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La termodinamica studia gli scambi di energia tra un sistema e l'ambiente sotto forma di calore e di lavoro, e le leggi che governano le trasformazioni dell'energia. Il primo principio estende la conservazione dell'energia ai fenomeni termici, mentre il secondo principio impone un verso preferenziale ai processi naturali e fissa un limite invalicabile al rendimento delle macchine termiche. Il ciclo di Carnot e il concetto di entropia chiudono il quadro, collegando la fisica all'irreversibilità e alla degradazione dell'energia.
4 sezioni~20 min di lettura3 competenzeLivello Standard 2 · Approfondimento 2Verificato · 07/2026
livello base
In tutti gli indirizzi di Liceo si richiede di applicare il primo principio alle trasformazioni notevoli, di calcolare il rendimento di una macchina termica e di enunciare correttamente il secondo principio.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico (e nell'opzione Scienze Applicate) si approfondiscono la dimostrazione del teorema di Carnot, il calcolo dell'entropia con «ΔS = ∫ dQ_rev/T» e la rappresentazione dei cicli nel piano T-S.
Profondità di lettura: Approfondimento
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Lavoro come area sottesa nel piano p-V
Le quattro trasformazioni notevoli nel piano p-V
1° principio
La variazione di energia interna è uguale al calore assorbito dal sistema meno il lavoro che esso compie sull'ambiente.
Lavoro
Lavoro compiuto dal gas: area sottesa dalla trasformazione nel piano p-V.
Isoterma
In un'isoterma «ΔU = 0», quindi tutto il calore assorbito si trasforma in lavoro.
Adiabatica
Equazione di Poisson dell'adiabàtica reversibile; «γ» è il rapporto fra i calori specifici molari.
Una mole di gas perfetto monoatomico si espande isotermicamente a «T = 300 K» dal volume «V_i = 2,0 L» al volume «V_f = 6,0 L». Calcola «W», «Q» e «ΔU».
L'espansione è isotèrma, quindi la temperatura resta costante e, per un gas perfetto, l'energia interna non cambia: «ΔU = 0».
Il rapporto dei volumi è «V_f/V_i = 3,0». Applico la formula dell'isoterma.
Poiché «ln 3 ≈ 1,0986», si ottiene «W ≈ 8,31·300·1,0986 ≈ 2,74×10³ J».
Dal primo principio «Q = ΔU + W = 0 + W»: tutto il calore assorbito si converte in lavoro.
Risultato: «W = Q ≈ 2,7×10³ J» (circa 2,74 kJ) e «ΔU = 0».
Errori frequenti
Approfondimento
La relazione di Mayer «c_p − c_V = R» si dimostra con il primo principio applicato a un'isòbara: il calore «Q = n·c_p·ΔT» serve sia ad aumentare l'energia interna «ΔU = n·c_V·ΔT» sia a compiere il lavoro «W = p·ΔV = nR·ΔT», da cui «c_p = c_V + R». I calori molari a loro volta discendono dal teorema di equipartizione dell'energia, secondo cui ogni grado di libertà contribuisce «½R» al calore molare: per un gas monoatomico («f = 3») è «c_V = (3/2)R», per un biatomico («f = 5») è «c_V = (5/2)R». Lungo un'adiabàtica reversibile, imponendo «dU = −dW», cioè «n·c_V·dT = −p·dV», e usando «pV = nRT», si integra e si ricava la relazione di Poisson «p·V^γ = costante» con «γ = c_p/c_V»: poiché «γ > 1», nel piano p-V l'adiabàtica è più ripida dell'isotèrma che passa per lo stesso punto, e una compressione adiabàtica riscalda il gas senza scambio di calore — è ciò che accende la miscela nel motore Diesel.
Ripasso attivo
Una mole di gas perfetto monoatomico si espande isotermicamente a «T = 300 K» dal volume «V_i = 2,0 L» al volume «V_f = 6,0 L». Calcola il lavoro compiuto, il calore assorbito e la variazione di energia interna.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema a blocchi di una macchina termica
Bilancio ciclo
In un ciclo «ΔU = 0»: il lavoro netto è la differenza fra calore assorbito e calore ceduto.
Rendimento
Frazione di calore assorbito convertita in lavoro; è un numero puro minore di 1.
Frigorifero
Coefficiente di prestazione di un frigorifero: calore sottratto alla sorgente fredda per unità di lavoro speso.
Una macchina termica assorbe «Q_c = 800 J» da una sorgente calda e cede «Q_f = 560 J» alla sorgente fredda in ogni ciclo. Determina il lavoro prodotto per ciclo e il rendimento.
In un ciclo «ΔU = 0», quindi il lavoro netto è la differenza dei calori.
Il rendimento è il rapporto fra lavoro prodotto e calore assorbito.
Si ottiene «η = 0,30», cioè il 30 %. Lo stesso risultato si ricava da «η = 1 - Q_f/Q_c = 1 - 560/800 = 1 - 0,70 = 0,30».
Risultato: Il lavoro prodotto per ciclo è «W = 240 J» e il rendimento è «η = 0,30» (30 %).
Errori frequenti
Approfondimento
Il rendimento «η = 1 − Q_f/Q_c» non può mai valere 1: una macchina con «Q_f = 0» convertirebbe integralmente in lavoro il calore di una sola sorgente, cioè sarebbe il «moto perpetuo di seconda specie» vietato dall'enunciato di Kelvin del secondo principio. Il tetto teorico per due sorgenti fisse è il rendimento di Carnot «η_max = 1 − T_f/T_c», che dipende SOLO dalle temperature assolute: per questo le centrali termoelettriche producono vapore il più caldo possibile e scaricano nell'ambiente più freddo disponibile. Anche il frigorifero e la pompa di calore hanno un limite di Carnot, «COP_fr ≤ T_f/(T_c − T_f)» e «COP_pdc ≤ T_c/(T_c − T_f)». Che il COP di una pompa di calore possa superare di molto l'unità — restituisce più calore del lavoro speso, prelevando la differenza dall'ambiente freddo — non viola alcun principio, perché essa non converte calore in lavoro ma lo TRASPORTA dal freddo al caldo a spese di lavoro esterno.
Ripasso attivo
Una macchina termica assorbe «Q_c = 800 J» da una sorgente calda e cede «Q_f = 560 J» alla sorgente fredda in ogni ciclo. Determina il lavoro prodotto per ciclo e il rendimento della macchina.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Il ciclo di Carnot nel piano p-V
Rendimento di Carnot
Rendimento massimo fra due sorgenti, dipendente solo dalle temperature assolute (in kelvin).
Relazione di Carnot
In un ciclo reversibile il rapporto dei calori scambiati uguaglia il rapporto delle temperature assolute.
Conversione
Conversione dalla scala Celsius alla scala assoluta Kelvin.
Una macchina di Carnot opera tra una sorgente calda a «t_c = 327 °C» e una sorgente fredda a «t_f = 27 °C». Calcola il rendimento massimo teorico e valuta se una macchina reale al 55 % tra le stesse sorgenti è possibile.
Sommo 273 a ciascuna temperatura Celsius.
Il rendimento massimo dipende solo dalle temperature assolute.
Si ottiene «η_Carnot = 1 - 0,50 = 0,50», cioè il 50 %.
Una macchina reale al 55 % supererebbe il limite di Carnot del 50 %: è impossibile, viola il secondo principio della termodinamica.
Risultato: Il rendimento massimo teorico è «η_Carnot = 0,50» (50 %). Una macchina reale al 55 % tra le stesse sorgenti è fisicamente impossibile.
Errori frequenti
Approfondimento
Per il ciclo di Carnot, applicando la legge dell'isotèrma alle due trasformazioni a temperatura costante e sfruttando le due adiabàtiche (lungo cui vale «T·V^(γ−1) = costante») si dimostra la relazione fondamentale «Q_c/T_c = Q_f/T_f», da cui segue immediatamente «η = 1 − Q_f/Q_c = 1 − T_f/T_c». L'equivalenza dei due enunciati del secondo principio si prova per assurdo: una macchina che violasse Kelvin (rendimento unitario) potrebbe alimentare un frigorifero e realizzare un trasferimento netto di calore dal freddo al caldo senza altro effetto, violando Clausius — e viceversa. Generalizzando la relazione di Carnot a un ciclo qualunque si ottiene la disuguaglianza di Clausius «∮ dQ/T ≤ 0», con l'uguaglianza solo per i cicli reversibili: è proprio questa disuguaglianza a garantire che «dQ_rev/T» sia il differenziale di una funzione di stato — l'entropia — e a fondare la trattazione della sezione successiva. Il teorema di Carnot spiega anche perché il rendimento non dipende dalla sostanza di lavoro: dipende solo dal rapporto fra le due temperature assolute.
Ripasso attivo
Una macchina di Carnot opera tra una sorgente calda a «t_c = 327 °C» e una sorgente fredda a «t_f = 27 °C». Calcola il rendimento massimo teorico e stabilisci se una macchina reale che dichiara un rendimento del 55 % tra le stesse sorgenti è fisicamente possibile.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Reversibile e irreversibile: il bilancio dell'entropia
Definizione
Variazione di entropia lungo una trasformazione reversibile; «S» è una funzione di stato.
Caso isotermo
Per uno scambio di calore a temperatura costante la variazione di entropia è il rapporto calore/temperatura assoluta.
2° principio
L'entropia di un sistema isolato (o dell'universo) non diminuisce mai: resta costante se reversibile, aumenta se irreversibile.
Boltzmann
Interpretazione statistica: l'entropia cresce con il numero di microstati «Ω» compatibili con lo stato macroscopico.
Un blocco metallico cede «Q = 600 J» all'ambiente alla temperatura costante «T = 300 K» (anch'esso a circa 300 K). Calcola la variazione di entropia dell'ambiente e discuti il segno.
Il blocco cede calore, quindi l'ambiente lo riceve: dal punto di vista dell'ambiente «Q_amb = +600 J».
La temperatura dell'ambiente è costante, quindi si usa «ΔS = Q/T» con «T» in kelvin.
Si ottiene «ΔS_amb = 2,0 J/K». Il segno è positivo perché l'ambiente assorbe calore.
L'entropia dell'ambiente aumenta. Quella del blocco diminuisce (cede calore), ma il bilancio complessivo dell'universo, in un processo reale di conduzione, risulta non negativo, in accordo con il secondo principio.
Risultato: «ΔS_amb = +2,0 J/K»: l'entropia dell'ambiente cresce perché assorbe calore.
Errori frequenti
Approfondimento
Che l'entropia dell'universo cresca nei processi reali si vede in due esempi. Nel passaggio spontaneo di una quantità di calore «Q» da un corpo caldo «T_c» a uno freddo «T_f», il corpo caldo perde «Q/T_c» e il freddo guadagna «Q/T_f» di entropia; poiché «T_f < T_c», la somma «ΔS_univ = Q/T_f − Q/T_c > 0». Nell'espansione libera di un gas nel vuoto non ci sono scambi di calore né di lavoro, quindi «ΔU = 0» e «T» non cambia, ma il volume aumenta e con esso il numero di microstati accessibili: l'entropia cresce di «ΔS = nR·ln(V_f/V_i) > 0» pur essendo «Q = 0» (il calcolo si esegue lungo un cammino REVERSIBILE isotermo che collega gli stessi stati, perché «S» è funzione di stato). Il terzo principio della termodinamica completa il quadro: l'entropia di un sistema tende a un valore minimo — nullo per un cristallo perfetto — quando «T → 0 K», e lo zero assoluto è irraggiungibile in un numero finito di trasformazioni. L'aumento di entropia è la sola legge fisica che distingue il passato dal futuro: è la «freccia del tempo».
Ripasso attivo
Un blocco metallico cede «Q = 600 J» all'ambiente che si trova alla temperatura costante «T = 300 K», mantenendosi anch'esso praticamente a 300 K. Calcola la variazione di entropia dell'ambiente e discuti il segno del risultato.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti