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La sintassi del periodo studia il modo in cui le proposizioni si combinano in un'unità di senso complessa, distinguendo i rapporti di coordinazione (paratassi) e di subordinazione (ipotassi) e classificando le subordinate in base alla funzione logica e ai modi che le reggono. In greco questa architettura si fonda su un sistema raffinato di particelle e congiunzioni (« μέν … δέ », « ὥστε », « ἵνα », « ἄν »), sull'opposizione aspettuale dei modi e su costruzioni peculiari come il periodo ipotetico nei suoi quattro tipi e l'ottativo obliquo del discorso indiretto. Padroneggiare questa materia è la chiave per analizzare e tradurre i periodi articolati che caratterizzano la prosa d'autore della seconda prova dell'Esame di Stato.
4sezionica. 18min di lettura3competenzeLivelloBase 1 · Standard 1 · Approfondimento 2Verificato · 06/2026
livello base
Riconoscere e tradurre correttamente le principali subordinate (completive e circostanziali) e i quattro tipi di periodo ipotetico indipendente, individuando con sicurezza le proposizioni reggenti.
livello avanzato
Analizzare l'intero impianto del periodo complesso d'autore, incluso il periodo ipotetico dipendente, la consecutio temporum e l'uso dell'ottativo obliquo nel discorso indiretto, giustificando ogni scelta di resa.
Lesetiefe: Approfondimento
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Albero sintattico di un periodo complesso
Analizza la struttura del periodo « οἱ μὲν στρατιῶται ἔμενον, οἱ δὲ ἀπῆλθον, ἐπεὶ ὁ στρατηγὸς ἐκέλευσεν » e traducilo in italiano.
« οἱ μὲν στρατιῶται ἔμενον » ha il verbo di modo finito ἔμενον (imperfetto indicativo) non introdotto da congiunzione subordinante: è la proposizione principale (« i soldati restavano »).
« οἱ δὲ ἀπῆλθον » è coordinata alla principale tramite la correlazione μέν … δέ: stesso piano logico, verbo finito ἀπῆλθον (aoristo). Si rende con « altri invece se ne andarono ».
« ἐπεὶ ὁ στρατηγὸς ἐκέλευσεν » è introdotta dalla congiunzione subordinante ἐπεί (« poiché / dopo che »): è una circostanziale temporale (con sfumatura causale) con l'indicativo, dipendente dal periodo.
La correlazione μέν … δέ si rende contrapponendo i due gruppi di soggetti; ἐπεί con l'aoristo indica un'azione anteriore puntuale (« dopo che / quando »).
Risultato: « Alcuni soldati restavano, altri invece se ne andarono, dopo che lo stratego ne diede l'ordine. » Il periodo è formato da una principale, una coordinata avversativa (μέν … δέ) e una subordinata circostanziale temporale (ἐπεί + indicativo).
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza il seguente periodo individuando la proposizione principale, le coordinate e le subordinate, e classifica ciascuna subordinata: « οἱ μὲν στρατιῶται ἔμενον, οἱ δὲ ἀπῆλθον, ἐπεὶ ὁ στρατηγὸς ἐκέλευσεν ». Poi traducilo in italiano corretto.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Mappa delle subordinate per categoria semantica
Classifica e traduci: « οὕτως ἀνδρεῖος ἦν ὥστε πάντας θαυμάζειν » e poi « οὕτως ἀνδρεῖος ἦν ὥστε πάντες ἐθαύμασαν ». Spiega la differenza.
In entrambi i casi la principale è « οὕτως ἀνδρεῖος ἦν » (« era così coraggioso »): l'avverbio οὕτως annuncia una consecutiva introdotta da ὥστε.
« ὥστε πάντας θαυμάζειν »: infinito (θαυμάζειν) con soggetto in accusativo (πάντας). Esprime la conseguenza come possibile, naturale, non necessariamente realizzata: « tanto da suscitare l'ammirazione di tutti ».
« ὥστε πάντες ἐθαύμασαν »: indicativo (ἐθαύμασαν, aoristo) con soggetto in nominativo (πάντες). Esprime la conseguenza come fatto realmente accaduto: « cosicché tutti (lo) ammirarono ».
L'infinito segnala la conseguenza tendenziale/potenziale (rapporto logico), l'indicativo la conseguenza effettiva (rapporto di fatto): la scelta del modo cambia la sfumatura della traduzione.
Risultato: Prima frase: « Era così coraggioso da suscitare l'ammirazione di tutti » (consecutiva con ὥστε + infinito, conseguenza possibile). Seconda frase: « Era così coraggioso che tutti lo ammirarono » (consecutiva con ὥστε + indicativo, conseguenza reale).
Errori frequenti
Ripasso attivo
Classifica e traduci ciascuna subordinata, indicando il modo che la regge: (a) « λέγει ὅτι οἱ πολέμιοι πάρεισιν »; (b) « ἀπῆλθον, ἵνα μὴ ληφθεῖεν »; (c) « οὕτως ἀνδρεῖος ἦν ὥστε πάντας θαυμάζειν ».
Richiamo attivo
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema dei quattro tipi di periodo ipotetico
Classifica e traduci: (a) « ἐὰν πονῇς, μαθήσῃ »; (b) « εἰ ἐπόνεις, ἐμάνθανες ἄν »; (c) « εἰ πονοίης, μανθάνοις ἄν »; (d) « εἰ πονεῖς, μανθάνεις ».
Protasi ἐάν + congiuntivo (πονῇς), apodosi indicativo futuro (μαθήσῃ): secondo tipo, ipotesi futura realizzabile → « Se ti impegnerai, imparerai ».
Protasi εἰ + imperfetto (ἐπόνεις), apodosi imperfetto + ἄν (ἐμάνθανες ἄν): quarto tipo, irrealtà nel presente → « Se ti impegnassi [ma non lo fai], impareresti ».
Protasi εἰ + ottativo (πονοίης), apodosi ottativo + ἄν (μανθάνοις ἄν): terzo tipo, ipotesi possibile/immaginata → « Se ti impegnassi, impareresti ».
Protasi εἰ + indicativo (πονεῖς), apodosi indicativo (μανθάνεις): primo tipo, ipotesi assunta come reale → « Se ti impegni, impari ».
Risultato: (a) eventualità: « Se ti impegnerai, imparerai »; (b) irrealtà del presente: « Se ti impegnassi, impareresti »; (c) possibilità: « Se ti impegnassi, impareresti »; (d) realtà: « Se ti impegni, impari ». La distinzione (b)/(c) emerge dal modo della protasi (indicativo storico vs ottativo): nella resa italiana, l'irrealtà sottintende la contrarietà al fatto presente.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Classifica il tipo di ciascun periodo ipotetico e traducilo: (a) « ἐὰν πονῇς, μαθήσῃ »; (b) « εἰ ἐπόνεις, ἐμάνθανες ἄν »; (c) « εἰ πονοίης, μανθάνοις ἄν »; (d) « εἰ πονεῖς, μανθάνεις ».
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Dal discorso diretto all'indiretto: la consecutio e l'ottativo obliquo
Trasforma in discorso indiretto introducendo « ὁ στρατηγὸς εἶπεν ὅτι … » la frase diretta « οἱ πολέμιοι πάρεισιν » e traduci.
« ὁ στρατηγὸς εἶπεν » contiene il verbo di dire εἶπεν (aoristo, tempo storico): regge una dichiarativa con ὅτι. Trattandosi di tempo storico, è possibile l'ottativo obliquo nella dipendente.
L'indicativo πάρεισιν (« sono presenti ») della frase diretta può passare all'ottativo obliquo παρεῖεν: « ὁ στρατηγὸς εἶπεν ὅτι οἱ πολέμιοι παρεῖεν ».
L'autore potrebbe conservare l'indicativo per maggiore vivacità: « … ὅτι οἱ πολέμιοι πάρεισιν ». Entrambe le forme sono corrette; l'ottativo marca il distacco del narratore.
La nostra consecutio richiede, dopo una reggente al passato, la subordinata che riferisce un fatto contemporaneo: « disse che i nemici erano presenti ».
Risultato: « ὁ στρατηγὸς εἶπεν ὅτι οἱ πολέμιοι παρεῖεν » (ottativo obliquo dopo tempo storico), oppure « … πάρεισιν » (indicativo conservato): « Lo stratego disse che i nemici erano presenti ».
Errori frequenti
Ripasso attivo
Trasforma in discorso indiretto, introducendo « ὁ στρατηγὸς εἶπεν ὅτι … » (reggente di tempo storico), e indica il modo della dipendente: discorso diretto « οἱ πολέμιοι πάρεισιν » (« i nemici sono presenti »). Poi traduci la frase indiretta in italiano.
Richiamo attivo
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti