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Comprensione orale (ascolto)

La comprensione orale è la capacità di cogliere il significato di messaggi parlati autentici — conversazioni, interviste, annunci, notiziari e materiali audiovisivi — su argomenti di interesse personale, sociale e culturale. Nel triennio del Liceo Linguistico e del Liceo delle Scienze Umane opzione Economico-Sociale (LES) si lavora verso i descrittori QCER di livello B1/B2, imparando ad ascoltare con uno scopo (globale, selettivo, dettagliato) e a inferire dal contesto ciò che non si afferra subito. È una competenza pienamente valutata nell'Esame di Stato: alimenta la comprensione del testo della seconda prova del Liceo Linguistico e sostiene l'interazione del colloquio orale.

4 sezioni·~22 min di lettura·4 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0111 / 16
Profilo d’esame
Comprendere globalmente e nei dettagli testi orali su tematiche di studio e di attualità (livello B1/B2 del QCER)Utilizzare strategie di ascolto adeguate allo scopo: ascolto globale, selettivo e dettagliato, con inferenza dal contestoRiconoscere varietà di registro, accento e velocità del parlato in lingua autenticaIdentificare il punto di vista, l'intenzione comunicativa e l'atteggiamento del parlante
Operatori:comprendiidentificaindividuadistinguiinferisciinterpretariassumianalizzaspiegaconfronta

livello base

Comprendere globalmente e selettivamente messaggi orali chiari su argomenti familiari, cogliendo le informazioni principali (soglia B1).

livello avanzato

Comprendere in modo dettagliato testi orali articolati e di registro vario — interviste, dibattiti, documentari, brani letterari letti ad alta voce — inferendo punto di vista e intenzione comunicativa anche quando il parlato è veloce o l'argomento astratto (soglia B2, valorizzata nell'indirizzo linguistico).

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Comprensione orale (ascolto)
    • 01Le tre modalità di ascolto: globale, selettivo, dettagliato○
    • 02I descrittori QCER per la comprensione orale (B1/B2)◐
    • 03Testi orali quotidiani e linguaggio dei media◐
    • 04Registri, intenzioni e punti di vista del parlante●
§ 01

Le tre modalità di ascolto: globale, selettivo, dettagliato#

●○○BaseLPOSA-lingua-straniera-2-comprensione-oraleLPQCER — descrittori di comprensione orale B1/B2

Le tre modalità di ascolto e i rispettivi scopi

Le tre modalità di ascoltoTabella con 3 colonne e 3 righe, Dati: Modalità · Ascolti · Obiettivo; Globale · 1º · senso d'insieme; Selettivo · 2º · dati puntuali; Dettagliato · 3º+ · ogni informazioneMODALITÀASCOLTIOBIETTIVOGlobale1ºsenso d'insiemeSelettivo2ºdati puntualiDettagliato3º+ogni informazione
Fig. 1Ascoltare bene non è capire ogni parola, ma cogliere ciò che serve allo scopo. Strategia trasversale: l'inferenza dal contesto (co-testo, situazione, intonazione). Regola: non bloccarti su una parola ignota — aggirala e ricostruisci il senso.

Punti chiave

Ascoltare bene non significa capire ogni singola parola, ma cogliere ciò che serve in funzione di uno scopo: per questo la didattica delle lingue distingue tre modalità di ascolto, che corrispondono ad altrettante strategie cognitive da attivare consapevolmente prima ancora di premere «play».
L'ascolto globale (in inglese «listening for gist») mira a cogliere il senso complessivo del messaggio: di che cosa si parla, qual è il tono, chi sono gli interlocutori, quale lo scopo comunicativo. È la prima passata, durante la quale non bisogna lasciarsi bloccare da parole sconosciute; l'obiettivo è costruire un'aspettativa generale che farà da cornice agli ascolti successivi.
L'ascolto selettivo (in inglese «listening for specific information», affine allo scanning della lettura) cerca informazioni puntuali e prevedibili — un orario, un prezzo, un nome, una data, un numero di binario — ignorando deliberatamente tutto il resto. Si attiva quando si sa già che cosa cercare: si tengono in mente le parole-chiave e si lascia scorrere il flusso sonoro finché non compaiono.
L'ascolto dettagliato (in inglese «listening for detail») punta a una comprensione analitica: ogni informazione conta, comprese le sfumature, le opinioni, i rapporti logici (causa, conseguenza, contrasto) e le intenzioni del parlante. Richiede in genere più ascolti, la presa di appunti e la capacità di inferire dal contesto i termini non noti. È la modalità che il livello B2 e l'indirizzo linguistico chiedono di padroneggiare.
La strategia dell'inferenza dal contesto attraversa tutte e tre le modalità: di fronte a una parola o a un passaggio non chiaro, l'ascoltatore esperto non si ferma, ma ricostruisce il significato a partire dal co-testo (le parole vicine), dalla situazione, dall'intonazione e dalle proprie conoscenze del mondo, mantenendo attiva la comprensione invece di perdersi.
Esempio svolto

Scegliere la modalità di ascolto giusta

Devi ascoltare un annuncio in stazione che dice, in lingua straniera: «Il treno regionale delle 14:35 per la città vicina partirà dal binario 7 anziché dal binario 4, con un ritardo di dieci minuti, a causa di un guasto tecnico». Ti viene chiesto soltanto: da quale binario parte il treno? Quale modalità di ascolto attivi e qual è la risposta?

  1. 01Analizza il compito

    La domanda chiede un dato puntuale e prevedibile (un numero di binario): non serve capire tutto, serve un'informazione specifica. La modalità adeguata è l'ascolto selettivo.

  2. 02Prepara le parole-chiave

    Prima di ascoltare, tengo a mente l'esponente linguistico per «binario» e mi predispongo a catturare il numero che lo accompagna, lasciando scorrere il resto.

  3. 03Ascolta e cattura

    Nell'annuncio compaiono due numeri vicino a «binario»: «binario 7 anziché binario 4». La parola-segnale «anziché» (sostituzione) indica che il binario valido è il PRIMO, il 7, e che il 4 è quello vecchio, annullato.

  4. 04Verifica con l'inferenza

    Il senso logico conferma: «partirà dal binario 7 anziché dal binario 4» significa cambio di binario, quindi la partenza effettiva è dal 7. Il ritardo e il guasto sono informazioni non richieste e vengono ignorate.

Risultato: Il treno parte dal binario 7. La modalità corretta è l'ascolto selettivo, e la parola-segnale «anziché» è decisiva per non confondere il binario nuovo con quello annullato.

Obiettivo Maturità

  • Nelle prove di comprensione orale ci si aspetta che lo studente scelga la strategia adeguata al tipo di quesito: domande a risposta multipla sul senso generale richiedono ascolto globale; griglie da completare con dati puntuali richiedono ascolto selettivo; domande aperte su opinioni e dettagli richiedono ascolto dettagliato.
  • È valutata la capacità di usare il PRIMO ascolto per orientarsi (globale) e gli ascolti successivi per raccogliere i dettagli: chi prova a cogliere tutto fin dalla prima passata di solito perde sia il senso sia i particolari.

Errori frequenti

  • Fissarsi sulla prima parola non capita e «bloccarsi», perdendo l'intera frase successiva: la parola ignota va aggirata con l'inferenza, non inseguita.
  • Tentare la comprensione dettagliata già al primo ascolto, senza prima costruirsi una cornice globale: si finisce per non avere né l'insieme né i particolari.

Approfondimento

La distinzione tra le tre modalità si illumina alla luce della psicolinguistica dell'ascolto, che descrive due processi complementari. L'elaborazione «dal basso» (bottom-up) parte dal segnale acustico — fonemi, sillabe, parole — e costruisce il significato per aggregazione; l'elaborazione «dall'alto» (top-down) parte invece dalle conoscenze del mondo, dalle aspettative sul genere e dal contesto, e proietta sul flusso sonoro ipotesi di senso da confermare o correggere. L'ascoltatore esperto non privilegia l'una o l'altra, ma le fa cooperare: l'ascolto globale è a dominante top-down (attiva lo schema della situazione), quello dettagliato richiede un bottom-up accurato, quello selettivo alterna i due, orientando l'attenzione verso i punti in cui è probabile che compaia il dato cercato. Un ostacolo tipico per chi ha l'italiano come L1 è la segmentazione del parlato continuo: nella catena fonica reale le parole non sono separate da pause, e fenomeni come l'elisione, l'assimilazione e — in lingue come l'inglese o il francese — la «liaison» e le forme deboli cancellano i confini che l'ortografia lascia immaginare. Allenare l'orecchio a riconoscere le forme ridotte e a ricostruire i confini di parola è ciò che rende comprensibile all'ascolto una lingua che, sulla pagina, si leggerebbe senza difficoltà. Da qui una regola operativa: prima di ogni compito d'ascolto dedicare pochi secondi ad attivare deliberatamente ciò che già si sa sull'argomento, così da mettere al lavoro il canale top-down invece di affidarsi al solo riconoscimento parola per parola.

Ripasso attivo

Ascolta un breve notiziario radiofonico in lingua straniera (circa 90 secondi). Al primo ascolto, scrivi in una frase l'argomento generale e il tono (ascolto globale). Al secondo ascolto, individua e annota tre dati puntuali (un numero, un luogo, un nome — ascolto selettivo). Al terzo ascolto, ricostruisci il punto di vista del giornalista e una relazione di causa-effetto presente nel servizio (ascolto dettagliato).

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

I descrittori QCER per la comprensione orale (B1/B2)#

●●○StandardLPQCER — descrittori di comprensione orale B1/B2LPOSA-lingua-straniera-2-comprensione-orale

Dal B1 al B2: che cosa cambia nella comprensione orale

Descrittori QCER: B1 e B2Tabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Variabile · B1 (soglia) · B2 (progresso); Argomento · familiare · anche astratto; Velocità · lenta, chiara · naturale, media; Comprende · punti chiave · notiziari, film; Obiettivo · l'essenziale · le sfumatureVARIABILEB1 (SOGLIA)B2 (PROGRESSO)Argomentofamiliareanche astrattoVelocitàlenta, chiaranaturale, mediaComprendepunti chiavenotiziari, filmObiettivol'essenzialele sfumature
Fig. 2Dal B1 al B2 nella comprensione orale: l'argomento passa dal familiare all'astratto; la velocità dal parlato lento e chiaro a quello naturale; dai punti principali (B1) alla comprensione di notiziari e film (B2); dall'essenziale alle sfumature. La progressione somma velocità, astrazione e varietà di registro e accento.

Punti chiave

Il Quadro Comune Europeo di Riferimento per le lingue (QCER) descrive la competenza in scale di livello dalla A1 alla C2; per il triennio del Liceo il riferimento è la fascia B1 (soglia, «utente indipendente») e B2 (progresso), che fissano in modo verificabile che cosa lo studente deve saper comprendere all'ascolto.
Al livello B1 l'utente comprende i punti principali di un discorso chiaro e in lingua standard su argomenti familiari incontrati regolarmente — scuola, tempo libero, lavoro — e segue molti programmi radiotelevisivi su temi di attualità o di interesse personale, purché la dizione sia relativamente lenta e chiara. È la capacità di cogliere l'essenziale, non ancora ogni sfumatura.
Al livello B2 l'utente comprende discorsi anche complessi e argomentazioni articolate su temi sia concreti sia astratti, segue la maggior parte dei notiziari, dei documentari e dei film in lingua standard, e capisce conferenze e relazioni a condizione che l'argomento sia ragionevolmente noto. La novità rispetto al B1 è la comprensione del parlato astratto, veloce e di registro vario.
I descrittori distinguono diverse abilità ricettive orali: comprendere conversazioni tra parlanti nativi, ascoltare come membro di un pubblico (lezioni, conferenze), seguire annunci e istruzioni, e comprendere media e registrazioni. Conoscerli permette di autovalutarsi e di scegliere materiali tarati sul proprio livello, né troppo facili né frustranti.
La progressione B1 → B2 si misura su variabili concrete: la velocità del parlato (da relativamente lenta a naturale), il grado di astrazione dell'argomento, la varietà di accenti e registri tollerati e la lunghezza del testo che si riesce a seguire mantenendo il filo. Tenere d'occhio queste variabili aiuta a capire perché un ascolto risulta difficile e su che cosa lavorare.
Esempio svolto

Riconoscere il livello di un compito d'ascolto

Ti vengono proposti due brani audio. (A) Un messaggio in segreteria che fissa un appuntamento dal dentista, pronunciato lentamente e in lingua standard. (B) Un estratto di dibattito televisivo in cui due ospiti discutono, sovrapponendosi, sull'opportunità di una tassa ambientale. Classifica ciascun brano come prevalentemente B1 o B2 e giustifica.

  1. 01Analizza il brano A

    Argomento familiare e concreto (un appuntamento), parlato lento e chiaro, un solo parlante, scopo pratico immediato: tutte caratteristiche dei descrittori B1.

  2. 02Analizza il brano B

    Argomento astratto e argomentativo (una politica fiscale e ambientale), due parlanti che si sovrappongono a velocità naturale, registro più elevato e opinioni da confrontare: caratteristiche dei descrittori B2.

  3. 03Applica le variabili-guida

    Confronto le quattro variabili — argomento, velocità, numero/registro dei parlanti, obiettivo di comprensione — e vedo che A sta tutto sul versante B1, B su quello B2.

  4. 04Adatta la strategia

    Per A basta un ascolto selettivo (data, ora, nome del medico). Per B serve un ascolto dettagliato su più passate, con presa d'appunti per tracciare le due tesi contrapposte.

Risultato: Il brano A è di livello B1 (informazione pratica, parlato lento, un parlante); il brano B è di livello B2 (tema astratto e argomentativo, due parlanti a velocità naturale, opinioni da confrontare). Riconoscere il livello orienta la scelta della strategia di ascolto.

Obiettivo Maturità

  • L'Esame di Stato e le prove standardizzate (es. le certificazioni) tarano i testi d'ascolto sui descrittori QCER: riconoscere se un compito è B1 o B2 aiuta a calibrare l'attenzione e a prevedere il tipo di difficoltà (lessico astratto, velocità, registro).
  • Le competenze ricettive orali alimentano direttamente il colloquio dell'Esame di Stato: comprendere la domanda e i materiali in lingua straniera proposti dalla commissione è il presupposto per una risposta pertinente.

Errori frequenti

  • Confondere il livello del proprio ascolto con il livello del testo: un B2 ben costruito può sembrare «impossibile» solo perché si è scelta la strategia sbagliata, non perché ecceda le proprie competenze.
  • Allenarsi solo su materiali rallentati e didattizzati: il salto verso il B2 richiede esposizione a parlato autentico, con accenti, esitazioni e velocità reali.

Approfondimento

I descrittori del QCER non sono un elenco di contenuti ma una scala di «saper fare» (i descrittori «can do»), formulati in positivo per dire ciò che l'utente è in grado di comprendere, non ciò che gli manca. Conviene leggerli tenendo presenti due assi. Il primo è la distinzione tra scale illustrative diverse — comprendere conversazioni tra terzi, seguire un intervento rivolto a un pubblico, cogliere annunci e istruzioni, comprendere trasmissioni e registrazioni: uno stesso studente può collocarsi a livelli diversi su scale diverse, ed è normale. Il secondo asse è dato dai parametri qualitativi con cui il Quadro gradua la difficoltà: la familiarità dell'argomento, la chiarezza e la velocità del parlato, la quantità di rumore e di ridondanza, il grado di sostegno contestuale. Il Volume Complementare del 2018 (Companion Volume) ha affinato la fascia B distinguendo un B2 «di soglia» da un B2+ più solido, e ha aggiunto le scale di mediazione, che riguardano la capacità di elaborare e ritrasmettere ad altri il contenuto di ciò che si è ascoltato — competenza oggi centrale e valutata anche all'esame. Sul piano operativo, i descrittori sono lo strumento di autovalutazione più affidabile: invece di chiedersi genericamente «ho capito?», lo studente confronta la propria prestazione con un descrittore preciso («riesco a seguire i punti principali di una conferenza sul mio campo di studi?») e ne ricava un obiettivo verificabile e la variabile concreta — velocità, lessico, accento — su cui lavorare.

Ripasso attivo

Prendi un descrittore QCER di comprensione orale di livello B2 (per esempio «Comprendo la maggior parte dei notiziari televisivi e dei programmi di attualità») e mettilo alla prova: guarda due minuti di un telegiornale autentico in lingua straniera e verifica, con sincerità, se riesci a comprenderne i titoli principali e il senso di un servizio. Annota quali variabili (velocità, lessico, accento) hanno reso difficile la comprensione.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Testi orali quotidiani e linguaggio dei media#

●●○StandardLPOSA-lingua-straniera-2-comprensione-oraleLPMateriali audio e audiovisivi autentici in lingua straniera

Generi del parlato e strategie d'ascolto corrispondenti

Generi del parlatoDiagramma ad albero, 4 percorsi, Dati: Dialogici → conversazioni; Dialogici → interviste; Monologici → notiziari; Monologici → documentariDialogiciMonologiciTesti oraliconversazioniintervistenotiziaridocumentari
Fig. 3I testi orali sono dialogici (quotidiani: conversazioni, interviste — segnalati da turni, esitazioni, riformulazioni) o monologici (media: notiziari, documentari, con struttura a servizi: chi, cosa, dove, quando, perché). L'audiovisivo integra audio, immagini e gesti: il visivo aiuta a inferire. Materiale autentico = verso il B2.

Punti chiave

I testi orali con cui ci si misura nel triennio coprono un ventaglio ampio: da un lato la lingua della quotidianità — conversazioni faccia a faccia, telefonate, interviste, annunci e istruzioni — dall'altro il linguaggio dei media, cioè notiziari, documentari, podcast, film e brevi testi letterari letti ad alta voce. Ogni genere ha convenzioni proprie che, una volta riconosciute, rendono l'ascolto più prevedibile.
I testi orali quotidiani sono spesso DIALOGICI e interattivi: prevedono turni di parola, riformulazioni, esitazioni («ehm», «cioè»), false partenze e parole d'aggancio. Capirli significa seguire chi parla a chi, riconoscere quando un parlante prende o cede la parola e cogliere i segnali di accordo, disaccordo, richiesta di chiarimento. Il contesto situazionale (dove, quando, perché) è un potente aiuto alla comprensione.
Il linguaggio dei media è invece spesso MONOLOGICO e pianificato: un notiziario apre con i titoli (che anticipano i contenuti e vanno usati come «cornice»), procede per servizi con una struttura ricorrente (chi, che cosa, dove, quando, perché), usa connettivi espliciti e un lessico più formale. Sfruttare la struttura del genere — sapere che cosa aspettarsi e in quale ordine — è una delle strategie più efficaci.
I materiali audiovisivi aggiungono un canale visivo prezioso: immagini, gesti, espressioni del volto, didascalie e contesto scenico forniscono informazioni che integrano e a volte sostituiscono ciò che non si afferra all'orecchio. Imparare a leggere il visivo insieme all'audio è una competenza specifica della comprensione di film e documentari.
Affrontare testi autentici (non rallentati né semplificati) è essenziale per progredire verso il B2: la lingua reale contiene accenti diversi, velocità naturale, forme contratte e lessico colloquiale. La difficoltà non va evitata ma gestita con le strategie giuste — anticipazione a partire dal titolo, ascolti ripetuti con scopi diversi, tolleranza dell'incertezza — accettando di non capire tutto e di ricostruire il senso.
Esempio svolto

Anticipare i contenuti di un notiziario dai titoli

All'inizio di un telegiornale in lingua straniera ascolti questi titoli: «Approvata la nuova legge sul clima — Sciopero dei trasporti previsto per domani — Vittoria della nazionale ai campionati». Spiega come usi i titoli per orientare l'ascolto dei servizi che seguono.

  1. 01Usa i titoli come mappa

    I titoli anticipano tre servizi distinti (politica ambientale, cronaca/sociale, sport): so già che il notiziario si articolerà in queste tre parti e in quale ordine. Questa è la cornice dell'ascolto globale.

  2. 02Attiva le aspettative lessicali

    Per ogni titolo richiamo il lessico probabile: per il primo termini come «emissioni», «governo», «parlamento»; per il secondo «scioperare», «orari», «disagi»; per il terzo «finale», «punteggio», «squadra». Predisporsi al lessico riduce lo sforzo di comprensione.

  3. 03Assegna una strategia a ciascun servizio

    Se mi interessa solo l'orario dello sciopero, applicherò un ascolto selettivo al secondo servizio; se voglio capire i contenuti della legge sul clima, applicherò un ascolto dettagliato al primo.

  4. 04Verifica durante l'ascolto

    Mentre ascolto, controllo che ogni servizio corrisponda al suo titolo e raccolgo per ciascuno lo schema chi/che cosa/dove/quando/perché.

Risultato: I titoli funzionano come mappa anticipatoria: definiscono numero, argomento e ordine dei servizi, attivano il lessico atteso e permettono di assegnare a ciascun servizio la strategia di ascolto più adatta.

Obiettivo Maturità

  • Nella comprensione di un notiziario o di un'intervista è valutata la capacità di sfruttare la struttura del genere: usare i titoli come anticipazione e riconoscere lo schema chi/che cosa/dove/quando/perché di un servizio giornalistico.
  • Nei materiali audiovisivi è valutata l'integrazione del canale audio con quello visivo: lo studente deve mostrare di saper inferire significato anche da immagini, gesti e contesto, non solo dalle parole.

Errori frequenti

  • Sottovalutare i titoli iniziali di un notiziario: chi non li ascolta con attenzione perde la «mappa» dei contenuti e fatica poi a collocare i singoli servizi.
  • Affidarsi solo all'audio davanti a un materiale video, ignorando immagini, didascalie e contesto visivo che spesso contengono la chiave della comprensione.

Approfondimento

Ogni genere orale porta con sé una «grammatica dell'ascolto» che conviene conoscere in anticipo. Nel parlato dialogico spontaneo la difficoltà non sta tanto nel lessico quanto nei tratti dell'interazione: sovrapposizioni, riformulazioni, false partenze e segnali discorsivi che non vanno tradotti ma letti come indicatori di funzione — un «insomma» che riassume, un «cioè» che corregge, un aggancio che serve a prendere il turno. Riconoscerli libera risorse cognitive, perché anticipa ciò che sta per accadere nel discorso. Nel parlato mediatico monologico agisce invece la ridondanza pianificata: il notiziario anticipa i contenuti nei titoli, li struttura secondo la «piramide rovesciata» (prima l'essenziale, poi i dettagli) e li riprende in chiusura, così che ciò che l'orecchio perde una prima volta ritorna, riformulato, poco dopo. Sfruttare questa ridondanza e i connettivi espliciti che scandiscono il testo vale più di qualsiasi sforzo di afferrare ogni parola. Nei materiali audiovisivi si aggiunge la ridondanza intermodale: immagine, gesto e didascalia veicolano parte del messaggio, e chi ascolta bene li integra con l'audio invece di considerarli sfondo. La difficoltà del passaggio al B2 è che i media autentici — podcast, servizi, film — usano velocità naturale, forme contratte, accenti regionali e un ritmo che nessun materiale rallentato riproduce: la strategia non è cercare una lingua più lenta, ma esporsi in modo massiccio e ripetuto, tollerando una comprensione dapprima parziale che la conoscenza del genere renderà via via più completa.

Ripasso attivo

Scegli un'intervista video in lingua straniera di circa tre minuti. Prima di ascoltare, prevedi tre domande che l'intervistatore potrebbe porre, basandoti sul titolo e sull'immagine iniziale (anticipazione). Poi ascolta e verifica le tue ipotesi, annotando per ciascuna risposta dell'intervistato l'informazione principale e un dettaglio dedotto dal contesto visivo (un gesto, un'espressione, un oggetto inquadrato).

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Registri, intenzioni e punti di vista del parlante#

●●●ApprofondimentoLPOSA-lingua-straniera-2-comprensione-oraleLPQCER — descrittori di comprensione orale B1/B2

Oltre le parole: gli indizi del registro, dell'intenzione e del punto di vista

Comprensione inferenzialeTabella con 2 colonne e 3 righe, Dati: Dimensione · Indizi; Registro · lessico, cortesia; Intenzione · tono, enfasi, pause; Punto di vista · verbi di opinioneDIMENSIONEINDIZIRegistrolessico, cortesiaIntenzionetono, enfasi, pausePunto di vistaverbi di opinione
Fig. 4Dal livello letterale (che cosa dice) all'inferenziale (come e perché). Il registro (formale/informale) si coglie dal lessico e dalla cortesia; l'intenzione (informare, convincere, ironizzare) dal tono e dalle pause; il punto di vista (favorevole/contrario) dagli aggettivi valutativi e dai verbi di opinione. La chiave è la prosodia. Distingui i fatti dalle opinioni: nell'ironia le parole dicono il contrario.

Punti chiave

Al livello B2, e in modo particolare nell'indirizzo linguistico, comprendere non basta: occorre andare OLTRE le informazioni esplicite per cogliere come e perché qualcosa viene detto — il registro, l'intenzione comunicativa e il punto di vista del parlante. È il passaggio dalla comprensione letterale a quella inferenziale e pragmatica.
Il registro è il grado di formalità del parlato, segnalato da indizi concreti: la scelta del lessico (colloquiale o ricercato), le formule di cortesia, la struttura delle frasi, le forme di allocuzione e perfino l'intonazione. Riconoscere se un parlante è formale o informale aiuta a inquadrare la situazione comunicativa (un'intervista ufficiale, una chiacchierata fra amici, un annuncio istituzionale) e a interpretare correttamente il messaggio.
L'intenzione comunicativa è ciò che il parlante VUOLE OTTENERE: informare, convincere, criticare, ironizzare, rassicurare, protestare. La stessa frase può avere intenzioni diverse a seconda del tono e del contesto; per questo l'intonazione, l'enfasi e le pause sono indizi pragmatici fondamentali. L'ironia, ad esempio, si coglie quasi solo dal tono, perché le parole dicono il contrario di ciò che si intende.
Il punto di vista (o atteggiamento) è la posizione che il parlante assume rispetto a ciò di cui parla: favorevole o contrario, entusiasta o scettico, neutrale o coinvolto. Si individua attraverso le marche di soggettività — aggettivi valutativi, avverbi modali, verbi di opinione, scelte lessicali connotate — e attraverso il modo in cui il parlante seleziona e presenta i fatti. Distinguere il punto di vista dai fatti riferiti è una competenza critica essenziale.
Tutti questi elementi si colgono soprattutto grazie alla prosodia — intonazione, accento di frase, ritmo, pause, volume — che veicola significati che le sole parole non trasmettono. Allenare l'orecchio a questi tratti sovrasegmentali è ciò che distingue un ascoltatore B2 da uno B1, e prepara all'interazione orale del colloquio d'esame, in cui occorre cogliere al volo intenzioni e sfumature.
Esempio svolto

Distinguere il fatto dall'opinione e cogliere l'atteggiamento

In un commento radiofonico, in lingua straniera, ascolti: «Il nuovo museo ha aperto la settimana scorsa e ha già accolto diecimila visitatori. Personalmente, trovo che l'architettura, purtroppo, sacrifichi la funzionalità all'apparenza: bello da fotografare, certo, ma scomodissimo da visitare». Distingui fatti e opinioni e definisci l'atteggiamento del parlante.

  1. 01Isola i fatti

    Le informazioni oggettive e verificabili sono: il museo ha aperto la settimana scorsa; ha accolto diecimila visitatori. Sono dati, non giudizi: rispondono alla domanda «che cosa è successo?».

  2. 02Isola le opinioni

    Le marche di soggettività sono evidenti: «Personalmente, trovo che» (verbo di opinione esplicito), «purtroppo» (avverbio valutativo), «sacrifichi la funzionalità all'apparenza», «scomodissimo» (superlativo connotato). Sono giudizi del parlante, non fatti.

  3. 03Interpreta gli indizi pragmatici

    L'espressione «bello da fotografare, certo, ma...» è una concessione seguita da contrasto: il parlante riconosce un pregio estetico solo per poterlo subito ridimensionare. La struttura «certo, ma» segnala una valutazione complessivamente negativa.

  4. 04Formula l'atteggiamento

    Sommando «purtroppo», la critica alla funzionalità e il superlativo «scomodissimo», l'atteggiamento del parlante verso l'architettura del museo è chiaramente critico/sfavorevole, pur ammettendo un merito estetico.

Risultato: I fatti sono l'apertura recente e i diecimila visitatori; le opinioni riguardano l'architettura. L'atteggiamento del parlante è critico e sfavorevole verso il progetto architettonico, segnalato da «purtroppo», «scomodissimo» e dalla struttura concessiva «bello..., ma...».

Obiettivo Maturità

  • È valutata la capacità di identificare l'intenzione comunicativa e l'atteggiamento del parlante (favorevole/contrario, ironico/serio), distinguendola dalle informazioni fattuali esplicite: una domanda d'esame può chiedere «qual è l'opinione di chi parla?» e non solo «che cosa dice?».
  • È valutato il riconoscimento del registro e della situazione comunicativa a partire da indizi linguistici e prosodici, competenza che sostiene la comprensione dei materiali e delle domande nel colloquio orale.

Errori frequenti

  • Confondere ciò che il parlante DICE (i fatti) con ciò che PENSA (il punto di vista): si riferisce un'opinione come se fosse un dato oggettivo, perdendo la dimensione soggettiva del messaggio.
  • Ignorare l'intonazione e prendere l'ironia alla lettera: senza attenzione al tono, una frase ironica viene interpretata nel suo senso letterale, capovolgendone il significato.

Approfondimento

Cogliere intenzione, registro e punto di vista significa passare dalla semantica (che cosa significano le parole) alla pragmatica (che cosa il parlante fa con le parole in quella situazione). Due strumenti concettuali aiutano. Il primo è la teoria degli atti linguistici: ogni enunciato ha una «forza illocutoria» — è un'affermazione, una richiesta, una promessa, un rimprovero — che non sempre coincide con la forma grammaticale, tanto che «fa freddo qui» può valere come constatazione o, indirettamente, come richiesta di chiudere la finestra. Il secondo è la nozione di implicatura: spesso il senso inteso va oltre il detto, e l'ascoltatore lo ricostruisce assumendo che il parlante stia cooperando — se a chi chiede se un candidato è simpatico si risponde «ha un ottimo curriculum», il non detto pesa più del detto. È qui che la prosodia diventa decisiva: intonazione, accento di frase, allungamenti e pause veicolano l'atteggiamento e segnalano l'ironia, cioè lo scarto voluto tra ciò che si dice e ciò che si intende. Sul versante lessico-grammaticale, la posizione del parlante affiora dalle marche di modalità ed evidenzialità (avverbi come «forse» o «chiaramente»; verbi come «sostenere» o «ammettere») e dagli aggettivi valutativi, da tenere distinti dai fatti riferiti. Una difficoltà interculturale riguarda infine le convenzioni di cortesia e di registro: ciò che in una cultura suona diretto in un'altra suona brusco, e una richiesta molto attenuata rischia di essere fraintesa come semplice incertezza. Riconoscere queste differenze evita l'«insuccesso pragmatico», cioè il fraintendimento non della lingua ma dell'intenzione.

Ripasso attivo

Ascolta una breve recensione o un commento d'opinione in lingua straniera (circa due minuti). Distingui in due colonne i FATTI riferiti (informazioni oggettive) e le VALUTAZIONI del parlante (giudizi, opinioni). Poi formula in una frase l'atteggiamento complessivo (favorevole, contrario, ambivalente) e indica i tre indizi linguistici o prosodici che ti hanno permesso di riconoscerlo.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Le tre modalità di ascolto: globale, selettivo, dettagliato○
    • 02I descrittori QCER per la comprensione orale (B1/B2)◐
    • 03Testi orali quotidiani e linguaggio dei media◐
    • 04Registri, intenzioni e punti di vista del parlante●

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Comprensione orale (ascolto)

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4
Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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