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Oratoria e retorica (Lisia, Isocrate, Demostene)

L'oratoria attica nasce e fiorisce nel cuore della democrazia ateniese, dove la parola pubblica - in tribunale, nell'assemblea, nelle grandi celebrazioni civiche - diventa lo strumento decisivo dell'azione politica e giudiziaria. Questo appunto ricostruisce le radici sofistiche e gorgiane della riflessione retorica, i tre generi del discorso (giudiziario, deliberativo, epidittico) e le parti del logos, per poi mettere a fuoco i tre maestri del canone dei dieci oratori attici: Lisia, l'arte della logografia e dell'ethopea nello stile semplice; Isocrate, l'oratoria epidittica, la scuola e l'ideale panellenico; Demostene, l'oratoria politica e la lotta contro Filippo II. L'obiettivo e saper collocare, analizzare e interpretare i testi oratori cogliendone tecniche argomentative, stile e rapporto con la storia.

4 sezioni·~22 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·111111 / 14
Profilo d’esame
Collocare l'oratoria nel contesto della democrazia ateniese e della crisi della polisAnalizzare e interpretare testi oratori (in lingua e in traduzione) riconoscendone le tecniche argomentative e lo stileComprendere il rapporto tra retorica, politica ed educazione nella cultura greca
Operatori:analizzainterpretaconfrontaspiegadescrivicommentaillustraclassificacontestualizzaargomenta

livello base

Si richiede la conoscenza dei tre generi oratori, dei tre autori-cardine (Lisia, Isocrate, Demostene) con opere ed elementi di stile, e l'analisi di un brano in traduzione, riconoscendone struttura argomentativa e finalita.

livello avanzato

Nel Liceo Classico si approfondiscono la lettura in lingua originale di passi scelti, l'analisi retorico-stilistica puntuale (figure, ritmo, dispositio) e il confronto critico tra gli oratori e con le radici sofistiche e gorgiane della retorica.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Oratoria e retorica (Lisia, Isocrate, Demostene)
    • 01Nascita e generi dell'oratoria; i sofisti○
    • 02Lisia e la logografia◐
    • 03Isocrate e l'ideale panellenico◐
    • 04Demostene e l'oratoria politica●
§ 01

Nascita e generi dell'oratoria; i sofisti#

●○○BaseLPOSA-greco-letteratura-eta-classicaLPNascita e generi dell'oratoria (giudiziaria, deliberativa, epidittica); il canone dei dieci oratori atticiLPI sofisti e Gorgia come radici della riflessione retorica

I tre generi dell'oratoria attica

I tre generi dell'oratoriaTabella con 4 colonne e 3 righe, Dati: Genere · Sede · Tempo · Giudizio; Giudiziario · tribunale · passato · giusto/ingiusto; Deliberativo · assemblea · futuro · utile/dannoso; Epidittico · celebrazione · presente · bello/turpeGENERESEDETEMPOGIUDIZIOGIUDIZIARIOtribunalepassatogiusto/ingiustoDELIBERATIVOassembleafuturoutile/dannosoEPIDITTICOcelebrazionepresentebello/turpe
Fig. 1Il logos retorico si articola nei tre generi secondo la sede, il tempo di riferimento e il tipo di giudizio. Le parti del discorso: exordium, narratio, argumentatio, peroratio.

Punti chiave

L'oratoria greca e l'arte del discorso pubblico persuasivo: essa nasce e si sviluppa come fenomeno strettamente legato alla polis democratica, in particolare all'Atene del V e del IV secolo a.C., dove il cittadino doveva saper parlare in prima persona davanti ai tribunali popolari e all'assemblea. La parola (logos) diventa cosi uno strumento di potere e di partecipazione: chi sa persuadere puo difendere i propri interessi, influenzare le decisioni politiche e affermare la propria autorita morale e civile.
La tradizione antica distingue tre generi oratori (gene), gia teorizzati e poi sistematizzati da Aristotele nella Retorica. Il genere giudiziario (genos dikanikon) riguarda i processi: l'oratore accusa o difende intorno a fatti passati, e il suo fine e il giusto e l'ingiusto. Il genere deliberativo (genos symbouleutikon) riguarda l'assemblea: l'oratore consiglia o sconsiglia un'azione futura, e il suo fine e l'utile e il dannoso. Il genere epidittico (genos epideiktikon), detto anche dimostrativo o celebrativo, riguarda l'elogio o il biasimo nel presente (encomi, orazioni funebri, discorsi d'occasione), e il suo fine e il bello e il turpe.
Le radici teoriche dell'oratoria affondano nella sofistica del V secolo. I sofisti - maestri itineranti come Protagora e Gorgia - insegnavano a pagamento l'arte della parola e dell'argomentazione, fondando la persuasione su tecniche apprendibili piuttosto che sulla verita assoluta. Gorgia di Lentini, in particolare, e considerato il padre della prosa d'arte: con le sue figure (le cosiddette figure gorgiane: isocolon, parisosi, omoteleuto, antitesi) trasferi nella prosa la musicalita e gli effetti della poesia, teorizzando nell'Encomio di Elena la forza quasi magica del logos sull'animo umano.
Il discorso retorico fu presto organizzato in parti canoniche (la dispositio). Le quattro parti fondamentali sono: l'exordium o proemio (prooimion), che cattura l'attenzione e dispone benevolmente l'uditorio; la narratio (diegesis), l'esposizione ordinata dei fatti; l'argumentatio, il cuore del discorso, con la dimostrazione delle prove (pistis) a proprio favore e la confutazione (refutatio) di quelle avversarie; la peroratio (epilogos), la conclusione che riepiloga e muove gli affetti dell'uditorio. La tradizione alessandrina fisso inoltre il canone dei dieci oratori attici (tra cui Antifonte, Lisia, Isocrate, Iseo, Eschine, Demostene, Iperide, Licurgo), riconosciuti come modelli insuperati di eloquenza.
Esempio svolto

Riconoscere genere e struttura di un brano oratorio

Si legga il seguente passo in traduzione: 'Cittadini ateniesi, prima di parlare dei fatti vi chiedo benevolenza; ricorderete come, l'anno scorso, l'imputato si approprio dei fondi pubblici. Le testimonianze lo provano, ne i suoi tentativi di confutarle reggono. Vi prego dunque di condannarlo, perche cosi vuole la giustizia.' Individua il genere oratorio e le parti del discorso.

  1. 01Determinare il genere

    Il discorso si svolge davanti ai giudici (un tribunale), riguarda un fatto passato ('l'anno scorso... si approprio') e si conclude con un appello alla giustizia ('cosi vuole la giustizia'): siamo dunque nel genere giudiziario (dikanikon).

  2. 02Isolare l'exordium

    'prima di parlare dei fatti vi chiedo benevolenza' e il proemio: ha la funzione classica di disporre benevolmente l'uditorio (captatio benevolentiae).

  3. 03Isolare la narratio

    'ricorderete come, l'anno scorso, l'imputato si approprio dei fondi pubblici' e l'esposizione ordinata del fatto contestato.

  4. 04Isolare l'argumentatio

    'Le testimonianze lo provano, ne i suoi tentativi di confutarle reggono' contiene la prova (pistis) a sostegno dell'accusa e la confutazione delle tesi avversarie.

  5. 05Isolare la peroratio

    'Vi prego dunque di condannarlo, perche cosi vuole la giustizia' e l'epilogo: riepiloga la richiesta e muove l'uditorio all'azione (la condanna).

Risultato: Il brano e un esempio di oratoria giudiziaria con la struttura canonica completa: exordium (richiesta di benevolenza), narratio (il fatto), argumentatio (prove e confutazione), peroratio (richiesta di condanna).

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper definire con precisione i tre generi oratori (giudiziario, deliberativo, epidittico) indicando per ciascuno tempo di riferimento, contesto e fine, e collegarli alla sistemazione teorica aristotelica.
  • Focus Esame di Stato: riconoscere e nominare le quattro parti del discorso retorico in un brano dato, spiegando la funzione persuasiva di ciascuna; saper indicare il ruolo dei sofisti e di Gorgia come radice della riflessione retorica.

Errori frequenti

  • Confondere il genere deliberativo (assemblea, futuro, l'utile) con quello giudiziario (tribunale, passato, il giusto): sono distinti dal tempo di riferimento e dal fine.
  • Ridurre i sofisti a semplici 'imbroglioni' o 'sofisti' nel senso moderno e negativo, ignorando il loro ruolo storico di primi teorici della parola e dell'educazione retorica.

Approfondimento

Le radici dell'oratoria vanno cercate in una duplice nascita. Sul piano tecnico, la tradizione colloca l'invenzione della retorica nella Sicilia del V secolo, con Corace e Tisia, che, dopo la caduta dei tiranni, avrebbero elaborato le prime tecniche per le cause di proprietà davanti ai tribunali, fondate sull'argomento «dal verosimile» («εἰκός»): non conta provare il fatto, ma mostrare che è probabile. Sul piano teorico, la svolta è la sofistica: Protagora, con il celebre principio dell'«uomo misura di tutte le cose», apre al relativismo e alla pratica delle «antilogie», i discorsi doppi che sostengono con eguale forza il pro e il contro e insegnano a «rendere più forte l'argomento più debole»; Gorgia di Lentini fonda la prosa d'arte e, nell'«Encomio di Elena», teorizza il «λόγος» come «potente signore» capace di agire sull'anima quasi come un farmaco («ψυχαγωγία»), scagionando Elena perché travolta dalla forza persuasiva della parola. Da qui la sistemazione teorica: Aristotele, nella «Retorica», distinguerà i tre generi (giudiziario, deliberativo, epidittico) e i tre mezzi della persuasione — l'«ἦθος» (il carattere dell'oratore), il «πάθος» (le emozioni suscitate nell'uditorio) e il «λόγος» (l'argomentazione). Questa potenza della parola generò però anche un sospetto: Platone, nel «Gorgia», accusa la retorica di essere non un'arte ma una «lusinga», capace di far apparire vero il falso; ed è proprio dal confronto-scontro fra retorica e filosofia che nasce gran parte della riflessione greca sul linguaggio e sulla verità.

Ripasso attivo

Dato un breve discorso oratorio in traduzione, individua a quale dei tre generi appartiene (giudiziario, deliberativo, epidittico) motivando la risposta con elementi testuali; quindi delimita exordium, narratio, argumentatio e peroratio, spiegando la funzione di ciascuna parte.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Lisia e la logografia#

●●○StandardLPOSA-greco-letteratura-eta-classicaLPLisia: la logografia, l'ethopea e lo stile sempliceLPLisia (445 ca-380 ca a.C.)

Il meccanismo della logografia lisiana

La logografiaGrafo, Committente (cliente) → Lisia (logografo), Lisia (logografo) → Committente (cliente), Committente (cliente) → Tribunale (giuria)Committente(cliente)Lisia(logografo)Tribunale(giuria)espone il casoconsegna iltestopronuncia
Fig. 2Lisia compone il discorso adattandolo all'ethos del cliente (ethopea) in stile semplice e chiaro; il committente lo pronuncia in prima persona davanti alla giuria.

Punti chiave

Lisia (445 ca - 380 ca a.C.) e il maestro dell'oratoria giudiziaria attica e il piu celebre logografo dell'antichita. Meteco di origine - figlio del siracusano Cefalo, stabilitosi ad Atene -, non godeva pienamente dei diritti politici e non poteva quindi parlare in proprio nelle grandi assemblee: per questo esercito la logografia, ovvero la composizione a pagamento di discorsi giudiziari che i committenti, privi di competenza retorica, avrebbero poi pronunciato di persona in tribunale.
Proprio dalla logografia nasce la sua dote piu ammirata: l'ethopea (ethopoiia), cioe la capacita di costruire il discorso adattandolo al carattere (ethos), alla condizione sociale, all'eta e al livello culturale del cliente che doveva pronunciarlo. Lisia 'sparisce' dietro il committente, dandogli una voce credibile e naturale: un vecchio contadino, un giovane, un invalido parlano ciascuno secondo il proprio modo, cosicche il discorso sembri spontaneo e non opera di un professionista. Questa verosimiglianza e essa stessa un potente argomento di persuasione.
Lo stile di Lisia e il modello canonico dello 'stile semplice' (genus tenue): chiarezza (sapheneia), purezza della lingua attica, naturalezza, economia di mezzi. Egli evita le ricercatezze gorgiane e il periodare ampio, prediligendo frasi piane e una narrazione (diegesis) limpida e vivace, considerata gia dagli antichi insuperabile. La sua eleganza nasconde l'arte: la 'semplicita' e in realta il frutto di un controllo finissimo, tanto che l'efficacia narrativa diventa di per se prova della verita esposta.
Tra le orazioni superstiti spicca Per l'uccisione di Eratostene (Or. I), in cui un certo Eufileto si difende dall'accusa di omicidio sostenendo di aver ucciso legittimamente l'adultero colto in flagrante con la moglie: e un capolavoro di narrazione e di ethopea. Fondamentale e anche Contro Eratostene (Or. XII), in cui Lisia accusa uno dei Trenta Tiranni - responsabile, secondo lui, della morte del fratello Polemarco -: e l'unico discorso che Lisia pronuncio in prima persona, e ha un forte valore storico e politico come testimonianza del regime oligarchico del 404 a.C.
Esempio svolto

Analisi guidata dell'ethopea in Lisia

Nell'incipit dell'orazione Per l'uccisione di Eratostene, Eufileto dichiara di voler raccontare 'fin dal principio' le sue vicende familiari, presentandosi come marito fiducioso e ingenuo. Spiega come questa autorappresentazione costituisca un esempio di ethopea e contribuisca alla strategia difensiva.

  1. 01Identificare l'ethos costruito

    Eufileto si dipinge come un comune cittadino, marito onesto e privo di sospetti, dunque incapace di premeditazione: e il ritratto morale (ethos) che Lisia gli cuce addosso.

  2. 02Collegare ethos e verosimiglianza

    L'ethopea rende il personaggio credibile: un uomo semplice e fiducioso che scopre il tradimento appare vittima delle circostanze, non un assassino calcolatore.

  3. 03Collegare ethos e tesi giuridica

    La difesa di Eufileto e che l'uccisione dell'adultero colto in flagrante era legittima per la legge: il carattere ingenuo elimina l'ipotesi di un agguato premeditato, sostenendo cosi la legittimita dell'atto.

  4. 04Riconoscere lo stile semplice

    Il racconto procede in tono piano e ordinato ('fin dal principio'), con lessico quotidiano: la chiarezza narrativa rafforza l'impressione di sincerita.

Risultato: L'ethopea trasforma l'autoritratto di Eufileto in un argomento: il carattere ingenuo e onesto rende verosimile l'assenza di premeditazione e quindi la legittimita dell'omicidio, mentre lo stile semplice ne garantisce la credibilita.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: definire con precisione la logografia e l'ethopea come tratti distintivi di Lisia, sapendo spiegare il legame tra la sua condizione di meteco e la sua attivita di scrittore di discorsi per altri.
  • Focus Esame di Stato: riconoscere i caratteri dello stile semplice (chiarezza, purezza attica, naturalezza) in un brano lisiano e saper citare almeno due orazioni con il loro tema (Or. I Per l'uccisione di Eratostene; Or. XII Contro Eratostene).

Errori frequenti

  • Confondere i due 'Eratostene': nell'Or. I Eratostene e l'adultero ucciso da Eufileto; nell'Or. XII Eratostene e uno dei Trenta Tiranni accusato da Lisia. Sono persone diverse.
  • Scambiare lo stile semplice per scarsa elaborazione: la naturalezza di Lisia e un effetto d'arte attentamente costruito, non assenza di tecnica.

Approfondimento

La grandezza di Lisia consiste nel paradosso di un'arte che si nasconde. Come logografo, non pronunciava i propri discorsi: li scriveva per un committente che li avrebbe recitati in tribunale come se fossero suoi. Da questo vincolo nasce la sua dote più celebrata, l'«ethopea» («ἠθοποιΐα»): costruire il discorso sul carattere («ἦθος»), sull'età, sulla condizione sociale e culturale di chi doveva pronunciarlo, così che un vecchio contadino, un giovane, un invalido «parlino» ciascuno con voce credibile e spontanea. La verosimiglianza diventa essa stessa argomento: se il discorso sembra sgorgare naturalmente da quell'uomo, l'ascoltatore è portato a credergli. A questo scopo serve lo «stile semplice» («genus tenue»), fondato sulla chiarezza («σαφήνεια»), sulla purezza dell'attico e sull'economia dei mezzi — ma è una semplicità sapientissima, il cui segreto è nascondere l'arte («ars est celare artem»): la narrazione limpida e vivace è così ben calibrata da funzionare come prova, perché un racconto ordinato e naturale «pare» vero. Le orazioni superstiti offrono inoltre uno spaccato prezioso della vita ateniese quotidiana — liti familiari, adultèri, questioni di eredità — e in un caso una testimonianza storica di primo piano: la «Contro Eratostene» (Or. XII), l'unico discorso che Lisia pronunciò di persona, accusa uno dei Trenta Tiranni della morte del fratello Polemarco e vale come documento diretto sul terrore oligarchico del 404 a.C. In Lisia, insomma, la tecnica retorica si fa insieme ritratto d'uomo e specchio di una società.

Ripasso attivo

Leggi un brano dell'orazione Per l'uccisione di Eratostene e individua almeno tre elementi che rivelano l'ethopea (la costruzione del carattere di Eufileto) e due tratti dello stile semplice; spiega come la verosimiglianza narrativa funzioni come argomento di difesa.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Isocrate e l'ideale panellenico#

●●○StandardLPOSA-greco-letteratura-eta-classicaLPIsocrate: l'oratoria epidittica, la scuola e l'ideale panellenicoLPIsocrate (436-338 a.C.)

Il programma di Isocrate: paideia e panellenismo

Il programma di IsocrateGrafo, Il logos (fonda la civiltà) → Scuola e paideia, Il logos (fonda la civiltà) → Panellenismo (homonoia), Panellenismo (homonoia) → Panegirico (380), Panegirico (380) → A Filippo (346)Il logos (fondala civiltà)Scuola e paideiaPanellenismo(homonoia)Panegirico (380)A Filippo (346)
Fig. 3Il logos fonda la civiltà: da qui la scuola e la paideia (saggezza pratica) e l'ideale panellenico (homonoia, concordia contro la Persia). Dal Panegirico (380) all'orazione A Filippo (346) affida la guida a una monarchia. Stile: periodo ampio, senza iato.

Punti chiave

Isocrate (436 - 338 a.C.) e la grande figura dell'oratoria epidittica e, soprattutto, il maestro che fece della retorica un programma educativo e politico. A causa di una voce debole e di una timidezza naturale, non parlo quasi mai in pubblico: compose i suoi discorsi per la lettura e per la diffusione scritta. Questa scelta lo rese, piu che un oratore di tribunale, un pubblicista e un educatore, capace di influenzare l'opinione del mondo greco attraverso testi destinati a circolare e a durare.
Isocrate fondo ad Atene, intorno al 390 a.C., una scuola di altissimo prestigio che fu in concorrenza con l'Accademia di Platone. Egli concepiva la sua come una vera paideia, una formazione completa del cittadino-uomo politico fondata sulla cura della parola (logos). Per Isocrate il logos e cio che distingue l'uomo dagli animali e fonda la civilta: educare alla parola significa educare al pensiero e all'azione politica retta. La sua 'filosofia' non e la ricerca astratta del vero (come per Platone), ma una saggezza pratica orientata all'utile della comunita.
Il nucleo del suo pensiero politico e l'ideale panellenico: l'idea che i Greci, lacerati da guerre fratricide, debbano superare le divisioni interne e unirsi (homonoia, concordia) contro il nemico comune, l'impero persiano. Questo programma e esposto nel Panegirico (380 a.C.), il suo capolavoro: vi si esalta Atene come scuola della Grecia (paideusis tes Hellados) e guida naturale di una spedizione panellenica contro i barbari. Negli ultimi anni, deluso dalle poleis, Isocrate affido la sua speranza di unione e di guida a un sovrano forte, Filippo II di Macedonia (a cui dedico il discorso Filippo, 346 a.C.).
Lo stile di Isocrate e l'opposto di quello di Lisia: e lo stile elaborato e ampio del periodare oratorio (il periodo isocrateo), caratterizzato da frasi lunghe, complesse e armoniose, costruite con grande equilibrio sintattico. Egli cura la prosa ritmica, evita lo iato (l'incontro di vocali tra parole) e usa con misura le figure gorgiane (antitesi, parallelismi). La sua prosa elegante e levigata divenne il modello della prosa d'arte greca e, attraverso Cicerone, di tutta l'eloquenza europea successiva. Tra le opere ricordiamo anche l'Antidosi (autobiografia ideale e difesa della propria paideia) e il Contro i sofisti (manifesto della sua scuola).
Esempio svolto

Costruire un paragrafo argomentativo sul panellenismo

In stile da terza prova/colloquio, costruisci un paragrafo argomentativo (5-6 frasi) che risponda alla domanda: 'Perche l'ideale panellenico di Isocrate puo essere letto come una risposta alla crisi della polis?'

  1. 01Tesi (frase d'apertura)

    Affermare la tesi: l'ideale panellenico nasce come reazione alla crisi delle poleis del IV secolo, logorate dalle guerre intestine (Peloponneso, egemonie spartana e tebana).

  2. 02Contesto storico

    Dopo la guerra del Peloponneso le poleis sono indebolite e divise: la guerra fratricida ha dissanguato la Grecia e reso evidente l'incapacita del sistema cittadino di garantire pace e sicurezza.

  3. 03La proposta isocratea

    Isocrate propone la homonoia (concordia) tra i Greci e la riconversione delle energie belliche in una spedizione comune contro la Persia, nemico esterno che unisca anziche dividere.

  4. 04Il ruolo di Atene e poi di Filippo

    Nel Panegirico la guida spetta ad Atene 'scuola della Grecia'; deluso dalle poleis, Isocrate la affidera poi a Filippo II, un sovrano forte capace di realizzare l'unione.

  5. 05Conclusione

    Cosi il panellenismo e insieme diagnosi della crisi (la divisione) e terapia (l'unione contro il barbaro), saldando retorica, etica e politica.

Risultato: Un paragrafo coeso che lega crisi delle poleis, concordia panellenica e ricerca di una guida (Atene, poi Filippo), mostrando l'ideale panellenico come risposta politica alla frammentazione del IV secolo.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper esporre l'ideale panellenico e la nozione di paideia isocratea, collegandoli al Panegirico e all'evoluzione politica verso Filippo II.
  • Focus Esame di Stato: contrapporre lo stile elaborato e il periodo ampio di Isocrate allo stile semplice di Lisia, e distinguere la 'filosofia' come saggezza pratica di Isocrate dalla filosofia di Platone.

Errori frequenti

  • Considerare Isocrate un oratore da tribunale: in realta non parlava quasi mai in pubblico e scriveva discorsi epidittici e politici destinati alla lettura.
  • Pensare che il panellenismo isocrateo significhi unita politica della Grecia in un solo Stato: si tratta piuttosto di concordia (homonoia) e unione militare contro i Persiani, sotto la guida di Atene o, poi, di Filippo.

Approfondimento

Isocrate è meno un oratore che un educatore e un intellettuale pubblico, e la sua importanza sta nell'aver fatto della retorica un programma di formazione dell'uomo e del cittadino. La sua scuola, aperta ad Atene intorno al 390 a.C. e rivale dell'Accademia di Platone, propone una «paideia» fondata sul «λόγος»: poiché è la parola a distinguere l'uomo dagli animali e a fondare la civiltà, educare al discorso ben formato significa educare al pensiero retto e all'azione politica. La sua «filosofia» non è la ricerca astratta del vero, ma una sapienza pratica orientata all'utile della comunità: da questa idea deriva, per lunghissima via, il concetto europeo di educazione «umanistica» e liberale. Sul piano politico, Isocrate è il grande teorico del panellenismo: nel «Panegirico» (380 a.C.) esorta i Greci a superare le guerre fratricide e a ritrovare la concordia («ὁμόνοια») unendosi contro il nemico persiano, sotto la guida di Atene «scuola della Grecia». La parabola di questo ideale ha però un esito amaro: deluso dall'incapacità delle poleis di unirsi, il vecchio Isocrate affida la speranza di guida a un sovrano forte, Filippo II di Macedonia — proprio colui che a Cheronea (338 a.C.) porrà fine alla libertà greca. Sul piano formale, Isocrate porta a perfezione il «periodo» oratorio, ampio, simmetrico e armonioso, con la cura del ritmo e l'accurata evitazione dello iato: una prosa levigata che, attraverso Cicerone, diventerà il modello dell'eloquenza artistica europea.

Ripasso attivo

A partire da un brano del Panegirico in traduzione, ricostruisci l'argomentazione con cui Isocrate giustifica il primato di Atene; quindi spiega in che modo l'ideale panellenico risponda alla crisi delle poleis del IV secolo.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Demostene e l'oratoria politica#

●●●ApprofondimentoLPOSA-greco-letteratura-eta-classicaLPDemostene: l'oratoria politica, le Filippiche e la lotta contro Filippo IILPDemostene (384-322 a.C.)

Asse cronologico: Demostene e la lotta contro Filippo

Demostene contro FilippoGrafo, 384 nascita → 351 I Filippica, 351 I Filippica → 349 Olintiache, 349 Olintiache → 338 Cheronea, 338 Cheronea → 330 Sulla corona, 330 Sulla corona → 322 morte384 nascita351 I Filippica349 Olintiache338 Cheronea330 Sulla corona322 morte
Fig. 4Demostene (384-322 a.C.) guida la resistenza ateniese contro Filippo II di Macedonia: dalle Filippiche e Olintiache alla sconfitta di Cheronea (338), fino all'orazione Sulla corona (330). Cheronea segna la fine della libertà delle poleis.

Punti chiave

Demostene (384 - 322 a.C.) e considerato il piu grande oratore dell'antichita e il vertice dell'oratoria deliberativa. La tradizione antica - in particolare Plutarco - racconta che da giovane dovette superare difetti di pronuncia e una voce debole con un esercizio tenacissimo (parlare con sassolini in bocca, declamare sulla riva del mare per coprire il fragore delle onde): aneddoti che sono diventati il simbolo della retorica come frutto di disciplina e volonta. Esordi come logografo, ma la sua vera vocazione fu la politica.
La sua attivita pubblica e dominata da una sola, grande battaglia: la difesa della liberta di Atene e dell'autonomia delle poleis greche contro l'espansione di Filippo II di Macedonia. Demostene comprese prima di altri il pericolo macedone e si fece capo del partito antimacedone, esortando instancabilmente i concittadini a reagire, ad armarsi e a stringere alleanze. Per questo le sue orazioni politiche piu celebri sono le Filippiche (tre o quattro, secondo il computo) e le Olintiache (a sostegno della citta di Olinto minacciata da Filippo): discorsi di un'energia e di una passione civile senza pari.
Lo stile di Demostene unisce in modo originale la chiarezza e la veemenza: e detto stile 'gagliardo' o 'sublime' (genus grande). Egli sa variare il ritmo, alternare periodi ampi e frasi brevi e incalzanti, usare con forza l'interrogazione retorica, l'apostrofe, l'accumulo, l'antitesi; tipico e il giuramento sui caduti di Maratona nel Sulla corona. La sua deinotes (l'efficacia potente e quasi terribile della parola) nasce dalla fusione di passione etica, lucidita argomentativa e dominio totale di tutti i registri stilistici.
Il capolavoro di Demostene e l'orazione Sulla corona (Per Ctesifonte, 330 a.C.), pronunciata in un processo che era in realta un bilancio della sua intera carriera politica contro il rivale Eschine: pur essendo Atene ormai sconfitta a Cheronea (338 a.C.), Demostene rivendica con orgoglio la nobilta della propria scelta - aver difeso la liberta - e vince clamorosamente la causa. La sconfitta di Cheronea segno la fine dell'indipendenza greca e, simbolicamente, il tramonto dell'oratoria politica libera: con la perdita della liberta della polis veniva meno lo spazio stesso in cui l'eloquenza deliberativa poteva contare davvero.
Esempio svolto

Analisi retorica di un'esortazione demostenica

Si analizzi il seguente periodo (resa in traduzione) tratto dallo stile delle Filippiche: 'Fino a quando, Ateniesi, fino a quando aspetterete? Aspettate forse, per Zeus, che la necessita vi costringa? Ma che cosa si deve pensare di cio che ora accade?' Individua le tecniche retoriche e la loro funzione persuasiva.

  1. 01Riconoscere l'interrogazione retorica

    Le domande non cercano informazione ma incalzano l'uditorio: 'Fino a quando aspetterete?' costringe gli Ateniesi a sentirsi responsabili della propria inerzia.

  2. 02Riconoscere l'anafora e la ripetizione

    La ripetizione 'Fino a quando... fino a quando' (anafora) crea un ritmo martellante che esprime urgenza e impazienza.

  3. 03Riconoscere l'apostrofe e il giuramento

    L'apostrofe diretta 'Ateniesi' e l'invocazione 'per Zeus' coinvolgono emotivamente l'assemblea e accrescono il pathos.

  4. 04Collegare forma e finalita deliberativa

    Tutte queste figure servono il genere deliberativo: spingere all'azione futura (armarsi, reagire a Filippo) scuotendo l'apatia presente.

  5. 05Nominare la qualita stilistica

    Il risultato e la deinotes demostenica: una parola veemente che fonde lucidita argomentativa e forza emotiva.

Risultato: Il passo mostra l'oratoria deliberativa di Demostene al suo culmine: interrogazione retorica, anafora, apostrofe e giuramento convergono per scuotere gli Ateniesi dall'inerzia e spingerli all'azione contro Filippo - un esempio perfetto di deinotes.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: collegare l'oratoria deliberativa di Demostene al contesto storico (l'ascesa di Filippo II, le Filippiche e le Olintiache, Cheronea 338 a.C.) e saperne illustrare il valore politico e la deinotes stilistica.
  • Focus Esame di Stato: confrontare i tre oratori (Lisia stile semplice/giudiziario; Isocrate stile elaborato/epidittico-politico scritto; Demostene stile grande/deliberativo) e indicare l'orazione Sulla corona come bilancio della carriera demostenica.

Errori frequenti

  • Datare male Cheronea o confondere l'esito: la battaglia di Cheronea (338 a.C.) e una sconfitta ateniese che segna la fine dell'indipendenza greca; il processo Sulla corona (330 a.C.) e invece una vittoria giudiziaria di Demostene.
  • Attribuire a Demostene lo stile semplice di Lisia o quello levigato di Isocrate: il suo e lo stile grande/sublime, veemente e vario, fondato sulla deinotes.

Approfondimento

Demostene rappresenta il vertice e insieme il canto del cigno dell'oratoria politica libera. La sua opera è dominata da una sola battaglia: la difesa dell'autonomia di Atene e delle poleis contro l'espansione di Filippo II di Macedonia, un pericolo che egli comprese prima e più lucidamente di tutti. Le «Filippiche» e le «Olintiache» sono il capolavoro dell'oratoria deliberativa perché non si limitano a consigliare, ma cercano di scuotere una città riluttante, giocando sul senso dell'urgenza e del momento opportuno («καιρός»): Demostene alterna un'analisi spietata della situazione e l'appello morale, esortando i concittadini ad armarsi, a pagare, ad agire prima che sia troppo tardi. Da questa tensione nasce la sua «δεινότης», l'efficacia potente e quasi terribile della parola: un dominio totale dei registri, che alterna periodi ampi e frasi brevi e incalzanti, interrogazioni retoriche, apostrofi, accumuli, fino al celebre giuramento sui caduti di Maratona nel «Sulla corona». Proprio il «Sulla corona» (330 a.C.) è il suo vertice: in un processo che è ormai il bilancio di un'intera vita politica, e con Atene già sconfitta a Cheronea (338 a.C.), Demostene rivendica con fierezza la nobiltà della propria scelta — aver difeso la libertà, anche a costo della sconfitta — e travolge il rivale Eschine. C'è qualcosa di tragico in questa vittoria oratoria dentro una disfatta storica: con la fine dell'indipendenza greca viene meno lo spazio stesso in cui l'eloquenza deliberativa poteva contare, e la grande stagione dell'oratoria politica si chiude proprio con l'uomo che l'aveva portata al culmine.

Ripasso attivo

Confronta, in un breve testo argomentato, un passo di una Filippica con un passo del Panegirico di Isocrate: entrambi parlano del rapporto tra Greci e Macedonia, ma con prospettive opposte. Metti in luce le differenze di posizione politica e di stile (deliberativo veemente vs epidittico scritto).

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Nascita e generi dell'oratoria; i sofisti○
    • 02Lisia e la logografia◐
    • 03Isocrate e l'ideale panellenico◐
    • 04Demostene e l'oratoria politica●

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Oratoria e retorica (Lisia, Isocrate, Demostene)

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo - quadri di riferimento e griglie di valutazione

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