Loading
Loading
La morfologia è l'ossatura della lingua greca: governa il modo in cui sostantivi, aggettivi, pronomi e verbi cambiano forma per esprimere caso, numero, genere, tempo, modo e diatesi. Padroneggiare i tre sistemi declinativi, il sistema pronominale e l'architettura del verbo (temi temporali, diatesi, modi) è la condizione indispensabile per comprendere e tradurre i testi d'autore e per consultare con sicurezza il vocabolario. Questo appunto ripercorre l'intero impianto flessivo del greco, dalla flessione nominale fino ai verbi atematici e alle principali irregolarità, con un'attenzione costante all'apofonia, che è la chiave per riconoscere i temi.
5sezionica. 19min di lettura3competenzeLivelloBase 1 · Standard 2 · Approfondimento 2Verificato · 06/2026
livello base
A livello comune si richiede il riconoscimento sicuro delle tre declinazioni, degli aggettivi, dei pronomi più frequenti e del sistema verbale tematico (-ω) nei suoi temi temporali e nelle tre diatesi.
livello avanzato
L'indirizzo del Liceo Classico approfondisce i verbi atematici in -μι, i verbi politematici, le irregolarità apofoniche e la morfologia dei modi nominali (infinito e participio) come strumenti dell'analisi sintattica del testo d'autore.
Lesetiefe: Approfondimento
Schriftgröße: Standard
Schema sinottico delle tre declinazioni
I cinque casi e i tre numeri
Analizza la forma σώματα: indica caso, numero, genere, tema e nominativo del vocabolario, motivando il riconoscimento.
La desinenza è -α; in un neutro questa è l'uscita di nominativo, accusativo e vocativo plurale (regola del neutro plurale in -α).
Il vocabolario dà σῶμα, σώματος: dal genitivo σώματος si ricava il tema σωματ-, in dentale (-τ), che davanti a desinenza vocalica resta intatto.
Tema σωματ- + desinenza di nom./acc./voc. plurale neutro -α → σώματα (la dentale finale del tema cade davanti a -α? no: -α si aggiunge direttamente, σωματ+α → σώματα).
σώματα è dunque nom./acc./voc. plurale neutro; il caso preciso si decide dal contesto sintattico (soggetto se nom., complemento oggetto se acc.).
Risultato: σώματα = nominativo / accusativo / vocativo plurale, neutro, terza declinazione, tema σωματ-, da σῶμα, σώματος («corpo»).
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza morfologicamente le seguenti forme, indicando caso, numero, genere, declinazione e tema, e risali al nominativo del vocabolario: (a) τῇ θαλάττῃ; (b) τῶν παίδων; (c) σώματα.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Mappa dei tipi di pronome
Nelle frasi «τίς λέγει;» e «λέγει τις», analizza le due forme τίς / τις e spiega che cosa le distingue morfologicamente.
In «τίς λέγει;» la forma è τίς, ossitona (accento acuto proprio sulla sillaba), in apertura di frase interrogativa: è il pronome interrogativo, «chi?».
In «λέγει τις» la forma è τις, enclitica (priva di accento proprio, appoggiata alla parola precedente), in posizione non iniziale: è il pronome indefinito, «qualcuno».
Entrambe sono nominativo singolare (soggetto del verbo λέγει); la terza declinazione dà τίς/τις al maschile-femminile e τί/τι al neutro.
La grafia delle lettere è identica; a distinguere interrogativo e indefinito sono l'accento (ossitono vs. enclitico) e la posizione nella frase.
Risultato: τίς = interrogativo, nom. sg. m./f., «chi?»; τις = indefinito, nom. sg. m./f., «qualcuno»: stesse lettere, accento e posizione diversi.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Classifica e analizza i seguenti pronomi (tipo, caso, numero, genere) e spiega come l'accento o la posizione ne determinano il valore: (a) τίς; (b) τις; (c) οὗ (relativo) vs. αὐτοῦ.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Architettura del verbo: temi temporali e diatesi
L'apofonia nei temi del verbo
Analizza la forma ἐλύθησαν: tema temporale, diatesi, modo, tempo, persona e numero, e traducila.
La forma comincia con ἐ-: è l'aumento, segnale di un tempo storico (passato) dell'indicativo.
Dopo l'aumento si riconosce la radice λυ- seguita dal suffisso -θη-, marca caratteristica dell'aoristo passivo (cosiddetto aoristo passivo «debole» in -θη-).
L'uscita -σαν è la desinenza attiva di terza persona plurale, usata anche nell'aoristo passivo in -θη- (che ha desinenze attive).
Tema dell'aoristo, diatesi passiva, modo indicativo, 3a persona plurale; valore aspettuale puntuale nel passato.
Risultato: ἐλύθησαν = aoristo indicativo passivo, 3a persona plurale di λύω → «furono sciolti / vennero sciolti».
Errori frequenti
Ripasso attivo
Della forma ἐλύθησαν indica tema temporale, diatesi, modo, tempo, persona e numero, motivando ogni elemento (in particolare il valore del suffisso -θη-).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Uscite dei modi nominali per tema e diatesi
Analizza la forma λύσαντος: indica tema temporale, diatesi, caso, numero, genere e nominativo, e proponi una resa.
Si riconoscono la radice λυ- e il segmento -σα-, marca dell'aoristo sigmatico attivo; segue il suffisso del participio -ντ- (visibile nel tema obliquo).
Il participio aoristo attivo maschile/neutro segue la terza declinazione: nom. λύσας, gen. λύσαντος. L'uscita -αντος è dunque genitivo singolare.
Maschile o neutro (la terza declinazione li accomuna al genitivo); il genere preciso si decide dall'accordo con il nome cui il participio si riferisce.
Participio aoristo attivo, genitivo singolare m./n. di λύω; il valore aspettuale è puntuale («avendo sciolto / che ha sciolto»).
Risultato: λύσαντος = participio aoristo attivo, gen. sg. m./n. di λύω → «di colui che ha sciolto / avendo sciolto».
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza le forme λύσας e λυθῆναι indicando per ciascuna tema temporale, diatesi e categoria nominale (per il participio: caso, numero, genere; per l'infinito: che è indeclinabile), e traducile.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Verbi in -μι: raddoppiamento del presente e apofonia
Forma il futuro indicativo attivo di πέμπω, ἄγω e πείθω applicando le regole di incontro con il -σ- e motivando ciascun esito.
Labiale (π, β, φ) + σ → ψ. Quindi πεμπ- + σω → πέμψω («manderò»).
Gutturale (κ, γ, χ) + σ → ξ. Quindi ἀγ- + σω → ἄξω («condurrò»).
Dentale (τ, δ, θ) + σ → la dentale cade davanti a σ. Quindi πειθ- + σω → πείσω («persuaderò»).
Le regole sono sistematiche: una volta note, un futuro o aoristo sigmatico apparentemente strano si riconduce subito al tema del presente.
Risultato: πέμψω, ἄξω, πείσω: gli esiti ψ (labiale+σ), ξ (gutturale+σ) e σ (dentale+σ, con caduta della dentale) rendono regolare la formazione del futuro.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Per i verbi πέμπω, ἄγω e πείθω forma il futuro indicativo attivo applicando le regole di incontro della consonante finale del tema con il -σ-, e spiega l'esito (ψ, ξ, σ).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — pagina ufficiale MIM (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)