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Morfologia nominale e verbale

La morfologia latina e l'ossatura della lingua: il sistema flessivo distribuisce su desinenze e temi tutte le informazioni grammaticali che l'italiano affida all'ordine delle parole e alle preposizioni. Questo appunto ripercorre in profondita la flessione del nome (le cinque declinazioni, gli aggettivi delle due classi, comparativo e superlativo), il sistema pronominale e l'intero sistema verbale (le quattro coniugazioni, la diatesi attiva e passiva, i modi finiti e le forme nominali, i verbi irregolari), consolidando le competenze del biennio e affilando lo strumento che rende possibile la comprensione e la traduzione di un testo d'autore. La padronanza morfologica e direttamente valutata all'Esame di Stato, in particolare nella seconda prova di latino del Liceo Classico.

5 sezioni·~25 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 3 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0111 / 16
Profilo d’esame
Riconoscere e analizzare con sicurezza le forme nominali e verbali all'interno del testoUsare la conoscenza morfologica come strumento per la comprensione e la traduzioneCogliere la regolarita e le eccezioni del sistema flessivo latino
Operatori:analizzaclassificadeclinaconiugariconoscispiegaconfrontatraducigiustifica

livello base

A tutti gli indirizzi (Scientifico, Classico, Scienze Umane) si richiede il riconoscimento sicuro delle declinazioni, degli aggettivi, dei pronomi e dell'intero paradigma verbale come chiave per comprendere e tradurre il testo.

livello avanzato

Al Liceo Classico, dove il latino e materia di seconda prova, si esige una padronanza piu fine delle eccezioni (sostantivi indeclinabili, verbi anomali e difettivi, forme nominali del verbo) e la capacita di motivare in sede di colloquio le scelte di analisi.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 5 sezioni▾
  1. Morfologia nominale e verbale
    • 01La flessione nominale: declinazioni e aggettivi○
    • 02Il sistema pronominale◐
    • 03Il sistema verbale: coniugazioni e diatesi◐
    • 04Forme nominali del verbo e verbi irregolari●
    • 05Schede di consolidamento e tavole riassuntive◐
§ 01

La flessione nominale: declinazioni e aggettivi#

●○○BaseLPOSA-latino-lingua-morfologiaLPCinque declinazioni; aggettivi I e II classe; comparativo e superlativo

Tavola sinottica delle cinque declinazioni (genitivo singolare come chiave)

Le cinque declinazioniTabella con 5 colonne e 5 righe, Dati: Decl. · Gen. sg. · Tema · Genere · Esempio; I · -ae · -ā · f. (m.) · rosa, rosae; II · -ī · -ŏ · m. n. · dominus, -ī; III · -is · cons./-i · m. f. n. · consul, -is; IV · -ūs · -ŭ · m. (n.) · fructus, -ūs; V · -eī · -ē · f. (m.) · rēs, reīDECL.GEN. SG.TEMAGENEREESEMPIOI-ae-āf. (m.)rosa, rosaeII-ī-ŏm. n.dominus, -īIII-iscons./-im. f. n.consul, -isIV-ūs-ŭm. (n.)fructus, -ūsV-eī-ēf. (m.)rēs, reī
Fig. 1La desinenza del genitivo singolare è la chiave che identifica la declinazione e tutto il paradigma. I neutri hanno nominativo = accusativo = vocativo e plurale in -a.

Punti chiave

Il latino e una lingua flessiva: il nome non cambia posizione per cambiare funzione, ma cambia desinenza. Ogni sostantivo si presenta nel vocabolario con due forme, il nominativo e il genitivo singolare; e proprio la desinenza del genitivo singolare a rivelare la declinazione di appartenenza e, di conseguenza, l'intero ventaglio di terminazioni che la parola assumera nei sei casi (nominativo, genitivo, dativo, accusativo, vocativo, ablativo) e nei due numeri.
Le declinazioni sono cinque, ciascuna riconoscibile dalla vocale tematica e dalla desinenza del genitivo singolare: la prima in -ae (rosa, rosae, tema in -a, in prevalenza femminile), la seconda in -i (dominus/-i e bellum/-i, tema in -o, maschile e neutro), la terza in -is (la piu ampia e varia, con temi in consonante e in -i, tutti e tre i generi), la quarta in -us (fructus/-us, tema in -u, prevalentemente maschile), la quinta in -ei (res/rei e dies/diei, tema in -e, in prevalenza femminile). Memorizzare il genitivo singolare significa possedere la chiave dell'intero paradigma.
Due regole strutturali attraversano tutte le declinazioni e vanno fissate una volta per tutte. Primo: nei nomi neutri il nominativo, l'accusativo e il vocativo coincidono sempre, e al plurale escono in -a (bella, maria, cornua). Secondo: il vocativo e uguale al nominativo in tutte le declinazioni, con l'unica eccezione della seconda in -us, che fa il vocativo singolare in -e (domine), e dei nomi in -ius, che lo fanno in -i (fili).
L'aggettivo concorda con il nome in genere, numero e caso, ma non necessariamente nella stessa declinazione. Gli aggettivi della prima classe seguono la prima e la seconda declinazione, con tre uscite distinte al nominativo (bonus, bona, bonum). Gli aggettivi della seconda classe seguono la terza declinazione e si distinguono per il numero di uscite al nominativo singolare: a tre uscite (acer, acris, acre), a due uscite (fortis, forte) e a una sola uscita (con genitivo distinto: prudens, prudentis).
I gradi dell'aggettivo esprimono l'intensita della qualita. Il comparativo di maggioranza si forma aggiungendo al tema -ior per il maschile e femminile e -ius per il neutro (altior, altius), e si declina secondo la terza declinazione. Il superlativo regolare aggiunge -issimus, -a, -um (altissimus); diventa -errimus negli aggettivi in -er (celerrimus) e -illimus in sei aggettivi in -lis (facillimus). Restano alcune forme suppletive di altissima frequenza da sapere a memoria: bonus/melior/optimus, malus/peior/pessimus, magnus/maior/maximus, parvus/minor/minimus, multus/plus/plurimus.
Esempio svolto

Riconoscere declinazione, caso e numero

Analizza il sintagma magnae virtutis individuando declinazione, caso e numero di ciascuna parola e proponi una resa in italiano.

  1. 01Riconosco il sostantivo

    Il termine virtutis rinvia al lessico virtus, virtutis (f.): genitivo in -is, dunque terza declinazione. La forma virtutis e genitivo singolare.

  2. 02Analizzo l'aggettivo

    magnae appartiene a magnus, magna, magnum, aggettivo della prima classe; -ae per il femminile vale genitivo singolare (oltre che dativo singolare e nominativo plurale).

  3. 03Applico la concordanza

    L'aggettivo concorda con il nome in genere, numero e caso: femminile, singolare, genitivo. La forma ambigua -ae viene disambiguata proprio dalla concordanza con il genitivo singolare virtutis.

  4. 04Determino la funzione

    Il genitivo esprime tipicamente specificazione o qualita: qui un genitivo di qualita, costruito con un aggettivo, riferito a una persona o cosa sottintesa.

Risultato: magnae virtutis = genitivo singolare femminile, 'di grande valore / di grande virtu' (genitivo di qualita).

Obiettivo Maturità

  • Saper assegnare un sostantivo alla sua declinazione partendo SOLO dalla coppia nominativo-genitivo del lessico e' la competenza piu' verificata in analisi: e' il prerequisito per ogni traduzione.
  • Nella seconda prova del Liceo Classico il riconoscimento corretto di caso e numero (in particolare la distinzione fra desinenze omografe come la -a) determina la corretta individuazione delle strutture sintattiche, voce esplicita della griglia ministeriale.

Errori frequenti

  • Confondere le desinenze omografe: -ae puo' essere genitivo o dativo singolare della prima, ma anche nominativo plurale; -is puo' essere genitivo singolare della terza, dativo/ablativo plurale della prima e della seconda. Solo la concordanza con l'aggettivo e il contesto sciolgono l'ambiguita'.
  • Dimenticare che i neutri hanno nominativo, accusativo e vocativo identici e in -a al plurale, traducendo per esempio un nominativo plurale neutro come se fosse un femminile singolare di prima declinazione.

Approfondimento

La logica profonda del sistema flessivo si coglie scomponendo ogni forma in tema (radice + vocale tematica) e desinenza: e proprio la vocale tematica — «a» per la prima, «o» per la seconda, «i»/consonante per la terza, «u» per la quarta, «e» per la quinta — a definire la declinazione, mentre la desinenza segnala caso e numero. La coppia di citazione nominativo-genitivo la fissa, perche il genitivo isola la vocale tematica che il nominativo spesso maschera (in «rex, regis» il nominativo «rex» nasconde il tema «reg-» in consonante, rivelato dal genitivo). Questa struttura spiega anche il sincretismo, cioe la coincidenza di forme diverse in una stessa desinenza: «-ae» vale genitivo, dativo e nominativo plurale della prima; «-is» genitivo singolare della terza ma anche dativo/ablativo plurale di prima e seconda. Il latino stesso risolve l'ambiguita con la concordanza, mai con la sola morfologia. Anche i gradi dell'aggettivo conservano relitti storici: le forme suppletive «bonus/melior/optimus», «malus/peior/pessimus» derivano da radici diverse saldate in un unico paradigma, come accade in molte lingue per gli aggettivi piu usati; e i comparativi in «-ior» seguono la terza declinazione consonantica, non quella dell'aggettivo di partenza — segno che l'analisi va sempre condotta sulla forma effettiva, non sul lemma.

Ripasso attivo

Dato il sostantivo civitas, civitatis (f.), indica la declinazione di appartenenza, declinalo per intero nei due numeri e analizza la forma civitatum precisando caso, numero e funzione possibile nella frase.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Il sistema pronominale#

●●○StandardLPOSA-latino-lingua-morfologiaLPSistema pronominale (personali, dimostrativi, relativi, interrogativi, indefiniti)

Mappa del sistema pronominale latino

Il sistema pronominaleDiagramma ad albero, 6 percorsi, Dati: Personali: ego, tū, nōs, vōs; Riflessivo: suī, sē; suus; Dimostr./determ.: hic, iste, ille, is; Relativo: quī, quae, quod; Interrogativi: quis? quid?; Indefiniti: aliquis, quīdamI pronomi (pronomen)Personali: ego, tū, nōs, vōsRiflessivo: suī, sē; suusDimostr./determ.: hic, iste, ille, isRelativo: quī, quae, quodInterrogativi: quis? quid?Indefiniti: aliquis, quīdam
Fig. 2Flessione pronominale: genitivo singolare in -īus, dativo singolare in -ī (ūnīus, ūnī). suus rimanda al soggetto, eius a un altro possessore. Il relativo concorda con l'antecedente in genere e numero, ma prende il caso dalla propria funzione; la radice qu- accomuna relativo, interrogativi e indefiniti.

Punti chiave

I pronomi formano in latino una classe a se, dotata di una flessione in parte irregolare detta pronominale: il genitivo singolare esce spesso in -ius e il dativo singolare in -i per tutti e tre i generi (unius, uni; illius, illi). Riconoscere questa morfologia speciale evita di scambiare un pronome per un sostantivo o un aggettivo regolare e orienta subito l'analisi della frase.
I pronomi personali distinguono nettamente la prima e la seconda persona (ego, tu, con i plurali nos, vos) da una terza persona che il latino non possiede come pronome autonomo: per la terza persona si ricorre ai dimostrativi (is, ille, iste). Accanto sta il pronome riflessivo se, identico per tutte e tre le persone della terza, che rinvia sempre al soggetto della proposizione e gioca un ruolo decisivo nella sintassi del periodo (per esempio nell'infinitiva).
I dimostrativi articolano lo spazio comunicativo e l'enfasi: hic indica la vicinanza a chi parla, iste la vicinanza a chi ascolta (spesso con valore spregiativo), ille la lontananza da entrambi (talora con valore celebrativo). A questi si affiancano i determinativi is, ea, id (il piu neutro, anticipatore del relativo e usato per la terza persona) e idem (il medesimo), e l'enfatico ipse (egli stesso, proprio lui).
Il pronome relativo qui, quae, quod e uno snodo essenziale della prosa latina: introduce le proposizioni relative concordando con il proprio antecedente in genere e numero, ma assumendo il caso richiesto dalla funzione che svolge dentro la subordinata. La stessa radice qu- genera gli interrogativi (quis? quid? nell'uso sostantivale; qui? quae? quod? nell'uso aggettivale) e, combinata con prefissi e suffissi, l'intera famiglia degli indefiniti (aliquis qualcuno, quidam un tale, quisque ciascuno, nemo nessuno).
La padronanza pronominale e il vero discrimine fra una traduzione approssimativa e una traduzione esatta. Distinguere il riflessivo se/suus dal dimostrativo eum/eius significa stabilire correttamente i riferimenti: suus rinvia sempre al soggetto (egli ama i SUOI figli), eius rinvia a un possessore diverso dal soggetto (egli ama i figli DI LUI, di un altro). Questa distinzione, assente in italiano, e tra le piu valutate in sede di analisi.
Esempio svolto

Antecedente e caso del relativo

Analizza il pronome relativo nella frase 'Liber, quem legis, antiquus est' (Il libro che leggi e antico).

  1. 01Individuo l'antecedente

    L'antecedente e liber, libri (m.), nominativo singolare, soggetto della reggente. Il relativo deve concordare con esso in genere e numero: maschile singolare.

  2. 02Determino il caso interno

    Dentro la subordinata 'quem legis', il relativo e oggetto del verbo legis (tu leggi): funzione di complemento oggetto, dunque accusativo.

  3. 03Verifico la forma

    Maschile singolare accusativo del relativo qui, quae, quod = quem. La forma quem conferma l'analisi: genere/numero dall'antecedente, caso dalla funzione di oggetto.

  4. 04Traduco

    La relativa va resa con 'che', oggetto del leggere: 'che (tu) leggi'.

Risultato: quem = accusativo singolare maschile, complemento oggetto di legis; concorda con liber (m. sg.) per genere e numero. Resa: 'Il libro che leggi e antico'.

Obiettivo Maturità

  • La distinzione fra possessivo riflessivo (suus) e genitivo del dimostrativo (eius) e' un classico punto di verifica: dimostra la comprensione del rapporto fra pronome e soggetto.
  • Saper individuare l'antecedente del relativo e giustificare il suo caso (concordanza in genere/numero, ma caso dalla funzione interna) e' competenza esplicitamente richiesta nell'analisi del periodo.

Errori frequenti

  • Tradurre il relativo dando per scontato che il suo caso coincida con quello dell'antecedente: il caso del relativo dipende dalla funzione che esso svolge DENTRO la subordinata, non dall'antecedente.
  • Applicare ai pronomi la flessione regolare dei nomi, attendendosi un genitivo in -i o in -ae anziche il caratteristico genitivo pronominale in -ius e dativo in -i.

Approfondimento

La cosiddetta declinazione pronominale non riguarda solo i pronomi in senso stretto, ma anche un gruppo di aggettivi determinativi ad altissima frequenza — «unus, solus, totus, ullus, nullus, alius, alter, uter» — che condividono il genitivo singolare in «-ius» e il dativo in «-i» per i tre generi («unius, uni»; «totius, toti»): riconoscerli come classe evita di attendersi le desinenze regolari «-i»/«-ae». Lo snodo sintattico decisivo e pero «is», il determinativo anaforico: privo di valore deittico, rinvia a un termine gia noto e, soprattutto, prepara il relativo nella struttura «is qui» («colui che»), fondamento della prosa. Da qui discende il nodo piu valutato all'esame: il riflessivo «se»/«suus» rinvia sempre al soggetto della propria proposizione, mentre «eum»/«eius» rinvia a un referente diverso — «pater filium suum amat» (i propri figli) contro «pater filium eius amat» (i figli di un altro). La distinzione si complica nella subordinazione, dove nasce il riflessivo indiretto: in «Caesar dixit se venturum esse», «se» non rinvia al soggetto grammaticale piu vicino, ma a Cesare, cioe al soggetto del verbo del dire. Padroneggiare questa catena di rinvii e il vero discrimine fra una resa approssimativa e una traduzione esatta, e prepara direttamente alla sintassi dell'infinitiva e dell'oratio obliqua.

Ripasso attivo

Nella frase 'Caesar milites, qui fortiter pugnaverant, laudavit', individua l'antecedente del pronome relativo, giustificane il caso e analizza la funzione del relativo all'interno della subordinata.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Il sistema verbale: coniugazioni e diatesi#

●●○StandardLPOSA-latino-lingua-morfologiaLPSistema verbale: indicativo, congiuntivo, imperativo; le quattro coniugazioni; diatesi attiva e passiva

Schema ad albero del sistema verbale latino (modi, tempi, diatesi)

Il sistema verbaleDiagramma ad albero, 4 percorsi, Dati: Infectum → Tempi: pres., imperf., fut.; Infectum → Modi: indic., cong., imper.; Perfectum → Tempi: perf., ppf., fut. ant.; Perfectum → Modi: indic., cong.InfectumPerfectumIl verbo (verbum)Tempi: pres., imperf., fut.Modi: indic., cong., imper.Tempi: perf., ppf., fut. ant.Modi: indic., cong.
Fig. 3Due temi (infectum / perfectum) generano tutti i tempi. Diàtesi attiva (amō) e passiva (amor); il perfetto passivo è perifrastico (amātus sum). Quattro coniugazioni: -āre, -ēre, -ĕre, -īre, più i verbi in -iō (capiō, capere), classe mista.

Punti chiave

Ogni verbo latino e definito da cinque forme fondamentali (i paradigmi): la prima e la seconda persona del presente indicativo attivo, la prima persona del perfetto, il supino e l'infinito presente (amo, amas, amavi, amatum, amare). Da queste si ricavano i tre temi su cui poggia l'intero sistema: il tema del presente (amo-), il tema del perfetto (amav-) e il tema del supino (amat-), da cui dipendono rispettivamente i tempi dell'infectum, quelli del perfectum e le forme nominali e il passivo composto.
Le coniugazioni sono quattro, riconoscibili dalla vocale tematica che precede la desinenza -re dell'infinito presente attivo: la prima in -are (amare), la seconda in -ere lungo (monere), la terza in -ere breve (legere), la quarta in -ire (audire). Accanto sta una classe mista, i verbi in -io della terza coniugazione (capere, capio), che al presente prendono in parte le desinenze della quarta. Riconoscere subito la coniugazione e' la prima mossa di ogni analisi verbale.
Il sistema oppone due grandi blocchi temporali. L'infectum descrive l'azione nel suo svolgersi e comprende presente, imperfetto e futuro semplice; si forma sul tema del presente. Il perfectum descrive l'azione compiuta e comprende perfetto, piuccheperfetto e futuro anteriore; nell'attivo si forma sul tema del perfetto, nel passivo con forme composte (participio perfetto + il verbo sum). Questa opposizione di aspetto e' il cuore della coniugazione latina.
I modi finiti sono tre: l'indicativo (modo della realta e dell'asserzione), il congiuntivo (modo della possibilita, del desiderio, dell'eventualita e, in dipendenza, della subordinazione) e l'imperativo (modo del comando, con la forma presente per l'ordine immediato e quella futura per il comando valido nel tempo). La ricchezza del congiuntivo latino, presente in quattro tempi, e' lo strumento che regge gran parte della sintassi del periodo.
La diatesi distingue la voce attiva (il soggetto compie l'azione) dalla voce passiva (il soggetto la subisce). Nell'infectum il passivo si ottiene con desinenze proprie aggiunte al tema del presente (-or, -ris, -tur, -mur, -mini, -ntur: amor, amaris, amatur), mentre nel perfectum il passivo e perifrastico, formato dal participio perfetto declinato (concordante con il soggetto) piu le voci di sum (amatus sum, amatus eram). Il complemento d'agente esprime chi compie l'azione: a/ab + ablativo se e una persona, ablativo semplice se e una cosa.
Esempio svolto

Analisi di una voce verbale composta

Analizza la voce verbale 'visa erat' (dal verbo video, vides, vidi, visum, videre).

  1. 01Riconosco la struttura

    La forma e composta da un participio (visa) e da una voce del verbo sum (erat). E dunque un tempo del perfectum passivo, formato secondo il modello participio perfetto + sum.

  2. 02Analizzo l'ausiliare

    erat e indicativo imperfetto, terza persona singolare di sum. Nel passivo composto, sum all'imperfetto (eram, eras, erat...) forma il piuccheperfetto.

  3. 03Analizzo il participio

    visa e participio perfetto, dal tema del supino vis-, femminile singolare nominativo: concorda con il soggetto femminile singolare. Indica l'azione del 'vedere' gia compiuta.

  4. 04Compongo l'analisi

    visa erat = indicativo piuccheperfetto passivo, terza persona singolare, soggetto femminile singolare. Valore: 'era stata vista'.

Risultato: visa erat = piuccheperfetto indicativo passivo, 3a sing., soggetto femm. sing.: 'era stata vista'.

Obiettivo Maturità

  • Saper risalire dai paradigmi ai tre temi e collocare ogni voce nel sistema infectum/perfectum e attivo/passivo e' la competenza verbale chiave per comprendere il valore aspettuale e temporale del testo.
  • La corretta formazione e analisi del passivo perfetto composto (participio + sum) e' frequentemente verificata: occorre riconoscere che 'amatus est' e' perfetto passivo, non presente di sum + aggettivo.

Errori frequenti

  • Tradurre il passivo perfetto 'laudatus est' come se fosse un presente ('e lodato'): si tratta di un perfetto, 'fu lodato / e stato lodato'; il presente passivo e laudatur.
  • Confondere la terza coniugazione (legere, -ere breve, con presente lego, legis) con la seconda (monere, -ere lungo, con presente moneo, mones): l'errore sulla vocale tematica falsa l'intera analisi.

Approfondimento

L'asse portante del verbo latino non e il tempo ma l'aspetto: l'opposizione infectum/perfectum distingue l'azione colta nel suo svolgersi da quella considerata compiuta, e ogni tempo si colloca dentro l'una o l'altra sfera. Da qui l'importanza dei tre temi. Il tema del presente genera l'intero infectum (presente, imperfetto, futuro nelle due diatesi); il tema del perfetto genera il perfectum attivo; il tema del supino genera participio perfetto, supino e, con esso, tutto il perfectum passivo perifrastico. Il punto tecnicamente piu insidioso e la formazione del tema del perfetto, che segue vie diverse da imparare per famiglie: raddoppiamento («cano/cecini», «do/dedi»), allungamento della vocale radicale («video/vidi», «lego/legi»), perfetto in «-v-»/«-u-» («amo/amavi», «moneo/monui»), perfetto sigmatico o in «-s-» («rego/rexi», «scribo/scripsi»), fino ai perfetti senza suffisso. Riconoscere il tipo di perfetto e spesso l'unico modo per risalire dal testo al lemma da cercare sul vocabolario. Sul versante passivo, la vera spia e la struttura composta del perfectum: «laudatus est» non e presente ma perfetto («fu lodato»), perche «sum» all'indicativo presente unito al participio forma il perfetto passivo; cambiando il tempo di «sum» si scorre l'intero perfectum passivo («laudatus erat» piuccheperfetto, «laudatus erit» futuro anteriore).

Ripasso attivo

Coniuga il verbo regere (rego, regis, rexi, rectum, regere) all'indicativo presente, imperfetto e perfetto attivo, poi forma l'indicativo perfetto passivo della terza persona singolare e analizzane la struttura.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Forme nominali del verbo e verbi irregolari#

●●●ApprofondimentoLPOSA-latino-lingua-morfologiaLPModi indefiniti: infinito, participio, gerundio, gerundivo, supino; verbi deponenti, anomali e difettivi

Mappa delle forme nominali del verbo e dei verbi irregolari

Forme nominali e verbi irregolariDiagramma ad albero, 9 percorsi, Dati: Forme nominali → Infinito (amāre); Forme nominali → Participio (amāns); Forme nominali → Gerundio (amandī); Forme nominali → Gerundivo (amandus); Forme nominali → Supino (amātum); Verbi irregolari → Deponenti (hortor); Verbi irregolari → Semideponenti (audeō); Verbi irregolari → Anòmali (sum, ferō, eō); Verbi irregolari → Difettivi (meminī, ōdī)Forme nominaliVerbi irregolariCategorie del verboInfinito (amāre)Participio (amāns)Gerundio (amandī)Gerundivo (amandus)Supino (amātum)Deponenti (hortor)Semideponenti (audeō)Anòmali (sum, ferō, eō)Difettivi (meminī, ōdī)
Fig. 4Le forme nominali sono modi indefiniti. Perifrastica attiva: participio futuro + sum (amātūrus sum = «sto per amare»); perifrastica passiva: gerundivo + sum (amandus sum = «devo essere amato»). Il gerundio non concorda (sostantivo verbale, attivo); il gerundivo concorda come aggettivo (passivo, di necessità).

Punti chiave

Accanto ai modi finiti il verbo latino dispone di forme nominali (o modi indefiniti) che lo avvicinano al nome e all'aggettivo e su cui si fonda gran parte della sintassi del periodo. L'infinito ha tre tempi (presente, perfetto, futuro) nelle due diatesi e funge da nome del verbo, reggendo per esempio la proposizione infinitiva. Il participio ha valore di aggettivo verbale: presente attivo (amans, dall'aspetto contemporaneo), perfetto passivo (amatus, anteriore) e futuro attivo (amaturus, posteriore, base della perifrastica attiva).
Il gerundio e il gerundivo formano una coppia speculare spesso confusa. Il gerundio e un sostantivo verbale neutro singolare che declina l'infinito nei casi obliqui (genitivo amandi, dativo amando, accusativo ad amandum, ablativo amando) e ha senso attivo. Il gerundivo e invece un aggettivo verbale (amandus, -a, -um) con valore passivo e di necessita ('che deve essere amato'): concorda con il nome cui si riferisce ed e il fulcro della costruzione perifrastica passiva. Il supino, infine, e un sostantivo verbale della quarta declinazione usato solo all'accusativo (con i verbi di moto, per esprimere il fine) e all'ablativo (di limitazione).
I verbi deponenti hanno forma passiva ma significato attivo (hortor, hortaris, hortatus sum, hortari: io esorto). Possiedono comunque le forme nominali con valore attivo (il participio presente hortans, esortante) e fanno eccezione il participio perfetto, che pur con forma passiva ha senso attivo (hortatus, avendo esortato). I semideponenti hanno forma attiva nell'infectum e deponente nel perfectum (audeo, audes, ausus sum, audere: osare). Riconoscerli evita di tradurre passivamente cio che e attivo.
I verbi anomali sfuggono al modello regolare delle coniugazioni e vanno appresi a memoria per la loro altissima frequenza. Il piu importante e sum, esse, fui (essere), con i suoi composti (possum, posse, potui; absum, adsum, prosum). Seguono fero, fers, tuli, latum, ferre (portare, dal paradigma fortemente irregolare), eo, is, ii, itum, ire (andare, con i composti exeo, redeo), volo/nolo/malo (volere/non volere/preferire) e fio, fis, factus sum, fieri (diventare, essere fatto, che serve da passivo di facio).
I verbi difettivi mancano di alcune forme. I piu notevoli sono i verbi che esistono solo al perfetto ma con valore di presente: memini (ricordo), odi (odio) e coepi (cominciai); e le forme isolate aio (dico), inquam (dico, usato per introdurre il discorso diretto), ave/salve (salve), vale (addio). Conoscerli e indispensabile, perche la loro irregolarita li rende facilmente fraintendibili in un testo d'autore.
Esempio svolto

Gerundio o gerundivo? Analisi e resa

Analizza l'espressione 'cupiditas regnandi' e l'espressione 'urbs delenda est', distinguendo gerundio e gerundivo.

  1. 01Analizzo regnandi

    regnandi e genitivo singolare di una forma in -ndi; non si appoggia ad alcun nome con cui concordare ma dipende dal sostantivo cupiditas. E dunque un gerundio (sostantivo verbale neutro), genitivo, con valore attivo: 'di regnare'.

  2. 02Traduco la prima

    cupiditas regnandi = 'la brama di regnare' (genitivo del gerundio retto da cupiditas).

  3. 03Analizzo delenda

    delenda concorda con urbs (f. sing.) in genere, numero e caso (femminile singolare nominativo): e dunque un gerundivo (aggettivo verbale) con valore passivo e di necessita; unito a est forma la perifrastica passiva.

  4. 04Traduco la seconda

    urbs delenda est = 'la citta deve essere distrutta' (perifrastica passiva: gerundivo + sum).

Risultato: regnandi = gerundio (sost. verbale, attivo): 'di regnare'. delenda est = gerundivo + sum, perifrastica passiva (passivo, necessita): 'deve essere distrutta'.

Obiettivo Maturità

  • La distinzione gerundio (sostantivo verbale attivo) vs gerundivo (aggettivo verbale passivo) e la perifrastica passiva ('amandus est' = deve essere amato) sono temi avanzati ricorrenti, valutati soprattutto al Liceo Classico.
  • Il riconoscimento dei deponenti (forma passiva, senso attivo) e dei verbi anomali fero/eo/volo e' verifica costante: un deponente tradotto al passivo e' un errore di comprensione, non solo di resa.

Errori frequenti

  • Tradurre un deponente con senso passivo: hortatur significa 'egli esorta' (attivo), non 'egli e esortato'; il senso passivo non esiste per questi verbi.
  • Confondere gerundio e gerundivo: il gerundio non concorda con alcun nome (e neutro singolare invariabile nei casi), mentre il gerundivo e un aggettivo che concorda in genere, numero e caso con il sostantivo a cui si riferisce.

Approfondimento

Le forme nominali sono il ponte fra morfologia e sintassi del periodo, perche ciascuna genera un costrutto. Il participio, aggettivo verbale, si usa come attributo, come participio congiunto (concordato con un elemento della frase: «Caesar, hostes veritus, discessit») o, in ablativo con un secondo ablativo, come ablativo assoluto: la stessa forma, cambiando funzione, cambia costrutto. Il participio futuro «-urus» e particolarmente produttivo: fonda la perifrastica attiva («lecturus sum», sto per leggere) e l'infinito futuro dell'infinitiva («dico eum lecturum esse»). Il gerundio e il gerundivo vanno tenuti distinti proprio sul piano funzionale: il gerundio e sostantivo (declina l'infinito, non concorda con nulla, ha senso attivo: «ars scribendi»), il gerundivo e aggettivo (concorda, ha senso passivo e di necessita: «liber legendus»), e proprio il gerundivo, unito a «sum», forma la perifrastica passiva con il dativo d'agente («mihi liber legendus est»). I deponenti («hortor, sequor, loquor») vanno intesi come eredi dell'antica diatesi media indoeuropea: forma passiva, significato attivo, ma con le forme nominali attive (participio presente «hortans», gerundivo con valore passivo). Anche i verbi anomali conservano relitti arcaici: «fero» ha un presente atematico («fers, fert, fertis»), «eo» un tema che alterna «i-»/«e-» («it, imus, ibam»), «volo/nolo/malo» congiuntivi in «-lim». La loro irregolarita, unita all'altissima frequenza, li rende trappole tipiche del testo d'autore.

Ripasso attivo

Distingui gerundio e gerundivo nelle espressioni 'ars scribendi' e 'liber legendus est': per ciascuna indica la natura (sostantivo o aggettivo verbale), il valore (attivo o passivo) e proponi la traduzione.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 05

Schede di consolidamento e tavole riassuntive#

●●○StandardLPOSA-latino-lingua-morfologiaLPConsolidamento e ampliamento delle competenze morfologiche acquisite nel biennio

Diagramma del metodo di analisi inversa: dalla desinenza alla funzione

Analisi inversa della formaGrafo, Forma nel testo → Isolo la desinenza, Isolo la desinenza → Tema e classe, Tema e classe → Parte del discorso, Parte del discorso → Funzione nella fraseForma nel testoIsolo ladesinenzaTema e classeParte deldiscorsoFunzione nellafrase
Fig. 5Analisi inversa: dalla forma alla funzione. Quando la desinenza dà forme omografe, l'ambiguità si scioglie con la concordanza e con il contesto.

Punti chiave

La morfologia del triennio non e un capitolo nuovo da apprendere da zero, ma il consolidamento e l'ampliamento di cio che si e fissato nel biennio: lo scopo non e ripetere le tabelle, bensi trasformarle in uno strumento automatico al servizio della lettura. Il metodo piu efficace e l'analisi inversa: davanti a una forma del testo, si procede dalla desinenza al tema, dal tema alla parte del discorso, dalla parte del discorso alla funzione, in modo da ricostruire la frase per strutture e non parola per parola.
Una difficolta tipica del triennio e l'ambiguita delle desinenze, che lo stesso latino risolve con la concordanza e con il contesto. La forma -is, per esempio, puo essere genitivo singolare della terza, dativo o ablativo plurale della prima e della seconda, seconda persona di alcuni verbi; la forma -a puo essere nominativo o ablativo singolare della prima, oppure nominativo/accusativo/vocativo plurale di un neutro. Imparare a tenere aperte tutte le ipotesi e a chiuderle con la concordanza e' la vera competenza morfologica matura.
Conviene fissare alcune tavole-chiave che ritornano costantemente: le desinenze personali attive (-o/-m, -s, -t, -mus, -tis, -nt) e passive (-or/-r, -ris, -tur, -mur, -mini, -ntur), valide per tutti i tempi dell'infectum; le terminazioni del genitivo singolare come indice di declinazione; la corrispondenza dei tre temi verbali con i tre blocchi di tempi. Queste tavole sono i pochi automatismi che reggono tutto il resto.
Il consolidamento mira a fare della morfologia un riflesso al servizio della sintassi. Riconoscere all'istante che un -ntur segnala una terza plurale passiva, che un -ndus annuncia un gerundivo, che un participio in -urus prepara una perifrastica attiva o un'infinitiva futura, libera l'attenzione del traduttore per i problemi di interpretazione e di resa, che sono il vero oggetto della seconda prova e del colloquio dell'Esame di Stato.
Esempio svolto

Disambiguare una forma omografa con la concordanza

Nella frase 'Pueri rosas pulchras vident' analizza la forma pulchras e mostra come la concordanza disambigui le forme potenzialmente omografe.

  1. 01Isolo le desinenze

    rosas presenta -as, terminazione di accusativo plurale femminile della prima declinazione; pulchras presenta la stessa -as: aggettivo della prima classe, accusativo plurale femminile.

  2. 02Verifico la concordanza

    pulchras concorda con rosas in genere (femminile), numero (plurale) e caso (accusativo): forma il sintagma 'rose belle'. La concordanza conferma che siamo all'accusativo, non altrove.

  3. 03Colloco nella frase

    Pueri (nom. pl. m., soggetto) - vident (3a pl. presente, 'vedono') - rosas pulchras (acc. pl. f., oggetto). La struttura soggetto-oggetto-verbo e ricostruita per desinenze.

  4. 04Traduco

    Disponendo gli elementi secondo l'ordine italiano: 'I fanciulli vedono belle rose'.

Risultato: pulchras = accusativo plurale femminile, concorda con rosas (oggetto); la frase significa 'I fanciulli vedono belle rose'.

Obiettivo Maturità

  • All'Esame di Stato la morfologia non e' valutata in se' ma come strumento: una desinenza riconosciuta male compromette l'individuazione delle strutture, che e' un descrittore esplicito della griglia di valutazione della seconda prova.
  • Padroneggiare le desinenze personali attive e passive a memoria consente di analizzare a colpo d'occhio qualunque voce verbale dell'infectum, risparmiando tempo prezioso nella prova.

Errori frequenti

  • Tradurre parola per parola fidandosi della prima ipotesi sulla desinenza, senza usare la concordanza per disambiguare le forme omografe: e la causa piu frequente di traduzioni incoerenti.
  • Studiare le tabelle come elenchi isolati invece di collegarle (tema-desinenza, declinazione-genitivo, tempo-tema verbale): la morfologia mnemonica non si attiva in fase di lettura.

Approfondimento

Il consolidamento morfologico si formalizza in una vera e propria procedura di decisione, l'analisi inversa, che davanti a una forma del testo procede a ritroso: (1) isolo la desinenza; (2) elenco tutte le ipotesi che quella desinenza consente (il sincretismo tiene aperte piu possibilita); (3) chiudo l'ambiguita con la concordanza e con il contesto sintattico; (4) assegno la funzione. La difficolta strutturale del latino non e la quantita delle forme, ma il sincretismo desinenziale: poche desinenze coprono molte funzioni. La forma «-a» puo essere nominativo o ablativo singolare femminile della prima, oppure nominativo/accusativo/vocativo plurale neutro; «-i» genitivo singolare della seconda, nominativo plurale maschile, o desinenza verbale; «-ibus» dativo/ablativo plurale di terza, quarta e quinta. Nessuna di queste ambiguita si risolve guardando la parola isolata: e la concordanza dell'aggettivo, la reggenza del verbo, la struttura del periodo a decidere. Fissare pochi automatismi robusti — le desinenze personali attive («-o/-m, -s, -t, -mus, -tis, -nt») e passive («-or/-r, -ris, -tur, -mur, -mini, -ntur»), il genitivo singolare come indice di declinazione, la corrispondenza tema-blocco di tempi — libera l'attenzione per i veri problemi della versione, che sono di interpretazione e di resa. La morfologia matura, insomma, non si ripete: si automatizza al servizio della lettura.

Ripasso attivo

Costruisci una scheda riassuntiva personale che metta in colonna, per i sei casi, le desinenze delle cinque declinazioni, evidenziando in ciascun caso le forme omografe che andranno disambiguate con la concordanza.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 05

    • 01La flessione nominale: declinazioni e aggettivi○
    • 02Il sistema pronominale◐
    • 03Il sistema verbale: coniugazioni e diatesi◐
    • 04Forme nominali del verbo e verbi irregolari●
    • 05Schede di consolidamento e tavole riassuntive◐

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Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione

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