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Teatro: Plauto e Terenzio

Il teatro latino arcaico nasce dall'incontro fra la cultura romana e i modelli della Commedia Nuova greca, dando vita alla fabula palliata. Plauto e Terenzio ne sono i due grandi protagonisti: il primo punta sul comico travolgente, sui tipi fissi e sulla parola che esplode in giochi verbali e metateatro; il secondo affina la commedia in chiave problematica, introducendo la riflessione morale e il valore dell'humanitas. Questo appunto ricostruisce origini, generi e contesto della rappresentazione, analizza le due drammaturgie e ne propone un confronto sistematico in vista del colloquio dell'Esame di Stato.

4 sezioni·~21 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0777 / 16
Profilo d’esame
Analizzare testi teatrali individuandone struttura, personaggi e tecniche comicheCollocare Plauto e Terenzio nel contesto storico-culturale dell'eta repubblicanaCogliere l'evoluzione della commedia e i temi dell'humanitas
Operatori:analizzaspiegadescriviconfrontaclassificaillustrainterpretacommentacontestualizza

livello base

Si richiede di collocare correttamente Plauto e Terenzio nel tempo, di riconoscere la struttura della palliata, i tipi fissi e le principali tecniche comiche, e di esporre i temi fondamentali (il comico plautino, l'humanitas terenziana) commentando brani in traduzione.

livello avanzato

L'indirizzo classico aggiunge l'analisi linguistica e metrica sul testo latino (cantica e diverbia, polimetria plautina contro la misura terenziana), il confronto puntuale con i modelli menandrei e l'uso dei prologhi terenziani come documento di poetica.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Teatro: Plauto e Terenzio
    • 01Il teatro a Roma: generi e contesto della rappresentazione○
    • 02Plauto: opere, comico e lingua◐
    • 03Terenzio: humanitas e stile◐
    • 04Confronto fra Plauto e Terenzio e fortuna del teatro latino●
§ 01

Il teatro a Roma: generi e contesto della rappresentazione#

●○○BaseLPOSA-latino-storia-letteratura-teatro

I generi del teatro latino arcaico

I generi del teatroDiagramma ad albero, 5 percorsi, Dati: Commedia → Palliata (soggetto greco); Commedia → Togata (romana); Commedia → Atellana, Mimo; Tragedia → Cothurnata (greca); Tragedia → Praetexta (romana)CommediaTragediaTeatro latino arcaicoPalliata (soggetto greco)Togata (romana)Atellana, MimoCothurnata (greca)Praetexta (romana)
Fig. 1La palliata (soggetto greco, dalla Commedia Nuova) è il genere di Plauto e Terenzio. Struttura della palliata: prologo + atti, con diverbia (parlati) e cantica (cantati).

Punti chiave

Il teatro a Roma e un fenomeno insieme rituale, civile e spettacolare: le rappresentazioni si tengono in occasione dei ludi (giochi pubblici come i Ludi Romani, Megalenses, Plebeii), entro feste religiose finanziate dallo Stato e organizzate dai magistrati. Non esiste, in eta arcaica, un teatro stabile in muratura (il primo, il teatro di Pompeo, e del 55 a.C.): si recita su palchi di legno provvisori, all'aperto, davanti a un pubblico eterogeneo e rumoroso, condizione che spiega molte scelte dei commediografi.
I generi del teatro latino si distinguono per origine e ambientazione. La fabula palliata e la commedia di argomento e ambientazione greca (dal pallium, il mantello greco), derivata dalla Commedia Nuova: e il genere di Plauto e Terenzio. La fabula togata e invece la commedia di ambiente romano (dalla toga). Sul versante comico popolare e italico stanno l'atellana, farsa con maschere fisse di origine osca (Maccus, Bucco, Pappus, Dossennus), e il mimo, spettacolo realistico e spesso licenzioso. Per la tragedia si distinguono la cothurnata (di soggetto greco) e la praetexta (di soggetto romano).
La palliata e una commedia di intreccio e di ambientazione greca convenzionale: l'azione si svolge in genere su una strada cittadina, davanti a due o tre case (la scaena con le porte), e ruota attorno a equivoci, agnizioni, beffe e contrasti generazionali. Il modello e la Commedia Nuova greca (Menandro, Difilo, Filemone), che aveva abbandonato la satira politica della Commedia Antica di Aristofane per concentrarsi sui caratteri privati e sui rapporti familiari.
La struttura della rappresentazione segue uno schema riconoscibile: un prologo (espositivo in Plauto, polemico e di poetica in Terenzio) introduce l'antefatto; seguono gli atti, alternati da parti recitate (i diverbia, dialoghi in senari giambici, senza accompagnamento musicale) e parti cantate o accompagnate dal flauto (i cantica, in metri lirici e vivaci). Questa alternanza, molto sviluppata in Plauto, avvicina la palliata a una forma di teatro semi-musicale. La compagnia (grex), guidata da un capocomico (dominus gregis come Ambivio Turpione per Terenzio), era formata da soli attori uomini, spesso schiavi o liberti.
Esempio svolto

Riconoscere il genere a partire dagli indizi testuali

Un brano teatrale latino e ambientato su una strada di Atene, davanti alle case di due cittadini; vi compaiono un giovane innamorato, un servo astuto e un vecchio avaro; il testo alterna dialoghi in senari giambici a parti in metri lirici accompagnate dal flauto. A quale genere appartiene? Giustifica la risposta con almeno tre elementi.

  1. 01Esamina l'ambientazione

    L'azione si svolge in Grecia (Atene), su una strada cittadina davanti a piu case: e l'ambientazione greca convenzionale, indizio di palliata e non di togata (romana).

  2. 02Esamina i personaggi

    Giovane innamorato (adulescens), servo astuto (servus callidus) e vecchio avaro (senex) sono tipi fissi della Commedia Nuova e della palliata che da essa deriva.

  3. 03Esamina la forma metrica

    L'alternanza di diverbia (senari giambici, parlati) e cantica (metri lirici accompagnati dal flauto) e la struttura tipica della commedia palliata, particolarmente sviluppata in Plauto.

Risultato: Il brano e una fabula palliata: lo provano l'ambientazione greca, i tipi fissi della Commedia Nuova e l'alternanza di diverbia e cantica.

Obiettivo Maturità

  • Saper definire con precisione la fabula palliata (commedia di soggetto e ambientazione greca, derivata dalla Commedia Nuova) e distinguerla da togata, atellana, mimo e dai due tipi di tragedia: e una richiesta tipica del colloquio.
  • Conoscere il contesto materiale della rappresentazione (ludi, palchi provvisori, assenza di teatro stabile fino al 55 a.C., pubblico vario) e saperne dedurre le conseguenze sullo stile comico, soprattutto plautino.

Errori frequenti

  • Confondere la Commedia Nuova (Menandro, modello della palliata: caratteri privati, intrecci familiari) con la Commedia Antica (Aristofane: satira politica): la palliata deriva dalla NUOVA.
  • Credere che i Romani avessero teatri stabili in pietra gia ai tempi di Plauto: il primo teatro permanente e quello di Pompeo del 55 a.C., dopo la morte di entrambi i commediografi.

Approfondimento

Le condizioni materiali della rappresentazione spiegano molte scelte drammaturgiche, soprattutto plautine, e vanno tenute presenti nell'analisi. A Roma il teatro e un fenomeno rituale, civile e spettacolare insieme: si recita in occasione dei «ludi» (Romani, Megalenses, Plebeii), feste religiose finanziate dallo Stato e organizzate dai magistrati, su palchi di legno provvisori, all'aperto, davanti a un pubblico eterogeneo e rumoroso — non esiste un teatro stabile in muratura fino al teatro di Pompeo (55 a.C.), posteriore alla morte dei due commediografi. Un pubblico distratto e variegato, che va conquistato e trattenuto, favorisce il comico immediato, i lazzi, la parola che esplode, l'ampliamento delle parti cantate. La struttura della «palliata» — commedia di argomento e ambientazione greca, dal «pallium», derivata dalla Commedia Nuova di Menandro, Difilo e Filemone — segue uno schema riconoscibile: il prologo (espositivo in Plauto, polemico e programmatico in Terenzio) introduce l'antefatto; gli atti alternano «diverbia», dialoghi recitati in senari giambici senza musica, e «cantica», parti cantate o accompagnate dal flauto, in metri lirici vivaci. Questa alternanza, molto sviluppata in Plauto, avvicina la palliata a un teatro semi-musicale. La compagnia (grex), guidata da un capocomico (dominus gregis, come Ambivio Turpione per Terenzio), e formata da soli attori uomini, spesso schiavi o liberti. Distinguere la palliata dagli altri generi — la «togata» di ambiente romano, l'«atellana» con le maschere osche, il «mimo» realistico, la tragedia «cothurnata» (soggetto greco) e «praetexta» (soggetto romano) — e la premessa di ogni analisi.

Ripasso attivo

Spiega in un paragrafo argomentativo che cos'e la fabula palliata, indicandone l'origine, l'ambientazione e gli elementi strutturali (prologo, diverbia, cantica); poi distinguila da almeno altri due generi teatrali latini, motivando la differenza.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Plauto: opere, comico e lingua#

●●○StandardLPOSA-latino-storia-letteratura-teatro

I tipi fissi della palliata plautina

I tipi fissi della palliataGrafo, Servus callidus → Senex (vecchio), Servus callidus → Adulescens, Servus callidus → Miles gloriosus, Servus callidus → Meretrix / leno, Servus callidus → ParassitaServus callidusSenex (vecchio)AdulescensMiles gloriosusMeretrix / lenoParassita
Fig. 2Il servo astuto (servus callidus) è il regista dell'inganno e il motore dell'intreccio, attorno a cui ruotano i tipi fissi della palliata plautina.

Punti chiave

Tito Maccio Plauto (circa 250-184 a.C.), originario di Sarsina in Umbria, e il primo autore latino di cui ci sia giunto un corpus consistente: il canone varroniano gli attribuisce con certezza ventun commedie (le fabulae Varronianae), tra cui Aulularia, Miles gloriosus, Menaechmi, Pseudolus, Amphitruo, Mostellaria, Bacchides, Rudens. La sua produzione si colloca nel pieno dell'eta repubblicana, tra la fine della seconda guerra punica e i primi decenni del II secolo a.C.
Il comico plautino e potente, fisico e travolgente: poggia sull'intreccio (equivoci, scambi di persona, beffe ordite ai danni di vecchi e lenoni), sul rovesciamento dei rapporti (il servo che comanda il padrone), sulla comicita di situazione e di parola. Il personaggio-chiave e il servus callidus, il servo astuto e regista dell'inganno (Pseudolus, Crisalo, Tossilo): vero deus ex machina dell'intreccio, parla di se in termini eroici e militari, ribaltando comicamente la gerarchia sociale. Plauto non mira alla riflessione morale ma al riso liberatorio.
Plauto costruisce i suoi personaggi sui tipi fissi della palliata: il senex (vecchio, spesso avaro o innamorato ridicolo), l'adulescens (giovane innamorato e squattrinato), la meretrix (cortigiana, talora avida talora generosa), il leno (lenone), il miles gloriosus (soldato fanfarone e vanaglorioso, come Pirgopolinice), il parassita (adulatore famelico), la matrona, la virgo (la fanciulla, spesso oggetto del desiderio). Su questi tipi Plauto innesta variazioni e caricature.
Tratto distintivo e la lingua: ricca, inventiva, plurilinguistica, piena di neologismi, diminutivi, composti comici, grecismi, allitterazioni, giochi di parole e doppi sensi. A cio si aggiunge la metateatralita: i personaggi si rivolgono al pubblico, commentano di essere in una commedia, alludono alla finzione scenica (il servo Pseudolo che si vanta di essere un poeta, l'autocoscienza dell'inganno come opera d'arte). Plauto pratica inoltre la contaminatio (la fusione di piu modelli greci in una sola commedia) e amplia enormemente la parte cantata (cantica), tanto che alcune sue opere si avvicinano a un teatro quasi musicale.
Esempio svolto

Commento guidato di un personaggio plautino (il miles gloriosus)

Pirgopolinice, protagonista del Miles gloriosus, si vanta di stragi immani e di donne innamorate di lui, mentre il parassita Artotrogo finge di confermarne le gesta. Commenta il passo individuando il tipo fisso, la tecnica comica e il significato della scena.

  1. 01Individua il tipo fisso

    Pirgopolinice e il miles gloriosus, il soldato fanfarone e vanaglorioso: tipo fisso della palliata che incarna la spacconeria e la stupidita presuntuosa.

  2. 02Analizza la tecnica comica

    Il comico nasce dal contrasto fra le vanterie iperboliche del soldato e l'adulazione interessata del parassita Artotrogo, che asseconda il padrone solo per mangiare a sue spese: e comicita di carattere e di parola, costruita sull'ironia.

  3. 03Interpreta il significato

    La scena smaschera, attraverso la caricatura, la vanita e l'autoinganno: il pubblico ride della distanza fra il millantato eroismo e la reale meschinita del personaggio, destinato a essere beffato nel corso della commedia.

Risultato: Il passo e un ritratto comico del miles gloriosus: la vanteria iperbolica e l'adulazione del parassita generano un riso che denuncia la vanita del soldato, preparandone la beffa finale.

Obiettivo Maturità

  • Saper analizzare un tipo fisso (in particolare il servus callidus) come motore dell'intreccio e segno del rovesciamento comico dei ruoli sociali: ricorre spesso nell'analisi del testo plautino.
  • Riconoscere e definire i tratti tecnici plautini: comicita di situazione e di parola, metateatro, contaminatio, sviluppo dei cantica, lingua inventiva. Sono richiesti con esempi.

Errori frequenti

  • Attribuire a Plauto un intento moralistico o pedagogico: in Plauto prevale il comico fine a se stesso e il riso, non la riflessione etica (che e invece terenziana).
  • Confondere la contaminatio (fusione di piu modelli greci in una commedia) con una semplice traduzione o con il plagio: e una tecnica compositiva creativa, non una copia.

Approfondimento

Il servus callidus, il servo astuto regista dell'inganno (Pseudolo, Crisalo, Tossilo), non e solo un tipo comico ma il perno ideologico della commedia plautina, perche incarna il rovesciamento carnevalesco dei rapporti sociali: lo schiavo comanda il padrone, ordisce le beffe, parla di se in termini eroici e militari — si paragona a un generale, a un poeta, a un architetto dell'intrigo — realizzando sulla scena quel «mondo alla rovescia» che il pubblico romano poteva godere solo nella finzione teatrale, come nella licenza dei Saturnali. A questo si lega la metateatralita, tratto distintivo di Plauto: i personaggi si rivolgono al pubblico, dichiarano di essere in una commedia, commentano la finzione scenica, e il servo esibisce il proprio inganno come un'opera d'arte, facendo del teatro il tema del teatro. La lingua e l'altro grande strumento del comico: ricca, inventiva, plurilinguistica, satura di neologismi, diminutivi affettivi e ingiuriosi, composti comici, grecismi, allitterazioni, giochi di parole e doppi sensi; e una lingua che «esplode» e diverte per se stessa. Sul piano compositivo Plauto pratica la «contaminatio», cioe la fusione di piu modelli greci in una sola commedia — tecnica creativa, non plagio — e amplia enormemente i «cantica», tanto che alcune opere si avvicinano a una forma quasi musicale. Su tutto domina una finalita precisa: non la riflessione morale, ma il riso liberatorio. E questo il tratto che, all'analisi, va tenuto fermo per non attribuire a Plauto l'intento pedagogico che sara invece di Terenzio.

Ripasso attivo

Analizza la figura del servus callidus nella commedia plautina: spiega quale funzione ha nell'intreccio, come ribalta i rapporti sociali e con quali mezzi linguistici e scenici (compresa la metateatralita) Plauto lo caratterizza. Sostieni l'analisi con riferimenti ad almeno una commedia.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Terenzio: humanitas e stile#

●●○StandardLPOSA-latino-storia-letteratura-teatro

Il prologo: Plauto contro Terenzio

Il prologo della palliataTabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Prologo · Plauto · Terenzio; Tipo · espositivo · polemico; Antefatto · anticipato · assente; Effetto · pubblico sa tutto · suspense; Cifra · riso, comico · humanitasPROLOGOPLAUTOTERENZIOTipoespositivopolemicoAntefattoanticipatoassenteEffettopubblico sa tuttosuspenseCifrariso, comicohumanitas
Fig. 3Stesso genere (palliata), funzione opposta del prologo: in Plauto è espositivo (anticipa l'antefatto, il pubblico sa tutto: il riso nasce dalla situazione, comico travolgente); in Terenzio è polemico, difesa di poetica (nessun antefatto, suspense, humanitas, patetico).

Punti chiave

Publio Terenzio Afro (circa 195/185-159 a.C.), di origine africana e giunto a Roma forse come schiavo poi affrancato, fu legato all'ambiente colto del cosiddetto circolo degli Scipioni. Di lui ci sono giunte integralmente sei commedie, tutte palliate: Andria, Hecyra, Heautontimorumenos, Eunuchus, Phormio, Adelphoe. La sua e una produzione breve ma raffinata, modellata soprattutto su Menandro, di cui Terenzio fu detto dimidiatus Menander (mezzo Menandro) da Cesare.
Il tratto piu celebre di Terenzio e l'humanitas: l'attenzione ai sentimenti, alla psicologia e alla dignita di ogni essere umano, compresi gli schiavi e gli stranieri. Emblematico il verso dell'Heautontimorumenos: Homo sum, humani nihil a me alienum puto (sono un uomo, nulla di cio che e umano ritengo a me estraneo). Le commedie terenziane mettono al centro la riflessione morale, soprattutto il rapporto educativo fra padri e figli: negli Adelphoe il confronto fra il severo Demea e l'indulgente Micione propone, senza risposte semplicistiche, il problema di quale sia il metodo educativo migliore.
Terenzio modifica profondamente la struttura della commedia. Abbandona il prologo espositivo (che anticipava l'antefatto) e usa il prologo come spazio di polemica letteraria e di poetica: vi risponde alle accuse degli avversari (in particolare di Luscio Lanuvino) di contaminatio e di furtum (plagio), rivendicando il diritto di rielaborare i modelli greci. La rinuncia al prologo informativo crea la suspense: lo spettatore scopre l'antefatto man mano, come i personaggi.
Lo stile terenziano e sobrio, elegante, vicino al sermo cotidianus colto: la lingua e misurata, priva degli eccessi verbali plautini, i caratteri sono sfumati e coerenti, i cantica sono ridotti a vantaggio dei diverbia. Il suo latino, limpido e urbano, divenne un modello scolastico gia nell'antichita. Terenzio rinuncia al comico fragoroso di Plauto per una commedia piu meditativa e patetica, talvolta poco gradita al pubblico (la Hecyra fall due volte la rappresentazione prima di riuscire), ma destinata a enorme fortuna nella tradizione successiva.
Esempio svolto

Analisi guidata di una sententia terenziana

Commenta il verso terenziano Homo sum, humani nihil a me alienum puto (Heautontimorumenos), spiegandone il senso letterale, il contesto e il valore culturale.

  1. 01Traduci e analizza il senso letterale

    Homo sum = sono un uomo; humani nihil = nulla di cio che e umano (genitivo neutro sostantivato); a me alienum puto = ritengo a me estraneo. Resa: sono un uomo: nulla di cio che e umano ritengo a me estraneo.

  2. 02Colloca il verso nel contesto

    La battuta e pronunciata dal vecchio Cremete, che giustifica cosi il proprio interessarsi alle vicende del vicino Menedemo: e l'uomo che si riconosce solidale con ogni altro uomo.

  3. 03Interpreta il valore culturale

    Il verso diventa la formula stessa dell'humanitas: la convinzione che la condizione umana sia comune e degna di attenzione in ogni individuo. Riflette l'apertura cosmopolita della cultura ellenistica e del circolo scipionico, e avra immensa fortuna nei secoli.

Risultato: Il verso esprime in forma di sententia il nucleo dell'humanitas terenziana: la solidarieta e la comprensione fra gli uomini fondate sulla comune natura umana.

Obiettivo Maturità

  • Saper spiegare il concetto di humanitas con riferimento al verso Homo sum, humani nihil a me alienum puto e al tema educativo degli Adelphoe: e uno dei nuclei piu richiesti.
  • Conoscere la funzione del prologo terenziano (polemica letteraria e di poetica, non piu esposizione dell'antefatto) e saper discutere la questione della contaminatio e del rapporto con Menandro.

Errori frequenti

  • Attribuire a Terenzio i prologhi espositivi: in Terenzio il prologo e polemico-programmatico; l'antefatto si scopre durante l'azione, generando suspense.
  • Ridurre l'humanitas a generico buonismo: e una concezione precisa della dignita e della comprensione dell'uomo, radicata nella cultura ellenistica e nel circolo scipionico.

Approfondimento

L'originalita di Terenzio si misura su due innovazioni che vanno colte con precisione. La prima e la trasformazione del prologo: Terenzio abbandona il prologo espositivo, che in Plauto anticipava l'antefatto, e lo usa come spazio di polemica letteraria e di poetica. Vi risponde alle accuse degli avversari — in particolare del rivale Luscio Lanuvino — di «contaminatio» (la fusione di piu modelli greci) e di «furtum» (il plagio di commedie gia utilizzate), rivendicando il diritto di rielaborare liberamente i modelli. La rinuncia al prologo informativo ha una conseguenza drammaturgica precisa: crea la suspense, perche lo spettatore scopre l'antefatto man mano, come i personaggi. La seconda innovazione e l'humanitas, l'attenzione ai sentimenti, alla psicologia e alla dignita di ogni essere umano, compresi gli schiavi e gli stranieri, sintetizzata nel celebre verso dell'Heautontimorumenos «Homo sum, humani nihil a me alienum puto» — concezione radicata nella cultura ellenistica e nel circolo scipionico, non generico buonismo. Da qui la centralita della riflessione morale, soprattutto sul rapporto educativo fra padri e figli: negli «Adelphoe» il confronto fra il severo Demea e l'indulgente Micione pone, senza risposte semplicistiche, il problema di quale sia il metodo educativo migliore. Coerente e lo stile: sobrio, elegante, vicino al «sermo cotidianus» colto, con caratteri sfumati e verosimili, «cantica» ridotti a vantaggio dei «diverbia». Un latino limpido e urbano, gia modello scolastico nell'antichita, che Cesare condenso nella definizione di Terenzio «dimidiatus Menander», mezzo Menandro.

Ripasso attivo

A partire dal verso Homo sum, humani nihil a me alienum puto, illustra il concetto di humanitas in Terenzio e mostra come esso emerga dal trattamento dei personaggi e dei temi (in particolare il rapporto fra padri e figli negli Adelphoe), distinguendo l'approccio terenziano da quello plautino.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Confronto fra Plauto e Terenzio e fortuna del teatro latino#

●●●ApprofondimentoLPOSA-latino-storia-letteratura-teatro

Plauto e Terenzio a confronto per assi

Plauto e Terenzio a confrontoTabella con 3 colonne e 7 righe, Dati: Asse · Plauto · Terenzio; Finalità · riso, svago · riflessione morale; Pubblico · largo, popolare · ristretto, colto; Comico · travolgente · patetico, sfumato; Personaggi · caricatura · verosimili; Lingua · esuberante · sobria, urbana; Prologo · espositivo · polemico; Cifra · metateatro · humanitas, cella evidenziata: humanitasASSEPLAUTOTERENZIOFinalitàriso, svagoriflessione moralePubblicolargo, popolareristretto, coltoComicotravolgentepatetico, sfumatoPersonaggicaricaturaverosimiliLinguaesuberantesobria, urbanaPrologoespositivopolemicoCiframetateatrohumanitas
Fig. 4Stesso genere (palliata), due idee di commedia. La cifra di Terenzio è l'humanitas. Fortuna: Shakespeare, Molière, l'Umanesimo.

Punti chiave

Plauto e Terenzio condividono il genere (la fabula palliata di derivazione menandrea) e molti elementi strutturali (ambientazione greca, tipi fissi, intrecci di equivoci e agnizioni), ma rappresentano due idee opposte di commedia. Il confronto si organizza meglio per assi: pubblico e finalita, comico, personaggi, lingua e stile, struttura del prologo, rapporto con i modelli.
Quanto a finalita e pubblico, Plauto scrive per un pubblico largo e popolare e punta al riso liberatorio, senza intenti morali; Terenzio si rivolge a un pubblico piu ristretto e colto e mira alla riflessione etica e psicologica. Sul piano del comico, Plauto predilige il comico travolgente di situazione e di parola, la beffa, l'iperbole; Terenzio attenua il riso a favore del patetico e della delicatezza, talora a rischio dell'insuccesso (la Hecyra fall due volte la rappresentazione).
Quanto a personaggi e lingua, Plauto esaspera i tipi fissi fino alla caricatura (il servo astuto, il soldato fanfarone) e usa una lingua esuberante, plurilinguistica, ricca di neologismi e giochi verbali, con ampio sviluppo dei cantica e frequente metateatro e contaminatio; Terenzio sfuma i caratteri rendendoli piu verosimili e coerenti, adotta una lingua sobria ed elegante vicina al sermo urbanus, riduce i cantica e trasforma il prologo da espositivo a polemico-programmatico, pur praticando anch'egli la contaminatio.
La fortuna dei due commediografi e duratura ma diversa. Plauto fu riscoperto e amato nel Rinascimento, ispirando la commedia europea: i Menaechmi sono fonte della Comedy of Errors di Shakespeare, l'Aulularia dell'Avare di Moliere; il suo influsso arriva alla commedia dell'arte. Terenzio, gia modello scolastico nell'antichita per la purezza della lingua, fu autore di riferimento per l'educazione retorica e morale lungo il Medioevo e l'eta moderna, e l'humanitas terenziana divenne una parola d'ordine dell'Umanesimo. Insieme, i due fondano la tradizione della commedia occidentale.
Esempio svolto

Costruire un paragrafo di confronto per il colloquio

Imposta un confronto fra il comico di Plauto e quello di Terenzio, in vista di una risposta orale all'Esame di Stato: individua il criterio, applicalo ai due autori e ricava una conclusione.

  1. 01Scegli e dichiara il criterio

    Il criterio del confronto e il tipo di comico e la sua finalita: si tratta di stabilire se la commedia miri al riso o alla riflessione.

  2. 02Applica il criterio a Plauto

    In Plauto domina il comico di situazione e di parola: equivoci, beffe, iperboli, giochi verbali e metateatro, con il servus callidus regista dell'inganno. Il fine e il riso liberatorio, senza intento morale.

  3. 03Applica il criterio a Terenzio

    In Terenzio il riso si attenua in favore del patetico e della delicatezza: i caratteri sono sfumati e verosimili, la lingua sobria, l'attenzione si sposta sui sentimenti e sul problema educativo (Adelphoe), nel segno dell'humanitas.

  4. 04Trai la conclusione

    Pur nello stesso genere (la palliata), i due autori incarnano due idee opposte di commedia: Plauto la commedia del riso, Terenzio la commedia della riflessione morale.

Risultato: Il confronto mostra che, dentro un unico genere, Plauto realizza una commedia del riso travolgente e Terenzio una commedia meditativa e patetica improntata all'humanitas.

Obiettivo Maturità

  • Saper costruire un confronto ordinato Plauto/Terenzio per assi (finalita, comico, personaggi, lingua, prologo, rapporto coi modelli): e una richiesta classica del colloquio dell'Esame di Stato.
  • Conoscere almeno un esempio concreto di fortuna (Menaechmi - Shakespeare, Aulularia - Moliere; humanitas terenziana e Umanesimo) per documentare l'eredita del teatro latino.

Errori frequenti

  • Presentare Plauto e Terenzio come appartenenti a generi diversi: scrivono entrambi palliate; la differenza e di stile, finalita e tecnica, non di genere.
  • Affermare che Terenzio non praticasse la contaminatio: la praticava e la rivendicava nei prologhi; la accusa degli avversari era proprio quella di averla usata.

Approfondimento

Il confronto Plauto/Terenzio va costruito per assi, perche entrambi scrivono «palliate» di derivazione menandrea — la differenza non e di genere ma di stile, finalita e tecnica. Sul pubblico e la finalita: Plauto scrive per un pubblico largo e popolare e punta al riso liberatorio senza intenti morali; Terenzio si rivolge a un pubblico piu ristretto e colto e mira alla riflessione etica e psicologica. Sul comico: Plauto predilige il travolgente comico di situazione e di parola, la beffa, l'iperbole; Terenzio attenua il riso a favore del patetico, talora a rischio dell'insuccesso (l'«Hecyra» falli due volte la rappresentazione). Sui personaggi e la lingua: Plauto esaspera i tipi fissi fino alla caricatura e usa una lingua esuberante, con ampi «cantica», metateatro e contaminatio; Terenzio sfuma i caratteri rendendoli verosimili, adotta una lingua sobria vicina al «sermo urbanus», riduce i «cantica» e trasforma il prologo da espositivo a polemico. La fortuna e duratura ma diversa. Plauto, riscoperto e amato nel Rinascimento, ispira la commedia europea: i «Menaechmi» sono fonte della «Comedy of Errors» di Shakespeare, l'«Aulularia» dell'«Avare» di Moliere, il «Miles gloriosus» alimenta la tradizione del soldato fanfarone e la commedia dell'arte. Terenzio, gia modello scolastico nell'antichita per la purezza della lingua, fu autore di riferimento per l'educazione retorica e morale nel Medioevo (lo imito la monaca Rosvita di Gandersheim) e la sua «humanitas» divenne parola d'ordine dell'Umanesimo. Insieme, i due fondano la tradizione della commedia occidentale.

Ripasso attivo

Costruisci un confronto argomentato fra Plauto e Terenzio, articolato per almeno quattro assi (finalita e pubblico, tipo di comico, personaggi, lingua e stile), e concludi con un cenno alla diversa fortuna dei due autori nella tradizione occidentale.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Il teatro a Roma: generi e contesto della rappresentazione○
    • 02Plauto: opere, comico e lingua◐
    • 03Terenzio: humanitas e stile◐
    • 04Confronto fra Plauto e Terenzio e fortuna del teatro latino●

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Teatro: Plauto e Terenzio

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione

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