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La sintassi del verbo e del periodo studia il valore dei modi e dei tempi e il modo in cui le proposizioni si organizzano in un sistema gerarchico di reggenti e subordinate. Padroneggiare la consecutio temporum, le grandi famiglie di completive e circostanziali e i costrutti caratterizzanti (ablativo assoluto, perifrastiche, cum narrativo, oratio obliqua) è la competenza decisiva per comprendere e tradurre con consapevolezza la prosa e la poesia latina. Questo argomento è « in Esame di Stato »: nel Liceo Classico è il cuore della seconda prova di latino, e nel colloquio sostiene l'analisi linguistica dei testi d'autore di ogni indirizzo.
5 sezioni~25 min di lettura4 competenzeLivello Standard 3 · Approfondimento 2Verificato · 07/2026
livello base
A tutti gli indirizzi è richiesto il riconoscimento e la corretta resa dei costrutti fondamentali (consecutio, completive, principali circostanziali, ablativo assoluto, perifrastica, cum narrativo, infinitiva) su testi di media difficoltà.
livello avanzato
Al Liceo Classico si richiede in più la padronanza dell'oratio obliqua estesa, dell'attrazione modale e dei costrutti più rari su testi d'autore complessi, in vista della seconda prova di latino.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard
Schema della consecutio temporum
Analizza e traduci, motivando i tempi: « Cum Caesar in Galliam venisset, legati ad eum venerunt ».
La principale è « legati ad eum venerunt »; il verbo « venerunt » è perfetto narrativo, dunque un tempo STORICO.
« Cum Caesar in Galliam venisset » è una temporale-causale (cum narrativo) con congiuntivo piuccheperfetto « venisset ».
Reggente storica + congiuntivo piuccheperfetto = rapporto di ANTERIORITA: l'arrivo di Cesare precede l'arrivo dei legati.
L'anteriorità nel passato si rende con il trapassato (o un gerundio/participio): « Essendo Cesare giunto in Gallia... » oppure « Dopo che Cesare era giunto in Gallia... ».
Risultato: « Dopo che Cesare era giunto in Gallia, alcuni ambasciatori vennero da lui »: il piuccheperfetto congiuntivo segnala correttamente l'anteriorità rispetto alla reggente storica.
Errori frequenti
Approfondimento
La consecutio temporum e un sistema completo che merita di essere fissato in tutte le sue caselle, perche e lo strumento con cui il latino data i fatti raccontati. Il verbo della reggente si divide in due grandi gruppi: tempi principali (presente, futuro, futuro anteriore, e il perfetto detto «logico» con valore di presente) e tempi storici (imperfetto, perfetto narrativo, piuccheperfetto). La subordinata al congiuntivo esprime poi tre rapporti rispetto alla reggente: anteriorita, contemporaneita, posteriorita. Dopo un tempo principale la contemporaneita si rende col congiuntivo presente, l'anteriorita col congiuntivo perfetto («rogo quid facias / quid feceris»); dopo un tempo storico la contemporaneita col congiuntivo imperfetto, l'anteriorita col piuccheperfetto («rogabam quid faceres / quid fecisses»). La posteriorita, poiche il congiuntivo non ha futuro, si affida alla perifrastica attiva: «-urus sim» dopo tempo principale, «-urus essem» dopo tempo storico («rogo/rogabam quid facturus sis/esses»). Applicare la consecutio nella resa significa scegliere il tempo italiano che restituisce quel rapporto: un piuccheperfetto congiuntivo latino diventa un trapassato («dopo che aveva fatto»), un imperfetto congiuntivo un'azione parallela, la perifrastica «-urus essem» un condizionale composto («che avrebbe fatto»). Al colloquio non basta tradurre: occorre saper motivare perche un congiuntivo ha quel tempo, nominando il tempo della reggente e il rapporto della subordinata.
Ripasso attivo
Analizza i rapporti di tempo nel periodo « Caesar, cum hostes vicisset, milites laudavit »: indica il tempo della reggente, il rapporto della subordinata e proponi una resa italiana che rispetti la consecutio.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Mappa tipologica delle proposizioni completive
Analizza e traduci, indicando il tipo di completiva: « Scio quid Caesar fecerit ».
« Scio » (so) è un verbum sentiendi: di per sé potrebbe reggere un'infinitiva.
Compare « quid », pronome interrogativo: la subordinata non è un'infinitiva ma una INTERROGATIVA INDIRETTA (« che cosa »).
Il verbo « fecerit » è congiuntivo perfetto, coerente con l'obbligo del congiuntivo nelle interrogative indirette.
Reggente principale (« scio », presente) + congiuntivo perfetto = ANTERIORITA: il fare di Cesare precede il mio sapere.
Risultato: « So che cosa Cesare abbia fatto / ha fatto »: interrogativa indiretta con congiuntivo perfetto che esprime anteriorità rispetto alla reggente principale.
Errori frequenti
Approfondimento
L'inversione di polarita dei «verba timendi» — dove «ne» significa «che» e «ut» (o «ne non») significa «che non» — non e un capriccio, ma un fossile della sintassi paratattica arcaica: «timeo ne veniat» nasce dall'accostamento di due frasi indipendenti, «timeo: ne veniat!» («ho paura: che non venga!», con «ne» ancora negazione di un congiuntivo desiderativo). Cristallizzata la subordinazione, la negazione originaria si e rovesciata nel senso della completiva. Analogamente, la scelta fra i tre grandi tipi completivi dipende rigidamente dal verbo reggente: «ut/ne» + congiuntivo dopo i «verba voluntatis» (volonta, esortazione, timore, impedimento); l'infinitiva (accusativo + infinito) dopo i «verba sentiendi et declarandi», con l'infinito che segna il rapporto (presente = contemporaneita, perfetto = anteriorita, futuro = posteriorita); il congiuntivo obbligatorio con pronome o avverbio interrogativo nell'interrogativa indiretta, regolata dalla consecutio. Un dato storico prezioso: accanto all'infinitiva, il latino tardo e poi le lingue romanze preferiscono sempre piu la completiva con «quod/quia» + verbo di modo finito, da cui l'italiano «che»: la coesistenza di «dico eum venire» e «dico quod venit» documenta la transizione verso la subordinazione esplicita moderna. Alla versione, il pericolo maggiore e rendere l'infinitiva con l'infinito italiano («dico Cesare venire»): la completiva italiana richiede «che» + modo finito.
Ripasso attivo
Classifica e traduci le tre completive seguenti, indicando per ciascuna il verbo reggente e il costrutto: « Caesar imperat ut pons fiat »; « Scio te venturum esse »; « Nescio cur taceas ».
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il periodo ipotetico latino: i tre tipi
Analizza e traduci, indicando il tipo: « Si hoc dixisses, omnes tibi credidissent ».
Protasi: « si hoc dixisses » (se avessi detto questo); apodosi: « omnes tibi credidissent » (tutti ti avrebbero creduto).
« dixisses » e « credidissent » sono entrambi congiuntivo piuccheperfetto.
Congiuntivo piuccheperfetto in protasi e apodosi = periodo ipotetico del III tipo, IRREALTA NEL PASSATO.
L'irrealtà nel passato si rende con il congiuntivo trapassato nella protasi e il condizionale composto nell'apodosi.
Risultato: « Se tu avessi detto questo, tutti ti avrebbero creduto »: periodo ipotetico dell'irrealtà nel passato (III tipo).
Errori frequenti
Approfondimento
Il cuore avanzato di questa sezione e il periodo ipotetico, che il latino costruisce con «si/nisi» distribuendo modo e tempo secondo tre tipi. Il primo tipo, della realta, usa l'indicativo in entrambi i membri («si hoc dicis, erras», se dici questo, sbagli): l'ipotesi e presentata come un fatto. Il secondo tipo, della possibilita, usa il congiuntivo presente o perfetto («si hoc dicas, erres», se tu dicessi questo, sbaglieresti): l'ipotesi e possibile ma non realizzata. Il terzo tipo, dell'irrealta, usa il congiuntivo imperfetto per l'irrealta nel presente («si hoc diceres, errares», se tu dicessi ora — ma non lo dici) e il piuccheperfetto per l'irrealta nel passato («si hoc dixisses, erravisses», se tu avessi detto — ma non hai detto). La resa italiana richiede il condizionale nella apodosi del secondo e terzo tipo, ed e proprio qui che si annida l'errore piu comune: tradurre «si venisset» con «se venne» invece di «se fosse venuto». Vanno inoltre tenute distinte le coppie che condividono la stessa congiunzione ma non lo stesso valore: finale e consecutiva usano entrambe «ut» + congiuntivo, ma la consecutiva e negata da «ut non» (non da «ne») ed e annunciata da un correlativo nella reggente («tam, ita, sic, tantus, talis»); la causale all'indicativo («quod, quia») da una causa reale e oggettiva, la causale al congiuntivo (o «cum» causale) una causa soggettiva o riferita al pensiero altrui.
Ripasso attivo
Classifica le seguenti circostanziali e indica per ciascuna modo e congiunzione resa: « ut omnes audirent », « cum dux esset », « si hoc dixisses », « postquam pervenit ».
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I costrutti notevoli a confronto
Sciogli e traduci, scegliendo la sfumatura adatta: « Hostibus victis, Caesar in castra rediit ».
« Hostibus victis » è un ablativo assoluto: « hostibus » (sost. in ablativo) + « victis » (participio perfetto di vinco, in ablativo concordato).
Il participio perfetto indica ANTERIORITA: la sconfitta dei nemici precede il ritorno di Cesare.
Il contesto narrativo suggerisce un valore temporale-causale: « dopo che i nemici furono vinti » oppure « sconfitti i nemici ».
« Caesar in castra rediit » = « Cesare tornò nell'accampamento ».
Risultato: « Sconfitti i nemici, Cesare tornò nell'accampamento » (oppure « Dopo che i nemici furono sconfitti... »): ablativo assoluto di anteriorità con valore temporale-causale.
Errori frequenti
Approfondimento
L'ablativo assoluto va compreso nella sua natura di proposizione nominale assoluta: «assoluto» (dal latino «absolutus», sciolto) significa privo di legami grammaticali diretti con la reggente, cioe con un soggetto proprio, diverso da quello della principale, e un participio concordato. Se il participio e presente esprime contemporaneita («Cicerone dicente», mentre Cicerone parla), se e perfetto anteriorita («urbe capta», dopo che la citta fu presa). Poiche «sum» e privo di participio presente, esistono ablativi assoluti nominali, formati da due sostantivi o da un sostantivo e un aggettivo con valore predicativo: «Cicerone consule» («essendo Cicerone console», cioe sotto il suo consolato), «Hannibale vivo» (mentre Annibale era in vita). La resa richiede di scegliere la sfumatura logica (temporale, causale, concessiva, ipotetica) coerente con il contesto, mai una traduzione fissa. La coppia delle perifrastiche completa il quadro: l'attiva (participio futuro + «sum», «lecturus sum») esprime intenzione o imminenza; la passiva (gerundivo + «sum», «legendus est») esprime dovere e necessita, con l'agente in dativo. La perifrastica passiva puo essere anche impersonale, dai verbi intransitivi: «pugnandum est nobis» («dobbiamo combattere»). Il «cum» narrativo, infine, va distinto dal «cum» + indicativo (temporale puro): il «cum» + congiuntivo, regolato dalla consecutio, colora la circostanza di valore causale o avversativo, ed e la firma della prosa storiografica di Cesare, Livio e Tacito.
Ripasso attivo
Sciogli e traduci, indicando la sfumatura logica scelta: l'ablativo assoluto « signo dato » e la perifrastica passiva « pax petenda est nobis ».
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Dall'oratio recta all'oratio obliqua
Analizza e traduci: « Caesar respondit hostes fortes esse seque pacem petiturum esse ».
« Caesar respondit » (Cesare rispose) introduce il discorso indiretto: tempo storico, dunque la consecutio partirà da qui.
« hostes fortes esse » (infinito presente: contemporaneità) e « se pacem petiturum esse » (infinito futuro: posteriorità) sono due enunciative trasformate in infinitive.
« se » nella seconda infinitiva si riferisce al soggetto del verbo del dire, cioè a Cesare stesso: « che egli (Cesare) avrebbe chiesto la pace ».
La contemporaneità nel passato si rende con l'imperfetto/presente; la posteriorità nel passato con il condizionale composto.
Risultato: « Cesare rispose che i nemici erano forti e che egli avrebbe chiesto la pace »: due infinitive (contemporaneità e posteriorità) con riflessivo indiretto « se » riferito a Cesare.
Errori frequenti
Approfondimento
L'oratio obliqua e la prova generale dell'intera sintassi del periodo, perche vi confluiscono infinitiva, congiuntivo, consecutio e pronomi. La sua grammatica di trasformazione dal discorso diretto obbedisce a tre principi. Primo: le proposizioni principali cambiano modo secondo il loro atto linguistico — le enunciative (affermazioni) diventano infinitive (accusativo + infinito), mentre le volitive e le interrogative (ordini, esortazioni, domande) passano al congiuntivo. Secondo: tutte le subordinate, che nel discorso diretto avrebbero l'indicativo, passano al congiuntivo per il fenomeno dell'attrazione modale, semplice marca della dipendenza dal discorso riferito, senza valore autonomo (potenziale o eventuale). Terzo: i pronomi si riorientano sul punto di vista di chi riferisce, e ricompaiono il riflessivo indiretto «se» e il possessivo «suus» a indicare il soggetto del verbo del dire — non il soggetto grammaticalmente piu vicino, errore tipico da evitare. I tempi si regolano sulla consecutio a partire dal verbo del dire, e anche gli avverbi si adeguano («hic»/«illic», «nunc»/«tunc»). Tradurre un tratto di oratio obliqua richiede il procedimento inverso: si individua il verbo del dire, si riconosce la catena di infinitive (le affermazioni) e di congiuntivi (ordini, domande, subordinate), si sciolgono i riflessivi indiretti riferendoli al soggetto del dire, si rende con la subordinazione esplicita italiana. E l'esercizio che, piu di ogni altro, misura la padronanza dell'intero sistema.
Ripasso attivo
Trasforma in oratio obliqua (dipendente da « Caesar dixit ») il discorso diretto « Hostes fortes sunt; pacem petite » e poi traduci il risultato in italiano.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti