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Carica, campo elettrico e potenziale

L'elettrostatica descrive le interazioni tra cariche in quiete a partire da una grandezza fondamentale e conservata, la carica elettrica. Dalla legge di Coulomb si costruiscono i due linguaggi complementari dell'elettromagnetismo classico: quello vettoriale del campo elettrico, sintetizzato dal teorema di Gauss, e quello scalare del potenziale e dell'energia potenziale, fondato sulla conservatività dell'interazione. L'argomento culmina nello studio dei conduttori all'equilibrio elettrostatico e dei condensatori, dove campo e potenziale diventano strumenti operativi per descrivere accumulo e immagazzinamento di energia.

4 sezioni·~25 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·0999 / 16
Profilo d’esame
Modellizzare l'interazione elettrica tramite i concetti di campo e di potenziale, collegando la descrizione vettoriale (campo) e quella scalare (potenziale)Applicare il teorema di Gauss e i princìpi di conservazione (carica ed energia) alla risoluzione di problemi elettrostaticiInterpretare e rappresentare configurazioni di campo e di potenziale mediante linee di campo, superfici equipotenziali e grafici quantitativi
Operatori:calcoladeterminadimostraanalizzaspiegadescriviconfrontaillustragiustificainterpreta

livello base

In tutti gli indirizzi liceali si richiede la padronanza concettuale e qualitativa di carica, campo e potenziale, con applicazioni della legge di Coulomb, del teorema di Gauss a simmetrie elementari e della relazione tra potenziale ed energia, secondo l'apparato matematico essenziale.

livello avanzato

Nel Liceo Scientifico e nell'opzione Scienze Applicate l'argomento è trattato con maggiore formalizzazione (uso sistematico del calcolo vettoriale, flusso e integrali di linea, problemi quantitativi su dipoli, distribuzioni simmetriche e reti di condensatori), in linea con il profilo della seconda prova di Fisica all'Esame di Stato.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Carica, campo elettrico e potenziale
    • 01Carica elettrica e legge di Coulomb○
    • 02Campo elettrico, linee di campo e teorema di Gauss◐
    • 03Energia potenziale, potenziale elettrico e superfici equipotenziali◐
    • 04Conduttori in equilibrio, condensatori e capacità●
§ 01

Carica elettrica e legge di Coulomb#

●○○BaseLPOSA-fisica-elettromagnetismo-elettrostatica: carica elettrica, conservazione e quantizzazione; elettrizzazione e legge di Coulomb

Forze di Coulomb tra cariche concordi e discordi

Forze di CoulombFigura geometrica, +, +, +, −, concordi: repulsione, discordi: attrazione+++−concordi:repulsionediscordi:attrazionex1x2

Punti chiave

La carica elettrica è la grandezza fisica che misura la capacità di un corpo di partecipare alle interazioni elettriche; esiste in due specie convenzionalmente dette positiva e negativa, e cariche dello stesso segno si respingono mentre cariche di segno opposto si attraggono. Nel Sistema Internazionale la carica si misura in coulomb (C); per molti anni il coulomb è stato definito a partire dalla corrente, mentre dalla revisione del SI del 2019 è la carica elementare a essere fissata per definizione al valore esatto e = 1,602176634 × 10⁻¹⁹ C.
Due princìpi governano la carica e ne fanno il punto di partenza di tutta l'elettrostatica. Il principio di conservazione afferma che in un sistema isolato la carica totale, somma algebrica delle cariche positive e negative, rimane costante: l'elettrizzazione non «crea» carica ma la trasferisce o la separa. Il principio di quantizzazione afferma che ogni carica osservabile è multiplo intero della carica elementare e, cioè Q = ±N·e con N intero: la carica non assume valori arbitrariamente piccoli ma è «granulare».
L'elettrizzazione di un corpo neutro avviene per strofinio (trasferimento di elettroni per contatto e attrito tra materiali diversi), per contatto (un corpo carico cede parte della sua carica a un conduttore che tocca) e per induzione (la sola presenza di un corpo carico ridistribuisce le cariche di un conduttore vicino, senza contatto, separando le cariche). La distinzione tra conduttori, in cui le cariche si muovono liberamente, e isolanti (o dielettrici), in cui restano localizzate, è essenziale per interpretare questi fenomeni.
La legge di Coulomb quantifica la forza tra due cariche puntiformi: il modulo è direttamente proporzionale al prodotto delle cariche e inversamente proporzionale al quadrato della loro distanza, F = k·|q₁·q₂|/r². La costante k vale circa 8,99 × 10⁹ N·m²/C² nel vuoto e si scrive k = 1/(4πε₀), dove ε₀ ≈ 8,85 × 10⁻¹² C²/(N·m²) è la costante dielettrica del vuoto. La forza è diretta lungo la congiungente le cariche, è repulsiva per cariche concordi e attrattiva per cariche discordi; in un mezzo materiale isotropo si sostituisce ε₀ con ε = εᵣ·ε₀, riducendo la forza del fattore εᵣ (costante dielettrica relativa).
Quando più cariche agiscono su una stessa carica vale il principio di sovrapposizione: la forza risultante è la somma vettoriale delle forze che ciascuna carica eserciterebbe da sola, indipendentemente dalla presenza delle altre. Questa proprietà, di natura sperimentale, rende lineare l'elettrostatica e consente di trattare distribuzioni complesse come somma di contributi elementari.
F=k ∣q1 q2∣r2,k=14πε0≈8,99×109 N m2/C2F = k\,\dfrac{|q_1\,q_2|}{r^2}, \qquad k = \dfrac{1}{4\pi\varepsilon_0} \approx 8{,}99\times 10^{9}\ \mathrm{N\,m^2/C^2}F=kr2∣q1​q2​∣​,k=4πε0​1​≈8,99×109 Nm2/C2

Legge di Coulomb

Modulo della forza elettrostatica tra due cariche puntiformi nel vuoto; la forza è diretta lungo la congiungente, repulsiva per cariche concordi e attrattiva per cariche discordi.

Q=±N e,e=1,602176634×10−19 CQ = \pm N\,e, \qquad e = 1{,}602176634\times 10^{-19}\ \mathrm{C}Q=±Ne,e=1,602176634×10−19 C

Quantizzazione della carica

Ogni carica osservabile è un multiplo intero della carica elementare e.

F⃗tot=∑iF⃗i\vec{F}_{\text{tot}} = \sum_i \vec{F}_iFtot​=i∑​Fi​

Principio di sovrapposizione

La forza totale su una carica è la somma vettoriale delle forze esercitate separatamente da ciascuna delle altre cariche.

Esempio svolto

Forza risultante su una carica allineata

Due cariche puntiformi q₁ = +3,0 μC e q₂ = −5,0 μC sono poste nel vuoto a distanza d = 20 cm. Determina modulo, direzione e verso della forza tra le due e indica come varia il modulo raddoppiando la distanza.

  1. 01Dati e conversioni

    q₁ = 3,0 × 10⁻⁶ C, q₂ = 5,0 × 10⁻⁶ C (in modulo), r = 0,20 m, k = 8,99 × 10⁹ N·m²/C².

  2. 02Applicazione della legge di Coulomb

    Si calcola il modulo con F = k·|q₁·q₂|/r².

  3. 03Calcolo numerico

    F = 8,99 × 10⁹ · (3,0 × 10⁻⁶ · 5,0 × 10⁻⁶) / (0,20)² = 8,99 × 10⁹ · 1,5 × 10⁻¹¹ / 0,040 = 8,99 × 10⁹ · 3,75 × 10⁻¹⁰ ≈ 3,4 N.

  4. 04Direzione e verso

    Le cariche hanno segno opposto: la forza è attrattiva, diretta lungo la congiungente, e ciascuna carica è tirata verso l'altra.

  5. 05Effetto del raddoppio della distanza

    Poiché F ∝ 1/r², passando da r a 2r la forza diventa F/4, cioè circa 0,84 N.

Risultato: F ≈ 3,4 N, forza attrattiva lungo la congiungente; raddoppiando la distanza il modulo si riduce a circa 0,84 N (un quarto).

Obiettivo Maturità

  • Saper enunciare la legge di Coulomb e applicarla con dimensioni e unità corrette, distinguendo nettamente la situazione nel vuoto da quella in un dielettrico (ruolo di εᵣ).
  • Saper usare il principio di sovrapposizione per calcolare la forza risultante su una carica disposta in una configurazione geometrica semplice (allineamenti, triangoli, quadrati), gestendo correttamente la somma vettoriale.

Errori frequenti

  • Sommare aritmeticamente i moduli delle forze di Coulomb invece di eseguirne la somma vettoriale, ignorando direzioni e versi (per esempio in configurazioni a triangolo).
  • Confondere il segno della carica con il verso della forza nei calcoli: nel modulo della legge di Coulomb si usano i valori assoluti, e segni/versi vanno gestiti separatamente nell'analisi vettoriale.
  • Dimenticare l'andamento con l'inverso del quadrato della distanza: raddoppiando r la forza non si dimezza, ma si riduce a un quarto.

Approfondimento

Il confronto fra la forza di Coulomb e quella gravitazionale è illuminante: fra un protone e un elettrone la repulsione elettrica sarebbe circa «10³⁹» volte più intensa dell'attrazione gravitazionale, eppure la gravità domina su scala astronomica perché la materia è nel complesso neutra, mentre le cariche opposte si compensano. La quantizzazione della carica fu provata dall'esperimento di Millikan (goccia d'olio, 1909), che misurò la carica di minuscole gocce trovandola sempre multipla di «e». Il principio di sovrapposizione, di natura sperimentale, rende LINEARE l'elettrostatica: per una distribuzione continua di carica la forza e il campo si calcolano sommando i contributi di elementi infinitesimi «dq», cioè con un integrale — la naturale generalizzazione della somma vettoriale sulle cariche discrete. Nei dielettrici la forza si riduce del fattore «εᵣ» perché le molecole del mezzo si polarizzano e schermano parzialmente le cariche sorgenti.

Ripasso attivo

Due cariche puntiformi q₁ = +3,0 μC e q₂ = −5,0 μC sono poste nel vuoto a distanza d = 20 cm. Determina modulo, direzione e verso della forza che ciascuna esercita sull'altra e indica come varia il modulo se la distanza viene raddoppiata.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Campo elettrico, linee di campo e teorema di Gauss#

●●○StandardLPOSA-fisica-elettromagnetismo-elettrostatica: campo elettrico, linee di campo e principio di sovrapposizione; flusso del campo elettrico e teorema di Gauss; applicazioni a distribuzioni simmetriche

Linee di campo e flusso attraverso una superficie gaussiana

Linee di campo e teorema di GaussFigura geometrica, +Q, E, superficie gaussiana+Qx1x2superficiegaussianaE

Punti chiave

Il concetto di campo, introdotto da Faraday, libera la descrizione dell'interazione dall'idea di azione a distanza: una carica modifica lo spazio circostante, e una seconda carica risente di questa modifica nel punto in cui si trova. Il campo elettrico E in un punto è definito come la forza che agirebbe su una carica di prova positiva posta in quel punto, divisa per la carica stessa: E = F/q₀. È una grandezza vettoriale, si misura in newton su coulomb (N/C), equivalenti a volt su metro (V/m), e non dipende dalla carica di prova ma solo dalle sorgenti e dalla geometria.
Per una carica puntiforme Q il campo ha modulo E = k·|Q|/r², è radiale, uscente se Q è positiva ed entrante se Q è negativa. Vale anche per il campo il principio di sovrapposizione: il campo generato da più cariche è la somma vettoriale dei campi prodotti da ciascuna. Le linee di campo (o linee di forza) ne danno una rappresentazione visiva: sono tangenti in ogni punto al vettore E, escono dalle cariche positive ed entrano in quelle negative, non si intersecano mai, e la loro densità indica l'intensità del campo. Il dipolo elettrico (due cariche uguali e opposte a piccola distanza) è la configurazione tipica con linee che partono dalla carica positiva e si chiudono su quella negativa.
Il flusso del campo elettrico attraverso una superficie misura «quante linee di campo» l'attraversano: per una superficie piana di area A in campo uniforme è Φ = E·A·cos θ, dove θ è l'angolo tra E e la normale alla superficie; in generale è la somma (integrale) dei contributi E·ΔA·cos θ su tutta la superficie. Il flusso è una grandezza scalare e dipende dall'orientazione relativa tra campo e superficie.
Il teorema di Gauss afferma che il flusso del campo elettrico attraverso una qualunque superficie chiusa è pari alla carica totale racchiusa al suo interno divisa per ε₀: Φ(E) = Q_interna/ε₀. È una delle equazioni fondamentali dell'elettromagnetismo e traduce in linguaggio del campo la legge di Coulomb e il principio di sovrapposizione. La sua potenza sta nel fatto che, scegliendo una superficie gaussiana adatta alla simmetria del problema (sferica, cilindrica, planare), permette di calcolare E in modo diretto senza integrazioni complicate.
Le applicazioni a distribuzioni simmetriche sono i casi notevoli da padroneggiare. Per una distribuzione a simmetria sferica il campo esterno coincide con quello di una carica puntiforme concentrata nel centro (E = kQ/r²), mentre all'interno di un guscio sferico carico il campo è nullo. Per un filo rettilineo indefinito con densità lineare λ il campo è radiale e decresce come 1/r: E = λ/(2πε₀r). Per un piano indefinito con densità superficiale σ il campo è uniforme e indipendente dalla distanza: E = σ/(2ε₀).
E⃗=F⃗q0,E=k ∣Q∣r2\vec{E} = \dfrac{\vec{F}}{q_0}, \qquad E = k\,\dfrac{|Q|}{r^2}E=q0​F​,E=kr2∣Q∣​

Campo elettrico (definizione e carica puntiforme)

Il campo è la forza per unità di carica di prova; per una carica puntiforme è radiale e va come 1/r².

Φ(E⃗)=E A cos⁡θ\Phi(\vec{E}) = E\,A\,\cos\thetaΦ(E)=EAcosθ

Flusso attraverso una superficie piana (campo uniforme)

θ è l'angolo tra il campo e la normale alla superficie; il flusso è massimo quando E è perpendicolare alla superficie.

Φ(E⃗)=Qintε0\Phi(\vec{E}) = \dfrac{Q_{\text{int}}}{\varepsilon_0}Φ(E)=ε0​Qint​​

Teorema di Gauss

Il flusso del campo elettrico attraverso una superficie chiusa dipende solo dalla carica racchiusa, non dalla forma della superficie.

Efilo=λ2πε0 r,Epiano=σ2ε0E_{\text{filo}} = \dfrac{\lambda}{2\pi\varepsilon_0\,r}, \qquad E_{\text{piano}} = \dfrac{\sigma}{2\varepsilon_0}Efilo​=2πε0​rλ​,Epiano​=2ε0​σ​

Distribuzioni simmetriche notevoli

Campo di un filo rettilineo indefinito (∝ 1/r) e di un piano indefinito carico (uniforme), ricavabili dal teorema di Gauss.

Modulo del campo di una carica puntiforme in funzione della distanza

Campo di una carica puntiformeGrafico di E ~ 1/r^2, decrescente, nell’intervallo x da 0.5 a 612345620406080100120140160vicino: E grandelontano: E piccoloE ~ 1/r2campo Edistanza r
Esempio svolto

Campo di una carica puntiforme e verifica con Gauss

Una carica puntiforme Q = +4,0 nC è posta nel vuoto. Calcola il modulo del campo elettrico a r = 5,0 cm dalla carica e verifica il risultato applicando il teorema di Gauss a una superficie sferica di raggio 5,0 cm.

  1. 01Dati

    Q = 4,0 × 10⁻⁹ C, r = 0,050 m, k = 8,99 × 10⁹ N·m²/C², ε₀ = 8,85 × 10⁻¹² C²/(N·m²).

  2. 02Campo della carica puntiforme

    E = k·|Q|/r² = 8,99 × 10⁹ · 4,0 × 10⁻⁹ / (0,050)² = 35,96 / 0,0025 ≈ 1,4 × 10⁴ N/C.

  3. 03Flusso totale (teorema di Gauss)

    Φ = Q/ε₀ = 4,0 × 10⁻⁹ / 8,85 × 10⁻¹² ≈ 452 N·m²/C.

  4. 04Campo dalla superficie sferica

    Per simmetria E è uniforme sulla sfera; Φ = E·(4πr²), quindi E = Φ/(4πr²) = 452 / (4π·0,0025) = 452 / 0,0314 ≈ 1,4 × 10⁴ N/C.

  5. 05Confronto

    I due metodi danno lo stesso valore: il teorema di Gauss è coerente con la legge di Coulomb.

Risultato: E ≈ 1,4 × 10⁴ N/C, radiale e uscente; il calcolo via teorema di Gauss conferma il valore ottenuto dalla legge di Coulomb.

Obiettivo Maturità

  • Saper enunciare il teorema di Gauss e applicarlo, scegliendo la superficie gaussiana coerente con la simmetria, per ricavare il campo di una distribuzione sferica, di un filo o di un piano carico.
  • Saper distinguere e descrivere correttamente le linee di campo (per carica singola, dipolo e piano) e collegarne la densità all'intensità del campo, evitando di confonderle con le traiettorie delle cariche.

Errori frequenti

  • Pensare che il campo di un piano infinito carico diminuisca con la distanza: per ideale piano indefinito E è uniforme, E = σ/(2ε₀).
  • Confondere le linee di campo con le traiettorie di una carica: una carica segue la linea solo se parte da ferma e il campo è rettilineo; in generale traiettoria e linea di campo non coincidono.
  • Applicare il teorema di Gauss con una superficie non adatta alla simmetria, perdendo la possibilità di portare E fuori dall'integrale di flusso.

Approfondimento

Il teorema di Gauss è equivalente alla legge di Coulomb, ma più profondo perché indipendente dalla geometria. Lo si «vede» calcolando il flusso di una carica puntiforme attraverso una sfera concentrica: «Φ = E·(4πr²) = (kQ/r²)·(4πr²) = 4πkQ = Q/ε₀», risultato indipendente dal raggio perché il campo decresce come «1/r²» esattamente come l'area cresce come «r²» — ed è per questo che vale per QUALUNQUE superficie chiusa. La stessa logica dà i campi notevoli senza integrali: per un filo si usa un cilindro coassiale (l'area laterale cresce come «r», quindi «E ∝ 1/r»); per un piano un cilindretto che lo attraversa (il flusso non dipende dalla distanza, quindi «E» è uniforme). Che il campo sia nullo dentro un conduttore all'equilibrio segue da Gauss applicato a una superficie interna: nessuna carica racchiusa, dunque flusso nullo e campo nullo. La forma «1/r²» della legge è così stretta che eventuali deviazioni dall'esponente 2 sono state escluse sperimentalmente con precisione altissima.

Ripasso attivo

Una carica puntiforme Q = +4,0 nC è posta nel vuoto. Calcola il modulo del campo elettrico a 5,0 cm dalla carica, traccia qualitativamente l'andamento di E in funzione di r e verifica il risultato applicando il teorema di Gauss a una superficie sferica di raggio 5,0 cm.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Energia potenziale, potenziale elettrico e superfici equipotenziali#

●●○StandardLPOSA-fisica-elettromagnetismo-elettrostatica: energia potenziale elettrica, potenziale elettrico e superfici equipotenziali

Linee di campo e superfici equipotenziali di una carica puntiforme

Linee di campo e superfici equipotenzialiFigura geometrica, +Q, E, equipotenziali+Qx1x2equipotenzialiE

Punti chiave

La forza elettrostatica è conservativa: il lavoro che essa compie per spostare una carica da un punto A a un punto B non dipende dal percorso seguito ma solo dalle posizioni iniziale e finale, e il lavoro lungo un cammino chiuso è nullo. Questa proprietà, analoga a quella della forza gravitazionale, permette di associare all'interazione elettrica un'energia potenziale U, definita a meno di una costante additiva, tale che il lavoro della forza elettrica sia pari alla diminuzione dell'energia potenziale: W(A→B) = U_A − U_B.
Per due cariche puntiformi q e Q nel vuoto, scegliendo come riferimento (U = 0) la distanza infinita, l'energia potenziale del sistema vale U = k·q·Q/r. È positiva per cariche concordi (occorre lavoro esterno per avvicinarle, configurazione «più energetica») e negativa per cariche discordi (sistema legato). L'energia potenziale è una proprietà del sistema di cariche, non della singola carica.
Il potenziale elettrico V in un punto è l'energia potenziale per unità di carica di prova: V = U/q₀. È una grandezza scalare, si misura in volt (V = J/C) e dipende solo dalla sorgente e dalla posizione, non dalla carica di prova. Per una carica puntiforme Q vale V = k·Q/r (con riferimento all'infinito); per più cariche i potenziali si sommano algebricamente (somma scalare, molto più semplice della somma vettoriale dei campi). La differenza di potenziale (o tensione) tra due punti, ΔV = V_A − V_B, è ciò che si misura concretamente ed è legata al lavoro: W(A→B) = q·(V_A − V_B).
Campo e potenziale sono due descrizioni della stessa fisica, legate da una relazione precisa. In un campo uniforme di intensità E, la differenza di potenziale tra due punti separati da una distanza d lungo la direzione del campo è ΔV = E·d; in generale il campo punta nel verso in cui il potenziale decresce più rapidamente, cioè dai punti a potenziale maggiore verso quelli a potenziale minore. Da qui l'unità V/m del campo, equivalente al N/C.
Le superfici equipotenziali sono i luoghi dei punti che hanno lo stesso potenziale: muovendo una carica lungo una di esse il lavoro della forza elettrica è nullo. Sono sempre perpendicolari alle linee di campo (il campo non ha componente lungo l'equipotenziale) e per una carica puntiforme sono sfere concentriche; in un campo uniforme sono piani paralleli equidistanti. La loro rappresentazione, accanto alle linee di campo, è uno strumento visivo essenziale per leggere un problema elettrostatico.
U=k q Qr,V=Uq0=k QrU = k\,\dfrac{q\,Q}{r}, \qquad V = \dfrac{U}{q_0} = k\,\dfrac{Q}{r}U=krqQ​,V=q0​U​=krQ​

Energia potenziale e potenziale (carica puntiforme)

Riferimento all'infinito (U, V = 0 a distanza infinita); U è del sistema, V del punto.

WA→B=UA−UB=q (VA−VB)W_{A\to B} = U_A - U_B = q\,(V_A - V_B)WA→B​=UA​−UB​=q(VA​−VB​)

Lavoro e differenza di potenziale

Il lavoro della forza elettrica dipende solo dagli estremi (forza conservativa) e si lega alla d.d.p.

ΔV=E d(campo uniforme)\Delta V = E\,d \quad (\text{campo uniforme})ΔV=Ed(campo uniforme)

Relazione campo-potenziale

In un campo uniforme la d.d.p. tra due punti distanti d lungo il campo è il prodotto E·d; il campo è diretto verso i potenziali decrescenti.

Esempio svolto

Differenza di potenziale e lavoro su un elettrone tra lastre piane

Tra due lastre piane parallele si stabilisce un campo elettrico uniforme E = 2,0 × 10³ N/C; le lastre distano d = 1,5 cm. Calcola la differenza di potenziale tra le lastre e il lavoro compiuto dal campo per spostare un elettrone (q = −1,6 × 10⁻¹⁹ C) dalla lastra negativa a quella positiva.

  1. 01Dati

    E = 2,0 × 10³ N/C, d = 1,5 × 10⁻² m, q = −1,6 × 10⁻¹⁹ C.

  2. 02Differenza di potenziale

    ΔV = E·d = 2,0 × 10³ · 1,5 × 10⁻² = 30 V.

  3. 03Lavoro del campo

    L'elettrone si muove dalla lastra negativa (potenziale basso) a quella positiva (potenziale alto): V_A − V_B = −30 V se A è la negativa. Il lavoro è W = q·(V_A − V_B) = (−1,6 × 10⁻¹⁹)·(−30) = +4,8 × 10⁻¹⁸ J.

  4. 04Interpretazione

    Il lavoro è positivo: la forza elettrica accelera spontaneamente l'elettrone verso la lastra positiva, coerentemente con il fatto che le cariche negative si muovono verso i potenziali crescenti.

Risultato: ΔV = 30 V; il campo compie sull'elettrone un lavoro positivo W ≈ +4,8 × 10⁻¹⁸ J (pari a circa 30 eV).

Obiettivo Maturità

  • Saper distinguere con precisione energia potenziale (proprietà del sistema, in joule), potenziale (proprietà del punto, in volt) e differenza di potenziale, e calcolarli per cariche puntiformi e configurazioni semplici.
  • Saper usare la relazione tra campo e potenziale (ΔV = E·d nel caso uniforme) e descrivere correttamente la geometria reciproca di linee di campo e superfici equipotenziali (sempre ortogonali).

Errori frequenti

  • Confondere potenziale (scalare, V) e campo (vettoriale, V/m): il potenziale può essere nullo dove il campo non lo è (per esempio nel punto medio tra due cariche uguali e opposte il potenziale è nullo ma il campo no), e viceversa.
  • Sommare vettorialmente i potenziali: il potenziale è una grandezza scalare e si somma algebricamente, tenendo conto solo del segno della carica.
  • Dimenticare che il campo punta verso i potenziali decrescenti, sbagliando il verso o il segno nella relazione tra E e ΔV.

Approfondimento

Il legame fra campo e potenziale è locale e differenziale: il campo è l'opposto del gradiente del potenziale, «E_x = −dV/dx» (in generale «E⃗ = −∇V»). Questo spiega perché il campo punti sempre verso i potenziali decrescenti e sia perpendicolare alle superfici equipotenziali: lungo un'equipotenziale «V» non varia, dunque la componente del campo tangente è nulla. Nel caso uniforme la relazione si riduce a «ΔV = E·d». Dall'energetica dell'interazione nasce anche un'unità di misura preziosa nella fisica microscopica, l'elettronvolt: «1 eV = e·(1 V) ≈ 1,6·10⁻¹⁹ J», l'energia acquistata da un elettrone accelerato attraverso una differenza di potenziale di 1 V; sarà onnipresente in fisica atomica e nucleare. Che il potenziale sia una grandezza SCALARE è un vantaggio pratico enorme: sommare algebricamente i contributi di molte cariche è assai più semplice della somma vettoriale dei campi, e da «V» si può poi risalire a «E» per derivazione.

Ripasso attivo

Tra due lastre piane parallele si stabilisce un campo elettrico uniforme di intensità E = 2,0 × 10³ N/C; le lastre distano d = 1,5 cm. Calcola la differenza di potenziale tra le lastre e il lavoro compiuto dal campo per spostare un elettrone (q = −1,6 × 10⁻¹⁹ C) dalla lastra negativa a quella positiva.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Conduttori in equilibrio, condensatori e capacità#

●●●ApprofondimentoLPOSA-fisica-elettromagnetismo-elettrostatica: conduttori in equilibrio elettrostatico; condensatori e capacità

Condensatore piano: campo uniforme tra le armature

Condensatore piano: campo uniformeSchema con 6 elementi, +, −, E+−E

Punti chiave

Un conduttore è in equilibrio elettrostatico quando al suo interno le cariche non si muovono più. Questa condizione impone proprietà notevoli: il campo elettrico all'interno del conduttore è nullo (altrimenti le cariche libere si muoverebbero); la carica in eccesso si distribuisce tutta sulla superficie esterna; l'intero conduttore è un volume equipotenziale (stesso potenziale in ogni punto) e la sua superficie è una superficie equipotenziale; appena fuori dalla superficie il campo è perpendicolare a essa e vale E = σ/ε₀ (teorema di Coulomb), con la carica che si addensa dove la curvatura è maggiore (potere delle punte).
Una conseguenza tecnologicamente importante è la schermatura elettrostatica (gabbia di Faraday): all'interno di una cavità racchiusa da un conduttore privo di cariche interne il campo è nullo, qualunque sia il campo esterno. Questo principio protegge apparecchiature e persone dai campi elettrici esterni.
Un condensatore è un dispositivo costituito da due conduttori (armature) affacciati, capace di immagazzinare carica ed energia. Fornendo carica +Q a un'armatura e −Q all'altra si stabilisce tra esse una differenza di potenziale ΔV proporzionale alla carica. Si definisce capacità il rapporto C = Q/ΔV: è una costante che dipende solo dalla geometria del condensatore e dal dielettrico interposto, non da Q o ΔV. Si misura in farad (F = C/V); poiché il farad è grande, si usano sottomultipli (μF, nF, pF).
Per il condensatore piano, con armature di area A separate da una distanza d nel vuoto, il campo tra le armature è uniforme e la capacità vale C = ε₀·A/d. Aumentano la capacità un'area maggiore e una distanza minore; inserendo un dielettrico di costante relativa εᵣ la capacità aumenta del fattore εᵣ, perché il dielettrico riduce il campo a parità di carica. Più condensatori si possono collegare in serie (stessa carica, le tensioni si sommano, l'inverso della capacità equivalente è la somma degli inversi) o in parallelo (stessa tensione, le cariche si sommano, le capacità si sommano direttamente).
Caricare un condensatore richiede lavoro, che resta immagazzinato come energia potenziale elettrostatica nel campo tra le armature. L'energia vale W = ½·C·ΔV² = ½·Q·ΔV = Q²/(2C). Questa energia, restituibile in fase di scarica, è la base di molte applicazioni (flash fotografici, alimentatori, defibrillatori); concettualmente si può attribuire al campo elettrico stesso, che «contiene» l'energia immagazzinata.
C=QΔV,Cpiano=ε0 AdC = \dfrac{Q}{\Delta V}, \qquad C_{\text{piano}} = \varepsilon_0\,\dfrac{A}{d}C=ΔVQ​,Cpiano​=ε0​dA​

Capacità e condensatore piano

La capacità dipende solo dalla geometria e dal dielettrico; con un dielettrico C diventa εᵣ·ε₀·A/d.

Cpar=∑iCi,1Cserie=∑i1CiC_{\text{par}} = \sum_i C_i, \qquad \dfrac{1}{C_{\text{serie}}} = \sum_i \dfrac{1}{C_i}Cpar​=i∑​Ci​,Cserie​1​=i∑​Ci​1​

Collegamenti in parallelo e in serie

In parallelo le capacità si sommano; in serie si sommano gli inversi (capacità equivalente minore di ogni singola).

W=12 C ΔV2=12 Q ΔV=Q22CW = \dfrac{1}{2}\,C\,\Delta V^2 = \dfrac{1}{2}\,Q\,\Delta V = \dfrac{Q^2}{2C}W=21​CΔV2=21​QΔV=2CQ2​

Energia immagazzinata

Le tre forme sono equivalenti per Q = C·ΔV; l'energia è immagazzinata nel campo tra le armature.

Esempio svolto

Capacità, carica ed energia di un condensatore piano

Un condensatore piano ha armature di area A = 0,020 m² separate nel vuoto da d = 1,0 mm ed è collegato a ΔV = 12 V. Calcola la capacità, la carica accumulata e l'energia immagazzinata; indica come cambia la capacità inserendo un dielettrico con εᵣ = 4.

  1. 01Dati

    A = 0,020 m², d = 1,0 × 10⁻³ m, ΔV = 12 V, ε₀ = 8,85 × 10⁻¹² C²/(N·m²).

  2. 02Capacità

    C = ε₀·A/d = 8,85 × 10⁻¹² · 0,020 / 1,0 × 10⁻³ = 1,77 × 10⁻¹⁰ F ≈ 0,18 nF.

  3. 03Carica accumulata

    Q = C·ΔV = 1,77 × 10⁻¹⁰ · 12 ≈ 2,1 × 10⁻⁹ C = 2,1 nC.

  4. 04Energia immagazzinata

    W = ½·C·ΔV² = 0,5 · 1,77 × 10⁻¹⁰ · (12)² = 0,5 · 1,77 × 10⁻¹⁰ · 144 ≈ 1,3 × 10⁻⁸ J.

  5. 05Effetto del dielettrico

    Con εᵣ = 4 la capacità diventa C' = εᵣ·C ≈ 4 · 1,77 × 10⁻¹⁰ ≈ 7,1 × 10⁻¹⁰ F: la capacità quadruplica.

Risultato: C ≈ 1,8 × 10⁻¹⁰ F, Q ≈ 2,1 nC, W ≈ 1,3 × 10⁻⁸ J; con εᵣ = 4 la capacità diventa circa 7,1 × 10⁻¹⁰ F (quadruplicata).

Obiettivo Maturità

  • Saper enunciare e giustificare le proprietà di un conduttore all'equilibrio (campo interno nullo, carica superficiale, conduttore equipotenziale) e applicare la definizione di capacità e la formula del condensatore piano.
  • Saper calcolare la capacità equivalente di condensatori in serie e in parallelo e l'energia immagazzinata, scegliendo la formula opportuna tra le forme equivalenti dell'energia.

Errori frequenti

  • Pensare che la capacità dipenda dalla carica o dalla tensione applicata: C dipende solo dalla geometria e dal dielettrico (a parità di carica una maggiore C dà una minore ΔV).
  • Scambiare le regole di serie e parallelo: in parallelo le capacità si sommano (come le aree), in serie si sommano gli inversi (la capacità equivalente è minore della più piccola).
  • Usare la formula sbagliata per l'energia o confondere W = ½·C·ΔV² con W = ½·Q·ΔV: sono equivalenti solo se si rispetta la relazione Q = C·ΔV.

Approfondimento

L'energia immagazzinata in un condensatore può essere attribuita al CAMPO stesso: per il condensatore piano, sostituendo «C = ε₀A/d» e «ΔV = E·d» in «W = ½C·ΔV²», si trova «W = ½ε₀E²·(A·d)», cioè l'energia per unità di volume vale «u = ½ε₀E²». Questa densità di energia del campo elettrico è un concetto profondo — l'energia «risiede» nel campo — e riemergerà, con il termine analogo del campo magnetico, nelle onde elettromagnetiche. Il dielettrico aumenta la capacità perché le sue molecole si polarizzano orientandosi contro il campo esterno e creando un campo interno opposto che riduce «E» a parità di carica; poiché «C = Q/ΔV» e «ΔV» diminuisce, «C» cresce del fattore «εᵣ». Ogni dielettrico ha però una tensione di rottura oltre la quale si perfora e diventa conduttore (la scarica). Collegando un condensatore a un resistore si ottiene il circuito RC, in cui carica e scarica avvengono in modo esponenziale con tempo caratteristico «τ = RC»: è il ponte naturale verso lo studio dei circuiti.

Ripasso attivo

Un condensatore piano ha armature di area A = 0,020 m² separate nel vuoto da d = 1,0 mm e viene collegato a una differenza di potenziale ΔV = 12 V. Calcola la capacità, la carica accumulata e l'energia immagazzinata, e discuti come cambierebbe la capacità inserendo un dielettrico con εᵣ = 4.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Carica elettrica e legge di Coulomb○
    • 02Campo elettrico, linee di campo e teorema di Gauss◐
    • 03Energia potenziale, potenziale elettrico e superfici equipotenziali◐
    • 04Conduttori in equilibrio, condensatori e capacità●

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Carica, campo elettrico e potenziale

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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