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Il Seicento: Barocco e la prosa scientifica di Galilei

Il Seicento è il secolo della crisi e della meraviglia: alla poetica barocca della « maraviglia », del concettismo e della metafora (Giambattista Marino) si affianca la rivoluzione scientifica, che con Galileo Galilei fa del volgare italiano lo strumento di una nuova prosa argomentativa e divulgativa. Studiare questo argomento significa riconoscere i caratteri stilistici del Barocco e analizzare il rapporto fra scienza e lingua nel «Saggiatore» e nel «Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo», collocando l'opera di Galilei nel quadro culturale della Controriforma.

4 sezioni·~17 min di lettura·3 competenze·Livello Standard 2 · Approfondimento 2·Verificato · 07/2026

T·0555 / 16
Profilo d’esame
Riconoscere i caratteri stilistici del Barocco e la poetica della meraviglia, collocando i testi nel loro contesto storico-culturaleAnalizzare la prosa argomentativa e divulgativa di Galilei, cogliendo il rapporto tra metodo scientifico, lingua e stileCollocare la rivoluzione scientifica nel quadro culturale del Seicento, fra Controriforma e nuova immagine del mondo
Operatori:analizzaspiegadescriviconfrontaillustrainterpretacommentacontestualizza

livello base

Per tutti gli indirizzi è richiesto saper riconoscere i caratteri del Barocco e analizzare un brano galileiano cogliendone tesi, argomenti e novità linguistica.

livello avanzato

Negli indirizzi a vocazione scientifica (Liceo Scientifico e opzione Scienze Applicate) si valorizza il nesso fra metodo sperimentale e prosa; nel Liceo Classico e Linguistico si approfondiscono i rapporti con la lirica europea barocca e la dimensione retorica del concettismo.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Il Seicento: Barocco e la prosa scientifica di Galilei
    • 01Il Seicento e il Barocco: la poetica della meraviglia◐
    • 02Marino e la lirica barocca◐
    • 03Galilei e la nascita della prosa scientifica in volgare●
    • 04Il metodo sperimentale: lettura di testi galileiani●
§ 01

Il Seicento e il Barocco: la poetica della meraviglia#

●●○StandardLPOSA-italiano-secondo-biennio-seicento-galilei

Mappa concettuale del Barocco

Mappa concettuale del BaroccoGrafo, Barocco → Contesto: Controriforma, crisi del Rinascimento, Barocco → Poetica: meraviglia, concettismo, metafora, Barocco → Temi: illusione, vanitas, metamorfosiBaroccoContesto:Controriforma,crisi del Rinas…Poetica:meraviglia,concettismo, me…Temi: illusione,vanitas,metamorfosi
Fig. 1Strumenti comuni: analogia, metafora ingegnosa (concettismo), simbolo, musicalità.

Punti chiave

Il Seicento è il secolo del Barocco, una cultura che nasce dalla crisi delle certezze rinascimentali e dal clima della Controriforma: caduta la fiducia nell'armonia e nella misura, l'arte cerca lo stupore, il movimento e l'illusione, e la letteratura ne diventa la voce più sperimentale.
Il principio-guida della poetica barocca è la « meraviglia »: secondo la celebre formula attribuita all'ambiente mariniano, « è del poeta il fin la maraviglia », cioè scopo della poesia non è più istruire o commuovere secondo equilibrio, ma sorprendere il lettore con effetti inattesi e ingegnosi.
Lo strumento di questa meraviglia è il concettismo: il « concetto » è un accostamento ingegnoso e arguto fra termini lontani, fondato soprattutto sulla metafora, considerata « la più ingegnosa di tutte le figure ». Si moltiplicano antitesi, iperboli, ossimori, sinestesie e giochi di parole, in una ricerca virtuosistica dell'effetto.
Il Barocco investe tutte le arti: in architettura e scultura (Bernini, Borromini) si cercano la linea curva, il dinamismo e il « teatro » dello spazio; in letteratura si privilegiano i temi della metamorfosi, dell'illusione, della vanità delle cose (la « vanitas ») e dell'instabilità del reale. È una cultura che, dietro lo splendore, riflette l'inquietudine di un'epoca segnata da guerre, peste e crisi della visione del mondo.
Esempio svolto

Riconoscere il concettismo in un'immagine barocca

Nel verso barocco la donna amata è chiamata « bella d'Amor nemica e mia », e i suoi occhi sono detti « due stelle in fronte al cielo del bel viso ». Individua e spiega le figure retoriche che producono l'effetto di « meraviglia ».

  1. 01Individuare la metafora

    « due stelle » per « gli occhi » e « cielo del bel viso » per « il volto »: la realtà fisica è trasfigurata in immagine cosmica, secondo il gusto barocco per l'analogia ingegnosa fra termini lontani.

  2. 02Individuare l'antitesi/ossimoro

    « d'Amor nemica e mia » accosta concetti opposti (nemica / mia), creando una tensione concettuale che sorprende il lettore.

  3. 03Spiegare l'effetto

    L'accumulo di metafora e antitesi non descrive: stupisce. È il « concetto » barocco, l'arguzia che fa percepire un legame inatteso fra cose distanti e suscita la maraviglia.

Risultato: Le immagini funzionano per metafora (occhi/stelle, viso/cielo) e antitesi (nemica/mia): l'ingegno che unisce termini lontani è il cuore del concettismo e della poetica della meraviglia.

Obiettivo Maturità

  • Saper definire con precisione la « poetica della meraviglia » e il « concettismo », illustrandoli con almeno una figura retorica (metafora, antitesi, ossimoro) tratta da un testo.
  • Saper collocare il Barocco nel contesto storico-culturale (Controriforma, crisi delle certezze rinascimentali) e coglierne i caratteri comuni alle diverse arti.

Errori frequenti

  • Ridurre il Barocco a « cattivo gusto » o a mero gioco formale vuoto: in realtà il concettismo risponde a una precisa concezione della conoscenza per analogie e a una visione inquieta della realtà.
  • Confondere il Barocco con il Rinascimento: il primo cerca lo stupore, il movimento e l'eccesso, il secondo l'armonia, la misura e l'equilibrio classico.

Approfondimento

Conviene sapere che la parola «Barocco» nacque come termine di biasimo: la si è ricondotta sia a «baroco», nome mnemonico di un contorto sillogismo scolastico, sia al portoghese «barroco», la perla di forma irregolare — in entrambi i casi qualcosa di bizzarro e imperfetto, che solo la critica novecentesca ha rivalutato riconoscendovi una grande stagione europea. Il concettismo, inoltre, non è capriccio ma teoria della conoscenza: Emanuele Tesauro, nel «Cannocchiale aristotelico» (1654), fa della metafora e dell'«argutezza» uno strumento dell'ingegno capace di scoprire somiglianze occulte fra le cose, quasi un cannocchiale puntato sul reale. Va còlta infine la dimensione continentale del fenomeno: il marinismo italiano è un ramo di un albero europeo che comprende il «gongorismo» e il «culteranismo» spagnoli, la «préciosité» francese e il «conceit» dei poeti metafisici inglesi. Sotto lo splendore delle immagini agisce un'inquietudine profonda: il cosmo infinito e decentrato aperto da Copernico e Galileo ha incrinato le certezze antiche, e la «vanitas», l'illusione, la metamorfosi diventano i temi di un mondo che si scopre instabile e ingannevole.

Ripasso attivo

Spiega in un paragrafo argomentativo (10-12 righe) che cosa si intende per « poetica della meraviglia » nel Barocco, illustrando la funzione della metafora e del concettismo con almeno due esempi di figure retoriche.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Marino e la lirica barocca#

●●○StandardLPOSA-italiano-secondo-biennio-seicento-galilei

Confronto: poema cavalleresco rinascimentale vs Adone barocco

Poema cavalleresco e Adone baroccoTabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Aspetto · Poema cavall. · Adone (Marino); Tema · armi, imprese · amore, mito; Struttura · saldo · digressiva; Fine · vero e bene · meraviglia; Stile · misura, decoro · metafora, eccessoASPETTOPOEMA CAVALL.ADONE (MARINO)Temaarmi, impreseamore, mitoStrutturasaldodigressivaFinevero e benemeravigliaStilemisura, decorometafora, eccessoIl poema barocco sostituisce l’azione eroica con la sorpresasensoriale

Punti chiave

Giambattista Marino (1569-1625) è il poeta-simbolo del Barocco italiano ed europeo: la sua produzione, raccolta soprattutto nella «Lira», imponendo un nuovo gusto, dà vita al « marinismo », il movimento che diffonde in tutta Europa la poetica della meraviglia e dell'arguzia.
L'opera maggiore di Marino è l'«Adone» (1623), poema in venti canti e oltre quarantamila versi che narra gli amori di Venere e Adone: la materia mitologica è un pretesto per una scrittura sensuale, descrittiva e digressiva, tutta tesa a stupire con il virtuosismo delle immagini più che a raccontare un'azione eroica.
Rispetto al poema cavalleresco (Ariosto, Tasso), l'«Adone» segna un capovolgimento: non più armi e imprese, ma amore, piacere e descrizione; non più la salda struttura dell'intreccio, ma la libertà digressiva e l'accumulo di episodi e quadri. È il trionfo del « bello » sensoriale sul « vero » e sul « bene ».
Lo stile mariniano vive di metafore audaci, antitesi, iperboli, sinestesie e ripetizioni musicali: il poeta « gioca » con la lingua per dimostrare ingegno. Questo virtuosismo, ammiratissimo nel Seicento, sarà poi condannato dalla critica classicista come artificio gratuito; oggi se ne riconosce invece la coerenza con una nuova, inquieta concezione del rapporto fra arte e realtà.
Esempio svolto

Collocare Marino nella storia del poema

Spiega perché l'«Adone» di Marino, pur essendo un lungo poema, non può essere definito un poema epico-cavalleresco come la «Gerusalemme liberata».

  1. 01Definire il modello cavalleresco

    Il poema cavalleresco-eroico (Ariosto, Tasso) ha per oggetto le armi, le imprese e il conflitto fra eroi, con una struttura narrativa orientata a un fine (la conquista di Gerusalemme nella «Liberata»).

  2. 02Definire l'Adone

    L'«Adone» ha per oggetto gli amori di Venere e Adone: la materia è mitologica e amorosa, l'azione è esile e continuamente interrotta da digressioni, descrizioni e quadri sensoriali.

  3. 03Trarre la conclusione

    Lo scopo non è narrare un'impresa né esaltare valori eroici, ma stupire con la ricchezza delle immagini: il principio organizzativo è la meraviglia, non l'intreccio epico.

Risultato: L'«Adone» è un poema mitologico-descrittivo barocco, non un poema epico-cavalleresco: cambia l'oggetto (amore e mito), cambia la struttura (digressiva) e cambia il fine (la meraviglia).

Obiettivo Maturità

  • Saper presentare Marino e l'«Adone» come modello della lirica barocca, indicandone temi (amore, mito, piacere, descrizione) e novità rispetto al poema cavalleresco rinascimentale.
  • Saper riconoscere in un breve testo mariniano gli stilemi tipici (metafora, antitesi, iperbole, sinestesia) e collegarli alla poetica della meraviglia.

Errori frequenti

  • Considerare l'«Adone» un poema eroico o cavalleresco: è invece un poema mitologico-descrittivo, centrato sull'amore e sul piacere, non sulle armi.
  • Attribuire a Marino la formula « è del poeta il fin la maraviglia » come citazione « autobiografica » sicura: va presentata come emblema della poetica del suo ambiente, non come dato da assumere senza cautela filologica.

Approfondimento

L'«Adone» va inquadrato con precisione. Fu stampato a Parigi nel 1623, sotto il patrocinio della corte francese e con una prefazione di Jean Chapelain: un poema del piacere e della pace, non delle armi, che rovescia programmaticamente l'epica eroica. È poema mitologico-descrittivo il cui vero soggetto è la stessa poesia: la digressione, il quadro, l'inventario delle bellezze sensoriali. La celebre formula secondo cui «è del poeta il fin la maraviglia» va maneggiata con la cautela che la traccia stessa suggerisce: circola nell'aspra polemica letteraria di Marino con Gaspare Murtola (le «fischiate» della «Murtoleide»), come dichiarazione d'ambiente più che come citazione da assumere acriticamente. Il marinismo fa dell'imitazione trasformatrice un principio: rielaborare e superare i modelli, non copiarli, in una gara continua d'ingegno. Ma il gusto barocco per la corrispondenza fra le arti si vede meglio altrove, nella «Galeria» (1619), raccolta di componimenti ispirati a quadri e sculture secondo il principio dell'«ut pictura poesis»: la parola che gareggia con la pittura è l'emblema di una poesia che vuole soprattutto far vedere e stupire.

Ripasso attivo

Confronta in un breve testo (8-10 righe) l'«Orlando furioso» o la «Gerusalemme liberata» (ripasso) con l'«Adone» di Marino, mettendo in luce almeno due differenze di tema e due differenze di struttura/stile.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Galilei e la nascita della prosa scientifica in volgare#

●●●ApprofondimentoLPOSA-italiano-secondo-biennio-seicento-galilei

Galilei: opere e svolta linguistica

Galilei: opere e svolta linguisticaGrafo, 1610 · Sidereus Nuncius (latino) → 1623 · Il Saggiatore (volgare), 1623 · Il Saggiatore (volgare) → 1632 · Dialogo sopra i due massimi sistemi (volgare)1610 · SidereusNuncius (latino)1623 · IlSaggiatore(volgare)1632 · Dialogosopra i duemassimi sistemi…
Fig. 3La svolta linguistica: dal latino del Sidereus Nuncius al volgare delle opere maggiori, per rivolgersi a un pubblico nuovo.

Punti chiave

Mentre il Barocco celebra la meraviglia retorica, Galileo Galilei (1564-1642) compie una rivoluzione di segno opposto sul terreno della lingua: sceglie il volgare italiano, e non il latino dei dotti, per le sue opere maggiori, fondando così la moderna prosa scientifica e divulgativa in lingua nazionale.
Le opere-chiave sono il «Sidereus Nuncius» (1610, in latino, che annuncia le scoperte del cannocchiale), «Il Saggiatore» (1623) e soprattutto il «Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo» (1632). In queste opere in volgare Galilei costruisce una prosa argomentativa limpida, capace di unire rigore logico, chiarezza espositiva e vivacità espressiva.
La scelta del volgare ha un valore culturale e civile preciso: la scienza non deve restare patrimonio di pochi dotti, ma deve poter raggiungere « ogni persona di buon discorso ». La lingua di Galilei è precisa nel definire, ordinata nell'argomentare, ma anche ricca di immagini, ironia e similitudini concrete che rendono comprensibili i concetti.
Nel «Saggiatore» si trova la celebre affermazione che il « grandissimo libro » della natura « è scritto in lingua matematica », i cui caratteri sono « triangoli, cerchi ed altre figure geometriche »: la realtà è conoscibile attraverso quantità misurabili, non attraverso il principio d'autorità. È il fondamento epistemologico della nuova scienza e, insieme, una pagina di altissima prosa italiana.
Esempio svolto

Analisi guidata del « libro della natura »

Galilei scrive che la filosofia « è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta aperto innanzi a gli occhi (io dico l'universo) », ma non si può intendere « se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica ». Analizza il passo.

  1. 01Parafrasi

    La natura (l'universo) è come un grande libro sempre aperto davanti a noi, ma per comprenderlo bisogna prima imparare la lingua in cui è scritto, cioè il linguaggio della matematica e della geometria.

  2. 02Individuare la metafora-guida

    L'universo è paragonato a un « libro »: una metafora che rende concreto e accessibile un concetto astratto, tipico della prosa divulgativa galileiana.

  3. 03Cogliere la tesi epistemologica

    La conoscenza della natura passa per la misura e il rapporto quantitativo (la « lingua matematica »), non per l'autorità dei testi antichi: è il fondamento del metodo scientifico moderno.

  4. 04Notare lo stile

    Il periodo è ordinato e progressivo (prima il libro, poi la lingua, poi i caratteri): la chiarezza espositiva è essa stessa argomento, perché la verità deve poter essere compresa.

Risultato: Il passo, attraverso la metafora del libro della natura, afferma che la realtà è conoscibile per via matematica: un capolavoro di prosa argomentativa che fonda insieme una nuova scienza e una nuova lingua del sapere.

Obiettivo Maturità

  • Saper spiegare il valore della scelta del volgare in Galilei come atto di fondazione della prosa scientifica e di divulgazione del sapere.
  • Saper analizzare un brano galileiano individuando i tratti della prosa argomentativa: chiarezza, ordine logico, uso di similitudini e ironia, rifiuto del principio d'autorità.

Errori frequenti

  • Affermare che tutte le opere di Galilei siano in italiano: il «Sidereus Nuncius» (1610) è in latino; la svolta verso il volgare riguarda soprattutto «Il Saggiatore» e il «Dialogo».
  • Trattare Galilei come autore solo « scientifico » e non letterario: le sue opere in volgare sono testi di grande valore stilistico e rientrano a pieno titolo nella storia della prosa italiana.

Approfondimento

La grandezza letteraria di Galilei non è un accessorio della sua scienza: ne è parte. Italo Calvino lo ha definito il maggiore scrittore di prosa della letteratura italiana, e la ragione è che in lui la chiarezza è insieme un valore stilistico e una scelta epistemologica: scrivere in modo limpido significa credere che la verità possa e debba essere condivisa, contro l'oscurità dei dotti e il principio d'autorità. La sua arma è la similitudine concreta: nel «Dialogo» l'esperimento mentale della cabina sotto coperta di un «gran naviglio» — dove farfalle, pesci e gocce d'acqua si comportano identicamente a nave ferma o in moto uniforme — dimostra con un'immagine domestica la relatività del moto, che nessuna esperienza interna può rivelare. Anche l'ironia è metodo: «Il Saggiatore» nasce come replica polemica a un avversario (Orazio Grassi, celato dietro lo pseudonimo di Lotario Sarsi) sulla natura delle comete, e vi si irride chi cerca la verità sui libri anziché nelle cose, come se la natura fosse un «mondo di carta». Prosa e pensiero coincidono: la nitidezza dell'argomentare è la forma stessa della nuova razionalità.

Ripasso attivo

Analizza il passo del «Saggiatore» sul « libro della natura scritto in lingua matematica »: parafrasalo, individua almeno due figure (la metafora del libro, l'elenco delle figure geometriche) e spiega quale concezione della conoscenza scientifica vi è espressa.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Il metodo sperimentale: lettura di testi galileiani#

●●●ApprofondimentoLPOSA-italiano-secondo-biennio-seicento-galilei

Il ciclo del metodo sperimentale galileiano

Il ciclo del metodo sperimentaleGrafo, Osservazione → Ipotesi, Ipotesi → Deduzione matematica, Deduzione matematica → Verifica sperimentale, Verifica sperimentale → Conferma o revisione, Conferma o revisione → OsservazioneOsservazioneIpotesiDeduzionematematicaVerificasperimentaleConferma orevisione
Fig. 4Il metodo unisce «sensate esperienze» (osservazione ed esperimento) e «necessarie dimostrazioni» (deduzione matematica).

Punti chiave

Il contributo decisivo di Galilei è il metodo sperimentale, sintetizzato nella formula delle « sensate esperienze e necessarie dimostrazioni »: la conoscenza nasce dall'unione fra l'osservazione dei fenomeni (le « sensate esperienze », cioè le esperienze colte attraverso i sensi e l'esperimento) e il ragionamento rigoroso, di tipo logico-matematico (le « necessarie dimostrazioni »).
Il metodo procede per fasi: osservazione del fenomeno, formulazione di un'ipotesi, deduzione matematica delle conseguenze, verifica sperimentale, e conferma o revisione dell'ipotesi. Questo circolo fra esperienza e ragione rompe con la scienza fondata sul principio d'autorità (« lo ha detto Aristotele ») e fa della prova ripetibile il criterio di verità.
Il «Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo» (1632) mette a confronto il sistema tolemaico (geocentrico) e quello copernicano (eliocentrico) attraverso tre personaggi: Salviati (portavoce delle idee di Galilei e del copernicanesimo), Simplicio (difensore della tradizione aristotelico-tolemaica) e Sagredo (l'interlocutore aperto e intelligente che fa da mediatore). La forma del dialogo permette di argomentare in modo vivo, ironico e persuasivo.
La difesa del copernicanesimo costò a Galilei la condanna dell'Inquisizione (processo del 1633) e l'abiura: è il segno del conflitto fra la nuova scienza e l'autorità della Chiesa nel clima della Controriforma. Resta però l'eredità del metodo, fondamento della scienza moderna, e di una prosa che ha insegnato a pensare e a scrivere con chiarezza.
Esempio svolto

Riconoscere il metodo nei personaggi del Dialogo

Nel «Dialogo sopra i due massimi sistemi del mondo» Simplicio sostiene una tesi appellandosi all'autorità di Aristotele, mentre Salviati gli risponde proponendo un'osservazione e un ragionamento. Spiega come questa scena rappresenti il metodo scientifico galileiano.

  1. 01Individuare le due posizioni

    Simplicio fonda la verità sul principio d'autorità (« lo afferma Aristotele »); Salviati la fonda sull'esperienza osservata e sulla dimostrazione razionale.

  2. 02Riconoscere il metodo

    La replica di Salviati incarna le « sensate esperienze e necessarie dimostrazioni »: il sapere non si accetta perché tramandato, ma si verifica con i sensi e si prova con la ragione.

  3. 03Cogliere la funzione del dialogo

    La forma dialogica permette il confronto vivo fra il vecchio e il nuovo modo di conoscere; l'ironia di Salviati (e il nome stesso di « Simplicio ») orienta il lettore verso la posizione galileiana.

Risultato: La scena è una drammatizzazione del metodo sperimentale: contro l'autorità di Aristotele, Galilei oppone esperienza e dimostrazione, e usa la forma del dialogo per renderle persuasive.

Obiettivo Maturità

  • Saper spiegare la formula « sensate esperienze e necessarie dimostrazioni » e ricostruire le fasi del metodo sperimentale.
  • Saper illustrare la struttura del «Dialogo» (i tre personaggi, i due sistemi a confronto) e collegarla al contesto della Controriforma e del processo a Galilei.

Errori frequenti

  • Ridurre il metodo galileiano alla sola esperienza (empirismo puro): esso unisce inscindibilmente esperienza sensibile E dimostrazione matematica.
  • Confondere i personaggi del «Dialogo»: Salviati sostiene il sistema copernicano (la posizione di Galilei), Simplicio difende quello tolemaico-aristotelico; Sagredo è l'interlocutore mediatore.

Approfondimento

Il metodo galileiano è ipotetico-deduttivo e va distinto dall'induzione pura teorizzata negli stessi anni da Francesco Bacone: non si accumulano soltanto osservazioni, ma si formula un'ipotesi, se ne deducono matematicamente le conseguenze e le si mette alla prova dell'esperienza. Le scoperte del cannocchiale (i satelliti «medicei» di Giove, le fasi di Venere, le montagne lunari) fornirono le «sensate esperienze» a sostegno del sistema copernicano. Il «Dialogo» del 1632 ebbe però conseguenze drammatiche: la forma dialogica, pensata per persuadere con vivacità e ironia, si ritorse contro l'autore quando l'argomento prediletto del papa Urbano VIII fu messo in bocca a Simplicio, l'aristotelico sconfitto; ne seguirono il processo del 1633 e l'abiura (la frase «Eppur si muove» è leggenda posteriore). Resta però intatta la posizione di Galilei sul rapporto tra scienza e fede, esposta nella «Lettera a Cristina di Lorena»: la Scrittura e la natura non possono contraddirsi perché entrambe procedono da Dio, ma parlano linguaggi diversi — la Bibbia insegna «come si vadia al cielo, e non come vadia il cielo». È la rivendicazione dell'autonomia del sapere scientifico dal principio d'autorità.

Ripasso attivo

Illustra in un testo argomentativo (12-15 righe) il metodo sperimentale galileiano, spiegando la formula « sensate esperienze e necessarie dimostrazioni » e mostrando come si oppone al principio d'autorità; collega poi il metodo alla scelta del dialogo come forma del «Dialogo sopra i due massimi sistemi».

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Il Seicento e il Barocco: la poetica della meraviglia◐
    • 02Marino e la lirica barocca◐
    • 03Galilei e la nascita della prosa scientifica in volgare●
    • 04Il metodo sperimentale: lettura di testi galileiani●

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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