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Corrente elettrica e circuiti

La corrente elettrica descrive il moto ordinato delle cariche in un conduttore: questo appunto parte dalla definizione di intensità di corrente e di forza elettromotrice, passa per le leggi di Ohm, l'effetto Joule e le regole di composizione di resistori e condensatori, e arriva alle leggi di Kirchhoff e al transitorio dei circuiti RC. L'obiettivo è saper analizzare e risolvere un qualunque circuito in corrente continua applicando con rigore i princìpi di conservazione della carica e dell'energia. L'argomento è pienamente valutabile nell'Esame di Stato e si presta sia a quesiti teorici sia alla risoluzione quantitativa di reti elettriche.

4 sezioni·~19 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·101010 / 16
Profilo d’esame
Analizzare e risolvere circuiti elettrici in corrente continua, determinando correnti, tensioni e potenzeApplicare i princìpi di conservazione della carica e dell'energia alle reti elettriche (leggi di Kirchhoff)Collegare i modelli circuitali alle misure sperimentali, interpretando il ruolo di amperometro, voltmetro e generatore reale
Operatori:calcoladeterminadimostraanalizzaspiegadescriviconfrontaclassificaillustragiustificainterpreta

livello base

In tutti i licei si richiede di padroneggiare intensità di corrente, leggi di Ohm, effetto Joule, resistori in serie e parallelo e le leggi di Kirchhoff applicate a circuiti semplici a una o due maglie.

livello avanzato

Nel Liceo Scientifico (anche opzione Scienze Applicate) si affronta in modo quantitativo il transitorio dei circuiti RC con l'andamento esponenziale di carica e corrente e la costante di tempo; negli altri licei la trattazione del condensatore in un circuito può restare a livello qualitativo.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Corrente elettrica e circuiti
    • 01Corrente elettrica, forza elettromotrice e leggi di Ohm○
    • 02Effetto Joule e potenza elettrica◐
    • 03Resistori e condensatori in serie e in parallelo◐
    • 04Leggi di Kirchhoff e circuiti RC●
§ 01

Corrente elettrica, forza elettromotrice e leggi di Ohm#

●○○BaseLPOSA-fisica-elettromagnetismo-corrente: intensità di corrente, differenza di potenziale e forza elettromotrice; leggi di Ohm, resistenza e resistività

Punti chiave

La corrente elettrica è il moto ordinato di cariche elettriche attraverso un conduttore: si stabilisce quando ai capi del conduttore è mantenuta una differenza di potenziale, perché il campo elettrico interno spinge le cariche libere a muoversi in modo coerente. L'intensità di corrente «i» misura quanta carica attraversa una sezione del conduttore nell'unità di tempo, e nel Sistema Internazionale si misura in ampere (A), dove 1 A equivale a 1 coulomb al secondo.
Per convenzione storica il verso della corrente è quello in cui si muoverebbero le cariche positive, cioè dal polo positivo verso il polo negiativo nel circuito esterno; nei metalli, però, i portatori reali sono gli elettroni, che si muovono in verso opposto. Si distingue inoltre la corrente continua (intensità costante nel tempo, prodotta per esempio da una pila) dalla corrente alternata. La velocità di deriva degli elettroni è in realtà molto piccola (millimetri al secondo), ma il segnale elettrico si propaga quasi istantaneamente lungo tutto il circuito.
A mantenere la corrente provvede un generatore, la cui forza elettromotrice «f.e.m.» (simbolo «E» o «fem») rappresenta il lavoro che il generatore compie per unità di carica per portarla dal polo a potenziale minore a quello a potenziale maggiore. La f.e.m. non è una forza ma una grandezza che si misura in volt: in un generatore ideale coincide con la differenza di potenziale ai morsetti, mentre in un generatore reale, dotato di resistenza interna «r», la tensione disponibile ai capi è minore della f.e.m. perché una parte della tensione si «perde» internamente.
La prima legge di Ohm stabilisce che, per molti conduttori (detti ohmici) a temperatura costante, l'intensità di corrente è direttamente proporzionale alla differenza di potenziale applicata: il rapporto costante fra tensione e corrente è la resistenza «R», misurata in ohm (Ω). La seconda legge di Ohm precisa da che cosa dipende la resistenza di un conduttore filiforme: essa è proporzionale alla lunghezza «l» e inversamente proporzionale all'area della sezione «S», con costante di proporzionalità la resistività «ρ», grandezza caratteristica del materiale (Fig. 1). La resistività dei metalli cresce all'aumentare della temperatura.

Conduttore ohmico: lunghezza, sezione e resistività

Seconda legge di Ohm: R = ρ·l / SSchema con 4 elementi, ρ, I, lunghezza l, sezione SρIlunghezza lsezione S
i=ΔqΔti = \frac{\Delta q}{\Delta t}i=ΔtΔq​

Intensità di corrente

L'intensità di corrente è la carica che attraversa una sezione del conduttore nell'unità di tempo; si misura in ampere (1 A = 1 C/s).

V=R iV = R\,iV=Ri

Prima legge di Ohm

Nei conduttori ohmici a temperatura costante la differenza di potenziale è proporzionale alla corrente; la costante R è la resistenza, in ohm.

R=ρ lSR = \rho\,\frac{l}{S}R=ρSl​

Seconda legge di Ohm

La resistenza di un conduttore filiforme cresce con la lunghezza l e diminuisce con l'area S della sezione; ρ è la resistività, caratteristica del materiale.

Vmorsetti=E−r iV_{morsetti} = E - r\,iVmorsetti​=E−ri

Generatore reale

La tensione disponibile ai morsetti di un generatore reale è la f.e.m. E diminuita della caduta r·i sulla resistenza interna r.

Esempio svolto

Resistenza di un filo e corrente che lo percorre

Un filo di rame lungo 50 m ha sezione di area 1.5 mm² e resistività ρ = 1.7·10⁻⁸ Ω·m. Calcola la sua resistenza. Se ai suoi capi si applica una differenza di potenziale di 0.85 V, determina l'intensità di corrente.

  1. 01Conversione dell'area

    L'area va espressa in metri quadrati: 1.5 mm² = 1.5·10⁻⁶ m².

  2. 02Calcolo della resistenza

    Applico la seconda legge di Ohm: R = ρ·l/S = (1.7·10⁻⁸ · 50) / (1.5·10⁻⁶) Ω.

  3. 03Calcolo della corrente

    Applico la prima legge di Ohm: i = V/R = 0.85 / 0.567 A.

Risultato: La resistenza del filo vale circa 0.57 Ω e la corrente che lo percorre è di circa 1.5 A.

Obiettivo Maturità

  • Distinguere con precisione f.e.m. e differenza di potenziale ai morsetti: il generatore reale fornisce ai capi una tensione V = E − r·i, e questo legame compare spesso nei quesiti.
  • Saper enunciare e applicare entrambe le leggi di Ohm, riconoscendo quando un conduttore è ohmico e quando no (per esempio una lampadina, la cui resistenza varia con la temperatura).

Errori frequenti

  • Confondere il verso convenzionale della corrente (cariche positive) con il verso reale di moto degli elettroni nei metalli.
  • Trattare la f.e.m. come una forza o confonderla sistematicamente con la tensione ai morsetti, dimenticando la caduta interna r·i nel generatore reale.

Approfondimento

La legge di Ohm ha una spiegazione microscopica: nel conduttore gli elettroni liberi, accelerati dal campo «E», urtano di continuo gli ioni del reticolo e raggiungono una velocità di deriva media «v_d» proporzionale al campo. Ne segue la forma locale «J = σE», dove «J = i/S» è la densità di corrente e «σ = 1/ρ» la conducibilità; integrando su un filo si ritrova «V = R·i». La resistività dei metalli cresce con la temperatura perché l'agitazione termica degli ioni rende gli urti più frequenti, «ρ(T) ≈ ρ₀(1 + α·ΔT)», ed è per questo che una lampadina a incandescenza non è ohmica: la sua «R» aumenta molto quando il filamento si arroventa. All'estremo opposto, sotto una temperatura critica alcuni materiali diventano superconduttori, con resistività rigorosamente nulla — una corrente indotta in un anello superconduttore vi circola per anni senza attenuarsi, ed è la tecnologia dei grandi magneti per la risonanza magnetica e gli acceleratori di particelle.

Ripasso attivo

Un filo di rame lungo 50 m ha sezione di area 1.5 mm² e resistività ρ = 1.7·10⁻⁸ Ω·m. Calcola la sua resistenza. Se ai suoi capi si applica una differenza di potenziale di 0.85 V, determina l'intensità di corrente che lo percorre.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Effetto Joule e potenza elettrica#

●●○StandardLPOSA-fisica-elettromagnetismo-corrente: effetto Joule e potenza elettrica

Potenza dissipata da un resistore in funzione della corrente: P = R·i²

Potenza dissipata vs corrente (R = 10 ohm)Grafico di P = R i^2 (R = 10 ohm), zeri in x = 0, intercetta sull’asse y in y = 0, crescente, nell’intervallo x da 0 a 30.511.522.5320406080i = 2 A, P = 40 WP = R i2 (R = 10 ohm)potenza P (W)corrente i (A)

Punti chiave

Quando una corrente attraversa un conduttore, gli elettroni urtano gli ioni del reticolo cristallino e cedono loro energia: il risultato è che il conduttore si riscalda. Questo fenomeno, detto effetto Joule, è la dissipazione di energia elettrica in calore ed è alla base del funzionamento di stufe, ferri da stiro, fusibili e lampadine a incandescenza. L'energia dissipata proviene dal lavoro compiuto dal generatore per mantenere la corrente.
La potenza elettrica «P» misura l'energia trasferita o trasformata nell'unità di tempo e si misura in watt (W). Per un qualunque tratto di circuito attraversato da una corrente «i» sotto una differenza di potenziale «V», la potenza è il prodotto P = V·i. Questa relazione è del tutto generale e vale per ogni componente, non solo per i resistori.
Se il tratto considerato è un resistore ohmico, combinando P = V·i con la prima legge di Ohm V = R·i si ottengono le due forme equivalenti della legge di Joule: P = R·i² e P = V²/R. La prima è comoda quando si conosce la corrente, la seconda quando si conosce la tensione. L'energia complessivamente dissipata in un tempo «t» è W = P·t.
L'unità pratica di energia usata dai contatori elettrici è il chilowattora (kWh), cioè l'energia consumata da un dispositivo da 1 kW in un'ora; 1 kWh corrisponde a 3.6·10⁶ J. Va distinto il rendimento: in una lampadina a incandescenza gran parte dell'energia diventa calore e solo una piccola frazione luce, mentre in una stufa elettrica la trasformazione in calore è proprio l'effetto desiderato.
P=V iP = V\,iP=Vi

Potenza elettrica (generale)

La potenza assorbita o erogata da un tratto di circuito è il prodotto della tensione ai suoi capi per la corrente che lo attraversa; si misura in watt.

P=R i2=V2RP = R\,i^{2} = \frac{V^{2}}{R}P=Ri2=RV2​

Legge di Joule

Per un resistore ohmico la potenza dissipata in calore può scriversi in funzione di R e i oppure di V e R, combinando P = V·i con V = R·i.

W=P t=R i2 tW = P\,t = R\,i^{2}\,tW=Pt=Ri2t

Energia dissipata

L'energia totale trasformata in calore in un tempo t è la potenza moltiplicata per il tempo.

Esempio svolto

Potenza ed energia dissipate da un resistore

Un resistore di resistenza 22 Ω è attraversato da una corrente di 0.50 A per 5.0 minuti. Calcola la potenza dissipata per effetto Joule e l'energia totale trasformata in calore in joule.

  1. 01Potenza dissipata

    Uso la legge di Joule nella forma con corrente e resistenza: P = R·i² = 22 · (0.50)².

  2. 02Conversione del tempo

    Esprimo il tempo in secondi: t = 5.0 min = 300 s.

  3. 03Energia dissipata

    L'energia è il prodotto della potenza per il tempo: W = P·t = 5.5 · 300.

Risultato: La potenza dissipata è 5.5 W e l'energia trasformata in calore in cinque minuti è 1650 J (circa 1.65 kJ).

Obiettivo Maturità

  • Saper passare con disinvoltura fra le tre forme della potenza (P = V·i, P = R·i², P = V²/R) scegliendo quella più adatta ai dati del problema.
  • Distinguere potenza (in watt, energia al secondo) ed energia (in joule o kWh, potenza per tempo), evitando di confondere le due grandezze nei calcoli di consumo.

Errori frequenti

  • Usare P = V²/R con la tensione del generatore quando ai capi del resistore c'è una tensione diversa (per esempio in presenza di altri resistori in serie).
  • Sbagliare la conversione tra kWh e joule, oppure sommare potenze e tempi invece di moltiplicarli per ottenere l'energia.

Approfondimento

Il bilancio energetico di un circuito discende dalla conservazione dell'energia: la potenza erogata dal generatore, «P_gen = fem·i», si ripartisce fra la potenza dissipata nella resistenza interna «r·i²» e quella fornita al circuito esterno «V·i». La legge di Joule «P = R·i²» spiega una scelta ingegneristica fondamentale: nel trasporto dell'energia elettrica si usano tensioni altissime (centinaia di kV) proprio per ridurre la corrente a parità di potenza «P = V·i», così da abbattere le perdite «R·i²» nelle linee, che crescono con il QUADRATO della corrente. È il motivo per cui i trasformatori — che studieremo con l'induzione — sono indispensabili nella rete di distribuzione. La stessa legge governa il funzionamento dei fusibili, che fondono quando la corrente supera una soglia, e degli elettrodomestici termici, dove l'effetto Joule è l'effetto voluto; il rendimento luminoso di una lampadina a incandescenza è invece bassissimo, perché quasi tutta la potenza diventa calore anziché luce.

Ripasso attivo

Un resistore di resistenza 22 Ω è attraversato da una corrente di 0.50 A per 5.0 minuti. Calcola la potenza dissipata per effetto Joule e l'energia totale trasformata in calore, esprimendola in joule.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Resistori e condensatori in serie e in parallelo#

●●○StandardLPOSA-fisica-elettromagnetismo-corrente: resistori e condensatori in serie e in parallelo; resistenza equivalente

Resistori in serie e in parallelo: confronto delle due configurazioni

Resistori in serie e in parallelofigura a più pannelli, 2 pannelli, Dati: serie (stessa corrente) — Circuito elettrico con 5 componenti; parallelo (stessa tensione) — Circuito elettrico con 7 componentiResistori in serie e in paralleloεR₁R₂serie (stessa corrente)εR₁R₂parallelo (stessa tensione)

Punti chiave

Per semplificare un circuito si sostituiscono gruppi di componenti con un unico componente equivalente, che produce lo stesso effetto ai morsetti. Il primo passo nell'analisi di una rete è riconoscere quali elementi sono collegati in serie e quali in parallelo, perché le regole di composizione sono diverse nei due casi.
Due o più resistori sono in serie quando sono attraversati dalla stessa corrente, percorrendo un unico cammino senza diramazioni: la resistenza equivalente è la somma delle singole resistenze, perciò la serie aumenta sempre la resistenza totale. La tensione del generatore si ripartisce fra i resistori in proporzione alle loro resistenze (partitore di tensione): sul resistore maggiore cade la tensione maggiore (Fig. 1).
Due o più resistori sono in parallelo quando sono sottoposti alla stessa differenza di potenziale, perché collegati fra gli stessi due nodi: in questo caso si sommano i reciproci delle resistenze, e la resistenza equivalente è sempre minore della più piccola fra quelle in parallelo. La corrente totale si ripartisce fra i rami in modo inversamente proporzionale alle resistenze: nel ramo a resistenza minore passa più corrente.
Per i condensatori le regole sono speculari rispetto a quelle dei resistori. In parallelo i condensatori hanno la stessa tensione e le capacità si sommano direttamente; in serie immagazzinano la stessa carica e si sommano i reciproci delle capacità, così che la capacità equivalente in serie è minore della più piccola. Questa simmetria invertita rispetto ai resistori è una delle relazioni più frequentemente verificate.
Req=R1+R2+⋯+RnR_{eq} = R_1 + R_2 + \cdots + R_nReq​=R1​+R2​+⋯+Rn​

Resistori in serie

In serie la corrente è la stessa e le resistenze si sommano; la resistenza equivalente è maggiore di ciascuna.

1Req=1R1+1R2+⋯+1Rn\frac{1}{R_{eq}} = \frac{1}{R_1} + \frac{1}{R_2} + \cdots + \frac{1}{R_n}Req​1​=R1​1​+R2​1​+⋯+Rn​1​

Resistori in parallelo

In parallelo la tensione è la stessa e si sommano i reciproci; la resistenza equivalente è minore della più piccola.

Ceq=C1+C2+⋯+CnC_{eq} = C_1 + C_2 + \cdots + C_nCeq​=C1​+C2​+⋯+Cn​

Condensatori in parallelo

I condensatori in parallelo hanno la stessa tensione e le capacità si sommano.

1Ceq=1C1+1C2+⋯+1Cn\frac{1}{C_{eq}} = \frac{1}{C_1} + \frac{1}{C_2} + \cdots + \frac{1}{C_n}Ceq​1​=C1​1​+C2​1​+⋯+Cn​1​

Condensatori in serie

I condensatori in serie immagazzinano la stessa carica e si sommano i reciproci delle capacità.

Esempio svolto

Resistenza equivalente di una rete mista

Tre resistori di 6.0 Ω, 3.0 Ω e 4.0 Ω: i primi due sono collegati in parallelo tra loro e il gruppo è posto in serie con il terzo. Calcola la resistenza equivalente complessiva.

  1. 01Parallelo dei primi due

    Sommo i reciproci di 6.0 Ω e 3.0 Ω: 1/R_p = 1/6 + 1/3 = 1/6 + 2/6 = 3/6 = 1/2.

  2. 02Reciproco per ottenere R_p

    Inverto il risultato: R_p = 2.0 Ω.

  3. 03Serie con il terzo resistore

    Sommo R_p al resistore da 4.0 Ω, che è in serie: R_eq = 2.0 + 4.0.

Risultato: La resistenza equivalente complessiva del circuito è 6.0 Ω.

Obiettivo Maturità

  • Riconoscere correttamente serie e parallelo (stessa corrente ⇒ serie; stessa tensione ⇒ parallelo) prima di applicare qualunque formula, riducendo passo passo la rete a una sola resistenza equivalente.
  • Ricordare che per i resistori la serie somma le resistenze e il parallelo somma i reciproci, mentre per i condensatori vale l'opposto: il parallelo somma le capacità e la serie somma i reciproci.

Errori frequenti

  • Sommare direttamente le resistenze in parallelo (o i reciproci in serie), scambiando le due regole.
  • Dimenticare di invertire il risultato del calcolo del parallelo: si ottiene 1/R_eq e occorre fare il reciproco per ricavare R_eq.

Approfondimento

Le regole di serie e parallelo si dimostrano dalle leggi di Kirchhoff. In serie la corrente è unica e le tensioni si sommano: «V = R₁i + R₂i = (R₁ + R₂)i», quindi «R_eq = R₁ + R₂», con il partitore di tensione «V_k = V·R_k/R_eq». In parallelo la tensione è comune e le correnti si sommano: «i = V/R₁ + V/R₂ = V(1/R₁ + 1/R₂)», quindi «1/R_eq = 1/R₁ + 1/R₂». Da qui una conseguenza pratica: le prese di casa sono collegate in PARALLELO, così ogni apparecchio riceve la stessa tensione di rete e funziona indipendentemente dagli altri — se fossero in serie, spegnere un dispositivo interromperebbe tutti gli altri. Per i condensatori le regole si invertono, perché la grandezza «comune» in serie è la carica e non la corrente: è la struttura duale di «C = Q/V» rispetto a «R = V/i», e mostra come una stessa impalcatura logica (Kirchhoff) governi componenti diversi.

Ripasso attivo

Tre resistori di 6.0 Ω, 3.0 Ω e 4.0 Ω: i primi due sono collegati in parallelo tra loro e il gruppo è posto in serie con il terzo. Calcola la resistenza equivalente complessiva del circuito.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Leggi di Kirchhoff e circuiti RC#

●●●ApprofondimentoLPOSA-fisica-elettromagnetismo-corrente: leggi di Kirchhoff e risoluzione di circuiti; cenni ai circuiti RC

Carica del condensatore in un circuito RC: q(t) = q_max·(1 − e^(−t/τ)), con τ = 1

Carica del condensatore (RC), in unità di tauGrafico di q/q_max = 1 - e^(-t/tau), zeri in x = 0, intercetta sull’asse y in y = 0, crescente, nell’intervallo x da 0 a 5, asintoto orizzontale in y = 1123450.20.40.60.81t = tau: 63%qmaxq/qmax = 1 -e(−t/tau)carica q / qmaxtempo t / tau

Punti chiave

Quando una rete non si riduce a semplici serie e paralleli (per esempio con più generatori), serve un metodo generale: le due leggi di Kirchhoff, che traducono in linguaggio circuitale i princìpi di conservazione della carica e dell'energia. Si chiama nodo un punto in cui convergono almeno tre conduttori e maglia un percorso chiuso del circuito.
La prima legge di Kirchhoff, o legge dei nodi, afferma che in ogni nodo la somma delle correnti entranti è uguale alla somma delle correnti uscenti: è la conservazione della carica elettrica, perché in un nodo la carica non si accumula. La seconda legge, o legge delle maglie, afferma che lungo qualunque maglia la somma algebrica delle f.e.m. è uguale alla somma algebrica delle cadute di tensione R·i: è la conservazione dell'energia, perché un portatore che percorre la maglia e torna al punto di partenza ritrova il proprio potenziale iniziale (Fig. 1).
Per risolvere un circuito si scelgono versi arbitrari per le correnti, si scrivono le equazioni ai nodi e alle maglie e si risolve il sistema; un valore negativo di corrente significa semplicemente che il verso reale è opposto a quello scelto. Il metodo è sempre applicabile e costituisce lo strumento risolutivo più potente per le reti in corrente continua.
Il circuito RC contiene un resistore e un condensatore in serie con un generatore: alla chiusura dell'interruttore il condensatore si carica progressivamente e la corrente, massima all'inizio, decresce in modo esponenziale fino ad annullarsi quando il condensatore è carico. Il prodotto τ = R·C, detto costante di tempo, fissa la rapidità del processo: dopo un tempo pari a τ il condensatore ha raggiunto circa il 63% della carica finale, e dopo circa 5τ il transitorio si può ritenere concluso. Nella scarica avviene il processo inverso, con carica e corrente che decadono esponenzialmente.
∑ientranti=∑iuscenti\sum i_{entranti} = \sum i_{uscenti}∑ientranti​=∑iuscenti​

Prima legge di Kirchhoff (nodi)

In ogni nodo la somma delle correnti entranti uguaglia quella delle correnti uscenti: esprime la conservazione della carica.

∑E=∑R i\sum E = \sum R\,i∑E=∑Ri

Seconda legge di Kirchhoff (maglie)

Lungo una maglia la somma algebrica delle f.e.m. uguaglia la somma algebrica delle cadute di tensione: esprime la conservazione dell'energia.

τ=R C\tau = R\,Cτ=RC

Costante di tempo RC

Il prodotto della resistenza per la capacità fissa la scala temporale del transitorio; si misura in secondi.

q(t)=C E(1−e−t/τ)q(t) = C\,E\left(1 - e^{-t/\tau}\right)q(t)=CE(1−e−t/τ)

Carica del condensatore

Durante la carica la carica sul condensatore cresce esponenzialmente verso il valore finale C·E con costante di tempo τ = R·C.

Esempio svolto

Costante di tempo e durata del transitorio in un circuito RC

In un circuito RC un resistore di 2.0·10⁵ Ω è in serie con un condensatore di 10 µF e un generatore. Calcola la costante di tempo del circuito e stima dopo quanto tempo il transitorio di carica può considerarsi concluso.

  1. 01Conversione della capacità

    Esprimo la capacità in farad: 10 µF = 10·10⁻⁶ F = 1.0·10⁻⁵ F.

  2. 02Costante di tempo

    Calcolo τ = R·C = (2.0·10⁵) · (1.0·10⁻⁵).

  3. 03Durata del transitorio

    Il transitorio si ritiene concluso dopo circa 5τ, quando la carica supera il 99% del valore finale.

Risultato: La costante di tempo vale 2.0 s e il condensatore si può considerare completamente carico dopo circa 10 s (cioè 5τ).

Obiettivo Maturità

  • Saper impostare e risolvere un sistema con le due leggi di Kirchhoff su un circuito a due maglie, interpretando correttamente il segno delle correnti ottenute.
  • Conoscere il significato della costante di tempo τ = R·C e l'andamento esponenziale di carica e corrente in un circuito RC (approfondimento tipico dell'indirizzo scientifico).

Errori frequenti

  • Sbagliare i segni nella legge delle maglie: occorre fissare un verso di percorrenza e applicarlo con coerenza a f.e.m. e cadute di tensione.
  • Pensare che nel transitorio RC la corrente sia costante: all'inizio la corrente è massima e poi decresce esponenzialmente man mano che il condensatore si carica.

Approfondimento

Il transitorio di un circuito RC si descrive con un'equazione differenziale che segue dalla legge delle maglie: durante la carica «fem = R·i + q/C» e, poiché «i = dq/dt», si ottiene «R·(dq/dt) = fem − q/C», la cui soluzione è «q(t) = C·fem·(1 − e^(−t/RC))», con corrente «i(t) = (fem/R)·e^(−t/RC)». La costante di tempo «τ = RC» è il tempo in cui l'esponenziale si riduce di un fattore «e»: dopo «τ» la carica ha raggiunto circa il 63% del valore finale, dopo «5τ» oltre il 99% e il transitorio si considera concluso. Nella scarica il condensatore, staccato dal generatore, si svuota secondo «q(t) = Q₀·e^(−t/RC)». Questi andamenti esponenziali seguono lo stesso schema matematico del decadimento radioattivo e sono alla base di temporizzatori, lampeggiatori e filtri elettronici: un magnifico esempio di come una sola legge — il decadimento esponenziale — governi fenomeni fisici del tutto diversi.

Ripasso attivo

In un circuito RC un resistore di 2.0·10⁵ Ω è in serie con un condensatore di 10 µF e un generatore. Calcola la costante di tempo del circuito e stima dopo quanto tempo il transitorio di carica può considerarsi concluso.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Corrente elettrica, forza elettromotrice e leggi di Ohm○
    • 02Effetto Joule e potenza elettrica◐
    • 03Resistori e condensatori in serie e in parallelo◐
    • 04Leggi di Kirchhoff e circuiti RC●

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Corrente elettrica e circuiti

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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