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Percezione di sé e sviluppo delle capacità motorie ed espressive

Questo argomento apre il nucleo fondante di Scienze motorie e sportive nel triennio del Liceo: la consapevolezza della propria corporeità come conoscenza, padronanza e rispetto del corpo. Si studiano lo schema corporeo, gli schemi motori e posturali, l'equilibrio, la propriocezione e la percezione spazio-temporale, fino a riconoscere il movimento come linguaggio e mezzo di conoscenza di sé. L'obiettivo è elaborare risposte motorie efficaci e personali anche in situazioni variabili e complesse.

4 sezioni·~19 min di lettura·4 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0111 / 15
Profilo d’esame
Avere consapevolezza della propria corporeità intesa come conoscenza, padronanza e rispetto del proprio corpoAffinare la coscienza di sé attraverso la percezione del corpo e la padronanza degli schemi motori e posturaliSaper assumere e mantenere posture corrette e funzionali in situazioni statiche e dinamicheElaborare risposte motorie efficaci e personali in contesti variabili, riconoscendo il movimento come linguaggio e mezzo di conoscenza di sé
Operatori:descrivispiegaanalizzaclassificaillustraconfrontagiustificainterpreta

livello base

A tutti gli indirizzi è richiesto di conoscere e descrivere schema corporeo, schemi motori e posturali, equilibrio e percezione spazio-temporale, sapendoli applicare nell'esecuzione pratica e nell'auto-osservazione del proprio movimento.

livello avanzato

Negli indirizzi a più forte vocazione scientifica (Liceo Scientifico e opzione Scienze Applicate) si approfondiscono le basi neurofisiologiche della propriocezione e del controllo motorio; nei licei delle Scienze Umane e Linguistico si valorizza la dimensione del corpo come linguaggio e relazione.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Percezione di sé e sviluppo delle capacità motorie ed espressive
    • 01Corporeità, schema corporeo e percezione di sé○
    • 02Schemi motori e schemi posturali◐
    • 03Equilibrio, propriocezione e percezione spazio-temporale●
    • 04Il movimento come linguaggio e conoscenza di sé◐
§ 01

Corporeità, schema corporeo e percezione di sé#

●○○BaseLPOSA-scienze-motorie-percezione-di-seLPIndicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010), nucleo 'La percezione di sé e il completamento dello sviluppo funzionale delle capacità motorie ed espressive'

Le componenti della percezione di sé

Le componenti della percezione di séGrafo, Percezione di sé → Schema corporeo, Percezione di sé → Lateralità, Percezione di sé → Orientamento, Percezione di sé → Coscienza psico-fisica, Schema corporeo → Risposta motoria efficace, Lateralità → Risposta motoria efficace, Orientamento → Risposta motoria efficace, Coscienza psico-fisica → Risposta motoria efficacePercezione di séSchema corporeoLateralitàOrientamentoCoscienza psico-fisicaRisposta motoriaefficace

Punti chiave

La percezione di sé nasce dalla consapevolezza della propria corporeità, cioè dalla capacità di conoscere, padroneggiare e rispettare il proprio corpo: è il punto di partenza di tutto il percorso di Scienze motorie nel triennio, perché senza una rappresentazione interna del corpo nessun gesto può essere controllato in modo intenzionale ed efficace.
Per « schema corporeo » si intende la rappresentazione mentale, globale e dinamica, che ciascuno ha del proprio corpo, delle sue parti, dei suoi limiti e delle sue possibilità di movimento nello spazio. Esso si costruisce nel tempo integrando le informazioni che provengono dai sensi — vista, tatto, udito — e soprattutto dai recettori interni che segnalano la posizione e il movimento dei segmenti corporei. A differenza dell'« immagine corporea », che è la rappresentazione affettiva e valutativa che abbiamo del nostro aspetto, lo schema corporeo è funzionale e operativo: serve ad agire.
La percezione di sé si articola in più livelli che vanno distinti con precisione: la conoscenza delle parti del corpo e dei loro rapporti reciproci; la lateralità, cioè la dominanza funzionale di un emilato (destrimano, mancino); l'orientamento del corpo rispetto allo spazio e agli oggetti; la coscienza del proprio stato di benessere psico-fisico. Questi livelli si intrecciano in ogni azione motoria, dalla più semplice alla più complessa.
Nel triennio del Liceo l'obiettivo non è soltanto possedere uno schema corporeo già formato — questo è un acquisizione delle età precedenti (ripasso) — ma affinarlo e renderlo più fine: l'allievo impara a percepire variazioni sempre più piccole di posizione, tensione e movimento, a correggere autonomamente l'esecuzione e ad adattare il gesto a situazioni nuove. È questo affinamento della coscienza di sé l'esito atteso di un completamento dello sviluppo funzionale.
Esempio svolto

Distinguere schema corporeo e immagine corporea

Un compagno afferma: « ho una buona percezione di me perché so di essere alto e magro ». In stile colloquio d'esame, valuta criticamente l'affermazione distinguendo schema corporeo e immagine corporea.

  1. 01Individuare il piano dell'affermazione

    « Essere alto e magro » riguarda l'aspetto e il suo vissuto: appartiene all'immagine corporea, cioè alla rappresentazione affettivo-valutativa del proprio corpo.

  2. 02Richiamare lo schema corporeo

    Lo schema corporeo è invece la rappresentazione funzionale e dinamica del corpo in azione: dove sono i segmenti, in che posizione, con quanta tensione, come si muovono nello spazio.

  3. 03Mostrare la differenza con un esempio motorio

    Sapere di essere alti non aiuta a eseguire una capovolta: serve percepire la posizione del capo, del bacino e degli arti durante la rotazione. È lo schema corporeo a guidare il gesto.

  4. 04Concludere

    L'affermazione confonde i due piani: una buona percezione di sé in senso motorio si misura sulla padronanza dello schema corporeo, non sulla conoscenza dell'aspetto.

Risultato: L'affermazione è imprecisa: descrive l'immagine corporea (aspetto) e non lo schema corporeo (rappresentazione funzionale del corpo in movimento), che è ciò che davvero fonda la percezione di sé in ambito motorio.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper distinguere con esempi « schema corporeo » (rappresentazione funzionale, dinamica) e « immagine corporea » (rappresentazione affettiva dell'aspetto), evitando di confonderli.
  • Focus Esame di Stato: collegare la consapevolezza della corporeità alla capacità di assumere posture corrette e di auto-correggere il proprio gesto, mostrando il nesso teoria-pratica richiesto al colloquio.

Errori frequenti

  • Confondere lo schema corporeo (funzionale, legato al movimento) con l'immagine corporea (estetica, affettiva): sono concetti diversi e vanno tenuti separati.
  • Ridurre la percezione di sé alla sola conoscenza del nome delle parti del corpo, dimenticando lateralità, orientamento e coscienza dello stato psico-fisico.

Approfondimento

Sul piano neurofisiologico lo « schema corporeo » ha un preciso substrato corticale. La distinzione clinica risale a Head e Holmes (1911), che descrissero uno « schema posturale » — un modello interno, aggiornato di continuo, della posizione dei segmenti — separato dalla rappresentazione cosciente del corpo. Le informazioni somatosensoriali (tatto, pressione, propriocezione) sono elaborate nella corteccia somatosensoriale primaria, nel giro postcentrale del lobo parietale, dove il corpo è mappato in modo somatotopico: è l'« homunculus sensitivo », una figura deformata in cui mani, labbra e lingua occupano un'area sproporzionatamente ampia perché più densamente innervate. Le aree parietali associative posteriori integrano poi questi segnali con quelli visivi e vestibolari, costruendo la rappresentazione unitaria del corpo nello spazio che guida l'azione. Neuropsicologicamente « schema corporeo » (senso-motorio, in gran parte inconsapevole, orientato all'azione) e « immagine corporea » (cosciente, percettivo-affettiva) sono dissociabili: lesioni parietali possono alterare l'uno lasciando intatta l'altra. Lo schema è inoltre plastico: si aggiorna con la crescita e incorpora gli attrezzi — la racchetta o l'attrezzo « diventano » parte del corpo percepito, estendendone i confini funzionali.

Ripasso attivo

Spiega che cosa si intende per « schema corporeo » e illustra, con un esempio motorio concreto, come una sua più fine percezione consenta di migliorare l'esecuzione e l'auto-correzione del gesto.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Schemi motori e schemi posturali#

●●○StandardLPOSA-scienze-motorie-percezione-di-seLPSchemi motori di base e schemi posturali

I tre piani del movimento

I tre piani del movimentoTabella con 2 colonne e 3 righe, Dati: Piano · Movimenti principali; Sagittale · flessione, estensione; Frontale · abduzione, adduzione; Trasverso · rotazioniPIANOMOVIMENTI PRINCIPALISagittaleflessione, estensioneFrontaleabduzione, adduzioneTrasversorotazioniOgni piano è perpendicolare al proprio asse di rotazione.

Punti chiave

Gli schemi motori di base sono le forme fondamentali e innate del movimento, comuni a tutti gli esseri umani, a partire dalle quali si costruiscono i gesti più complessi: camminare, correre, saltare, lanciare, afferrare, rotolare, strisciare, arrampicarsi. Sono i « mattoni » del comportamento motorio e nel triennio vanno consolidati, combinati e adattati a situazioni variabili.
Gli schemi posturali, invece, riguardano gli atteggiamenti del corpo: flettere, estendere, addurre, abdurre, ruotare, inclinare, oscillare. Essi descrivono il modo in cui i segmenti corporei si dispongono e si mantengono, e sono alla base del controllo della postura. La postura è la posizione assunta dal corpo nello spazio e il modo in cui ne mantiene l'equilibrio contrastando la forza di gravità.
Una postura corretta è quella che, in stazione eretta, mantiene allineate le curve fisiologiche della colonna vertebrale — lordosi cervicale, cifosi dorsale, lordosi lombare — distribuendo i carichi sulle strutture ossee e articolari con il minimo dispendio muscolare. Il controllo posturale è il risultato di continui aggiustamenti automatici (tono muscolare, riflessi) che la percezione di sé permette di rendere via via più consapevoli e correggibili.
Il movimento si realizza sui tre piani dello spazio: il piano sagittale (divide il corpo in destra e sinistra; vi avvengono flessioni ed estensioni), il piano frontale (divide in anteriore e posteriore; vi avvengono abduzioni e adduzioni) e il piano trasverso (divide in superiore e inferiore; vi avvengono le rotazioni). Conoscere piani e assi del movimento è indispensabile per descrivere con precisione gli schemi posturali e per analizzare un gesto tecnico.
Esempio svolto

Classificare movimenti per tipo e piano

Per ciascuno di questi movimenti indica se è uno schema motorio o posturale e su quale piano avviene: (a) correre; (b) flettere il busto in avanti; (c) abdurre il braccio; (d) ruotare il capo.

  1. 01(a) Correre

    È uno schema motorio di base (locomozione). Il movimento di avanzamento e l'azione di arti inferiori avvengono prevalentemente sul piano sagittale.

  2. 02(b) Flettere il busto in avanti

    È uno schema posturale (flessione). Avviene sul piano sagittale, attorno a un asse trasverso.

  3. 03(c) Abdurre il braccio

    È uno schema posturale (abduzione: allontanamento dalla linea mediana). Avviene sul piano frontale.

  4. 04(d) Ruotare il capo

    È uno schema posturale (rotazione). Avviene sul piano trasverso, attorno a un asse verticale (longitudinale).

Risultato: (a) schema motorio, piano sagittale; (b) schema posturale, piano sagittale; (c) schema posturale, piano frontale; (d) schema posturale, piano trasverso.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper elencare e classificare gli schemi motori di base distinguendoli dagli schemi posturali, fornendo per ciascuno almeno un esempio.
  • Focus Esame di Stato: descrivere un movimento collocandolo correttamente sul piano e attorno all'asse su cui avviene (sagittale/frontale/trasverso).

Errori frequenti

  • Scambiare schemi motori (azioni: correre, saltare) e schemi posturali (atteggiamenti: flettere, ruotare): i primi sono spostamenti, i secondi disposizioni dei segmenti.
  • Associare le flessioni-estensioni al piano frontale invece che a quello sagittale (e viceversa per abduzioni-adduzioni).

Approfondimento

Ogni piano di movimento si accoppia a un asse ad esso perpendicolare, attorno al quale la rotazione articolare avviene: il piano sagittale ruota attorno all'asse trasversale (medio-laterale) — è il caso di flessioni ed estensioni; il piano frontale attorno all'asse sagittale (antero-posteriore) — abduzioni e adduzioni; il piano trasverso attorno all'asse longitudinale (verticale) — le rotazioni. Padroneggiare queste coppie piano-asse è la base della descrizione biomeccanica del gesto. Il numero di piani indipendenti su cui un'articolazione si muove ne definisce i « gradi di libertà »: la spalla, enartrosi, ne possiede tre (flesso-estensione, abduzione-adduzione, rotazione); il gomito, ginglimo angolare, essenzialmente uno. L'intero corpo dispone di moltissimi gradi di libertà, e coordinarli è il « problema dei gradi di libertà » formulato da Bernstein: l'apprendimento motorio consiste nel bloccarne dapprima alcuni per semplificare il controllo, per poi liberarli progressivamente rendendo il gesto fluido ed economico. Il controllo posturale, infine, mantiene la stazione eretta grazie ai muscoli antigravitari, a prevalente attività tonica: l'equilibrio si conserva finché la proiezione al suolo del baricentro — collocato circa all'altezza del rachide lombo-sacrale — cade dentro la base d'appoggio, con continui micro-aggiustamenti riflessi che ne correggono le oscillazioni.

Ripasso attivo

Classifica i seguenti movimenti come schema motorio o schema posturale e, per ognuno, indica il piano su cui avviene: correre, flettere il busto in avanti, abdurre il braccio, saltare, ruotare il capo.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Equilibrio, propriocezione e percezione spazio-temporale#

●●●ApprofondimentoLPOSA-scienze-motorie-percezione-di-seLPSchema corporeo, propriocezione, equilibrio e percezione spazio-temporale

Il circuito propriocettivo di controllo del movimento

Il circuito propriocettivo di controllo del movimentoGrafo, Centri nervosi → Muscoli · gesto, Muscoli · gesto → Recettori (fusi, Golgi), Recettori (fusi, Golgi) → Centri nervosiCentri nervosiMuscoli · gestoRecettori (fusi,Golgi)comandomovimentofeedback

Punti chiave

Alla base della percezione di sé in movimento c'è la propriocezione: l'insieme delle informazioni, in gran parte inconsapevoli, che il sistema nervoso riceve da recettori specializzati (fusi neuromuscolari nei muscoli, organi tendinei del Golgi nei tendini, recettori articolari) e che segnalano in tempo reale lunghezza e tensione muscolare e posizione delle articolazioni. È grazie a questo feedback continuo che possiamo, ad esempio, toccarci il naso a occhi chiusi.
L'equilibrio è la capacità di mantenere o ritrovare una posizione stabile contrastando la gravità. Si distinguono un equilibrio statico (mantenere una posizione ferma, come la stazione su un piede), un equilibrio dinamico (mantenere la stabilità durante il movimento, come camminare su una trave) e un equilibrio in volo (durante una fase aerea, come in un salto). L'equilibrio risulta dall'integrazione di tre vie sensoriali: quella visiva, quella vestibolare (l'apparato dell'orecchio interno, sensibile alle accelerazioni e alla posizione del capo) e quella propriocettiva.
La regolazione del movimento avviene attraverso un circuito di controllo a retroazione (feedback): i recettori inviano informazioni ai centri nervosi, che le confrontano con il programma motorio previsto e inviano ai muscoli comandi di correzione. Nei gesti rapidi e già appresi interviene anche un controllo anticipato (feed-forward), in cui il sistema nervoso predispone in anticipo gli aggiustamenti, riducendo i tempi di reazione.
La percezione spazio-temporale è la capacità di valutare i rapporti del proprio corpo e degli oggetti nello spazio (distanze, direzioni, traiettorie) e nel tempo (durata, ritmo, velocità, anticipazione). È decisiva nei giochi sportivi e in tutte le situazioni variabili: stimare dove e quando arriverà una palla, regolare la propria rincorsa, sincronizzare il gesto con un compagno. Nel triennio l'allievo è chiamato a elaborare risposte motorie efficaci e personali proprio integrando equilibrio, propriocezione e percezione spazio-temporale in contesti complessi.
v=ΔsΔtv = \frac{\Delta s}{\Delta t}v=ΔtΔs​

Percezione spazio-temporale

La stima di una traiettoria poggia sul rapporto tra lo spazio percorso da un oggetto (\Delta s) e il tempo impiegato (\Delta t): è la velocità v. Valutarla correttamente permette di anticipare dove e quando intercettare, ad esempio, una palla.

Esempio svolto

Stimare una traiettoria nello spazio-tempo

In una situazione di gioco una palla percorre 12 metri in 0.8 secondi mantenendo velocità pressoché costante. Stima la velocità della palla e spiega come questa percezione spazio-temporale guida l'azione del ricevente.

  1. 01Dati

    Spazio percorso Delta s = 12 m; tempo Delta t = 0.8 s.

  2. 02Applicare la relazione velocità-spazio-tempo

    Si divide lo spazio per il tempo.

  3. 03Calcolo

    12 diviso 0.8 dà 15.

  4. 04Interpretazione motoria

    Percependo distanza e tempo, il giocatore stima la velocità (circa 15 m/s) e anticipa il punto e l'istante di arrivo, predisponendo in feed-forward la posizione del corpo e degli arti per intercettare la palla.

Risultato: La velocità è di 15 m/s; la corretta percezione spazio-temporale consente di anticipare l'arrivo della palla e di preparare in anticipo (feed-forward) la risposta motoria.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper descrivere le tre vie sensoriali dell'equilibrio (visiva, vestibolare, propriocettiva) e spiegare il ruolo del feedback nel controllo del movimento.
  • Focus Esame di Stato: distinguere equilibrio statico, dinamico e in volo con esempi sportivi pertinenti, e collegarli alla percezione spazio-temporale nelle situazioni di gioco.

Errori frequenti

  • Confondere propriocezione (informazione interna su tensione e posizione del corpo) con l'apparato vestibolare (informazione sull'equilibrio e le accelerazioni del capo): contribuiscono entrambi all'equilibrio, ma sono recettori diversi.
  • Pensare che chiudere gli occhi non influenzi l'equilibrio: togliendo la via visiva l'oscillazione posturale aumenta, perché il controllo si appoggia solo su vestibolo e propriocezione.

Approfondimento

La propriocezione poggia su recettori dalle proprietà ben definite. I « fusi neuromuscolari », disposti in parallelo alle fibre muscolari, sono sensibili alla lunghezza del muscolo e alla velocità del suo allungamento; le loro afferenze (Ia e II) attivano il « riflesso miotatico » (o da stiramento), un arco monosinaptico e perciò molto rapido — quello che si evoca percuotendo il tendine rotuleo. La sua sensibilità è regolata dai motoneuroni gamma, che « pretarano » il fuso adattandolo alla lunghezza del muscolo. Gli « organi tendinei del Golgi », posti in serie alla giunzione muscolo-tendinea, misurano invece la tensione sviluppata e, tramite afferenze Ib, attivano il « riflesso miotatico inverso », che inibisce l'agonista quando la forza diventa eccessiva: una protezione contro gli strappi. A questi si aggiunge l'apparato vestibolare dell'orecchio interno: i canali semicircolari, orientati sui tre piani, colgono le accelerazioni angolari del capo, mentre gli otoliti di utricolo e sacculo rilevano le accelerazioni lineari e la gravità. Le tre vie — visiva, vestibolare, propriocettiva — sono ridondanti: il test di Romberg (in stazione a occhi chiusi) dimostra il contributo della vista, perché togliendola l'oscillazione aumenta; un peggioramento marcato segnala un deficit propriocettivo o vestibolare. Il controllo a « feedback » (ad anello chiuso) è però lento, richiede oltre un decimo di secondo, perciò nei gesti rapidi il sistema nervoso agisce in « feed-forward », predisponendo la correzione in anticipo grazie a modelli interni predittivi.

Ripasso attivo

Analizza che cosa accade all'equilibrio statico quando si chiudono gli occhi in stazione su un piede e spiega, in termini di vie sensoriali e di feedback, perché l'oscillazione aumenta.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Il movimento come linguaggio e conoscenza di sé#

●●○StandardLPOSA-scienze-motorie-percezione-di-seLPIndicazioni Nazionali per i Licei, nucleo 'La percezione di sé e il completamento dello sviluppo funzionale delle capacità motorie ed espressive'

Dalla percezione di sé alla risposta motoria personale

Dalla percezione di sé alla risposta motoria personaleGrafo, Percezione di sé → Controllo del gesto, Controllo del gesto → Apprendimento, Apprendimento → Risposta personalePercezione di séControllo delgestoApprendimentoRispostapersonale

Punti chiave

Il movimento non è solo esecuzione tecnica: è un linguaggio e un mezzo di conoscenza di sé. Attraverso il corpo l'individuo esplora le proprie possibilità, mette alla prova i propri limiti, comunica emozioni e contenuti, entra in relazione con gli altri. Riconoscere questa dimensione è uno degli obiettivi specifici del nucleo dedicato alla percezione di sé.
Le capacità espressive sono la capacità di utilizzare il corpo e il movimento per comunicare. Si manifestano nella mimica del volto, nella gestualità, nella postura e nella prossemica (l'uso delle distanze), ma anche in forme strutturate come le attività ritmiche, musicali e coreutiche. Affinare la percezione di sé permette di rendere il movimento più consapevole e quindi più efficace anche sul piano comunicativo ed espressivo.
Esiste un legame stretto tra percezione, controllo e apprendimento motorio. Più fine è la percezione di sé, più preciso è il controllo del gesto e più rapido l'apprendimento di nuove abilità: l'allievo confronta ciò che sente (feedback propriocettivo) con il modello del movimento e corregge. È questo processo che, nel triennio, porta a elaborare risposte motorie non solo efficaci ma personali, cioè adeguate alle proprie caratteristiche.
Conoscere sé stessi attraverso il movimento ha infine una ricaduta sul benessere psico-fisico e sulla relazione con gli altri: l'attività motoria diventa strumento di equilibrio personale, di autostima e di socializzazione. In tal senso la percezione di sé non si esaurisce nella tecnica, ma si apre alla dimensione educativa e formativa che le Indicazioni Nazionali assegnano alla disciplina.
Esempio svolto

Argomentare il movimento come linguaggio

In stile colloquio, costruisci un breve paragrafo argomentativo che sostenga la tesi: « il movimento è un linguaggio e un mezzo di conoscenza di sé », usando un esempio espressivo.

  1. 01Enunciare la tesi

    Il movimento non comunica solo prestazione: trasmette stati d'animo e intenzioni, e nel farlo rivela a chi lo compie i propri limiti e possibilità.

  2. 02Portare l'esempio

    In una sequenza coreutica su una musica lenta, una postura raccolta e gesti ampi e fluidi esprimono distensione: il corpo « dice » un'emozione senza parole, attraverso mimica, gestualità e prossemica.

  3. 03Collegare alla percezione di sé

    Per eseguire quei gesti l'allievo deve percepire con precisione tensioni, ampiezze e ritmo del proprio corpo: provando e correggendo, conosce meglio sé stesso e amplia le proprie possibilità espressive.

  4. 04Concludere

    Così il movimento si rivela insieme linguaggio (comunica) e strumento di conoscenza di sé (fa scoprire e affinare le proprie capacità).

Risultato: Un paragrafo coerente che, dalla tesi all'esempio coreutico fino alla percezione di sé, dimostra come il movimento comunichi contenuti ed emozioni e, allo stesso tempo, sia un mezzo per conoscere e ampliare le proprie possibilità.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper argomentare in che senso il movimento è un « linguaggio » e un « mezzo di conoscenza di sé », collegando percezione di sé ed espressività corporea.
  • Focus Esame di Stato: spiegare il nesso tra finezza della percezione di sé, controllo del gesto e velocità di apprendimento motorio, con un esempio concreto.

Errori frequenti

  • Ridurre il movimento alla sola prestazione fisica, trascurandone il valore comunicativo, espressivo e di conoscenza di sé richiesto dal programma.
  • Trattare le capacità espressive come un argomento isolato, senza collegarle alla percezione di sé e al controllo del gesto da cui dipendono.

Approfondimento

Il legame tra percezione, controllo e apprendimento trova un modello classico nelle tre fasi dell'apprendimento motorio descritte da Fitts e Posner (1967). Nella « fase cognitiva » l'allievo capisce il compito, procede per tentativi ed errori, dipende molto dalle istruzioni verbali e impegna al massimo l'attenzione; il gesto è rigido e poco economico. Nella « fase associativa » gli errori diminuiscono e il movimento si affina: l'allievo confronta ciò che sente con il modello e usa il « feedback » per correggere. Nella « fase autonoma » il gesto è automatizzato, richiede poca attenzione ed è resistente alle interferenze e alla fatica. È utile distinguere i tipi di feedback: la « conoscenza del risultato » (l'esito: il canestro è entrato?) e la « conoscenza della prestazione » (la qualità del movimento che l'ha prodotto); e il feedback intrinseco (propriocettivo, che il soggetto ricava da sé) da quello aumentato o estrinseco (fornito dall'insegnante). Conta anche la natura dell'abilità: le « abilità chiuse » si svolgono in ambiente stabile e sono auto-regolate (un tuffo, un tiro libero), le « abilità aperte » in ambiente variabile e regolato dall'esterno (i giochi sportivi), e queste ultime richiedono più anticipazione percettiva. L'automatizzazione, infine, libera risorse attentive: solo quando il gesto non richiede più « pensiero » il corpo può caricarlo di sfumature espressive e comunicative, e diventare così pienamente linguaggio.

Ripasso attivo

Argomenta, con un esempio motorio o espressivo a tua scelta, in che senso il movimento può essere considerato un linguaggio e un mezzo di conoscenza di sé, mostrando il legame con la percezione del corpo.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Corporeità, schema corporeo e percezione di sé○
    • 02Schemi motori e schemi posturali◐
    • 03Equilibrio, propriocezione e percezione spazio-temporale●
    • 04Il movimento come linguaggio e conoscenza di sé◐

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Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento

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