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Una rete di computer è un insieme di nodi autonomi collegati da mezzi trasmissivi e governati da regole condivise — i protocolli — che consentono lo scambio affidabile di dati. Questo appunto ripercorre i concetti di base e le topologie, i modelli a strati ISO/OSI e TCP/IP, i protocolli dei vari livelli, l'indirizzamento IP con l'instradamento e i dispositivi di rete, fino ai cenni di sicurezza e alle reti wireless. L'argomento rientra a pieno titolo nell'Esame di Stato: è materia di colloquio e può comparire nella seconda prova dell'indirizzo Scienze Applicate.
5 sezioni~27 min di lettura3 competenzeLivello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 2Verificato · 07/2026
livello base
È richiesto saper descrivere i concetti di base (nodi, topologie, LAN/MAN/WAN), il senso del modello a strati e la funzione dei protocolli TCP/IP principali, oltre alla lettura di un indirizzo IP.
livello avanzato
L'indirizzo Scienze Applicate approfondisce la corrispondenza fra i livelli ISO/OSI e TCP/IP, il calcolo della suddivisione in sottoreti (subnetting) con la maschera, l'instradamento e i meccanismi di sicurezza (crittografia simmetrica/asimmetrica, firewall).
Profondità di lettura: Approfondimento
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Le quattro topologie di rete fondamentali
Per un laboratorio di 24 postazioni occorre realizzare una LAN affidabile e facile da gestire. Quale topologia adottare e perché? Che cosa accade in caso di guasto di un cavo o del dispositivo centrale?
L'area è un singolo locale: si tratta di una LAN (Local Area Network), che richiede alta velocità e bassa latenza.
Si adotta la topologia a stella: ogni postazione è collegata con un proprio cavo UTP a uno switch centrale. È la scelta standard nelle LAN moderne per gestibilità e isolamento dei guasti.
Il guasto di un singolo cavo isola solo il nodo corrispondente, lasciando operativa la rete. Il guasto dello switch centrale, invece, blocca l'intera rete: è il punto unico di rottura (single point of failure) della stella.
Il vantaggio in gestibilità e robustezza ai guasti di linea giustifica la scelta della stella per il laboratorio; per servizi critici si può prevedere uno switch di riserva.
Risultato: Topologia a stella su switch: guasto di un cavo = un nodo isolato; guasto del centro stella = rete bloccata. Vantaggi in gestibilità e isolamento dei guasti rispetto a bus e anello.
Errori frequenti
Approfondimento
L'idea che rende possibili le reti moderne è la commutazione di pacchetto (packet switching), contrapposta alla commutazione di circuito (circuit switching) della vecchia telefonia. Nella commutazione di circuito si riserva un canale dedicato per l'intera durata della comunicazione: garantito ma inefficiente, perché il canale resta occupato anche nelle pause. Nella commutazione di pacchetto il messaggio è spezzato in pacchetti che viaggiano indipendentemente, condividendo i collegamenti con il traffico altrui (multiplazione statistica): nessuna risorsa resta riservata inutilmente e la rete sfrutta meglio la banda, al prezzo di ritardi variabili e di possibili congestioni. È il principio fondante di Internet. Le prestazioni di un collegamento si misurano con grandezze da tenere ben distinte: la larghezza di banda (bandwidth) è la capacità massima del canale (bit al secondo); la latenza è il ritardo perché un bit raggiunga la destinazione, somma di più componenti — il ritardo di propagazione (dipende dalla distanza e dalla velocità del segnale nel mezzo), il ritardo di trasmissione (tempo per «spingere» tutti i bit sul canale, pari a dimensione diviso banda) e i ritardi di accodamento nei nodi; il throughput è infine il tasso effettivamente ottenuto, di norma inferiore alla banda nominale. Banda alta non significa bassa latenza: un collegamento satellitare può avere grande capacità ma latenza elevata per la lunga distanza da percorrere.
Ripasso attivo
Una scuola deve collegare 24 computer di un laboratorio, una sala docenti e la segreteria, con uscita verso Internet. Descrivi la classificazione della rete per estensione, scegli e motiva una topologia per il laboratorio e indica i dispositivi necessari per raggiungere ciascun obiettivo.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema comparativo ISO/OSI (7 livelli) e TCP/IP (4 livelli)
Un'applicazione web invia una richiesta HTTP. Descrivi che cosa accade ai dati mentre attraversano la pila TCP/IP dal mittente, indicando le PDU dei vari livelli, e che cosa succede in ricezione.
L'applicazione (browser) produce il messaggio HTTP, cioè i dati da trasmettere.
TCP aggiunge la propria intestazione con le porte sorgente e destinazione e il numero di sequenza: si forma il segmento.
IP aggiunge l'intestazione con indirizzo IP sorgente e destinazione: si forma il pacchetto (datagramma).
Il livello di collegamento aggiunge l'intestazione con gli indirizzi MAC e una coda di controllo: si forma il frame, poi convertito in segnali fisici sul mezzo.
Sul nodo destinatario avviene il decapsulamento inverso: ogni livello, dal basso verso l'alto, rimuove la propria intestazione e consegna il contenuto al livello superiore, fino a riconsegnare il messaggio HTTP all'applicazione.
Risultato: Dati → segmento (TCP) → pacchetto (IP) → frame (collegamento) → segnali; in ricezione il percorso inverso ricostruisce il messaggio HTTP originale.
Errori frequenti
Approfondimento
L'incapsulamento si comprende meglio seguendo un dato concreto lungo la pila. Un messaggio HTTP («GET /pagina») al livello applicazione viene passato al trasporto, che vi antepone l'intestazione TCP (con le porte sorgente e destinazione e i numeri di sequenza) formando un segmento; il livello rete vi antepone l'intestazione IP (con gli indirizzi IP sorgente e destinazione) formando un pacchetto; il livello collegamento vi antepone l'intestazione con gli indirizzi MAC, aggiunge in coda un codice di controllo e forma un frame, che il livello fisico trasmette come segnale. A ogni router lungo il cammino il frame viene decapsulato fino al livello rete, l'IP di destinazione è esaminato per decidere il prossimo salto e il pacchetto è reincapsulato in un nuovo frame per il collegamento successivo: gli indirizzi MAC cambiano a ogni salto, quelli IP restano invariati fino alla destinazione. È l'applicazione su grande scala dello stesso principio dell'astrazione a strati che governa i sistemi operativi: ogni livello è come una funzione con un'interfaccia stabile, che nasconde la propria implementazione a quelli sopra e sotto. A esso si affianca il principio end-to-end: le funzioni complesse e specifiche dell'applicazione (come l'affidabilità garantita da TCP) vanno collocate ai margini della rete, negli host, lasciando semplice e veloce il cuore della rete, i router — scelta di progetto che ha reso Internet straordinariamente scalabile ed estensibile.
Ripasso attivo
Disegna lo schema comparativo dei modelli ISO/OSI e TCP/IP, indicando per ciascun livello la corrispondenza e collocando i protocolli HTTP, TCP, IP ed Ethernet al livello giusto. Spiega poi che cosa accade a un messaggio applicativo mentre scende lungo la pila (incapsulamento).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Protocolli principali per livello dello stack TCP/IP
Tempo di trasferimento
Il tempo di trasferimento di una quantità di dati D su un canale di banda B (in bit/s) si stima come D/B. Attenzione alle unità: 1 byte = 8 bit, e 1 kbit = 1000 bit. È una stima ideale, che non considera latenza e ritrasmissioni.
Confronta TCP e UDP e scegli il protocollo di trasporto più adatto per: (a) il download di un file PDF; (b) una videochiamata in diretta. Motiva ciascuna scelta indicando i protocolli di trasporto e, dove utile, quelli applicativi.
Si valuta se la priorità è l'affidabilità/integrità completa (favorisce TCP) oppure la bassa latenza tollerando qualche perdita (favorisce UDP).
Il file deve arrivare integro e nell'ordine corretto: ogni byte conta. Si sceglie TCP, che garantisce consegna e ordine con ritrasmissione. Il protocollo applicativo può essere HTTPS o FTP.
Conta la fluidità in tempo reale: un fotogramma in ritardo è inutile, meglio perderlo. Si sceglie UDP, più rapido e leggero, accettando piccole perdite a favore della bassa latenza.
La scelta dipende dal compromesso fra affidabilità e latenza richiesto dall'applicazione.
Risultato: (a) TCP (HTTPS/FTP) per integrità e ordine; (b) UDP per bassa latenza in tempo reale, tollerando perdite minime.
Errori frequenti
Approfondimento
Il servizio affidabile di TCP poggia su meccanismi che vale la pena dettagliare. La connessione si apre con l'handshake a tre vie: il client invia un segmento SYN con un numero di sequenza iniziale x; il server risponde con SYN-ACK, riconoscendo x+1 e proponendo il proprio numero y; il client conferma con un ACK di y+1. Da qui i due lati sono sincronizzati e la trasmissione può cominciare. L'affidabilità si ottiene numerando i byte (numeri di sequenza) e facendo riscontrare al ricevente ciò che ha ricevuto (ACK): se un ACK non arriva entro un tempo massimo (timeout), il mittente ritrasmette il segmento presunto perduto. Per non attendere una conferma alla volta, TCP usa la finestra scorrevole (sliding window): può tenere più segmenti «in volo» contemporaneamente, fino alla dimensione della finestra, che il ricevente adatta per il controllo di flusso, evitando di sommergere un ricevitore lento. A ciò si aggiunge il controllo della congestione: TCP riduce il proprio ritmo quando rileva perdite, interpretandole come sintomo di una rete congestionata, per non aggravare l'intasamento. La chiusura avviene con uno scambio ordinato di segmenti FIN/ACK. UDP rinuncia a tutto questo: nessun handshake, nessuna ritrasmissione, solo un rapido invio «spara e dimentica», ideale dove la tempestività conta più della completezza, come nello streaming e nei giochi in tempo reale.
Ripasso attivo
Per ciascuno dei seguenti scenari indica se è preferibile TCP o UDP, motivando la scelta: (a) il download di un documento PDF; (b) una videochiamata in tempo reale; (c) l'invio di un messaggio di posta elettronica. Per uno scenario a tua scelta indica anche il protocollo applicativo coinvolto.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Anatomia di un indirizzo IPv4 con maschera /24
Host per sottorete
Con h bit dedicati alla parte di host, gli indirizzi assegnabili agli host sono 2^h − 2: si sottraggono l'indirizzo di rete (host tutti a 0) e l'indirizzo di broadcast (host tutti a 1).
Bit di host (IPv4 con prefisso /n)
In IPv4 l'indirizzo ha 32 bit; con prefisso CIDR /n i bit di rete sono n, quindi i bit di host sono h = 32 − n.
Considera la rete 192.168.10.0/26. Calcola il numero di host indirizzabili e individua l'indirizzo di rete e l'indirizzo di broadcast della prima sottorete.
Con /26 i bit di rete sono 26 su 32, quindi i bit di host sono 32 − 26 = 6.
Il numero di host assegnabili è 2^6 − 2 = 64 − 2 = 62 (si escludono indirizzo di rete e di broadcast).
La prima sottorete inizia con tutti i bit di host a 0: l'indirizzo di rete è 192.168.10.0.
L'ultimo indirizzo del blocco da 64 (con tutti i bit di host a 1) è 192.168.10.63: questo è l'indirizzo di broadcast; gli host utilizzabili vanno da 192.168.10.1 a 192.168.10.62.
Risultato: Bit di host = 6; host indirizzabili = 62; rete = 192.168.10.0; broadcast = 192.168.10.63; intervallo host 192.168.10.1–192.168.10.62. Per collegarla a un'altra rete serve un router.
Errori frequenti
Approfondimento
Vale la pena svolgere un subnetting concreto. Con maschera /26 i primi 26 bit sono di rete e i restanti «32 − 26 = 6» sono di host, quindi gli host indirizzabili sono «2⁶ − 2 = 62». La maschera /26 sull'ultimo ottetto vale 255.255.255.192, e le sottoreti procedono di 64 in 64: 192.168.10.0, .64, .128, .192. Per la prima sottorete l'indirizzo di rete è 192.168.10.0 (bit di host tutti a 0), il broadcast è 192.168.10.63 (bit di host tutti a 1) e gli host validi vanno da .1 a .62. Quando un router riceve un pacchetto consulta la tabella di instradamento e applica la regola del prefisso più lungo (longest-prefix match): fra più rotte compatibili sceglie quella con la maschera più specifica, e in mancanza usa il gateway predefinito. Per consegnare fisicamente il pacchetto sull'ultimo segmento serve però l'indirizzo MAC del destinatario, che il protocollo ARP ricava dall'IP con una richiesta in broadcast «chi ha questo IP?». L'esaurimento degli indirizzi IPv4 è mitigato dalla traduzione degli indirizzi (NAT): un router fa condividere a molti dispositivi di una rete privata un unico IP pubblico, riscrivendo indirizzi e porte nei pacchetti in transito; è la ragione per cui, in casa, più dispositivi navigano dietro un solo indirizzo pubblico, in attesa dell'adozione piena di IPv6 a 128 bit.
Ripasso attivo
Data la rete 192.168.10.0 con maschera /26, determina: il numero di bit dedicati alla parte di host, il numero di host indirizzabili, l'indirizzo di rete e l'indirizzo di broadcast della prima sottorete. Indica infine quale dispositivo serve per collegare questa sottorete a un'altra rete.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Crittografia asimmetrica: cifratura con chiave pubblica, decifratura con chiave privata
Alice vuole inviare a Bruno un messaggio riservato, ma i due non hanno mai condiviso una chiave segreta. Descrivi passo per passo come ottenere la riservatezza usando la crittografia asimmetrica e spiega perché un intercettatore non può leggere il messaggio.
Bruno possiede una coppia di chiavi: una pubblica, che chiunque può conoscere, e una privata, che tiene segreta.
Alice ottiene la chiave pubblica di Bruno (può essere distribuita liberamente, anche su un canale non sicuro).
Alice cifra il messaggio con la chiave pubblica di Bruno e invia il testo cifrato sulla rete.
Solo Bruno, con la propria chiave privata, può decifrare e leggere il messaggio.
Un intercettatore può conoscere la chiave pubblica e catturare il testo cifrato, ma senza la chiave privata di Bruno non riesce a decifrarlo: la riservatezza è garantita senza scambio preventivo di un segreto.
Risultato: Cifrando con la chiave PUBBLICA del destinatario e decifrando con la sua chiave PRIVATA, due interlocutori ottengono riservatezza senza aver mai condiviso un segreto.
Errori frequenti
Approfondimento
La crittografia a chiave pubblica poggia su funzioni a senso unico con «botola» (trapdoor): operazioni facili da calcolare ma difficilissime da invertire senza conoscere un segreto. L'algoritmo RSA, per esempio, sfrutta la facilità di moltiplicare due grandi numeri primi e l'estrema difficoltà di rifattorizzarne il prodotto: la chiave pubblica deriva dal prodotto, la privata dai fattori primi. Da qui discende la firma digitale, che garantisce integrità e autenticità: il mittente calcola un'impronta (hash) del messaggio con una funzione di hash crittografica — che comprime un testo qualunque in un valore di lunghezza fissa e per cui è impraticabile trovare due messaggi con lo stesso hash — e la cifra con la propria chiave privata; chiunque, con la chiave pubblica del mittente, può decifrare l'impronta e confrontarla con quella ricalcolata, verificando che il messaggio provenga davvero da lui e non sia stato alterato. Perché ci si possa fidare che una chiave pubblica appartenga a un dato soggetto interviene un'autorità di certificazione (CA), che firma certificati digitali legando identità e chiave (infrastruttura a chiave pubblica, PKI). HTTPS combina tutto in modo ingegnoso: nella fase iniziale (handshake TLS) usa la crittografia asimmetrica, più lenta, solo per autenticare il server tramite il suo certificato e concordare una chiave di sessione, poi passa alla crittografia simmetrica, più veloce, per cifrare l'intero traffico — unendo la sicurezza dello scambio delle chiavi all'efficienza della cifratura di grandi volumi di dati.
Ripasso attivo
Spiega come due interlocutori che non hanno mai condiviso una chiave possano comunicare in modo riservato usando la crittografia asimmetrica. Indica poi quale ruolo svolgono un firewall e il protocollo HTTPS nella sicurezza complessiva di una comunicazione in rete.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti