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Struttura di Internet e servizi di rete

Internet è la « rete delle reti »: un'infrastruttura mondiale che collega reti eterogenee attraverso la pila di protocolli TCP/IP, sulla quale poggiano i servizi che usiamo ogni giorno. In questo argomento si studiano l'architettura della rete (modello client/server e peer-to-peer), il sistema dei nomi a dominio (DNS), il World Wide Web con i protocolli HTTP/HTTPS e gli URL, i principali servizi (posta elettronica, trasferimento file, cloud) e i temi della sicurezza, dell'identità digitale e della cittadinanza in rete. L'obiettivo è collegare ogni protocollo al servizio che ne fa uso e usare la rete in modo consapevole e critico.

5 sezioni·~27 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 3 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0999 / 14
Profilo d’esame
Comprendere l'architettura di Internet e il funzionamento dei suoi servizi principaliUtilizzare in modo consapevole e critico i servizi di rete, valutandone implicazioni e rischiCollegare i protocolli di rete ai servizi che ne fanno uso
Operatori:descrivispiegaillustraanalizzaconfrontaclassificagiustificainterpreta

livello base

È richiesto saper descrivere l'architettura di Internet, il modello client/server, il funzionamento del DNS e del Web (HTTP/URL) e i principali servizi di rete, usandoli con consapevolezza dei rischi.

livello avanzato

L'indirizzo Scienze Applicate approfondisce il rapporto fra protocolli e servizi (lo « stack » applicativo), la differenza HTTP/HTTPS e il ruolo della crittografia, e l'analisi critica di affidabilità, privacy e identità digitale.

Profondità

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Contenuti · 5 sezioni▾
  1. Struttura di Internet e servizi di rete
    • 01Internet: struttura, client/server e peer-to-peer○
    • 02Indirizzi, DNS e organizzazione dei nomi◐
    • 03Il World Wide Web: HTTP, URL e browser◐
    • 04I principali servizi di rete (posta, file, cloud)◐
    • 05Sicurezza, identità digitale e cittadinanza in rete●
§ 01

Internet: struttura, client/server e peer-to-peer#

●○○BaseLPOSA-informatica-IS-internet-serviziLPStruttura e funzionamento di Internet: la rete delle reti; client/server e peer-to-peer

Punti chiave

Internet è la « rete delle reti »: non un'unica grande rete, ma l'interconnessione mondiale di milioni di reti autonome (domestiche, aziendali, di università e di operatori) che cooperano grazie a un insieme condiviso di regole, i protocolli. Nessuno « possiede » Internet nella sua interezza: ciascuna rete è gestita autonomamente, ma tutte parlano la stessa lingua, la pila di protocolli TCP/IP, e questo permette a un dispositivo a Vienna di dialogare con un server in California.
Il principio fondante è la commutazione di pacchetto (packet switching): il messaggio non viaggia come un flusso continuo su un circuito dedicato, ma viene spezzato in pacchetti, ciascuno instradato in modo indipendente attraverso i nodi della rete (i router) e ricomposto a destinazione. Questo rende la rete robusta (se un nodo cade, i pacchetti seguono un'altra strada) ed efficiente (i collegamenti sono condivisi da molte comunicazioni). L'idea risale alla rete ARPANET (fine anni '60), antenata di Internet.
Il modello di interazione più diffuso è il client/server: un programma client (per esempio il browser) richiede un servizio e un programma server (per esempio un web server) lo eroga, rispondendo alle richieste. I ruoli sono asimmetrici e ben definiti — il server attende ed evade richieste, il client le inizia — ed è il modello su cui poggiano il Web, la posta elettronica e gran parte dei servizi di rete (Fig. 1).

Modello client/server e modello peer-to-peer a confronto

Client/server e peer-to-peerfigura a più pannelli, 2 pannelli, Dati: Client / server — Grafo, 5 nodi, 4 archi; Peer-to-peer — Grafo, 4 nodi, 6 archiClient/server e peer-to-peerserverclientclientclientclientClient / serverPeer-to-peer
Fig. 1Nel client/server i client dipendono da un server centrale; nel peer-to-peer ogni nodo è insieme client e server.
Nel modello peer-to-peer (P2P), al contrario, i nodi (i « pari ») hanno pari dignità: ogni nodo è insieme client e server, offrendo e richiedendo risorse senza un server centrale che faccia da intermediario. È il modello di reti di condivisione di file, di alcune reti di telefonia su Internet e delle tecnologie a registro distribuito. Il P2P è più scalabile e resiliente (non ha un singolo punto di guasto), ma più difficile da governare e da rendere sicuro rispetto al client/server.
Internet è organizzata per livelli (la pila TCP/IP): ogni livello fornisce un servizio a quello superiore e si appoggia a quello inferiore (ripasso del modello a strati ISO/OSI e TCP/IP). I servizi che studieremo — Web, posta, trasferimento file — vivono al livello applicazione e usano i servizi di trasporto (TCP, UDP) e di rete (IP) sottostanti: capire questa stratificazione è la chiave per collegare ogni protocollo al servizio che ne fa uso.
Esempio svolto

Riconoscere il modello di interazione

Per ciascuno dei seguenti casi indica se si tratta prevalentemente di un'architettura client/server o peer-to-peer e motiva la risposta: (a) consultare una pagina web con il browser; (b) una rete di condivisione di file in cui ciascun utente scarica da e fornisce frammenti agli altri.

  1. 01Analisi del caso (a)

    Il browser è un client che invia una richiesta; il web server, programma sempre in ascolto, risponde inviando la pagina. I ruoli sono asimmetrici e fissi.

  2. 02Classificazione di (a)

    È un'architettura client/server: c'è un nodo che eroga il servizio (server) e uno che lo richiede (client).

  3. 03Analisi del caso (b)

    Ogni utente al tempo stesso scarica frammenti (agisce da client) e ne fornisce ad altri (agisce da server); non esiste un server centrale che custodisca il file.

  4. 04Classificazione di (b)

    È un'architettura peer-to-peer: i nodi sono pari e ciascuno è insieme client e server.

Risultato: (a) client/server (ruoli asimmetrici, server in ascolto); (b) peer-to-peer (nodi pari, ciascuno client e server, nessun server centrale).

Obiettivo Maturità

  • Saper spiegare con precisione perché Internet è « la rete delle reti » e che cosa garantisce l'interoperabilità (i protocolli comuni, TCP/IP).
  • Saper confrontare il modello client/server e il modello peer-to-peer indicando per ciascuno ruoli dei nodi, un esempio reale e un vantaggio/limite.

Errori frequenti

  • Confondere Internet con il World Wide Web: il Web è solo UNO dei servizi che viaggiano su Internet, non l'intera rete.
  • Pensare che in una comunicazione i dati viaggino come un flusso unico su una linea dedicata: in Internet il messaggio è suddiviso in pacchetti instradati indipendentemente (commutazione di pacchetto).

Approfondimento

Dietro l'idea di «rete delle reti» c'è una struttura tecnica ed economica a livelli. Ogni rete autonoma è un sistema autonomo (AS, Autonomous System) con un proprio identificatore, e gli operatori si organizzano in una gerarchia: i provider di livello 1 (Tier-1) formano la dorsale mondiale e si scambiano traffico alla pari (peering); sotto di loro i provider regionali (Tier-2) e locali (Tier-3) acquistano connettività (transito) e servono l'utente finale; i punti di interscambio (IXP) sono i luoghi fisici in cui le reti si connettono. A far dialogare i sistemi autonomi è il protocollo di instradamento fra domini BGP (Border Gateway Protocol), che propaga le informazioni su come raggiungere ogni blocco di indirizzi. Un'immagine efficace dell'architettura è il «modello a clessidra»: alla strozzatura centrale sta l'unico protocollo IP, sopra il quale fioriscono innumerevoli applicazioni e sotto il quale coesistono tecnologie di trasmissione diverse (fibra, radio, rame); è questa universalità del livello IP a rendere Internet così estensibile. Per avvicinare i contenuti agli utenti e alleggerire i server d'origine, i grandi servizi usano infine le reti di distribuzione dei contenuti (CDN): copie della stessa risorsa replicate in data center geograficamente vicini all'utente — altra ragione per cui la stessa pagina può arrivare da un server diverso a seconda di dove ci si trova.

Ripasso attivo

Spiega che cosa si intende con l'espressione « Internet è la rete delle reti » e descrivi la differenza fra il modello client/server e il modello peer-to-peer, indicando per ciascuno un esempio concreto di servizio e un vantaggio rispetto all'altro.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Indirizzi, DNS e organizzazione dei nomi#

●●○StandardLPOSA-informatica-IS-internet-serviziLPIl sistema dei nomi a dominio (DNS) e l'organizzazione degli indirizzi

Punti chiave

Ogni dispositivo collegato a Internet è identificato da un indirizzo IP, un identificatore numerico univoco che permette di instradare i pacchetti fino a destinazione (ripasso del livello di rete). Nell'indirizzamento IPv4 l'indirizzo è formato da 32 bit, scritti come quattro numeri da 0 a 255 separati da punti (notazione decimale puntata, per esempio 93.184.216.34); poiché 32 bit non bastano più per il numero di dispositivi, è stato introdotto IPv6, su 128 bit, che amplia enormemente lo spazio degli indirizzi.
Gli indirizzi numerici sono efficienti per le macchine ma scomodi per le persone: nessuno ricorderebbe « 93.184.216.34 » al posto di « example.org ». Il sistema dei nomi a dominio (DNS, Domain Name System) risolve questo problema traducendo i nomi di dominio leggibili negli indirizzi IP corrispondenti. Il DNS è di fatto la « rubrica » distribuita di Internet: un servizio fondamentale senza il quale il Web e la posta, così come li conosciamo, non funzionerebbero.
I nomi di dominio sono organizzati in modo gerarchico, come un albero rovesciato letto da destra a sinistra: il dominio di primo livello o TLD (per esempio .it, .org, .com), poi il dominio di secondo livello (per esempio « example » in example.org), eventualmente sottodomini (per esempio « www »). Questa gerarchia (Fig. 2) consente di delegare la gestione: ciascun livello affida l'amministrazione del livello inferiore a server distinti, evitando un unico registro centrale.

Risoluzione di un nome di dominio tramite la gerarchia DNS

Risoluzione DNSGrafo, resolver (client) → root server, resolver (client) → TLD .org, resolver (client) → autoritativo (example.org)resolver(client)root serverTLD .orgautoritativo(example.org)123
Fig. 2Per risolvere www.example.org il resolver interroga in sequenza il root server, il server TLD .org e il server autoritativo, che restituisce l’IP 93.184.216.34.
La risoluzione di un nome avviene così: il resolver del sistema operativo, su richiesta di un'applicazione, interroga la gerarchia dei server DNS — i root server, poi i server del TLD, poi i server autoritativi del dominio — fino a ottenere l'indirizzo IP, che viene restituito all'applicazione e tipicamente memorizzato in cache per un certo tempo (per non ripetere l'intera ricerca). Solo a quel punto il browser può aprire la connessione al server e chiedere la pagina.
Il DNS è un esempio perfetto del principio « collegare i protocolli ai servizi »: è esso stesso un servizio di rete (con un proprio protocollo applicativo) che abilita quasi tutti gli altri. Capirne il funzionamento aiuta anche sul piano della sicurezza: attacchi che falsificano la corrispondenza nome-indirizzo (DNS spoofing) possono dirottare l'utente verso server malevoli, motivo per cui sono importanti i meccanismi di protezione e la verifica dei certificati (vedi la sezione sulla sicurezza).
Esempio svolto

Analisi gerarchica di un nome di dominio

Dato il nome di dominio « www.scienze.example.it », individua il dominio di primo livello (TLD), il dominio di secondo livello e l'eventuale sottodominio, e spiega in che ordine la gerarchia DNS viene percorsa per risolverlo.

  1. 01Lettura da destra a sinistra

    Il nome si legge dalla radice verso le foglie: l'elemento più a destra è il TLD, quelli a sinistra sono via via più specifici.

  2. 02Identificazione del TLD

    « .it » è il dominio di primo livello (TLD nazionale, ccTLD dell'Italia).

  3. 03Dominio di secondo livello e sottodominio

    « example » è il dominio di secondo livello; « scienze » è un sottodominio di example.it; « www » è l'host/sottodominio più specifico.

  4. 04Ordine di interrogazione

    Il resolver interroga prima un root server (per sapere chi gestisce .it), poi il server del TLD .it, poi il server autoritativo di example.it, fino all'indirizzo IP dell'host www.scienze.example.it.

Risultato: TLD: .it; secondo livello: example; sottodomini: scienze e www. La risoluzione procede dall'alto della gerarchia (root → .it → example.it → host).

Obiettivo Maturità

  • Saper spiegare a che cosa serve il DNS e descrivere passo passo la risoluzione di un nome di dominio in indirizzo IP.
  • Saper riconoscere la struttura gerarchica di un nome di dominio (TLD, dominio di secondo livello, sottodominio) e motivare il vantaggio della delega gerarchica.

Errori frequenti

  • Credere che il DNS « contenga » le pagine web o « porti » i dati: il DNS traduce solo i nomi in indirizzi IP; il trasferimento dei contenuti è compito di altri protocolli (HTTP, ecc.).
  • Leggere la gerarchia dei domini al contrario: il dominio di primo livello (TLD) è quello più a destra (.it, .org), non quello più a sinistra (www).

Approfondimento

La risoluzione DNS ha una meccanica più articolata di quanto sembri. Il resolver locale pone di norma una query ricorsiva a un server DNS ricorsivo (spesso quello del provider), delegandogli l'intera ricerca; questo, a sua volta, procede per query iterative interrogando in sequenza un root server (che rimanda al server del TLD giusto, per esempio «.org»), poi il server del TLD (che rimanda al server autoritativo del dominio) e infine il server autoritativo, che possiede il record cercato. Il DNS non conserva solo indirizzi: gestisce diversi tipi di record — «A» (nome → IPv4), «AAAA» (nome → IPv6), «MX» (server di posta del dominio), «CNAME» (alias di un altro nome), «NS» (server autoritativi) — sicché lo stesso sistema instrada Web e posta. Ogni risposta porta un tempo di vita (TTL) che ne indica la durata in cache: il caching a ogni livello (resolver, sistema operativo, browser) è ciò che evita di ripetere l'intera catena a ogni accesso e rende il DNS scalabile su scala planetaria. Lo stesso meccanismo abilita forme semplici di bilanciamento del carico e di ridondanza, associando più indirizzi a uno stesso nome; ma proprio perché tutto poggia sulla fiducia nelle risposte, un DNS falsificato (spoofing) può dirottare gli utenti verso server malevoli, ed è per questo che si adottano estensioni di sicurezza come DNSSEC, che firmano crittograficamente le risposte.

Ripasso attivo

Descrivi la struttura gerarchica del sistema DNS e illustra, passo per passo, che cosa accade quando un utente digita un indirizzo come « www.example.org » nel browser, dal nome digitato fino all'ottenimento dell'indirizzo IP del server.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Il World Wide Web: HTTP, URL e browser#

●●○StandardLPOSA-informatica-IS-internet-serviziLPIl World Wide Web: protocollo HTTP/HTTPS, URL, browser e web server

Punti chiave

Il World Wide Web (WWW) è il servizio più noto di Internet: un sistema di documenti ipertestuali (pagine) collegati fra loro da link, accessibili tramite un browser. Nato all'inizio degli anni '90 (Tim Berners-Lee, al CERN), il Web si fonda su tre invenzioni complementari: un sistema di indirizzamento delle risorse (l'URL), un protocollo per scambiarle (HTTP) e un linguaggio per descriverle (HTML, ripasso dell'argomento sull'elaborazione digitale dei documenti).
Ogni risorsa sul Web è identificata da un URL (Uniform Resource Locator), l'« indirizzo » completo della risorsa. Un URL è composto da più parti: lo schema/protocollo (https), il nome dell'host (www.example.org), eventualmente la porta, il percorso (path) della risorsa sul server (per esempio /pagine/info.html) ed eventuali parametri. Leggere correttamente un URL significa sapere quale protocollo si userà, a quale server ci si rivolge e quale risorsa si richiede.
Lo scambio segue il protocollo HTTP (HyperText Transfer Protocol), un protocollo applicativo di tipo client/server e a richiesta-risposta: il browser (client) invia una richiesta HTTP (per esempio un GET di una pagina) al web server, che risponde con un messaggio HTTP contenente la risorsa e un codice di stato (Fig. 3) — per esempio 200 (« OK »), 404 (« risorsa non trovata »), 301/302 (redirezione), 500 (errore del server). HTTP è « senza stato » (stateless): ogni richiesta è in sé indipendente dalle precedenti.

Ciclo richiesta-risposta HTTP fra browser e web server

Ciclo richiesta/risposta HTTPGrafo, Browser (client) → Web server, Web server → Browser (client)Browser(client)Web serverGET /info.html200 OK + HTML
Fig. 3Il browser invia una richiesta GET, il server risponde con un codice di stato e la risorsa. Codici: 200 OK, 301 redirect, 404 not found, 500 error. HTTPS = HTTP + TLS (cifratura + certificato).
La versione sicura è HTTPS (HTTP over TLS): i dati scambiati fra browser e server sono cifrati e l'identità del server è garantita da un certificato digitale. Questo protegge la riservatezza (un intercettatore non legge i dati) e l'autenticità (l'utente è ragionevolmente sicuro di parlare con il server giusto, non con un impostore). Oggi HTTPS è lo standard di fatto, indicato nel browser dal lucchetto: trasmettere credenziali o dati personali su semplice HTTP è una pratica insicura.
Il browser è il client del Web: invia le richieste HTTP/HTTPS, riceve il codice HTML (con i CSS per la presentazione e gli script), lo interpreta e disegna la pagina (rendering), gestendo i collegamenti, la cache e la sicurezza (verifica dei certificati). Dal lato opposto il web server è il programma che resta in ascolto, riceve le richieste e restituisce le risorse: insieme realizzano l'architettura client/server alla base del Web.
Esempio svolto

Scomposizione di un URL e interpretazione di un codice di stato

Dato l'URL « https://www.example.org/pagine/info.html », individua schema, host e percorso. Poi spiega che cosa significa per l'utente ricevere dal server il codice di stato 404 anziché 200.

  1. 01Schema/protocollo

    « https » è lo schema: la comunicazione userà HTTP su TLS, quindi cifrata e con verifica del certificato del server.

  2. 02Host

    « www.example.org » è il nome dell'host; verrà risolto in indirizzo IP tramite DNS prima di aprire la connessione.

  3. 03Percorso (path)

    « /pagine/info.html » è il percorso della risorsa richiesta all'interno del web server.

  4. 04Codice 200 vs 404

    200 (« OK ») significa che la risorsa è stata trovata e inviata; 404 (« Not Found ») significa che il server è stato raggiunto ma la risorsa a quel percorso non esiste.

Risultato: Schema https, host www.example.org, percorso /pagine/info.html. Il codice 200 indica successo (risorsa inviata); il 404 indica che il server risponde ma la risorsa richiesta non esiste a quel percorso.

Obiettivo Maturità

  • Saper distinguere con chiarezza Internet (l'infrastruttura) dal World Wide Web (un servizio) e nominare le tre componenti del Web (URL, HTTP, HTML).
  • Saper descrivere il ciclo richiesta-risposta HTTP (con almeno un codice di stato) e spiegare la differenza fra HTTP e HTTPS in termini di cifratura e autenticazione.

Errori frequenti

  • Usare « Internet » e « Web » come sinonimi: il Web è un servizio (basato su HTTP) che usa Internet; posta e trasferimento file sono altri servizi sulla stessa infrastruttura.
  • Credere che HTTPS « velocizzi » il sito: HTTPS aggiunge cifratura e autenticazione (sicurezza), non prestazioni; il lucchetto indica una connessione protetta, non la veridicità dei contenuti della pagina.

Approfondimento

HTTP è più ricco del solo «prelevare una pagina». Definisce diversi metodi (verbi) che dichiarano l'intenzione della richiesta: «GET» per leggere una risorsa, «POST» per inviare dati che modificano lo stato del server (l'invio di un modulo), «PUT» e «DELETE» per aggiornare ed eliminare risorse — distinzione centrale nelle API web. Il fatto che HTTP sia senza stato (stateless), cioè che ogni richiesta sia indipendente e il server non «ricordi» le precedenti, è ottimo per la scalabilità ma pone un problema: come riconoscere un utente già autenticato fra una richiesta e l'altra? La risposta sono i cookie (piccoli dati che il browser reinvia a ogni richiesta), le sessioni lato server e i token, che ricostruiscono una continuità sopra un protocollo che di per sé non ne ha. Il protocollo si è inoltre evoluto per le prestazioni: da HTTP/1.1, con una richiesta per volta, a HTTP/2, che multipla più richieste su un'unica connessione, fino a HTTP/3, che poggia su UDP (QUIC) per ridurre le latenze. Va infine distinta la pagina statica (un file HTML servito così com'è) dalla pagina dinamica, generata al momento da un programma lato server in base ai dati (spesso letti da una base di dati) o assemblata lato client da JavaScript: è questo passaggio dal documento statico all'applicazione web a rendere il Web una piattaforma, e non un semplice archivio di testi.

Ripasso attivo

Analizza l'URL « https://www.example.org/pagine/info.html » individuandone le componenti, poi descrivi il ciclo richiesta-risposta del protocollo HTTP che il browser compie per ottenere quella pagina, citando almeno due codici di stato e spiegando che cosa cambierebbe se il protocollo fosse HTTPS.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

I principali servizi di rete (posta, file, cloud)#

●●○StandardLPOSA-informatica-IS-internet-serviziLPPrincipali servizi di rete: posta elettronica, trasferimento file, servizi cloud (cenni)

Punti chiave

Oltre al Web, su Internet viaggiano molti altri servizi, ciascuno con i propri protocolli applicativi: studiarli serve proprio a « collegare i protocolli ai servizi che ne fanno uso » (Fig. 4). I tre più rilevanti per il liceo sono la posta elettronica, il trasferimento di file e i servizi cloud. Tutti poggiano sui livelli sottostanti (trasporto e rete) ma offrono all'utente funzioni completamente diverse.

Mappa dei principali servizi di rete e dei relativi protocolli

Servizi di rete e protocolliTabella con 2 colonne e 4 righe, Dati: Servizio · Protocolli; Web · HTTP / HTTPS; Posta · SMTP POP3 IMAP; File · FTP / SFTP; Cloud · HTTPS / APISERVIZIOPROTOCOLLIWebHTTP / HTTPSPostaSMTP POP3 IMAPFileFTP / SFTPCloudHTTPS / API
Fig. 4Ogni servizio è un’applicazione col proprio protocollo, poggiato sui livelli di trasporto (TCP/UDP) e rete (IP).
La posta elettronica (e-mail) funziona con una coppia di compiti distinti: l'invio del messaggio dal client al server e fra server avviene con il protocollo SMTP, mentre il prelievo dei messaggi dalla casella verso il client del destinatario usa POP3 (scarica e tipicamente rimuove dal server) oppure IMAP (mantiene i messaggi sul server e li sincronizza fra più dispositivi). Conoscere questa distinzione spiega perché la stessa casella si può consultare da più dispositivi e perché l'invio e la ricezione sono governati da protocolli diversi.
Il trasferimento file è il servizio che sposta interi file fra computer. Il protocollo storico è FTP (File Transfer Protocol); poiché FTP non cifra i dati, oggi si usano varianti sicure (per esempio FTPS o SFTP, basato su SSH). In pratica gran parte dello scambio di file avviene anche attraverso il Web (download via HTTP/HTTPS) o tramite i servizi cloud, ma il concetto resta lo stesso: trasferire una copia di un file da un nodo a un altro.
I servizi cloud (cenni) offrono risorse informatiche — archiviazione, applicazioni, capacità di calcolo — erogate « come servizio » attraverso Internet da server remoti (i data center del fornitore), invece che dal computer locale dell'utente. L'utente accede ai propri file o alle applicazioni da qualunque dispositivo connesso. I vantaggi sono accessibilità, condivisione e scalabilità; gli aspetti critici riguardano la dipendenza dalla connessione, il controllo dei dati e la privacy (dove sono fisicamente conservati i dati e chi può accedervi).
Il filo conduttore è che ogni servizio è un'applicazione di rete con un proprio protocollo al livello applicazione: il Web usa HTTP/HTTPS, la posta usa SMTP/POP3/IMAP, il trasferimento file usa FTP/SFTP, e tutti si appoggiano agli stessi livelli di trasporto e rete. Saper mettere in corrispondenza « servizio ↔ protocollo » è esattamente la competenza richiesta dall'argomento.
Esempio svolto

Associare servizi e protocolli e scegliere fra POP3 e IMAP

Un utente consulta la propria casella di posta dal computer di casa, dallo smartphone e dal tablet, e vuole ritrovare gli stessi messaggi (letti/non letti) su tutti i dispositivi. (a) Quale protocollo di prelievo dovrebbe preferire fra POP3 e IMAP e perché? (b) Con quale protocollo viene invece inviato un messaggio?

  1. 01Requisito dell'utente

    Vuole vedere lo stesso stato della casella (gli stessi messaggi, lo stato letto/non letto) su più dispositivi: serve quindi sincronizzazione lato server.

  2. 02Confronto POP3 / IMAP

    POP3 tipicamente scarica i messaggi e li rimuove dal server, legandoli a un singolo dispositivo; IMAP mantiene i messaggi sul server e li sincronizza fra tutti i dispositivi.

  3. 03Scelta del prelievo (a)

    Va scelto IMAP, perché conserva i messaggi sul server e li mantiene coerenti su computer, smartphone e tablet.

  4. 04Protocollo di invio (b)

    L'invio di un messaggio (dal client al server e fra server) avviene con SMTP, distinto dal protocollo di prelievo.

Risultato: (a) IMAP, perché mantiene e sincronizza i messaggi sul server fra più dispositivi (POP3 li scaricherebbe legandoli a uno solo); (b) l'invio avviene con SMTP.

Obiettivo Maturità

  • Saper associare ciascun servizio al suo protocollo applicativo (posta → SMTP/POP3/IMAP; trasferimento file → FTP/SFTP; Web → HTTP/HTTPS).
  • Saper spiegare la differenza fra POP3 e IMAP e descrivere che cosa si intende per servizio cloud, con un vantaggio e un rischio.

Errori frequenti

  • Pensare che la posta elettronica usi un solo protocollo: l'invio (SMTP) e il prelievo (POP3/IMAP) sono compiti distinti con protocolli diversi.
  • Confondere il cloud con un semplice « disco su Internet »: il cloud eroga risorse come servizio (archiviazione, applicazioni, calcolo) e comporta scelte importanti su controllo dei dati e privacy.

Approfondimento

Ciascuno di questi servizi ha una struttura interna che vale la pena conoscere. Un messaggio di posta è composto da un'intestazione (mittente, destinatario, oggetto, percorso seguito) e da un corpo; per allegare file e usare formati diversi dal semplice testo interviene lo standard MIME (Multipurpose Internet Mail Extensions), che codifica gli allegati (spesso in Base64) all'interno del messaggio testuale. Poiché SMTP nacque privo di autenticazione, contro la falsificazione del mittente (spoofing) e lo spam si sono aggiunti meccanismi come SPF, DKIM e DMARC, che permettono di verificare che un'email provenga davvero dal dominio dichiarato. I servizi cloud, dal canto loro, si classificano per «quanto» dello stack forniscono: l'infrastruttura come servizio (IaaS) affitta macchine virtuali e storage grezzi; la piattaforma come servizio (PaaS) offre un ambiente pronto per eseguire applicazioni senza gestire il sistema operativo; il software come servizio (SaaS) eroga l'applicazione finita, usata dal browser (la posta web, i documenti condivisi). A rendere possibile ed economico il cloud è la virtualizzazione: un solo server fisico ospita molte macchine virtuali isolate, oggi affiancate dai container, più leggeri, ed è così che i data center condividono le risorse fra molti clienti. Restano però i nodi critici già indicati: dipendenza dalla connessione, controllo e collocazione fisica dei dati, privacy.

Ripasso attivo

Costruisci una tabella che associ a ciascuno dei tre servizi (posta elettronica, trasferimento file, accesso a pagine web) il/i protocollo/i applicativo/i corrispondente/i, e spiega in particolare la differenza fra POP3 e IMAP nel prelievo della posta.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 05

Sicurezza, identità digitale e cittadinanza in rete#

●●●ApprofondimentoLPOSA-informatica-IS-internet-serviziLPSicurezza, identità digitale e uso consapevole della rete (cittadinanza digitale)

Punti chiave

Usare i servizi di rete in modo consapevole richiede di capire i rischi e i meccanismi di protezione. Gli obiettivi della sicurezza informatica si riassumono nella triade CIA: riservatezza (i dati sono leggibili solo da chi è autorizzato), integrità (i dati non sono alterati senza che ce ne accorgiamo) e disponibilità (i servizi e i dati restano accessibili a chi ne ha diritto). Ogni servizio di rete va valutato anche rispetto a questi tre criteri (Fig. 5).

La triade della sicurezza e le minacce/difese tipiche

La triade CIA della sicurezzaGrafo, Riservatezza → Integrità, Integrità → Disponibilità, Riservatezza → DisponibilitàRiservatezzaIntegritàDisponibilità
Fig. 5Triade CIA: riservatezza, integrità, disponibilità. Difese: crittografia, certificati, firewall, backup. Minacce: phishing, malware, intercettazione.
Lo strumento tecnico chiave per la riservatezza è la crittografia, che trasforma i dati in una forma incomprensibile a chi non possiede la chiave. La crittografia simmetrica usa un'unica chiave condivisa; la crittografia asimmetrica (a chiave pubblica e privata) consente di scambiare dati in sicurezza senza condividere prima un segreto ed è alla base di HTTPS, della firma digitale e dei certificati. Proprio i certificati digitali, emessi da autorità riconosciute, garantiscono che un sito sia davvero chi dichiara di essere.
L'identità digitale è l'insieme delle informazioni che ci rappresentano in rete e dei mezzi con cui dimostriamo di essere noi (autenticazione). Le buone pratiche comprendono password robuste e diverse per servizio, l'autenticazione a più fattori e l'uso di sistemi di identità riconosciuti. Le minacce più comuni sono il phishing (messaggi ingannevoli che inducono a rivelare credenziali), il malware e gli attacchi che sfruttano la disattenzione: gran parte della sicurezza dipende dal comportamento dell'utente, non solo dalla tecnologia.
I dispositivi di difesa includono il firewall (che filtra il traffico fra reti consentendo o bloccando le connessioni secondo regole) e, sul piano organizzativo, gli aggiornamenti del software, i backup e la consapevolezza dei rischi. Nessuna misura da sola è sufficiente: la sicurezza è un sistema di difese a strati, e l'anello più debole è spesso l'utente non informato.
La cittadinanza digitale è l'uso responsabile, critico e consapevole della rete: tutelare i propri dati personali e quelli altrui (privacy, in Italia anche alla luce del GDPR), valutare criticamente l'attendibilità delle fonti, riconoscere disinformazione e manipolazioni, rispettare gli altri (contrasto a hate speech e cyberbullismo) e comprendere la propria « impronta digitale » (i dati che lasciamo navigando). Questo obiettivo collega l'informatica all'educazione civica: la competenza richiesta non è solo tecnica, ma etica e civile.
Esempio svolto

Valutare la sicurezza di un accesso in rete

Uno studente riceve un'e-mail che lo invita a « verificare le credenziali » del registro elettronico cliccando un link che porta a una pagina di accesso. (a) Quale minaccia è plausibile? (b) Quali due controlli può fare prima di inserire la password? (c) A quale principio della triade è legata la cifratura HTTPS della pagina?

  1. 01Riconoscere la minaccia (a)

    Un messaggio che spinge con urgenza a inserire credenziali su una pagina raggiunta da un link è il classico schema del phishing.

  2. 02Controllo 1 (b)

    Verificare il vero indirizzo (URL) della pagina e il dominio dell'host: deve corrispondere al sito ufficiale, non a un nome simile o ingannevole.

  3. 03Controllo 2 (b)

    Verificare che la connessione sia in HTTPS con un certificato valido (lucchetto), pur ricordando che HTTPS da solo non garantisce l'onestà del sito; nel dubbio, raggiungere il servizio digitando a mano l'indirizzo noto.

  4. 04Principio coinvolto (c)

    La cifratura HTTPS protegge i dati trasmessi da intercettazioni: è legata alla riservatezza (oltre a fornire, tramite il certificato, autenticazione del server).

Risultato: (a) phishing; (b) controllare l'URL/dominio reale e la presenza di HTTPS con certificato valido (meglio digitare a mano l'indirizzo ufficiale); (c) la cifratura HTTPS riguarda la riservatezza dei dati trasmessi.

Obiettivo Maturità

  • Saper enunciare la triade della sicurezza (riservatezza, integrità, disponibilità) e collegarla a un servizio concreto (per esempio HTTPS per la riservatezza).
  • Saper spiegare il ruolo della crittografia e dei certificati in HTTPS e descrivere almeno due buone pratiche di tutela dell'identità digitale e della privacy.

Errori frequenti

  • Ridurre la sicurezza alla sola password: la riservatezza, l'integrità e la disponibilità richiedono crittografia, aggiornamenti, firewall, backup e soprattutto comportamenti prudenti.
  • Fidarsi del lucchetto (HTTPS) come garanzia di onestà del sito: HTTPS certifica che la connessione è cifrata e che il server è quello indicato dal certificato, ma non che i contenuti della pagina siano veri o leciti.

Approfondimento

L'autenticazione — dimostrare di essere chi si dichiara — si fonda su tre categorie di fattori: qualcosa che si sa (una password), qualcosa che si ha (un telefono, un token fisico) e qualcosa che si è (un'impronta, il volto); combinarne almeno due dà l'autenticazione a più fattori (MFA), assai più robusta della sola password. Un principio spesso ignorato riguarda come i servizi conservano le password: mai in chiaro, ma come impronte (hash) calcolate con una funzione crittografica, arricchite da un valore casuale unico per utente, il sale (salt), che impedisce di riconoscere password uguali e di usare tabelle precompilate; così, anche se il database viene rubato, le password restano difficili da ricavare. Le minacce vanno oltre l'intercettazione: gli attacchi di negazione del servizio (DoS e la loro versione distribuita DDoS) saturano un server di richieste per renderlo indisponibile, colpendo la disponibilità; l'iniezione di codice — come la SQL injection che incontreremo con le basi di dati — sfrutta input non controllati; l'ingegneria sociale, di cui il phishing è la forma più comune, aggira la tecnologia manipolando le persone. Sul piano dei diritti, il regolamento europeo GDPR fissa principi come la minimizzazione dei dati (raccogliere solo il necessario), la limitazione delle finalità, il consenso informato e il diritto all'oblio: la cittadinanza digitale unisce così la competenza tecnica alla consapevolezza etica e giuridica, collegando l'informatica all'educazione civica.

Ripasso attivo

Spiega che cosa si intende per triade della sicurezza (riservatezza, integrità, disponibilità) e illustra il ruolo della crittografia e dei certificati digitali nel protocollo HTTPS; concludi indicando due comportamenti di cittadinanza digitale per tutelare la propria identità e i propri dati in rete.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 05

    • 01Internet: struttura, client/server e peer-to-peer○
    • 02Indirizzi, DNS e organizzazione dei nomi◐
    • 03Il World Wide Web: HTTP, URL e browser◐
    • 04I principali servizi di rete (posta, file, cloud)◐
    • 05Sicurezza, identità digitale e cittadinanza in rete●

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Struttura di Internet e servizi di rete

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Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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