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Traduzione e versione dal greco

La traduzione dal greco è l'attività cardine del triennio del Liceo Classico: non un trasferimento meccanico di parole, ma un percorso di comprensione, analisi morfosintattica e ricodificazione di un testo d'autore in un italiano corretto e coerente. Questo appunto ricostruisce il metodo della versione passo per passo — dalla lettura d'insieme alla resa finale — e lo lega alla seconda prova dell'Esame di Stato, di cui ripercorre struttura e indicatori della griglia di valutazione ministeriale. Imparare a tradurre significa imparare a leggere un autore: ogni scelta lessicale e sintattica è insieme un atto interpretativo e una prova di metodo.

4 sezioni·~22 min di lettura·4 competenze·Livello Standard 2 · Approfondimento 2·Verificato · 07/2026

T·0444 / 14
Profilo d’esame
Comprendere e tradurre testi greci d'autore riconoscendone le strutture linguistiche e cogliendone il significatoPraticare la traduzione come strumento di conoscenza di un'opera e di un autore e come esercizio di confronto tra strutture linguisticheArgomentare le scelte traduttive e interpretare il testo nel suo contesto storico-letterarioUtilizzare con sicurezza il vocabolario della lingua greca a partire dall'analisi morfologica delle forme
Operatori:traducianalizzainterpretacommentaspiegagiustificaconfrontaindividua

livello base

A tutti gli studenti del triennio è richiesta la comprensione e la traduzione in italiano corretto di un brano di prosa d'autore, fondata su una sicura analisi morfosintattica e sull'uso consapevole del vocabolario.

livello avanzato

Nel Liceo Classico la traduzione si accompagna alla comprensione, all'analisi e all'interpretazione del testo (anche tramite risposte a quesiti), con attenzione al registro, alle figure di stile e al contesto storico-letterario dell'autore.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Traduzione e versione dal greco
    • 01Il metodo di analisi e di traduzione◐
    • 02La comprensione del testo: globale e puntuale◐
    • 03La resa nella lingua d'arrivo: lessico e registro●
    • 04Comprensione, analisi e interpretazione: la seconda prova●
§ 01

Il metodo di analisi e di traduzione#

●●○StandardLPOSA-greco-lingua-traduzioneLPMetodo della traduzione: lettura d'insieme, analisi delle reggenti, ricostruzione dei rapporti sintattici

Punti chiave

Tradurre dal greco è un procedimento ordinato e ricorsivo, non una decifrazione parola per parola: il punto di partenza è sempre il testo nel suo insieme, non il primo vocabolo a sinistra. Il metodo corretto procede dall'intero alle parti e poi torna all'intero, perché solo la struttura del periodo assegna a ciascuna forma il suo valore preciso.
Il primo passo è la lettura d'insieme: si legge l'intero brano (o almeno il periodo) per coglierne l'argomento, l'autore, il genere e il tono, sfruttando il titolo, l'eventuale «cappello» introduttivo e le parole note. Questa visione globale crea l'orizzonte di senso entro cui ogni scelta successiva diventa controllabile: una stessa forma può infatti significare cose diverse a seconda del contesto.
Il secondo passo è l'individuazione della struttura sintattica. Si segmenta il periodo in proposizioni a partire dalla punteggiatura e dai connettivi (μέν … δέ, καί, γάρ, ἀλλά, ὅτι, ἵνα, ὥστε), si riconosce la reggente (di norma quella con il verbo di modo finito non introdotto da congiunzione subordinante) e si dispongono attorno ad essa le subordinate, distinguendo coordinazione e subordinazione. Trovare il verbo della reggente e il suo soggetto è la chiave di volta dell'intero periodo.
Il terzo passo è l'analisi morfologica e la consultazione del vocabolario: per ogni parola si determina forma e funzione (caso, numero, genere; tempo, modo, diatesi, persona), si individua il lemma corretto e si sceglie il significato pertinente al contesto, non il primo dell'elenco. Solo allora si passa alla ricodificazione in italiano, ossia alla resa in una lingua d'arrivo corretta e coerente, e infine alla revisione, che verifica la tenuta logica e grammaticale del risultato. Si veda lo schema di flusso in Fig. 1.

Il processo di traduzione in cinque fasi

Il processo di traduzioneGrafo, 1. Lettura d'insieme → 2. Struttura sintattica, 2. Struttura sintattica → 3. Analisi e lessico, 3. Analisi e lessico → 4. Ricodificazione, 4. Ricodificazione → 5. Revisione, 5. Revisione → 1. Lettura d'insieme1. Letturad'insieme2. Strutturasintattica3. Analisi elessico4.Ricodificazione5. Revisionerilettura
Fig. 1Il metodo è ricorsivo: la revisione rimanda alla lettura d'insieme e ogni scelta locale va ricontrollata sul senso globale.
Il vocabolario è uno strumento, non un oracolo: va interrogato a partire dall'analisi (per risalire al lemma di un verbo si parte spesso dal tema o dal paradigma) e va letto per intero alla voce, perché reggenze, costrutti e accezioni d'autore stanno nelle sottovoci. (ripasso) La conoscenza di morfologia e sintassi resta il presupposto: senza di essa la ricerca a lemma è cieca.
Esempio svolto

Smontare un periodo prima di tradurre

Analizza la struttura del periodo e traducilo: «οἱ στρατιῶται, ἐπεὶ τὸν ποταμὸν διέβησαν, ἔμειναν ἐν τῷ πεδίῳ ἵνα ἀναπαύσαιντο.»

  1. 01Lettura d'insieme

    Il brano riguarda dei soldati che, dopo aver attraversato un fiume, si fermano in pianura: il contesto è narrativo-militare (lessico tipico della storiografia).

  2. 02Individuare la reggente

    Il verbo di modo finito non subordinato è ἔμειναν (aoristo indicativo, «rimasero»), il cui soggetto è οἱ στρατιῶται. Questa è la proposizione principale.

  3. 03Classificare le subordinate

    ἐπεὶ … διέβησαν è una temporale (ἐπεί + indicativo, anteriorità: «dopo che ebbero attraversato»); ἵνα ἀναπαύσαιντο è una finale con ottativo (ἵνα + ottativo dopo tempo storico: «per riposarsi»).

  4. 04Analisi e lessico

    τὸν ποταμόν è accusativo oggetto di διέβησαν; ἐν τῷ πεδίῳ è complemento di stato in luogo. L'ottativo ἀναπαύσαιντο è obliquo, retto dal tempo storico della reggente.

  5. 05Ricodificazione e revisione

    Si rende la temporale prima della reggente, secondo l'ordine logico italiano; si controlla l'accordo soggetto-verbo e la consecutio.

Risultato: «I soldati, dopo aver attraversato il fiume, rimasero nella pianura per riposarsi.»

Obiettivo Maturità

  • Nella seconda prova la comprensione del testo nel suo insieme pesa quanto l'esattezza puntuale: una traduzione che «azzecca» le parole ma travisa la struttura sintattica perde i punti dell'indicatore relativo alla comprensione del significato.
  • Il tempo va gestito per fasi: dedicare i primi minuti alla lettura d'insieme e alla mappatura delle reggenti previene gli errori a catena: chi traduce «di slancio», parola per parola, accumula contresensi difficili da recuperare.

Errori frequenti

  • Cominciare a tradurre dalla prima parola senza aver letto l'intero periodo, fissando un significato sbagliato che poi condiziona tutto il resto.
  • Confondere la reggente con una subordinata (per esempio scambiare un participio congiunto o un infinito per il verbo principale), con il risultato di sciogliere male l'intera gerarchia del periodo.

Approfondimento

Il metodo diventa efficace quando si trasforma in una sequenza di gesti concreti e sempre uguali. Dopo la lettura d'insieme, il traduttore esperto non parte dalla prima parola ma «caccia» gli elementi portanti nell'ordine della loro affidabilità: prima i verbi di modo finito (che rivelano quante proposizioni ci sono e quale sia la reggente), poi i soggetti al nominativo concordati con essi, poi i connettivi e le particelle che segnano i confini fra le proposizioni («μέν … δέ, ὅτι, ἵνα, ὥστε, ἐπεί»), infine i participi e gli infiniti che segnalano la subordinazione implicita. Solo allora si scende all'analisi delle singole forme, con una regola d'oro: mai fidarsi della forma isolata quando è ambigua (un «-ων» può essere genitivo plurale di un nome o participio presente; un «τῆς» genitivo singolare femminile di articolo o di relativo), ma lasciare che la concordanza e la reggenza decidano. La consultazione del vocabolario va condotta con la stessa disciplina: per un verbo si risale al lemma del presente attraverso il tema o il paradigma (un aoristo come «ἔλαβον» si cerca sotto «λαμβάνω», non sotto una radice «λαβ-»), e si legge l'intera voce, perché reggenze, costrutti e accezioni d'autore stanno nelle sottovoci, non nel primo traducente. Vanno inoltre riconosciute le trappole lessicali: i falsi amici («στρατηγός» non è lo «stratega» moderno ma il «comandante»; «δῆμος» è il «popolo» ma anche il «distretto») e le parole a fortissima polisemia («λόγος, ἀρχή, νόμος»), da rendere secondo il campo semantico del brano. Il procedimento è ricorsivo: ogni scelta locale va ricontrollata sul senso globale, e ogni dubbio sul senso globale rimanda a una forma da rileggere.

Ripasso attivo

Dato un periodo greco articolato (una reggente con due subordinate), applica il metodo in quattro fasi: (1) parafrasa in una frase l'argomento del periodo; (2) individua e trascrivi la reggente con soggetto e verbo; (3) classifica le due subordinate indicandone il tipo e il nesso; (4) proponi la traduzione e annota una scelta lessicale che hai dovuto motivare con il contesto.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: DPR 89/2010 — Regolamento di riordino dei licei (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

La comprensione del testo: globale e puntuale#

●●○StandardLPOSA-greco-lingua-traduzioneLPComprensione globale e puntuale di un testo greco d'autore (prosa e, ove previsto, poesia)

Punti chiave

La comprensione di un testo greco opera su due livelli complementari: la comprensione globale, che coglie il senso d'insieme, l'argomento e l'intenzione comunicativa, e la comprensione puntuale, che ricostruisce con precisione ogni nesso morfosintattico. L'una non sostituisce l'altra: una traduzione è buona solo quando il dettaglio è esatto e nello stesso tempo coerente con il significato complessivo.
La comprensione globale si costruisce raccogliendo gli indizi del paratesto e del testo: l'autore e l'opera indicati nel «cappello», i nomi propri, i termini ricorrenti, i connettivi che segnalano l'andamento del ragionamento (causa, opposizione, conseguenza). Riconoscere il genere — narrazione storiografica, argomentazione oratoria o filosofica — orienta le attese sintattiche e lessicali e riduce drasticamente le ambiguità.
La comprensione puntuale richiede di sciogliere i tratti tipici della sintassi greca: la concordanza, la reggenza dei casi, il valore aspettuale dei temi verbali (durativo del presente, momentaneo dell'aoristo, di stato risultante del perfetto), le costruzioni del participio (attributivo, sostantivato, predicativo, congiunto, genitivo assoluto) e dell'infinito (soggettivo, oggettivo, proposizione infinitiva). (ripasso) Sono le strutture studiate nella sintassi dei casi e del verbo, qui messe al servizio della lettura.
I due livelli si controllano a vicenda: se l'analisi puntuale produce un risultato che contraddice il senso globale, è quasi sempre l'analisi a contenere un errore da rivedere (un soggetto attribuito male, un caso letto come oggetto invece che come complemento, un participio sciolto con il valore sbagliato). La coerenza tra micro e macro è il miglior test di correttezza, come illustra la mappa in Fig. 2.

Comprensione globale e puntuale: due livelli in dialogo

Globale e puntualeGrafo, Comprensione globale → Comprensione puntuale, Comprensione globale → Traduzione coerente, Comprensione puntuale → Traduzione coerenteComprensioneglobaleComprensionepuntualeTraduzionecoerentecontrolloreciproco
Fig. 2Il senso d'insieme (argomento, genere, tono) e il dettaglio esatto (casi, reggenze, aspetto, participio, infinito) si controllano a vicenda e convergono nella traduzione coerente.
Nel Liceo Classico la comprensione è anche oggetto esplicito di valutazione attraverso i quesiti che accompagnano il testo nella seconda prova: domande di comprensione, di analisi linguistica e di interpretazione/contestualizzazione, a cui si risponde con frasi complete e ancorate al testo (citando, ove richiesto, le forme greche).
Esempio svolto

Far parlare il senso globale per sciogliere un'ambiguità

Comprendi e traduci, motivando lo scioglimento del participio: «ὁ Κῦρος, ἀκούσας ταῦτα, τοὺς στρατιώτας ἐκέλευσε προϊέναι.»

  1. 01Comprensione globale

    Il soggetto è Ciro, capo che dà un ordine ai soldati dopo aver ascoltato qualcosa: contesto narrativo, rapporto di causa-tempo tra l'ascolto e l'ordine.

  2. 02Analisi puntuale

    ὁ Κῦρος soggetto; ἀκούσας è participio aoristo attivo nominativo maschile singolare, concorda con Κῦρος: è un participio congiunto. ταῦτα è accusativo oggetto del participio.

  3. 03Scioglimento del participio

    Il participio congiunto al soggetto, con valore temporale-causale e anteriorità (aoristo), si rende con «dopo aver ascoltato» o «avendo ascoltato»; la coerenza con il senso globale conferma il valore temporale.

  4. 04La reggente

    ἐκέλευσε (aoristo indicativo, «ordinò») regge l'accusativo τοὺς στρατιώτας (la persona cui si ordina) e l'infinito προϊέναι («di avanzare»): costruzione di κελεύω con accusativo + infinito.

Risultato: «Ciro, dopo aver ascoltato queste cose, ordinò ai soldati di avanzare.»

Obiettivo Maturità

  • I quesiti della seconda prova vanno affrontati con risposte puntuali e fondate sul testo: si cita o si parafrasa il passo pertinente e si motiva, evitando risposte generiche o «di contorno» che non dimostrano l'avvenuta comprensione.
  • La parte di brano fornita già tradotta (quando presente) non è un riempitivo: serve a costruire la comprensione globale del passo da tradurre. Vale la pena leggerla con attenzione prima di iniziare.

Errori frequenti

  • Tradurre correttamente le singole frasi senza accorgersi che il risultato complessivo è incoerente (per esempio un periodo che cambia soggetto in modo illogico), segno che la comprensione globale non è stata verificata.
  • Rispondere ai quesiti di comprensione con considerazioni vaghe o nozionistiche, senza ancorarle a punti precisi del testo greco e italiano.

Approfondimento

La dialettica fra comprensione globale e puntuale è, in teoria della traduzione, una forma del «circolo ermeneutico»: si comprende il tutto a partire dalle parti e le parti alla luce del tutto, in un movimento che si affina per approssimazioni successive. In pratica, la comprensione globale non è un'impressione vaga ma un'ipotesi di lavoro costruita su indizi verificabili: il «cappello» introduttivo (autore, opera, situazione) fissa il genere e quindi le attese; i nomi propri ancorano il brano a un contesto storico o mitico; i connettivi disegnano l'andamento del ragionamento (una fitta rete di «γάρ» e «οὖν» segnala argomentazione, un susseguirsi di aoristi narrativi segnala racconto). Ogni genere porta con sé una «grammatica delle attese»: la prosa storiografica predilige il genitivo assoluto e l'oratio obliqua, quella oratoria le interrogative retoriche e i periodi ipotetici, quella filosofica le definizioni e le completive dichiarative. Riconoscere il genere prima di tradurre riduce drasticamente le ambiguità, perché orienta la scelta fra letture morfosintattiche concorrenti. Il controllo incrociato fra i due livelli è il vero antidoto all'errore: quando l'analisi puntuale produce un risultato che urta contro il senso d'insieme — un soggetto improbabile, un'azione incoerente con la situazione, un nesso logico assurdo — l'errore sta quasi sempre nell'analisi, non nel testo. Nel Liceo Classico questa comprensione è oggetto esplicito di valutazione: i quesiti che accompagnano il brano chiedono di dimostrarla con risposte ancorate al testo, citando, ove richiesto, le forme greche a sostegno.

Ripasso attivo

Leggi un brano greco con il suo «cappello» introduttivo. Prima di tradurre, scrivi in due righe la comprensione globale (chi fa che cosa, dove, con quale intenzione). Dopo la traduzione, verifica se il senso globale che avevi previsto regge: se no, individua il punto dell'analisi puntuale da correggere e spiega la revisione.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: DPR 89/2010 — Regolamento di riordino dei licei (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

La resa nella lingua d'arrivo: lessico e registro#

●●●ApprofondimentoLPOSA-greco-lingua-traduzioneLPRicodificazione nella lingua d'arrivo nel rispetto del registro, del lessico e della coerenza testuale

Punti chiave

Tradurre è ricodificare: trasferire il contenuto del testo greco in un italiano corretto, scorrevole e fedele, che rispetti insieme il senso, il registro e la coerenza testuale. La fedeltà non coincide con la traduzione «parola per parola»: una resa troppo aderente al greco produce calchi pesanti e talvolta scorretti, mentre una resa troppo libera tradisce il testo. L'equilibrio tra aderenza e naturalezza è il cuore del problema traduttivo.
La resa del lessico esige di scegliere, tra i significati di un termine, quello pertinente al contesto e al campo semantico dell'autore: la stessa parola può richiedere traducenti diversi in un testo storiografico o in uno filosofico. Le parole-chiave concettuali (per esempio λόγος, ἀρετή, δίκη) vanno rese con consapevolezza, scegliendo il traducente italiano più adatto e, se necessario, mantenendo coerenza nel corso del brano.
Il registro va riconosciuto e riprodotto: la solennità di un discorso, l'asciuttezza di una cronaca, il tono colloquiale di un dialogo. Anche le figure di stile (anafore, antitesi, climax, metafore) e l'ordine delle parole — più libero in greco — vanno resi con gli strumenti dell'italiano, sciogliendo gli iperbati e ricostruendo l'ordine logico senza appiattire l'effetto stilistico.
Sul piano strutturale, la ricodificazione comporta trasformazioni regolari tra le due lingue: il participio congiunto e il genitivo assoluto diventano spesso proposizioni esplicite (temporali, causali, concessive) o gerundi; la proposizione infinitiva diventa una completiva con «che»; molte forme medie e l'articolo sostantivante richiedono perifrasi italiane. (ripasso) È la sintassi del periodo applicata alla resa, sintetizzata nello schema di confronto in Fig. 3.

Costruzioni greche e loro resa tipica in italiano

Costruzioni greche → resaTabella con 2 colonne e 4 righe, Dati: Costruzione greca · Resa italiana; genitivo assoluto · subordinata; participio congiunto · gerundio / subord.; prop. infinitiva · completiva «che»; articolo sostantivante · perifrasi / relativaCOSTRUZIONE GRECARESA ITALIANAGENITIVO ASSOLUTOsubordinataPARTICIPIOCONGIUNTOgerundio / subord.PROP. INFINITIVAcompletiva «che»ARTICOLOSOSTANTIVANTEperifrasi / relativa
Fig. 3Esempi di resa: participio congiunto «avendo fatto / mentre…»; infinitiva «dico che… / so che…»; articolo sostantivante «colui che… / il fatto di…».
La coerenza testuale chiude il lavoro: i tempi verbali italiani devono rispettare la consecutio, i pronomi devono avere referenti chiari, i connettivi devono rendere i nessi logici del greco (μέν … δέ → «da un lato … dall'altro»; γάρ → «infatti»; οὖν → «dunque»). La revisione finale legge la traduzione come testo italiano autonomo: se «suona» falso o oscuro, quasi sempre nasconde un errore di comprensione.
Esempio svolto

Dalla resa di servizio alla resa d'arrivo

Traduci sciogliendo il genitivo assoluto in italiano scorrevole: «τῶν πολεμίων προσιόντων, οἱ πολῖται τὰς πύλας ἔκλεισαν.»

  1. 01Analisi della struttura

    τῶν πολεμίων προσιόντων è un genitivo assoluto: προσιόντων è participio presente di πρόσειμι al genitivo plurale, concordato con τῶν πολεμίων. La reggente è οἱ πολῖται ... ἔκλεισαν.

  2. 02Resa di servizio

    Aderente al greco: «I nemici avvicinandosi, i cittadini chiusero le porte». È corretta ma calcata sulla costruzione greca e poco naturale in italiano.

  3. 03Scioglimento del genitivo assoluto

    Il participio presente esprime contemporaneità; il valore è temporale (o causale). Si scioglie in una temporale esplicita: «mentre i nemici si avvicinavano» (o causale: «poiché i nemici si avvicinavano»).

  4. 04Resa d'arrivo e revisione

    Si controlla la consecutio (imperfetto durativo nella temporale, passato remoto nella reggente) e la naturalezza del periodo italiano.

Risultato: «Mentre i nemici si avvicinavano, i cittadini chiusero le porte.»

Obiettivo Maturità

  • La griglia ministeriale valuta esplicitamente la «correttezza e proprietà della lingua italiana» e la «pertinenza ed efficacia della resa»: una traduzione fedele ma in italiano sgrammaticato o sciatto perde punti. Curare la lingua d'arrivo è parte integrante della prova, non un dettaglio.
  • Sciogliere correttamente participi, genitivi assoluti e infinitive in proposizioni italiane esplicite è uno dei tratti più premiati: dimostra che lo studente ha compreso la struttura, non solo riconosciuto le parole.

Errori frequenti

  • Produrre un «greco in lettere italiane»: calchi sintattici (participi non sciolti, ordine delle parole greco mantenuto pari pari) che rendono la traduzione innaturale e talvolta incomprensibile.
  • Scegliere il primo significato del vocabolario senza adattarlo al contesto, ottenendo traducenti incongrui (per esempio rendere sempre λόγος con «parola» anche dove vale «discorso», «ragione» o «racconto»).

Approfondimento

La ricodificazione in italiano si regge su un principio: fedeltà al senso, non alle parole. Ciò comporta una serie di trasposizioni regolari fra le due lingue, che conviene automatizzare. Le costruzioni participiali greche — participio congiunto e genitivo assoluto — di norma non si rendono con un participio italiano, ma si sciolgono in proposizioni esplicite (temporali, causali, concessive, ipotetiche) o in gerundi, secondo il valore riconosciuto; la proposizione infinitiva diventa una completiva con «che» e il verbo di modo finito; l'infinito sostantivato e l'articolo con valore sostantivante richiedono perifrasi («τὸ ἀδικεῖν», il commettere ingiustizia; «οἱ τότε», gli uomini di allora). Un problema stilistico centrale è l'iperbato: il greco separa spesso l'articolo o l'aggettivo dal suo nome, o incastona intere proposizioni fra i due, e l'italiano deve ricostruire l'ordine logico senza perdere l'effetto di rilievo. Le particelle vanno rese, non soppresse: «μέν … δέ» con «da un lato … dall'altro» o una semplice contrapposizione, «γάρ» con «infatti», «οὖν» con «dunque», «καίτοι» con «eppure». Le parole-chiave concettuali («λόγος, ἀρετή, δίκη, ὕβρις, νόμος») esigono un traducente meditato e coerente lungo tutto il brano, perché su di esse poggia il pensiero dell'autore. È qui che si distingue la resa «di servizio», provvisoria e aderente, utile a fissare la struttura, dalla resa «d'arrivo», in italiano scorrevole e stilisticamente sorvegliato: la prima è un ponteggio, la seconda l'edificio. La revisione finale legge la traduzione come testo italiano autonomo: se «suona» falsa od oscura, quasi sempre nasconde un errore di comprensione a monte.

Ripasso attivo

Riprendi un periodo greco con un genitivo assoluto e un participio congiunto. Fornisci due rese: una prima «di servizio», molto aderente, e una seconda «d'arrivo», in italiano scorrevole, in cui sciogli le costruzioni participiali in proposizioni esplicite e adegui il registro. Commenta in tre righe le scelte che distinguono le due versioni.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: DPR 89/2010 — Regolamento di riordino dei licei (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Comprensione, analisi e interpretazione: la seconda prova#

●●●ApprofondimentoLPOSA-greco-lingua-traduzioneLPComprensione, analisi e interpretazione del testo a partire dalla traduzione (anche con risposte a quesiti)LPIndicatori della griglia di valutazione MIM della seconda prova

Punti chiave

La traduzione non si esaurisce nella resa: nel Liceo Classico essa apre alla comprensione, all'analisi e all'interpretazione del testo. La seconda prova dell'Esame di Stato chiede infatti, accanto alla traduzione di un brano d'autore, di rispondere a quesiti di comprensione, di analisi linguistica e stilistica e di interpretazione/contestualizzazione, talvolta a partire da un confronto con un testo dato in traduzione.
La struttura tipica della seconda prova prevede dunque due parti: la traduzione vera e propria (eventualmente con un brano introduttivo già tradotto a fare da contesto) e una serie di quesiti. La seconda prova è valutata in ventesimi (max 20 punti), secondo la griglia ministeriale; il voto complessivo dell'Esame di Stato è invece espresso in centesimi (max 100 punti), risultato della somma di credito scolastico, prove scritte e colloquio. Le prove scritte e il colloquio concorrono al punteggio finale secondo i quadri di riferimento e le griglie ministeriali.
La correzione della seconda prova si fonda su una griglia di valutazione articolata in indicatori: la comprensione del significato globale e puntuale del testo; l'individuazione delle strutture morfosintattiche; la comprensione del lessico specifico; la ricodificazione e la resa nella lingua d'arrivo; la pertinenza delle risposte alle domande dell'apposita guida alla comprensione e interpretazione. A ciascun indicatore è associato un punteggio, come schematizzato in Fig. 4.

Gli indicatori della griglia di valutazione della seconda prova

Gli indicatori della grigliaGrafo, 1 Comprensione → Punteggio (max 20), 2 Morfosintassi → Punteggio (max 20), 3 Lessico → Punteggio (max 20), 4 Ricodificazione → Punteggio (max 20), 5 Pertinenza → Punteggio (max 20)1 Comprensione2 Morfosintassi3 Lessico4Ricodificazione5 PertinenzaPunteggio (max20)
Fig. 4Gli indicatori della griglia ministeriale: comprensione del significato (globale e puntuale), individuazione delle strutture morfosintattiche, comprensione del lessico specifico, ricodificazione e resa nella lingua d'arrivo, pertinenza delle risposte ai quesiti.
Rispondere bene ai quesiti richiede metodo: la domanda va letta per intero, individuando il compito (comprendere, analizzare, interpretare, confrontare); la risposta deve essere pertinente, completa e ancorata al testo, con citazioni o rimandi precisi alle forme greche quando richiesto; l'interpretazione va contestualizzata, collegando il passo all'autore, all'opera e al quadro storico-letterario, senza divagazioni.
L'interpretazione matura tiene insieme lingua e cultura: cogliere perché l'autore usa un certo costrutto, un certo lessico o una certa figura significa leggere il testo come documento di un'opera e di un'epoca. È il traguardo più alto dell'OSA: argomentare le proprie scelte traduttive e interpretare il testo nel suo contesto, trasformando la versione in un autentico atto di conoscenza.
Esempio svolto

Rispondere a un quesito di interpretazione

Dopo aver tradotto un brano storiografico in cui l'autore introduce un discorso diretto con la formula «disse pressappoco queste cose», rispondi al quesito: «Quale funzione ha, nella storiografia greca, l'inserimento dei discorsi e come la segnala l'autore in questo passo?»

  1. 01Capire il compito

    Il quesito è interpretativo-contestuale: chiede la funzione di un tratto del genere (i discorsi nella storiografia) e la sua spia testuale nel passo dato.

  2. 02Enunciare la risposta

    Nella storiografia greca i discorsi non sono verbali stenografici ma ricostruzioni d'autore: servono a mettere in luce le motivazioni dei personaggi, i nodi politici e morali e a esporre tesi storiografiche.

  3. 03Ancorare al testo

    Si cita la formula introduttiva del passo («disse pressappoco queste cose»), che segnala esplicitamente la natura non letterale del discorso e il suo carattere di ricostruzione verosimile.

  4. 04Contestualizzare

    Si collega il dato all'autore e alla pratica del genere (il discorso come luogo teorico della storiografia), restando aderenti al passo e senza divagare.

Risultato: Una risposta pertinente, ancorata alla formula introduttiva del testo e contestualizzata al genere storiografico: i discorsi sono ricostruzioni d'autore con funzione esplicativa e interpretativa, segnalate qui dall'avverbio di approssimazione che ne dichiara la natura verosimile e non letterale.

Obiettivo Maturità

  • Conosci la struttura della seconda prova (traduzione + quesiti) e la presenza di indicatori distinti nella griglia: distribuisci tempo ed energie sapendo che anche le risposte ai quesiti pesano sulla valutazione, non solo la traduzione.
  • Le risposte ai quesiti vanno costruite come brevi testi argomentati e pertinenti: rispondere alla domanda posta, citare il testo, contestualizzare. Una risposta corretta ma fuori tema, o una giusta ma non motivata, non ottiene il punteggio pieno.

Errori frequenti

  • Concentrare tutto sull'esattezza della traduzione e trascurare i quesiti (o rispondere in fretta e in modo generico), perdendo i punti degli indicatori dedicati alla comprensione e all'interpretazione.
  • Interpretare «a ruota libera» con considerazioni personali non sostenute dal testo, invece di ancorare l'analisi alle forme linguistiche e al contesto storico-letterario dell'autore.

Approfondimento

Il quadro di riferimento ministeriale per le lingue classiche configura la seconda prova come un compito articolato, non come una semplice versione. La prova propone un testo d'autore da tradurre, spesso corredato da una breve introduzione e da una porzione di contesto (pre-testo e post-testo) fornita già in traduzione, così da collocare il brano nel suo intorno argomentativo o narrativo; a questa parte di traduzione si affianca una seconda parte di tre quesiti, distinti per funzione: uno di comprensione e interpretazione complessiva, uno di analisi linguistica e stilistica (strutture morfosintattiche, lessico, figure), uno di approfondimento e riflessione personale, che può richiedere il confronto con un testo dato in traduzione. La valutazione segue una griglia in ventesimi articolata in indicatori — comprensione globale e puntuale, individuazione delle strutture morfosintattiche, comprensione del lessico specifico, ricodificazione e resa nella lingua d'arrivo, pertinenza e correttezza delle risposte ai quesiti — a ciascuno dei quali è associato un punteggio. Ne discende la strategia d'esame: distribuire il tempo fra traduzione e quesiti, usare il pre-testo e il post-testo come guida al senso globale del brano da tradurre, rispondere in modo pertinente, completo e ancorato al testo (citando le forme greche quando richiesto), e nell'ultimo quesito contestualizzare senza divagare, collegando il passo all'autore, all'opera e al quadro storico-letterario. Il traguardo più alto, che la griglia premia, è argomentare le proprie scelte traduttive e leggere il testo come documento di un'epoca: è a questo livello che la versione diventa un autentico atto di conoscenza, e non un esercizio meccanico.

Ripasso attivo

Dato un brano di prosa con tre quesiti (uno di comprensione, uno di analisi linguistica, uno di interpretazione/contestualizzazione), traduci il brano e poi rispondi ai quesiti redigendo per ciascuno un paragrafo: enuncia la risposta, cita o richiama il punto del testo che la sostiene e, per il terzo, collega il passo all'autore e al suo contesto.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · DPR 89/2010 — Regolamento di riordino dei licei (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Il metodo di analisi e di traduzione◐
    • 02La comprensione del testo: globale e puntuale◐
    • 03La resa nella lingua d'arrivo: lessico e registro●
    • 04Comprensione, analisi e interpretazione: la seconda prova●

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Traduzione e versione dal greco

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~22
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4
Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • DPR 89/2010 — Regolamento di riordino dei licei
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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