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Unione Europea, ONU e organismi internazionali

Questo appunto ricostruisce il processo di integrazione europea — dalle Comunità degli anni Cinquanta fino all'Unione disegnata dal Trattato di Lisbona — e illustra l'architettura istituzionale dell'UE, il contenuto della cittadinanza europea e il rapporto tra ordinamento interno e diritto sovranazionale. Affronta poi il sistema delle Nazioni Unite (Statuto del 1945, organi principali, agenzie) e le principali organizzazioni internazionali (NATO, OMS, FAO, UNESCO). L'argomento appartiene al nucleo «Costituzione, diritto nazionale e internazionale» dell'Educazione civica ed è pienamente valutabile all'Esame di Stato, in particolare nel colloquio.

4 sezioni·~19 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 3·Verificato · 07/2026

T·0333 / 14
Profilo d’esame
Riconoscere il ruolo delle istituzioni europee e internazionali nella vita politica, economica e civileComprendere il rapporto tra ordinamento interno, diritto europeo e diritto internazionaleConoscere i valori fondativi dell'Unione Europea e il contenuto della cittadinanza europea
Operatori:spiegadescriviconfrontaanalizzaclassificaillustragiustificainterpreta

livello base

A tutti gli indirizzi di Liceo si richiede di conoscere le tappe fondamentali dell'integrazione europea, le principali istituzioni dell'UE e dell'ONU e i diritti della cittadinanza europea.

livello avanzato

Nel LES e nel Liceo delle Scienze Umane si approfondisce il rapporto tra le fonti (primato del diritto UE, riparto di competenze, sussidiarietà) e il ruolo economico-politico degli organismi internazionali; negli altri Licei l'approfondimento è collegato alle discipline di indirizzo (storia, filosofia, lingue).

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Unione Europea, ONU e organismi internazionali
    • 01Storia e tappe dell'integrazione europea○
    • 02Le istituzioni dell'Unione Europea e la cittadinanza europea◐
    • 03L'ONU e il sistema delle Nazioni Unite◐
    • 04Altre organizzazioni internazionali e cooperazione◐
§ 01

Storia e tappe dell'integrazione europea#

●○○BaseLPOSA-educazione-civica-nucleo-1-ue-organismi-internazionali

Linea del tempo dell'integrazione europea (1950-2009)

L’integrazione europea (1950–2009)Linea del tempo da 1945 a 2015, 1950: Schuman, 1986: Atto unico, 1992: Maastricht, 2009: Lisbona19452015anno1950Schuman1986Atto unico1992Maastricht2009Lisbona
Fig. 11951: Trattato di Parigi (CECA); 1957: Trattati di Roma (CEE). Il percorso unisce approfondimento e allargamento; con Maastricht (1992) nasce l’Unione Europea.

Punti chiave

L'integrazione europea nasce dalla volontà di rendere «materialmente impossibile» una nuova guerra fra i popoli del continente, legando insieme le economie attraverso istituzioni comuni: il punto di partenza è la Dichiarazione Schuman del 9 maggio 1950, che propone di mettere in comune la produzione di carbone e acciaio di Francia e Germania, e che oggi si celebra come Festa dell'Europa.
Dalla Dichiarazione Schuman discende il Trattato di Parigi (1951), che istituisce la CECA (Comunità europea del carbone e dell'acciaio) tra sei Stati fondatori: Belgio, Francia, Germania Ovest, Italia, Lussemburgo e Paesi Bassi. Il modello del «metodo comunitario» — istituzioni sovranazionali che gestiscono settori delimitati — si estende con i Trattati di Roma del 1957, che danno vita alla CEE (Comunità economica europea) e all'Euratom.
La CEE punta alla costruzione di un mercato comune fondato sulle «quattro libertà» di circolazione (merci, persone, servizi e capitali). Le tappe successive ampliano e approfondiscono il progetto: l'Atto unico europeo (1986) rilancia il mercato interno con scadenza al 1992; il Trattato di Maastricht (1992) trasforma la Comunità in Unione Europea, introduce la cittadinanza dell'Unione e progetta la moneta unica; il Trattato di Lisbona (firmato nel 2007, in vigore dal 1º dicembre 2009) razionalizza l'architettura istituzionale e attribuisce valore giuridico vincolante alla Carta dei diritti fondamentali.
Parallelamente all'approfondimento procede l'allargamento: dai sei fondatori l'Unione è arrivata a contare ventotto Stati e, dopo l'uscita del Regno Unito (Brexit, recesso effettivo il 31 gennaio 2020), ne conta oggi ventisette. L'integrazione si è così sviluppata lungo due assi complementari — «approfondimento» (più competenze e poteri comuni) e «allargamento» (più Stati membri) — di cui occorre saper ricostruire l'intreccio cronologico.
Esempio svolto

Ricostruzione cronologica delle tappe fondamentali

Spiega in che modo i Trattati di Roma (1957), il Trattato di Maastricht (1992) e il Trattato di Lisbona (2009) hanno trasformato il progetto europeo, indicando per ciascuno l'innovazione decisiva.

  1. 01Trattati di Roma (1957)

    Istituiscono la CEE e l'Euratom: l'obiettivo è il mercato comune fondato sulle quattro libertà di circolazione (merci, persone, servizi, capitali). È la fase economica dell'integrazione.

  2. 02Trattato di Maastricht (1992)

    Crea l'Unione Europea, introduce la cittadinanza dell'Unione e fissa il percorso verso la moneta unica (l'euro). L'integrazione da economica diventa anche politica.

  3. 03Trattato di Lisbona (2009)

    Riordina le istituzioni (Presidente stabile del Consiglio europeo, Alto rappresentante per gli affari esteri) e rende la Carta dei diritti fondamentali giuridicamente vincolante, con lo stesso valore dei Trattati.

  4. 04Sintesi

    Il filo conduttore è il passaggio da una comunità di mercato a un'unione politica e di diritti, lungo un percorso di crescente cessione di sovranità in settori condivisi.

Risultato: Roma 1957 = mercato comune; Maastricht 1992 = Unione e cittadinanza; Lisbona 2009 = riordino istituzionale e Carta vincolante: tre passaggi che mostrano l'evoluzione da progetto economico a unione politica.

Obiettivo Maturità

  • All'Esame di Stato è richiesto di collocare con precisione le tre tappe-chiave (Trattati di Roma 1957, Maastricht 1992, Lisbona 2007) e di spiegare che cosa ciascuna ha aggiunto rispetto alla precedente.
  • Saper distinguere «approfondimento» e «allargamento» come due processi diversi è un nodo concettuale spesso valutato nel colloquio interdisciplinare con Storia.

Errori frequenti

  • Confondere il Consiglio d'Europa (organizzazione internazionale di Strasburgo che ha prodotto la CEDU, con 46 Stati) con il Consiglio europeo e il Consiglio dell'Unione, che sono invece istituzioni dell'UE.
  • Datare la nascita della cittadinanza europea ai Trattati di Roma del 1957: essa è introdotta solo con il Trattato di Maastricht del 1992.

Approfondimento

Approfondimento — Dietro l'integrazione economica si sono confrontate fin dall'inizio due visioni. Il « federalismo », di cui il « Manifesto di Ventotene » (1941) di Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi è il testo simbolo, puntava a una federazione europea con una vera costituzione e un governo comuni; il « funzionalismo » di Jean Monnet, che prevalse nella pratica, procedeva invece « per piccoli passi », mettendo in comune un settore alla volta — il carbone e l'acciaio, poi il mercato — per creare una « solidarietà di fatto ». Ai « padri fondatori » (Schuman, Monnet, Adenauer, De Gasperi, Spaak) si deve questo metodo graduale. Sul piano concreto due conquiste hanno reso l'Europa parte della vita quotidiana: lo spazio « Schengen » (accordo del 1985, operativo dal 1995), che ha abolito i controlli alle frontiere interne, e la moneta unica « euro » (scritturale dal 1999, in circolazione dal 2002), gestita dalla BCE. L'allargamento, infine, non è automatico: chi vuole entrare deve soddisfare i « criteri di Copenaghen » fissati nel 1993 — istituzioni democratiche stabili e Stato di diritto, un'economia di mercato funzionante e la capacità di recepire l'« acquis » dell'Unione, cioè l'intero corpus del suo diritto. È il motivo per cui l'adesione dei Paesi candidati richiede anni di riforme.

Ripasso attivo

Costruisci una linea del tempo essenziale dell'integrazione europea dal 1950 al 2009, indicando per ogni tappa l'atto, l'anno e la principale innovazione introdotta; concludi spiegando la differenza tra «approfondimento» e «allargamento».

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Le istituzioni dell'Unione Europea e la cittadinanza europea#

●●○StandardLPOSA-educazione-civica-nucleo-1-ue-organismi-internazionali

Organigramma delle istituzioni dell'Unione Europea

Le istituzioni dell’Unione EuropeaGrafo, Consiglio europeo · indirizzi → Commissione · propone, Commissione · propone → Parlamento · decide, Commissione · propone → Consiglio dell’Unione · decide, Parlamento · decide → Consiglio dell’Unione · decideConsiglioeuropeo ·indirizziCommissione ·proponeParlamento ·decideConsigliodell’Unione ·decideindirizziproponeproponeco-decisione
Fig. 2La Commissione ha l’iniziativa legislativa; Parlamento e Consiglio dell’Unione co-decidono. Istituzioni di garanzia: Corte di giustizia (Lussemburgo) e BCE (euro).

Punti chiave

L'Unione Europea poggia su un sistema di istituzioni distinte, ciascuna con una funzione propria, in un equilibrio che non riproduce la classica separazione dei poteri statale ma realizza un complesso «triangolo decisionale» tra Commissione, Parlamento e Consiglio. Conoscere chi fa che cosa è il cuore di questa sezione.
Il Parlamento europeo è l'unica istituzione eletta direttamente dai cittadini (ogni cinque anni) e rappresenta i popoli dell'Unione; esercita, insieme al Consiglio, la funzione legislativa e di approvazione del bilancio (procedura legislativa ordinaria, già detta «codecisione»). Il Consiglio europeo, composto dai capi di Stato e di governo, definisce gli orientamenti e le priorità politiche generali ma non legifera; va tenuto distinto dal Consiglio dell'Unione Europea, che riunisce i ministri competenti degli Stati membri e co-legifera con il Parlamento.
La Commissione europea è l'organo esecutivo e «custode dei Trattati»: ha il potere di iniziativa legislativa, attua le politiche e vigila sul rispetto del diritto dell'Unione. Completano il quadro la Corte di giustizia dell'Unione Europea (CGUE), che garantisce l'interpretazione e l'applicazione uniforme del diritto UE, e la Banca centrale europea (BCE), che gestisce la politica monetaria della zona euro con l'obiettivo primario della stabilità dei prezzi.
La cittadinanza europea, introdotta a Maastricht (1992), si aggiunge — senza sostituirla — alla cittadinanza nazionale: è cittadino dell'Unione chi possiede la cittadinanza di uno Stato membro. Essa attribuisce diritti concreti: libera circolazione e soggiorno nell'UE, elettorato attivo e passivo alle elezioni europee e comunali nello Stato di residenza, tutela consolare presso le ambasciate di altri Stati membri, diritto di petizione al Parlamento e di rivolgersi al Mediatore europeo. Il rapporto tra ordinamenti è retto dal primato del diritto dell'Unione e dalla sua efficacia diretta, affermati dalla CGUE: la norma europea prevale su quella interna incompatibile.
Esempio svolto

Chi propone, chi decide, chi controlla

Una nuova direttiva europea sull'ambiente deve essere adottata. Ricostruisci il percorso istituzionale indicando quale istituzione propone, quali decidono e quale ne controlla la corretta applicazione.

  1. 01Iniziativa

    La Commissione europea, titolare del potere di iniziativa legislativa, elabora e presenta la proposta di direttiva.

  2. 02Decisione

    La proposta segue la procedura legislativa ordinaria: il Parlamento europeo (eletto dai cittadini) e il Consiglio dell'Unione Europea (i ministri competenti) la esaminano, emendano e approvano CONGIUNTAMENTE.

  3. 03Attuazione

    La direttiva impegna gli Stati a recepirla nell'ordinamento interno entro un termine; la Commissione, «custode dei Trattati», vigila sul corretto recepimento.

  4. 04Controllo giurisdizionale

    In caso di mancato o errato recepimento, la Corte di giustizia dell'UE può essere adita e garantisce l'applicazione uniforme del diritto dell'Unione.

Risultato: Commissione propone → Parlamento e Consiglio dell'Unione decidono insieme → Commissione vigila → Corte di giustizia controlla: è il «metodo comunitario» in azione.

Obiettivo Maturità

  • Distinguere con sicurezza i tre «Consigli» (Consiglio europeo, Consiglio dell'Unione, Consiglio d'Europa) è una verifica ricorrente: indica chi li compone e quale funzione svolgono.
  • Saper elencare almeno tre diritti concreti della cittadinanza europea e spiegare che essa è aggiuntiva e non sostitutiva della cittadinanza nazionale.

Errori frequenti

  • Attribuire alla Commissione il potere legislativo: la Commissione PROPONE le leggi (iniziativa), ma a deciderle sono il Parlamento e il Consiglio dell'Unione.
  • Credere che il Parlamento europeo possa legiferare da solo: la regola è la procedura legislativa ordinaria, in cui Parlamento e Consiglio decidono insieme.

Approfondimento

Approfondimento — Il « primato » del diritto dell'Unione non è scritto in un articolo dei Trattati, ma è stato costruito dalla Corte di giustizia con due sentenze storiche: « Van Gend en Loos » (1963), che ha affermato l'« efficacia diretta » — le norme europee possono attribuire ai cittadini diritti azionabili davanti ai giudici nazionali — e « Costa contro ENEL » (1964), che ha sancito la prevalenza del diritto comunitario sulla legge interna successiva incompatibile. La Corte costituzionale italiana ha accolto questo primato con la sentenza « Granital » (1984): di fronte a un contrasto, il giudice comune « disapplica » la norma interna e applica direttamente quella europea, senza dover investire la Consulta. Ha però eretto una barriera, la « teoria dei controlimiti »: il diritto dell'Unione non può violare i « principi supremi » della Costituzione e i diritti inviolabili della persona, come la Corte ha ribadito nella vicenda « Taricco ». L'Unione, del resto, non ha una competenza generale: agisce solo nelle materie che gli Stati le hanno « attribuito » (principio di attribuzione) e, nel farlo, deve rispettare la « sussidiarietà » e la « proporzionalità » dell'« art. 5 TUE ». Questo spiega il ricorrente dibattito sul « deficit democratico » dell'Unione e sul continuo bilanciamento fra poteri europei e sovranità nazionale.

Ripasso attivo

Disegna l'organigramma del «triangolo decisionale» dell'UE (Commissione, Parlamento, Consiglio dell'Unione) e spiega, per ciascuna istituzione, da chi è composta e quale funzione svolge; aggiungi poi il ruolo della Corte di giustizia e della BCE.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

L'ONU e il sistema delle Nazioni Unite#

●●○StandardLPOSA-educazione-civica-nucleo-1-ue-organismi-internazionali

Schema dei sei organi principali dell'ONU

I sei organi principali dell’ONUruota segmentata, 6 segmenti, Dati: ONU · 1945, Assemblea gen., Cons. sicurezza, Segretariato, Corte int. giust., ECOSOC, Cons. fiduciariaAssemblea gen.Cons. sicurezzaSegretariatoCorte int. giust.ECOSOCCons. fiduciariaONU · 1945
Fig. 3Il Consiglio di sicurezza ha 5 membri permanenti con diritto di veto.

Punti chiave

L'Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) nasce alla fine della Seconda guerra mondiale con la firma dello Statuto a San Francisco il 26 giugno 1945 (entrato in vigore il 24 ottobre 1945, oggi Giornata delle Nazioni Unite). I suoi fini, enunciati nell'art. 1 dello Statuto, sono il mantenimento della pace e della sicurezza internazionale, lo sviluppo di relazioni amichevoli tra le nazioni e la cooperazione nella soluzione dei problemi economici, sociali e umanitari.
L'ONU è oggi un'organizzazione quasi universale, con 193 Stati membri. Si fonda su principi cardine: l'uguaglianza sovrana degli Stati, il divieto dell'uso della forza nelle relazioni internazionali (salvo legittima difesa e azioni autorizzate dal Consiglio di sicurezza) e la soluzione pacifica delle controversie.
La struttura ruota attorno a sei organi principali. L'Assemblea generale riunisce tutti gli Stati membri (un voto a testa) ed è l'organo di indirizzo e dibattito; il Consiglio di sicurezza ha la responsabilità primaria per la pace ed è composto da 15 membri, di cui 5 permanenti (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, Stati Uniti) dotati del diritto di veto; il Segretariato, guidato dal Segretario generale, è l'apparato amministrativo. Completano il sistema la Corte internazionale di giustizia (con sede all'Aia), il Consiglio economico e sociale (ECOSOC) e il Consiglio di amministrazione fiduciaria (di fatto sospeso).
Attorno agli organi principali ruotano fondi, programmi e agenzie specializzate che traducono in azione i fini dello Statuto: tra i più noti, l'UNICEF (infanzia), l'UNHCR (rifugiati), l'OMS (salute), la FAO (alimentazione e agricoltura) e l'UNESCO (educazione, scienza e cultura). È utile collegare l'azione dell'ONU con le carte dei diritti — la Dichiarazione universale del 1948 è proprio un atto dell'Assemblea generale — e con l'Agenda 2030 per lo sviluppo sostenibile (2015).
Esempio svolto

Una crisi internazionale davanti agli organi ONU

Scoppia un conflitto armato tra due Stati. Spiega quale organo dell'ONU ha la responsabilità primaria di intervenire, come decide e perché in concreto può risultare paralizzato.

  1. 01Organo competente

    Il Consiglio di sicurezza ha la responsabilità primaria del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale (art. 24 dello Statuto): può adottare risoluzioni vincolanti, imporre sanzioni o autorizzare l'uso della forza.

  2. 02Modalità di voto

    Su questioni sostanziali servono almeno 9 voti favorevoli su 15 e l'assenza di voto contrario di uno dei cinque membri permanenti.

  3. 03Il nodo del veto

    Se anche uno solo dei cinque permanenti (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, Stati Uniti) vota contro, la risoluzione non passa: è il «potere di veto» che può paralizzare il Consiglio.

  4. 04Ruolo dell'Assemblea

    L'Assemblea generale può discutere e raccomandare, ma le sue risoluzioni in materia non sono giuridicamente vincolanti: l'azione coercitiva resta in capo al Consiglio di sicurezza.

Risultato: Spetta al Consiglio di sicurezza decidere; il diritto di veto dei cinque permanenti spiega perché, davanti a interessi contrapposti delle grandi potenze, l'ONU può restare bloccata.

Obiettivo Maturità

  • Distinguere Assemblea generale (tutti gli Stati, un voto a testa, indirizzo) e Consiglio di sicurezza (15 membri, 5 permanenti con veto, decisioni vincolanti sulla sicurezza) è il punto centrale richiesto.
  • Conoscere data e luogo di nascita dell'ONU (Statuto firmato a San Francisco nel 1945) e i suoi fini fondamentali tratti dall'art. 1 dello Statuto.

Errori frequenti

  • Attribuire il diritto di veto a tutti i membri del Consiglio di sicurezza: il veto spetta SOLO ai cinque membri permanenti.
  • Confondere la Corte internazionale di giustizia dell'ONU (controversie tra Stati, sede all'Aia) con la Corte penale internazionale (che giudica gli individui per crimini internazionali e NON è un organo dell'ONU).

Approfondimento

Approfondimento — Il cuore operativo dell'ONU sta nella distinzione fra i due capitoli dello Statuto sulla sicurezza. Il « Capitolo VI » disciplina la soluzione « pacifica » delle controversie (negoziato, mediazione, arbitrato); il « Capitolo VII » consente al Consiglio di sicurezza, di fronte a una minaccia alla pace, misure « coercitive » sempre più incisive: prima non implicanti l'uso della forza (sanzioni economiche, embarghi, rottura delle relazioni diplomatiche), poi, se insufficienti, l'autorizzazione all'uso della forza. Il « peacekeeping » dei « caschi blu » non è previsto espressamente da alcun articolo: è una prassi sviluppata dall'Organizzazione, tanto da essere definita ironicamente « Capitolo sei e mezzo ». Il limite strutturale resta il « diritto di veto » dei cinque membri permanenti: un solo voto contrario paralizza il Consiglio, com'è avvenuto in molte crisi. Per aggirarlo, l'Assemblea generale approvò nel 1950 la risoluzione « Uniting for Peace », che le consente di raccomandare misure collettive quando il Consiglio è bloccato. Da decenni si discute una riforma del Consiglio — allargamento a nuovi membri permanenti (come chiede il gruppo dei « G4 »: Germania, Giappone, India, Brasile) e limitazione del veto — ma proprio il veto dei cinque la rende, finora, impraticabile.

Ripasso attivo

Spiega differenze e rapporti tra Assemblea generale e Consiglio di sicurezza dell'ONU (composizione, modalità di voto, tipo di decisioni) e illustra perché il diritto di veto dei cinque membri permanenti è considerato un nodo critico del sistema.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Altre organizzazioni internazionali e cooperazione#

●●○StandardLPOSA-educazione-civica-nucleo-1-ue-organismi-internazionali

Mappa delle principali organizzazioni internazionali per ambito

Le principali organizzazioni internazionaliDiagramma ad albero, 4 percorsi, Dati: NATO 1949 · alleanza militare; Agenzie ONU → OMS 1948 · salute; Agenzie ONU → FAO 1945 · alimentazione; Agenzie ONU → UNESCO 1945 · culturaAgenzie ONUOrganizzazioni internazionaliNATO 1949 · alleanza militareOMS 1948 · saluteFAO 1945 · alimentazioneUNESCO 1945 · cultura
Fig. 4Fondamento dell’adesione italiana: art. 11 Cost. (limitazioni di sovranità per la pace).

Punti chiave

Accanto all'ONU e all'UE opera una fitta rete di organizzazioni internazionali, ciascuna con un proprio ambito: la cooperazione internazionale è infatti settoriale e «specializzata». Distinguerle per finalità — sicurezza militare, salute, alimentazione, cultura — è l'obiettivo di questa sezione.
La NATO (Organizzazione del Trattato dell'Atlantico del Nord, fondata con il Trattato di Washington del 1949) è un'alleanza politico-militare per la difesa collettiva: il suo principio cardine è l'art. 5, secondo cui un attacco armato contro uno Stato membro è considerato un attacco contro tutti. Non è un organo dell'ONU, ma un'organizzazione regionale di sicurezza, e va tenuta distinta dall'Unione Europea.
Diverse agenzie traducono la cooperazione in politiche concrete. L'OMS (Organizzazione mondiale della sanità, 1948) è l'agenzia ONU per la salute, definita come stato di completo benessere fisico, mentale e sociale; la FAO (Organizzazione per l'alimentazione e l'agricoltura, 1945, con sede a Roma) combatte fame e malnutrizione e promuove l'agricoltura sostenibile; l'UNESCO (Organizzazione per l'educazione, la scienza e la cultura, 1945) promuove la cooperazione culturale e tutela il patrimonio mondiale dell'umanità.
Il punto di sintesi è il rapporto tra le fonti e i livelli di governo: gli Stati conservano la sovranità ma scelgono di limitarla per cooperare. Per l'Italia il fondamento costituzionale è l'art. 11 della Costituzione, che consente, «in condizioni di parità con gli altri Stati», le limitazioni di sovranità necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni: è la norma che ha reso possibile l'adesione tanto all'ONU quanto all'Unione Europea.
Sinterna=Spiena−Lart. 11S_{\text{interna}} = S_{\text{piena}} - L_{\text{art. 11}}Sinterna​=Spiena​−Lart. 11​

Limitazione di sovranità (lettura concettuale dell'art. 11 Cost.)

Schema concettuale, non formula matematica: la sovranità effettivamente esercitata sul piano interno equivale alla sovranità piena dello Stato ridotta delle limitazioni (L) consentite dall'art. 11 della Costituzione per aderire a un ordinamento che assicuri pace e giustizia fra le Nazioni.

Esempio svolto

Classificare le organizzazioni per ambito e fondamento costituzionale

Data la lista NATO, OMS, FAO, UNESCO, raggruppa le organizzazioni per ambito di intervento, indica quale non appartiene al sistema ONU e spiega su quale articolo della Costituzione si fonda l'adesione italiana a tali organizzazioni.

  1. 01Sicurezza militare

    NATO (1949): alleanza politico-militare per la difesa collettiva (art. 5 del Trattato di Washington). È l'unica della lista a NON essere un'agenzia ONU.

  2. 02Salute

    OMS (1948): agenzia specializzata dell'ONU che si occupa di sanità pubblica e prevenzione a livello mondiale.

  3. 03Alimentazione e cultura

    FAO (1945, sede a Roma) per la lotta alla fame e l'agricoltura; UNESCO (1945) per educazione, scienza, cultura e tutela del patrimonio mondiale: entrambe agenzie del sistema ONU.

  4. 04Fondamento costituzionale

    L'adesione italiana poggia sull'art. 11 della Costituzione, che consente le limitazioni di sovranità, in condizioni di parità, necessarie a un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni.

Risultato: NATO = sicurezza (non ONU); OMS = salute; FAO = alimentazione; UNESCO = cultura (tutte agenzie ONU). Base costituzionale dell'adesione: art. 11 Cost.

Obiettivo Maturità

  • Saper classificare almeno quattro organizzazioni (NATO, OMS, FAO, UNESCO) indicando per ciascuna la finalità specifica e distinguendo l'alleanza militare (NATO) dalle agenzie ONU.
  • Conoscere l'art. 11 della Costituzione come base giuridica delle «limitazioni di sovranità» che permettono all'Italia di aderire alle organizzazioni internazionali e all'UE.

Errori frequenti

  • Considerare la NATO un organo o un'agenzia dell'ONU: la NATO è un'alleanza regionale autonoma fondata da un proprio trattato (1949), non un'articolazione delle Nazioni Unite.
  • Confondere l'Unione Europea con la NATO: la prima è un'unione economico-politica e giuridica, la seconda un'alleanza militare difensiva, con membri solo in parte coincidenti.

Approfondimento

Approfondimento — Le organizzazioni internazionali non sono tutte uguali, e la distinzione più importante è quella fra organizzazioni « intergovernative » e organizzazioni « sovranazionali ». Le prime — l'ONU, la NATO, l'OCSE, il Consiglio d'Europa — sono strumenti di cooperazione fra Stati che restano pienamente sovrani: deliberano di norma all'« unanimità » o comunque con il consenso degli Stati, e le loro decisioni li vincolano solo nella misura in cui vi acconsentono. La seconda, di cui l'Unione Europea è l'esempio quasi unico al mondo, esercita invece « poteri propri », adotta atti a « maggioranza » che si impongono anche allo Stato dissenziente e produce un diritto che prevale su quello interno. Proprio per aderire a un'organizzazione di questo tipo l'Italia ha dovuto invocare le « limitazioni di sovranità » dell'« art. 11 Cost. », che è dunque una « norma permissiva ». Nel campo economico spiccano l'« OMC » (Organizzazione mondiale del commercio, 1995), che regola il commercio internazionale e ne dirime le controversie, e i fori « informali » privi di struttura permanente come il « G7 » e il « G20 », in cui le maggiori economie coordinano le politiche senza produrre norme vincolanti. Comprendere questa tipologia aiuta a leggere la « governance » globale come un sistema a intensità variabile di cessione di sovranità.

Ripasso attivo

Classifica NATO, OMS, FAO e UNESCO secondo l'ambito di intervento (sicurezza, salute, alimentazione, cultura), precisando quali sono agenzie del sistema ONU e quale no; spiega infine, citando l'art. 11 Cost., il fondamento costituzionale dell'adesione italiana.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Storia e tappe dell'integrazione europea○
    • 02Le istituzioni dell'Unione Europea e la cittadinanza europea◐
    • 03L'ONU e il sistema delle Nazioni Unite◐
    • 04Altre organizzazioni internazionali e cooperazione◐

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Unione Europea, ONU e organismi internazionali

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento

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