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La Chiesa e il mondo contemporaneo: totalitarismi, globalizzazione e nuovi scenari religiosi

L'argomento ricostruisce il rapporto fra la Chiesa cattolica e il Novecento dei totalitarismi, fino alle sfide odierne della secolarizzazione, della globalizzazione e del pluralismo religioso. Si tratta di un nucleo del quinto anno dell'IRC che illumina l'incidenza del cristianesimo nelle trasformazioni storiche e culturali del mondo contemporaneo. Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: l'IRC non è oggetto di prova scritta né del colloquio pluridisciplinare e non concorre al punteggio in centesimi, dunque questo appunto va inteso come strumento di formazione critica e culturale, non come obiettivo valutato all'Esame.

4 sezioni·~19 min di lettura·3 competenze·Livello Standard 3 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·111111 / 16
Profilo d’esame
Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: cogliere l'incidenza del cristianesimo nelle trasformazioni storiche e culturali del mondo contemporaneoApprofondimento — fuori dall'Esame di Stato: confrontarsi criticamente con le grandi questioni del mondo globalizzato alla luce del messaggio cristianoApprofondimento — fuori dall'Esame di Stato: interpretare i fenomeni della secolarizzazione e del pluralismo religioso con un linguaggio storico e concettuale corretto
Operatori:analizzaspiegadescriviconfrontaclassificaillustragiustificainterpretacommenta

livello base

In tutti gli indirizzi liceali è richiesto di riconoscere il ruolo della Chiesa di fronte ai totalitarismi e di nominare le grandi sfide contemporanee (secolarizzazione, globalizzazione, pluralismo) con esempi storici essenziali.

livello avanzato

Negli indirizzi più orientati alle scienze umane e sociali (in particolare il Liceo delle Scienze Umane e l'opzione Economico-Sociale) si chiede di analizzare i fenomeni con categorie sociologiche e di collegarli alla dottrina sociale della Chiesa e ai documenti del magistero contemporaneo.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. La Chiesa e il mondo contemporaneo: totalitarismi, globalizzazione e nuovi scenari religiosi
    • 01La Chiesa di fronte ai totalitarismi del Novecento◐
    • 02Secolarizzazione e nuovi scenari religiosi◐
    • 03Globalizzazione e pluralismo religioso●
    • 04La Chiesa nel dibattito pubblico contemporaneo◐
§ 01

La Chiesa di fronte ai totalitarismi del Novecento#

●●○StandardLPOSA-religione-quinto-anno-chiesa-mondo-contemporaneoLPIndicazioni IRC per i Licei (DPR 176/2012, Allegato 1)

Asse cronologico: Chiesa e totalitarismi (XX secolo)

Chiesa e totalitarismi (XX secolo)Grafo, 1929 · Patti Lateranensi → 1937 · encicliche di condanna, 1937 · encicliche di condanna → 1941 · martiri (Kolbe, Stein), 1941 · martiri (Kolbe, Stein) → 1962 · Vaticano II1929 · PattiLateranensi1937 ·encicliche dicondanna1941 · martiri(Kolbe, Stein)1962 · VaticanoII
Fig. 1Di fronte ai totalitarismi la Chiesa reagisce con la condanna dottrinale (encicliche «Non abbiamo bisogno» 1931 e «Mit brennender Sorge» 1937) e con la testimonianza dei martiri, come Massimiliano Kolbe ed Edith Stein.

Punti chiave

Il Novecento è stato definito il «secolo dei totalitarismi»: regimi come il fascismo italiano, il nazionalsocialismo tedesco e il comunismo sovietico hanno preteso un controllo totale della società e della coscienza, entrando inevitabilmente in conflitto con una Chiesa che rivendicava l'autonomia della persona e il primato di Dio. Comprendere la posizione della Chiesa in questo periodo significa distinguere fra le scelte diplomatiche della Santa Sede, le prese di posizione dottrinali del magistero e la testimonianza concreta — talvolta eroica, talvolta reticente — di singoli credenti.
Sul piano del magistero, la Chiesa condannò esplicitamente gli errori ideologici dei totalitarismi. Nel 1937 Pio XI pubblicò due encicliche-chiave: «Mit brennender Sorge» («Con viva ansia»), scritta in tedesco e letta nelle chiese della Germania, che denunciava il neopaganesimo razzista e l'idolatria dello Stato del nazismo; e «Divini Redemptoris», che condannava il comunismo ateo come «intrinsecamente perverso». Le due encicliche, promulgate a pochi giorni di distanza nel marzo 1937, testimoniano una condanna che colpiva entrambi i fronti totalitari, sia pure con accenti diversi.
La storia di questo rapporto conosce anche zone d'ombra e questioni storiografiche aperte, da affrontare con onestà: il dibattito sui «silenzi» di Pio XII durante la Shoah, i rapporti fra la Santa Sede e i regimi attraverso i concordati (come i Patti Lateranensi del 1929 con l'Italia e il Reichskonkordat del 1933), e la difficile collocazione delle gerarchie nazionali. Lo studio storico richiede di evitare sia l'apologia acritica sia la condanna sommaria, valutando i documenti nel loro contesto.
Accanto alle istituzioni emerge la testimonianza dei martiri e dei testimoni: figure come Massimiliano Kolbe, francescano che si offrì di morire al posto di un altro prigioniero ad Auschwitz, Edith Stein (Teresa Benedetta della Croce), ebrea convertita e carmelitana uccisa ad Auschwitz, e Dietrich Bonhoeffer, teologo protestante giustiziato per la resistenza al nazismo. Queste figure mostrano come la fede abbia generato resistenza morale e dono di sé di fronte alla disumanizzazione totalitaria.
Esempio svolto

Costruire un paragrafo argomentativo sui totalitarismi

Componi un paragrafo argomentativo che risponda alla domanda: «In che modo la Chiesa si oppose all'ideologia totalitaria?». Usa una tesi iniziale, due prove storiche e una conclusione.

  1. 01Formulare la tesi

    Si apre con un'affermazione netta e orientata: «La Chiesa si oppose ai totalitarismi non solo con la diplomazia, ma soprattutto difendendo la dignità della persona contro l'idolatria dello Stato».

  2. 02Prima prova (magistero)

    Si cita l'enciclica «Mit brennender Sorge» (1937), in cui Pio XI denunciò il razzismo e il neopaganesimo del nazismo, mostrando una condanna dottrinale esplicita.

  3. 03Seconda prova (testimonianza)

    Si porta l'esempio di Massimiliano Kolbe ad Auschwitz, segno di una resistenza morale che incarna nei fatti il messaggio evangelico del dono di sé.

  4. 04Conclusione equilibrata

    Si riconosce la complessità: accanto a queste prese di posizione restano questioni storiografiche aperte, come il dibattito sui silenzi diplomatici, da valutare con rigore storico.

Risultato: Un paragrafo coerente con tesi, due prove (una documentale e una di testimonianza) e una conclusione storicamente onesta, che dimostra capacità di argomentazione e di uso delle fonti.

Obiettivo Maturità

  • Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: saper distinguere i tre livelli della risposta della Chiesa — diplomazia della Santa Sede, magistero dottrinale, testimonianza dei singoli — è la chiave per un giudizio storico equilibrato.
  • Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: conoscere almeno una enciclica di condanna (per esempio «Mit brennender Sorge», 1937) e collegarla al regime che essa denunciava.

Errori frequenti

  • Confondere le encicliche: «Mit brennender Sorge» riguarda il nazismo, «Divini Redemptoris» il comunismo; attribuirle al regime sbagliato è un errore frequente.
  • Trasformare il tema in apologia o in requisitoria: ridurre tutto a «la Chiesa fu eroica» oppure «la Chiesa fu complice» tradisce la complessità storica documentata.

Approfondimento

Approfondimento — Per comprendere la posta in gioco è utile la riflessione filosofica sul totalitarismo: Hannah Arendt, ne «Le origini del totalitarismo» (1951), lo definisce un fenomeno inedito che pretende di rifare l'uomo abolendo ogni spazio di libertà, e diversi studiosi (Eric Voegelin) hanno parlato di «religioni politiche», che divinizzano lo Stato, la razza o la classe — spiegando così l'inevitabile conflitto con una fede che rivendica il primato di Dio e della coscienza. Il punto storiograficamente più discusso resta però il comportamento di Pio XII durante la Shoah. L'accusa dei «silenzi» fu lanciata nel 1963 dal dramma di Rolf Hochhuth «Il Vicario» e ripresa da opere come «Il papa di Hitler» di John Cornwell; la difesa risponde che una condanna pubblica esplicita avrebbe provocato rappresaglie — come accadde nei Paesi Bassi, dove alla protesta dei vescovi (1942) seguì l'intensificarsi delle deportazioni, tra cui quella di Edith Stein — e ricorda l'azione diplomatica riservata e il nascondimento di molti ebrei a Roma in istituti religiosi. La questione è oggi studiata con nuovi documenti dopo l'apertura degli archivi vaticani sul pontificato di Pio XII, decisa da papa Francesco nel 2020. L'atteggiamento corretto, che l'IRC richiede, non è l'apologia acritica né la condanna sommaria, ma la valutazione onesta dei fatti nel loro contesto, distinguendo le scelte istituzionali dalla testimonianza eroica di martiri come Massimiliano Kolbe e Dietrich Bonhoeffer.

Ripasso attivo

Spiega in un paragrafo argomentativo (circa 15 righe) come la Chiesa cattolica si rapportò ai totalitarismi del Novecento, distinguendo il piano del magistero da quello della testimonianza personale e citando almeno un documento e un testimone.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)

§ 02

Secolarizzazione e nuovi scenari religiosi#

●●○StandardLPOSA-religione-quinto-anno-chiesa-mondo-contemporaneoLPIndicazioni IRC per i Licei (DPR 176/2012, Allegato 1)

Mappa dei nuovi scenari religiosi

I nuovi scenari religiosiGrafo, Secolarizzazione → Indifferenza religiosa, Secolarizzazione → Credere senza appartenere, Secolarizzazione → Nuovi movimenti religiosi, Secolarizzazione → Nuova evangelizzazioneSecolarizzazioneIndifferenzareligiosaCredere senzaappartenereNuovi movimentireligiosiNuovaevangelizzazionerisposta dellaChiesa
Fig. 2Dalla secolarizzazione derivano esiti diversi: indifferenza, religiosità individuale («credere senza appartenere»), nuovi movimenti; la Chiesa risponde con la nuova evangelizzazione.

Punti chiave

La secolarizzazione è il processo storico-culturale per cui la religione perde progressivamente la sua funzione di riferimento pubblico e organizzatore della società: il diritto, la politica, la scienza e la morale rivendicano una propria autonomia rispetto all'istituzione ecclesiastica. È un fenomeno che gli studiosi datano alla modernità europea e che si intensifica nel secondo Novecento; va distinto con cura dal «secolarismo», che è invece l'ideologia che esclude programmaticamente la religione dalla sfera pubblica.
La sociologia della religione ha mostrato che la secolarizzazione non coincide automaticamente con la scomparsa del sacro. Accanto al calo della pratica religiosa istituzionale si osservano fenomeni nuovi: il «credere senza appartenere» (la fede privata sganciata dalla comunità), la religiosità «fai-da-te» o sincretistica, il ritorno di forme di spiritualità diffusa. Charles Taylor parla di un'«età secolare» in cui la fede diventa una scelta fra altre, non più un dato scontato.
Tra i nuovi scenari religiosi rientrano i Nuovi Movimenti Religiosi (NMR): gruppi nati in epoca recente, spesso di matrice sincretistica o di derivazione orientale ed esoterica, talvolta con tratti settari. La Chiesa li affronta con discernimento, distinguendo la legittima ricerca spirituale dell'uomo contemporaneo dai fenomeni di manipolazione delle coscienze, e ribadendo i criteri della libertà personale e della verità.
Di fronte a questi processi la Chiesa ha sviluppato la categoria della «nuova evangelizzazione», promossa soprattutto da Giovanni Paolo II: non un proselitismo aggressivo, ma una riproposta del Vangelo agli ambienti già cristianizzati ma divenuti indifferenti. Il magistero contemporaneo legge la secolarizzazione anche come occasione di purificazione della fede, liberata da incrostazioni di potere e ricondotta alla sua essenza.
Esempio svolto

Analisi guidata di un concetto: secolarizzazione vs secolarismo

Distingui i due concetti di «secolarizzazione» e «secolarismo» e mostra come si applicano alla società europea contemporanea.

  1. 01Definire il primo termine

    La secolarizzazione è il processo per cui ambiti come la politica, la scienza e il diritto si rendono autonomi dal controllo religioso: è un fatto storico, descrivibile e misurabile (per esempio il calo della frequenza alla Messa domenicale).

  2. 02Definire il secondo termine

    Il secolarismo è invece una scelta ideologica che vuole espellere la religione dallo spazio pubblico, confinandola alla sfera puramente privata.

  3. 03Applicare alla realtà

    In Europa si osserva una forte secolarizzazione (meno pratica istituzionale) accompagnata però da una persistente domanda di senso: cresce la spiritualità individuale e il «credere senza appartenere», segno che il sacro si trasforma anziché sparire.

  4. 04Conclusione interpretativa

    Dunque la società europea è secolarizzata ma non necessariamente irreligiosa: distinguere i due piani evita di leggere il calo della pratica come prova della fine della religione.

Risultato: Un'analisi che separa con chiarezza il dato storico (secolarizzazione) dalla scelta ideologica (secolarismo) e ne mostra l'applicazione critica alla società attuale.

Obiettivo Maturità

  • Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: saper definire con precisione la differenza fra secolarizzazione (processo storico) e secolarismo (ideologia) è un punto qualificante.
  • Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: riconoscere che la secolarizzazione non equivale alla fine del sacro ma alla sua trasformazione (credere senza appartenere, religiosità diffusa).

Errori frequenti

  • Usare «secolarizzazione» e «ateismo» come sinonimi: la secolarizzazione riguarda il ruolo sociale della religione, non la negazione di Dio.
  • Presentare ogni Nuovo Movimento Religioso come una «setta» pericolosa: occorre distinguere la ricerca spirituale legittima dai fenomeni manipolatori.

Approfondimento

Approfondimento — La «teoria della secolarizzazione» è uno dei grandi capitoli della sociologia, e la sua parabola è istruttiva. Le sue radici stanno in Max Weber e nella celebre formula del «disincanto del mondo» (Entzauberung): la razionalizzazione moderna espellerebbe progressivamente il sacro dalla vita sociale. Per gran parte del Novecento gli studiosi ne fecero una legge quasi automatica: più modernità, meno religione. Il caso più clamoroso è quello di Peter Berger, che nel 1967 («La sacra volta») aveva teorizzato la secolarizzazione e nel 1999 la ritrattò pubblicamente («La desecolarizzazione del mondo»), riconoscendo che il mondo contemporaneo è «furiosamente religioso» e che l'eccezione, semmai, è la sola Europa occidentale insieme a una ristretta élite intellettuale globale. Altri sociologi hanno affinato il quadro: Grace Davie con il «credere senza appartenere», José Casanova con le «religioni pubbliche» che ritornano sulla scena, e Charles Taylor che, in «L'età secolare» (2007), descrive non la scomparsa della fede, ma il passaggio a una condizione in cui credere è diventato «una opzione fra le altre», dentro una «cornice immanente». Presentare lealmente questo dibattito — la secolarizzazione è un destino universale o un'eccezione europea? — evita due semplificazioni opposte: quella di chi dà per morta la religione e quella di chi nega ogni reale trasformazione del panorama religioso contemporaneo.

Ripasso attivo

Analizza la differenza fra secolarizzazione e secolarismo e illustra, con un esempio concreto, perché la secolarizzazione non significa necessariamente la scomparsa della dimensione religiosa.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)

§ 03

Globalizzazione e pluralismo religioso#

●●●ApprofondimentoLPOSA-religione-quinto-anno-chiesa-mondo-contemporaneoLPIndicazioni IRC per i Licei (DPR 176/2012, Allegato 1)

Schema di confronto: tre atteggiamenti di fronte al pluralismo

Di fronte al pluralismo religiosoTabella con 2 colonne e 3 righe, Dati: Atteggiamento · Esito; Relativismo · indifferenza; Dialogo · verità e rispetto; Fondamentalismo · intolleranzaATTEGGIAMENTOESITORelativismoindifferenzaDialogoverità e rispettoFondamentalismointolleranza
Fig. 3Il dialogo è la via mediana proposta dalla Chiesa (Nostra Aetate) fra i due estremi: fedeltà alla verità unita al rispetto della dignità di ogni persona.

Punti chiave

La globalizzazione è il processo di crescente interdipendenza economica, culturale, comunicativa e migratoria fra i popoli del pianeta. Sul piano religioso essa produce due effetti combinati: da un lato la compresenza ravvicinata di tradizioni diverse nelle stesse città (pluralismo religioso), dall'altro la circolazione planetaria di idee, immagini e modelli di vita. La Chiesa legge questo fenomeno con uno sguardo duplice: ne riconosce le opportunità di incontro e ne denuncia le derive, in particolare la «globalizzazione dell'indifferenza» richiamata da papa Francesco.
Il pluralismo religioso non è soltanto la pluralità di fatto delle religioni, ma la condizione culturale in cui ogni fede convive con le altre senza una posizione di monopolio. La Chiesa contemporanea ha elaborato la propria risposta nel Concilio Vaticano II, in particolare con la dichiarazione «Nostra Aetate» (1965), che riconosce i «raggi di verità» presenti nelle altre religioni e promuove il dialogo, pur affermando la pienezza della rivelazione in Cristo (ripasso del nucleo conciliare).
La dottrina sociale della Chiesa offre strumenti per giudicare la globalizzazione economica. Encicliche come «Centesimus Annus» (1991) di Giovanni Paolo II, «Caritas in Veritate» (2009) di Benedetto XVI e «Fratelli Tutti» (2020) di papa Francesco chiedono che lo sviluppo sia «integrale» — al servizio di tutto l'uomo e di ogni uomo — e denunciano le disuguaglianze prodotte da un'economia senza regole etiche. Il principio-guida è la destinazione universale dei beni e il primato della persona sul profitto.
Il pluralismo pone anche la questione del rapporto fra dialogo e identità: il dialogo interreligioso autentico non richiede di rinunciare alla propria fede, ma di proporla con rispetto, evitando sia il relativismo (per cui «tutte le religioni sono uguali») sia il fondamentalismo (per cui la propria fede annulla le altre). La via indicata dal magistero è quella della testimonianza dialogica, fondata sulla comune dignità della persona umana e sulla ricerca della pace.
Esempio svolto

Confronto guidato: relativismo, fondamentalismo, dialogo

Costruisci una tabella concettuale (in forma discorsiva) che confronti tre atteggiamenti di fronte alla diversità religiosa e indica quale propone la Chiesa, motivando la scelta.

  1. 01Primo atteggiamento: relativismo

    Sostiene che tutte le religioni si equivalgono e che nessuna verità è preferibile; il rischio è l'indifferenza e la perdita di identità.

  2. 02Secondo atteggiamento: fondamentalismo

    Assolutizza la propria fede negando ogni valore alle altre; il rischio è l'intolleranza e il conflitto.

  3. 03Terzo atteggiamento: dialogo

    Propone con convinzione la propria fede ma riconosce nell'altro un interlocutore degno di rispetto; è la via di «Nostra Aetate» e del magistero contemporaneo.

  4. 04Motivazione della scelta

    La Chiesa sceglie il dialogo perché unisce la fedeltà alla verità («pienezza della rivelazione in Cristo») con il rispetto della libertà e della dignità di ogni persona, condizione necessaria per la pace.

Risultato: Un confronto strutturato che colloca il dialogo come sintesi virtuosa fra gli eccessi opposti del relativismo e del fondamentalismo, con una motivazione fondata sui documenti conciliari.

Obiettivo Maturità

  • Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: collegare la globalizzazione alle encicliche sociali contemporanee («Caritas in Veritate», «Fratelli Tutti») e al concetto di sviluppo integrale.
  • Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: distinguere pluralismo, relativismo e fondamentalismo come tre atteggiamenti diversi di fronte alla diversità religiosa.

Errori frequenti

  • Identificare il dialogo interreligioso con il relativismo: il dialogo proposto dalla Chiesa non afferma che «tutte le religioni sono uguali», ma cerca l'incontro nel rispetto delle differenze.
  • Ridurre la globalizzazione al solo fenomeno economico, ignorando le sue dimensioni culturali, migratorie e religiose.

Approfondimento

Approfondimento — La teologia contemporanea ordina le posizioni sul rapporto fra le religioni in tre grandi modelli. L'«esclusivismo» ritiene che la salvezza si trovi solo esplicitamente in Cristo e nella Chiesa (l'antica formula «extra Ecclesiam nulla salus», interpretata rigidamente). L'«inclusivismo» — la linea del Concilio Vaticano II — afferma la pienezza della rivelazione in Cristo ma riconosce «raggi di verità» e «semi del Verbo» nelle altre religioni, sicché la grazia di Cristo può raggiungere anche chi non lo conosce esplicitamente: è la prospettiva che il teologo Karl Rahner espresse con la discussa formula dei «cristiani anonimi». Il «pluralismo», infine, rappresentato dal filosofo John Hick, sostiene che tutte le grandi religioni sono vie ugualmente valide verso un'unica Realtà ultima, e che nessuna può dirsi definitiva. Proprio contro quest'ultima posizione, giudicata relativista, la Congregazione per la Dottrina della Fede pubblicò nel 2000 la dichiarazione «Dominus Iesus», riaffermando l'unicità salvifica di Cristo — un testo che suscitò a sua volta un ampio dibattito. Sullo sfondo culturale agisce la tesi dello «scontro di civiltà» di Samuel Huntington, cui molti oppongono un «dialogo fra le civiltà». Presentare con equità questi modelli permette di cogliere la via cattolica: né relativismo, che dissolve ogni differenza, né fondamentalismo, che nega dignità all'altro, ma un dialogo che tiene insieme la convinzione della propria fede e il rispetto sincero delle altre.

Ripasso attivo

Confronta due possibili atteggiamenti di fronte al pluralismo religioso — il relativismo e il dialogo — e giustifica perché la Chiesa cattolica propone il secondo come via per la convivenza pacifica.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)

§ 04

La Chiesa nel dibattito pubblico contemporaneo#

●●○StandardLPOSA-religione-quinto-anno-chiesa-mondo-contemporaneoLPIndicazioni IRC per i Licei (DPR 176/2012, Allegato 1)

Mappa dei temi della Chiesa nel dibattito pubblico

La Chiesa nel dibattito pubblicoGrafo, Dottrina sociale → Ecologia · Laudato si’, Dottrina sociale → Pace · Fratelli tutti, Dottrina sociale → Giustizia sociale, Dottrina sociale → Dignità della vitaDottrina socialeEcologia ·Laudato si’Pace · FratellituttiGiustiziasocialeDignità dellavita

Punti chiave

Nel mondo contemporaneo la Chiesa interviene nel dibattito pubblico non per rivendicare un potere politico, ma per offrire un contributo etico e culturale alle grandi questioni dell'umanità: la pace, la giustizia sociale, i diritti dei più deboli, la salvaguardia del creato, la dignità della vita. Questo intervento si fonda sulla dottrina sociale della Chiesa, definita non come una «terza via» economica ma come un orientamento morale per leggere la realtà alla luce del Vangelo (ripasso del nucleo della dottrina sociale).
Tra i temi su cui il magistero contemporaneo si pronuncia con particolare forza vi è la questione ecologica. L'enciclica «Laudato si'» (2015) di papa Francesco propone la categoria di «ecologia integrale»: l'idea che la crisi ambientale e la crisi sociale siano due facce dello stesso problema, perché «tutto è connesso». La cura della «casa comune» diventa così una responsabilità morale verso i poveri e verso le generazioni future.
Un secondo asse è la costruzione della pace e la fraternità universale. Dal magistero di Giovanni XXIII («Pacem in Terris», 1963) fino a «Fratelli Tutti» (2020), la Chiesa propone una visione dell'umanità come unica famiglia, denunciando la guerra come fallimento e promuovendo il dialogo, l'accoglienza dei migranti e la cooperazione fra i popoli. Gesti simbolici come le Giornate Mondiali della Gioventù o gli incontri interreligiosi di preghiera per la pace ne sono espressione concreta.
La presenza pubblica della Chiesa solleva infine il tema, dibattuto nelle società democratiche e plurali, del rapporto fra etica religiosa e laicità dello Stato. La posizione del magistero distingue fra la «sana laicità» — che riconosce l'autonomia delle realtà temporali e la libertà di tutti — e il «laicismo» che vorrebbe ridurre la fede a fatto privato. La Chiesa rivendica il diritto di portare la propria voce nel dibattito comune, rispettando le regole della convivenza democratica.
Esempio svolto

Analisi guidata del contributo della Chiesa al dibattito ecologico

Spiega come la Chiesa interviene nel dibattito sulla crisi ambientale, partendo dall'enciclica «Laudato si'».

  1. 01Individuare il documento

    Si parte da «Laudato si'» (2015), prima enciclica interamente dedicata da un papa alla questione ambientale.

  2. 02Estrarre il concetto-chiave

    Il cuore è l'«ecologia integrale»: l'ambiente non è separabile dalla giustizia sociale, perché «tutto è connesso» e i danni ambientali colpiscono soprattutto i poveri.

  3. 03Mostrare il fondamento evangelico

    La cura del creato si radica nella visione biblica dell'uomo come «custode» e non «padrone» del giardino (cfr. Genesi), e nella responsabilità verso il prossimo.

  4. 04Concludere sull'intervento pubblico

    La Chiesa offre così un contributo non tecnico ma etico al dibattito globale, chiedendo cambiamenti negli stili di vita e nelle politiche, in dialogo con la scienza e le istituzioni.

Risultato: Un'analisi che mostra come la Chiesa partecipi al dibattito pubblico con uno specifico contributo morale, ben ancorato a un documento (Laudato si') e a un fondamento biblico (l'uomo custode del creato).

Obiettivo Maturità

  • Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: conoscere «Laudato si'» (2015) e la categoria di «ecologia integrale» come esempio dell'intervento della Chiesa nel dibattito pubblico.
  • Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: distinguere «sana laicità» dal «laicismo» quando si discute il rapporto fra fede e spazio pubblico.

Errori frequenti

  • Confondere la dottrina sociale con un programma politico o economico di partito: essa è un orientamento morale, non una «terza via» fra capitalismo e socialismo.
  • Identificare laicità e laicismo: la Chiesa accetta la «sana laicità» dello Stato e critica solo il laicismo che esclude la religione dallo spazio pubblico.

Approfondimento

Approfondimento — Il ruolo della religione nella sfera pubblica è oggi ripensato anche dal pensiero laico. La teoria classica prevedeva che, con la modernità, la fede si ritirasse nel privato; ma numerosi filosofi parlano ormai di società «post-secolare». Il caso più celebre è quello di Jürgen Habermas, massimo esponente del pensiero laico-illuminista, che nel dialogo del 2004 con il cardinale Joseph Ratzinger («Ragione e fede in dialogo») ha riconosciuto che lo Stato liberale «vive di presupposti che esso stesso non può garantire» (il cosiddetto «paradosso di Böckenförde») e ha invitato a non escludere le voci religiose dal dibattito, chiedendo però ai credenti uno sforzo di «traduzione» delle proprie ragioni in un linguaggio accessibile a tutti. Su questo si gioca la distinzione, cara al magistero, fra una «sana laicità» — che riconosce l'autonomia delle realtà temporali e garantisce la libertà di tutte le convinzioni — e un «laicismo» che vorrebbe bandire la religione dallo spazio comune. Il dibattito coinvolge anche la filosofia politica: John Rawls, con l'idea di «ragione pubblica», tende a chiedere argomenti condivisibili da tutti, e alcuni gli obiettano che ciò penalizza le voci di fede. Presentare lealmente queste posizioni mostra che il tema non è confessionale ma democratico: come far dialogare, in una società plurale, convinzioni etiche diverse — religiose e laiche — nel rispetto reciproco e delle regole comuni. La Chiesa rivendica il diritto di contribuire, non di imporre.

Ripasso attivo

Illustra in che modo la Chiesa interviene oggi nel dibattito pubblico su un tema a tua scelta (ecologia, pace o giustizia sociale), citando almeno un documento del magistero contemporaneo e spiegandone il fondamento evangelico.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012)

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01La Chiesa di fronte ai totalitarismi del Novecento◐
    • 02Secolarizzazione e nuovi scenari religiosi◐
    • 03Globalizzazione e pluralismo religioso●
    • 04La Chiesa nel dibattito pubblico contemporaneo◐

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La Chiesa e il mondo contemporaneo: totalitarismi, globalizzazione e nuovi scenari religiosi

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Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

MIUR / Conferenza Episcopale Italiana (CEI) — Intesa 28 giugno 2012

  • Indicazioni per l'insegnamento della religione cattolica nei Licei (DPR 176/2012, Allegato 1) — Obiettivi Specifici di Apprendimento

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