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Nel secondo dopoguerra il teatro inglese ed europeo conosce una frattura radicale: il «Theatre of the Absurd» smonta trama, personaggio e linguaggio per dare forma scenica alla percezione di un'esistenza priva di senso. L'opera-chiave è «Waiting for Godot» (1953) di Samuel Beckett, dramma dell'attesa, dell'incomunicabilità e della ciclicità. Questo appunto colloca il fenomeno nel contesto dell'esistenzialismo, ne analizza le tecniche e prepara all'analisi del testo teatrale richiesta dall'Esame di Stato.
4 sezioni~19 min di lettura4 competenzeLivello Standard 2 · Approfondimento 2Verificato · 07/2026
livello base
In tutti gli indirizzi liceali si richiede di conoscere i caratteri del Theatre of the Absurd e di analizzare un brano di «Waiting for Godot» riconoscendone temi e tecniche teatrali.
livello avanzato
Nel Liceo Linguistico (e nei percorsi con più ore di lingua) si approfondisce il confronto intertestuale con Ionesco e Pinter, il legame con l'esistenzialismo francese e la dimensione metateatrale, anche in prospettiva CLIL con Filosofia e Storia.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard
Teatro tradizionale e Teatro dell'Assurdo a confronto
Write a structured paragraph (topic sentence + supporting evidence + concluding remark) that contrasts the traditional well-made play with the Theatre of the Absurd.
Si apre con un'affermazione che fissa la tesi del paragrafo: «Whereas the traditional well-made play relies on a logical plot and coherent characters, the Theatre of the Absurd deliberately dismantles these conventions.»
Si sviluppa l'idea con un primo elemento di contrasto: nel teatro tradizionale gli eventi si concatenano per causa ed effetto verso uno scioglimento; nell'Assurdo la situazione è statica e circolare (anti-plot), come l'attesa che non si compie in «Waiting for Godot».
Si aggiunge un secondo contrasto: il personaggio realistico, dotato di una psicologia coerente, lascia il posto a figure ridotte a emblemi; il dialogo verosimile diventa parola che gira a vuoto, fatta di ripetizioni, silenzi e non sequitur.
Si chiude collegando forma e senso: «These formal ruptures are not mere experiments: they give theatrical shape to the post-war perception of a meaningless universe.»
Risultato: Un paragrafo argomentativo coeso (topic sentence → due evidenze ordinate → frase conclusiva) che dimostra la competenza richiesta dall'Esame: collegare la rottura formale al significato esistenziale.
Errori frequenti
Approfondimento
Un approfondimento distingue le due grandi svolte del teatro britannico del dopoguerra, spesso datate al medesimo anno-simbolo, il 1956. Da un lato il «Theatre of the Absurd», metafisico e antirealistico, di cui Martin Esslin fu il battezzatore nel saggio omonimo (1961); dall'altro la rivolta realista degli «Angry Young Men», esplosa con «Look Back in Anger» di John Osborne al Royal Court Theatre di Londra, che diede voce alla rabbia di una generazione di giovani provinciali contro le gerarchie di classe: di qui il filone del «kitchen sink drama», il dramma «da lavello di cucina», ambientato fra i ceti popolari. Alle spalle stanno maestri europei che avevano già scardinato il realismo: Henrik Ibsen e George Bernard Shaw avevano fatto del palcoscenico un luogo di dibattito morale (la «drama of ideas»); Bertolt Brecht, con il «teatro epico» e l'«effetto di straniamento» («Verfremdungseffekt»), voleva impedire l'immedesimazione per suscitare il giudizio critico dello spettatore; Antonin Artaud invocava un «teatro della crudeltà» che aggredisse i sensi. Va infine ricordato un fatto istituzionale decisivo: fino al 1968 in Gran Bretagna vigeva la censura teatrale del «Lord Chamberlain», abolita solo quell'anno; la sua fine liberò definitivamente la scena. In questo intreccio di sperimentazione e protesta matura il teatro inglese del secondo Novecento, di cui Beckett e Pinter sono i vertici.
Ripasso attivo
In not more than 150 words, explain how the «Theatre of the Absurd» breaks with the conventions of the traditional well-made play. Refer to plot, character and language.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Mappa concettuale: dal contesto del dopoguerra ai caratteri dell'Assurdo
Explain how the bare setting and the circular action of an Absurdist play convey the existentialist idea of the absurd. Use precise dramatic terms.
Si parte dall'elemento concreto: una scena spoglia (spesso un solo oggetto, come un albero) e un'azione che torna su se stessa senza progredire.
Si nomina la tecnica: l'assenza di ambientazione realistica e l'«anti-plot» circolare negano lo sviluppo causale tipico del dramma tradizionale.
Si interpreta: la staticità e la ripetizione mettono in scena lo scarto fra l'attesa di un senso e un mondo che non lo concede, cioè l'«absurd» di Camus.
Si conclude: la forma teatrale non descrive l'assurdo, lo fa vivere allo spettatore, che sperimenta direttamente la sospensione e il vuoto.
Risultato: Una risposta che parte dall'immagine scenica, ne nomina la tecnica e ne ricava il significato esistenziale: il metodo dell'analisi del testo teatrale richiesto dall'Esame.
Errori frequenti
Approfondimento
Conviene precisare la matrice filosofica. L'esistenzialismo del dopoguerra aveva due voci: Jean-Paul Sartre, che nel dramma «Huis clos» (1944) condensa la sua filosofia nella battuta «l'enfer, c'est les autres» (l'inferno sono gli altri), e Albert Camus, che in «Le Mythe de Sisyphe» (1942) definisce l'«assurdo» come il divorzio fra l'uomo che cerca senso e il mondo che tace, e chiude invitando a «immaginare Sisifo felice». Esslin colse però una differenza cruciale: mentre Sartre e Camus «argomentano» l'assurdo in un teatro dalla forma ancora tradizionale, gli Absurdisti lo «incarnano» nella forma stessa, sicché il non-senso non è discusso ma mostrato. Ne è esempio la genesi di «La Cantatrice chauve» di Ionesco (1950): l'autore la trasse dalle frasi insensate di un manuale di conversazione inglese e ne fece un'«anti-pièce» in cui il linguaggio, ridotto a cliché e tautologie, si autodistrugge. In «Rhinocéros» (1959) Ionesco fa invece dell'assurdo una parabola del conformismo totalitario. In Inghilterra Harold Pinter declina la corrente nella «comedy of menace»: sotto dialoghi banali e nelle sue celebri «pauses» cova una minaccia indefinita, un'angoscia che non si spiega. L'Assurdo, dunque, non è caos gratuito: è una forma rigorosa per una precisa esperienza del mondo.
Ripasso attivo
Define the philosophical meaning of «the absurd» as it underlies the Theatre of the Absurd, and show how it shapes plot, character and language on stage.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La struttura circolare di «Waiting for Godot»
Read the closing lines of each act — VLADIMIR (or ESTRAGON): «Well? Shall we go?» / «Yes, let's go.» / [stage direction] «They do not move.» — and write a short critical analysis (comprehension, analysis, interpretation).
Si registra ciò che il testo dice: i personaggi propongono di andarsene e dichiarano di volerlo fare; la didascalia, però, precisa che restano immobili. Parola e azione si contraddicono apertamente.
Si nomina il procedimento: lo scarto fra battuta e didascalia (parola vs azione) e la ripetizione identica del passo alla fine di entrambi gli atti realizzano l'anti-plot e la struttura circolare.
Si interpreta: l'immobilita finale traduce in scena la paralisi esistenziale e l'attesa senza fine; i personaggi non possono lasciare il luogo perche cio toglierebbe l'unica ragione che da forma al loro tempo, l'attesa di Godot.
Si collega al quadro dell'Assurdo: il gesto mancato dice il non-senso, ma anche la testarda persistenza dell'uomo nell'attendere un significato che non arriva.
Risultato: Un'analisi del testo teatrale ordinata nei tre momenti canonici (comprensione, analisi formale, interpretazione) che usa con precisione i termini «anti-plot», «struttura circolare», «didascalia».
Errori frequenti
Approfondimento
Un approfondimento colloca «Waiting for Godot» dentro l'opera di Beckett e ne mostra la coerenza. Da giovane Beckett fu a Parigi assistente e ammiratore di James Joyce, ma prese la direzione opposta: dove Joyce accumulava (l'onniscienza, l'enciclopedia verbale di «Finnegans Wake»), Beckett sottrae, punta all'impoverimento, all'essenziale, al silenzio. Attivo nella Resistenza francese durante la guerra, dopo il 1945 scelse di scrivere in francese «per impoverirsi», per privarsi della facilità della lingua madre. Oltre a «Godot», il suo teatro prosegue nella riduzione: «Endgame» (una stanza spoglia, personaggi in bidoni e su una sedia a rotelle), «Krapp's Last Tape» (un vecchio che ascolta le registrazioni del proprio passato), «Happy Days» (una donna sepolta fino alla vita, poi al collo, che continua a chiacchierare), fino ai testi brevissimi come «Not I» (solo una bocca che parla nel buio) e «Breath» (trenta secondi, senza attori). Parallelamente scrive la grande trilogia narrativa «Molloy», «Malone muore», «L'innominabile», che dissolve il romanzo dall'interno. Da questa poetica del fallimento viene la sua frase più citata, da «Worstward Ho»: «Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better». È la formula di un'arte che, negando ogni consolazione, trova nella persistenza stessa una dignità. Non stupisce che «Godot», rappresentato nel 1957 ai detenuti del carcere di San Quentin, li abbia profondamente commossi: essi, più di ogni critico, capirono che cosa significhi aspettare.
Ripasso attivo
Analyse the final stage direction of each act of «Waiting for Godot» («Let's go.» — «They do not move.»). Explain how this contradiction between word and action embodies the play's themes of waiting and paralysis (max 150 words).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
L'intreccio dei temi esistenziali in Beckett
Discuss how Beckett conveys the theme of waiting in «Waiting for Godot», connecting it to the themes of meaninglessness and incommunicability. Plan and write the opening of an exam essay.
Si fissa la posizione: in «Waiting for Godot» l'attesa non e un'attesa di qualcosa, ma la forma stessa dell'esistere, e da essa derivano il non-senso e l'incomunicabilita.
Si sostiene con un dato formale: la struttura circolare e il rinvio del ragazzo («Godot will come tomorrow») rendono l'attesa infinita e priva di sbocco, cioe insensata.
Si aggiunge: durante l'attesa i personaggi riempiono il vuoto con un linguaggio che gira a vuoto (ripetizioni, il monologo di Lucky), prova dell'incomunicabilita.
Si lega il tutto: attesa, non-senso e incomunicabilita non sono temi separati ma tre volti della stessa esperienza dell'assurdo, resa visibile dalla forma teatrale.
Risultato: L'impianto di un essay d'esame con tesi chiara e due argomenti testuali ordinati, che dimostra la competenza di interpretare e argomentare in lingua sull'opera letteraria.
Errori frequenti
Approfondimento
Approfondire i temi significa anche conoscere le grandi «letture» di «Godot» — e le ragioni per cui nessuna basta da sola. La lettura «religiosa» vede nell'attesa di un Godot che non viene la condizione dell'uomo davanti a un Dio silenzioso (l'assonanza «Godot»/«God» la alimenta, ma Beckett la respinse); la lettura «esistenzialista» vi legge l'assurdo camusiano e la libertà nel vuoto; una lettura «storica» vi ha visto l'Europa paralizzata del dopoguerra o l'attesa durante l'occupazione; una «psicoanalitica» insiste sulle coppie complementari. La grandezza del testo sta proprio nel reggere tutte queste interpretazioni senza risolversi in nessuna: è la sua «apertura» a renderlo universale. Un nucleo spesso trascurato è la coppia Pozzo-Lucky, che mette in scena la dialettica «servo-padrone» (di ascendenza hegeliana): il legame di dominio e dipendenza, e il suo rovesciarsi nel secondo atto (Pozzo cieco, Lucky muto), sono la controfigura crudele della solidarietà fra Didi e Gogo. Va infine ricordata l'eredità comica: i due vagabondi discendono dai clown del music-hall e dal cinema muto (Chaplin, Laurel e Hardy), con il loro repertorio di cadute, cappelli scambiati e bastonate. Beckett definì «Godot» una «tragicommedia»: è nell'incontro fra la disperazione metafisica e la comicità del corpo che nasce il suo tono inconfondibile, e la sua verità sull'esistere.
Ripasso attivo
«Waiting for Godot has been described as a play in which nothing happens, twice.» Discuss this statement, showing how waiting, meaninglessness and the failure of communication are conveyed through dramatic form (about 200 words).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti