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Il campo magnetico descrive l'interazione tra magneti, correnti e cariche in moto: dalle proprietà fondamentali del campo e dalle sue linee si passa alla forza di Lorentz su cariche e conduttori, fino ai campi generati dalle correnti (filo, spira, solenoide) e al teorema di Ampère. È uno dei nuclei centrali dell'elettromagnetismo del quinto anno e mostra il legame profondo, scoperto da Ørsted e Ampère, fra elettricità e magnetismo. L'argomento è pienamente parte del programma valutabile all'Esame di Stato (seconda prova e colloquio).
5 sezioni~25 min di lettura4 competenzeLivello Base 1 · Standard 3 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
Per tutti gli indirizzi liceali è richiesta la padronanza qualitativa e quantitativa di campo magnetico, forza di Lorentz, campi delle correnti elementari e teorema di Ampère applicato a casi simmetrici.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico (e nell'opzione Scienze Applicate) si approfondiscono la trattazione vettoriale completa, il moto elicoidale, la deduzione quantitativa di B per spira e solenoide e i collegamenti con l'induzione e le equazioni di Maxwell.
Profondità di lettura: Approfondimento
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Linee del campo magnetico di un magnete a barra
Flusso del campo magnetico
Flusso di B attraverso una superficie aperta di area A; theta è l'angolo tra B e la normale. È la grandezza la cui variazione, per la legge di Faraday-Neumann-Lenz, genera le correnti indotte.
Gauss magnetico
Il flusso del campo magnetico attraverso una qualunque superficie chiusa S è sempre nullo: non esistono cariche magnetiche (monopoli) sorgenti del campo.
Un magnete a barra è racchiuso interamente all'interno di una superficie chiusa (per esempio una scatola immaginaria). Quanto vale il flusso del campo magnetico attraverso questa superficie? Giustifica la risposta.
Il flusso di B attraverso una superficie chiusa è regolato dal teorema di Gauss per il magnetismo.
Poiché non esistono cariche magnetiche isolate, ogni linea di campo che entra nella superficie deve anche uscirne: il bilancio dei flussi entranti e uscenti è esattamente nullo.
Indipendentemente da dove sia il magnete dentro la scatola e da quanto sia intenso il suo campo, il flusso totale è zero.
Risultato: Il flusso del campo magnetico attraverso la superficie chiusa è nullo: \Phi_S(\vec{B}) = 0.
Errori frequenti
Approfondimento
Le due proprietà globali di un campo — flusso e circuitazione — permettono di classificarlo. Il campo elettrostatico è CONSERVATIVO (circuitazione nulla) e ha flusso proporzionale alla carica racchiusa (Gauss elettrico); il campo magnetico è invece SOLENOIDALE: ha flusso nullo attraverso ogni superficie chiusa (Gauss magnetico, «Φ_chiusa(B) = 0») ma circuitazione non nulla se concatena correnti (Ampère). L'annullarsi del flusso attraverso ogni superficie chiusa è l'espressione matematica dell'inesistenza del monopolo magnetico: le linee di «B», non avendo dove nascere o morire, si richiudono sempre su sé stesse. Il flusso magnetico attraverso una superficie APERTA, «Φ(B) = B·A·cosθ», non è invece nullo e diventerà la grandezza-chiave dell'induzione elettromagnetica, perché la sua variazione nel tempo genera le correnti indotte. All'origine microscopica, infine, il magnetismo della materia nasce dal moto orbitale e dallo spin degli elettroni, che equivalgono a minuscole spire di corrente.
Ripasso attivo
Spiega, anche con un disegno, perché spezzando in due un magnete permanente non si ottiene un monopolo magnetico, e collega questo fatto al teorema di Gauss per il campo magnetico.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Forza di Lorentz e regola della mano destra
Forza di Lorentz
Forza su una carica q in moto con velocità v in un campo B; il modulo è F = |q|vB\sin\theta, la direzione è perpendicolare al piano di v e B.
Raggio
Raggio della traiettoria circolare di una carica che entra perpendicolarmente in un campo magnetico uniforme.
Periodo
Periodo del moto circolare: dipende solo da massa, carica e campo, non dalla velocità (frequenza di ciclotrone).
Un protone (massa m = 1.67 × 10⁻²⁷ kg, carica q = 1.6 × 10⁻¹⁹ C) entra con velocità v = 2.0 × 10⁶ m/s perpendicolarmente a un campo magnetico uniforme di intensità B = 0.50 T. Determina il raggio della traiettoria e il periodo del moto.
Velocità perpendicolare a B: la forza di Lorentz è centripeta e il moto è circolare uniforme.
Si applica r = mv/(qB). Numericamente: (1.67e-27 × 2.0e6) / (1.6e-19 × 0.50) = 3.34e-21 / 8.0e-20.
r ≈ 4.18 × 10⁻² m, cioè circa 4.2 cm.
Si applica T = 2πm/(qB) = (2π × 1.67e-27) / (1.6e-19 × 0.50) = 1.049e-26 / 8.0e-20.
T ≈ 1.31 × 10⁻⁷ s, cioè circa 131 ns, indipendente dalla velocità.
Risultato: Raggio r ≈ 4.2 cm; periodo T ≈ 1.3 × 10⁻⁷ s.
Errori frequenti
Approfondimento
Che il periodo del moto circolare «T = 2πm/(|q|B)» non dipenda né dalla velocità né dal raggio è un fatto notevole: cariche più veloci percorrono circonferenze più ampie, ma nello stesso tempo. È questo a permettere al ciclotrone di accelerarle in fase con una tensione alternata a frequenza fissa, la frequenza di ciclotrone «f = |q|B/(2πm)». Se la velocità ha una componente parallela a «B», questa resta costante mentre la componente perpendicolare gira: la traiettoria è un'elica, e questo «avvolgersi» delle particelle attorno alle linee di campo intrappola il plasma (specchi magnetici, fasce di Van Allen, confinamento nei reattori a fusione). Nel selettore di velocità un campo elettrico e uno magnetico incrociati esercitano forze opposte e lasciano passare indisturbate solo le cariche con «v = E/B», qualunque sia la loro massa o carica; accoppiato a una regione di solo campo magnetico, dove «r = mv/(qB)», è il cuore dello spettrometro di massa, che separa gli isotopi in base al rapporto massa/carica ed è lo strumento con cui si «pesano» gli atomi.
Ripasso attivo
Un protone entra perpendicolarmente in un campo magnetico uniforme. Discuti come variano raggio e periodo della sua traiettoria se la velocità raddoppia, e spiega perché l'energia cinetica resta costante.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Forza tra due fili paralleli percorsi da corrente
Forza sul filo
Forza su un tratto rettilineo di filo di lunghezza L percorso da corrente i in un campo B; modulo F = iLB\sin\theta.
Fili paralleli
Forza per unità di lunghezza tra due fili paralleli a distanza d: attrattiva se le correnti sono concordi, repulsiva se discordi.
Due fili rettilinei paralleli, distanti d = 10 cm, sono percorsi da correnti concordi i₁ = 5.0 A e i₂ = 3.0 A. Calcola la forza per unità di lunghezza tra i due fili e stabilisci se è di attrazione o di repulsione (μ₀ = 4π × 10⁻⁷ T·m/A).
Si usa la forza per unità di lunghezza tra fili paralleli.
F/L = (4π × 10⁻⁷ × 5.0 × 3.0) / (2π × 0.10). Si semplifica 4π/(2π) = 2: F/L = (2 × 10⁻⁷ × 15) / 0.10.
F/L = (30 × 10⁻⁷) / 0.10 = 3.0 × 10⁻⁶ / 0.10 = 3.0 × 10⁻⁵ N/m.
Le correnti sono concordi, quindi i fili si attraggono.
Risultato: F/L = 3.0 × 10⁻⁵ N/m, forza di attrazione.
Errori frequenti
Approfondimento
Su una spira di area «A» percorsa da corrente «i» in un campo «B» le forze sui lati opposti formano una coppia di momento «M = N·i·A·B·sinα», dove «α» è l'angolo fra la normale alla spira e il campo: è il principio del motore elettrico e del galvanometro a bobina mobile. Si definisce il momento magnetico della spira «m = N·i·A», vettore perpendicolare al piano, così che «M = m·B·sinα», in perfetta analogia con il dipolo elettrico immerso in un campo. La forza fra due fili paralleli, «F/L = μ₀i₁i₂/(2πd)», ha fondato per oltre un secolo la definizione dell'ampere: correnti concordi si ATTRAGGONO — al contrario di due cariche dello stesso segno — perché la geometria del campo prodotto da un filo e la forza di Lorentz sull'altro cospirano verso l'attrazione. Dal 2019 l'ampere è ridefinito fissando il valore esatto della carica elementare, ma questa relazione resta il modo più intuitivo per «vedere» l'interazione fra correnti e per capire perché i cavi di potenza percorsi da forti correnti tendano a spostarsi.
Ripasso attivo
Due fili paralleli distanti 10 cm sono percorsi da correnti concordi di 5.0 A e 3.0 A. Calcola la forza per unità di lunghezza tra i fili e indica se è attrattiva o repulsiva.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Campo magnetico di un solenoide percorso da corrente
Filo rettilineo
Campo magnetico a distanza r da un filo rettilineo indefinito percorso da corrente i (legge di Biot-Savart).
Spira (centro)
Campo magnetico al centro di una spira circolare di raggio R percorsa da corrente i.
Solenoide
Campo magnetico uniforme all'interno di un solenoide ideale con n = N/L spire per unità di lunghezza.
Un solenoide lungo L = 25 cm è costituito da N = 500 spire ed è percorso da una corrente i = 2.0 A. Calcola l'intensità del campo magnetico al suo interno (μ₀ = 4π × 10⁻⁷ T·m/A).
Numero di spire per unità di lunghezza: n = N/L = 500 / 0.25 = 2000 spire/m.
Si usa la formula del campo interno del solenoide.
B = 4π × 10⁻⁷ × 2000 × 2.0 = 4π × 10⁻⁷ × 4000 = 16000π × 10⁻⁷.
B = 16000 × 3.1416 × 10⁻⁷ ≈ 5.03 × 10⁻³ T.
Risultato: B ≈ 5.0 × 10⁻³ T (circa 5.0 mT), diretto lungo l'asse del solenoide.
Errori frequenti
Approfondimento
Tutte le formule dei campi generati da correnti discendono da un'unica legge elementare, quella di Biot-Savart in forma locale: un tratto infinitesimo di filo «dl» percorso da «i» genera a distanza «r» un campo «dB = (μ₀/4π)·i·dl·sinθ/r²», perpendicolare al piano che contiene il tratto e il punto. Sommando (integrando) i contributi di tutti i tratti si ottengono i risultati notevoli: «μ₀i/(2πr)» per il filo indefinito, «μ₀i/(2R)» al centro di una spira, «μ₀ni» dentro un solenoide. La struttura «μ₀/4π» e la dipendenza «1/r²» richiamano da vicino la legge di Coulomb, segno del parallelismo profondo fra i due campi. Nella materia il campo diventa «B = μ·H» con «μ = μᵣμ₀»: nei ferromagneti «μᵣ» può valere migliaia, perché i momenti magnetici atomici si allineano in DOMINI, regioni in cui gli spin puntano coerentemente; magnetizzare il ferro significa far crescere i domini favorevoli, e il ciclo di isteresi (il magnetismo residuo) è ciò che rende possibili i magneti permanenti e le memorie magnetiche.
Ripasso attivo
Un solenoide lungo 25 cm è formato da 500 spire ed è percorso da una corrente di 2.0 A. Calcola l'intensità del campo magnetico al suo interno.
Richiamo attivo
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Teorema di Ampère: linea amperiana attorno a un filo
Teorema di Ampère
La circuitazione di B lungo una linea chiusa è μ₀ per la somma algebrica delle correnti concatenate con la linea.
Filo da Ampère
Applicando il teorema a una circonferenza di raggio r concentrica al filo si ritrova la legge di Biot-Savart.
Applicando il teorema di Ampère a una linea circolare di raggio r concentrica a un filo rettilineo indefinito percorso da corrente i, ricava l'espressione del campo magnetico B a distanza r dal filo.
Per simmetria, lungo una circonferenza di raggio r centrata sul filo, B ha modulo costante ed è tangente alla circonferenza in ogni punto.
Essendo B parallelo a dl e costante, la circuitazione è il prodotto B per la lunghezza della linea: B × 2πr.
La sola corrente concatenata è i, quindi B × 2πr = μ₀ i.
Isolando B si ottiene la legge di Biot-Savart.
Risultato: B = μ₀ i / (2π r): il campo è inversamente proporzionale alla distanza dal filo, in accordo con la legge di Biot-Savart.
Errori frequenti
Approfondimento
Il teorema di Ampère «∮B·dl = μ₀·Σi_conc» è l'analogo magnetico del teorema di Gauss e mostra, per contrasto, la natura NON conservativa del campo magnetico: mentre «∮E·dl = 0» per il campo elettrostatico (esiste il potenziale), la circuitazione di «B» è diversa da zero quando la linea concatena correnti, e per questo non esiste un potenziale magnetico scalare. Come Gauss, è sempre vero ma utile al calcolo solo con simmetria adeguata: la scelta di un'«amperiana» lungo cui «B» è costante e tangente riduce la circuitazione a «B·(lunghezza)» e restituisce in una riga «B = μ₀i/(2πr)» per il filo e «B = μ₀ni» per il solenoide. Maxwell scoprirà che, così com'è, il teorema è incompleto: in presenza di un campo elettrico variabile va aggiunta la «corrente di spostamento», e proprio quell'aggiunta — oggetto del prossimo capitolo — è ciò che rende possibili le onde elettromagnetiche. Con quel completamento il teorema di Ampère diventa una delle quattro equazioni di Maxwell.
Ripasso attivo
Utilizzando il teorema di Ampère con una linea circolare concentrica, ricava la legge di Biot-Savart per il campo a distanza r da un filo rettilineo indefinito percorso da corrente i.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti