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L'elettrostatica descrive le interazioni tra cariche in quiete a partire da una grandezza fondamentale e conservata, la carica elettrica. Dalla legge di Coulomb si costruiscono i due linguaggi complementari dell'elettromagnetismo classico: quello vettoriale del campo elettrico, sintetizzato dal teorema di Gauss, e quello scalare del potenziale e dell'energia potenziale, fondato sulla conservatività dell'interazione. L'argomento culmina nello studio dei conduttori all'equilibrio elettrostatico e dei condensatori, dove campo e potenziale diventano strumenti operativi per descrivere accumulo e immagazzinamento di energia.
4 sezioni~25 min di lettura3 competenzeLivello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 07/2026
livello base
In tutti gli indirizzi liceali si richiede la padronanza concettuale e qualitativa di carica, campo e potenziale, con applicazioni della legge di Coulomb, del teorema di Gauss a simmetrie elementari e della relazione tra potenziale ed energia, secondo l'apparato matematico essenziale.
livello avanzato
Nel Liceo Scientifico e nell'opzione Scienze Applicate l'argomento è trattato con maggiore formalizzazione (uso sistematico del calcolo vettoriale, flusso e integrali di linea, problemi quantitativi su dipoli, distribuzioni simmetriche e reti di condensatori), in linea con il profilo della seconda prova di Fisica all'Esame di Stato.
Profondità di lettura: Approfondimento
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Forze di Coulomb tra cariche concordi e discordi
Legge di Coulomb
Modulo della forza elettrostatica tra due cariche puntiformi nel vuoto; la forza è diretta lungo la congiungente, repulsiva per cariche concordi e attrattiva per cariche discordi.
Quantizzazione della carica
Ogni carica osservabile è un multiplo intero della carica elementare e.
Principio di sovrapposizione
La forza totale su una carica è la somma vettoriale delle forze esercitate separatamente da ciascuna delle altre cariche.
Due cariche puntiformi q₁ = +3,0 μC e q₂ = −5,0 μC sono poste nel vuoto a distanza d = 20 cm. Determina modulo, direzione e verso della forza tra le due e indica come varia il modulo raddoppiando la distanza.
q₁ = 3,0 × 10⁻⁶ C, q₂ = 5,0 × 10⁻⁶ C (in modulo), r = 0,20 m, k = 8,99 × 10⁹ N·m²/C².
Si calcola il modulo con F = k·|q₁·q₂|/r².
F = 8,99 × 10⁹ · (3,0 × 10⁻⁶ · 5,0 × 10⁻⁶) / (0,20)² = 8,99 × 10⁹ · 1,5 × 10⁻¹¹ / 0,040 = 8,99 × 10⁹ · 3,75 × 10⁻¹⁰ ≈ 3,4 N.
Le cariche hanno segno opposto: la forza è attrattiva, diretta lungo la congiungente, e ciascuna carica è tirata verso l'altra.
Poiché F ∝ 1/r², passando da r a 2r la forza diventa F/4, cioè circa 0,84 N.
Risultato: F ≈ 3,4 N, forza attrattiva lungo la congiungente; raddoppiando la distanza il modulo si riduce a circa 0,84 N (un quarto).
Errori frequenti
Approfondimento
Il confronto fra la forza di Coulomb e quella gravitazionale è illuminante: fra un protone e un elettrone la repulsione elettrica sarebbe circa «10³⁹» volte più intensa dell'attrazione gravitazionale, eppure la gravità domina su scala astronomica perché la materia è nel complesso neutra, mentre le cariche opposte si compensano. La quantizzazione della carica fu provata dall'esperimento di Millikan (goccia d'olio, 1909), che misurò la carica di minuscole gocce trovandola sempre multipla di «e». Il principio di sovrapposizione, di natura sperimentale, rende LINEARE l'elettrostatica: per una distribuzione continua di carica la forza e il campo si calcolano sommando i contributi di elementi infinitesimi «dq», cioè con un integrale — la naturale generalizzazione della somma vettoriale sulle cariche discrete. Nei dielettrici la forza si riduce del fattore «εᵣ» perché le molecole del mezzo si polarizzano e schermano parzialmente le cariche sorgenti.
Ripasso attivo
Due cariche puntiformi q₁ = +3,0 μC e q₂ = −5,0 μC sono poste nel vuoto a distanza d = 20 cm. Determina modulo, direzione e verso della forza che ciascuna esercita sull'altra e indica come varia il modulo se la distanza viene raddoppiata.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Linee di campo e flusso attraverso una superficie gaussiana
Campo elettrico (definizione e carica puntiforme)
Il campo è la forza per unità di carica di prova; per una carica puntiforme è radiale e va come 1/r².
Flusso attraverso una superficie piana (campo uniforme)
θ è l'angolo tra il campo e la normale alla superficie; il flusso è massimo quando E è perpendicolare alla superficie.
Teorema di Gauss
Il flusso del campo elettrico attraverso una superficie chiusa dipende solo dalla carica racchiusa, non dalla forma della superficie.
Distribuzioni simmetriche notevoli
Campo di un filo rettilineo indefinito (∝ 1/r) e di un piano indefinito carico (uniforme), ricavabili dal teorema di Gauss.
Modulo del campo di una carica puntiforme in funzione della distanza
Una carica puntiforme Q = +4,0 nC è posta nel vuoto. Calcola il modulo del campo elettrico a r = 5,0 cm dalla carica e verifica il risultato applicando il teorema di Gauss a una superficie sferica di raggio 5,0 cm.
Q = 4,0 × 10⁻⁹ C, r = 0,050 m, k = 8,99 × 10⁹ N·m²/C², ε₀ = 8,85 × 10⁻¹² C²/(N·m²).
E = k·|Q|/r² = 8,99 × 10⁹ · 4,0 × 10⁻⁹ / (0,050)² = 35,96 / 0,0025 ≈ 1,4 × 10⁴ N/C.
Φ = Q/ε₀ = 4,0 × 10⁻⁹ / 8,85 × 10⁻¹² ≈ 452 N·m²/C.
Per simmetria E è uniforme sulla sfera; Φ = E·(4πr²), quindi E = Φ/(4πr²) = 452 / (4π·0,0025) = 452 / 0,0314 ≈ 1,4 × 10⁴ N/C.
I due metodi danno lo stesso valore: il teorema di Gauss è coerente con la legge di Coulomb.
Risultato: E ≈ 1,4 × 10⁴ N/C, radiale e uscente; il calcolo via teorema di Gauss conferma il valore ottenuto dalla legge di Coulomb.
Errori frequenti
Approfondimento
Il teorema di Gauss è equivalente alla legge di Coulomb, ma più profondo perché indipendente dalla geometria. Lo si «vede» calcolando il flusso di una carica puntiforme attraverso una sfera concentrica: «Φ = E·(4πr²) = (kQ/r²)·(4πr²) = 4πkQ = Q/ε₀», risultato indipendente dal raggio perché il campo decresce come «1/r²» esattamente come l'area cresce come «r²» — ed è per questo che vale per QUALUNQUE superficie chiusa. La stessa logica dà i campi notevoli senza integrali: per un filo si usa un cilindro coassiale (l'area laterale cresce come «r», quindi «E ∝ 1/r»); per un piano un cilindretto che lo attraversa (il flusso non dipende dalla distanza, quindi «E» è uniforme). Che il campo sia nullo dentro un conduttore all'equilibrio segue da Gauss applicato a una superficie interna: nessuna carica racchiusa, dunque flusso nullo e campo nullo. La forma «1/r²» della legge è così stretta che eventuali deviazioni dall'esponente 2 sono state escluse sperimentalmente con precisione altissima.
Ripasso attivo
Una carica puntiforme Q = +4,0 nC è posta nel vuoto. Calcola il modulo del campo elettrico a 5,0 cm dalla carica, traccia qualitativamente l'andamento di E in funzione di r e verifica il risultato applicando il teorema di Gauss a una superficie sferica di raggio 5,0 cm.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Linee di campo e superfici equipotenziali di una carica puntiforme
Energia potenziale e potenziale (carica puntiforme)
Riferimento all'infinito (U, V = 0 a distanza infinita); U è del sistema, V del punto.
Lavoro e differenza di potenziale
Il lavoro della forza elettrica dipende solo dagli estremi (forza conservativa) e si lega alla d.d.p.
Relazione campo-potenziale
In un campo uniforme la d.d.p. tra due punti distanti d lungo il campo è il prodotto E·d; il campo è diretto verso i potenziali decrescenti.
Tra due lastre piane parallele si stabilisce un campo elettrico uniforme E = 2,0 × 10³ N/C; le lastre distano d = 1,5 cm. Calcola la differenza di potenziale tra le lastre e il lavoro compiuto dal campo per spostare un elettrone (q = −1,6 × 10⁻¹⁹ C) dalla lastra negativa a quella positiva.
E = 2,0 × 10³ N/C, d = 1,5 × 10⁻² m, q = −1,6 × 10⁻¹⁹ C.
ΔV = E·d = 2,0 × 10³ · 1,5 × 10⁻² = 30 V.
L'elettrone si muove dalla lastra negativa (potenziale basso) a quella positiva (potenziale alto): V_A − V_B = −30 V se A è la negativa. Il lavoro è W = q·(V_A − V_B) = (−1,6 × 10⁻¹⁹)·(−30) = +4,8 × 10⁻¹⁸ J.
Il lavoro è positivo: la forza elettrica accelera spontaneamente l'elettrone verso la lastra positiva, coerentemente con il fatto che le cariche negative si muovono verso i potenziali crescenti.
Risultato: ΔV = 30 V; il campo compie sull'elettrone un lavoro positivo W ≈ +4,8 × 10⁻¹⁸ J (pari a circa 30 eV).
Errori frequenti
Approfondimento
Il legame fra campo e potenziale è locale e differenziale: il campo è l'opposto del gradiente del potenziale, «E_x = −dV/dx» (in generale «E⃗ = −∇V»). Questo spiega perché il campo punti sempre verso i potenziali decrescenti e sia perpendicolare alle superfici equipotenziali: lungo un'equipotenziale «V» non varia, dunque la componente del campo tangente è nulla. Nel caso uniforme la relazione si riduce a «ΔV = E·d». Dall'energetica dell'interazione nasce anche un'unità di misura preziosa nella fisica microscopica, l'elettronvolt: «1 eV = e·(1 V) ≈ 1,6·10⁻¹⁹ J», l'energia acquistata da un elettrone accelerato attraverso una differenza di potenziale di 1 V; sarà onnipresente in fisica atomica e nucleare. Che il potenziale sia una grandezza SCALARE è un vantaggio pratico enorme: sommare algebricamente i contributi di molte cariche è assai più semplice della somma vettoriale dei campi, e da «V» si può poi risalire a «E» per derivazione.
Ripasso attivo
Tra due lastre piane parallele si stabilisce un campo elettrico uniforme di intensità E = 2,0 × 10³ N/C; le lastre distano d = 1,5 cm. Calcola la differenza di potenziale tra le lastre e il lavoro compiuto dal campo per spostare un elettrone (q = −1,6 × 10⁻¹⁹ C) dalla lastra negativa a quella positiva.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Condensatore piano: campo uniforme tra le armature
Capacità e condensatore piano
La capacità dipende solo dalla geometria e dal dielettrico; con un dielettrico C diventa εᵣ·ε₀·A/d.
Collegamenti in parallelo e in serie
In parallelo le capacità si sommano; in serie si sommano gli inversi (capacità equivalente minore di ogni singola).
Energia immagazzinata
Le tre forme sono equivalenti per Q = C·ΔV; l'energia è immagazzinata nel campo tra le armature.
Un condensatore piano ha armature di area A = 0,020 m² separate nel vuoto da d = 1,0 mm ed è collegato a ΔV = 12 V. Calcola la capacità, la carica accumulata e l'energia immagazzinata; indica come cambia la capacità inserendo un dielettrico con εᵣ = 4.
A = 0,020 m², d = 1,0 × 10⁻³ m, ΔV = 12 V, ε₀ = 8,85 × 10⁻¹² C²/(N·m²).
C = ε₀·A/d = 8,85 × 10⁻¹² · 0,020 / 1,0 × 10⁻³ = 1,77 × 10⁻¹⁰ F ≈ 0,18 nF.
Q = C·ΔV = 1,77 × 10⁻¹⁰ · 12 ≈ 2,1 × 10⁻⁹ C = 2,1 nC.
W = ½·C·ΔV² = 0,5 · 1,77 × 10⁻¹⁰ · (12)² = 0,5 · 1,77 × 10⁻¹⁰ · 144 ≈ 1,3 × 10⁻⁸ J.
Con εᵣ = 4 la capacità diventa C' = εᵣ·C ≈ 4 · 1,77 × 10⁻¹⁰ ≈ 7,1 × 10⁻¹⁰ F: la capacità quadruplica.
Risultato: C ≈ 1,8 × 10⁻¹⁰ F, Q ≈ 2,1 nC, W ≈ 1,3 × 10⁻⁸ J; con εᵣ = 4 la capacità diventa circa 7,1 × 10⁻¹⁰ F (quadruplicata).
Errori frequenti
Approfondimento
L'energia immagazzinata in un condensatore può essere attribuita al CAMPO stesso: per il condensatore piano, sostituendo «C = ε₀A/d» e «ΔV = E·d» in «W = ½C·ΔV²», si trova «W = ½ε₀E²·(A·d)», cioè l'energia per unità di volume vale «u = ½ε₀E²». Questa densità di energia del campo elettrico è un concetto profondo — l'energia «risiede» nel campo — e riemergerà, con il termine analogo del campo magnetico, nelle onde elettromagnetiche. Il dielettrico aumenta la capacità perché le sue molecole si polarizzano orientandosi contro il campo esterno e creando un campo interno opposto che riduce «E» a parità di carica; poiché «C = Q/ΔV» e «ΔV» diminuisce, «C» cresce del fattore «εᵣ». Ogni dielettrico ha però una tensione di rottura oltre la quale si perfora e diventa conduttore (la scarica). Collegando un condensatore a un resistore si ottiene il circuito RC, in cui carica e scarica avvengono in modo esponenziale con tempo caratteristico «τ = RC»: è il ponte naturale verso lo studio dei circuiti.
Ripasso attivo
Un condensatore piano ha armature di area A = 0,020 m² separate nel vuoto da d = 1,0 mm e viene collegato a una differenza di potenziale ΔV = 12 V. Calcola la capacità, la carica accumulata e l'energia immagazzinata, e discuti come cambierebbe la capacità inserendo un dielettrico con εᵣ = 4.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti