EuraStudy
La sintassi dei casi studia le funzioni logico-sintattiche che il latino affida ai sei casi della flessione nominale — nominativo, vocativo, accusativo, genitivo, dativo e ablativo — andando oltre l'analisi morfologica per spiegare come ogni caso esprima, da solo o con preposizione, i rapporti tra le parole nella frase. Conoscere i costrutti notevoli (doppio nominativo e doppio accusativo, dativo di possesso, genitivo di stima, i numerosi valori dell'ablativo, il locativo) e le reggenze particolari di certi verbi è la chiave per una traduzione consapevole e non meccanica. Questo appunto, interamente dentro le Indicazioni Nazionali per i Licei, è materia valutabile sia alla seconda prova (versione, per il Liceo Classico) sia al colloquio dell'Esame di Stato.
5 sezioni~26 min di lettura3 competenzeLivello Standard 3 · Approfondimento 2Verificato · 07/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali si richiede il riconoscimento sicuro delle funzioni fondamentali di ciascun caso e dei costrutti notevoli più frequenti, applicati alla comprensione e alla resa di testi di prosa.
livello avanzato
Al Liceo Classico, dove la versione è oggetto di seconda prova, si richiede in più la padronanza fine delle reggenze particolari e dei valori meno comuni dell'ablativo su testi d'autore di crescente complessità, anche poetici.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard
I costrutti del doppio nominativo e del doppio accusativo
Analizza i casi e traduci: « Cives Ciceronem consulem creaverunt; deinde Cicero pater patriae appellatus est ».
creaverunt è un verbo elettivo attivo; appellatus est è un verbo appellativo al passivo. Determinano la presenza di complementi predicativi.
Cives è nominativo soggetto; Ciceronem è accusativo oggetto; consulem è accusativo, complemento predicativo dell'oggetto retto da creaverunt (doppio accusativo).
Cicero è nominativo soggetto; pater è nominativo, complemento predicativo del soggetto retto dal passivo appellatus est (doppio nominativo); patriae è genitivo di specificazione retto da pater.
Il predicativo dell'oggetto si rende con « come » o direttamente; il doppio nominativo passivo conserva i due nominativi anche in italiano.
Risultato: « I cittadini elessero Cicerone console; in seguito Cicerone fu chiamato padre della patria. »
Errori frequenti
Approfondimento
Il nodo piu delicato del nominativo e la costruzione personale dei «verba dicendi» e «iubendi» al passivo. Con «dicor, feror, putor, iubeor, vetor» il latino preferisce la costruzione personale, in cui il soggetto logico dell'infinitiva diventa soggetto nominativo del verbo reggente: «Cicero consul creatus esse dicitur» significa letteralmente «Cicerone e detto essere stato eletto console», ma l'italiano scioglie con l'impersonale «si dice che Cicerone...». Il caso di «videor» e analogo: «beatus esse videtur» = «sembra essere felice / pare che sia felice», dove «videor» significa «sembro», non «sono visto». Solo alcuni verbi (come «traditur», «nuntiatur») ammettono anche la costruzione impersonale con l'infinitiva. Sul versante dell'accusativo, il costrutto notevole e il doppio accusativo, che nel passaggio all'attivo-passivo mostra la sua logica: i verbi appellativi ed elettivi attivi reggono oggetto + predicativo dell'oggetto («Romani Numam regem creaverunt»), ma al passivo entrambi gli accusativi diventano nominativi, il soggetto e il predicativo del soggetto («Numa rex creatus est»). Diverso il doppio accusativo di persona e cosa dei verbi del chiedere e dell'insegnare («rogo te sententiam», «doceo pueros grammaticam»), che al passivo conserva l'accusativo della cosa. Vanno infine ricordati l'accusativo di relazione o «alla greca» («nudus membra», nudo quanto alle membra), calco poetico dal greco, e l'accusativo esclamativo («me miserum!»).
Ripasso attivo
Analizza la funzione sintattica di ogni nome al caso nominativo o accusativo nella frase « Cives Ciceronem consulem creaverunt et patrem patriae appellaverunt », poi traduci in italiano corretto.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I principali valori del genitivo e del dativo
Analizza i casi e traduci: « Consuli erat magna auctoritas, nam fortis viri est patriam defendere ».
erat è il verbo sum; magna auctoritas è al nominativo (soggetto grammaticale = cosa posseduta); Consuli è al dativo (possessore): è un dativo di possesso.
Il possessore al dativo diventa soggetto del verbo « avere »: « il console aveva grande autorevolezza ».
est è copulativo impersonale; fortis viri è genitivo di pertinenza retto da est; patriam defendere è l'infinito soggetto reale.
« est + genitivo » si rende con « è proprio di / è dovere di »: « è proprio dell'uomo coraggioso difendere la patria ».
Risultato: « Il console aveva grande autorevolezza, infatti è proprio dell'uomo coraggioso difendere la patria. »
Errori frequenti
Approfondimento
La distinzione fra genitivo soggettivo e genitivo oggettivo e uno dei nodi interpretativi piu valutati, perche la stessa forma ammette due sensi opposti che solo il contesto decide: «amor patris» puo essere «l'amore che il padre prova» (soggettivo) o «l'amore verso il padre» (oggettivo); «metus hostium» «la paura che i nemici provano» o, piu spesso, «la paura dei nemici», cioe verso di essi. Il criterio e trasformare il nome reggente in verbo: se il genitivo ne sarebbe il soggetto, e soggettivo; se ne sarebbe l'oggetto, e oggettivo. Il genitivo di stima («magni, parvi, pluris, minoris aestimare») va distinto dall'ablativo di prezzo («magno, parvo emere»): la stima morale usa il genitivo, il prezzo commerciale l'ablativo. Sul versante del dativo, il costrutto tipico e il dativo di possesso con «sum», che sposta l'accento sull'esistenza del possesso piu che sul possessore: «mihi est liber» («ho un libro») presenta la cosa posseduta come soggetto e il possessore in dativo, e non a caso e frequente proprio quando conta la cosa, non chi la possiede. A esso si lega il dativo d'agente della perifrastica passiva («mihi liber legendus est», il libro deve essere letto da me): non un ablativo con «a/ab», ma un dativo, perche il gerundivo esprime cio che e «da fare per» qualcuno. Il doppio dativo (fine + persona: «hoc mihi curae est», questo mi sta a cuore) completa il quadro delle costruzioni predicative del dativo.
Ripasso attivo
Riconosci la funzione di ogni genitivo e dativo nella frase « Consuli magna copia frumenti erat, sed sapientis est etiam in rebus secundis cavere », poi traduci.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
L'ablativo: tre casi indoeuropei confluiti in uno
Indica la famiglia e il valore di ciascun ablativo, poi traduci: « Milites magna virtute ab hostibus prima luce oppugnati sunt ».
Ablativo senza preposizione che indica il « come »: famiglia strumentale, ablativo di modo (« con grande valore »).
a/ab + ablativo di persona retto da un verbo passivo: famiglia separativa, ablativo d'agente (« dai nemici »).
Ablativo che indica il momento: famiglia locativa, ablativo di tempo determinato (« all'alba »).
Si dispone l'italiano nell'ordine naturale, mantenendo la distinzione tra agente (persona) e modo (circostanza).
Risultato: « I soldati furono assaliti con grande valore dai nemici all'alba. »
Errori frequenti
Approfondimento
La ricchezza dell'ablativo si spiega storicamente: in esso sono confluiti tre casi indoeuropei distinti — l'ablativo propriamente detto (allontanamento), lo strumentale (mezzo) e il locativo (luogo e tempo) — e la prima mossa dell'analisi e sempre chiedersi di quale dei tre e erede il valore in esame. All'ablativo-separativo appartengono l'allontanamento («carere, egere» + ablativo), l'origine, l'agente («a/ab» + ablativo di persona), il paragone («maior fratre», col secondo termine in ablativo quando il primo e in nominativo o accusativo), l'argomento. Allo strumentale appartengono mezzo, modo, causa, compagnia, qualita, limitazione («doctus grammatica»), misura del comparativo («multo maior»); al locativo, lo stato in luogo e il tempo determinato. Due distinzioni sono decisive alla versione. La prima: l'ablativo d'agente (persona che compie, «a militibus») contro l'ablativo di mezzo (cosa con cui, «gladio»); scambiarli significa tradurre una persona come uno strumento. La seconda: l'ablativo di causa efficiente contro quello di modo, che si separano per la presenza o meno di «cum» e per la natura dell'astratto. Il costrutto piu importante che impiega il caso e l'ablativo assoluto, proposizione implicita svincolata dalla reggente, il cui nucleo casuale (sostantivo/pronome + participio in ablativo) prepara lo studio approfondito della sintassi del periodo: gia qui va colta la differenza fra un ablativo strumentale e un ablativo assoluto costruito con un participio.
Ripasso attivo
Per ciascun ablativo della frase « Hostes magna celeritate ab equitibus victi sunt, deinde tertio die ex castris discesserunt » indica la famiglia di appartenenza e il valore preciso, poi traduci.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I complementi di luogo: regola generale e nomi di citta
Indica complemento e caso di ogni espressione di luogo e tempo, poi traduci: « Cicero Romae quattuor annos habitavit, deinde Athenas profectus est ».
Nome di città della I declinazione singolare, stato in luogo senza preposizione: è un locativo (« a Roma »), non un genitivo.
Accusativo che indica per quanto tempo: tempo continuato (« per quattro anni »).
Nome di città (plurale), moto a luogo con accusativo semplice senza preposizione (« ad Atene »).
Si rispetta la differenza tra stato (locativo), durata (accusativo) e moto a luogo (accusativo senza preposizione).
Risultato: « Cicerone abitò a Roma per quattro anni, poi partì alla volta di Atene. »
Errori frequenti
Approfondimento
Il locativo e un caso fossile: nel latino classico e sopravvissuto solo in pochi contesti, e riconoscerlo richiede attenzione perche morfologicamente coincide con il genitivo nella prima e seconda declinazione singolare («Romae, Corinthi») e con l'ablativo altrove («Athenis, Carthagine»). La regola generale dei complementi di luogo — «in» + ablativo per lo stato, «in/ad» + accusativo per il moto a luogo, «a/ab/e/ex/de» + ablativo per il moto da luogo, «per» + accusativo per il moto per luogo — conosce infatti una grande eccezione: con i nomi di citta e di piccola isola e con «domus, rus, humus, bellum, militia» le preposizioni cadono, e lo stato in luogo si esprime con il locativo (o con l'ablativo semplice al plurale e nella terza), il moto a luogo con l'accusativo semplice («Romam»), il moto da luogo con l'ablativo semplice («Roma»). Il pericolo tipico e duplice: mettere la preposizione dove il latino la omette («in Romam» invece di «Romam») e confondere il locativo «Romae» («a Roma», stato in luogo) con un genitivo di specificazione, dato che le due forme sono identiche. Sul versante del tempo, la distinzione decisiva e fra tempo determinato (il momento «quando», ablativo semplice: «prima luce, tertia hora, eo anno») e tempo continuato (la durata «per quanto», di norma accusativo, talora con «per»: «multos annos, per totam noctem»). Chiedersi se la circostanza risponde a «quando?» o a «per quanto tempo?» e il criterio operativo che decide caso e resa.
Ripasso attivo
Per ogni espressione di luogo e di tempo nella frase « Caesar Romae multos annos manserat, deinde prima luce Brundisium profectus est » indica complemento e caso, poi traduci.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I verbi a reggenza particolare, ordinati per caso retto
Indica il caso retto da ciascun verbo e traduci: « Milites imperatori paruerunt et urbe potiti sunt; postea eos crudelitatis paenituit ».
pareo regge il dativo: imperatori è dativo (« obbedirono al comandante »), benché in italiano « obbedire » regga un complemento di termine equivalente.
potior (deponente) regge l'ablativo: urbe è ablativo (« si impadronirono della città »).
paenitet è impersonale: eos è accusativo della persona che prova il sentimento; crudelitatis è genitivo della causa (« si pentirono della crudeltà »).
Si rovescia la struttura impersonale latina nell'italiano personale (« si pentirono »), mantenendo le altre reggenze.
Risultato: « I soldati obbedirono al comandante e si impadronirono della città; in seguito si pentirono della crudeltà. »
Errori frequenti
Approfondimento
Le reggenze particolari non sono capricci da memorizzare, ma la spia di una diversa visione della relazione fra il verbo e il suo complemento, spesso non transitiva come in italiano. I verbi che reggono il dativo — «noceo» (reco danno a), «parco» (risparmio a), «pareo» (obbedisco a), «studeo» (mi dedico a), «faveo, medeor, persuadeo» e i composti di «sum» come «prosum» — vedono un complemento di termine dove l'italiano vede un oggetto diretto: «noceo amico» e «reco danno all'amico», non «danneggio l'amico» sul piano della struttura. I verbi che reggono l'ablativo — i deponenti «utor, fruor, fungor, potior, vescor» — lo reggono come ablativo strumentale («utor libro» = «mi servo di un libro»), traccia dell'idea originaria di «servirsi con qualcosa»; «egeo» e «indigeo» oscillano fra ablativo e genitivo. I verbi che reggono il genitivo sono soprattutto i «verba memoriae» («memini, obliviscor, reminiscor») e di sentimento come «misereor». Il gruppo piu insidioso e quello dei verbi impersonali di sentimento «miseret, paenitet, pudet, taedet, piget», che ribaltano i ruoli sintattici dell'italiano: reggono l'accusativo della persona che prova il sentimento e il genitivo della causa, cosicche «me paenitet erroris» si costruisce alla lettera «rincresce me dell'errore» ma si traduce «io mi pento dell'errore». Riconoscere questi piccoli gruppi ad alta frequenza e indispensabile: un errore di reggenza non e un dettaglio, ma un fraintendimento della struttura della frase.
Ripasso attivo
Indica il caso retto da ciascun verbo a reggenza particolare nella frase « Milites imperatori paruerunt et hostium urbe potiti sunt; deinde eos crudelitatis paenituit », poi traduci.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti