EuraStudy
Appunti/Lingua e letteratura italiana/Il Decadentismo: Pascoli e d'Annunzio
Appunti · Lingua e letteratura italianaIT · Maturità

Il Decadentismo: Pascoli e d'Annunzio

Tra la fine dell'Ottocento e il primo Novecento la cultura europea entra in crisi: tramontata la fiducia positivistica nella ragione e nella scienza, il Decadentismo cerca di cogliere il mistero del reale attraverso il Simbolismo e l'Estetismo. In Italia i due protagonisti sono Giovanni Pascoli, con la poetica del «fanciullino» e un simbolismo intimo e domestico, e Gabriele d'Annunzio, interprete dell'estetismo, del superomismo e del panismo. Studiare questo argomento significa riconoscere i caratteri del Decadentismo, analizzare le due poetiche e cogliere il radicale rinnovamento del linguaggio poetico che apre la strada alla lirica del Novecento.

4 sezioni·~20 min di lettura·3 competenze·Livello Standard 3 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·111111 / 16
Profilo d’esame
Riconoscere i caratteri del Decadentismo europeo e italiano (Simbolismo, Estetismo, crisi del Positivismo) e i suoi protagonistiAnalizzare la poetica del «fanciullino» di Pascoli e l'estetismo, il superomismo e il panismo di d'Annunzio, individuandone temi e stileCollocare Pascoli e d'Annunzio nel contesto della lirica europea di fine Ottocento e coglierne le innovazioni metrico-stilistiche
Operatori:analizzaspiegadescriviconfrontaillustrainterpretacommentacontestualizza

livello base

Per tutti gli indirizzi è richiesto conoscere i caratteri del Decadentismo, distinguere le poetiche di Pascoli e d'Annunzio e saper analizzare un testo poetico cogliendone temi, simboli e principali scelte metrico-stilistiche.

livello avanzato

Nel Liceo Classico e nel Liceo Linguistico si approfondiscono i rapporti con il Simbolismo europeo (Baudelaire, Verlaine, Rimbaud) e la dimensione retorica e fonica; negli altri indirizzi si privilegia la lettura puntuale dei testi italiani e la contestualizzazione storico-culturale.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

Dimensione del testo: Standard

Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Il Decadentismo: Pascoli e d'Annunzio
    • 01Il Decadentismo: Simbolismo ed Estetismo◐
    • 02Pascoli: la poetica del fanciullino e il simbolismo◐
    • 03D'Annunzio: estetismo, superomismo e panismo◐
    • 04Il rinnovamento del linguaggio poetico: Pascoli e d'Annunzio a confronto●
§ 01

Il Decadentismo: Simbolismo ed Estetismo#

●●○StandardLPOSA-italiano-quinto-anno-decadentismo

Mappa concettuale del Decadentismo

Mappa concettuale del DecadentismoGrafo, Decadentismo → Simbolismo (Baudelaire, Verlaine, Rimbaud), Decadentismo → Estetismo (Wilde, Huysmans), Simbolismo (Baudelaire, Verlaine, Rimbaud) → Poeta-veggente, corrispondenze, Estetismo (Wilde, Huysmans) → Arte per l’arte, vita come opera d’arteDecadentismoSimbolismo(Baudelaire,Verlaine, Rimba…Estetismo(Wilde,Huysmans)Poeta-veggente,corrispondenzeArte per l’arte,vita come operad’arte
Fig. 1Strumenti comuni: analogia, sinestesia, simbolo, musicalità. Il Decadentismo nasce dalla crisi del Positivismo.

Punti chiave

Il Decadentismo è il vasto movimento culturale e letterario che, tra il 1880 e i primi del Novecento, esprime la crisi della civiltà borghese e positivistica: caduta la fiducia nella ragione, nella scienza e nel progresso, l'artista non si sente più in grado di spiegare il mondo e cerca piuttosto di intuirne il mistero attraverso vie irrazionali, l'arte e il simbolo.
Il termine nasce in senso polemico: i borghesi chiamavano «décadents» (decadenti) i poeti maledetti francesi, accusandoli di essere segno di una civiltà in declino. Quegli artisti rivendicarono con orgoglio l'etichetta, facendone la bandiera di una nuova sensibilità che rifiuta i valori utilitaristici della società industriale.
Il Decadentismo si esprime soprattutto in due correnti. Il Simbolismo (Charles Baudelaire, con «I fiori del male», e poi Paul Verlaine, Arthur Rimbaud, Stéphane Mallarmé) ritiene che la realtà visibile sia una «foresta di simboli»: il poeta-veggente deve cogliere le «corrispondenze» segrete fra le cose e tradurle in una poesia musicale, suggestiva e analogica, che evoca più che descrivere. L'Estetismo (di cui sono emblemi il «Des Esseintes» di Huysmans e il «Dorian Gray» di Oscar Wilde) fa dell'arte e della bellezza il valore supremo, secondo il principio dell'«arte per l'arte»: l'esteta vive la propria stessa esistenza come un'opera d'arte, ricercando sensazioni rare e raffinate.
I temi ricorrenti sono la corrispondenza segreta fra uomo e natura, l'attenzione all'inconscio e all'irrazionale, il gusto per la malattia, la morte e il «raffinato»; gli strumenti stilistici privilegiati sono l'analogia, la sinestesia (l'accostamento di sensazioni di sfere diverse, come «profumi freschi» o «musica dei colori»), il simbolo e la musicalità del verso. Il Decadentismo si distingue così nettamente dal Realismo e dal Verismo (ripasso), che ambivano invece a una rappresentazione oggettiva e scientifica della realtà.
Esempio svolto

Riconoscere la sinestesia e l'analogia simbolista

In un verso di ispirazione simbolista si legge: « i profumi freschi come carni di bimbo, dolci come gli òboi, verdi come i prati » (sulla scia di Baudelaire). Individua le figure retoriche e spiega in che modo realizzano la poetica simbolista delle « corrispondenze ».

  1. 01Individuare la sinestesia

    « dolci come gli òboi » accosta una sensazione gustativa-olfattiva (dolci, profumi) a una uditiva (il suono dell'oboe); « verdi come i prati » lega l'olfatto alla vista. La sinestesia fonde sfere sensoriali diverse.

  2. 02Individuare l'analogia

    Le similitudini (« come carni di bimbo », « come i prati ») non spiegano: evocano, creando legami inattesi fra realtà lontane, secondo il procedimento analogico tipico del Simbolismo.

  3. 03Collegare alla poetica delle corrispondenze

    Baudelaire afferma che la natura è « una foresta di simboli » in cui « i profumi, i colori e i suoni si rispondono »: la sinestesia è la traduzione poetica di queste corrispondenze segrete fra le cose.

Risultato: I versi funzionano per sinestesia (profumi/suoni/colori) e analogia: il poeta non descrive ma evoca le « corrispondenze » nascoste, realizzando il programma conoscitivo del Simbolismo decadente.

Obiettivo Maturità

  • Saper definire il Decadentismo come crisi del Positivismo e distinguere con precisione le sue due correnti principali, il Simbolismo e l'Estetismo, indicandone almeno un autore di riferimento.
  • Saper riconoscere e spiegare i procedimenti stilistici tipici (analogia, sinestesia, simbolo, musicalità) in un breve testo poetico, collegandoli alla concezione decadente della realtà.

Errori frequenti

  • Confondere il Decadentismo con il Romanticismo: pur condividendo l'irrazionalismo, il Decadentismo nasce dalla crisi del Positivismo (non del classicismo), accentua l'individualismo estetizzante e fa del simbolo e della musicalità il proprio centro.
  • Identificare il Decadentismo con un atteggiamento solo «pessimistico» o «morboso»: è anzitutto una nuova teoria della conoscenza poetica (la realtà si coglie per intuizione e simbolo) e un radicale rinnovamento del linguaggio.

Approfondimento

Il Decadentismo va inteso come la traduzione letteraria di una vasta crisi del razionalismo positivista, alimentata dalle filosofie dell'irrazionale e dell'intuizione: la «Volontà» di Schopenhauer, la critica di Nietzsche, la «durata» e l'intuizione di Bergson, la scoperta dell'inconscio che culminerà in Freud. Se la scienza non spiega più il mistero, sarà l'arte, per vie intuitive e simboliche, a coglierne le voci segrete. Il testo fondativo è il sonetto «Correspondances» di Charles Baudelaire, dove la natura è «un tempio» e insieme «una foresta di simboli» in cui profumi, colori e suoni «si rispondono»: la sinestesia diventa così non un ornamento ma un metodo conoscitivo. Vanno distinti con precisione i termini: «decadentismo» nasce come insulto (i «poeti maledetti» censiti da Verlaine, i «décadents» segno di una civiltà al tramonto) poi rivendicato con orgoglio; il «simbolismo» è la corrente che ne teorizza la poetica analogica e musicale (Verlaine, Rimbaud, Mallarmé); l'«estetismo» ne è la versione esistenziale, che fa della bellezza l'unico valore e della vita un'opera d'arte, come nei suoi due grandi personaggi europei, il Des Esseintes di Huysmans e il Dorian Gray di Wilde.

Ripasso attivo

Spiega in un paragrafo argomentativo (10-12 righe) che cosa si intende per Decadentismo, distinguendo il Simbolismo dall'Estetismo e illustrando con almeno due esempi i procedimenti stilistici (analogia, sinestesia, simbolo) che esprimono la nuova concezione della realtà.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Pascoli: la poetica del fanciullino e il simbolismo#

●●○StandardLPOSA-italiano-quinto-anno-decadentismo

Schema della poetica del fanciullino

La poetica del fanciullinoGrafo, Il fanciullino (saggio, 1897) → Poeta = fanciullo che nomina il mondo, Poeta = fanciullo che nomina il mondo → Poesia = scoperta intuitiva e pura, Poesia = scoperta intuitiva e pura → Simbolismo delle piccole cose, Poesia = scoperta intuitiva e pura → Fonosimbolismo, onomatopea, Poesia = scoperta intuitiva e pura → Analogia, tema del nidoIl fanciullino(saggio, 1897)Poeta = fanciullo chenomina il mondoPoesia = scopertaintuitiva e puraSimbolismo dellepiccole coseFonosimbolismo,onomatopeaAnalogia, temadel nido
Fig. 2Opere: Myricae, Canti di Castelvecchio; testi come X Agosto e Il gelsomino notturno.

Punti chiave

Giovanni Pascoli (1855-1912) è, con d'Annunzio, il maggiore interprete del Decadentismo italiano. La sua vita è segnata da un trauma originario: l'assassinio del padre nel 1867 e la successiva morte di più familiari, che fanno del «nido» familiare distrutto il tema centrale della sua poesia, fra dolore, memoria e bisogno di protezione.
La sua poetica è esposta nel saggio «Il fanciullino» (1897): in ogni uomo vive un «fanciullino» che guarda il mondo con stupore, lo nomina per la prima volta e ne coglie il mistero e le voci segrete. Il poeta è colui che sa dare voce a questo fanciullo interiore: la poesia è dunque scoperta intuitiva e meravigliata della realtà, non ragionamento, e per sua natura è «pura» e disinteressata, capace anche di una funzione consolatrice e moralmente buona.
Il simbolismo pascoliano è intimo e «domestico»: a differenza di quello dannunziano, parte dalle piccole cose (i fiori, gli uccelli, gli oggetti della campagna) per caricarle di significati profondi e allusivi. Centrale è il «fonosimbolismo»: il suono delle parole, le onomatopee, i versi degli uccelli (« chiù », « finii finii », « videvitt ») diventano essi stessi portatori di senso, evocando emozioni prima ancora del significato concettuale.
Le raccolte fondamentali sono «Myricae» (titolo virgiliano che allude alle umili tamerici, cioè ai temi modesti e campestri) e i «Canti di Castelvecchio». Vi appartengono testi celebri come «X Agosto» (l'uccisione del padre rivissuta nel simbolo della rondine uccisa, in una notte di stelle cadenti) e «Il gelsomino notturno» (notte, fiori e mistero della generazione). Lo stile rinnova la metrica tradizionale dall'interno, con frantumazione del verso, pause, analogie e un lessico che mescola termini tecnici, dialettali e onomatopeici.
Esempio svolto

Analisi guidata di «X Agosto» di Pascoli

Nella poesia «X Agosto» Pascoli scrive: « San Lorenzo, io lo so perché tanto / di stelle per l'aria tranquilla / arde e cade, perché sì gran pianto / nel concavo cielo sfavilla ». Più avanti la rondine e l'uomo uccisi tornavano « al loro nido ». Analizza il testo cogliendone il valore simbolico.

  1. 01Comprensione e contesto

    La notte di San Lorenzo (10 agosto), con le stelle cadenti, è anche l'anniversario dell'assassinio del padre del poeta (10 agosto 1867): il dato biografico diventa il cuore del componimento.

  2. 02Individuare il simbolo

    La rondine uccisa mentre torna al nido coi cibi per i suoi piccoli è il simbolo del padre ucciso mentre tornava a casa dalla famiglia: il « nido » spezzato è il grande tema pascoliano del male che distrugge gli affetti.

  3. 03Cogliere l'analogia cosmica

    Le stelle cadenti sono lette come « pianto » del cielo (« sì gran pianto / nel concavo cielo sfavilla »): la natura intera partecipa, per analogia, al dolore umano, secondo la corrispondenza simbolista fra uomo e cosmo.

  4. 04Notare lo stile

    Il lessico semplice e familiare, le pause, la struttura simmetrica fra la rondine e l'uomo, e la chiusa sul « male » che « atroce » colpisce la Terra realizzano un simbolismo intimo e doloroso, lontano dalla retorica enfatica.

Risultato: «X Agosto» trasfigura il trauma autobiografico in simbolo universale: la rondine e l'uomo uccisi presso il « nido » esprimono, attraverso l'analogia col pianto del cielo, la visione pascoliana di un mondo segnato dal male e dal dolore degli affetti spezzati.

Obiettivo Maturità

  • Saper esporre la poetica del «fanciullino» (il poeta come fanciullo che scopre e nomina il mondo) e collegarla al simbolismo pascoliano e alla funzione conoscitiva e consolatrice della poesia.
  • Saper analizzare un testo di Pascoli individuando il fonosimbolismo, le onomatopee, l'analogia e il valore simbolico delle « piccole cose », con riferimento a «Myricae» o ai «Canti di Castelvecchio».

Errori frequenti

  • Ridurre la poetica del «fanciullino» a semplice « poesia per bambini » o ingenuità: si tratta di una sofisticata teoria conoscitiva, per cui solo lo sguardo verginale e stupito coglie il mistero e le corrispondenze del reale.
  • Trascurare il fonosimbolismo nell'analisi di Pascoli, leggendone i testi solo per il « contenuto »: in Pascoli il suono delle parole e le onomatopee SONO parte essenziale del significato simbolico.

Approfondimento

Il fonosimbolismo pascoliano non è imitazione realistica del suono, ma sua trasfigurazione: il verso dell'assiuolo, «chiù», nell'omonima poesia non riproduce solo un rumore ma evoca un'angoscia, quasi «una voce dei morti». Su questo Gianfranco Contini, nel celebre saggio «Il linguaggio di Pascoli», ha mostrato come la lingua del poeta operi su due livelli estremi e opposti: uno «pre-grammaticale», fatto di onomatopee, balbettii, voci infantili, e uno «post-grammaticale», di termini tecnici, scientifici e stranieri — saltando quasi il livello «medio» della lingua comune. Va poi còlta l'ambiguità profonda del tema del «nido»: l'attaccamento morboso alla famiglia distrutta (Pascoli, mai sposato, ricostruì con le sorelle un nido chiuso e protettivo) è anche una regressione, un rifiuto della vita adulta e della sessualità che la critica ha letto in chiave psicanalitica. Esiste infine un altro Pascoli, quello pubblico e nazionalista del discorso «La grande proletaria si è mossa» (1911), a sostegno dell'impresa di Libia: il poeta intimo delle «piccole cose» convive con il «vate» civile, e questa doppiezza va tenuta presente per non ridurre Pascoli a una sola immagine.

Ripasso attivo

Analizza la poetica del «fanciullino» di Pascoli (10-12 righe): spiega chi è il « fanciullino », quale funzione conoscitiva ha la poesia secondo Pascoli e in che modo questa teoria si traduce nello stile (simbolismo delle piccole cose, fonosimbolismo, onomatopea).

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

D'Annunzio: estetismo, superomismo e panismo#

●●○StandardLPOSA-italiano-quinto-anno-decadentismo

Le tre fasi della poetica dannunziana

Le tre fasi della poetica dannunzianaGrafo, Estetismo: Il piacere (1889) → Superomismo: influsso di Nietzsche, Superomismo: influsso di Nietzsche → Panismo: Alcyone (1903), La pioggia nel pinetoEstetismo: Ilpiacere (1889)Superomismo:influsso diNietzschePanismo: Alcyone(1903), Lapioggia nel pin…
Fig. 3La cifra unitaria: la vita come opera d’arte (l’esteta inimitabile).

Punti chiave

Gabriele d'Annunzio (1863-1938) è la grande figura del Decadentismo italiano nella sua versione esteta e «vitalistica». Poeta, romanziere, drammaturgo e protagonista della vita pubblica (fino all'impresa di Fiume del 1919-1920), egli fa della propria stessa esistenza un'opera d'arte, secondo il modello dell'esteta, vivendo «inimitabile» fra lusso, scandali e culto della bellezza.
La prima fase è quella dell'estetismo, espresso nel romanzo «Il piacere» (1889): il protagonista Andrea Sperelli è l'esteta che persegue la bellezza e il piacere come unici valori, ma finisce in una crisi e in un fallimento morale. Il romanzo è anche, lucidamente, la diagnosi della « crisi dell'estetismo », cioè dei limiti di una vita votata soltanto al godimento estetico.
Dalla lettura (parziale e personalissima) del filosofo Friedrich Nietzsche d'Annunzio elabora il superomismo: il «superuomo» è l'individuo eccezionale, l'artista-eroe che si pone al di sopra della morale comune e della massa, e che rivendica per sé un destino di dominio, di azione e di bellezza. È un tema che attraversa i romanzi successivi e si carica di accenti nazionalistici.
L'esito poetico più alto è il panismo delle «Laudi», in particolare di «Alcyone» (1903): «pan» (tutto) indica la fusione totale dell'uomo con la natura, fino a confondersi con essa e a «trasumanare» in elemento naturale. Il capolavoro è «La pioggia nel pineto», dove il poeta e la donna (Ermione) si fondono con il bosco sotto la pioggia, e il suono delle gocce sulle piante diventa una musica verbale fatta di ritmo, allitterazioni e onomatopee. Lo stile dannunziano è ricco, sensuale, musicale, raffinatissimo nel lessico e nella sapienza metrica e fonica del verso libero.
Esempio svolto

Analisi guidata di «La pioggia nel pineto»

In «La pioggia nel pineto» d'Annunzio scrive: « Ascolta. Piove / dalle nuvole sparse. / Piove su le tamerici / salmastre ed arse … » e più avanti il volto di Ermione « par di leggiadra fata » e « il cuore nel petto è come pèsca / intatta ». Analizza il testo cogliendone il panismo e la musicalità.

  1. 01Comprensione

    Il poeta invita la donna (Ermione) a tacere e ad ascoltare il suono della pioggia che cade sul pineto: dal silenzio nasce l'esperienza di immersione totale nella natura.

  2. 02Cogliere il panismo

    Uomo e donna si fondono progressivamente con il bosco: i loro volti, i loro corpi diventano « cosa silvestre », parte della natura stessa. È la « trasumanazione » panica, il dissolversi dell'io nel « tutto » naturale.

  3. 03Analizzare la musicalità

    L'anafora « Piove », le allitterazioni (« tamerici / salmastre »), le onomatopee e il verso libero, dai versi brevi e dal ritmo cangiante, trasformano il suono della pioggia in una musica verbale: la forma imita il fenomeno.

  4. 04Riconoscere lo stile esteta

    Le analogie raffinate (il cuore « come pèsca / intatta »), il lessico ricercato (le « tamerici salmastre ») e la sapienza fonica realizzano il gusto sensuale e prezioso tipico dell'estetismo dannunziano.

Risultato: «La pioggia nel pineto» è il manifesto del panismo dannunziano: attraverso la musica verbale (anafore, allitterazioni, onomatopee, verso libero) il poeta e Ermione si fondono con la natura, in un'estasi sensoriale che è insieme contenuto e forma del testo.

Obiettivo Maturità

  • Saper distinguere e collegare le tre fasi/categorie chiave di d'Annunzio — estetismo («Il piacere»), superomismo (l'influsso di Nietzsche), panismo («Alcyone») — con un'opera di riferimento per ciascuna.
  • Saper analizzare un testo dannunziano (in particolare «La pioggia nel pineto») cogliendone il panismo, la musicalità (allitterazioni, onomatopee, ritmo) e la fusione fra uomo e natura.

Errori frequenti

  • Confondere superuomo dannunziano e «superuomo» filosofico di Nietzsche: d'Annunzio ne dà una versione estetizzante e nazionalistica, lontana dal pensiero originario, da presentare come « ripresa personale », non come fedele traduzione.
  • Leggere «La pioggia nel pineto» solo come « descrizione di un temporale »: il centro è il panismo (la fusione di uomo e natura) e la trasformazione del suono in musica verbale, non il dato naturalistico.

Approfondimento

D'Annunzio va compreso come inventore di una figura nuova: l'artista come personaggio pubblico e mediatico, che estende il «vivere inimitabile» dalla pagina alla vita, fino a fare della propria esistenza — gli amori, i debiti, le imprese, la dimora-museo del Vittoriale — un'unica performance estetica. Il suo «superomismo» è una libera e ideologica rielaborazione di Nietzsche, mediata dalle letture francesi e piegata a fini nazionalistici: nei romanzi come «Le vergini delle rocce» il superuomo-artista è l'eroe aristocratico che disprezza la massa e la democrazia e rivendica un destino di dominio e di bellezza. Questa estetizzazione della politica trova il suo culmine nell'impresa di Fiume (1919-1920), con i suoi rituali, i discorsi dal balcone e le liturgie di massa che anticipano la scenografia del fascismo — anche se il rapporto di d'Annunzio con il regime resterà ambiguo, tra celebrazione e neutralizzazione. Al di là del sospetto ideologico, la critica riconosce oggi la sua grandezza di artefice della lingua: la sapienza fonica e lessicale di «Alcyone» — «La pioggia nel pineto», «La sera fiesolana», «I pastori» — segna una vetta della musicalità poetica italiana, con cui i poeti successivi dovranno comunque fare i conti.

Ripasso attivo

Confronta in un testo argomentativo (12-15 righe) l'estetismo de «Il piacere» e il panismo di «Alcyone», spiegando il passaggio dal culto solitario della bellezza alla fusione con la natura; chiarisci inoltre che cosa si intende per « superomismo » dannunziano.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Il rinnovamento del linguaggio poetico: Pascoli e d'Annunzio a confronto#

●●●ApprofondimentoLPOSA-italiano-quinto-anno-decadentismo

Confronto Pascoli / d'Annunzio

Pascoli e d’Annunzio a confrontoTabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Piano · Pascoli · d’Annunzio; Temi · piccole cose · bellezza, eros; Lessico · umile · raro, prezioso; Suono · fonosimbolismo · amplificazione; Tono · in minore · in maggiorePIANOPASCOLID’ANNUNZIOTemipiccole cosebellezza, erosLessicoumileraro, preziosoSuonofonosimbolismoamplificazioneTonoin minorein maggioreEredità novecentesca: linea antieloquente (Crepuscolari) vsparola musicale (Ermetismo)

Punti chiave

Pur partendo da una sensibilità decadente comune, Pascoli e d'Annunzio realizzano due rinnovamenti opposti e complementari del linguaggio poetico, che insieme aprono la strada alla lirica del Novecento. Confrontarli significa cogliere le due grandi direzioni della poesia italiana di primo Novecento.
Il rinnovamento di Pascoli è « per sottrazione e frantumazione »: egli sceglie i temi umili, il lessico delle piccole cose, e rompe dall'interno la metrica tradizionale con pause, spezzature del verso, sintassi nominale e analogie improvvise. Il suo strumento più originale è il fonosimbolismo, per cui il suono (onomatopee, voci degli uccelli) diventa significato. È una poesia intima, allusiva, « in minore ».
Il rinnovamento di d'Annunzio è invece « per amplificazione e musicalità »: egli arricchisce il lessico con termini rari, preziosi e sensuali, sviluppa il verso libero e una sapienza fonica strabordante (allitterazioni, anafore, ritmi avvolgenti), e fa della parola uno strumento di seduzione e di estasi. È una poesia ampia, sontuosa, « in maggiore ».
Entrambi superano la poesia tradizionale ottocentesca e fondano un linguaggio poetico nuovo: la centralità del suono e dell'analogia, la liberazione dalle forme metriche chiuse, la concezione della parola come evocazione e non semplice descrizione. Da Pascoli deriverà soprattutto la linea « antieloquente » e quotidiana (i Crepuscolari, in parte Montale); da d'Annunzio la ricerca della parola assoluta e musicale (in parte Ungaretti e l'Ermetismo). Questo argomento è pienamente «in esame di Stato»: è frequente come traccia di analisi del testo (Tipologia A) o come materiale per il testo argomentativo (Tipologia B).
Esempio svolto

Costruire un paragrafo di confronto (Tipologia B)

Redigi un paragrafo argomentativo che confronti il modo in cui Pascoli e d'Annunzio usano il SUONO della parola, sostenendo una tesi sul loro diverso contributo al rinnovamento poetico.

  1. 01Formulare la tesi

    Tesi: Pascoli e d'Annunzio fondano entrambi una poesia del suono, ma in due direzioni opposte — la frantumazione fonosimbolica delle piccole cose (Pascoli) e l'amplificazione musicale del verso libero (d'Annunzio).

  2. 02Primo argomento (Pascoli)

    In Pascoli il suono si fa significato attraverso onomatopee e voci della natura (il « chiù » dell'assiuolo): un suono « umile » che spezza il verso e crea allusioni, in una poesia intima e in minore.

  3. 03Secondo argomento (d'Annunzio)

    In d'Annunzio il suono diventa musica avvolgente: in «La pioggia nel pineto» anafore (« Piove »), allitterazioni e verso libero trasformano la parola in melodia sensuale, in una poesia sontuosa e in maggiore.

  4. 04Conclusione

    Le due strade — sottrazione e amplificazione — superano insieme la poesia ottocentesca e generano le due grandi linee del Novecento, quella antieloquente e quella della parola musicale.

Risultato: Un paragrafo coeso che, con tesi esplicita e due argomenti testuali contrapposti (fonosimbolismo pascoliano vs musicalità dannunziana), dimostra come entrambi i poeti rinnovino il linguaggio poetico per vie complementari, anticipando la lirica novecentesca.

Obiettivo Maturità

  • Saper costruire un confronto strutturato fra Pascoli e d'Annunzio su almeno tre piani: temi, lessico/stile, metrica e musicalità, indicando per ciascuno la differenza precisa.
  • Saper spiegare in che senso entrambi rinnovano il linguaggio poetico e anticipano la lirica del Novecento (la linea pascoliana « antieloquente » e quella dannunziana « musicale »).

Errori frequenti

  • Presentare Pascoli e d'Annunzio come semplici « opposti » senza riconoscere il fondamento decadente comune (simbolismo, musicalità, parola come evocazione): la differenza è di direzione, non di natura.
  • Confondere i tratti stilistici: il fonosimbolismo delle « piccole cose » è soprattutto pascoliano; il lessico prezioso e l'amplificazione sontuosa del verso sono soprattutto dannunziani.

Approfondimento

Il confronto Pascoli/d'Annunzio si chiarisce meglio guardando alla loro eredità, che non è una semplice continuazione ma anche una reazione. Dalla linea pascoliana — antieloquente, dimessa, attenta alle «piccole cose» — discende in modo diretto la poesia crepuscolare, che di Pascoli accentua il tono minore e vi aggiunge l'ironia: Guido Gozzano, nella «Signorina Felicita», smonta con autoironia la posa estetizzante e le «buone cose di pessimo gusto», in aperta polemica con la magniloquenza dannunziana. La linea di d'Annunzio, quella della parola sontuosa e musicale, è invece un modello ingombrante da cui i moderni cercano di liberarsi: Eugenio Montale parlerà della necessità di «attraversare» d'Annunzio per uscirne, cioè di assorbirne la lezione tecnica per poi congedarsene, riducendo l'eloquenza all'osso. Anche la «parola» essenziale di Ungaretti è insieme erede e antitesi del sperimentalismo dannunziano. Il primo Novecento nasce dunque da questa doppia matrice, tenendo presente che la grande poesia successiva si costruisce tanto sull'esempio quanto sul rifiuto di questi due maestri: il rinnovamento decadente del linguaggio è la premessa comune, l'antieloquenza e la ricerca della parola pura sono le due risposte novecentesche.

Ripasso attivo

Scrivi un testo argomentativo (15-18 righe, in stile Tipologia B) che confronti il rinnovamento del linguaggio poetico in Pascoli e in d'Annunzio: organizza il discorso intorno a tre piani (temi; lessico e stile; metrica e musicalità), sostieni una tesi sul loro diverso ma complementare contributo e concludi indicando le linee del Novecento che ne derivano.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Il Decadentismo: Simbolismo ed Estetismo◐
    • 02Pascoli: la poetica del fanciullino e il simbolismo◐
    • 03D'Annunzio: estetismo, superomismo e panismo◐
    • 04Il rinnovamento del linguaggio poetico: Pascoli e d'Annunzio a confronto●

0/4 Letti

Dagli appunti all'allenamento

Il Decadentismo: Pascoli e d'Annunzio

Consolida questo argomento con domande dalla banca dati.

~20
min
3
Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

Argomento precedente

Naturalismo, Verismo e Giovanni Verga

Argomento successivo

Il romanzo del Novecento: Svevo e Pirandello

EuraStudy·Appunti T·11·MMXXVI

Continua con l'argomento successivo: il percorso viene conservato.