere.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Strategie di interazione e gestione della conversazione#

●●○StandardLPOSA-lingua-straniera-2-produzione-orale-interazioneLPQCER — descrittori di interazione orale B1/B2

Il ciclo dell'interazione: turni e strategie

Il ciclo dell'interazioneGrafo, Prendere la parola → Mantenere il turno, Mantenere il turno → Cooperare, riformulare, Cooperare, riformulare → Cedere il turno, Cedere il turno → Prendere la parolaPrendere laparolaMantenere ilturnoCooperare,riformulareCedere il turno
Fig. 2Il ciclo dell'interazione: prendere la parola, mantenere il turno (con i riempitivi), cooperare e riformulare, cedere il turno — che passa fra i parlanti A e B, i quali riprendono e rilanciano. Le strategie compensano le lacune e tengono viva la conversazione.

Punti chiave

L'interazione orale (spoken interaction) è la dimensione dialogica della competenza: due o più parlanti costruiscono insieme il discorso, alternandosi nei turni di parola, reagendo a ciò che l'altro dice e negoziando il significato. A differenza del monologo, qui si valuta non solo che cosa si dice, ma come si gestisce lo scambio: prendere e cedere la parola, mantenere la conversazione, intervenire al momento giusto.
La gestione dei turni di parola (turn-taking) è il meccanismo di base dell'interazione: occorre saper prendere la parola (segnali di apertura: «Posso dire una cosa?», «I think…»), tenerla mentre si formula il pensiero (segnali di esitazione e riempitivi: «well», «let me see»), e cederla con una domanda o uno sguardo. Saper interrompere in modo cortese e riprendere il filo dopo un'interruzione sono indicatori di un'interazione fluida.
Le strategie di cooperazione e negoziazione del significato mantengono viva la comunicazione anche quando qualcosa non funziona: chiedere chiarimenti («Cosa intendi?»), riformulare ciò che l'altro ha detto per verificare la comprensione («Quindi stai dicendo che…»), confermare e rilanciare. Sono strategie esplicitamente premiate dal QCER perché segnalano un parlante attivo e collaborativo, non un semplice rispondente.
Le strategie di compensazione permettono di superare le lacune lessicali senza bloccare lo scambio: la parafrasi (descrivere una parola che non si ricorda), l'uso di un termine generico al posto di uno specifico, la richiesta di aiuto all'interlocutore («Come si dice…?»). Sono perfettamente legittime e anzi valorizzate: un parlante competente non è chi non ha lacune, ma chi le aggira mantenendo la comunicazione.
L'efficacia dell'interazione dipende anche dall'adeguatezza al contesto e all'interlocutore: scegliere il registro giusto (formale con un esaminatore, informale con un coetaneo), usare formule di cortesia, adattare il tono. Nel colloquio dell'Esame di Stato l'interazione si manifesta nella capacità di rispondere in modo pertinente alle domande della commissione, chiedere garbatamente una riformulazione se non si è capito, e riprendere la parola dopo uno spunto, senza limitarsi a risposte monosillabiche.
Esempio svolto

Aggirare una lacuna lessicale con la parafrasi

Durante un dialogo in inglese devi parlare di un «innaffiatoio» ma non ricordi la parola (watering can). Mostra come mantieni viva l'interazione.

  1. 01Riconosci la lacuna senza fermarti

    Non interrompere il flusso con una pausa di blocco: introduci un segnale di esitazione che ti dà tempo («well, it's a… how can I say…»).

  2. 02Applica la parafrasi

    Descrivi l'oggetto con parole che conosci: «it's a container with a handle that you use to give water to plants in the garden».

  3. 03Coinvolgi l'interlocutore

    Trasforma la lacuna in cooperazione chiedendo aiuto: «do you know the word for that?» — così l'altro ti fornisce il termine e lo scambio prosegue.

  4. 04Riprendi e fissa il termine

    Ricevuta la parola («a watering can»), riprendila esplicitamente («right, a watering can») per chiudere la negoziazione e proseguire il discorso.

Risultato: La comunicazione non si è mai interrotta: la lacuna è stata gestita con parafrasi, richiesta di aiuto e ripresa del termine, dimostrando proprio le strategie compensative e cooperative valorizzate dal QCER.

Obiettivo Maturità

  • Nell'interazione del colloquio è valutata la capacità di rispondere in modo pertinente e di sostenere lo scambio: una richiesta cortese di riformulazione («Could you repeat the question, please?») non penalizza, mentre il silenzio o la risposta fuori tema sì.
  • Le strategie di compensazione (parafrasi, sinonimo, termine generico) sono esplicitamente apprezzate: di fronte a una parola che non ti viene, aggirala anziché bloccarti, perché mantenere il flusso conta più della singola parola mancante.

Errori frequenti

  • Trattare l'interazione come una sequenza di monologhi: non reagire a ciò che dice l'interlocutore, non riformulare, non rilanciare con una domanda, dando l'impressione di un dialogo «tra sordi».
  • Bloccarsi e tacere davanti a una lacuna lessicale invece di usare una strategia di compensazione (parafrasi o richiesta di aiuto): l'interruzione del flusso comunicativo penalizza più dell'errore lessicale.

Approfondimento

L'analisi della conversazione ha descritto con precisione i meccanismi che il parlante competente usa in modo intuitivo. Il turno non si cede a caso: esistono «punti di rilevanza transizionale» — la fine di un'unità sintattica e intonativa in cui l'ascoltatore può legittimamente prendere la parola — e saperli leggere evita sia le interruzioni brusche sia i silenzi imbarazzati. Molte mosse conversazionali funzionano poi a «coppie adiacenti»: a una domanda segue una risposta, a un invito un'accettazione o un rifiuto, a un saluto un saluto; conoscere la seconda parte attesa aiuta a reagire con prontezza. Il QCER descrive le strategie di interazione con il ciclo pianificare-eseguire-monitorare-riparare: si prevede lo scambio, lo si conduce, si controlla se l'altro ha capito e si «ripara» quando qualcosa non torna. La ricerca distingue inoltre due grandi famiglie di strategie comunicative: quelle «di conseguimento», che affrontano la difficoltà per aggirarla (parafrasi, coniazione di parole, ricorso a un termine generico, gesto), e quelle «di riduzione», che invece evitano il problema abbandonando il messaggio — le meno desiderabili, perché impoveriscono la comunicazione. All'esame questo si traduce in una regola operativa: davanti a una difficoltà, preferire sempre una strategia di conseguimento (riformulare, chiedere, circoscrivere) a una di rinuncia (tacere, cambiare argomento), perché la commissione valuta proprio la capacità di tenere in vita lo scambio.

Ripasso attivo

In coppia, simulate un dialogo in lingua di tre minuti in cui dovete mettervi d'accordo su come organizzare un viaggio di istruzione. Ognuno deve: prendere la parola almeno tre volte, riformulare almeno una volta ciò che dice il compagno («Quindi proponi di…»), usare almeno una strategia di compensazione per una parola che non ricordate, e concludere con un accordo.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Coesione, coerenza, fluenza e correttezza del parlato#

●●●ApprofondimentoLPOSA-lingua-straniera-2-produzione-orale-interazioneLPQCER — aspetti qualitativi dell'uso della lingua parlata (estensione, correttezza, fluenza, interazione, coerenza)

Le quattro dimensioni di qualità del parlato

Le dimensioni del parlatoruota segmentata, 4 segmenti, Dati: Parlato, Coerenza, Coesione, Fluenza, CorrettezzaCoerenzaordine logicoCoesioneconnettiviFluenzascorrevolezzaCorrettezzaaccuratezzaParlato
Fig. 3Le quattro dimensioni della qualità del parlato: coerenza (ordine logico) e coesione (connettivi) riguardano il piano del contenuto; fluenza (scorrevolezza) e correttezza (accuratezza) riguardano il piano della forma.

Punti chiave

La qualità del parlato si valuta lungo alcune dimensioni che il QCER tiene distinte: estensione (l'ampiezza del repertorio lessicale e grammaticale), correttezza (accuratezza morfosintattica), fluenza (scorrevolezza e continuità), interazione (gestione dello scambio) e coerenza (organizzazione logica). Conoscere queste dimensioni permette di capire su che cosa si è valutati e dove concentrare il miglioramento.
La coerenza è l'organizzazione logica e tematica del discorso: le idee si succedono in un ordine sensato, ogni parte si lega al tema e c'è una progressione (da un'idea alla successiva). Un testo orale coerente «si tiene insieme» dal punto di vista del contenuto, indipendentemente dalle parole usate per collegare le frasi.
La coesione è invece il legame esplicito tra le parti del discorso, realizzato con mezzi linguistici: i connettivi (di aggiunta, contrasto, causa, conseguenza, conclusione), i pronomi e i riferimenti anaforici (riprendere un elemento già nominato), la concordanza dei tempi verbali, i segnali discorsversi (first, then, finally). La coesione è lo strumento con cui la coerenza interna diventa percepibile a chi ascolta.
La fluenza è la capacità di parlare con un ritmo naturale, senza pause troppo lunghe o frequenti, senza eccessive ripetizioni e autocorrezioni che spezzano il discorso. Non significa parlare velocemente: un parlante fluente può fare pause, ma le colloca in modo naturale (alla fine di un'unità di senso) e usa riempitivi e formule per «guadagnare tempo» senza bloccarsi. La fluenza cresce con la pratica e con l'automatizzazione di formule ricorrenti.
La correttezza riguarda l'accuratezza grammaticale, lessicale e fonologica. Al livello B1/B2 ci si attende un controllo ragionevole delle strutture di uso frequente, con errori che di norma non compromettono la comprensione; al B2 il controllo è più alto e gli errori vengono spesso autocorretti. È importante un principio realistico: nel parlato la correttezza assoluta non è richiesta — conta che gli errori non impediscano la comunicazione e che il parlante sappia riformulare. Curare insieme tutte le dimensioni, e non solo la grammatica, è ciò che fa salire di livello.
Esempio svolto

Rendere coeso un parlato sconnesso

Migliora la coesione di questa esposizione orale, sconnessa benché grammaticalmente corretta: «La città è grande. C'è molto traffico. L'aria è inquinata. La gente usa l'auto. Ci sono pochi mezzi pubblici.»

  1. 01Individua le relazioni logiche

    Tra le frasi ci sono rapporti di causa-effetto (molte auto → traffico → aria inquinata) e di motivo (pochi mezzi pubblici → la gente usa l'auto): la coerenza c'è, manca la coesione esplicita.

  2. 02Inserisci connettivi di causa e conseguenza

    Collega le frasi con perché/poiché (causa) e quindi/di conseguenza (conseguenza): «La città è grande e, poiché ci sono pochi mezzi pubblici, la gente usa l'auto.»

  3. 03Aggiungi riferimenti e progressione

    Usa pronomi e riferimenti per evitare ripetizioni e segna la progressione: «Questo provoca molto traffico e, di conseguenza, l'aria diventa inquinata.»

  4. 04Verifica il flusso

    Rileggi ad alta voce: il discorso ora «si tiene» grazie ai connettivi e suona scorrevole, senza l'effetto-elenco delle frasi staccate.

Risultato: Versione coesa: «La città è grande e, poiché ci sono pochi mezzi pubblici, la gente usa l'auto; questo provoca molto traffico e, di conseguenza, l'aria diventa inquinata.» Stesso contenuto, ma ora coeso, scorrevole e di livello superiore.

Obiettivo Maturità

  • Le griglie di valutazione del parlato pesano CONTEMPORANEAMENTE coerenza, coesione, fluenza, correttezza e ricchezza lessicale: un discorso grammaticalmente corretto ma sconnesso, o ricco ma poco scorrevole, non raggiunge la fascia alta.
  • I connettivi e i segnali discorsivi sono l'indicatore più visibile della coesione: padroneggiare un repertorio di connettivi per ciascuna funzione (aggiungere, contrastare, motivare, concludere) è il modo più rapido per migliorare il giudizio sul parlato.

Errori frequenti

  • Identificare la fluenza con la velocità: parlare in fretta accumulando errori e perdendo il filo è meno efficace di un parlato più lento ma scorrevole, ben pausato e coeso.
  • Concentrarsi solo sulla correttezza grammaticale trascurando coesione e coerenza: frasi singolarmente corrette ma non collegate da connettivi né ordinate logicamente restano un parlato di livello basso.

Approfondimento

Le dimensioni che il Quadro tiene distinte per il parlato corrispondono a una triade studiata dalla ricerca sull'acquisizione: complessità, accuratezza e fluenza (in inglese CAF). Il punto cruciale è che le tre competono per le stesse risorse attentive: chi cerca frasi molto complesse tende a perdere accuratezza o scorrevolezza, chi bada solo alla correttezza rallenta e si irrigidisce. Non si massimizzano tutte insieme, e la maturità sta nel bilanciarle secondo il compito — un'esposizione formale può privilegiare accuratezza e complessità, un'interazione rapida la fluenza. La fluenza, in particolare, ha correlati misurabili: la frequenza e la posizione delle pause (naturali a confine di frase, sintomatiche se dentro un sintagma), il tasso di eloquio, la quantità di riformulazioni e autocorrezioni. Migliora non «parlando più in fretta» ma automatizzando: trasformare la conoscenza dichiarativa (le regole che si sanno) in conoscenza procedurale (l'uso in tempo reale) attraverso la pratica ripetuta, finché le strutture di uso frequente non richiedono più controllo cosciente. Una competenza avanzata è infine l'auto-monitoraggio: il parlante B2 ascolta ciò che dice mentre lo dice, individua l'errore e lo ripara con naturalezza («…prende, anzi, ha preso…»). Una riparazione fluida non è un difetto ma un segno di controllo, e vale più di un parlato apparentemente perfetto ottenuto evitando ogni rischio.

Ripasso attivo

Registra un'esposizione orale di 90 secondi su un tema di attualità a tua scelta. Riascoltati e valuta separatamente, con un voto da 1 a 5 per ciascuna, le quattro dimensioni: coerenza (ordine logico), coesione (connettivi e riferimenti), fluenza (pause e ripetizioni) e correttezza (errori). Individua la dimensione più debole e rifai l'esposizione concentrandoti su di essa.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

L'esposizione orale nel colloquio dell'Esame di Stato#

●●●ApprofondimentoLPOSA-lingua-straniera-2-produzione-orale-interazioneLPQuadro di riferimento MIM per il colloquio dell'Esame di Stato

La seconda lingua dentro il colloquio dell'Esame di Stato

La lingua nel colloquioGrafo, 1 Spunto → 2 Contenuti in lingua, 2 Contenuti in lingua → 3 PCTO, 3 PCTO → 4 Ed. civica, 4 Ed. civica → Griglia MIM (voto)1 Spunto2 Contenuti inlingua3 PCTO4 Ed. civicaGriglia MIM(voto)
Fig. 4Il colloquio pluridisciplinare dell'Esame di Stato: dallo spunto/materiale scelto dalla commissione all'esposizione dei contenuti in lingua (esporre e collegare altre discipline), poi PCTO ed Educazione civica. La prova è valutata con la griglia nazionale e concorre al voto finale in centesimi (max 100).

Punti chiave

Il colloquio è la prova orale dell'Esame di Stato del secondo ciclo: si svolge dopo le prove scritte, davanti alla commissione, e ha carattere pluridisciplinare. Parte da uno spunto (un materiale) proposto dalla commissione e si sviluppa come un colloquio in cui il candidato dimostra di saper collegare e argomentare i contenuti delle diverse discipline; per la seconda lingua straniera ciò significa esporre e interagire IN LINGUA, mostrando il livello di competenza orale raggiunto.
La struttura del colloquio prevede in genere: l'avvio dallo spunto/materiale proposto, lo sviluppo dei contenuti disciplinari con i collegamenti pluridisciplinari, la trattazione delle esperienze di PCTO (i percorsi per le competenze trasversali e l'orientamento) e delle attività relative a Educazione civica. La lingua straniera può intervenire in più momenti: nell'esposizione di contenuti di letteratura/civiltà/CLIL e nell'interazione con i commissari di lingua.
Per la seconda lingua, l'esposizione efficace al colloquio mette in gioco tutte le competenze di questo argomento: esporre con chiarezza un contenuto (funzione del monologo), collegarlo ad altri (coerenza e progressione), sostenerlo con argomenti (argomentazione), reagire alle domande (interazione) e farlo con un parlato coeso, fluente e ragionevolmente corretto. La preparazione mira a possedere mappe di collegamenti e un lessico tematico, non a memorizzare testi.
La valutazione del colloquio segue una griglia ministeriale (allegata al quadro di riferimento del MIM), articolata in indicatori — tipicamente: acquisizione dei contenuti e dei metodi delle discipline; capacità di utilizzare le conoscenze e di collegarle; capacità di argomentare in modo critico e personale; ricchezza e padronanza espressiva, anche con riferimento al linguaggio specifico; capacità di analisi e autovalutazione su PCTO ed Educazione civica. La competenza espressiva in lingua straniera incide soprattutto sull'indicatore della padronanza lessicale ed espositiva.
Sul piano del punteggio, l'Esame di Stato attribuisce il voto finale in centesimi (massimo 100): il credito scolastico e le prove scritte e orale concorrono secondo la ripartizione fissata di anno in anno dall'ordinanza ministeriale, e il colloquio è valutato con la sua griglia in punti, poi ricondotti al peso previsto. Indicazione onesta: i pesi esatti possono variare per anno e indirizzo, perciò vanno verificati sull'ordinanza vigente; ciò che resta stabile è il principio — il colloquio premia contenuti solidi, collegamenti consapevoli e una resa orale chiara e corretta.
Esempio svolto

Costruire una mappa di collegamenti per il colloquio

A partire da uno spunto sul tema «la città industriale», prepara in lingua una breve esposizione collegata e pluridisciplinare, idonea all'avvio del colloquio.

  1. 01Scegli il nodo tematico

    Fissa il tema-ponte («la città industriale / urbanizzazione») che può attraversare più discipline, così l'esposizione nasce già collegabile.

  2. 02Aggancia il contenuto di lingua

    Collega un autore o un testo di civiltà studiato (per esempio un romanzo o un articolo sulla rivoluzione industriale) e prepara 3-4 frasi-chiave per esporlo con connettivi.

  3. 03Individua i collegamenti

    Traccia almeno due ponti verso altre discipline (Storia: la rivoluzione industriale; Filosofia o Scienze umane: le conseguenze sociali) da nominare esplicitamente in lingua.

  4. 04Predisponi la gestione dell'interazione

    Prepara una formula per riprendere la parola e una per chiedere una riformulazione, così da sostenere lo scambio quando la commissione ti pone una domanda.

Risultato: Si ottiene non un testo da recitare, ma una mappa esponibile e adattabile: un nodo tematico, un contenuto di lingua, due collegamenti pluridisciplinari e strategie di interazione pronte — esattamente ciò che la griglia del colloquio premia.

Obiettivo Maturità

  • Il colloquio è pluridisciplinare e premia i COLLEGAMENTI: per la seconda lingua prepara mappe che colleghino autori, temi e contenuti CLIL ad altre discipline, perché esporre isolatamente un argomento vale meno che inserirlo in una rete.
  • Per la lingua straniera la padronanza espressiva (lessico specifico, chiarezza, correttezza) è l'indicatore più sensibile: cura un repertorio lessicale tematico e l'uso dei connettivi, perché è lì che il parlato in lingua fa la differenza sulla griglia.

Errori frequenti

  • Preparare il colloquio imparando a memoria testi in lingua: la commissione interagisce e cambia direzione, e un testo memorizzato crolla alla prima domanda imprevista, mostrando proprio l'assenza di vera competenza interattiva.
  • Trascurare i collegamenti pluridisciplinari ed esporre la lingua come un compartimento isolato: il colloquio valuta la capacità di mettere in relazione le discipline, perciò un'esposizione monodisciplinare, per quanto corretta, resta incompleta.

Approfondimento

L'esposizione al colloquio è, in termini tecnici, un banco di prova della «competenza discorsiva»: la capacità di costruire un testo orale esteso, organizzato e adeguato alla situazione formale. Tre accorgimenti la rendono solida. Primo, un repertorio di formule accademico-orali per ciascuna mossa: aprire («vorrei partire da…»), collegare («questo si ricollega a…», «per contrasto…»), esemplificare, riformulare («in altre parole…»), concludere. Averle automatizzate consente di concentrare l'attenzione sui contenuti e di non spezzare il discorso. Secondo, una tecnica per gestire le domande impreviste: prendere tempo con una formula-ponte («è una domanda interessante; direi che…»), chiedere garbatamente una riformulazione se non si è capito, attenuare quando non si è sicuri («se non sbaglio…», «per quanto ne so…») invece di tacere. Terzo, il passaggio dallo scritto all'orale: non si impara a memoria l'analisi scritta, ma la si riduce a una scaletta di parole-chiave e nodi di collegamento, perché un testo memorizzato crolla alla prima domanda che devia dal copione, mentre una mappa si adatta. Quanto al registro, il colloquio richiede un tono formale ma naturale, rivolto alla commissione. Va infine ribadito con onestà che il peso esatto delle prove nel voto in centesimi è fissato di anno in anno dall'ordinanza ministeriale e va verificato su quella vigente: ciò che non cambia è che la resa in lingua incide soprattutto sull'indicatore di padronanza espressiva, dove contenuti solidi, collegamenti consapevoli e un parlato chiaro e corretto fanno la differenza.

Ripasso attivo

Simula l'avvio di un colloquio: ricevi come spunto un'immagine (per esempio una fotografia di una città industriale). In due minuti, in lingua, parti dall'immagine, esponi un contenuto di civiltà o letteratura collegato, proponi UN collegamento con un'altra disciplina e concludi. Poi fatti porre una domanda di approfondimento e rispondi in modo pertinente, mostrando interazione.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Funzioni della produzione orale: descrivere, esporre, argomentare◐
    • 02Strategie di interazione e gestione della conversazione◐
    • 03Coesione, coerenza, fluenza e correttezza del parlato●
    • 04L'esposizione orale nel colloquio dell'Esame di Stato●

0/4 Letti

Dagli appunti all'allenamento

Produzione orale e interazione

Consolida questo argomento con domande dalla banca dati.

~22
min
3
Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

Argomento precedente

Comprensione scritta (lettura)

Argomento successivo

Produzione scritta

EuraStudy·Appunti T·03·MMXXVI

Continua con l'argomento successivo: il percorso viene conservato.