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L'età augustea e la nascita del romanzo (Defoe, Swift)

L'età augustea (Augustan Age, ca. 1700-1745) e l'Illuminismo inglese coincidono con la fioritura della prosa giornalistica e con un evento di portata epocale per la letteratura europea: la nascita del romanzo moderno (the novel). Un pubblico borghese in crescita, le coffee houses, i periodici di Addison e Steele e una nuova fiducia nella ragione e nell'esperienza individuale creano le condizioni per il romanzo realista di Daniel Defoe («Robinson Crusoe», 1719) e per la satira di Jonathan Swift («Gulliver's Travels», 1726; «A Modest Proposal», 1729). Questo appunto ricostruisce il contesto storico-culturale, le cause e i caratteri formali del nuovo genere, e analizza in profondità le due figure-cardine, mettendo a confronto realismo e satira.

5 sezioni·~25 min di lettura·4 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 2·Verificato · 07/2026

T·0666 / 16
Profilo d’esame
Riconoscere le condizioni storico-sociali (ascesa della middle class, coffee houses, periodici) che favoriscono la nascita del romanzoAnalizzare le tecniche narrative del primo romanzo inglese: realismo formale, narratore in prima persona, verisimiglianza, tempo e spazio individualizzatiCogliere la dimensione satirica e di critica sociale dei testi, distinguendo ironia, parodia, understatement e satira oraziana/giovenalianaCollocare Defoe e Swift nel contesto dell'Illuminismo inglese e operare confronti interculturali e intertestuali, anche con la letteratura italiana ed europea
Operatori:analizzaspiegaconfrontadescriviinterpretacommentaclassificaillustragiustifica

livello base

In tutti gli indirizzi è richiesto inquadrare il contesto augusteo-illuminista, riconoscere i caratteri del romanzo realista e satirico e analizzare un brano di Defoe o Swift cogliendone temi e tecniche narrative essenziali.

livello avanzato

Nel Liceo Linguistico (e come approfondimento negli altri licei) si chiede una lettura più estesa dei testi in lingua, il confronto tra tipologie del romanzo settecentesco (realista, satirico, epistolare, picaresco) e collegamenti interdisciplinari con storia, filosofia (empirismo di Locke) ed economia (homo oeconomicus).

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 5 sezioni▾
  1. L'età augustea e la nascita del romanzo (Defoe, Swift)
    • 01Contesto: età augustea, Illuminismo e nuova borghesia○
    • 02La nascita del romanzo: cause e caratteri◐
    • 03Daniel Defoe e il romanzo realista◐
    • 04Jonathan Swift e la satira●
    • 05Realismo e satira a confronto; tipologie del romanzo settecentesco●
§ 01

Contesto: età augustea, Illuminismo e nuova borghesia#

●○○BaseLPOSA-inglese-cultura-eta-augustea-romanzoLPAugustan Age, Illuminismo, ascesa della middle class, periodici (The Spectator, Addison e Steele)

Le condizioni socio-economiche per la nascita del novel

Le condizioni per la nascita del novelGrafo, Borghesia in ascesa → Il romanzo (novel), Stampa, alfabetizz. → Il romanzo (novel), Coffee houses → Il romanzo (novel), Periodici (Spectator) → Il romanzo (novel), Empirismo (Locke) → Il romanzo (novel)Il romanzo(novel)Borghesia inascesaStampa,alfabetizz.Coffee housesPeriodici(Spectator)Empirismo(Locke)
Fig. 1Il romanzo nasce intorno al 1719 dalle condizioni socio-economiche del primo Settecento: una middle class in ascesa, la stampa e l'alfabetizzazione, le coffee houses, i periodici e l'empirismo di Locke.

Punti chiave

L'espressione «età augustea» (Augustan Age) designa la prima metà del Settecento inglese (convenzionalmente ca. 1700-1745): gli scrittori dell'epoca si paragonarono agli autori della Roma di Augusto (Virgilio, Orazio, Ovidio) e ne fecero un modello di equilibrio, ordine, eleganza e misura. È l'età della ragione (Age of Reason) e dell'Illuminismo (Enlightenment), in cui la fiducia nel metodo razionale e nell'osservazione empirica plasma la cultura, sostenuta sul piano filosofico dall'empirismo di John Locke, secondo cui la conoscenza nasce dall'esperienza dei sensi e la mente è in origine una «tabula rasa».
Sul piano storico-politico il periodo è caratterizzato da una relativa stabilità dopo la Glorious Revolution del 1688, che aveva sancito la monarchia costituzionale e il primato del Parlamento; l'Act of Union del 1707 unisce Inghilterra e Scozia nel Regno di Gran Bretagna; si consolidano i due partiti, Whigs (legati al commercio e alla borghesia) e Tories (legati alla terra e alla tradizione), e nasce la figura del Prime Minister con Robert Walpole. L'espansione commerciale e coloniale fa crescere una potente classe mercantile.
Il fattore decisivo per la letteratura è l'ascesa della middle class (borghesia): commercianti, banchieri, professionisti e le loro famiglie diventano un nuovo, vasto pubblico di lettori. A differenza dell'aristocrazia, questo pubblico borghese chiede storie che parlino della vita quotidiana, del lavoro, del denaro, della famiglia e della morale pratica, scritte in una prosa chiara e in lingua inglese (non in latino), accessibile e leggibile in solitudine.
Le coffee houses divengono i nuovi centri della vita intellettuale e dell'opinione pubblica: vi si leggono i giornali, si discute di politica, commercio e letteratura. Fioriscono i periodici, in particolare «The Tatler» (1709) e soprattutto «The Spectator» (1711-1712) di Joseph Addison e Richard Steele, che diffondono un giornalismo di costume elegante e moraleggiante, educano il gusto del lettore borghese e affinano una prosa duttile e discorsiva: una vera e propria palestra stilistica da cui il romanzo trarrà nutrimento.
Esempio svolto

Costruire un paragrafo di contestualizzazione (in stile Esame di Stato)

Illustra il legame tra il contesto socio-economico dell'età augustea e la nascita del romanzo, organizzando la risposta in tesi, prove e conclusione.

  1. 01Tesi (topic sentence)

    Apri con la tesi: «The rise of the novel in early eighteenth-century England was made possible by the emergence of a new reading public.» La tesi nomina causa (nuovo pubblico) ed effetto (romanzo).

  2. 02Prova 1 — il pubblico

    La middle class, arricchita dal commercio e dall'espansione coloniale, chiede storie verosimili sulla vita quotidiana, sul denaro e sulla morale pratica, scritte in inglese e leggibili in privato.

  3. 03Prova 2 — i mezzi

    L'alfabetizzazione crescente, la stampa, le coffee houses e i periodici come The Spectator di Addison e Steele educano il gusto e affinano una prosa chiara e discorsiva.

  4. 04Collegamento filosofico

    L'empirismo di Locke valorizza l'esperienza individuale e l'osservazione concreta: una visione del mondo coerente con il realismo del nuovo genere.

  5. 05Conclusione

    Chiudi tornando alla tesi: questo intreccio di pubblico, mezzi e idee fa del romanzo la forma letteraria della borghesia illuminista.

Risultato: Un paragrafo coeso (tesi → due prove → raccordo filosofico → conclusione) che dimostra la competenza di contestualizzare e argomentare in lingua richiesta dalle Indicazioni Nazionali.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: sapere collegare la nascita del nuovo pubblico borghese alle condizioni materiali (alfabetizzazione, stampa, coffee houses, periodici) è un nodo concettuale ricorrente nel colloquio e nella comprensione del testo della seconda prova.
  • Focus Esame di Stato: nel colloquio pluridisciplinare l'età augustea si collega facilmente alla storia (monarchia costituzionale, colonialismo) e alla filosofia (empirismo di Locke, razionalismo illuminista); prepara un raccordo esplicito.

Errori frequenti

  • Confondere l'«età augustea» inglese (Settecento) con l'età di Augusto a Roma: il termine è un'analogia culturale, non una collocazione cronologica antica.
  • Sottovalutare il ruolo del pubblico: il romanzo non nasce solo dal genio di un autore, ma da precise condizioni socio-economiche (borghesia, alfabetizzazione, mercato editoriale).

Approfondimento

L'età augustea ha una precisa poetica, il «Neoclassicismo»: gli scrittori credono che l'arte debba imitare i modelli greco-latini e la «Natura» (intesa come ordine universale e ragionevole), rispettando il «decorum» (l'adeguatezza di stile e argomento), la misura e l'arguzia («wit»). Alexander Pope ne è il poeta emblematico: nell'«Essay on Criticism» (1711) fissa in distici perfetti le regole del buon gusto («True wit is nature to advantage dressed»), nell'«Essay on Man» (1733) espone la visione ordinata del cosmo («Whatever is, is right») e nel «Rape of the Lock» inventa il «mock-epic» (poema eroicomico), che applica il registro solenne dell'epica a un futile episodio mondano — il taglio di una ciocca di capelli — per satireggiare con eleganza la vanità dell'alta società. Sul piano sociale, i periodici come «The Spectator» non solo educano il gusto: creano quella «sfera pubblica borghese» che il filosofo Jürgen Habermas ha additato come nucleo della moderna opinione pubblica, uno spazio di discussione razionale tra privati, nato appunto nelle «coffee houses» e sui giornali. Ordine classico nella forma, ragione nell'idea, mercato e opinione pubblica nella società: sono le tre coordinate entro cui, non a caso, nasce anche il romanzo.

Ripasso attivo

Spiega in un paragrafo argomentativo (8-10 righe, in inglese) come l'ascesa della middle class e la diffusione dei periodici (The Spectator) abbiano creato le condizioni per la nascita del romanzo nell'Inghilterra del primo Settecento.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

La nascita del romanzo: cause e caratteri#

●●○StandardLPOSA-inglese-cultura-eta-augustea-romanzoLPIl romanzo: realismo, picaresco, epistolare (Richardson, Fielding)

Tipologie del romanzo settecentesco a confronto

Tipologie del romanzo settecentescoTabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Tipo · Autore · Tratto; Realista · Defoe · verosimiglianza; Satirico · Swift · ironia, maschera; Epistolare · Richardson · lettere; Comico · Fielding · epica comicaTIPOAUTORETRATTORealistaDefoeverosimiglianzaSatiricoSwiftironia, mascheraEpistolareRichardsonlettereComicoFieldingepica comica
Fig. 2Le quattro tipologie del romanzo settecentesco: realista (Defoe: verosimiglianza, individualismo), satirico (Swift), epistolare (Richardson: lettere, interiorità), comico-parodico (Fielding: l'epica comica in prosa).

Punti chiave

Il romanzo (novel) si afferma nel Settecento come genere narrativo nuovo, distinto dal romance medievale ed eroico: non racconta più avventure idealizzate di cavalieri e dame in un mondo fantastico, ma vicende verosimili di individui comuni in un mondo riconoscibile, contemporaneo e concreto. La parola stessa «novel» rimanda alla novità (dal latino «novus»), opposta al «romance» del passato.
Il carattere distintivo del nuovo genere è il realismo formale (formal realism), categoria critica chiarita da Ian Watt in «The Rise of the Novel»: il romanzo crea l'illusione della realtà attraverso una serie di tecniche convergenti. I personaggi hanno nomi e cognomi ordinari, dotati di una storia individuale; l'azione è collocata in un tempo preciso e progressivo e in luoghi geograficamente determinati; la prosa è descrittiva, attenta ai dettagli concreti, agli oggetti e al denaro; il narratore mira alla verisimiglianza, spesso fingendo che la storia sia un documento autentico (memorie, lettere, diario).
Cambia il rapporto con il tempo e con l'individuo: il protagonista del romanzo è un soggetto che cambia, agisce, sceglie e si fa da sé (self-made), in sintonia con i valori borghesi dell'individualismo, dell'iniziativa economica e dell'etica puritana del lavoro. La storia non è più ciclica o esemplare come nell'allegoria, ma lineare e personale: la vita di un singolo, dalla nascita o dalla giovinezza fino a una meta.
Il romanzo settecentesco si articola presto in più tipologie, che conviene tenere distinte: il romanzo realista (Defoe, con protagonisti che lottano per sopravvivere), il romanzo satirico (Swift, che usa la finzione narrativa per la critica sociale e politica), il romanzo epistolare (Samuel Richardson, «Pamela», 1740, narrato attraverso lettere che danno accesso all'interiorità), e la vena comica e parodica del romanzo di Henry Fielding («Tom Jones», 1749), che si autodefinisce «comic epic poem in prose». Il modello picaresco spagnolo (vita avventurosa di un eroe di bassa estrazione, narrata in prima persona) influenza Defoe.
Esempio svolto

Riconoscere il realismo formale in un brano

Analizza l'incipit di un romanzo in cui il protagonista dichiara nome, data e luogo di nascita e racconta in prima persona la propria vita: quali tecniche del realismo formale individui?

  1. 01Voce narrante

    Il «I» autodiegetico (narratore-protagonista) finge una testimonianza autentica e crea immediata verisimiglianza: la storia si presenta come memoria reale.

  2. 02Identità individuale

    Nome proprio ordinario + dettagli biografici (genitori, professione, luogo) ancorano il personaggio a una storia individuale, non a un tipo allegorico.

  3. 03Tempo e spazio

    La datazione e la collocazione geografica precisa inseriscono l'azione in un tempo lineare e in un mondo riconoscibile e contemporaneo.

  4. 04Stile e dettaglio

    La prosa è piana, denotativa, attenta agli oggetti, al denaro e ai fatti concreti: l'effetto-realtà nasce dall'accumulo di particolari verificabili.

Risultato: L'incipit esibisce tutte le marche del realismo formale (narratore credibile, identità individuale, tempo/spazio determinati, dettaglio concreto): si tratta di un romanzo realista in prima persona, sul modello di Defoe.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: la distinzione novel vs romance e l'elenco delle tecniche del realismo formale (nomi, tempo, spazio, dettaglio, narratore credibile) sono richieste tipiche del colloquio; conviene saperle esemplificare con un testo.
  • Focus Esame di Stato: saper classificare un brano nella sua tipologia (realista, satirico, epistolare, picaresco) e giustificare la classificazione con elementi testuali è una competenza-chiave dell'analisi del testo.

Errori frequenti

  • Usare «novel» e «romance» come sinonimi: in inglese sono due generi opposti (il romance è l'antecedente cavalleresco/idealizzato che il novel supera).
  • Ridurre il realismo al solo «raccontare cose vere»: il realismo formale è un insieme di tecniche di rappresentazione (verisimiglianza, dettaglio, tempo e spazio individualizzati), non una garanzia di veridicità dei fatti.

Approfondimento

La spiegazione classica della nascita del romanzo è quella di Ian Watt in «The Rise of the Novel» (1957), che la lega a una «tripla ascesa»: quella economica della «middle class» (nuovo pubblico e nuovi valori), quella filosofica dell'individualismo (da Cartesio e Locke: la verità si scopre con l'esperienza del singolo, non con l'autorità della tradizione) e quella religiosa del Protestantesimo (l'esame di coscienza, il valore del lavoro). Watt individua nella triade Defoe-Richardson-Fielding i fondatori del «formal realism». La critica successiva ha però corretto e ampliato il quadro: già prima di Defoe scrittrici come Aphra Behn e, poco dopo, Eliza Haywood e Frances Burney contribuirono in modo decisivo al genere (di qui l'espressione «mothers of the novel»), sicché la «nascita» fu meno improvvisa e più corale di quanto la formula suggerisca. Conviene inoltre distinguere il «realism of presentation» (le tecniche che rendono verosimile il racconto) dal «realism of assessment» (la maturità del giudizio morale sul mondo rappresentato), due qualità che non sempre coincidono. Vale infine ricordare che agli esordi il romanzo godeva di scarsa reputazione — lettura «bassa», sospettata di corrompere soprattutto le giovani donne —: solo nell'Ottocento diventerà il genere letterario dominante e rispettato.

Ripasso attivo

Classifica i seguenti tre incipit immaginari secondo la tipologia di romanzo settecentesco (realista, satirico, epistolare) e giustifica ciascuna scelta con almeno due elementi testuali.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Daniel Defoe e il romanzo realista#

●●○StandardLPOSA-inglese-cultura-eta-augustea-romanzoLPDaniel Defoe: Robinson Crusoe (romanzo realista, individualismo borghese)

Robinson Crusoe: l'individuo borghese e i suoi valori

Robinson Crusoe: valori borghesiGrafo, Robinson Crusoe → Lavoro e ingegno, Robinson Crusoe → Proprietà, inventario, Robinson Crusoe → Etica puritana, Robinson Crusoe → Autosufficienza, Robinson Crusoe → Individualismo, Robinson Crusoe → Friday: rapporto colonialeRobinson CrusoeLavoro e ingegnoProprietà,inventarioEtica puritanaAutosufficienzaIndividualismoFriday: rapportocoloniale
Fig. 3Robinson Crusoe incarna l'individuo borghese: lavoro e ingegno, proprietà e inventario, etica puritana e fiducia nella provvidenza, autosufficienza; il rapporto con Friday riflette la relazione coloniale.

Punti chiave

Daniel Defoe (ca. 1660-1731), di formazione puritana e commerciante, giornalista e pamphletista prima che romanziere, è considerato uno dei padri del romanzo inglese. Pubblica «Robinson Crusoe» nel 1719 quando ha quasi sessant'anni; seguiranno «Moll Flanders» (1722), la storia di una donna che lotta per sopravvivere tra furti e matrimoni, e «A Journal of the Plague Year» (1722). La sua prosa è semplice, concreta, fattuale, fitta di numeri, date e inventari: lo stile del giornalismo e della contabilità mercantile.
«Robinson Crusoe», ispirato in parte alla vicenda reale del marinaio Alexander Selkirk, racconta in prima persona la storia di un giovane inglese che, contro il volere del padre (che predica la saggezza della «middle station of life», la condizione media), va per mare, fa naufragio e vive per circa ventotto anni su un'isola deserta. Il romanzo si presenta come un'autobiografia autentica: Defoe finge persino di esserne solo l'editore, secondo la strategia della verisimiglianza documentaria.
Robinson è l'archetipo dell'individuo borghese e puritano: solo sull'isola, ricostruisce con il lavoro, l'ingegno e la pazienza una piccola civiltà (coltiva, alleva, costruisce, tiene un diario, fa l'inventario dei beni); trasforma la natura in proprietà e vive l'esperienza come una prova spirituale di provvidenza e redenzione. Incarna l'«homo oeconomicus», l'etica del lavoro, l'autosufficienza (self-reliance) e la fiducia nella ragione strumentale: per questo è stato letto come il mito fondativo dell'individualismo e, insieme, del progetto coloniale.
L'incontro con il nativo Friday (Venerdì), salvato da Robinson e da lui istruito alla lingua, alla religione e all'obbedienza, è una pagina centrale e oggi problematica: Robinson lo chiama «my man Friday» e gli insegna a dirsi «Master». La critica postcoloniale (e riscritture come «Foe» di J. M. Coetzee, 1986) ha messo in luce la dimensione eurocentrica e coloniale del rapporto, in cui l'europeo si pone come padrone civilizzatore. Saper leggere il testo anche in questa chiave è parte della competenza interculturale richiesta.
Esempio svolto

Analisi guidata dell'episodio di Friday (Master/servant)

Commenta il passo in cui Robinson insegna a Friday a chiamarlo «Master»: quali valori e quali tensioni ideologiche emergono dal rapporto tra i due?

  1. 01Inquadramento

    Robinson, naufrago europeo, salva un nativo da altri indigeni e lo battezza «Friday» dal giorno del salvataggio: la denominazione stessa è un atto di possesso e di cancellazione dell'identità altrui.

  2. 02Il rapporto gerarchico

    Robinson insegna a Friday a dirsi «Master»: la relazione non è di reciprocità ma di subordinazione, modellata sul binomio civilizzatore/civilizzato, cristiano/pagano, padrone/servo.

  3. 03Valori borghesi e puritani

    Robinson «migliora» Friday con il lavoro, la lingua inglese e la religione: l'altro è integrato in quanto utile e convertito, secondo l'etica della produttività e della missione.

  4. 04Lettura postcoloniale

    La critica contemporanea legge l'episodio come allegoria del colonialismo europeo; riscritture come «Foe» di Coetzee restituiscono voce e ambiguità al subalterno.

  5. 05Sintesi

    Il passo condensa l'ideologia del primo capitalismo coloniale: l'individuo europeo si afferma padroneggiando natura e uomini, in nome della ragione e della fede.

Risultato: Un commento che coglie nel rapporto Robinson/Friday sia i valori dell'individualismo borghese-puritano sia la prospettiva coloniale, dimostrando capacità di interpretazione critica e di collegamento interculturale.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: «Robinson Crusoe» va saputo presentare come romanzo realista E come mito dell'individualismo borghese, puritano e coloniale; collega l'homo oeconomicus all'etica del lavoro e all'empirismo.
  • Focus Esame di Stato: l'episodio di Friday è un classico spunto per il colloquio interdisciplinare (colonialismo, alterità, postcolonialismo); prepara una lettura critica, non solo descrittiva.

Errori frequenti

  • Ridurre «Robinson Crusoe» a un romanzo d'avventura: è soprattutto il ritratto dell'individuo borghese e una parabola puritana di lavoro, provvidenza e proprietà.
  • Dimenticare la finzione di autenticità: Defoe non firma il libro come autore di un romanzo, ma lo presenta come memoria vera curata da un editore — un tratto-chiave del realismo formale.

Approfondimento

Un approfondimento mostra la stratificazione di «Robinson Crusoe». Alla base c'è un fatto reale: il marinaio scozzese Alexander Selkirk, abbandonato per quattro anni su un'isola del Pacifico, la cui vicenda circolava nei giornali. Su di essa Defoe innesta tre livelli. Il primo è l'«autobiografia spirituale» puritana: il naufragio è punizione per aver disobbedito al padre («original sin»), la malattia sull'isola porta la conversione e la lettura provvidenziale degli eventi, il diario registra l'esame di coscienza. Il secondo è il mito «economico»: Robinson misura, conta, accumula, trasforma l'isola in proprietà e sé stesso nell'«homo oeconomicus» che Ian Watt ha eletto a emblema dell'individualismo borghese. Il terzo è la strategia del «realismo formale»: la finzione dell'«editor» (Defoe si spaccia per semplice curatore di memorie autentiche), gli inventari minuziosi, le date, la prima persona che tutto verifica. Non stupisce che Jean-Jacques Rousseau, nell'«Émile», facesse di «Robinson Crusoe» l'unico libro adatto all'educazione naturale del fanciullo. La ricchezza del testo sta proprio in questa convergenza: parabola religiosa, mito del capitalismo e manifesto tecnico del nuovo genere in un'unica avvincente finzione di verità — che la critica postcoloniale, come si è visto, ha poi imparato a leggere anche in controluce.

Ripasso attivo

Analizza un breve estratto di «Robinson Crusoe» (a scelta, ad es. l'inventario dei beni salvati dal relitto o l'incontro con Friday) e spiega come emergano l'individualismo borghese e/o la prospettiva coloniale, citando elementi testuali.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Jonathan Swift e la satira#

●●●ApprofondimentoLPOSA-inglese-cultura-eta-augustea-romanzoLPJonathan Swift: Gulliver's Travels, A Modest Proposal (satira)

Gulliver's Travels: i quattro viaggi e i bersagli della satira

I quattro viaggi di GulliverTabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Viaggio · Luogo · Bersaglio satirico; I · Lilliput · politica meschina; II · Brobdingnag · l'uomo meschino; III · Laputa · scienza astratta; IV · Houyhnhnms · natura umana (Yahoo)VIAGGIOLUOGOBERSAGLIO SATIRICOILilliputpolitica meschinaIIBrobdingnagl'uomo meschinoIIILaputascienza astrattaIVHouyhnhnmsnatura umana (Yahoo)
Fig. 4I quattro viaggi di Gulliver e i loro bersagli satirici. Bersaglio complessivo: la presunzione della ragione e l'orgoglio (pride) umano — l'uomo come rationis capax, non animal rationale.

Punti chiave

Jonathan Swift (1667-1745), irlandese, decano della cattedrale di St Patrick a Dublino, è il massimo satirico della letteratura inglese. Con uno stile lucido, sobrio e apparentemente ragionevole, mette la prosa al servizio di una critica feroce della società, della politica e della presunzione della ragione umana. La satira è il suo strumento: non l'invettiva diretta, ma l'arte di smascherare vizi e follie attraverso l'ironia, la parodia, l'understatement e l'esagerazione.
«Gulliver's Travels» (1726) è insieme parodia dei resoconti di viaggio e satira morale e politica, articolata in quattro viaggi. A Lilliput (gli omini alti pochi centimetri) Swift satireggia la meschinità della politica europea, le guerre futili (la disputa tra Big-Endians e Little-Endians su come rompere l'uovo è parodia dei conflitti religiosi) e la vanità del potere. A Brobdingnag (i giganti) il punto di vista si rovescia: visto in scala gigante, l'uomo europeo appare meschino, e il re giudica gli Europei «la più perniciosa razza di piccoli odiosi vermi». Nel terzo viaggio (Laputa) Swift satireggia la scienza astratta e gli intellettuali sganciati dalla realtà.
Il quarto viaggio, nel paese degli Houyhnhnms (i cavalli razionali) e degli Yahoo (creature bestiali dall'aspetto umano), è il più cupo e radicale: Swift contesta la definizione dell'uomo come «animal rationale» e lo ridefinisce, amaramente, come «rationis capax» (solo capace di ragione, non per natura razionale). La misantropia e il pessimismo del finale, con Gulliver che torna in patria disgustato dai propri simili, fanno del libro non un innocuo racconto per ragazzi, ma una requisitoria sulla natura umana.
«A Modest Proposal» (1729) è il capolavoro dell'ironia swiftiana: un pamphlet in cui un narratore-progettista, con tono freddo, ragionevole e pieno di calcoli economici, propone di risolvere la miseria irlandese vendendo e mangiando i bambini dei poveri. L'effetto satirico nasce dallo scarto tra la forma pacata e razionale e il contenuto mostruoso: Swift non sostiene davvero la proposta, ma con l'ironia e l'iperbole denuncia lo sfruttamento dell'Irlanda da parte dell'Inghilterra e la disumanità dei ragionamenti puramente economici. È il modello classico dell'ironia come dire l'opposto di ciò che si intende per scuotere il lettore.
Esempio svolto

Analisi del meccanismo ironico in «A Modest Proposal»

Commenta il funzionamento della satira in «A Modest Proposal»: quale tecnica usa Swift e contro chi è diretta la critica?

  1. 01La maschera del narratore

    Il testo è affidato a un «proposer» fittizio, freddo ed economicista, che presenta la proposta come una soluzione razionale e benefica: Swift indossa una persona per non parlare in prima persona.

  2. 02Lo scarto ironico

    Il cuore dell'ironia è la distanza tra la FORMA (tono pacato, dati, calcoli, lessico tecnico-economico) e il CONTENUTO (vendere e mangiare i bambini): la mostruosità travestita da ragionevolezza scuote il lettore.

  3. 03Iperbole e riduzione

    L'iperbole porta alle estreme conseguenze la logica del profitto: i poveri sono ridotti a merce, gli esseri umani a numeri di un bilancio.

  4. 04Il bersaglio reale

    La satira colpisce lo sfruttamento dell'Irlanda da parte dell'Inghilterra, l'avidità dei proprietari e la disumanità di una politica che tratta i poveri come un problema solo economico.

  5. 05L'intento

    Dicendo l'opposto di ciò che pensa, Swift costringe il lettore a indignarsi e a riconoscere l'orrore reale già presente nella miseria irlandese.

Risultato: L'analisi mostra che «A Modest Proposal» funziona per ironia (forma ragionevole / contenuto mostruoso) e iperbole, con bersaglio lo sfruttamento dell'Irlanda e la disumanità del calcolo economico: una denuncia morale travestita da progetto.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: distinguere e definire con precisione gli strumenti satirici (ironia, parodia, understatement, iperbole) e saperli riconoscere in «Gulliver's Travels» e «A Modest Proposal» è centrale; spiega sempre il meccanismo, non solo l'effetto.
  • Focus Esame di Stato: «A Modest Proposal» è il testo-prova per dimostrare di aver capito l'ironia (dire l'opposto di ciò che si intende); evita la trappola di prenderlo alla lettera.

Errori frequenti

  • Leggere «Gulliver's Travels» come una semplice fiaba o un racconto d'avventura: è una satira morale e politica, e il quarto viaggio è apertamente pessimista.
  • Interpretare «A Modest Proposal» alla lettera, attribuendo a Swift la proposta cannibalica: è ironia, cioè l'esatto contrario di ciò che il testo afferma in superficie.

Approfondimento

Per collocare Swift conviene distinguere due tradizioni della satira: quella «oraziana», sorridente e urbana, che corregge i costumi con bonario buon senso (è quella di Pope e di Addison), e quella «giovenaliana», indignata e feroce, che flagella il vizio con sdegno morale. Swift appartiene alla seconda: il suo stesso epitaffio, da lui dettato, parla di «saeva indignatio», l'aspra indignazione che «non può più lacerargli il cuore». La sua arma è la «persona»: come nel «proposer» di «A Modest Proposal», Swift indossa maschere che espone all'ironia del lettore, e proprio lo scarto fra la voce ragionevole e l'assurdità di ciò che sostiene produce l'effetto satirico. Oltre a «Gulliver's Travels» vanno ricordati «A Tale of a Tub» (1704), satira delle corruzioni religiose e della falsa erudizione, e la sua partecipazione alla «Battle of the Books», la disputa fra «Ancients and Moderns» sul primato dei classici o dei moderni. La questione critica aperta è il presunto «misantropismo»: in una celebre lettera a Pope, Swift scrisse «I hate and detest that animal called man», salvo aggiungere di amare teneramente i singoli individui («John, Peter, Thomas»). Il quarto viaggio di Gulliver non predica dunque l'odio dell'uomo, ma smaschera l'orgoglio con cui l'uomo si crede «animal rationale»: la satira è chirurgia morale, non semplice disprezzo.

Ripasso attivo

Leggi un estratto di «A Modest Proposal» e spiega, con riferimenti testuali, come funziona l'ironia: individua lo scarto tra forma (tono ragionevole, calcoli) e contenuto (la proposta mostruosa) e indica il bersaglio reale della satira.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 05

Realismo e satira a confronto; tipologie del romanzo settecentesco#

●●●ApprofondimentoLPOSA-inglese-cultura-eta-augustea-romanzoLPIl romanzo: realismo, picaresco, epistolare (Richardson, Fielding)

Defoe (realismo) e Swift (satira): schema di confronto

Defoe e Swift: schema di confrontoTabella con 3 colonne e 5 righe, Dati: Aspetto · Defoe · Swift; Genere · realismo · satira/pamphlet; Narratore · io affidabile · maschera ironica; Visione · ottimismo · pessimismo; Uomo · fiducia · orgoglio smascherato; Scopo · narrare · criticare i viziASPETTODEFOESWIFTGenererealismosatira/pamphletNarratoreio affidabilemaschera ironicaVisioneottimismopessimismoUomofiduciaorgoglio smascheratoScoponarrarecriticare i vizi
Fig. 5Defoe (realismo) e Swift (satira): due modi opposti di guardare l'uomo — l'ottimismo borghese contro il pessimismo che smaschera l'orgoglio.

Punti chiave

Defoe e Swift sono le due facce della nuova prosa narrativa augustea, e conviene tenerle distinte. Defoe scrive il romanzo realista: crede nella verisimiglianza come fine, costruisce un mondo concreto e un individuo che agisce e prospera, e fa propri i valori borghesi (lavoro, proprietà, autosufficienza). Swift usa la finzione narrativa come strumento satirico: deforma la realtà (miniaturizzazione, gigantismo, mondi rovesciati) per giudicarla, e diffida della ragione e del progresso, smascherando l'orgoglio umano.
Sul piano della voce narrante entrambi adottano la prima persona e la finzione di un resoconto autentico, ma con scopi opposti: il «I» di Robinson serve la verisimiglianza e l'identificazione del lettore borghese con un eroe esemplare; il «I» di Gulliver e del «proposer» di «A Modest Proposal» è una maschera ironica, una persona da cui Swift prende distanza per colpire più a fondo. In Defoe il narratore è affidabile e modello; in Swift è spesso inaffidabile e oggetto stesso della satira.
Il panorama del romanzo settecentesco si completa con altre tipologie da saper collocare. Il romanzo epistolare di Samuel Richardson («Pamela», 1740; «Clarissa», 1748) racconta attraverso lo scambio di lettere e apre la narrativa all'analisi dell'interiorità e del sentimento. Henry Fielding reagisce a Richardson con il romanzo comico e panoramico («Joseph Andrews», 1742; «Tom Jones», 1749), narratore onnisciente e ironico, «comic epic poem in prose». Resta vivo l'influsso del modello picaresco (eroe di bassa estrazione, vita avventurosa, prima persona), evidente in «Moll Flanders».
Mettere a sistema queste differenze permette di rispondere alla domanda di sintesi tipica dell'esame: perché proprio nel Settecento inglese nasce il romanzo? Perché si incontrano un pubblico (la borghesia), dei mezzi (stampa, periodici, coffee houses), una filosofia (empirismo, individualismo) e degli autori capaci di forgiare tecniche nuove (realismo formale in Defoe; satira e ironia in Swift; epistola e introspezione in Richardson; ironia onnisciente in Fielding). Il romanzo diventa così lo specchio e la coscienza critica della società moderna.
Esempio svolto

Tabella di confronto Defoe vs Swift (analisi comparativa)

Confronta Daniel Defoe e Jonathan Swift su genere, narratore, visione dell'uomo e scopo dell'opera, e ricava una conclusione di sintesi.

  1. 01Genere

    Defoe: romanzo realista (verisimiglianza, mondo concreto). Swift: satira in forma di romanzo/pamphlet (deformazione del reale per giudicarlo).

  2. 02Narratore

    Defoe: «I» affidabile ed esemplare, modello per il lettore. Swift: «I» come maschera ironica, spesso inaffidabile e bersaglio della satira.

  3. 03Visione dell'uomo

    Defoe: fiducia nell'individuo che lavora, prospera, domina la natura (ottimismo borghese). Swift: pessimismo sulla natura umana, denuncia dell'orgoglio e dei limiti della ragione.

  4. 04Scopo

    Defoe: rappresentare e celebrare l'esperienza individuale borghese. Swift: smascherare vizi e follie della società e della politica per indurre alla riflessione morale.

  5. 05Sintesi

    Le due opere mostrano le possibilità del nuovo genere: il romanzo può essere specchio realistico della vita (Defoe) o lente deformante e critica della società (Swift).

Risultato: Un confronto strutturato su quattro assi (genere, narratore, visione, scopo) che dimostra la competenza di operare collegamenti e di sintetizzare: il romanzo settecentesco nasce capace tanto di realismo quanto di satira.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: la domanda di confronto Defoe/Swift (realismo vs satira; narratore affidabile vs maschera ironica; fiducia vs sfiducia nella ragione) è tra le più frequenti; prepara uno schema a due colonne mentale.
  • Focus Esame di Stato: saper rispondere in modo argomentato alla sintesi «perché il romanzo nasce nel Settecento» (pubblico + mezzi + idee + tecniche) dimostra padronanza dell'intero argomento.

Errori frequenti

  • Trattare Defoe e Swift come autori intercambiabili «del romanzo settecentesco»: l'uno fonda il realismo, l'altro la satira; confonderli appiattisce l'analisi.
  • Ignorare le altre tipologie (epistolare di Richardson, comica di Fielding): l'esame chiede spesso di collocare un autore nella mappa completa del romanzo settecentesco.

Approfondimento

Approfondire le «tipologie» del romanzo settecentesco conviene perché la seconda prova può chiedere di collocare un autore nella mappa completa. Il romanzo epistolare di Samuel Richardson porta all'estremo l'introspezione: la sua «Pamela» (1740) scrive lettere «to the moment», nell'attimo stesso dell'emozione, dando al lettore un accesso senza precedenti alla coscienza; «Clarissa» (1748), lunghissimo e tragico, ne è il vertice. La reazione di Henry Fielding fu doppia: prima la parodia (in «Shamela» rovescia la virtù interessata di Pamela), poi la fondazione di un genere alternativo, il «comic epic poem in prose» — «Joseph Andrews», «Tom Jones» —, con un narratore onnisciente, ironico e apertamente presente, che commenta la vicenda dall'alto e la costruisce come un'architettura sapiente (Fielding la definì «a new province of writing»). All'estremo opposto della fiducia narrativa sta già Laurence Sterne, il cui «Tristram Shandy» (1759-1767) sabota comicamente ogni convenzione — digressioni infinite, pagine nere, cronologia impazzita — tanto da essere considerato il primo «anti-romanzo» e un antenato del Modernismo. Così, appena nato, il romanzo mostra le sue due anime destinate a durare: da un lato l'illusione realistica e il narratore affidabile (Defoe, Richardson, Fielding), dall'altro l'ironia autoconsapevole che gioca con la finzione (Swift, Sterne). Tenere presente questa doppia genealogia permette confronti maturi anche con la narrativa dei secoli successivi.

Ripasso attivo

Scrivi un paragrafo di confronto (in inglese, 10-12 righe) tra Robinson Crusoe e Gulliver come protagonisti-narratori, evidenziando le differenze di funzione narrativa (eroe esemplare realista vs maschera satirica) e di visione del mondo.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 05

    • 01Contesto: età augustea, Illuminismo e nuova borghesia○
    • 02La nascita del romanzo: cause e caratteri◐
    • 03Daniel Defoe e il romanzo realista◐
    • 04Jonathan Swift e la satira●
    • 05Realismo e satira a confronto; tipologie del romanzo settecentesco●

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Dagli appunti all'allenamento

L'età augustea e la nascita del romanzo (Defoe, Swift)

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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