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La termologia studia i fenomeni termici a partire da due grandezze distinte e spesso confuse: la temperatura, che misura lo stato di agitazione delle particelle, e il calore, che è energia in transito fra corpi a temperatura diversa. Questo appunto percorre la dilatazione termica e le scale termometriche, la calorimetria con i passaggi di stato, le leggi dei gas e l'equazione di stato del gas perfetto, fino al modello cinetico che reinterpreta la temperatura come misura dell'energia cinetica media delle molecole. È un argomento pienamente all'interno dell'Esame di Stato: fornisce gli strumenti quantitativi (bilanci termici, piano p-V) ripresi poi dalla termodinamica.
4 sezioni~20 min di lettura3 competenzeLivello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
In tutti gli indirizzi liceali si richiede di padroneggiare le definizioni operative di temperatura e calore, i bilanci di calorimetria, le leggi dei gas e l'equazione di stato pV = nRT, con l'interpretazione qualitativa dei grafici.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico e nell'opzione Scienze Applicate si approfondiscono la derivazione del modello cinetico (relazione fra pressione e velocità quadratica media, energia cinetica media e temperatura assoluta) e l'uso quantitativo del piano p-V, anche in raccordo con la successiva termodinamica.
Profondità di lettura: Approfondimento
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Confronto fra le scale termometriche Celsius e Kelvin
Celsius -> Kelvin
Conversione dalla scala Celsius alla scala assoluta; le due scale hanno lo stesso grado, quindi una differenza di temperatura ha lo stesso valore in K e in gradi C.
Dilatazione lineare
L'allungamento e proporzionale alla lunghezza iniziale, al coefficiente di dilatazione lineare alpha e alla variazione di temperatura.
Una rotaia d'acciaio lunga 10.0 m a 5 °C viene scaldata fino a 35 °C dal sole estivo. Con α = 1.2 × 10⁻⁵ K⁻¹, calcola l'allungamento ΔL.
La differenza di temperatura ha lo stesso valore in gradi Celsius e in kelvin: ΔT = 35 - 5 = 30 K.
Sostituisco i dati nella legge di dilatazione lineare.
Eseguo il prodotto: 10.0 x 1.2e-5 x 30 = 3.6e-3 m.
Risultato: La rotaia si allunga di circa 3.6 mm: per questo le rotaie sono separate da giunti che assorbono la dilatazione ed evitano deformazioni.
Errori frequenti
Approfondimento
Che il coefficiente di dilatazione volumica valga circa il triplo di quello lineare si dimostra in poche righe: un cubo di lato «L₀» diventa «L = L₀(1 + α·ΔT)», quindi il volume «V = L³ = V₀(1 + α·ΔT)³ ≈ V₀(1 + 3α·ΔT)», perché i termini in «α²» e «α³» sono trascurabili (α è dell'ordine di 10⁻⁵ K⁻¹); analogamente la dilatazione superficiale ha coefficiente «≈ 2α». Lo zero assoluto non è una convenzione: estrapolando a zero la retta pressione-temperatura di un gas rarefatto a volume costante (il termometro a gas), tutte le rette — qualunque sia il gas — incontrano l'asse a «−273,15 °C», e questo definisce lo zero della scala Kelvin come temperatura fisicamente minima. L'anomalia dell'acqua, che raggiunge la massima densità a 4 °C, ha conseguenze ecologiche decisive: il ghiaccio galleggia e i laghi gelano dalla superficie verso il fondo, isolando l'acqua sottostante e permettendo la vita acquatica anche in inverno.
Ripasso attivo
Una rotaia d'acciaio è lunga 10.0 m a 5 °C. Sapendo che il coefficiente di dilatazione lineare dell'acciaio è α = 1.2 × 10⁻⁵ K⁻¹, determina di quanto si allunga quando la temperatura sale a 35 °C e spiega perché fra le rotaie si lasciano dei giunti.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Diagramma temperatura-tempo del riscaldamento dell'acqua dal ghiaccio al vapore
Calore sensibile
Calore scambiato senza cambiamento di stato: dipende dalla massa, dal calore specifico c e dalla variazione di temperatura.
Calore latente
Calore scambiato durante un cambiamento di stato a temperatura costante; L e il calore latente di fusione o di vaporizzazione.
Bilancio calorimetrico
In un sistema isolato il calore ceduto dai corpi caldi eguaglia quello assorbito dai corpi freddi; da qui si ricava la temperatura di equilibrio.
In un calorimetro isolato si mescolano 0.200 kg di acqua a 80 °C con 0.300 kg di acqua a 20 °C. Calcola la temperatura di equilibrio T_e, trascurando la capacità termica del recipiente.
Il calore ceduto dall'acqua calda eguaglia quello assorbito dall'acqua fredda. Poiche la sostanza e la stessa, il calore specifico c si semplifica.
Semplificando c e isolando la temperatura di equilibrio si ottiene la media pesata sulle masse.
Inserisco m1=0.200 kg a 80 C e m2=0.300 kg a 20 C.
Risultato: T_e = 22 / 0.500 = 44 °C. La temperatura di equilibrio è 44 °C, più vicina ai 20 °C perché la massa fredda è maggiore.
Errori frequenti
Approfondimento
L'esperimento di Joule con i mulinelli dimostrò che il lavoro meccanico può riscaldare l'acqua esattamente come il calore, fissando l'equivalente meccanico «1 cal ≈ 4,186 J» e preparando il primo principio della termodinamica: calore e lavoro sono due modi di trasferire la stessa grandezza, l'energia. Sul piano microscopico il calore sensibile «Q = m·c·ΔT» aumenta l'energia cinetica media delle particelle (sale la temperatura), mentre il calore latente «Q = m·L» durante un passaggio di stato serve a vincere l'energia potenziale dei legami intermolecolari, e per questo la temperatura resta ferma. Ecco perché la vaporizzazione è un potente meccanismo di raffreddamento: le molecole più veloci abbandonano il liquido portando via energia, e la sudorazione sfrutta proprio questo effetto. Nella conduzione il flusso di calore attraverso una parete è proporzionale alla differenza di temperatura e alla conducibilità del materiale, e inversamente proporzionale allo spessore: è la ragione fisica dell'isolamento termico degli edifici e del doppio vetro delle finestre.
Ripasso attivo
In un calorimetro di capacità trascurabile si versano 0.200 kg di acqua a 80 °C e 0.300 kg di acqua a 20 °C. Assumendo il sistema isolato e il calore specifico dell'acqua costante, determina la temperatura di equilibrio.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Isoterme di Boyle nel piano p-V: pV = 4 (curva in evidenza) e pV = 2
Legge di Boyle
Trasformazione isoterma: a temperatura costante la pressione e inversamente proporzionale al volume.
Leggi di Gay-Lussac / Charles
A pressione costante il volume e proporzionale alla temperatura assoluta; a volume costante lo e la pressione. Sempre con T in kelvin.
Equazione di stato del gas perfetto
Lega pressione, volume, numero di moli n e temperatura assoluta T; R = 8.314 J/(mol K) e la costante universale dei gas.
Una bombola rigida di volume V = 0.0500 m³ contiene n = 2.00 mol di gas perfetto a T = 300 K. Con R = 8.314 J/(mol·K), determina la pressione p.
Parto dall'equazione di stato del gas perfetto e isolo la pressione.
Inserisco n=2.00 mol, R=8.314, T=300 K, V=0.0500 m^3.
Il numeratore vale 2.00 x 8.314 x 300 = 4988.4 J; diviso per 0.0500 m^3.
Risultato: La pressione è circa 9.98 × 10⁴ Pa, cioè poco meno della pressione atmosferica normale (1.013 × 10⁵ Pa).
Errori frequenti
Approfondimento
Le tre leggi dei gas sono casi particolari dell'equazione di stato «pV = nRT» e si combinano nella legge generale «p₁V₁/T₁ = p₂V₂/T₂» quando la quantità di gas non cambia. La costante universale «R = 8,314 J/(mol·K)» è legata alla costante di Boltzmann da «R = N_A·k», dove «N_A ≈ 6,02·10²³ mol⁻¹» è il numero di Avogadro: R descrive una mole, k una singola molecola. Da «pV = nRT» segue il volume molare in condizioni normali (0 °C, 1 atm), «V_m ≈ 22,4 L/mol», identico per tutti i gas ideali — è il principio di Avogadro. Nel piano p-V l'area sottesa a una trasformazione misura il lavoro scambiato: lungo un'isotèrma (l'iperbole «pV = costante») quell'area vale «W = nRT·ln(V_f/V_i)», un risultato che ritroveremo in termodinamica. Il modello di gas perfetto vale finché le molecole sono lontane e piccole rispetto ai vuoti fra loro; a basse temperature o alte pressioni i gas reali deviano e si descrivono con equazioni correttive, come quella di Van der Waals.
Ripasso attivo
Una bombola rigida di volume 0.0500 m³ contiene 2.00 mol di un gas considerato perfetto alla temperatura di 300 K. Usando R = 8.314 J/(mol·K), determina la pressione del gas all'interno della bombola.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Modello cinetico: molecole in moto disordinato che urtano le pareti del recipiente
Pressione cinetica
La pressione macroscopica deriva dagli urti delle N molecole di massa m contro le pareti; v^2 e la velocita quadratica media.
Energia cinetica media e temperatura
L'energia cinetica media di traslazione per molecola e proporzionale alla temperatura assoluta; k = 1.38e-23 J/K e la costante di Boltzmann.
Velocita quadratica media
Velocita quadratica media delle molecole in funzione della temperatura assoluta e della massa molare M (in kg/mol).
Per l'azoto (M = 0.028 kg/mol) a T = 300 K, con k = 1.38 × 10⁻²³ J/K e R = 8.314 J/(mol·K), calcola l'energia cinetica media di traslazione per molecola e la velocità quadratica media.
Applico la relazione fra energia cinetica media e temperatura assoluta.
Eseguo il prodotto: 1.5 x 1.38e-23 x 300.
Uso la massa molare in kg/mol: 3 x 8.314 x 300 / 0.028 = 2.672e5, poi la radice.
Risultato: L'energia cinetica media è circa 6.21 × 10⁻²¹ J e la velocità quadratica media circa 517 m/s: le molecole d'aria si muovono a velocità dell'ordine di centinaia di metri al secondo.
Errori frequenti
Approfondimento
La pressione cinetica si ricava considerando gli urti elastici delle molecole contro le pareti: una molecola di massa «m» e velocità «v_x» che rimbalza inverte la propria quantità di moto di «2m·v_x»; contando quante colpiscono una parete di area «A» nel tempo «dt» e mediando sulle direzioni si ottiene «p = (1/3)(N/V)·m·⟨v²⟩». Confrontando questa espressione con «pV = NkT» segue l'energia cinetica media di traslazione «⟨E_c⟩ = ½m⟨v²⟩ = (3/2)kT»: è il teorema di equipartizione, per cui a ciascuno dei 3 gradi di libertà traslazionali spetta «½kT». L'energia interna di un gas perfetto monoatomico è quindi «U = (3/2)nRT», funzione della sola temperatura, esattamente come si era assunto in termodinamica. Le velocità non sono tutte uguali ma seguono la distribuzione di Maxwell-Boltzmann, una curva asimmetrica la cui «coda» ad alta velocità spiega perché, pur essendo modesta la velocità quadratica media, alcune molecole possano sfuggire alla gravità di un pianeta o superare la barriera di energia di una reazione chimica.
Ripasso attivo
Considera un campione di azoto (massa molare M = 0.028 kg/mol) alla temperatura di 300 K. Usando k = 1.38 × 10⁻²³ J/K e R = 8.314 J/(mol·K), calcola l'energia cinetica media di traslazione di una molecola e la velocità quadratica media delle molecole.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) - Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti
Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)