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Reti di computer e protocolli

Una rete di computer è un insieme di nodi autonomi collegati da mezzi trasmissivi e governati da regole condivise — i protocolli — che consentono lo scambio affidabile di dati. Questo appunto ripercorre i concetti di base e le topologie, i modelli a strati ISO/OSI e TCP/IP, i protocolli dei vari livelli, l'indirizzamento IP con l'instradamento e i dispositivi di rete, fino ai cenni di sicurezza e alle reti wireless. L'argomento rientra a pieno titolo nell'Esame di Stato: è materia di colloquio e può comparire nella seconda prova dell'indirizzo Scienze Applicate.

5 sezioni·~27 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 2·Verificato · 07/2026

T·0888 / 14
Profilo d’esame
Comprendere i principi di funzionamento delle reti di calcolatori e dei protocolli di comunicazioneCollegare l'architettura a strati alle funzioni svolte nello scambio dei datiValutare aspetti di affidabilità e sicurezza nella comunicazione in rete
Operatori:spiegadescriviconfrontaclassificaillustracalcoladeterminaanalizzagiustifica

livello base

È richiesto saper descrivere i concetti di base (nodi, topologie, LAN/MAN/WAN), il senso del modello a strati e la funzione dei protocolli TCP/IP principali, oltre alla lettura di un indirizzo IP.

livello avanzato

L'indirizzo Scienze Applicate approfondisce la corrispondenza fra i livelli ISO/OSI e TCP/IP, il calcolo della suddivisione in sottoreti (subnetting) con la maschera, l'instradamento e i meccanismi di sicurezza (crittografia simmetrica/asimmetrica, firewall).

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

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Contenuti · 5 sezioni▾
  1. Reti di computer e protocolli
    • 01Concetti di base e topologie delle reti○
    • 02Il modello a strati: ISO/OSI e TCP/IP◐
    • 03Protocolli e livelli di comunicazione◐
    • 04Indirizzamento IP, routing e dispositivi di rete●
    • 05Cenni alla sicurezza e alle reti wireless●
§ 01

Concetti di base e topologie delle reti#

●○○BaseLPOSA-informatica-RC-retiLPConcetti fondamentali di rete: nodi, mezzi trasmissivi, topologie; LAN, MAN, WAN

Punti chiave

Una rete di computer è un insieme di dispositivi autonomi (detti nodi o host) collegati fra loro da mezzi trasmissivi allo scopo di condividere risorse — dati, periferiche, connessioni — e di comunicare. La nascita delle reti risponde a tre esigenze fondamentali: la condivisione di risorse hardware e software, la comunicazione fra utenti e l'affidabilità (la replica dei dati su più nodi rende il sistema tollerante ai guasti).
I componenti di una rete sono i nodi (gli host che producono o consumano dati, e i dispositivi di interconnessione come switch e router), i mezzi trasmissivi e i protocolli. I mezzi trasmissivi possono essere guidati — il doppino in rame (cavo UTP), il cavo coassiale, la fibra ottica che trasporta impulsi luminosi a banda elevatissima — oppure non guidati, cioè le onde radio del wireless. Ogni mezzo si caratterizza per la larghezza di banda, la latenza e l'immunità ai disturbi.
Le reti si classificano per estensione geografica. Una LAN (Local Area Network) copre un'area limitata — un edificio, un laboratorio — con alta velocità e bassa latenza; una MAN (Metropolitan Area Network) si estende su scala urbana; una WAN (Wide Area Network) collega siti geograficamente distanti, fino alla scala mondiale, ed è la categoria a cui appartiene Internet stesso (« la rete delle reti »). Si parla inoltre di PAN per le reti personali a brevissimo raggio (es. Bluetooth).
La topologia descrive la disposizione fisica e logica dei collegamenti fra i nodi. Nella topologia a stella tutti i nodi convergono su un dispositivo centrale (oggi tipicamente uno switch): è la più diffusa nelle LAN perché il guasto di un cavo isola un solo nodo, ma il guasto del centro stella mette fuori uso l'intera rete. Nella topologia a bus i nodi condividono un unico canale; nella topologia ad anello ogni nodo è collegato ai due adiacenti formando un circolo; nella topologia a maglia (mesh) i nodi sono connessi da più cammini, garantendo la massima ridondanza e affidabilità al prezzo di un elevato numero di collegamenti (vedi Fig. 1).

Le quattro topologie di rete fondamentali

Quattro topologie di retefigura a più pannelli, 4 pannelli, Dati: Stella — Grafo, 5 nodi, 4 archi; Bus — Grafo, 4 nodi, 3 archi; Anello — Grafo, 5 nodi, 5 archi; Maglia — Grafo, 4 nodi, 6 archiQuattro topologie di retehubStellaBusn1n2n3n4n5AnelloMaglia
Fig. 1Topologia a stella (hub centrale), a bus (linea condivisa), ad anello (nodi in cerchio) e a maglia (ogni nodo collegato con tutti gli altri).
Esempio svolto

Scelta della topologia per un laboratorio scolastico

Per un laboratorio di 24 postazioni occorre realizzare una LAN affidabile e facile da gestire. Quale topologia adottare e perché? Che cosa accade in caso di guasto di un cavo o del dispositivo centrale?

  1. 01Classificazione

    L'area è un singolo locale: si tratta di una LAN (Local Area Network), che richiede alta velocità e bassa latenza.

  2. 02Scelta della topologia

    Si adotta la topologia a stella: ogni postazione è collegata con un proprio cavo UTP a uno switch centrale. È la scelta standard nelle LAN moderne per gestibilità e isolamento dei guasti.

  3. 03Analisi dei guasti

    Il guasto di un singolo cavo isola solo il nodo corrispondente, lasciando operativa la rete. Il guasto dello switch centrale, invece, blocca l'intera rete: è il punto unico di rottura (single point of failure) della stella.

  4. 04Conclusione

    Il vantaggio in gestibilità e robustezza ai guasti di linea giustifica la scelta della stella per il laboratorio; per servizi critici si può prevedere uno switch di riserva.

Risultato: Topologia a stella su switch: guasto di un cavo = un nodo isolato; guasto del centro stella = rete bloccata. Vantaggi in gestibilità e isolamento dei guasti rispetto a bus e anello.

Obiettivo Maturità

  • Saper classificare una rete per estensione (LAN/MAN/WAN) motivando la scelta con esempi concreti è una richiesta tipica del colloquio.
  • All'esame ci si aspetta di saper confrontare le topologie indicando per ciascuna i vantaggi e gli svantaggi in termini di affidabilità, costo e prestazioni: il classico errore è elencarle senza valutarne i punti di forza e di debolezza.

Errori frequenti

  • Confondere la topologia fisica con quella logica: una rete cablata a stella su uno switch può comportarsi logicamente come un bus a livello di dominio di collisione, ma le due descrizioni rispondono a domande diverse.
  • Ritenere che Internet sia « una grande LAN »: Internet è una WAN, l'interconnessione mondiale di reti eterogenee, non una singola rete locale.

Approfondimento

L'idea che rende possibili le reti moderne è la commutazione di pacchetto (packet switching), contrapposta alla commutazione di circuito (circuit switching) della vecchia telefonia. Nella commutazione di circuito si riserva un canale dedicato per l'intera durata della comunicazione: garantito ma inefficiente, perché il canale resta occupato anche nelle pause. Nella commutazione di pacchetto il messaggio è spezzato in pacchetti che viaggiano indipendentemente, condividendo i collegamenti con il traffico altrui (multiplazione statistica): nessuna risorsa resta riservata inutilmente e la rete sfrutta meglio la banda, al prezzo di ritardi variabili e di possibili congestioni. È il principio fondante di Internet. Le prestazioni di un collegamento si misurano con grandezze da tenere ben distinte: la larghezza di banda (bandwidth) è la capacità massima del canale (bit al secondo); la latenza è il ritardo perché un bit raggiunga la destinazione, somma di più componenti — il ritardo di propagazione (dipende dalla distanza e dalla velocità del segnale nel mezzo), il ritardo di trasmissione (tempo per «spingere» tutti i bit sul canale, pari a dimensione diviso banda) e i ritardi di accodamento nei nodi; il throughput è infine il tasso effettivamente ottenuto, di norma inferiore alla banda nominale. Banda alta non significa bassa latenza: un collegamento satellitare può avere grande capacità ma latenza elevata per la lunga distanza da percorrere.

Ripasso attivo

Una scuola deve collegare 24 computer di un laboratorio, una sala docenti e la segreteria, con uscita verso Internet. Descrivi la classificazione della rete per estensione, scegli e motiva una topologia per il laboratorio e indica i dispositivi necessari per raggiungere ciascun obiettivo.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Il modello a strati: ISO/OSI e TCP/IP#

●●○StandardLPOSA-informatica-RC-retiLPModelli di riferimento a strati: ISO/OSI e architettura TCP/IP

Punti chiave

Per dominare la complessità della comunicazione in rete si adotta un'architettura a strati (layer): il problema globale viene scomposto in livelli sovrapposti, ciascuno dei quali offre un servizio al livello superiore e si appoggia ai servizi del livello inferiore. Ogni livello dialoga « logicamente » con il livello omologo (peer) dell'altro nodo attraverso un protocollo, senza conoscere i dettagli interni degli altri livelli. Questo principio di modularità e incapsulamento rende le reti scalabili e manutenibili.
Il modello di riferimento ISO/OSI (International Organization for Standardization / Open Systems Interconnection) organizza la comunicazione in sette livelli, dal più basso al più alto: 1) Fisico, 2) Collegamento dati (Data Link), 3) Rete (Network), 4) Trasporto (Transport), 5) Sessione, 6) Presentazione, 7) Applicazione. È un modello concettuale di riferimento, utile per descrivere e confrontare le funzioni, più che un'implementazione realmente in uso (vedi Fig. 2).

Schema comparativo ISO/OSI (7 livelli) e TCP/IP (4 livelli)

ISO/OSI e TCP/IP a confrontoTabella con 2 colonne e 7 righe, Dati: TCP/IP (4 liv.) · ISO/OSI (7 liv.); Applicazione · 7 Applicazione; Applicazione · 6 Presentazione; Applicazione · 5 Sessione; Trasporto · 4 Trasporto; Internet (IP) · 3 Rete; Accesso rete · 2 Collegamento; Accesso rete · 1 FisicoTCP/IP (4 LIV.)ISO/OSI (7 LIV.)Applicazione7 ApplicazioneApplicazione6 PresentazioneApplicazione5 SessioneTrasporto4 TrasportoInternet (IP)3 ReteAccesso rete2 CollegamentoAccesso rete1 Fisico
Fig. 2I sette livelli del modello ISO/OSI si raggruppano nei quattro livelli del modello TCP/IP.
L'architettura TCP/IP è invece il modello effettivamente implementato in Internet ed è organizzata in quattro livelli: Accesso alla rete (host-to-network), Internet (con il protocollo IP), Trasporto (TCP e UDP) e Applicazione. I sette livelli OSI si mappano sui quattro TCP/IP: fisico e collegamento confluiscono nell'accesso alla rete; il livello rete corrisponde al livello Internet; il trasporto coincide; sessione, presentazione e applicazione confluiscono nell'unico livello applicazione di TCP/IP.
Lungo la pila i dati subiscono l'incapsulamento: scendendo dall'alto verso il basso, ogni livello aggiunge la propria intestazione (header) all'unità di dati ricevuta dal livello superiore, formando la PDU (Protocol Data Unit) di quel livello — segmento al trasporto, pacchetto (datagramma) al livello rete, frame (trama) al livello collegamento. In ricezione avviene il decapsulamento inverso: ogni livello rimuove la propria intestazione e passa il contenuto al livello superiore. Così la comunicazione « reale » è verticale lungo la pila, mentre quella « logica » è orizzontale fra livelli omologhi.
Esempio svolto

Incapsulamento di un messaggio lungo la pila

Un'applicazione web invia una richiesta HTTP. Descrivi che cosa accade ai dati mentre attraversano la pila TCP/IP dal mittente, indicando le PDU dei vari livelli, e che cosa succede in ricezione.

  1. 01Livello Applicazione

    L'applicazione (browser) produce il messaggio HTTP, cioè i dati da trasmettere.

  2. 02Livello Trasporto

    TCP aggiunge la propria intestazione con le porte sorgente e destinazione e il numero di sequenza: si forma il segmento.

  3. 03Livello Internet

    IP aggiunge l'intestazione con indirizzo IP sorgente e destinazione: si forma il pacchetto (datagramma).

  4. 04Livello Accesso alla rete

    Il livello di collegamento aggiunge l'intestazione con gli indirizzi MAC e una coda di controllo: si forma il frame, poi convertito in segnali fisici sul mezzo.

  5. 05Ricezione

    Sul nodo destinatario avviene il decapsulamento inverso: ogni livello, dal basso verso l'alto, rimuove la propria intestazione e consegna il contenuto al livello superiore, fino a riconsegnare il messaggio HTTP all'applicazione.

Risultato: Dati → segmento (TCP) → pacchetto (IP) → frame (collegamento) → segnali; in ricezione il percorso inverso ricostruisce il messaggio HTTP originale.

Obiettivo Maturità

  • All'esame è frequente la richiesta di confrontare ISO/OSI e TCP/IP indicando la corrispondenza fra i livelli: occorre saper dire quanti livelli ha ciascun modello e come si mappano.
  • Saper spiegare l'incapsulamento — quale header viene aggiunto a quale livello e come si chiamano le PDU (segmento, pacchetto, frame) — è un classico nodo concettuale valutato sia al colloquio sia nella prova scritta.

Errori frequenti

  • Invertire l'ordine dei livelli OSI o collocare il livello Trasporto sotto il livello Rete: l'ordine corretto, dal basso, è Fisico → Collegamento → Rete → Trasporto → Sessione → Presentazione → Applicazione.
  • Affermare che TCP/IP « non ha » i livelli sessione e presentazione: quelle funzioni esistono comunque, ma sono assorbite all'interno del livello Applicazione di TCP/IP.

Approfondimento

L'incapsulamento si comprende meglio seguendo un dato concreto lungo la pila. Un messaggio HTTP («GET /pagina») al livello applicazione viene passato al trasporto, che vi antepone l'intestazione TCP (con le porte sorgente e destinazione e i numeri di sequenza) formando un segmento; il livello rete vi antepone l'intestazione IP (con gli indirizzi IP sorgente e destinazione) formando un pacchetto; il livello collegamento vi antepone l'intestazione con gli indirizzi MAC, aggiunge in coda un codice di controllo e forma un frame, che il livello fisico trasmette come segnale. A ogni router lungo il cammino il frame viene decapsulato fino al livello rete, l'IP di destinazione è esaminato per decidere il prossimo salto e il pacchetto è reincapsulato in un nuovo frame per il collegamento successivo: gli indirizzi MAC cambiano a ogni salto, quelli IP restano invariati fino alla destinazione. È l'applicazione su grande scala dello stesso principio dell'astrazione a strati che governa i sistemi operativi: ogni livello è come una funzione con un'interfaccia stabile, che nasconde la propria implementazione a quelli sopra e sotto. A esso si affianca il principio end-to-end: le funzioni complesse e specifiche dell'applicazione (come l'affidabilità garantita da TCP) vanno collocate ai margini della rete, negli host, lasciando semplice e veloce il cuore della rete, i router — scelta di progetto che ha reso Internet straordinariamente scalabile ed estensibile.

Ripasso attivo

Disegna lo schema comparativo dei modelli ISO/OSI e TCP/IP, indicando per ciascun livello la corrispondenza e collocando i protocolli HTTP, TCP, IP ed Ethernet al livello giusto. Spiega poi che cosa accade a un messaggio applicativo mentre scende lungo la pila (incapsulamento).

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Protocolli e livelli di comunicazione#

●●○StandardLPOSA-informatica-RC-retiLPProtocolli di rete e principali livelli (collegamento, rete, trasporto, applicazione)

Punti chiave

Un protocollo è un insieme di regole condivise che governa la comunicazione fra due entità di rete: definisce la sintassi (il formato e la struttura dei messaggi), la semantica (il significato dei campi e le azioni da intraprendere) e la temporizzazione (l'ordine e i tempi degli scambi). Senza un protocollo comune due nodi non possono comprendersi, esattamente come due persone che parlano lingue diverse.
Il livello di collegamento dati (Data Link) gestisce la trasmissione affidabile fra nodi adiacenti sullo stesso segmento di rete, organizzando i bit in frame e usando gli indirizzi fisici MAC (Media Access Control), univoci e cablati nella scheda di rete. Il protocollo di riferimento per le LAN è Ethernet; al livello collegamento si collocano anche il rilevamento degli errori e la disciplina di accesso al mezzo condiviso.
Il livello rete (Internet) si occupa dell'instradamento dei pacchetti attraverso reti diverse, dalla sorgente alla destinazione, usando l'indirizzo logico IP. Il protocollo IP è privo di connessione (connectionless) e « best effort »: non garantisce la consegna né l'ordine, ma si limita a inoltrare ogni pacchetto in modo indipendente. A questo livello opera anche ICMP, usato per i messaggi diagnostici e di errore (per esempio dal comando ping).
Il livello trasporto realizza la comunicazione logica fra i processi applicativi, identificati dalle porte. TCP (Transmission Control Protocol) è orientato alla connessione: stabilisce un canale con la procedura di handshake a tre vie, numera i segmenti, ritrasmette ciò che va perduto e ne garantisce l'ordine, offrendo un servizio affidabile. UDP (User Datagram Protocol) è privo di connessione, non garantisce consegna né ordine, ma è più rapido e leggero, adatto allo streaming e ai giochi in tempo reale. Al di sopra, il livello applicazione ospita i protocolli che usano direttamente gli utenti: HTTP/HTTPS per il Web, SMTP/IMAP/POP3 per la posta, FTP per il trasferimento file, DNS per la risoluzione dei nomi (vedi Fig. 3).

Protocolli principali per livello dello stack TCP/IP

Protocolli per livello (stack TCP/IP)Tabella con 2 colonne e 4 righe, Dati: Livello · Protocolli; Applicazione · HTTP SMTP DNS FTP; Trasporto · TCP UDP; Internet · IP ICMP; Accesso rete · Ethernet MACLIVELLOPROTOCOLLIApplicazioneHTTP SMTP DNS FTPTrasportoTCP UDPInternetIP ICMPAccesso reteEthernet MAC
Fig. 3Ogni livello dello stack TCP/IP ha i propri protocolli caratteristici.
Ttrasf=DBT_{\text{trasf}} = \frac{D}{B}Ttrasf​=BD​

Tempo di trasferimento

Il tempo di trasferimento di una quantità di dati D su un canale di banda B (in bit/s) si stima come D/B. Attenzione alle unità: 1 byte = 8 bit, e 1 kbit = 1000 bit. È una stima ideale, che non considera latenza e ritrasmissioni.

Esempio svolto

Scelta del protocollo di trasporto per scenario

Confronta TCP e UDP e scegli il protocollo di trasporto più adatto per: (a) il download di un file PDF; (b) una videochiamata in diretta. Motiva ciascuna scelta indicando i protocolli di trasporto e, dove utile, quelli applicativi.

  1. 01Criterio di scelta

    Si valuta se la priorità è l'affidabilità/integrità completa (favorisce TCP) oppure la bassa latenza tollerando qualche perdita (favorisce UDP).

  2. 02Caso (a) — download PDF

    Il file deve arrivare integro e nell'ordine corretto: ogni byte conta. Si sceglie TCP, che garantisce consegna e ordine con ritrasmissione. Il protocollo applicativo può essere HTTPS o FTP.

  3. 03Caso (b) — videochiamata

    Conta la fluidità in tempo reale: un fotogramma in ritardo è inutile, meglio perderlo. Si sceglie UDP, più rapido e leggero, accettando piccole perdite a favore della bassa latenza.

  4. 04Conclusione

    La scelta dipende dal compromesso fra affidabilità e latenza richiesto dall'applicazione.

Risultato: (a) TCP (HTTPS/FTP) per integrità e ordine; (b) UDP per bassa latenza in tempo reale, tollerando perdite minime.

Obiettivo Maturità

  • La distinzione fra TCP (affidabile, orientato alla connessione, con handshake e ritrasmissione) e UDP (veloce, senza connessione, senza garanzie) con i relativi casi d'uso è una delle domande più ricorrenti.
  • Occorre saper associare ogni protocollo applicativo al suo livello e alla sua funzione: HTTP per il Web, SMTP per l'invio della posta, DNS per la risoluzione dei nomi, FTP per i file.

Errori frequenti

  • Collocare HTTP, FTP o SMTP al livello trasporto: sono protocolli di livello applicazione, che si appoggiano a TCP del livello trasporto.
  • Credere che IP garantisca la consegna ordinata e affidabile: IP è « best effort »; sono TCP (al livello superiore) e i suoi meccanismi a fornire affidabilità e ordinamento.

Approfondimento

Il servizio affidabile di TCP poggia su meccanismi che vale la pena dettagliare. La connessione si apre con l'handshake a tre vie: il client invia un segmento SYN con un numero di sequenza iniziale x; il server risponde con SYN-ACK, riconoscendo x+1 e proponendo il proprio numero y; il client conferma con un ACK di y+1. Da qui i due lati sono sincronizzati e la trasmissione può cominciare. L'affidabilità si ottiene numerando i byte (numeri di sequenza) e facendo riscontrare al ricevente ciò che ha ricevuto (ACK): se un ACK non arriva entro un tempo massimo (timeout), il mittente ritrasmette il segmento presunto perduto. Per non attendere una conferma alla volta, TCP usa la finestra scorrevole (sliding window): può tenere più segmenti «in volo» contemporaneamente, fino alla dimensione della finestra, che il ricevente adatta per il controllo di flusso, evitando di sommergere un ricevitore lento. A ciò si aggiunge il controllo della congestione: TCP riduce il proprio ritmo quando rileva perdite, interpretandole come sintomo di una rete congestionata, per non aggravare l'intasamento. La chiusura avviene con uno scambio ordinato di segmenti FIN/ACK. UDP rinuncia a tutto questo: nessun handshake, nessuna ritrasmissione, solo un rapido invio «spara e dimentica», ideale dove la tempestività conta più della completezza, come nello streaming e nei giochi in tempo reale.

Ripasso attivo

Per ciascuno dei seguenti scenari indica se è preferibile TCP o UDP, motivando la scelta: (a) il download di un documento PDF; (b) una videochiamata in tempo reale; (c) l'invio di un messaggio di posta elettronica. Per uno scenario a tua scelta indica anche il protocollo applicativo coinvolto.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Indirizzamento IP, routing e dispositivi di rete#

●●●ApprofondimentoLPOSA-informatica-RC-retiLPIndirizzamento IP, instradamento (routing) e dispositivi di rete (switch, router)

Punti chiave

Ogni interfaccia connessa a una rete TCP/IP è identificata da un indirizzo IP, l'indirizzo logico del livello rete. Nella versione IPv4 l'indirizzo è formato da 32 bit, organizzati in quattro ottetti scritti in notazione decimale puntata (per esempio 192.168.1.10): ciascun ottetto vale da 0 a 255. Lo spazio IPv4 ammette dunque 2^32 indirizzi (circa 4,3 miliardi), un numero divenuto insufficiente e che ha portato a IPv6, con indirizzi a 128 bit.
Un indirizzo IP si compone di due parti: la parte di rete (network), comune a tutti gli host della stessa sottorete, e la parte di host, che identifica il singolo dispositivo. A separare le due parti è la maschera di sottorete (subnet mask), una sequenza di bit a 1 (parte di rete) seguiti da bit a 0 (parte di host); la notazione CIDR la riassume con il suffisso /n, dove n è il numero di bit a 1. Per esempio /24 corrisponde alla maschera 255.255.255.0.
All'interno di ogni sottorete due indirizzi sono riservati e non assegnabili agli host: l'indirizzo di rete (tutti i bit di host a 0) e l'indirizzo di broadcast (tutti i bit di host a 1). Pertanto, con h bit dedicati alla parte di host, il numero di host indirizzabili è 2^h − 2. L'operazione di subnetting consiste nel suddividere una rete in sottoreti più piccole « prendendo in prestito » bit dalla parte di host, scelta di progetto fondamentale per organizzare e isolare il traffico.
I dispositivi di rete operano a livelli diversi della pila. Lo switch lavora al livello di collegamento (livello 2): inoltra i frame in base all'indirizzo MAC di destinazione, costruendo una tabella di commutazione, e segmenta i domini di collisione all'interno di una LAN. Il router lavora al livello rete (livello 3): collega reti diverse e instrada i pacchetti scegliendo, sulla base della tabella di instradamento (routing table), l'interfaccia di uscita verso la destinazione. L'instradamento è il processo con cui i router determinano, salto dopo salto, il cammino dei pacchetti dalla sorgente al destinatario (vedi Fig. 4).

Anatomia di un indirizzo IPv4 con maschera /24

Indirizzo IPv4 con maschera /24Tabella con 5 colonne e 3 righe, Dati: Ottetto · 1 · 2 · 3 · 4; Indirizzo · 192 · 168 · 1 · 10; Maschera /24 · 255 · 255 · 255 · 0; Parte · rete · rete · rete · host, cella evidenziata: 10OTTETTO1234INDIRIZZO192168110MASCHERA /242552552550PARTEretereteretehost
Fig. 4Con la maschera /24 i primi tre ottetti sono la parte di rete, l’ultimo la parte di host. Rete = 192.168.1.0; broadcast = 192.168.1.255.
Nhost=2h−2N_{\text{host}} = 2^{h} - 2Nhost​=2h−2

Host per sottorete

Con h bit dedicati alla parte di host, gli indirizzi assegnabili agli host sono 2^h − 2: si sottraggono l'indirizzo di rete (host tutti a 0) e l'indirizzo di broadcast (host tutti a 1).

h=32−nh = 32 - nh=32−n

Bit di host (IPv4 con prefisso /n)

In IPv4 l'indirizzo ha 32 bit; con prefisso CIDR /n i bit di rete sono n, quindi i bit di host sono h = 32 − n.

Esempio svolto

Subnetting: host, indirizzo di rete e di broadcast con /26

Considera la rete 192.168.10.0/26. Calcola il numero di host indirizzabili e individua l'indirizzo di rete e l'indirizzo di broadcast della prima sottorete.

  1. 01Bit di host

    Con /26 i bit di rete sono 26 su 32, quindi i bit di host sono 32 − 26 = 6.

  2. 02Host indirizzabili

    Il numero di host assegnabili è 2^6 − 2 = 64 − 2 = 62 (si escludono indirizzo di rete e di broadcast).

  3. 03Indirizzo di rete

    La prima sottorete inizia con tutti i bit di host a 0: l'indirizzo di rete è 192.168.10.0.

  4. 04Indirizzo di broadcast

    L'ultimo indirizzo del blocco da 64 (con tutti i bit di host a 1) è 192.168.10.63: questo è l'indirizzo di broadcast; gli host utilizzabili vanno da 192.168.10.1 a 192.168.10.62.

Risultato: Bit di host = 6; host indirizzabili = 62; rete = 192.168.10.0; broadcast = 192.168.10.63; intervallo host 192.168.10.1–192.168.10.62. Per collegarla a un'altra rete serve un router.

Obiettivo Maturità

  • Saper calcolare il numero di host disponibili in una sottorete data la maschera (formula 2^h − 2) e individuare indirizzo di rete e di broadcast è una competenza spesso richiesta nelle prove scritte dell'indirizzo.
  • Distinguere con precisione switch (livello 2, indirizzi MAC, dentro la LAN) e router (livello 3, indirizzi IP, fra reti diverse) è un punto valutato sia al colloquio sia negli esercizi di progettazione.

Errori frequenti

  • Dimenticare di sottrarre i due indirizzi riservati (rete e broadcast) nel conteggio degli host: con h bit di host gli indirizzi assegnabili sono 2^h − 2, non 2^h.
  • Confondere switch e router: lo switch instrada per MAC all'interno della stessa rete, il router instrada per IP fra reti diverse; non sono intercambiabili.

Approfondimento

Vale la pena svolgere un subnetting concreto. Con maschera /26 i primi 26 bit sono di rete e i restanti «32 − 26 = 6» sono di host, quindi gli host indirizzabili sono «2⁶ − 2 = 62». La maschera /26 sull'ultimo ottetto vale 255.255.255.192, e le sottoreti procedono di 64 in 64: 192.168.10.0, .64, .128, .192. Per la prima sottorete l'indirizzo di rete è 192.168.10.0 (bit di host tutti a 0), il broadcast è 192.168.10.63 (bit di host tutti a 1) e gli host validi vanno da .1 a .62. Quando un router riceve un pacchetto consulta la tabella di instradamento e applica la regola del prefisso più lungo (longest-prefix match): fra più rotte compatibili sceglie quella con la maschera più specifica, e in mancanza usa il gateway predefinito. Per consegnare fisicamente il pacchetto sull'ultimo segmento serve però l'indirizzo MAC del destinatario, che il protocollo ARP ricava dall'IP con una richiesta in broadcast «chi ha questo IP?». L'esaurimento degli indirizzi IPv4 è mitigato dalla traduzione degli indirizzi (NAT): un router fa condividere a molti dispositivi di una rete privata un unico IP pubblico, riscrivendo indirizzi e porte nei pacchetti in transito; è la ragione per cui, in casa, più dispositivi navigano dietro un solo indirizzo pubblico, in attesa dell'adozione piena di IPv6 a 128 bit.

Ripasso attivo

Data la rete 192.168.10.0 con maschera /26, determina: il numero di bit dedicati alla parte di host, il numero di host indirizzabili, l'indirizzo di rete e l'indirizzo di broadcast della prima sottorete. Indica infine quale dispositivo serve per collegare questa sottorete a un'altra rete.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 05

Cenni alla sicurezza e alle reti wireless#

●●●ApprofondimentoLPOSA-informatica-RC-retiLPCenni alla sicurezza delle reti (crittografia, firewall) e alle reti wireless

Punti chiave

La sicurezza di una rete mira a garantire tre proprietà fondamentali, spesso riassunte nella triade CIA: la riservatezza (confidentiality), cioè che i dati siano leggibili solo dagli autorizzati; l'integrità (integrity), cioè che non vengano alterati; e la disponibilità (availability), cioè che i servizi restino accessibili a chi ne ha diritto. Le minacce includono l'intercettazione del traffico, la manomissione dei dati e gli attacchi che negano il servizio.
La crittografia è lo strumento principale per la riservatezza: trasforma il messaggio in chiaro in un testo cifrato mediante una chiave, in modo che solo chi possiede la chiave corretta possa decifrarlo. Nella crittografia simmetrica mittente e destinatario condividono un'unica chiave segreta: è veloce, ma pone il problema di scambiare la chiave in modo sicuro. Nella crittografia asimmetrica (a chiave pubblica) ogni utente ha una coppia di chiavi — una pubblica, distribuibile liberamente, e una privata, segreta: ciò che è cifrato con la pubblica si decifra solo con la corrispondente privata, risolvendo il problema dello scambio della chiave e abilitando la firma digitale (vedi Fig. 5).

Crittografia asimmetrica: cifratura con chiave pubblica, decifratura con chiave privata

Crittografia asimmetricaGrafo, Messaggio in chiaro (Alice) → Cifra con pubblica(B), Cifra con pubblica(B) → Testo cifrato · rete, Testo cifrato · rete → Decifra con privata(B), Decifra con privata(B) → Messaggio in chiaro (Bruno)Messaggio inchiaro (Alice)Cifra conpubblica(B)Testo cifrato ·reteDecifra conprivata(B)Messaggio inchiaro (Bruno)
Fig. 5Alice cifra con la chiave pubblica di Bruno; il testo cifrato viaggia in rete; solo la chiave privata di Bruno lo decifra.
Il firewall è un dispositivo, o un software, che filtra il traffico tra la rete interna e l'esterno (tipicamente Internet) applicando un insieme di regole: decide quali pacchetti lasciare passare e quali bloccare in base a indirizzi, porte e protocolli. Costituisce la prima linea di difesa perimetrale di una rete. Su questo livello si collocano anche meccanismi come la traduzione degli indirizzi (NAT) e le reti private virtuali (VPN), che creano un canale cifrato su una rete pubblica.
Le reti wireless (Wi-Fi, standard IEEE 802.11) trasmettono i dati via onde radio anziché su cavo, offrendo mobilità ma esponendo il segnale a chiunque sia nel raggio di copertura: per questo la sicurezza è particolarmente critica e si affida a protocolli di cifratura del traffico radio, oggi WPA2 e WPA3 (il vecchio WEP è ormai insicuro e da non usare). Sul Web, la sicurezza dei dati in transito è garantita da HTTPS, cioè HTTP incapsulato nel protocollo crittografico TLS, che cifra la comunicazione fra browser e server.
Esempio svolto

Invio riservato di un messaggio con crittografia a chiave pubblica

Alice vuole inviare a Bruno un messaggio riservato, ma i due non hanno mai condiviso una chiave segreta. Descrivi passo per passo come ottenere la riservatezza usando la crittografia asimmetrica e spiega perché un intercettatore non può leggere il messaggio.

  1. 01Chiavi di Bruno

    Bruno possiede una coppia di chiavi: una pubblica, che chiunque può conoscere, e una privata, che tiene segreta.

  2. 02Recupero della chiave pubblica

    Alice ottiene la chiave pubblica di Bruno (può essere distribuita liberamente, anche su un canale non sicuro).

  3. 03Cifratura

    Alice cifra il messaggio con la chiave pubblica di Bruno e invia il testo cifrato sulla rete.

  4. 04Decifratura

    Solo Bruno, con la propria chiave privata, può decifrare e leggere il messaggio.

  5. 05Perché è sicuro

    Un intercettatore può conoscere la chiave pubblica e catturare il testo cifrato, ma senza la chiave privata di Bruno non riesce a decifrarlo: la riservatezza è garantita senza scambio preventivo di un segreto.

Risultato: Cifrando con la chiave PUBBLICA del destinatario e decifrando con la sua chiave PRIVATA, due interlocutori ottengono riservatezza senza aver mai condiviso un segreto.

Obiettivo Maturità

  • Saper distinguere crittografia simmetrica e asimmetrica indicando vantaggi, svantaggi e il problema dello scambio della chiave è una richiesta tipica del colloquio.
  • All'esame ci si aspetta di saper spiegare la funzione del firewall come filtro perimetrale e il ruolo di HTTPS/TLS nella protezione dei dati in transito; va dichiarato che questi sono cenni introduttivi, non una trattazione esaustiva della sicurezza.

Errori frequenti

  • Confondere le due chiavi della crittografia asimmetrica: la chiave pubblica si distribuisce e serve a cifrare (o a verificare una firma), la chiave privata resta segreta e serve a decifrare (o a firmare); non sono intercambiabili.
  • Ritenere che un firewall « cifri » i dati: il firewall filtra e controlla il traffico in base a regole, mentre la riservatezza dei dati è compito della crittografia (TLS/HTTPS, VPN).

Approfondimento

La crittografia a chiave pubblica poggia su funzioni a senso unico con «botola» (trapdoor): operazioni facili da calcolare ma difficilissime da invertire senza conoscere un segreto. L'algoritmo RSA, per esempio, sfrutta la facilità di moltiplicare due grandi numeri primi e l'estrema difficoltà di rifattorizzarne il prodotto: la chiave pubblica deriva dal prodotto, la privata dai fattori primi. Da qui discende la firma digitale, che garantisce integrità e autenticità: il mittente calcola un'impronta (hash) del messaggio con una funzione di hash crittografica — che comprime un testo qualunque in un valore di lunghezza fissa e per cui è impraticabile trovare due messaggi con lo stesso hash — e la cifra con la propria chiave privata; chiunque, con la chiave pubblica del mittente, può decifrare l'impronta e confrontarla con quella ricalcolata, verificando che il messaggio provenga davvero da lui e non sia stato alterato. Perché ci si possa fidare che una chiave pubblica appartenga a un dato soggetto interviene un'autorità di certificazione (CA), che firma certificati digitali legando identità e chiave (infrastruttura a chiave pubblica, PKI). HTTPS combina tutto in modo ingegnoso: nella fase iniziale (handshake TLS) usa la crittografia asimmetrica, più lenta, solo per autenticare il server tramite il suo certificato e concordare una chiave di sessione, poi passa alla crittografia simmetrica, più veloce, per cifrare l'intero traffico — unendo la sicurezza dello scambio delle chiavi all'efficienza della cifratura di grandi volumi di dati.

Ripasso attivo

Spiega come due interlocutori che non hanno mai condiviso una chiave possano comunicare in modo riservato usando la crittografia asimmetrica. Indica poi quale ruolo svolgono un firewall e il protocollo HTTPS nella sicurezza complessiva di una comunicazione in rete.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 05

    • 01Concetti di base e topologie delle reti○
    • 02Il modello a strati: ISO/OSI e TCP/IP◐
    • 03Protocolli e livelli di comunicazione◐
    • 04Indirizzamento IP, routing e dispositivi di rete●
    • 05Cenni alla sicurezza e alle reti wireless●

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Reti di computer e protocolli

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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