EuraStudy
Tra la fine del Settecento e i primi dell'Ottocento la cultura europea oscilla fra il culto neoclassico della bellezza armonica, modellata sull'antico, e la prima sensibilita preromantica, tutta tensione, dolore e nostalgia dell'assoluto. Ugo Foscolo (1778-1827) e la figura che incarna entrambe le anime: nei suoi «Sonetti», nelle «Ultime lettere di Jacopo Ortis» e nel carme «Dei Sepolcri» (1807) la perfezione formale classica diventa il vaso che contiene le grandi passioni moderne, dall'amore di patria all'esilio, dalle «illusioni» alla funzione eternatrice della poesia. Questo appunto rientra a pieno titolo nel programma del quinto anno e nel profilo dell'Esame di Stato.
4 sezioni~18 min di lettura4 competenzeLivello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
A tutti gli indirizzi si richiede di conoscere la biografia e gli ideali di Foscolo, di analizzare almeno un sonetto e il nucleo tematico del carme «Dei Sepolcri», collegandoli al Neoclassicismo e al Preromanticismo.
livello avanzato
Negli indirizzi a forte vocazione umanistica (Liceo Classico, Linguistico, delle Scienze Umane) si approfondisce il rapporto di Foscolo con i modelli classici (Omero, Pindaro, Catullo, Winckelmann) e con la lirica europea preromantica, fino al confronto con «Le Grazie» e alla questione del rapporto poesia-mito.
Profondità di lettura: Approfondimento
Dimensione del testo: Standard
Le due anime della cultura di fine Settecento
Nel sonetto «A Zacinto» Foscolo scrive di Venere, di Omero e delle «greche onde» della sua isola natale, ma chiude con l'immagine dell'«illacrimata sepoltura» dell'esule. Classifica i due nuclei e spiega come convivono.
Il riferimento a Venere nata dalle acque, a Omero e al mito greco, insieme alla forma del sonetto e al lessico aulico, rinvia all'ideale classico di bellezza e di armonia.
Il tema dell'esilio, della patria perduta e della «illacrimata sepoltura» (la tomba senza il pianto dei propri cari) esprime dolore soggettivo e nostalgia: e' sensibilita preromantica.
Foscolo usa il mito classico non come pura decorazione, ma per dare misura e nobilta a un'esperienza personale di sradicamento: la forma antica diventa lo specchio in cui si riflette la passione moderna.
Risultato: Il sonetto mostra la compresenza tipica di Foscolo: una cornice neoclassica (mito, Omero, forma chiusa) che contiene un contenuto preromantico (esilio, dolore, morte lontano dalla patria).
Errori frequenti
Approfondimento
La compresenza di Neoclassicismo e Preromanticismo non è una contraddizione, ma la struttura profonda della cultura di fine Settecento. Lo stesso ideale winckelmanniano di «nobile semplicità e quieta grandezza» — formulato analizzando il gruppo del «Laocoonte», in cui il dolore è dominato dalla compostezza della forma — nasconde una malinconia nostalgica: è già rimpianto di un passato irraggiungibile. Sull'altro versante, la nuova estetica del «sublime» (teorizzata da Edmund Burke e poi da Kant) legittima il fascino del terrore, della vastità, della notte e della morte: da qui la fortuna della poesia «cimiteriale» inglese (Edward Young, Thomas Gray) e la febbre europea per i «Canti di Ossian», il falso celtico di James Macpherson che perfino Napoleone amava. Per Foscolo la mediazione decisiva fu italiana: la traduzione di Ossian di Melchiorre Cesarotti, che gli offrì un modello di lingua poetica ombrosa e patetica. La sua originalità sta nel far reagire questi due poli: la forma classica non è una gabbia, ma lo specchio che dà misura e dignità a passioni tutte moderne — la patria, l'esilio, il nulla della morte.
Ripasso attivo
Spiega in un paragrafo argomentato (10-12 righe) perche Ugo Foscolo puo essere definito una figura di transizione tra Neoclassicismo e Preromanticismo, citando almeno un elemento classico e uno preromantico della sua poetica.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I temi-chiave della poetica foscoliana
Costruisci un breve paragrafo (8-10 righe) che spieghi cosa sono le «illusioni» foscoliane e perche la poesia ha per Foscolo una funzione eternatrice.
Parti dalla visione materialistica ereditata dall'Illuminismo: la ragione mostra che tutto e' destinato al nulla e che la morte annulla ogni cosa.
Spiega che, di fronte a questo nulla, l'uomo si aggrappa a valori - amore, patria, bellezza, gloria, affetti - che la ragione svela infondati ma che rendono la vita degna di essere vissuta: sono le «illusioni».
Mostra che la poesia raccoglie e fissa queste illusioni, tramandando la memoria degli uomini e dei valori: cosi vince simbolicamente la morte (funzione eternatrice), come accade in «Dei Sepolcri».
Concludi citando un'opera: nei «Sepolcri» la tomba e la poesia conservano il ricordo dei grandi e ispirano i vivi alle «egregie cose».
Risultato: Un paragrafo coeso che lega premessa razionalistica, definizione delle illusioni e funzione eternatrice della poesia, ancorandoli a un'opera precisa.
Errori frequenti
Approfondimento
La teoria delle illusioni poggia su un fondamento filosofico preciso, che va esplicitato: Foscolo eredita dall'Illuminismo un materialismo meccanicistico e sensista secondo cui esiste solo la materia in perpetua trasformazione, e la morte è dissoluzione totale, «nulla eterno». Proprio perché nulla sopravvive oggettivamente, l'uomo ha bisogno delle «illusioni» — valori privi di fondamento razionale ma vitali —, e affida alla poesia il compito di eternarli. È una posizione di equilibrio precario, che conviene misurare per contrasto con Leopardi: là dove Foscolo trova ancora nelle illusioni e nella memoria un argine alla disperazione, Leopardi ne smaschererà lucidamente anche l'inconsistenza. Va aggiunto che Foscolo fu anche un grande costruttore della propria immagine: creò l'alter ego ironico e disincantato di «Didimo Chierico», voce complementare a quella dell'eroe passionale Jacopo Ortis. Un'ultima notazione, quasi una rima della storia: le sue ceneri, sepolte prima in Inghilterra, furono traslate nella basilica di Santa Croce a Firenze soltanto nel 1871, nell'Italia unita — realizzando così, per lui, quella funzione civile e memoriale delle tombe che egli stesso aveva cantato nei «Sepolcri».
Ripasso attivo
Illustra la teoria delle «illusioni» di Foscolo e spiega quale funzione egli attribuisce alla poesia di fronte alla morte, collegando entrambe ad almeno un'opera.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La struttura del sonetto italiano
Imposta i passaggi essenziali per analizzare un sonetto foscoliano come «Alla sera», dalla comprensione all'interpretazione.
Riformula il testo in prosa: il poeta saluta la sera, immagine cara perche prefigura la pace della morte; essa placa il pensiero del «nulla eterno» e acquieta lo spirito inquieto del poeta.
Riconosci il sonetto: due quartine e due terzine di endecasillabi; individua l'andamento dei periodi e gli enjambement che creano tensione tra metro e sintassi.
Individua figure come l'apostrofe alla sera, le metafore (la sera = pace, morte), le inversioni (iperbati) e i latinismi del lessico aulico.
Collega il testo alla poetica: la sera-morte e' l'illusione consolatrice del riposo; il tema preromantico del nulla e' contenuto nella forma classica e misurata del sonetto.
Risultato: Un'analisi completa che procede da comprensione e parafrasi all'analisi metrico-retorica e all'interpretazione, collegando il testo alla teoria foscoliana delle illusioni.
Errori frequenti
Approfondimento
Un affondo sul sonetto «A Zacinto» mostra quanto in Foscolo forma e sentimento siano un tutt'uno. Il componimento è celebre perché costruito come un unico, lungo periodo che si dispiega senza sosta lungo le due quartine e la prima terzina, per sciogliersi solo nella chiusa: la sintassi sospesa e avvolgente imita il moto del ricordo e dell'onda. Al centro sta un raffronto mitico con Ulisse, che navigò per mari e sventure ma poté infine «baciare la sua petrosa Itaca»: Foscolo ne è il rovescio doloroso, l'esule cui «il fato prescrisse illacrimata sepoltura», una tomba lontana e senza il pianto dei suoi. Anche gli altri sonetti nascono da un dialogo con i classici: «In morte del fratello Giovanni» rifà da vicino il carme 101 di Catullo («Multas per gentes...»), la visita del poeta alla tomba del fratello, trasferendone il gesto rituale in una situazione di esilio. È il metodo foscoliano dell'«imitazione»: non copia, ma appropriazione che nobilita l'esperienza personale calandola in un archetipo antico, così che la vicenda individuale acquista la risonanza di un destino universale.
Ripasso attivo
Esegui l'analisi guidata del sonetto «Alla sera»: parafrasa il testo, indica lo schema metrico, individua due figure retoriche e spiega il significato della sera come immagine della morte e della pace.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
La struttura tematica di «Dei Sepolcri»
Spiega il significato e la funzione del passo di «Dei Sepolcri» dedicato alle tombe dei grandi in Santa Croce a Firenze, collegandolo alla tesi generale del carme.
Foscolo evoca la basilica di Santa Croce a Firenze, «tempio» che custodisce le tombe di Niccolo Machiavelli, Michelangelo e Galileo Galilei, vanto della civilta italiana.
Le tombe dei grandi non servono ai morti, ma accendono nei vivi l'amore di patria e l'emulazione: spingono gli Italiani alle «egregie cose», cioe alle imprese illustri.
Il passo dimostra la tesi centrale: il sepolcro ha un valore civile e morale per i vivi; la memoria dei grandi fonda l'identita e la dignita di un popolo.
Osserva il tono solenne, gli endecasillabi sciolti, le perifrasi e i richiami eruditi: la forma neoclassica nobilita il messaggio civile preromantico.
Risultato: Il passo di Santa Croce illustra concretamente la tesi del carme: le tombe dei grandi conservano la memoria e ispirano i vivi alle egregie cose, fondando l'amore di patria.
Errori frequenti
Approfondimento
«Dei Sepolcri» inventa una forma: non è un'ode né un poemetto didascalico, ma un «carme» che procede per «transizioni», cioè per associazioni liriche e salti tematici che chiedono al lettore di ricostruire i nessi — una struttura mobile che imita il movimento del pensiero e della memoria. Nato da un dibattito reale con Ippolito Pindemonte (che stava a sua volta componendo un poemetto sui «Cimiteri»), il carme rovescia la logica dell'editto napoleonico: contro il livellamento illuministico che rendeva anonime le tombe, Foscolo difende la memoria come fondamento della civiltà. Qui è forte l'eco di Giambattista Vico, per il quale la «seppellitura» è, con la religione e il matrimonio, una delle istituzioni universali su cui ogni popolo edifica la propria umanità: il sepolcro è l'atto con cui l'uomo esce dalla barbarie ed entra nella storia. Il carme culmina in una grande profezia poetica: la voce di Cassandra annuncia la rovina di Troia e insieme l'immortalità che il canto di Omero darà ai suoi eroi — «e tu onore di pianti, Ettore, avrai». Così l'ultima e più alta delle illusioni, la poesia, ha l'ultima parola: essa sola vince davvero il tempo e la morte.
Ripasso attivo
Analizza «Dei Sepolcri» individuandone occasione, destinatario, forma metrica e i quattro nuclei tematici; spiega poi in che modo il carme realizza la sintesi tra Neoclassicismo e Preromanticismo.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti