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Termodinamica e i suoi princìpi

La termodinamica studia gli scambi di energia tra un sistema e l'ambiente sotto forma di calore e di lavoro, e le leggi che governano le trasformazioni dell'energia. Il primo principio estende la conservazione dell'energia ai fenomeni termici, mentre il secondo principio impone un verso preferenziale ai processi naturali e fissa un limite invalicabile al rendimento delle macchine termiche. Il ciclo di Carnot e il concetto di entropia chiudono il quadro, collegando la fisica all'irreversibilità e alla degradazione dell'energia.

4 sezioni·~20 min di lettura·3 competenze·Livello Standard 2 · Approfondimento 2·Verificato · 07/2026

T·0666 / 16
Profilo d’esame
Applicare i princìpi della termodinamica all'analisi di trasformazioni e macchine termicheValutare i limiti delle trasformazioni dell'energia e il concetto di irreversibilitàCollegare la termodinamica alle implicazioni tecnologiche e ambientali
Operatori:calcoladeterminadimostraanalizzaspiegainterpretagiustificaconfronta

livello base

In tutti gli indirizzi di Liceo si richiede di applicare il primo principio alle trasformazioni notevoli, di calcolare il rendimento di una macchina termica e di enunciare correttamente il secondo principio.

livello avanzato

Nel Liceo Scientifico (e nell'opzione Scienze Applicate) si approfondiscono la dimostrazione del teorema di Carnot, il calcolo dell'entropia con «ΔS = ∫ dQ_rev/T» e la rappresentazione dei cicli nel piano T-S.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Termodinamica e i suoi princìpi
    • 01Primo principio della termodinamica e trasformazioni notevoli◐
    • 02Macchine termiche e rendimento◐
    • 03Ciclo di Carnot e secondo principio della termodinamica●
    • 04Entropia e irreversibilità (cenni)●
§ 01

Primo principio della termodinamica e trasformazioni notevoli#

●●○StandardLPOSA-fisica-termodinamica

Lavoro come area sottesa nel piano p-V

Lavoro = area sotto la curva p–VGrafico di p(V), decrescente, nell’intervallo x da 0.5 a 40.511.522.533.5424681012ifp(V)pV

Punti chiave

Un sistema termodinamico è una porzione di materia, delimitata da una superficie reale o ideale, di cui descriviamo lo stato attraverso poche variabili macroscopiche (pressione, volume, temperatura, numero di moli). Quando tutte le variabili di stato sono definite e costanti nel tempo il sistema è in equilibrio termodinamico; una trasformazione lo porta da uno stato di equilibrio iniziale a uno stato di equilibrio finale. Distinguiamo le trasformazioni reversibili — successioni di stati di equilibrio (quasi-statiche, senza attriti né gradienti finiti), percorribili in entrambi i versi — dalle trasformazioni irreversibili, che sono quelle reali e non possono essere ripercorse a ritroso lasciando inalterato l'universo.
Il lavoro termodinamico compiuto da un gas che si espande è «W = ∫(da V_i a V_f) p dV»: nel piano p-V esso coincide con l'area sottesa dalla curva della trasformazione (Fig. 1). Il lavoro è positivo quando il gas si espande (cede lavoro all'ambiente) e negativo quando viene compresso. Poiché il valore dell'integrale dipende dal cammino seguito, il lavoro non è una funzione di stato: due trasformazioni diverse tra gli stessi stati iniziale e finale possono comportare lavori differenti.

Le quattro trasformazioni notevoli nel piano p-V

Trasformazioni nel piano p-VGrafico di isoterma pV=cost, decrescente, nell’intervallo x da 1 a 6, Grafico di adiabatica, decrescente, nell’intervallo x da 1 a 61234561234567Aisoterma pV = costadiabaticap (atm)V (L)
L'energia interna «U» è invece una funzione di stato: per un gas perfetto dipende solo dalla temperatura, «U = (nf/2)RT» (con «f = 3» gradi di libertà per un gas monoatomico). Il primo principio della termodinamica afferma che la variazione di energia interna è pari al calore assorbito meno il lavoro compiuto dal sistema: «ΔU = Q - W». È l'estensione del principio di conservazione dell'energia ai processi termici, sancita sperimentalmente da Joule con la misura dell'equivalente meccanico del calore.
Applicando il primo principio si analizzano le quattro trasformazioni notevoli. Nell'isocòra («V» costante) il lavoro è nullo e «Q = ΔU = n c_V ΔT». Nell'isòbara («p» costante) il lavoro vale «W = p ΔV» e il calore «Q = n c_p ΔT». Nell'isotèrma («T» costante) si ha «ΔU = 0», quindi «Q = W = nRTln(V_f/V_i)». Nell'adiabàtica («Q = 0») il sistema non scambia calore e «ΔU = -W»; lungo di essa vale la relazione di Poisson «pV^γ = cost», con «γ = c_p/c_V». Vale inoltre la relazione di Mayer «c_p - c_V = R».
ΔU=Q−W\Delta U = Q - WΔU=Q−W

1° principio

La variazione di energia interna è uguale al calore assorbito dal sistema meno il lavoro che esso compie sull'ambiente.

W=∫ViVfp dVW = \int_{V_i}^{V_f} p\,\mathrm{d}VW=∫Vi​Vf​​pdV

Lavoro

Lavoro compiuto dal gas: area sottesa dalla trasformazione nel piano p-V.

Qiso-T=W=nRTln⁡ ⁣VfViQ_{\text{iso-T}} = W = nRT\ln\!\frac{V_f}{V_i}Qiso-T​=W=nRTlnVi​Vf​​

Isoterma

In un'isoterma «ΔU = 0», quindi tutto il calore assorbito si trasforma in lavoro.

pVγ=cost,γ=cpcVpV^{\gamma} = \text{cost}, \qquad \gamma = \frac{c_p}{c_V}pVγ=cost,γ=cV​cp​​

Adiabatica

Equazione di Poisson dell'adiabàtica reversibile; «γ» è il rapporto fra i calori specifici molari.

Esempio svolto

Espansione isoterma di un gas perfetto

Una mole di gas perfetto monoatomico si espande isotermicamente a «T = 300 K» dal volume «V_i = 2,0 L» al volume «V_f = 6,0 L». Calcola «W», «Q» e «ΔU».

  1. 01Identificare la trasformazione

    L'espansione è isotèrma, quindi la temperatura resta costante e, per un gas perfetto, l'energia interna non cambia: «ΔU = 0».

  2. 02Calcolare il lavoro

    Il rapporto dei volumi è «V_f/V_i = 3,0». Applico la formula dell'isoterma.

  3. 03Eseguire il calcolo numerico

    Poiché «ln 3 ≈ 1,0986», si ottiene «W ≈ 8,31·300·1,0986 ≈ 2,74×10³ J».

  4. 04Calcolare il calore

    Dal primo principio «Q = ΔU + W = 0 + W»: tutto il calore assorbito si converte in lavoro.

Risultato: «W = Q ≈ 2,7×10³ J» (circa 2,74 kJ) e «ΔU = 0».

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper scrivere e applicare «ΔU = Q - W» con la convenzione dei segni corretta è il nucleo di quasi ogni problema della seconda prova di Fisica.
  • Focus Esame di Stato: riconoscere dal piano p-V la trasformazione (isocòra, isòbara, isotèrma, adiabàtica) e calcolare «Q», «W» e «ΔU» per ciascun tratto di un ciclo.

Errori frequenti

  • Trattare il lavoro o il calore come funzioni di stato: solo «U» lo è. Scrivere «ΔW» o «ΔQ» è un errore concettuale: si scrivono «W» e «Q», che dipendono dal cammino.
  • Confondere isotèrma e adiabàtica: nell'isotèrma «ΔU = 0» (non «Q = 0»), nell'adiabàtica «Q = 0» (non «ΔU = 0»). L'adiabàtica è più ripida dell'isotèrma nel piano p-V.

Approfondimento

La relazione di Mayer «c_p − c_V = R» si dimostra con il primo principio applicato a un'isòbara: il calore «Q = n·c_p·ΔT» serve sia ad aumentare l'energia interna «ΔU = n·c_V·ΔT» sia a compiere il lavoro «W = p·ΔV = nR·ΔT», da cui «c_p = c_V + R». I calori molari a loro volta discendono dal teorema di equipartizione dell'energia, secondo cui ogni grado di libertà contribuisce «½R» al calore molare: per un gas monoatomico («f = 3») è «c_V = (3/2)R», per un biatomico («f = 5») è «c_V = (5/2)R». Lungo un'adiabàtica reversibile, imponendo «dU = −dW», cioè «n·c_V·dT = −p·dV», e usando «pV = nRT», si integra e si ricava la relazione di Poisson «p·V^γ = costante» con «γ = c_p/c_V»: poiché «γ > 1», nel piano p-V l'adiabàtica è più ripida dell'isotèrma che passa per lo stesso punto, e una compressione adiabàtica riscalda il gas senza scambio di calore — è ciò che accende la miscela nel motore Diesel.

Ripasso attivo

Una mole di gas perfetto monoatomico si espande isotermicamente a «T = 300 K» dal volume «V_i = 2,0 L» al volume «V_f = 6,0 L». Calcola il lavoro compiuto, il calore assorbito e la variazione di energia interna.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Macchine termiche e rendimento#

●●○StandardLPOSA-fisica-termodinamica

Schema a blocchi di una macchina termica

Schema di una macchina termicaSchema con 6 elementi, Sorgente calda, macchina, Sorgente fredda, Qc, W, QfSorgente caldamacchinaSorgente freddaQcWQf

Punti chiave

Una macchina termica è un dispositivo che opera ciclicamente assorbendo calore da una sorgente calda a temperatura «T_c», convertendone una parte in lavoro utile «W» e cedendo il calore residuo «Q_f» a una sorgente fredda a temperatura «T_f». Poiché la macchina compie un ciclo, al termine torna allo stato iniziale e la sua energia interna non varia: «ΔU = 0». Il primo principio applicato all'intero ciclo fornisce allora il bilancio fondamentale «W = Q_c - Q_f», dove «Q_c» è il calore assorbito e «Q_f» quello ceduto (in modulo).
Il rendimento «η» misura la frazione di calore assorbito che viene effettivamente convertita in lavoro: «η = W/Q_c = 1 - Q_f/Q_c». È un numero puro, sempre minore di 1, spesso espresso in percentuale (Fig. 1). Quanto più «Q_f» è piccolo rispetto a «Q_c», tanto più la macchina è efficiente; l'esperienza mostra però che «Q_f» non può mai annullarsi, e questo limite di principio è formalizzato dal secondo principio della termodinamica.
Una macchina frigorifera (e la pompa di calore) è una macchina termica che funziona al contrario: assorbendo lavoro dall'esterno, sottrae calore «Q_f» alla sorgente fredda e ne cede una quantità maggiore «Q_c» alla sorgente calda. La sua bontà si misura con il coefficiente di prestazione (COP): per il frigorifero «COP_fr = Q_f/W», per la pompa di calore «COP_pdc = Q_c/W». A differenza del rendimento, il COP può essere maggiore di 1.
Il rappresentazione naturale di una macchina termica è lo schema a blocchi con due sorgenti e il flusso di energia (Fig. 2). Nel piano p-V una macchina termica corrisponde a un ciclo chiuso percorso in senso orario: l'area racchiusa dal ciclo è proprio il lavoro netto «W» prodotto in un giro. Se il ciclo è percorso in senso antiorario si ha invece una macchina frigorifera, che assorbe lavoro.
W=Qc−QfW = Q_c - Q_fW=Qc​−Qf​

Bilancio ciclo

In un ciclo «ΔU = 0»: il lavoro netto è la differenza fra calore assorbito e calore ceduto.

η=WQc=1−QfQc\eta = \frac{W}{Q_c} = 1 - \frac{Q_f}{Q_c}η=Qc​W​=1−Qc​Qf​​

Rendimento

Frazione di calore assorbito convertita in lavoro; è un numero puro minore di 1.

COPfr=QfW\text{COP}_{\text{fr}} = \frac{Q_f}{W}COPfr​=WQf​​

Frigorifero

Coefficiente di prestazione di un frigorifero: calore sottratto alla sorgente fredda per unità di lavoro speso.

Esempio svolto

Lavoro e rendimento di una macchina termica

Una macchina termica assorbe «Q_c = 800 J» da una sorgente calda e cede «Q_f = 560 J» alla sorgente fredda in ogni ciclo. Determina il lavoro prodotto per ciclo e il rendimento.

  1. 01Bilancio energetico del ciclo

    In un ciclo «ΔU = 0», quindi il lavoro netto è la differenza dei calori.

  2. 02Definizione di rendimento

    Il rendimento è il rapporto fra lavoro prodotto e calore assorbito.

  3. 03Calcolo numerico

    Si ottiene «η = 0,30», cioè il 30 %. Lo stesso risultato si ricava da «η = 1 - Q_f/Q_c = 1 - 560/800 = 1 - 0,70 = 0,30».

Risultato: Il lavoro prodotto per ciclo è «W = 240 J» e il rendimento è «η = 0,30» (30 %).

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: calcolare il rendimento di una macchina a partire da «Q_c» e «Q_f» (oppure da «W» e «Q_c») è una richiesta ricorrente; attenzione a usare i moduli dei calori.
  • Focus Esame di Stato: distinguere macchina termica (ciclo orario, produce lavoro) e macchina frigorifera (ciclo antiorario, assorbe lavoro) e calcolarne rendimento o COP.

Errori frequenti

  • Dimenticare che in un ciclo «ΔU = 0» e quindi scrivere male il bilancio energetico: il lavoro netto è «W = Q_c - Q_f», non «W = Q_c».
  • Esprimere il rendimento come un numero maggiore di 1 o uguale a 1: «η» è sempre strettamente minore di 1 (mentre il COP di un frigorifero può superare 1).

Approfondimento

Il rendimento «η = 1 − Q_f/Q_c» non può mai valere 1: una macchina con «Q_f = 0» convertirebbe integralmente in lavoro il calore di una sola sorgente, cioè sarebbe il «moto perpetuo di seconda specie» vietato dall'enunciato di Kelvin del secondo principio. Il tetto teorico per due sorgenti fisse è il rendimento di Carnot «η_max = 1 − T_f/T_c», che dipende SOLO dalle temperature assolute: per questo le centrali termoelettriche producono vapore il più caldo possibile e scaricano nell'ambiente più freddo disponibile. Anche il frigorifero e la pompa di calore hanno un limite di Carnot, «COP_fr ≤ T_f/(T_c − T_f)» e «COP_pdc ≤ T_c/(T_c − T_f)». Che il COP di una pompa di calore possa superare di molto l'unità — restituisce più calore del lavoro speso, prelevando la differenza dall'ambiente freddo — non viola alcun principio, perché essa non converte calore in lavoro ma lo TRASPORTA dal freddo al caldo a spese di lavoro esterno.

Ripasso attivo

Una macchina termica assorbe «Q_c = 800 J» da una sorgente calda e cede «Q_f = 560 J» alla sorgente fredda in ogni ciclo. Determina il lavoro prodotto per ciclo e il rendimento della macchina.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Ciclo di Carnot e secondo principio della termodinamica#

●●●ApprofondimentoLPOSA-fisica-termodinamica

Il ciclo di Carnot nel piano p-V

Ciclo di CarnotGrafico di isoterma calda, decrescente, nell’intervallo x da 1 a 2, Grafico, decrescente, nell’intervallo x da 2 a 4, Grafico di isoterma fredda, decrescente, nell’intervallo x da 2 a 4, Grafico, decrescente, nell’intervallo x da 1 a 20.511.522.533.544.5510152025ABCDisoterma caldaisoterma freddapV

Punti chiave

Il secondo principio della termodinamica stabilisce il verso preferenziale dei processi naturali e i limiti delle trasformazioni dell'energia. Esso possiede due enunciati classici, dimostrabilmente equivalenti. L'enunciato di Lord Kelvin afferma che è impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia la conversione integrale in lavoro del calore assorbito da una sola sorgente: serve sempre una sorgente fredda a cui cedere parte del calore. L'enunciato di Clausius afferma che è impossibile realizzare una trasformazione ciclica il cui unico risultato sia il passaggio di calore da un corpo freddo a uno più caldo: il calore fluisce spontaneamente solo dal caldo al freddo.
Il ciclo di Carnot è il ciclo reversibile ideale che opera fra due sole sorgenti a temperature «T_c» e «T_f». È costituito da quattro trasformazioni reversibili in successione: un'espansione isotèrma a «T_c» (assorbimento di «Q_c»), un'espansione adiabàtica (la temperatura scende da «T_c» a «T_f»), una compressione isotèrma a «T_f» (cessione di «Q_f») e una compressione adiabàtica (la temperatura risale a «T_c»). Nel piano p-V appare come un quadrilatero curvilineo chiuso (Fig. 1).
Il teorema di Carnot afferma che, fra tutte le macchine che lavorano tra le stesse due sorgenti, la macchina di Carnot ha il rendimento massimo, e che tutte le macchine reversibili che operano fra le stesse temperature hanno lo stesso rendimento, indipendente dalla sostanza usata. Il rendimento di Carnot dipende solo dalle temperature assolute delle due sorgenti: «η_Carnot = 1 - T_f/T_c». Esso fissa il tetto invalicabile per qualunque macchina reale: «η_reale < η_Carnot». Le temperature vanno espresse in kelvin.
Dal rendimento di Carnot discende un corollario importante: poiché «η_Carnot = 1 - T_f/T_c < 1» sempre (essendo «T_f > 0 K» e finita), nessuna macchina può convertire integralmente il calore in lavoro. Per aumentare il rendimento conviene aumentare «T_c» o diminuire «T_f»; l'irraggiungibilità dello zero assoluto pone però un limite anche a questo. Il ciclo di Carnot rappresenta dunque l'ideale teorico verso cui tendere, mai pienamente raggiungibile per via dell'inevitabile irreversibilità dei processi reali (attriti, scambi di calore con gradienti finiti).
ηCarnot=1−TfTc\eta_{\text{Carnot}} = 1 - \frac{T_f}{T_c}ηCarnot​=1−Tc​Tf​​

Rendimento di Carnot

Rendimento massimo fra due sorgenti, dipendente solo dalle temperature assolute (in kelvin).

QfQc=TfTc(ciclo reversibile)\frac{Q_f}{Q_c} = \frac{T_f}{T_c} \quad (\text{ciclo reversibile})Qc​Qf​​=Tc​Tf​​(ciclo reversibile)

Relazione di Carnot

In un ciclo reversibile il rapporto dei calori scambiati uguaglia il rapporto delle temperature assolute.

T(K)=t(∘C)+273,15T(\text{K}) = t(^\circ\text{C}) + 273{,}15T(K)=t(∘C)+273,15

Conversione

Conversione dalla scala Celsius alla scala assoluta Kelvin.

Esempio svolto

Rendimento massimo di una macchina di Carnot

Una macchina di Carnot opera tra una sorgente calda a «t_c = 327 °C» e una sorgente fredda a «t_f = 27 °C». Calcola il rendimento massimo teorico e valuta se una macchina reale al 55 % tra le stesse sorgenti è possibile.

  1. 01Convertire le temperature in kelvin

    Sommo 273 a ciascuna temperatura Celsius.

  2. 02Applicare la formula di Carnot

    Il rendimento massimo dipende solo dalle temperature assolute.

  3. 03Calcolo numerico

    Si ottiene «η_Carnot = 1 - 0,50 = 0,50», cioè il 50 %.

  4. 04Valutare la macchina reale

    Una macchina reale al 55 % supererebbe il limite di Carnot del 50 %: è impossibile, viola il secondo principio della termodinamica.

Risultato: Il rendimento massimo teorico è «η_Carnot = 0,50» (50 %). Una macchina reale al 55 % tra le stesse sorgenti è fisicamente impossibile.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: la formula «η_Carnot = 1 - T_f/T_c» con temperature in kelvin è fra le più richieste; spesso si chiede di confrontare il rendimento reale con quello di Carnot.
  • Focus Esame di Stato: saper enunciare correttamente i due enunciati del secondo principio (Kelvin e Clausius) e descrivere le quattro fasi del ciclo di Carnot sono richieste tipiche del colloquio orale.

Errori frequenti

  • Usare le temperature in gradi Celsius nella formula di Carnot: «T_c» e «T_f» devono essere in kelvin, altrimenti il rendimento risulta del tutto sbagliato.
  • Affermare che una macchina reale possa raggiungere o superare il rendimento di Carnot: «η_Carnot» è un limite superiore che le macchine reali (irreversibili) non possono mai eguagliare.

Approfondimento

Per il ciclo di Carnot, applicando la legge dell'isotèrma alle due trasformazioni a temperatura costante e sfruttando le due adiabàtiche (lungo cui vale «T·V^(γ−1) = costante») si dimostra la relazione fondamentale «Q_c/T_c = Q_f/T_f», da cui segue immediatamente «η = 1 − Q_f/Q_c = 1 − T_f/T_c». L'equivalenza dei due enunciati del secondo principio si prova per assurdo: una macchina che violasse Kelvin (rendimento unitario) potrebbe alimentare un frigorifero e realizzare un trasferimento netto di calore dal freddo al caldo senza altro effetto, violando Clausius — e viceversa. Generalizzando la relazione di Carnot a un ciclo qualunque si ottiene la disuguaglianza di Clausius «∮ dQ/T ≤ 0», con l'uguaglianza solo per i cicli reversibili: è proprio questa disuguaglianza a garantire che «dQ_rev/T» sia il differenziale di una funzione di stato — l'entropia — e a fondare la trattazione della sezione successiva. Il teorema di Carnot spiega anche perché il rendimento non dipende dalla sostanza di lavoro: dipende solo dal rapporto fra le due temperature assolute.

Ripasso attivo

Una macchina di Carnot opera tra una sorgente calda a «t_c = 327 °C» e una sorgente fredda a «t_f = 27 °C». Calcola il rendimento massimo teorico e stabilisci se una macchina reale che dichiara un rendimento del 55 % tra le stesse sorgenti è fisicamente possibile.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Entropia e irreversibilità (cenni)#

●●●ApprofondimentoLPOSA-fisica-termodinamica

Reversibile e irreversibile: il bilancio dell'entropia

Reversibile e irreversibileTabella con 3 colonne e 3 righe, Dati: Grandezza · Reversibile · Irreversibile; ΔS universo · 0 · > 0; Freccia tempo · no · sì; Processo · ideale · reale, cella evidenziata: > 0GRANDEZZAREVERSIBILEIRREVERSIBILEΔS universo0> 0Freccia temponosìProcessoidealerealeSecondo principio: l’entropia dell’universo non diminuiscemai

Punti chiave

L'entropia «S» è una funzione di stato introdotta da Rudolf Clausius per dare forma quantitativa al secondo principio. La sua variazione lungo una trasformazione reversibile che porta da uno stato A a uno stato B è definita da «ΔS = ∫(da A a B) dQ_rev/T»; per uno scambio di calore a temperatura costante si riduce a «ΔS = Q/T». Essendo «S» una funzione di stato, la sua variazione dipende solo dagli stati iniziale e finale, non dal cammino seguito (a differenza di «Q» e «W»).
Il secondo principio si riformula allora in termini di entropia: in un sistema isolato l'entropia totale non può mai diminuire. In una trasformazione reversibile l'entropia dell'universo (sistema più ambiente) resta costante, «ΔS_univ = 0»; in ogni trasformazione reale, irreversibile, essa aumenta, «ΔS_univ > 0». Questo è il principio dell'aumento dell'entropia, che fissa la freccia del tempo: i processi naturali avvengono nel verso che fa crescere l'entropia complessiva.
L'entropia fornisce una misura della degradazione dell'energia. Ogni processo irreversibile (attrito, conduzione del calore con gradiente finito, mescolamento, diffusione) trasforma energia di qualità elevata, capace di compiere lavoro, in energia termica diffusa a bassa temperatura, meno utilizzabile. L'energia totale si conserva (primo principio), ma la sua disponibilità a essere convertita in lavoro diminuisce: l'aumento di entropia quantifica proprio questa perdita di disponibilità.
A livello microscopico, l'interpretazione statistica di Boltzmann lega l'entropia al numero di configurazioni microscopiche (microstati) compatibili con un dato stato macroscopico, attraverso «S = k_B ln Ω». Gli stati macroscopici più probabili sono quelli realizzabili nel maggior numero di modi, cioè con entropia più alta; l'evoluzione spontanea verso l'equilibrio è quindi l'evoluzione verso il macrostato più probabile. Questo collega l'irreversibilità termodinamica al concetto di disordine microscopico ed è alla base delle profonde implicazioni concettuali, tecnologiche e ambientali della termodinamica.
ΔS=∫ABdQrevT\Delta S = \int_A^B \frac{\mathrm{d}Q_{\text{rev}}}{T}ΔS=∫AB​TdQrev​​

Definizione

Variazione di entropia lungo una trasformazione reversibile; «S» è una funzione di stato.

ΔS=QT(T costante)\Delta S = \frac{Q}{T} \quad (T \text{ costante})ΔS=TQ​(T costante)

Caso isotermo

Per uno scambio di calore a temperatura costante la variazione di entropia è il rapporto calore/temperatura assoluta.

ΔSuniv≥0\Delta S_{\text{univ}} \geq 0ΔSuniv​≥0

2° principio

L'entropia di un sistema isolato (o dell'universo) non diminuisce mai: resta costante se reversibile, aumenta se irreversibile.

S=kBln⁡ΩS = k_B \ln \OmegaS=kB​lnΩ

Boltzmann

Interpretazione statistica: l'entropia cresce con il numero di microstati «Ω» compatibili con lo stato macroscopico.

Esempio svolto

Variazione di entropia in uno scambio isotermo

Un blocco metallico cede «Q = 600 J» all'ambiente alla temperatura costante «T = 300 K» (anch'esso a circa 300 K). Calcola la variazione di entropia dell'ambiente e discuti il segno.

  1. 01Identificare il calore ricevuto dall'ambiente

    Il blocco cede calore, quindi l'ambiente lo riceve: dal punto di vista dell'ambiente «Q_amb = +600 J».

  2. 02Applicare la formula isoterma

    La temperatura dell'ambiente è costante, quindi si usa «ΔS = Q/T» con «T» in kelvin.

  3. 03Calcolo numerico

    Si ottiene «ΔS_amb = 2,0 J/K». Il segno è positivo perché l'ambiente assorbe calore.

  4. 04Discussione

    L'entropia dell'ambiente aumenta. Quella del blocco diminuisce (cede calore), ma il bilancio complessivo dell'universo, in un processo reale di conduzione, risulta non negativo, in accordo con il secondo principio.

Risultato: «ΔS_amb = +2,0 J/K»: l'entropia dell'ambiente cresce perché assorbe calore.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper enunciare che in un sistema isolato «ΔS ≥ 0» (uguaglianza solo per processi reversibili) e collegarlo all'irreversibilità è una richiesta tipica del colloquio.
  • Focus Esame di Stato: calcolare la variazione di entropia in uno scambio isotermo, «ΔS = Q/T», e discutere il bilancio entropico dell'universo (sistema + ambiente).

Errori frequenti

  • Affermare che l'entropia di un sistema non possa mai diminuire: è l'entropia di un sistema ISOLATO (o quella totale dell'universo) a non poter diminuire; quella di un singolo corpo può calare se cede calore all'ambiente.
  • Usare la temperatura in gradi Celsius nel calcolo di «ΔS = Q/T»: come per Carnot, «T» va espressa in kelvin perché compare a denominatore come temperatura assoluta.

Approfondimento

Che l'entropia dell'universo cresca nei processi reali si vede in due esempi. Nel passaggio spontaneo di una quantità di calore «Q» da un corpo caldo «T_c» a uno freddo «T_f», il corpo caldo perde «Q/T_c» e il freddo guadagna «Q/T_f» di entropia; poiché «T_f < T_c», la somma «ΔS_univ = Q/T_f − Q/T_c > 0». Nell'espansione libera di un gas nel vuoto non ci sono scambi di calore né di lavoro, quindi «ΔU = 0» e «T» non cambia, ma il volume aumenta e con esso il numero di microstati accessibili: l'entropia cresce di «ΔS = nR·ln(V_f/V_i) > 0» pur essendo «Q = 0» (il calcolo si esegue lungo un cammino REVERSIBILE isotermo che collega gli stessi stati, perché «S» è funzione di stato). Il terzo principio della termodinamica completa il quadro: l'entropia di un sistema tende a un valore minimo — nullo per un cristallo perfetto — quando «T → 0 K», e lo zero assoluto è irraggiungibile in un numero finito di trasformazioni. L'aumento di entropia è la sola legge fisica che distingue il passato dal futuro: è la «freccia del tempo».

Ripasso attivo

Un blocco metallico cede «Q = 600 J» all'ambiente che si trova alla temperatura costante «T = 300 K», mantenendosi anch'esso praticamente a 300 K. Calcola la variazione di entropia dell'ambiente e discuti il segno del risultato.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Primo principio della termodinamica e trasformazioni notevoli◐
    • 02Macchine termiche e rendimento◐
    • 03Ciclo di Carnot e secondo principio della termodinamica●
    • 04Entropia e irreversibilità (cenni)●

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Dagli appunti all'allenamento

Termodinamica e i suoi princìpi

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Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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