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Il teatro del Novecento: il Theatre of the Absurd e Samuel Beckett

Nel secondo dopoguerra il teatro inglese ed europeo conosce una frattura radicale: il «Theatre of the Absurd» smonta trama, personaggio e linguaggio per dare forma scenica alla percezione di un'esistenza priva di senso. L'opera-chiave è «Waiting for Godot» (1953) di Samuel Beckett, dramma dell'attesa, dell'incomunicabilità e della ciclicità. Questo appunto colloca il fenomeno nel contesto dell'esistenzialismo, ne analizza le tecniche e prepara all'analisi del testo teatrale richiesta dall'Esame di Stato.

4 sezioni·~19 min di lettura·4 competenze·Livello Standard 2 · Approfondimento 2·Verificato · 07/2026

T·131313 / 16
Profilo d’esame
Analizzare il testo teatrale del Novecento riconoscendone le innovazioni formali (anti-trama, decostruzione del linguaggio, personaggio svuotato)Collocare il Theatre of the Absurd nel contesto storico-culturale del secondo dopoguerra e dell'esistenzialismoCogliere e interpretare i temi dell'attesa, del non-senso e dell'incomunicabilità in «Waiting for Godot»Argomentare in lingua inglese (livello B2 del QCER) un'interpretazione critica del testo drammatico, operando confronti interculturali
Operatori:analizzaspiegadescriviconfrontainterpretacommentaillustragiustifica

livello base

In tutti gli indirizzi liceali si richiede di conoscere i caratteri del Theatre of the Absurd e di analizzare un brano di «Waiting for Godot» riconoscendone temi e tecniche teatrali.

livello avanzato

Nel Liceo Linguistico (e nei percorsi con più ore di lingua) si approfondisce il confronto intertestuale con Ionesco e Pinter, il legame con l'esistenzialismo francese e la dimensione metateatrale, anche in prospettiva CLIL con Filosofia e Storia.

Profondità

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Il teatro del Novecento: il Theatre of the Absurd e Samuel Beckett
    • 01Il rinnovamento del teatro nel Novecento◐
    • 02Il Theatre of the Absurd: caratteri e visione del mondo◐
    • 03Samuel Beckett e «Waiting for Godot»●
    • 04Temi: attesa, non-senso e incomunicabilità●
§ 01

Il rinnovamento del teatro nel Novecento#

●●○StandardLPOSA-inglese-cultura-teatro-novecentoLPConoscere il rinnovamento del teatro nel Novecento

Teatro tradizionale e Teatro dell'Assurdo a confronto

Teatro tradizionale e Teatro dell'AssurdoTabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Aspetto · Tradizionale · Assurdo; Trama · lineare · anti-plot, circolare; Personaggio · coerente · emblema svuotato; Linguaggio · verosimile · cliché, silenzi; Finale · scioglimento · nessuna risoluzioneASPETTOTRADIZIONALEASSURDOTramalineareanti-plot, circolarePersonaggiocoerenteemblema svuotatoLinguaggioverosimilecliché, silenziFinalescioglimentonessuna risoluzione
Fig. 1Il Teatro dell'Assurdo capovolge il teatro tradizionale: anti-plot circolare, personaggi-emblema svuotati, linguaggio fatto di cliché e silenzi, finale senza risoluzione.

Punti chiave

Il teatro del primo Novecento eredita dall'Ottocento il modello della «well-made play» (la pièce ben costruita) e del dramma realistico: una trama lineare e causale, personaggi psicologicamente coerenti, dialoghi verosimili, un finale che scioglie il conflitto. Nel corso del secolo questo impianto entra in crisi sotto la spinta di due forze convergenti: le avanguardie artistiche e la catastrofe storica delle due guerre mondiali.
Già prima della Seconda guerra mondiale autori come l'irlandese George Bernard Shaw avevano rinnovato il teatro inglese in chiave intellettuale e sociale (la «play of ideas»), mentre il teatro continentale sperimentava nuove forme con Pirandello (la crisi dell'identità e del rapporto fra realtà e finzione), Brecht (lo «Verfremdungseffekt», l'effetto di straniamento che rompe l'illusione scenica) e Artaud (il «teatro della crudeltà»). Questi precedenti minano il principio di verosimiglianza e preparano il terreno alla rottura più radicale del dopoguerra.
Il rinnovamento decisivo avviene a partire dagli anni Cinquanta con il «Theatre of the Absurd», espressione coniata dal critico Martin Esslin nel 1961. La trama lineare cede il posto all'«anti-plot» (situazioni statiche, ripetitive, senza vero sviluppo); il personaggio perde spessore psicologico e diventa figura emblematica della condizione umana; il linguaggio non comunica più, ma rivela la propria inadeguatezza.
Parallelamente, in Inghilterra si afferma anche un altro filone, quello degli «Angry Young Men» (con «Look Back in Anger» di John Osborne, 1956), un teatro realistico e di protesta sociale: due risposte diverse alla stessa crisi del dopoguerra. Per l'Esame di Stato è importante distinguere queste linee e collocare Beckett entro la corrente dell'Assurdo, di cui è l'esponente più alto in lingua inglese.
Esempio svolto

Costruire un paragrafo di confronto fra teatro tradizionale e Teatro dell'Assurdo

Write a structured paragraph (topic sentence + supporting evidence + concluding remark) that contrasts the traditional well-made play with the Theatre of the Absurd.

  1. 01Topic sentence

    Si apre con un'affermazione che fissa la tesi del paragrafo: «Whereas the traditional well-made play relies on a logical plot and coherent characters, the Theatre of the Absurd deliberately dismantles these conventions.»

  2. 02Evidenza 1 — la trama

    Si sviluppa l'idea con un primo elemento di contrasto: nel teatro tradizionale gli eventi si concatenano per causa ed effetto verso uno scioglimento; nell'Assurdo la situazione è statica e circolare (anti-plot), come l'attesa che non si compie in «Waiting for Godot».

  3. 03Evidenza 2 — personaggio e linguaggio

    Si aggiunge un secondo contrasto: il personaggio realistico, dotato di una psicologia coerente, lascia il posto a figure ridotte a emblemi; il dialogo verosimile diventa parola che gira a vuoto, fatta di ripetizioni, silenzi e non sequitur.

  4. 04Concluding remark

    Si chiude collegando forma e senso: «These formal ruptures are not mere experiments: they give theatrical shape to the post-war perception of a meaningless universe.»

Risultato: Un paragrafo argomentativo coeso (topic sentence → due evidenze ordinate → frase conclusiva) che dimostra la competenza richiesta dall'Esame: collegare la rottura formale al significato esistenziale.

Obiettivo Maturità

  • Sapere definire e datare il Theatre of the Absurd (termine di Martin Esslin, 1961) e indicare che cosa lo distingue dal teatro tradizionale: anti-plot, personaggio svuotato, linguaggio che non comunica.
  • Saper collocare il fenomeno fra i precedenti europei (Pirandello, Brecht, Artaud) e accanto al teatro di protesta inglese (Angry Young Men), senza confondere le due correnti.

Errori frequenti

  • Attribuire l'espressione «Theatre of the Absurd» agli stessi drammaturghi: il termine è del critico Esslin, mentre gli autori non si riconoscevano in una scuola unitaria.
  • Confondere il teatro dell'Assurdo con gli Angry Young Men: il primo è metafisico e antirealistico, il secondo è realistico e socialmente impegnato.

Approfondimento

Un approfondimento distingue le due grandi svolte del teatro britannico del dopoguerra, spesso datate al medesimo anno-simbolo, il 1956. Da un lato il «Theatre of the Absurd», metafisico e antirealistico, di cui Martin Esslin fu il battezzatore nel saggio omonimo (1961); dall'altro la rivolta realista degli «Angry Young Men», esplosa con «Look Back in Anger» di John Osborne al Royal Court Theatre di Londra, che diede voce alla rabbia di una generazione di giovani provinciali contro le gerarchie di classe: di qui il filone del «kitchen sink drama», il dramma «da lavello di cucina», ambientato fra i ceti popolari. Alle spalle stanno maestri europei che avevano già scardinato il realismo: Henrik Ibsen e George Bernard Shaw avevano fatto del palcoscenico un luogo di dibattito morale (la «drama of ideas»); Bertolt Brecht, con il «teatro epico» e l'«effetto di straniamento» («Verfremdungseffekt»), voleva impedire l'immedesimazione per suscitare il giudizio critico dello spettatore; Antonin Artaud invocava un «teatro della crudeltà» che aggredisse i sensi. Va infine ricordato un fatto istituzionale decisivo: fino al 1968 in Gran Bretagna vigeva la censura teatrale del «Lord Chamberlain», abolita solo quell'anno; la sua fine liberò definitivamente la scena. In questo intreccio di sperimentazione e protesta matura il teatro inglese del secondo Novecento, di cui Beckett e Pinter sono i vertici.

Ripasso attivo

In not more than 150 words, explain how the «Theatre of the Absurd» breaks with the conventions of the traditional well-made play. Refer to plot, character and language.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Il Theatre of the Absurd: caratteri e visione del mondo#

●●○StandardLPOSA-inglese-cultura-teatro-novecentoLPComprendere il Theatre of the Absurd e la sua visione dell'esistenza

Mappa concettuale: dal contesto del dopoguerra ai caratteri dell'Assurdo

Dal dopoguerra ai caratteri dell'AssurdoGrafo, Dopoguerra + esistenzialismo → Teatro dell'Assurdo, Teatro dell'Assurdo → Anti-plot, circolarità, Teatro dell'Assurdo → Linguaggio decostruito, Teatro dell'Assurdo → Personaggio-emblema, Teatro dell'Assurdo → Attesa, non-senso, incom., Teatro dell'Assurdo → Beckett, Ionesco, PinterTeatrodell'AssurdoDopoguerra +esistenzialismoAnti-plot,circolaritàLinguaggiodecostruitoPersonaggio-emblemaAttesa, non-senso, incom.Beckett,Ionesco, Pinter
Fig. 2Il Teatro dell'Assurdo nasce dal secondo dopoguerra e dall'esistenzialismo (Camus). Caratteri: anti-plot, linguaggio decostruito, personaggio-emblema; temi dell'attesa, del non-senso e dell'incomunicabilità. Autori: Beckett, Ionesco, Pinter, Genet.

Punti chiave

Il Theatre of the Absurd nasce nel clima del secondo dopoguerra: l'orrore della Shoah e della bomba atomica, il crollo delle ideologie e la perdita di un fondamento religioso e razionale lasciano l'uomo di fronte a un universo che non risponde più alle sue domande di senso. Il «teatro dell'Assurdo» è la traduzione scenica di questa esperienza.
La cornice filosofica è l'esistenzialismo, in particolare la nozione di «absurd» elaborata da Albert Camus in «Le Mythe de Sisyphe» (1942): l'assurdo è lo scarto fra il bisogno umano di significato e il silenzio irragionevole del mondo. Sul piano teatrale ciò si traduce non in un discorso filosofico, ma in immagini sceniche concrete: un albero spoglio, due vagabondi che aspettano, una parola che si ripete e non approda a nulla.
I caratteri formali ricorrenti sono: l'anti-plot (l'azione non progredisce, spesso è circolare); la decostruzione del linguaggio (cliché, tautologie, non sequitur, silenzi che mostrano l'incomunicabilità); personaggi ridotti a emblemi privi di passato e di profondità; un'ambientazione spoglia e atemporale; la compresenza di comico e tragico (il «tragicomic», il riso che nasce dalla disperazione).
I principali autori sono, oltre a Samuel Beckett, il franco-rumeno Eugène Ionesco («La Cantatrice chauve», «Rhinocéros»), il russo-francese naturalizzato Arthur Adamov, il francese Jean Genet e, in Inghilterra, Harold Pinter con la sua «comedy of menace» (commedia della minaccia), in cui sotto un dialogo banale cova un senso di pericolo indefinito. Non sono una scuola organizzata, ma condividono la stessa visione dell'esistenza.
Esempio svolto

Spiegare un carattere dell'Assurdo a partire da un'immagine scenica

Explain how the bare setting and the circular action of an Absurdist play convey the existentialist idea of the absurd. Use precise dramatic terms.

  1. 01Individuare il dato scenico

    Si parte dall'elemento concreto: una scena spoglia (spesso un solo oggetto, come un albero) e un'azione che torna su se stessa senza progredire.

  2. 02Collegarlo alla tecnica

    Si nomina la tecnica: l'assenza di ambientazione realistica e l'«anti-plot» circolare negano lo sviluppo causale tipico del dramma tradizionale.

  3. 03Interpretare in chiave esistenziale

    Si interpreta: la staticità e la ripetizione mettono in scena lo scarto fra l'attesa di un senso e un mondo che non lo concede, cioè l'«absurd» di Camus.

  4. 04Formulare la conclusione

    Si conclude: la forma teatrale non descrive l'assurdo, lo fa vivere allo spettatore, che sperimenta direttamente la sospensione e il vuoto.

Risultato: Una risposta che parte dall'immagine scenica, ne nomina la tecnica e ne ricava il significato esistenziale: il metodo dell'analisi del testo teatrale richiesto dall'Esame.

Obiettivo Maturità

  • Saper spiegare il significato del termine «absurd» riconducendolo alla riflessione esistenzialista (Camus): lo scarto fra la ricerca umana di senso e l'assenza di risposta del mondo.
  • Saper elencare e illustrare con esempi i caratteri formali della corrente (anti-plot, decostruzione del linguaggio, personaggio-emblema, comico-tragico) e nominare almeno Beckett, Ionesco e Pinter.

Errori frequenti

  • Intendere «absurd» nel senso comune di «ridicolo» o «privo di logica»: nel contesto esistenzialista designa la condizione di un'esistenza senza senso garantito.
  • Ridurre il Teatro dell'Assurdo a puro nonsense gratuito, ignorando che la rottura formale è funzionale a esprimere una precisa visione del mondo.

Approfondimento

Conviene precisare la matrice filosofica. L'esistenzialismo del dopoguerra aveva due voci: Jean-Paul Sartre, che nel dramma «Huis clos» (1944) condensa la sua filosofia nella battuta «l'enfer, c'est les autres» (l'inferno sono gli altri), e Albert Camus, che in «Le Mythe de Sisyphe» (1942) definisce l'«assurdo» come il divorzio fra l'uomo che cerca senso e il mondo che tace, e chiude invitando a «immaginare Sisifo felice». Esslin colse però una differenza cruciale: mentre Sartre e Camus «argomentano» l'assurdo in un teatro dalla forma ancora tradizionale, gli Absurdisti lo «incarnano» nella forma stessa, sicché il non-senso non è discusso ma mostrato. Ne è esempio la genesi di «La Cantatrice chauve» di Ionesco (1950): l'autore la trasse dalle frasi insensate di un manuale di conversazione inglese e ne fece un'«anti-pièce» in cui il linguaggio, ridotto a cliché e tautologie, si autodistrugge. In «Rhinocéros» (1959) Ionesco fa invece dell'assurdo una parabola del conformismo totalitario. In Inghilterra Harold Pinter declina la corrente nella «comedy of menace»: sotto dialoghi banali e nelle sue celebri «pauses» cova una minaccia indefinita, un'angoscia che non si spiega. L'Assurdo, dunque, non è caos gratuito: è una forma rigorosa per una precisa esperienza del mondo.

Ripasso attivo

Define the philosophical meaning of «the absurd» as it underlies the Theatre of the Absurd, and show how it shapes plot, character and language on stage.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Samuel Beckett e «Waiting for Godot»#

●●●ApprofondimentoLPOSA-inglese-cultura-teatro-novecentoLPAnalizzare l'opera di Samuel Beckett (Waiting for Godot)

La struttura circolare di «Waiting for Godot»

La struttura circolare di Waiting for GodotGrafo, Attesa presso l'albero → Pozzo e Lucky, Pozzo e Lucky → Il ragazzo annuncia, Il ragazzo annuncia → Godot verrà domani, Godot verrà domani → Non si muovono, Non si muovono → Attesa presso l'alberoAttesa pressol'alberoPozzo e LuckyIl ragazzoannunciaGodot verràdomaniNon si muovono
Fig. 3La struttura circolare di Waiting for Godot: i due atti sono speculari (Atto I = Atto II) e si chiudono entrambi con l'annuncio che Godot verrà domani e con i personaggi immobili.

Punti chiave

Samuel Beckett (Dublino 1906 – Parigi 1989), irlandese ma a lungo residente a Parigi e per molte opere autore bilingue (scrisse in francese e poi tradusse in inglese), è la figura più alta del Teatro dell'Assurdo; nel 1969 ricevette il Premio Nobel per la Letteratura. La sua opera teatrale più celebre, «En attendant Godot», fu scritta in francese (1948-49), rappresentata a Parigi nel 1953 e poi tradotta dallo stesso Beckett come «Waiting for Godot» (Londra, 1955).
La trama si riduce a una situazione: due vagabondi, Vladimir (Didi) ed Estragon (Gogo), aspettano lungo una strada di campagna, presso un albero spoglio, un personaggio chiamato Godot, che ha promesso di venire ma non viene mai. Per ingannare l'attesa parlano, litigano, pensano al suicidio, incontrano il tiranno Pozzo e il suo servo Lucky; alla fine di ciascun atto un ragazzo annuncia che Godot non verrà oggi, ma «sicuramente domani».
La struttura è dichiaratamente circolare: i due atti sono quasi speculari (stessa attesa, stesso luogo, stesso messaggio finale del ragazzo), tanto che il dramma fu definito «a play in which nothing happens, twice». La circolarità è la forma stessa del senso: il tempo non porta a nulla, l'attesa si ripete identica, l'azione non progredisce. Il celebre finale — «Let's go.» / «(They do not move.)» — sigilla scenicamente la paralisi.
I temi maggiori sono l'attesa (di un Godot mai definito, su cui Beckett rifiutò interpretazioni univoche, incluso il rinvio a «God»), l'incomunicabilità (dialoghi che girano a vuoto, fra cui il celebre monologo-fiume di Lucky, parodia del pensiero razionale), la ciclicità del tempo, la dipendenza reciproca dei personaggi e la dignità tragicomica dell'esistere nonostante il vuoto. La coppia Didi-Gogo, fra litigi e riconciliazioni, mostra anche la solidarietà che rende sopportabile l'attesa.
Esempio svolto

Analisi guidata del finale di «Waiting for Godot»

Read the closing lines of each act — VLADIMIR (or ESTRAGON): «Well? Shall we go?» / «Yes, let's go.» / [stage direction] «They do not move.» — and write a short critical analysis (comprehension, analysis, interpretation).

  1. 01Comprensione del dato testuale

    Si registra ciò che il testo dice: i personaggi propongono di andarsene e dichiarano di volerlo fare; la didascalia, però, precisa che restano immobili. Parola e azione si contraddicono apertamente.

  2. 02Analisi della tecnica

    Si nomina il procedimento: lo scarto fra battuta e didascalia (parola vs azione) e la ripetizione identica del passo alla fine di entrambi gli atti realizzano l'anti-plot e la struttura circolare.

  3. 03Interpretazione tematica

    Si interpreta: l'immobilita finale traduce in scena la paralisi esistenziale e l'attesa senza fine; i personaggi non possono lasciare il luogo perche cio toglierebbe l'unica ragione che da forma al loro tempo, l'attesa di Godot.

  4. 04Collegamento alla visione del mondo

    Si collega al quadro dell'Assurdo: il gesto mancato dice il non-senso, ma anche la testarda persistenza dell'uomo nell'attendere un significato che non arriva.

Risultato: Un'analisi del testo teatrale ordinata nei tre momenti canonici (comprensione, analisi formale, interpretazione) che usa con precisione i termini «anti-plot», «struttura circolare», «didascalia».

Obiettivo Maturità

  • Conoscere i dati essenziali e verificati: Beckett irlandese, Nobel 1969; «En attendant Godot» scritto in francese, prima parigina 1953, autotraduzione inglese «Waiting for Godot» 1955; i personaggi (Vladimir/Didi, Estragon/Gogo, Pozzo, Lucky, il ragazzo).
  • Saper analizzare la struttura circolare e il finale immobile («Let's go. / They do not move.») collegandoli ai temi dell'attesa e del non-senso, senza ridurre Godot a un'unica allegoria.

Errori frequenti

  • Affermare che Godot «è Dio»: l'autore ha sempre rifiutato l'identificazione; l'indeterminatezza del personaggio è parte del significato.
  • Sostenere che l'opera fu scritta in inglese: il testo originale è francese («En attendant Godot»), poi tradotto dallo stesso Beckett.

Approfondimento

Un approfondimento colloca «Waiting for Godot» dentro l'opera di Beckett e ne mostra la coerenza. Da giovane Beckett fu a Parigi assistente e ammiratore di James Joyce, ma prese la direzione opposta: dove Joyce accumulava (l'onniscienza, l'enciclopedia verbale di «Finnegans Wake»), Beckett sottrae, punta all'impoverimento, all'essenziale, al silenzio. Attivo nella Resistenza francese durante la guerra, dopo il 1945 scelse di scrivere in francese «per impoverirsi», per privarsi della facilità della lingua madre. Oltre a «Godot», il suo teatro prosegue nella riduzione: «Endgame» (una stanza spoglia, personaggi in bidoni e su una sedia a rotelle), «Krapp's Last Tape» (un vecchio che ascolta le registrazioni del proprio passato), «Happy Days» (una donna sepolta fino alla vita, poi al collo, che continua a chiacchierare), fino ai testi brevissimi come «Not I» (solo una bocca che parla nel buio) e «Breath» (trenta secondi, senza attori). Parallelamente scrive la grande trilogia narrativa «Molloy», «Malone muore», «L'innominabile», che dissolve il romanzo dall'interno. Da questa poetica del fallimento viene la sua frase più citata, da «Worstward Ho»: «Ever tried. Ever failed. No matter. Try again. Fail again. Fail better». È la formula di un'arte che, negando ogni consolazione, trova nella persistenza stessa una dignità. Non stupisce che «Godot», rappresentato nel 1957 ai detenuti del carcere di San Quentin, li abbia profondamente commossi: essi, più di ogni critico, capirono che cosa significhi aspettare.

Ripasso attivo

Analyse the final stage direction of each act of «Waiting for Godot» («Let's go.» — «They do not move.»). Explain how this contradiction between word and action embodies the play's themes of waiting and paralysis (max 150 words).

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Temi: attesa, non-senso e incomunicabilità#

●●●ApprofondimentoLPOSA-inglese-cultura-teatro-novecentoLPRiconoscere le rotture rispetto al teatro tradizionale e i temi dell'incomunicabilità, dell'attesa e del non-senso

L'intreccio dei temi esistenziali in Beckett

I temi esistenziali in BeckettGrafo, Attesa → Circolarità / rinvio, Non-senso → Situazione statica, Incomunicabilità → Linguaggio decostruitoAttesaNon-sensoIncomunicabilitàCircolarità /rinvioSituazionestaticaLinguaggiodecostruito
Fig. 4In Beckett ogni tema esistenziale si traduce in un procedimento teatrale: l'attesa nella circolarità, il non-senso nella situazione statica, l'incomunicabilità nel linguaggio decostruito. I tre temi sono i volti dell'assurdo.

Punti chiave

I temi del Teatro dell'Assurdo, e di Beckett in particolare, non sono enunciati ma incarnati nella forma scenica: per questo l'analisi deve sempre risalire dal procedimento teatrale al significato. Tre nuclei tematici si intrecciano: l'attesa, il non-senso e l'incomunicabilità.
L'attesa è la condizione stessa dei personaggi: aspettare Godot dà forma al tempo ma lo rende anche vuoto. L'attesa non è verso un evento risolutivo, ma è un modo di esistere; il rinvio perpetuo («domani sicuramente») trasforma il tempo da linea orientata a cerchio che si ripete. È una metafora trasparente della condizione umana, sospesa fra speranza e disillusione.
Il non-senso (the absurd) si manifesta nella sproporzione fra il bisogno di significato dei personaggi e l'assenza di risposta: nulla accade, nulla si spiega, Godot non si chiarisce mai. Eppure i personaggi continuano: in questo Beckett tocca anche la dignità tragicomica dell'uomo, che persiste nonostante il vuoto, alternando disperazione e umorismo (il «tragicomic»).
L'incomunicabilità emerge dal linguaggio: i dialoghi si avvitano in ripetizioni, malintesi, frasi fatte e silenzi; il monologo di Lucky, fiume di parole sintatticamente sconnesse, parodia il discorso intellettuale e ne mostra il fallimento. La parola non costruisce più un ponte fra gli individui, ma misura la distanza che li separa — pur lasciando spazio alla solidarietà concreta fra Didi e Gogo.
Esempio svolto

Costruire una risposta argomentativa sui temi di Beckett

Discuss how Beckett conveys the theme of waiting in «Waiting for Godot», connecting it to the themes of meaninglessness and incommunicability. Plan and write the opening of an exam essay.

  1. 01Tesi (thesis statement)

    Si fissa la posizione: in «Waiting for Godot» l'attesa non e un'attesa di qualcosa, ma la forma stessa dell'esistere, e da essa derivano il non-senso e l'incomunicabilita.

  2. 02Primo argomento — la forma dell'attesa

    Si sostiene con un dato formale: la struttura circolare e il rinvio del ragazzo («Godot will come tomorrow») rendono l'attesa infinita e priva di sbocco, cioe insensata.

  3. 03Secondo argomento — il linguaggio

    Si aggiunge: durante l'attesa i personaggi riempiono il vuoto con un linguaggio che gira a vuoto (ripetizioni, il monologo di Lucky), prova dell'incomunicabilita.

  4. 04Sintesi dei temi

    Si lega il tutto: attesa, non-senso e incomunicabilita non sono temi separati ma tre volti della stessa esperienza dell'assurdo, resa visibile dalla forma teatrale.

Risultato: L'impianto di un essay d'esame con tesi chiara e due argomenti testuali ordinati, che dimostra la competenza di interpretare e argomentare in lingua sull'opera letteraria.

Obiettivo Maturità

  • Saper distinguere e mettere in relazione i tre temi (attesa, non-senso, incomunicabilità) mostrando come ciascuno sia reso da un preciso procedimento teatrale (rinvio/circolarità, situazione statica, linguaggio decostruito).
  • Saper argomentare l'attesa di Godot come metafora della condizione umana, evitando interpretazioni allegoriche rigide e citando con precisione elementi del testo (il messaggio del ragazzo, il finale immobile, il monologo di Lucky).

Errori frequenti

  • Trattare i temi come slegati: all'Esame conta mostrarne l'intreccio e ricondurli alla forma teatrale che li realizza.
  • Confondere «incomunicabilità» con semplice silenzio: nel dramma essa convive con un fiume di parole (Lucky) che proprio per il loro vuoto rivelano il fallimento della comunicazione.

Approfondimento

Approfondire i temi significa anche conoscere le grandi «letture» di «Godot» — e le ragioni per cui nessuna basta da sola. La lettura «religiosa» vede nell'attesa di un Godot che non viene la condizione dell'uomo davanti a un Dio silenzioso (l'assonanza «Godot»/«God» la alimenta, ma Beckett la respinse); la lettura «esistenzialista» vi legge l'assurdo camusiano e la libertà nel vuoto; una lettura «storica» vi ha visto l'Europa paralizzata del dopoguerra o l'attesa durante l'occupazione; una «psicoanalitica» insiste sulle coppie complementari. La grandezza del testo sta proprio nel reggere tutte queste interpretazioni senza risolversi in nessuna: è la sua «apertura» a renderlo universale. Un nucleo spesso trascurato è la coppia Pozzo-Lucky, che mette in scena la dialettica «servo-padrone» (di ascendenza hegeliana): il legame di dominio e dipendenza, e il suo rovesciarsi nel secondo atto (Pozzo cieco, Lucky muto), sono la controfigura crudele della solidarietà fra Didi e Gogo. Va infine ricordata l'eredità comica: i due vagabondi discendono dai clown del music-hall e dal cinema muto (Chaplin, Laurel e Hardy), con il loro repertorio di cadute, cappelli scambiati e bastonate. Beckett definì «Godot» una «tragicommedia»: è nell'incontro fra la disperazione metafisica e la comicità del corpo che nasce il suo tono inconfondibile, e la sua verità sull'esistere.

Ripasso attivo

«Waiting for Godot has been described as a play in which nothing happens, twice.» Discuss this statement, showing how waiting, meaninglessness and the failure of communication are conveyed through dramatic form (about 200 words).

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Il rinnovamento del teatro nel Novecento◐
    • 02Il Theatre of the Absurd: caratteri e visione del mondo◐
    • 03Samuel Beckett e «Waiting for Godot»●
    • 04Temi: attesa, non-senso e incomunicabilità●

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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