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La sintassi dei casi e del verbo costituisce il cuore della comprensione del greco antico: ogni caso veicola un fascio di funzioni semantiche e sintattiche, mentre il verbo esprime, prima ancora del tempo, l'aspetto dell'azione (durativa, momentanea, compiuta). Questo appunto ricostruisce in modo sistematico le funzioni di nominativo, genitivo, dativo e accusativo, l'uso aspettuale dei modi e dei tempi nelle indipendenti, e le costruzioni sintetiche tipiche del greco - il participio (attributivo, sostantivato, predicativo, congiunto, genitivo assoluto) e l'infinito (soggettivo, oggettivo, proposizione infinitiva). L'obiettivo, in linea con le Indicazioni Nazionali per il Liceo Classico, e padroneggiare queste strutture per comprendere, analizzare e tradurre i testi d'autore.
4sezionica. 15min di lettura3competenzeLivelloStandard 2 · Approfondimento 2Verificato · 06/2026
livello base
In modo comune si richiede di riconoscere le funzioni piu frequenti dei casi, distinguere il valore aspettuale di presente, aoristo e perfetto e tradurre correttamente participio congiunto, genitivo assoluto e proposizione infinitiva.
livello avanzato
L'approfondimento dell'indirizzo classico richiede di motivare la scelta del modo/tempo in funzione dell'aspetto, di interpretare costruzioni meno frequenti (genitivo di pertinenza, dativo di relazione, participio predicativo con verbi di percezione) e di argomentare le scelte traduttive.
Lesetiefe: Approfondimento
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Le funzioni dei casi greci
Analizza i casi e traduci: «hoi tô̂n Athenaíôn strategoì tô̂n polemíôn periêsan têi andreíai» («gli strateghi degli Ateniesi superavano i nemici per il coraggio»).
hoi strategoì e al nominativo plurale: e il soggetto della frase, retto dal verbo periêsan (imperfetto di perí-eimi, «essere superiore»).
tô̂n Athenaíôn e genitivo dipendente da strategoì: indica appartenenza/specificazione, «gli strateghi degli Ateniesi».
tô̂n polemíôn e un genitivo retto dal verbo perí-eimi, che esprime superiorita e regge il secondo termine al genitivo: «superavano i nemici».
têi andreíai e un dativo di relazione (o limitazione) che, con un verbo di superiorita, indica l'ambito «quanto a cui» si manifesta la superiorita - «per (il loro) coraggio»; un valore strumentale e affine ma qui non e quello primario.
Risultato: Traduzione: «Gli strateghi degli Ateniesi superavano i nemici per il coraggio». I quattro casi svolgono funzioni distinte: NOM soggetto, GEN di specificazione, GEN di reggenza verbale, DAT di relazione/limitazione.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza la funzione sintattica di ciascun caso evidenziato nella frase: «toùs polítas tô̂n nómôn akoúein deî» («i cittadini devono dare ascolto alle leggi»). Classifica toùs polítas, tô̂n nómôn e motiva la reggenza del verbo akoúein.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I tre aspetti del verbo greco e i temi temporali
Traduci e motiva la differenza di aspetto fra le due frasi: (1) ho Sokrates aeì toîs neaníais dielégeto; (2) tóte ho Sokrates toîs dikastaîs dielexthê.
dielégeto e imperfetto di dialegomai. L'imperfetto esprime aspetto durativo/abituale; l'avverbio aeì («sempre») conferma l'azione ripetuta.
«Socrate discorreva sempre con i giovani» (azione abituale, di sfondo).
dielexthê e aoristo (διελέχθη, forma passiva con valore medio). L'aoristo indicativo esprime aspetto momentaneo: un'azione puntuale e conclusa nel passato; l'avverbio tóte («allora») la colloca in un momento preciso.
«Allora Socrate parlo (una volta) ai giudici» (azione singola e conclusa).
Risultato: L'opposizione imperfetto/aoristo non e di tempo (entrambi sono passati) ma di aspetto: durativo-abituale «discorreva sempre» contro momentaneo-puntuale «allora parlo».
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega la differenza di aspetto fra le due forme e traducile: paî, mê graphe toûto / paî, mê grapsêis toûto. Indica quale esprime un divieto generale e duraturo e quale un divieto puntuale.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Le cinque costruzioni del participio
Analizza la costruzione participiale e traduci: «tô̂n polemíôn proseróntôn, hoi politai tà teíchê ephylatton» («[mentre] i nemici avanzavano, i cittadini sorvegliavano le mura»).
proseróntôn e participio presente (genitivo plurale) di próseimi («avanzare, avvicinarsi»); il suo soggetto e tô̂n polemíôn, anch'esso al genitivo plurale.
tô̂n polemíôn non svolge alcuna funzione (soggetto, oggetto, complemento) nella reggente, il cui soggetto e hoi politai. Soggetto e participio sono entrambi al genitivo: e un genitivo assoluto.
Il participio presente esprime aspetto durativo e contemporaneita rispetto alla reggente; il valore circostanziale qui e temporale: «mentre avanzavano».
hoi politai (NOM, soggetto) ephylatton (imperfetto durativo) tà teíchê (ACC, oggetto): «i cittadini sorvegliavano le mura».
Risultato: Traduzione: «Mentre i nemici avanzavano, i cittadini sorvegliavano le mura». Il genitivo assoluto rende una subordinata temporale autonoma; il participio presente garantisce la contemporaneita con l'imperfetto della reggente.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Classifica e traduci i participi nelle frasi seguenti, indicando per ciascuno la costruzione: (1) hoi pheugontes ouk epaúsanto trechontes; (2) tês hêméras genoménês, oi stratiôtai anéstêsan. Distingui il participio sostantivato, quello predicativo e il genitivo assoluto.
Richiamo attivo
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Le funzioni dell'infinito e la proposizione infinitiva
Analizza la costruzione e traduci: «hoi stratiôtai enómizon tòn stratêgòn nenikêkénai» («i soldati ritenevano che lo stratego avesse vinto»).
enómizon e imperfetto di nomizô («ritenere, credere»), un verbum putandi: regge una proposizione infinitiva.
Il soggetto dell'infinitiva (tòn stratêgòn, accusativo) e diverso dal soggetto della reggente (hoi stratiôtai): si ha dunque la costruzione accusativo + infinito.
nenikêkénai e infinito perfetto di nikaô: esprime un'azione compiuta i cui effetti permangono; rispetto al passato della reggente indica anteriorita: «avesse vinto / avesse riportato la vittoria».
In italiano la proposizione infinitiva si scioglie in una completiva con «che» e la consecutio appropriata: «ritenevano che lo stratego avesse vinto».
Risultato: Traduzione: «I soldati ritenevano che lo stratego avesse vinto». La struttura ACC (tòn stratêgòn) + infinito (nenikêkénai) e una proposizione infinitiva retta dal verbum putandi nomizô; l'infinito perfetto segnala anteriorita compiuta.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Riconosci la costruzione dell'infinito e traduci: (1) hoi Hellênes enómizon tous barbárous nikêthêsesthai; (2) dei tous stratiôtas andreíous einai. Indica per la frase (1) il rapporto temporale espresso dall'infinito futuro.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti