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I minerali sono i mattoni naturali della litosfera: solidi inorganici, cristallini, di composizione chimica definita, che aggregandosi formano le rocce. Questo appunto parte dalla definizione e dalle proprietà dei minerali (con la centralità del tetraedro di silicio e ossigeno nei silicati), passa alla classificazione delle rocce nelle tre grandi famiglie — ignee, sedimentarie e metamorfiche — e si chiude con il ciclo litogenetico, il modello che descrive la continua trasformazione dei materiali della crosta terrestre per effetto dei processi geologici. L'obiettivo è collegare composizione, struttura e genesi delle rocce ai processi della Terra, una competenza di Scienze della Terra ricorrente nel colloquio dell'Esame di Stato.
4 sezioni~21 min di lettura3 competenzeLivello Base 1 · Standard 3Verificato · 07/2026
livello base
In tutti gli indirizzi liceali sono richiesti la definizione di minerale, la classificazione delle rocce nelle tre famiglie (ignee, sedimentarie, metamorfiche) e la comprensione del ciclo litogenetico come continua trasformazione dei materiali della litosfera.
livello avanzato
Negli indirizzi a maggiore monte ore di scienze (in particolare il Liceo Scientifico — opzione Scienze Applicate) si approfondiscono la struttura del tetraedro silicatico e la classificazione dei silicati, la serie di reazione di Bowen nella cristallizzazione magmatica e i rapporti tra grado metamorfico e condizioni di pressione e temperatura.
Profondità di lettura: Approfondimento
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Il tetraedro dei silicati e i gradi di polimerizzazione
tetraedro
L'unita strutturale fondamentale dei silicati: un atomo di silicio al centro e quattro atomi di ossigeno ai vertici di un tetraedro; la carica netta -4 viene compensata da cationi o dalla condivisione di ossigeni con altri tetraedri.
Sono dati: a) il quarzo SiO2; b) l'ossidiana (vetro vulcanico); c) la calcite CaCO3; d) la mica. Per ciascuno stabilisci se è un minerale, motivando, e per i minerali silicatici indica il grado di polimerizzazione del tetraedro.
Solido naturale, inorganico, formula definita SiO2, reticolo cristallino ordinato: è un minerale. È un tettosilicato: i tetraedri condividono tutti e quattro gli ossigeni formando un reticolo tridimensionale.
Solido naturale ma AMORFO (vetro), privo di reticolo cristallino ordinato: NON è un minerale, è una roccia ignea vetrosa.
Solido naturale, inorganico, composizione definita CaCO3, struttura cristallina: è un minerale, appartiene alla classe dei carbonati (non è un silicato).
È un minerale silicatico a struttura a strati (fillosilicato): la condivisione degli ossigeni su piani spiega la sua tipica sfaldatura in lamine sottili.
Risultato: Sono minerali il quarzo (tettosilicato), la calcite (carbonato) e la mica (fillosilicato); l'ossidiana non è un minerale perché è amorfa.
Errori frequenti
Approfondimento
Il grado di polimerizzazione si legge nel rapporto silicio-ossigeno, perché condividere un ossigeno fra due tetraedri riduce gli ossigeni «di proprietà» esclusiva. Nei nesosilicati a tetraedri isolati il rapporto è «Si:O = 1:4» («SiO₄⁴⁻», olivina); nelle catene singole dei pirosseni diventa «1:3» («SiO₃²⁻»); nelle catene doppie degli anfiboli «4:11» («Si₄O₁₁⁶⁻»); negli strati dei fillosilicati «2:5» («Si₂O₅²⁻», miche e argille); nei reticoli tridimensionali dei tettosilicati «1:2» («SiO₂», quarzo e feldspati). La sfaldatura in lamine sottili delle miche è la conseguenza diretta della loro struttura a strati: i piani di legame debole fra gli strati si rompono facilmente. Due proprietà dei minerali meritano un approfondimento: l'isomorfismo (o soluzione solida), per cui ioni di dimensione e carica simili si sostituiscono liberamente nel reticolo — nell'olivina «Mg²⁺» e «Fe²⁺», nei plagioclasi «Na⁺»/«Ca²⁺» con compenso di carica — così la composizione varia con continuità entro una stessa struttura; e il polimorfismo, per cui la stessa sostanza cristallizza in strutture diverse con proprietà diverse — l'esempio classico sono il diamante e la grafite, entrambi carbonio puro ma con durezza e aspetto opposti. La scala di Mohs, infine, è ordinale e non lineare: misura chi scalfisce chi, non di quanto.
Ripasso attivo
Disponi i seguenti silicati in ordine di crescente polimerizzazione dei tetraedri [SiO4]4- e indica per ciascuno la struttura corrispondente: quarzo, mica, olivina, pirosseno. Spiega come la struttura influenza la sfaldatura della mica.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Classificazione delle rocce ignee: tessitura e composizione
silice
Il contenuto di silice e' il criterio chimico principale per classificare le rocce ignee: alto contenuto -> rocce chiare e leggere (granito, riolite); basso contenuto -> rocce scure e dense (gabbro, basalto).
Due rocce hanno la stessa composizione, ricca di silice e con minerali chiari (quarzo e feldspati). La prima ha grossi cristalli visibili a occhio nudo, la seconda una grana finissima. Classificale e spiega la differenza.
Entrambe sono ricche di silice e di minerali chiari: sono rocce acide (sialiche), chiare e poco dense.
Cristalli grossi e visibili indicano raffreddamento lento in profondità: roccia intrusiva (plutonica). Una roccia acida intrusiva è il granito.
La grana finissima indica raffreddamento rapido in superficie: roccia effusiva (vulcanica). Una roccia acida effusiva è la riolite.
A pari composizione, la sola variabile è la velocità di raffreddamento, che controlla le dimensioni dei cristalli.
Risultato: La prima è un granito (acida, intrusiva), la seconda una riolite (acida, effusiva): differiscono solo per la tessitura legata alla velocità di raffreddamento.
Errori frequenti
Approfondimento
La tessitura registra la storia termica del magma. Una tessitura porfirica — grossi cristalli (fenocristalli) immersi in una pasta di fondo a grana fine — indica un raffreddamento in due tempi: prima lento in profondità, che fa crescere i fenocristalli, poi rapido dopo la risalita, che congela il resto. Da un unico magma «genitore» possono nascere rocce di composizione diversa grazie alla differenziazione magmatica: secondo la serie di Bowen i primi minerali a cristallizzare sono i femici poveri di silice, che, separandosi dal fuso (per esempio depositandosi sul fondo della camera magmatica, cristallizzazione frazionata), lasciano un magma residuo progressivamente arricchito in silice — così da un magma basaltico si può evolvere fino a composizioni granitiche. Il contenuto di silice controlla anche una proprietà decisiva per il vulcanismo, la viscosità: i tetraedri di «SiO₄» tendono a polimerizzare già nel fuso, perciò i magmi acidi, ricchi di silice, sono molto viscosi e trattengono i gas, mentre quelli basici, poveri di silice, sono fluidi. L'origine stessa dei magmi, infine, è la fusione parziale: una roccia non fonde tutta insieme, ma libera per prima la frazione a più basso punto di fusione e più ricca di silice, e questo spiega perché i magmi siano generalmente più sialici delle rocce da cui derivano.
Ripasso attivo
Due rocce ignee hanno la stessa composizione, ricca di silice e di minerali chiari, ma una presenta grossi cristalli visibili a occhio nudo e l'altra una grana finissima. Classifica entrambe (acida/basica; intrusiva/effusiva), assegna un nome plausibile a ciascuna e spiega l'origine della differente tessitura.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Sedimentarie e metamorfiche: origine e grado
Classifica arenaria, salgemma, calcare fossilifero e marmo indicando gruppo e processo di formazione; per il marmo precisa protolito e trasformazione.
Sedimentaria clastica: deriva dalla cementazione (diagenesi) di granuli di sabbia trasportati e deposti.
Sedimentaria chimica (evaporite): precipita per sovrasaturazione quando l'acqua salata evapora.
Sedimentaria organogena (biochimica): si forma per accumulo e cementazione di gusci e scheletri calcarei di organismi.
Metamorfica non foliata: deriva dal calcare (protolito sedimentario) per ricristallizzazione della calcite allo stato solido sotto pressione e temperatura elevate.
Risultato: Arenaria = sedimentaria clastica; salgemma = sedimentaria chimica; calcare fossilifero = sedimentaria organogena; marmo = metamorfica (protolito: calcare).
Errori frequenti
Approfondimento
Le rocce sedimentarie sono un archivio della storia della Terra, e la stratigrafia ne detta le regole di lettura, formulate già da Niccolò Stenone: il principio di sovrapposizione (in una successione indisturbata lo strato più basso è il più antico), quello dell'orizzontalità originaria (i sedimenti si depongono in strati orizzontali, per cui strati inclinati o piegati testimoniano deformazioni successive) e quello della continuità laterale. Sono i fondamenti della datazione relativa, che ordina gli eventi senza attribuire loro un'età numerica. La composizione e le strutture di un sedimento (facies) registrano l'ambiente in cui si è deposto — marino, lagunare, desertico, fluviale — consentendo di ricostruire i paleoambienti. Nel metamorfismo, l'associazione di minerali che si forma dipende dalle condizioni di pressione e temperatura raggiunte: certi minerali «indice» (per esempio clorite, granato, cianite, sillimanite) compaiono a intervalli precisi di «P» e «T» e definiscono le facies metamorfiche, permettendo di stimare la profondità e il regime termico a cui la roccia è stata sottoposta. Poiché nella crosta la temperatura cresce con la profondità secondo il gradiente geotermico, il grado metamorfico aumenta scendendo, e la sequenza argillite-ardesia-fillade-scisto-gneiss traccia proprio un percorso verso pressioni e temperature crescenti.
Ripasso attivo
Classifica le seguenti rocce indicando il gruppo di appartenenza e il processo che le origina: arenaria, salgemma, calcare fossilifero, marmo. Per il marmo precisa il protolito e il tipo di trasformazione subita.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il ciclo litogenetico (ciclo delle rocce)
Partendo da una roccia ignea (un granito) affiorante in superficie, descrivi due percorsi distinti del ciclo litogenetico che producano rispettivamente una roccia sedimentaria e una roccia metamorfica, nominando ogni processo.
Il granito affiora ed è esposto agli agenti atmosferici (acqua, gelo-disgelo, reazioni chimiche).
Degradazione e disgregazione del granito in frammenti e granuli (per es. di quarzo) → erosione e trasporto → deposizione in un bacino → diagenesi (compattazione e cementazione): si forma un'arenaria, roccia sedimentaria clastica.
Il granito viene sepolto in profondità (per es. durante un'orogenesi) e sottoposto a pressione e temperatura elevate → processo metamorfico allo stato solido (ricristallizzazione e foliazione): si forma uno gneiss, roccia metamorfica.
Da ciascuno di questi prodotti il ciclo può proseguire: erosione di nuovo, ulteriore metamorfismo o fusione fino a tornare magma.
Risultato: Percorso sedimentario: granito → (degradazione, erosione, trasporto, deposizione, diagenesi) → arenaria. Percorso metamorfico: granito → (seppellimento, pressione e temperatura) → gneiss.
Errori frequenti
Approfondimento
Il ciclo delle rocce è mosso da due bilanci energetici distinti. La metà endogena (magmatismo e metamorfismo) è alimentata dal calore interno della Terra, in gran parte prodotto dal decadimento di isotopi radioattivi (uranio, torio, potassio) più il calore primordiale residuo; la metà esogena (degradazione, erosione, trasporto, sedimentazione) è alimentata dall'energia solare e dalla gravità. Il ciclo si svolge su tempi geologici — milioni di anni — che si possono misurare grazie alla datazione radiometrica: il decadimento di un isotopo instabile procede con una velocità costante espressa dal tempo di dimezzamento, e il rapporto fra isotopo padre residuo e isotopo figlio accumulato fornisce l'età assoluta di una roccia (datazione assoluta, che affianca quella relativa della stratigrafia). Il ciclo litogenetico è inoltre intrecciato al ciclo geochimico del carbonio a lungo termine: l'alterazione dei silicati alla superficie consuma «CO₂» atmosferica, che finisce sequestrata nei carbonati (calcari) dei fondali; il metamorfismo e il vulcanismo, riscaldando quei carbonati, la restituiscono all'atmosfera. Questo lentissimo scambio funziona come un termostato che ha regolato il clima terrestre su scale di milioni di anni, e collega la dinamica delle rocce a quella dell'atmosfera e del clima.
Ripasso attivo
Una roccia ignea affiorante in superficie viene esposta agli agenti atmosferici. Descrivi, passo per passo e nominando ogni processo, due percorsi diversi del ciclo litogenetico che, partendo da questa roccia, possano produrre rispettivamente una roccia sedimentaria e una roccia metamorfica.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti