EuraStudy
Appunti/Storia/Gli Stati-Nazione, la questione sociale e il movimento operaio
Appunti · StoriaIT · Maturità

Gli Stati-Nazione, la questione sociale e il movimento operaio

Nella seconda metà dell'Ottocento l'Europa vede il consolidamento degli Stati-nazione e, parallelamente, l'esplodere della «questione sociale» generata dall'industrializzazione: una nuova classe operaia urbana, condizioni di lavoro durissime e profonde disuguaglianze. Attorno a questo conflitto nascono il movimento operaio, le ideologie socialiste (con il marxismo) e le organizzazioni internazionali, mentre il riformismo liberale e la dottrina sociale della Chiesa (Rerum Novarum, 1891) elaborano risposte alternative. L'argomento è pienamente «dentro l'Esame di Stato»: è uno snodo del programma del triennio e una radice diretta dei diritti sociali e del lavoro.

4 sezioni·~19 min di lettura·4 competenze·Livello Standard 3 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·101010 / 16
Profilo d’esame
Analizzare le trasformazioni sociali ed economiche dell'età industriale, collocandole nelle corrette coordinate spazio-temporaliComprendere e confrontare criticamente le principali ideologie politiche e sociali del XIX secolo (liberalismo, socialismo, marxismo, dottrina sociale cattolica)Cogliere le radici storiche dei diritti sociali e del lavoro, stabilendo nessi con il presente e con i principi costituzionali (Educazione civica)Interpretare fonti e documenti storici (programmi politici, encicliche, dati statistici) usando con proprietà il lessico storiografico
Operatori:analizzaspiegaconfrontaillustrainterpretadescrivigiustificacommenta

livello base

Tutti gli indirizzi devono padroneggiare i fatti e i concetti-chiave: consolidamento degli Stati-nazione, questione sociale, nascita del movimento operaio, marxismo e Internazionali, Rerum Novarum.

livello avanzato

Il Liceo delle Scienze Umane e l'opzione Economico-Sociale (LES) approfondiscono il nesso economico-sociologico (struttura di classe, divisione del lavoro, riformismo e Stato sociale); il Liceo Classico e il Linguistico curano l'analisi delle fonti e del lessico ideologico; lo Scientifico valorizza la lettura quantitativa dei dati di urbanizzazione e produzione.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

Dimensione del testo: Standard

Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Gli Stati-Nazione, la questione sociale e il movimento operaio
    • 01Il consolidamento degli Stati-nazione◐
    • 02La questione sociale e il lavoro industriale◐
    • 03Movimento operaio, socialismo e marxismo●
    • 04Le risposte: riformismo e dottrina sociale della Chiesa◐
§ 01

Il consolidamento degli Stati-nazione#

●●○StandardLPOSA-storia-terzo-anno-triennio-stati-nazione-questione-sociale

Gli strumenti di costruzione dello Stato-nazione

Gli strumenti dello Stato-nazioneGrafo, Stato-nazione → Scuola / lingua, Stato-nazione → Leva militare, Stato-nazione → Ferrovie / telegrafo, Stato-nazione → Simboli / feste, Stato-nazione → Suffragio, Stato-nazione → Tensioni: regioni, minoranze, frattura socialeStato-nazioneScuola / linguaLeva militareFerrovie /telegrafoSimboli / festeSuffragioTensioni:regioni,minoranze, frat…
Fig. 1Strumenti di integrazione nazionale e tensioni interne (regioni, minoranze, questione sociale).

Punti chiave

Dopo le unificazioni di Italia (1861) e Germania (1871), la seconda metà dell'Ottocento è l'epoca in cui lo Stato-nazione si afferma come forma politica dominante in Europa: uno Stato che fa coincidere — almeno come progetto — confini territoriali, sovranità e comunità nazionale, dotato di un apparato amministrativo accentrato, di un esercito di leva, di una moneta e di un mercato interno unificati.
Il consolidamento avviene attraverso un'intensa opera di «costruzione della nazione»: la scuola pubblica e l'obbligo scolastico diffondono una lingua nazionale e una memoria storica condivisa; la coscrizione militare amalgama i cittadini; ferrovie, telegrafo e censimenti integrano il territorio; simboli, bandiere e feste nazionali alimentano un'identità collettiva. È il fenomeno che lo storico definisce «nazionalizzazione delle masse».
Sul piano istituzionale gli Stati estendono progressivamente la partecipazione politica: il suffragio, ancora censitario a metà secolo, si allarga gradualmente fino ad avviarsi verso il suffragio universale maschile (in Italia ampliato nel 1882 e poi quasi-universale nel 1912). Nasce così la politica di massa, con partiti organizzati, stampa di opinione e sindacati, che cambia la natura stessa dello Stato liberale.
Questo rafforzamento ha però un rovescio: l'integrazione nazionale convive con forti tensioni interne. Lo Stato accentratore deve fare i conti con le disuguaglianze regionali (in Italia la «questione meridionale»), con le minoranze, e soprattutto con una nuova frattura sociale — quella tra borghesia industriale e proletariato — che il solo richiamo alla nazione non basta a ricomporre. È qui che lo Stato-nazione incontra la «questione sociale».
Esempio svolto

Distinguere Stato-nazione e Impero multinazionale

Confronta lo Stato-nazione con l'Impero multinazionale (es. l'Impero austro-ungarico) individuando il diverso rapporto tra territorio, sovranità e identità.

  1. 01Individua il criterio

    Il criterio discriminante è il rapporto tra comunità politica e comunità nazionale: lo Stato-nazione tende a farle coincidere, l'Impero multinazionale governa molte nazioni sotto un'unica dinastia.

  2. 02Analizza lo Stato-nazione

    Sovranità popolare in nome della nazione, lingua e cultura nazionali promosse dallo Stato, cittadinanza come appartenenza comune.

  3. 03Analizza l'Impero multinazionale

    Legittimazione dinastica e non nazionale, coesistenza di lingue e nazionalità diverse, fedeltà al sovrano più che alla nazione; le spinte nazionali diventano fattore di crisi.

  4. 04Trai la conclusione

    Nel XIX secolo il principio di nazionalità mette in crisi gli imperi multinazionali e fa dello Stato-nazione il modello vincente, pur con le sue tensioni interne.

Risultato: Lo Stato-nazione fonda la sovranità sull'identità nazionale unificata, mentre l'Impero multinazionale la fonda sulla dinastia e convive con la pluralità nazionale: per questo il principio di nazionalità è destabilizzante per il secondo e costitutivo del primo.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper definire con precisione il concetto di «Stato-nazione» e distinguerlo dalle forme statuali precedenti (Stato dinastico, Impero multinazionale) è una richiesta tipica del colloquio.
  • Focus Esame di Stato: collega il consolidamento statale all'allargamento del suffragio e alla nascita della politica di massa — è il ponte concettuale verso il successivo nucleo «società di massa».

Errori frequenti

  • Confondere «unificazione» (l'atto di formare lo Stato) con «consolidamento» (il successivo processo di costruzione dell'identità e delle istituzioni nazionali): sono due fasi distinte.
  • Presentare lo Stato-nazione come un dato naturale e pacifico, dimenticando che è una costruzione storica attraversata da conflitti regionali, sociali e identitari.

Approfondimento

L'approfondimento mostra come lo Stato-nazione non «trovi» una nazione già fatta, ma la «costruisca» attivamente. Lo studio classico è quello di Eugen Weber, «Da contadini a francesi» (1976): tra il 1870 e il 1914 la scuola elementare obbligatoria, il servizio militare, le ferrovie e le strade trasformarono i contadini di villaggi ancora dialettofoni e chiusi in cittadini che si sentivano «francesi», parlavano la lingua nazionale e conoscevano la stessa storia. È la «nazionalizzazione delle masse» studiata da George Mosse: il nazionalismo si dota di una vera «liturgia laica» — monumenti, feste, bandiere, inni, cerimonie, sport di massa — che offre al popolo un culto civile e un'identità emotiva; una macchina simbolica che, avverte Mosse, preparerà anche l'estetica dei totalitarismi. A sua volta Eric Hobsbawm ha mostrato che molte tradizioni «antichissime» delle nazioni furono in realtà «inventate» proprio in questi decenni. Riconoscere il carattere costruito e recente dell'identità nazionale — contro l'illusione che le nazioni siano eterne e naturali — è competenza critica di prim'ordine. Sul piano dell'Educazione civica il nodo è duplice: la scuola pubblica e la leva sono strumenti potenti di cittadinanza e di integrazione, ma proprio la potenza «pedagogica» dello Stato-nazione impone di distinguere la formazione del cittadino consapevole dall'indottrinamento — lezione preziosa per valutare gli usi pubblici della storia e dei simboli anche oggi.

Ripasso attivo

Spiega in un paragrafo argomentativo (circa 12 righe) attraverso quali strumenti gli Stati europei della seconda metà dell'Ottocento «costruirono la nazione», indicando almeno tre fattori di integrazione e una tensione interna che li accompagnò.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

La questione sociale e il lavoro industriale#

●●○StandardLPOSA-storia-terzo-anno-triennio-stati-nazione-questione-sociale

Quota di popolazione urbana (% sul totale), 1850-1900

Quota di popolazione urbana (%), 1850-1900Grafico a linee: % urbana per Anno, Dati: Regno Unito · 1850: 50; Regno Unito · 1870: 62; Regno Unito · 1890: 72; Regno Unito · 1900: 78; Germania · 1850: 10; Germania · 1870: 17; Germania · 1890: 29; Germania · 1900: 36; Italia · 1850: 6; Italia · 1870: 10; Italia · 1890: 17; Italia · 1900: 210102030405060701850187018901900% urbanaAnnoRegno UnitoGermaniaItalia

Punti chiave

Con l'espressione «questione sociale» si indica l'insieme dei problemi — disuguaglianza, povertà, condizioni di lavoro, conflitto tra capitale e lavoro — generati dalla rivoluzione industriale e diventati nell'Ottocento la grande emergenza politica e morale d'Europa. La questione sociale è il rovescio della crescita economica: mentre la ricchezza complessiva aumenta, una larga parte della popolazione vive nella miseria urbana.
L'industrializzazione produce una nuova geografia sociale. La fabbrica concentra grandi masse di operai (proletariato) che vendono la propria forza-lavoro a salario, dipendendo interamente dall'imprenditore (la borghesia industriale, proprietaria dei mezzi di produzione). L'urbanizzazione è impetuosa: le città industriali crescono rapidamente, spesso in condizioni igieniche drammatiche, con quartieri operai sovraffollati.
Le condizioni di lavoro nelle fabbriche della prima e seconda rivoluzione industriale sono durissime: giornate di dodici-quattordici ore, salari bassi, assenza di tutele, infortuni frequenti e largo impiego di donne e bambini, pagati ancor meno. Non esistono ancora previdenza, assicurazione contro le malattie o limiti legali all'orario; il lavoro minorile sarà tra i primi a essere regolato dalla legislazione sociale.
Di fronte a tutto questo, l'economia liberale classica predica il «laissez-faire»: lo Stato non deve intervenire nei rapporti economici, lasciati alla libera contrattazione tra le parti. Ma poiché operai e imprenditori non hanno pari forza contrattuale, questa impostazione mantiene di fatto le disuguaglianze. Proprio la denuncia di questa ingiustizia alimenterà sia il movimento operaio sia, più tardi, l'idea di uno Stato che interviene a tutela del lavoro.
Esempio svolto

Commentare un dato sull'urbanizzazione

Nel Regno Unito la quota di popolazione urbana passa da circa il 50% (1850) a circa il 78% (1900). Calcola la variazione e commentane il significato storico.

  1. 01Calcola la variazione assoluta

    Differenza tra valore finale e iniziale.

  2. 02Calcola la variazione relativa

    Rapporto tra l'incremento e il valore iniziale.

  3. 03Interpreta il dato

    In mezzo secolo la maggioranza già urbana diventa larga maggioranza: la società britannica si trasforma da prevalentemente rurale a pienamente industriale-urbana.

  4. 04Collega alla questione sociale

    La rapida urbanizzazione concentra masse operaie in città impreparate ad accoglierle, aggravando alloggi, igiene e tensioni sociali.

Risultato: La popolazione urbana cresce di 28 punti percentuali, pari a un aumento relativo del 56%: un addensamento urbano così rapido è il terreno concreto su cui matura la questione sociale britannica.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: la lettura di un grafico o di una serie di dati sull'urbanizzazione o sulla crescita della classe operaia è una competenza valutata, soprattutto negli indirizzi scientifico ed economico-sociale.
  • Focus Esame di Stato: saper descrivere concretamente le condizioni di vita e di lavoro operaie (orari, salari, lavoro minorile, igiene urbana) distingue una risposta documentata da una generica.

Errori frequenti

  • Ridurre la questione sociale alla sola «povertà»: essa è soprattutto un problema di rapporti di potere e di disuguaglianza strutturale tra classi, non solo di indigenza.
  • Datare la legislazione sociale troppo presto: per gran parte dell'Ottocento domina il laissez-faire e le tutele del lavoro arrivano solo gradualmente, verso fine secolo.

Approfondimento

La sezione avanzata introduce uno dei più celebri dibattiti della storia economica: il «tenore di vita» durante l'industrializzazione migliorò o peggiorò? Gli «ottimisti» (come Thomas S. Ashton) hanno sostenuto, dati alla mano, che i salari reali crebbero e che la fabbrica strappò molti alla miseria rurale; i «pessimisti» (come Eric Hobsbawm) hanno replicato che, anche a fronte di salari monetari più alti, la qualità della vita urbana — abitazioni, igiene, orari, disciplina di fabbrica, insicurezza — peggiorò, almeno nella prima fase. La contesa insegna una lezione di metodo: la stessa realtà cambia segno secondo gli indicatori scelti (salario nominale, salario reale, aspettativa di vita, statura media). Fondamentale è anche la questione delle fonti: gran parte di ciò che sappiamo viene dalle inchieste parlamentari britanniche (i «Blue Books»), dalle indagini mediche (Villermé in Francia) e da testimonianze come «La condizione della classe operaia in Inghilterra» di Friedrich Engels (1845), documenti da leggere valutando chi li produce e con quali intenti. Infine lo storico Edward P. Thompson, in «Rivoluzione industriale e classe operaia in Inghilterra» (1963), ha rovesciato la prospettiva: la classe operaia non fu solo il «prodotto» passivo dell'industria, ma si «fece» da sé attraverso esperienze, culture e lotte condivise. È l'atto di nascita della «storia dal basso», che restituisce voce e capacità di agire a chi i documenti ufficiali tendono a ridurre a puro numero.

Ripasso attivo

Osserva i dati sulla quota di popolazione urbana nei principali Paesi industriali tra il 1850 e il 1900 e spiega, in un breve commento, il legame tra industrializzazione, urbanizzazione e questione sociale.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Movimento operaio, socialismo e marxismo#

●●●ApprofondimentoLPOSA-storia-terzo-anno-triennio-stati-nazione-questione-sociale

Le Internazionali e le correnti del movimento operaio

Le Internazionali e le correnti operaieGrafo, 1848 · Manifesto (Marx, Engels) → 1864 · I Internazionale, 1864 · I Internazionale → marxisti, 1864 · I Internazionale → anarchici (Bakunin), 1864 · I Internazionale → 1889 · II Internazionale, 1889 · II Internazionale → riformisti, 1889 · II Internazionale → rivoluzionari1848 · Manifesto(Marx, Engels)1864 · IInternazionalemarxistianarchici(Bakunin)1889 · IIInternazionaleriformistirivoluzionari
Fig. 3Dalla lotta di classe alle divisioni interne; egemonia socialista e 1 Maggio.

Punti chiave

Di fronte alla questione sociale gli operai cominciano a organizzarsi: nasce il movimento operaio, cioè l'insieme delle forme di associazione e di lotta dei lavoratori per migliorare le proprie condizioni e per conquistare diritti. Le sue forme principali sono le società di mutuo soccorso, i sindacati (organizzazioni per la difesa del lavoro, lo sciopero e la contrattazione) e i partiti operai e socialisti, che portano la questione sociale nell'arena politica.
Il pensiero socialista offre la cornice ideologica del movimento. Accanto al socialismo «utopistico» di inizio secolo (Owen, Fourier, Saint-Simon), che immaginava comunità ideali, si afferma il socialismo «scientifico» di Karl Marx e Friedrich Engels. Nel «Manifesto del partito comunista» (1848) essi leggono la storia come storia di lotta di classe e annunciano l'inevitabile conflitto tra borghesia e proletariato.
Il nucleo dell'analisi marxiana è economico: nel modo di produzione capitalistico il lavoratore produce più valore di quanto riceve come salario; questa differenza è il «plusvalore», appropriato dal capitalista. Da qui la previsione di crescente concentrazione della ricchezza e proletarizzazione, l'idea della rivoluzione proletaria e di una fase di «dittatura del proletariato» verso una società senza classi. È un modello teorico potente, oggetto di analisi e di critica storiografica.
Il movimento si dà strumenti internazionali. La Prima Internazionale (Associazione Internazionale dei Lavoratori, 1864) riunisce correnti diverse — marxisti e anarchici (Bakunin) — e si scioglie tra contrasti. La Seconda Internazionale (1889), a egemonia socialista-marxista, coordina i grandi partiti operai europei (in Italia il Partito Socialista, 1892) e istituisce il Primo Maggio come festa del lavoro; al suo interno matura la divisione tra rivoluzionari e riformisti.
plusvalore=valore prodotto dal lavoro−salario corrisposto\text{plusvalore} = \text{valore prodotto dal lavoro} - \text{salario corrisposto}plusvalore=valore prodotto dal lavoro−salario corrisposto

Concetto marxiano

Schematizzazione (non quantitativa) del concetto di plusvalore: la differenza tra il valore creato dall'operaio e il salario ricevuto è ciò che, secondo Marx, viene appropriato dal capitalista.

Esempio svolto

Analisi guidata di una fonte: il «Manifesto del partito comunista» (1848)

Commenta l'affermazione di apertura del «Manifesto»: «La storia di ogni società sinora esistita è storia di lotte di classe». Individua tesi, concetti-chiave e implicazioni storiche.

  1. 01Individua la tesi

    Marx ed Engels propongono una chiave di lettura unica di tutta la storia: il motore del divenire storico è il conflitto tra classi sociali con interessi opposti.

  2. 02Definisci i concetti-chiave

    «Classe» = gruppo definito dalla posizione nei rapporti di produzione; «lotta di classe» = conflitto strutturale tra chi possiede i mezzi di produzione (borghesia) e chi vende il proprio lavoro (proletariato).

  3. 03Contestualizza

    Il testo nasce nel 1848, anno delle rivoluzioni europee, nel pieno della questione sociale industriale: la fonte riflette e interpreta quel conflitto.

  4. 04Valuta criticamente

    È una tesi potente ma riduzionista: la storiografia successiva ha riconosciuto il peso anche di fattori politici, religiosi, nazionali e culturali non riducibili alla sola classe.

Risultato: L'incipit del «Manifesto» sintetizza il materialismo storico marxiano: la storia è letta come successione di conflitti di classe, lettura che spiega la dinamica industriale ottocentesca ma che va valutata criticamente come modello interpretativo, non come verità assoluta.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: distinguere con chiarezza socialismo utopistico e socialismo scientifico, e saper spiegare i concetti marxiani di «lotta di classe» e «plusvalore», è una richiesta frequente del colloquio.
  • Focus Esame di Stato: ricostruire la differenza tra Prima e Seconda Internazionale (date, composizione, esito) e la frattura tra riformisti e rivoluzionari dimostra il dominio del nucleo concettuale.

Errori frequenti

  • Confondere il socialismo (movimento e ideologia ottocenteschi) con il comunismo realizzato nel Novecento: il «Manifesto» del 1848 precede di decenni la rivoluzione russa e non va letto retroattivamente.
  • Attribuire il marxismo a tutto il movimento operaio: esso convive e compete con anarchici, mutualisti, sindacalisti rivoluzionari e socialisti riformisti.

Approfondimento

La sezione avanzata segue le grandi fratture interne al socialismo, che struttureranno la sinistra del Novecento. La prima è lo scontro fra Marx e l'anarchico Michail Bakunin nella Prima Internazionale: entrambi vogliono abolire lo sfruttamento, ma Marx punta alla conquista del potere statale (la «dittatura del proletariato» come fase di transizione), mentre Bakunin rifiuta ogni Stato, anche «operaio», temendo che generi una nuova oppressione — un dissidio quasi profetico, se si pensa agli esiti autoritari del comunismo novecentesco. La seconda frattura è la «revisione» di Eduard Bernstein: nel «Socialismo evoluzionistico» (1899) egli osserva che le previsioni di Marx non si stavano avverando — la miseria crescente, il crollo del capitalismo, la polarizzazione della società — e propone perciò una via graduale, riformista e democratica; Karl Kautsky e soprattutto Rosa Luxemburg difendono l'ortodossia rivoluzionaria. È il dibattito che spacca la Seconda Internazionale e prepara la futura divisione fra socialdemocratici e comunisti. Su Marx la valutazione storica dev'essere onesta e non apologetica: molte previsioni puntuali fallirono (il proletariato dei paesi ricchi non si immiserì, anzi si integrò), ma la sua analisi della dinamica del capitalismo, delle crisi ricorrenti e delle disuguaglianze resta uno strumento interpretativo tuttora discusso. Distinguere il Marx «profeta» dal Marx «analista» è la chiave per una lettura critica e non ideologica.

Ripasso attivo

Confronta socialismo utopistico e socialismo scientifico (marxismo) per quanto riguarda la diagnosi della società industriale e la strada indicata per il cambiamento, in un paragrafo di circa 12 righe.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Le risposte: riformismo e dottrina sociale della Chiesa#

●●○StandardLPOSA-storia-terzo-anno-triennio-stati-nazione-questione-sociale

Tre risposte alla questione sociale a confronto

Tre risposte alla questione socialeTabella con 4 colonne e 3 righe, Dati: Aspetto · Socialismo riv. · Riformismo · Rerum Novarum; Proprieta · abolizione · mantenuta · difesa; Stato · poi superato · interviene · sussidiario; Mezzi · rivoluzione · riforme grad. · giusto salarioASPETTOSOCIALISMO RIV.RIFORMISMORERUM NOVARUMProprietaabolizionemantenutadifesaStatopoi superatointervienesussidiarioMezzirivoluzioneriforme grad.giusto salario
Fig. 4Rerum Novarum (1891): dottrina sociale della Chiesa, giusto salario e collaborazione.

Punti chiave

Accanto alla via rivoluzionaria, alla questione sociale rispondono altre due grandi strade: il riformismo (liberale e socialista) e la dottrina sociale della Chiesa. Entrambe accettano l'esistenza del conflitto sociale ma cercano di comporlo attraverso le riforme e la collaborazione, anziché attraverso la rivoluzione e l'abolizione della proprietà privata.
Il riformismo punta a migliorare gradualmente le condizioni dei lavoratori dentro l'ordinamento esistente: legislazione sociale (limiti all'orario, tutela del lavoro femminile e minorile, prime assicurazioni), riconoscimento dei sindacati e del diritto di sciopero, allargamento del suffragio. È significativa l'esperienza tedesca: tra il 1883 e il 1889 Bismarck introduce le prime assicurazioni sociali (malattia, infortuni, vecchiaia), gettando le basi del moderno Stato sociale, in parte per togliere consenso ai socialisti.
La Chiesa cattolica interviene con l'enciclica «Rerum Novarum» di Leone XIII (1891), atto fondativo della dottrina sociale. Il documento condanna sia gli abusi del capitalismo liberista sia la soluzione socialista (rifiutando l'abolizione della proprietà privata e la lotta di classe), e afferma alcuni principi: la dignità del lavoro e del lavoratore, il diritto a un «giusto salario», la legittimità delle associazioni operaie e la funzione sussidiaria dello Stato a tutela dei più deboli.
Queste risposte hanno conseguenze durature. Esse alimentano il movimento sindacale cattolico e i partiti d'ispirazione cristiana, orientano la nascita della legislazione del lavoro e prefigurano l'idea che lo Stato debba garantire diritti sociali. È qui che affondano le radici dei diritti del lavoro riconosciuti nelle costituzioni democratiche del Novecento — in Italia, gli articoli sul lavoro della Costituzione repubblicana (collegamento di Educazione civica).
Esempio svolto

Costruire un paragrafo di confronto in stile colloquio

Spiega perché la «Rerum Novarum» può essere definita una «terza via» tra liberismo e socialismo, costruendo un paragrafo argomentativo con tesi, due prove e conclusione.

  1. 01Formula la tesi

    La «Rerum Novarum» (1891) propone una via mediana: rifiuta sia il liberismo senza regole sia il collettivismo socialista.

  2. 02Prima prova (contro il liberismo)

    Condanna lo sfruttamento operaio e afferma il diritto al «giusto salario» e alla dignità del lavoro: lo Stato deve tutelare i deboli (principio di sussidiarietà).

  3. 03Seconda prova (contro il socialismo)

    Difende la proprietà privata come diritto naturale e respinge la lotta di classe, proponendo la collaborazione tra le classi anziché il conflitto.

  4. 04Conclusione

    Proprio perché critica entrambi gli estremi e propone riforma, associazione e solidarietà, l'enciclica costituisce una «terza via» e il fondamento della dottrina sociale della Chiesa.

Risultato: La «Rerum Novarum» è una «terza via» perché, criticando insieme liberismo e socialismo, fonda una risposta riformatrice basata su dignità del lavoro, giusto salario, proprietà privata regolata e sussidiarietà statale.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper esporre i principi della «Rerum Novarum» (1891) e collocarla come «terza via» tra liberismo e socialismo è una richiesta classica, spesso in collegamento pluridisciplinare con filosofia e Educazione civica.
  • Focus Esame di Stato: collegare il riformismo e la dottrina sociale alle radici dei diritti del lavoro e dei principi costituzionali valorizza la competenza «cogliere le radici dei diritti sociali».

Errori frequenti

  • Considerare la «Rerum Novarum» un documento «socialista»: essa difende la proprietà privata e respinge la lotta di classe, pur condannando gli abusi del capitalismo.
  • Attribuire la nascita dello Stato sociale all'Italia o alla Francia: le prime assicurazioni sociali sistematiche sono quelle della Germania di Bismarck (1883-1889).

Approfondimento

L'approfondimento inquadra queste risposte in due grandi traiettorie di lungo periodo. La prima è la nascita dello «Stato sociale». Il caso di Bismarck è emblematico e paradossale: un cancelliere conservatore che, accanto alle leggi antisocialiste (il «bastone»), vara le prime assicurazioni obbligatorie (la «carota»), per togliere consenso alla socialdemocrazia. Nasce così un modello di welfare «corporativo-conservatore» che il sociologo Gøsta Esping-Andersen distinguerà, in un classico studio, da quello liberale e da quello socialdemocratico: tre «mondi» del welfare che segnano ancora oggi le politiche sociali europee. La seconda traiettoria è la dottrina sociale della Chiesa come tradizione coerente: la «Rerum Novarum» (1891) apre un magistero che proseguirà con la «Quadragesimo Anno» (1931) e la sua formulazione del principio di «sussidiarietà» (lo Stato interviene solo dove i corpi sociali intermedi non arrivano), fino alle encicliche contemporanee. Sul piano dell'Educazione civica il punto d'arrivo è decisivo: le due grandi culture che qui si affrontano — quella socialista-riformista e quella cattolico-sociale — confluiranno, dopo la Resistenza, nella Costituzione repubblicana, che fonda la Repubblica «sul lavoro» (articolo 1), tutela il diritto al lavoro e a una giusta retribuzione (articoli 4 e 36) e garantisce la previdenza (articolo 38). I diritti sociali di oggi nascono, storicamente, proprio da questo confronto ottocentesco fra rivoluzione, riforma e dottrina cristiana.

Ripasso attivo

Confronta in uno schema (e poi in un breve testo) le tre principali risposte alla questione sociale — socialismo rivoluzionario, riformismo, dottrina sociale della Chiesa — rispetto a proprietà privata, ruolo dello Stato e mezzi di cambiamento.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Il consolidamento degli Stati-nazione◐
    • 02La questione sociale e il lavoro industriale◐
    • 03Movimento operaio, socialismo e marxismo●
    • 04Le risposte: riformismo e dottrina sociale della Chiesa◐

0/4 Letti

Dagli appunti all'allenamento

Gli Stati-Nazione, la questione sociale e il movimento operaio

Consolida questo argomento con domande dalla banca dati.

~19
min
4
Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

Argomento precedente

Il problema della nazionalità, il Risorgimento e l'Italia unita

Argomento successivo

Seconda rivoluzione industriale, imperialismo e nazionalismo

EuraStudy·Appunti T·10·MMXXVI

Continua con l'argomento successivo: il percorso viene conservato.