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L'induzione elettromagnetica è il fenomeno per cui la variazione nel tempo del flusso del campo magnetico concatenato con un circuito genera in esso una forza elettromotrice indotta. Scoperta da Faraday e Henry, è descritta quantitativamente dalla legge di Faraday-Neumann e qualitativamente, nel verso, dalla legge di Lenz, che esprime la conservazione dell'energia. Da questo principio discendono l'autoinduzione, l'energia immagazzinata nel campo magnetico e le tecnologie fondamentali della produzione e del trasporto dell'energia elettrica: l'alternatore e il trasformatore.
4 sezioni~21 min di lettura3 competenzeLivello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali sono richiesti il concetto di flusso magnetico, la legge di Faraday-Neumann e la legge di Lenz, con applicazioni qualitative e a circuiti semplici, e la comprensione del funzionamento di alternatore e trasformatore.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico e nell'opzione Scienze Applicate si approfondiscono il calcolo della f.e.m. indotta in casi non banali (sbarretta in moto, spira rotante), l'autoinduzione con l'induttanza e l'energia del campo magnetico, e la trattazione quantitativa della corrente alternata.
Profondità di lettura: Approfondimento
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I tre modi di variare il flusso concatenato
Flusso magnetico
Flusso del campo magnetico uniforme attraverso una superficie piana di area A; theta è l'angolo fra il campo e la normale alla superficie. L'unità di misura nel SI è il weber (1 Wb = 1 T m^2).
Flusso concatenato (N spire)
Per una bobina di N spire il flusso concatenato è N volte quello di una singola spira: è questa la grandezza la cui derivata compare nella legge di Faraday-Neumann.
Una spira quadrata di lato 12 cm è immersa in un campo magnetico uniforme di intensità 0,40 T. Calcola il flusso concatenato quando il piano della spira è perpendicolare al campo e quando la normale alla spira forma un angolo di 60° con il campo.
Il lato è L = 12 cm = 0,12 m, quindi l'area della spira quadrata è A = L^2.
Se il piano della spira è perpendicolare a B, la normale è parallela a B e theta = 0°, dunque cos theta = 1.
Ora theta = 60° e cos 60° = 0,50: il flusso si dimezza rispetto al caso precedente.
Risultato: Il flusso concatenato vale circa 5,8 mWb quando il piano è perpendicolare al campo e circa 2,9 mWb quando la normale forma 60° con il campo.
Errori frequenti
Approfondimento
L'induzione ha in realtà DUE origini fisiche distinte che la legge di Faraday unifica in un'unica formula. Quando è il circuito a muoversi o a deformarsi in un campo statico (f.e.m. «cinetica» o motional), la forza elettromotrice nasce dalla forza di Lorentz «qv × B» sulle cariche del conduttore in moto: è meccanica pura. Quando invece è il campo a variare mentre il circuito è fermo, le cariche sono ferme e la forza di Lorentz non agisce: deve esistere allora un CAMPO ELETTRICO indotto, generato dalla variazione di «B». È l'idea rivoluzionaria che porterà a una delle equazioni di Maxwell — un campo magnetico variabile nel tempo genera un campo elettrico non conservativo, con linee chiuse. Il flusso concatenato con una bobina di «N» spire è «Φ_conc = N·B·A·cosθ», e sono proprio i tre fattori «B», «A» e «θ» a offrire i tre modi per farlo variare: su ciascuno si fonda un dispositivo reale — l'elettromagnete pulsante (varia «B»), la sbarretta su rotaie (varia «A»), l'alternatore (varia «θ»).
Ripasso attivo
Una spira quadrata di lato 12 cm è immersa in un campo magnetico uniforme di intensità 0,40 T. Calcola il flusso concatenato quando il piano della spira è perpendicolare al campo e quando la normale alla spira forma un angolo di 60° con il campo.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Legge di Lenz: verso della corrente indotta
Faraday-Neumann (f.e.m. media)
La f.e.m. media indotta è l'opposto del rapporto fra la variazione del flusso concatenato e l'intervallo di tempo. Per una bobina di N spire il flusso concatenato è N volte quello della singola spira.
Faraday-Neumann (forma istantanea)
In forma istantanea la f.e.m. è meno la derivata del flusso rispetto al tempo; il segno meno è il contenuto della legge di Lenz.
F.e.m. cinetica della sbarretta
Modulo della f.e.m. indotta in una sbarretta di lunghezza l che si muove con velocità v perpendicolarmente a un campo uniforme B; deriva da Faraday-Neumann poiché l'area varia di l*v ad ogni unità di tempo.
Una bobina di 200 spire di area 50 cm^2 è immersa in un campo magnetico perpendicolare al suo piano. Il campo passa uniformemente da 0,80 T a 0,20 T in 0,30 s. Determina il modulo della f.e.m. media indotta e, applicando la legge di Lenz, discuti il verso della corrente indotta.
Il numero di spire è N = 200, l'area è A = 50 cm^2 = 50 10^-4 m^2 = 5,0 10^-3 m^2. Il campo, perpendicolare al piano, dà theta = 0°.
Poiché theta = 0°, il flusso di una spira è Phi = B*A. La variazione è dovuta alla sola variazione del campo: Delta B = 0,20 - 0,80 = -0,60 T.
Per N spire la f.e.m. è N volte quella di una singola spira; in modulo si divide la variazione di flusso per il tempo.
Il flusso concatenato diminuisce (il campo cala): la corrente indotta circola in modo da creare un campo magnetico concorde con quello esterno, per opporsi alla diminuzione e tendere a mantenere il flusso.
Risultato: La f.e.m. media indotta ha modulo 2,0 V; la corrente indotta circola nel verso che genera un campo concorde con quello applicato, opponendosi alla sua diminuzione.
Errori frequenti
Approfondimento
La f.e.m. cinetica della sbarretta si ricava in due modi che devono coincidere, e la loro coincidenza è la prova della coerenza della teoria. Dal punto di vista della forza di Lorentz, sulle cariche della sbarretta in moto con velocità «v» agisce una forza «qvB» che le separa fino a stabilire una d.d.p. ai capi «fem = B·L·v». Dal punto di vista del flusso, in un tempo «dt» l'area cresce di «L·v·dt», quindi «dΦ = B·L·v·dt» e «fem = dΦ/dt = B·L·v»: stesso risultato. Il bilancio energetico chiude il cerchio: per far avanzare la sbarretta a velocità costante occorre una forza che vinca la forza magnetica «B·i·L» sulla corrente indotta, e la potenza meccanica spesa «F·v = B·i·L·v = fem·i» è ESATTAMENTE la potenza elettrica dissipata per effetto Joule. Nessuna energia si crea dal nulla: la legge di Lenz è la conservazione dell'energia travestita da segno meno. Le correnti di Foucault indotte nelle masse metalliche estese frenano il moto (freni elettromagnetici dei treni) e riscaldano i nuclei — ed è per contrastarle che i nuclei dei trasformatori si laminano.
Ripasso attivo
Una bobina di 200 spire di area 50 cm^2 è immersa in un campo magnetico perpendicolare al suo piano. Il campo passa uniformemente da 0,80 T a 0,20 T in 0,30 s. Determina il modulo della f.e.m. media indotta e, applicando la legge di Lenz, discuti il verso della corrente indotta.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Induttore a solenoide e flusso autoconcatenato
Definizione di induttanza
Il flusso autoconcatenato è proporzionale alla corrente; la costante L è l'induttanza, misurata in henry (1 H = 1 Wb/A).
F.e.m. autoindotta
La f.e.m. autoindotta è proporzionale, tramite l'induttanza, alla rapidità di variazione della corrente; il segno meno (legge di Lenz) indica che si oppone a tale variazione.
Energia del campo magnetico
Energia immagazzinata in un induttore percorso da corrente i; è il corrispettivo magnetico dell'energia di un condensatore carico.
In un induttore di induttanza 0,50 H la corrente cresce uniformemente da 0 a 2,0 A in 0,40 s. Calcola il modulo della f.e.m. autoindotta durante la variazione e l'energia immagazzinata nel campo magnetico quando la corrente raggiunge 2,0 A.
La corrente cresce uniformemente, quindi il rapporto Delta i / Delta t è costante: Delta i = 2,0 A in Delta t = 0,40 s.
Si applica la formula della f.e.m. autoindotta, considerando il modulo (il segno meno indica solo che si oppone alla crescita della corrente).
Quando la corrente raggiunge i = 2,0 A, l'energia del campo magnetico si ottiene dalla formula con un mezzo di L per il quadrato della corrente.
Risultato: La f.e.m. autoindotta ha modulo 2,5 V durante la crescita della corrente; a corrente di 2,0 A l'energia immagazzinata nel campo magnetico è 1,0 J.
Errori frequenti
Approfondimento
L'induttore introduce nei circuiti una vera «inerzia elettrica»: la f.e.m. autoindotta «fem = −L·(di/dt)» si oppone a ogni variazione di corrente, e in un circuito RL con generatore la corrente non salta al valore finale ma cresce esponenzialmente, «i(t) = (fem/R)·(1 − e^(−t/τ))», con costante di tempo «τ = L/R» — l'analogo magnetico del circuito RC, con «L» nel ruolo della massa e «R» in quello dell'attrito. L'energia immagazzinata vale «W = ½L·i²», il gemello magnetico di «½C·V²»; e come per il condensatore, quell'energia risiede nel CAMPO, con densità «u = B²/(2μ₀)». Sommata alla densità elettrica «½ε₀E²», questa espressione darà l'energia trasportata dalle onde elettromagnetiche. L'apertura brusca di un circuito induttivo, dove «di/dt» è enorme, produce sovratensioni che generano scintille e possono danneggiare gli interruttori: per questo si inseriscono diodi di richiamo o reti di protezione.
Ripasso attivo
In un induttore di induttanza 0,50 H la corrente cresce uniformemente da 0 a 2,0 A in 0,40 s. Calcola il modulo della f.e.m. autoindotta durante la variazione e l'energia immagazzinata nel campo magnetico quando la corrente raggiunge 2,0 A.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema del trasformatore
F.e.m. alternata generata da una spira rotante
F.e.m. dell'alternatore
F.e.m. sinusoidale prodotta da una bobina di N spire e area A che ruota con velocità angolare omega in un campo uniforme B; l'ampiezza E_0 è il valore di picco.
Trasformatore ideale (tensioni)
Nel trasformatore ideale il rapporto fra le tensioni del secondario e del primario è uguale al rapporto fra i rispettivi numeri di spire.
Conservazione della potenza
Nel trasformatore ideale (senza perdite) la potenza si conserva: a un aumento della tensione corrisponde una diminuzione proporzionale della corrente.
Un trasformatore ideale ha 1000 spire al primario e 50 spire al secondario. Al primario è applicata una tensione efficace di 220 V e il primario assorbe una potenza di 110 W. Determina la tensione al secondario e l'intensità di corrente al secondario.
Si applica la relazione del trasformatore ideale fra tensioni e numeri di spire: V_s = V_p * (N_s / N_p).
Nel trasformatore ideale la potenza si conserva, quindi la potenza al secondario è uguale a quella assorbita al primario.
Dalla definizione di potenza in corrente alternata (valori efficaci, fattore di potenza unitario) si ricava I_s = P_s / V_s.
Risultato: La tensione al secondario è 11 V (trasformatore abbassatore) e la corrente al secondario è 10 A: la tensione è ridotta di un fattore 20 e la corrente aumenta dello stesso fattore, conservando la potenza.
Errori frequenti
Approfondimento
La f.e.m. di un alternatore che ruota con pulsazione «ω» è «fem(t) = NBAω·sin(ωt)», con valore di picco «fem₀ = NBAω»: derivando il flusso «Φ = NBA·cos(ωt)» si vede subito perché la f.e.m. è massima quando il piano della spira è parallelo al campo (flusso nullo ma in rapidissima variazione) e nulla quando è perpendicolare. Poiché tensione e corrente alternate oscillano, si usano i valori EFFICACI (o quadratici medi): per un'onda sinusoidale «V_eff = V₀/√2», ed è il valore efficace che compare nei 230 V di rete, cioè quello che produce lo stesso effetto Joule di una tensione continua equivalente. Nel trasformatore ideale lo stesso flusso attraversa entrambi gli avvolgimenti, quindi «V₂/V₁ = N₂/N₁», e la conservazione della potenza «V₁i₁ = V₂i₂» impone «i₂/i₁ = N₁/N₂»: elevare la tensione riduce la corrente. È questa possibilità, offerta solo dalla corrente alternata, ad averla fatta prevalere sulla corrente continua nella «guerra delle correnti» di fine Ottocento e a fondare l'intera rete elettrica moderna.
Ripasso attivo
Un trasformatore ideale ha 1000 spire al primario e 50 spire al secondario. Al primario è applicata una tensione efficace di 220 V e il primario assorbe una potenza di 110 W. Determina la tensione al secondario e l'intensità di corrente al secondario.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti