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Equazioni di Maxwell e onde elettromagnetiche

Le quattro equazioni di Maxwell raccolgono in una sintesi compatta tutte le leggi dell'elettromagnetismo: il teorema di Gauss per il campo elettrico e per quello magnetico, la legge di Faraday-Neumann-Lenz e la legge di Ampère completata dalla corrente di spostamento. Da questa sintesi discende una previsione straordinaria: campi elettrici e magnetici variabili si sostengono a vicenda e si propagano nel vuoto come onde trasversali alla velocità c, identica a quella misurata per la luce. Questo appunto ricostruisce le equazioni nel loro significato fisico, mostra come nascono le onde elettromagnetiche e ne descrive lo spettro e l'energia trasportata.

4 sezioni·~22 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·131313 / 16
Profilo d’esame
Cogliere il valore di sintesi unificante delle equazioni di Maxwell, riconoscendo come quattro leggi sperimentali distinte si compongano in un'unica teoria dei campiCollegare campi elettrici e magnetici variabili nel tempo alla generazione e alla propagazione delle onde elettromagneticheInquadrare i fenomeni luminosi e le radiazioni note nello spettro elettromagnetico, mettendo in relazione frequenza, lunghezza d'onda ed energia trasportata
Operatori:spiegadescrivicalcoladeterminaanalizzagiustificaconfrontaillustra

livello base

A tutti gli indirizzi del Liceo è richiesta la comprensione qualitativa delle quattro equazioni come sintesi dell'elettromagnetismo, la nascita dell'onda e.m. dai campi variabili, la struttura dell'onda piana e lo spettro elettromagnetico.

livello avanzato

Nel Liceo Scientifico e nell'opzione Scienze Applicate si curano gli aspetti quantitativi: corrente di spostamento, relazione c = 1/√(ε₀μ₀), rapporto E = cB, calcolo dell'intensità e legame frequenza-lunghezza d'onda-energia del fotone.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Equazioni di Maxwell e onde elettromagnetiche
    • 01Le quattro equazioni di Maxwell come sintesi◐
    • 02La corrente di spostamento e i campi indotti●
    • 03Le onde elettromagnetiche e la loro propagazione◐
    • 04Lo spettro elettromagnetico e l'energia trasportata○
§ 01

Le quattro equazioni di Maxwell come sintesi#

●●○StandardLPOSA-fisica-elettromagnetismo-maxwell

Le quattro equazioni di Maxwell e il loro significato

Le quattro equazioni di MaxwellTabella con 2 colonne e 4 righe, Dati: Equazione · Significato; Gauss elettrico · cariche → E; Gauss magnetico · niente monopoli; Faraday-Neumann · B varia → E; Ampère-Maxwell · E varia → BEQUAZIONESIGNIFICATOGauss elettricocariche → EGauss magneticoniente monopoliFaraday-NeumannB varia → EAmpère-MaxwellE varia → BLe quattro leggi che unificano elettricità, magnetismo eluce

Punti chiave

Verso la metà dell'Ottocento l'elettromagnetismo era un insieme di leggi sperimentali separate; il merito di James Clerk Maxwell fu di riconoscere che esse formano un sistema coerente di quattro equazioni, capace non solo di riassumere tutto il noto ma anche di prevedere fenomeni nuovi. Nella forma integrale, accessibile al Liceo, ciascuna equazione collega il comportamento del campo elettrico E o del campo magnetico B lungo una superficie o lungo una linea chiusa alle sorgenti che lo producono.
La prima equazione è il teorema di Gauss per il campo elettrico: il flusso del campo elettrico attraverso una superficie chiusa è proporzionale alla carica totale racchiusa, Φ(E) = Q/ε₀. Questa equazione afferma che le cariche elettriche sono le sorgenti del campo elettrico e che le sue linee di campo nascono dalle cariche positive e terminano su quelle negative; il campo elettrostatico è dunque un campo «aperto», dotato di sorgenti puntuali.
La seconda equazione è il teorema di Gauss per il campo magnetico: il flusso di B attraverso qualsiasi superficie chiusa è sempre nullo, Φ(B) = 0. Il significato fisico è profondo: non esistono cariche magnetiche isolate (monopoli magnetici), le linee del campo magnetico sono sempre chiuse su sé stesse, ed è per questo che spezzando una calamita si ottengono sempre due nuovi dipoli e mai un polo nord o sud separato.
La terza equazione è la legge di Faraday-Neumann-Lenz: la circuitazione del campo elettrico lungo una linea chiusa è uguale all'opposto della rapidità di variazione del flusso magnetico concatenato, e questo afferma che un campo magnetico che varia nel tempo genera un campo elettrico indotto. Diversamente dal campo elettrostatico, questo campo elettrico indotto ha linee chiuse: è un campo «rotazionale», non conservativo, che può mettere in moto le cariche lungo un circuito chiuso producendo una forza elettromotrice.
La quarta equazione è la legge di Ampère completata da Maxwell: la circuitazione del campo magnetico lungo una linea chiusa dipende non solo dalla corrente di conduzione concatenata, ma anche dalla variazione nel tempo del flusso elettrico (la corrente di spostamento, oggetto della sezione seguente). È proprio questo termine aggiunto da Maxwell a rendere il sistema simmetrico e coerente, e a permettere la previsione delle onde elettromagnetiche.
Considerate insieme, le quattro equazioni dicono che un campo elettrico variabile genera un campo magnetico e che un campo magnetico variabile genera un campo elettrico: i due campi non sono più entità indipendenti ma le due facce di un unico campo elettromagnetico. Questa è la grande unificazione concettuale che fa delle equazioni di Maxwell uno dei vertici della fisica classica, paragonabile alla sintesi newtoniana per la meccanica.
ΦS(E⃗)=Qintε0\Phi_S(\vec{E}) = \frac{Q_{\text{int}}}{\varepsilon_0}ΦS​(E)=ε0​Qint​​

I — Gauss elettrico

Il flusso del campo elettrico attraverso una superficie chiusa S è proporzionale alla carica totale racchiusa: le cariche sono le sorgenti del campo elettrico.

ΦS(B⃗)=0\Phi_S(\vec{B}) = 0ΦS​(B)=0

II — Gauss magnetico

Il flusso del campo magnetico attraverso ogni superficie chiusa è nullo: non esistono monopoli magnetici, le linee di B sono sempre chiuse.

∮ℓE⃗⋅dl⃗=−ΔΦ(B⃗)Δt\oint_{\ell} \vec{E} \cdot \mathrm{d}\vec{l} = -\frac{\Delta \Phi(\vec{B})}{\Delta t}∮ℓ​E⋅dl=−ΔtΔΦ(B)​

III — Faraday-Neumann-Lenz

Un campo magnetico variabile nel tempo genera un campo elettrico indotto a linee chiuse (non conservativo); il segno meno esprime la legge di Lenz.

∮ℓB⃗⋅dl⃗=μ0i+μ0ε0ΔΦ(E⃗)Δt\oint_{\ell} \vec{B} \cdot \mathrm{d}\vec{l} = \mu_0 i + \mu_0 \varepsilon_0 \frac{\Delta \Phi(\vec{E})}{\Delta t}∮ℓ​B⋅dl=μ0​i+μ0​ε0​ΔtΔΦ(E)​

IV — Ampère-Maxwell

Il campo magnetico è generato sia dalle correnti di conduzione i sia da un campo elettrico variabile (corrente di spostamento), introdotta da Maxwell.

Esempio svolto

Flusso del campo elettrico e teorema di Gauss

Una carica puntiforme q = 5.0 nC è racchiusa all'interno di una superficie chiusa di forma qualsiasi. Determina il flusso del campo elettrico attraverso tale superficie, spiegando perché il risultato non dipende dalla forma della superficie. Assumi ε₀ = 8.85·10⁻¹² C²/(N·m²).

  1. 01Riconosci l'equazione

    La prima equazione di Maxwell (teorema di Gauss) lega il flusso di E alla sola carica racchiusa, indipendentemente dalla forma della superficie.

  2. 02Sostituisci i valori

    La carica racchiusa è Q = 5.0·10⁻⁹ C; ε₀ = 8.85·10⁻¹² C²/(N·m²).

  3. 03Calcola

    Eseguendo la divisione si ottiene il flusso in N·m²/C.

  4. 04Interpreta

    Il flusso dipende solo dalla carica racchiusa: una superficie più grande è attraversata da un campo più debole ma da più area, e il prodotto resta costante.

Risultato: Il flusso vale circa 5.6·10² N·m²/C ed è indipendente dalla forma della superficie chiusa: questa è l'essenza del teorema di Gauss.

Obiettivo Maturità

  • Saper enunciare ciascuna delle quattro equazioni nella forma integrale e, soprattutto, spiegarne a parole il significato fisico (sorgenti del campo, assenza di monopoli, campi indotti).
  • Riconoscere il carattere di sintesi unificante: le equazioni di Maxwell mostrano che elettricità, magnetismo e ottica sono aspetti di un'unica teoria del campo elettromagnetico.

Errori frequenti

  • Confondere i due teoremi di Gauss: il flusso di E attraverso una superficie chiusa dipende dalla carica racchiusa, mentre il flusso di B è sempre nullo perché non esistono monopoli magnetici.
  • Affermare che il campo elettrico ha sempre linee aperte: il campo elettrico INDOTTO da un campo magnetico variabile ha linee chiuse ed è non conservativo, a differenza del campo elettrostatico.

Approfondimento

Le quattro equazioni hanno una struttura profondamente simmetrica: due riguardano il FLUSSO attraverso superfici chiuse (i due teoremi di Gauss, che individuano le sorgenti — cariche per «E», nulla per «B» perché mancano i monopoli) e due riguardano la CIRCUITAZIONE lungo linee chiuse (Faraday e Ampère-Maxwell, che descrivono come i campi variabili si generano a vicenda). La quasi-simmetria fra «E» e «B» è rotta da un solo fatto sperimentale: esistono le cariche elettriche ma non quelle magnetiche. È combinando la terza e la quarta equazione — un «B» variabile genera «E», un «E» variabile genera «B» — che Maxwell derivò l'equazione delle onde e ne predisse la velocità «c = 1/√(ε₀μ₀)» a partire da due costanti misurate in laboratorio con esperimenti di elettrostatica e magnetismo, senza alcun riferimento all'ottica. Che quel numero coincidesse con la velocità della luce fu la prova che la luce È un'onda elettromagnetica: una delle più grandi unificazioni della storia della fisica, che assorbe l'intera ottica dentro l'elettromagnetismo.

Ripasso attivo

Enuncia le quattro equazioni di Maxwell nella forma integrale e, per ciascuna, indica con una frase il fenomeno fisico fondamentale che essa esprime. Spiega in particolare perché la seconda equazione (Φ(B) = 0) implica l'inesistenza dei monopoli magnetici.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

La corrente di spostamento e i campi indotti#

●●●ApprofondimentoLPOSA-fisica-elettromagnetismo-maxwell

Il paradosso del condensatore e la corrente di spostamento

Corrente di spostamento nel condensatoreSchema con 6 elementi, I (conduzione), +, −, linea di Ampère, I spostamentoI (conduzione)+−linea di AmpèreI spostamento

Punti chiave

La quarta equazione, nella forma classica di Ampère, presentava un'incoerenza che Maxwell seppe riconoscere e risolvere. La legge di Ampère afferma che la circuitazione del campo magnetico è proporzionale alla corrente di conduzione concatenata alla linea chiusa; ma «concatenata» significa che attraversa una qualunque superficie che ha quella linea come bordo. Maxwell osservò che esistono casi in cui due superfici diverse, appoggiate alla stessa linea, danno risultati contraddittori.
L'esempio cruciale è il condensatore in fase di carica. Se scegliamo una superficie attraversata dal filo, la corrente di conduzione la attraversa; ma se «gonfiamo» la stessa superficie in modo che passi tra le due armature del condensatore, lì non passa alcuna carica e la corrente di conduzione è nulla. La legge di Ampère darebbe due risultati diversi per la stessa circuitazione: una contraddizione inaccettabile per una legge fisica.
Maxwell risolse il paradosso introducendo la corrente di spostamento. Tra le armature del condensatore non passa carica, ma il campo elettrico cresce nel tempo mentre il condensatore si carica: c'è dunque un flusso elettrico variabile. Maxwell ipotizzò che proprio questa variazione del flusso elettrico produca un campo magnetico, esattamente come fa una corrente di conduzione. La corrente di spostamento è definita come i_s = ε₀ · ΔΦ(E)/Δt e ripristina la coerenza della legge: attraverso entrambe le superfici la circuitazione di B risulta la stessa.
La conseguenza concettuale è di portata enorme e va al di là della soluzione del paradosso del condensatore. Significa che un campo elettrico variabile nel tempo genera un campo magnetico, in perfetta simmetria con la legge di Faraday secondo cui un campo magnetico variabile genera un campo elettrico. I due campi diventano così sorgenti reciproci l'uno dell'altro quando variano nel tempo, e questa reciprocità è il meccanismo che consente alle onde elettromagnetiche di esistere e di propagarsi anche nel vuoto, lontano da ogni carica e da ogni corrente.
is=ε0 ΔΦ(E⃗)Δti_s = \varepsilon_0 \, \frac{\Delta \Phi(\vec{E})}{\Delta t}is​=ε0​ΔtΔΦ(E)​

Corrente di spostamento

Un flusso elettrico variabile nel tempo agisce come una corrente equivalente, capace di generare un campo magnetico.

∮ℓB⃗⋅dl⃗=μ0(i+is)=μ0i+μ0ε0ΔΦ(E⃗)Δt\oint_{\ell} \vec{B} \cdot \mathrm{d}\vec{l} = \mu_0 \left( i + i_s \right) = \mu_0 i + \mu_0 \varepsilon_0 \frac{\Delta \Phi(\vec{E})}{\Delta t}∮ℓ​B⋅dl=μ0​(i+is​)=μ0​i+μ0​ε0​ΔtΔΦ(E)​

Ampère-Maxwell completa

La circuitazione di B dipende dalla somma della corrente di conduzione e della corrente di spostamento: la legge diventa coerente per qualsiasi superficie.

Esempio svolto

Calcolo della corrente di spostamento in un condensatore

Un condensatore piano si carica e il flusso del campo elettrico tra le armature aumenta uniformemente di ΔΦ(E) = 1.0·10⁴ N·m²/C in un intervallo Δt = 2.0·10⁻³ s. Determina la corrente di spostamento tra le armature. Assumi ε₀ = 8.85·10⁻¹² C²/(N·m²).

  1. 01Scrivi la definizione

    La corrente di spostamento è il prodotto di ε₀ per la rapidità di variazione del flusso elettrico.

  2. 02Calcola la rapidità di variazione

    Dividi la variazione del flusso per l'intervallo di tempo.

  3. 03Moltiplica per ε₀

    Moltiplica per la costante dielettrica del vuoto.

  4. 04Risultato numerico

    Esegui il prodotto delle potenze e dei coefficienti.

Risultato: La corrente di spostamento vale circa 4.4·10⁻⁵ A = 44 μA; pur senza passaggio di carica tra le armature, essa genera lo stesso campo magnetico di una corrente di conduzione di pari intensità.

Obiettivo Maturità

  • Saper spiegare il paradosso del condensatore in carica e come la corrente di spostamento ripristini la coerenza della legge di Ampère.
  • Riconoscere la simmetria fondamentale: un campo magnetico variabile genera E (Faraday), un campo elettrico variabile genera B (corrente di spostamento).

Errori frequenti

  • Pensare che la corrente di spostamento sia un vero spostamento di cariche tra le armature: non c'è alcun passaggio di carica, ma soltanto un flusso elettrico variabile nel tempo.
  • Dimenticare il fattore ε₀ nella definizione i_s = ε₀ · ΔΦ(E)/Δt, oppure confonderlo con μ₀ε₀ che compare invece nel termine completo della quarta equazione.

Approfondimento

La corrente di spostamento non è un artificio matematico: si può verificare che, fra le armature di un condensatore piano in carica, essa vale ESATTAMENTE quanto la corrente di conduzione nel filo. Poiché «Q = ε₀·Φ(E)» (il flusso elettrico fra le armature è «E·A» ed «E = Q/(ε₀A)»), derivando si ha «i = dQ/dt = ε₀·dΦ(E)/dt = i_s»: la continuità è ristabilita e la circuitazione di «B» lungo un cerchio attorno al filo dà lo stesso valore sia scegliendo la superficie bucata dal filo, sia quella che passa fra le armature. Ne segue una previsione verificabile: anche fra le armature, dove non passa alcuna carica, esiste un campo magnetico, generato dal campo elettrico che cresce. La simmetria con la legge di Faraday è ormai completa — «∂B/∂t» genera «E», «∂E/∂t» genera «B» — ed è questa reciprocità a permettere al campo elettromagnetico di staccarsi dalle sorgenti e propagarsi da solo nel vuoto: senza il termine aggiunto da Maxwell, le onde elettromagnetiche, e con esse la radio e la luce, semplicemente non esisterebbero.

Ripasso attivo

Spiega, anche con uno schema, perché la legge di Ampère nella sua forma originaria entra in contraddizione nel caso di un condensatore in carica, e mostra come l'introduzione della corrente di spostamento i_s = ε₀ · ΔΦ(E)/Δt risolva il problema.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Le onde elettromagnetiche e la loro propagazione#

●●○StandardLPOSA-fisica-elettromagnetismo-maxwell

Struttura di un'onda elettromagnetica piana

Onda elettromagnetica piana: E ⊥ B ⊥ propagazioneFigura geometrica (3D), propagazione, E, BpropagazioneEB

Punti chiave

Una volta riconosciuto che un campo elettrico variabile genera un campo magnetico e viceversa, Maxwell poté prevedere l'esistenza delle onde elettromagnetiche. Immaginiamo una carica che oscilla: essa produce un campo elettrico variabile, che genera un campo magnetico variabile, che a sua volta rigenera un campo elettrico variabile poco più lontano, e così via. La perturbazione si propaga nello spazio anche senza alcun mezzo materiale: l'onda elettromagnetica si autosostiene e può viaggiare nel vuoto.
In un'onda elettromagnetica piana il campo elettrico E e il campo magnetico B oscillano in fase, sono perpendicolari fra loro e sono entrambi perpendicolari alla direzione di propagazione: l'onda è quindi trasversale. I tre vettori E, B e la direzione di propagazione formano una terna ordinata, come gli assi cartesiani x, y, z. Questa struttura geometrica, illustrata in Fig. 1, è la firma caratteristica della radiazione elettromagnetica.
Dalle equazioni di Maxwell discende la velocità di propagazione nel vuoto, che risulta determinata da due costanti elettromagnetiche: la costante dielettrica ε₀ e la permeabilità magnetica μ₀. Il calcolo dà c = 1/√(ε₀μ₀) ≈ 3.00·10⁸ m/s. Maxwell notò che questo valore coincideva, entro gli errori sperimentali, con la velocità della luce già misurata: una coincidenza troppo precisa per essere casuale, che lo portò a concludere che la luce stessa è un'onda elettromagnetica.
Nell'onda i moduli dei due campi non sono indipendenti: in ogni istante e in ogni punto vale la relazione E = cB. Poiché c è molto grande, a parità di campo elettrico il campo magnetico ha valori numericamente molto piccoli; ciò non significa però che B sia meno importante, perché i due campi trasportano in media la stessa quantità di energia. La previsione teorica di Maxwell trovò conferma sperimentale nel 1887, quando Heinrich Hertz riuscì a produrre e a rivelare onde elettromagnetiche in laboratorio, misurandone la velocità e verificando che si comportano come la luce (riflessione, rifrazione, interferenza).
Anche la radiazione monocromatica obbedisce alle relazioni generali delle onde: la lunghezza d'onda λ, la frequenza f e la velocità c sono legate da c = λf. Poiché nel vuoto c è costante, frequenza e lunghezza d'onda sono inversamente proporzionali: onde di frequenza più alta hanno lunghezza d'onda più piccola. Questo legame è la chiave per ordinare tutte le radiazioni elettromagnetiche nello spettro, oggetto della sezione conclusiva.
c=1ε0μ0≈3.00⋅108 m/sc = \frac{1}{\sqrt{\varepsilon_0 \mu_0}} \approx 3.00 \cdot 10^{8}\ \text{m/s}c=ε0​μ0​​1​≈3.00⋅108 m/s

Velocità nel vuoto

La velocità delle onde elettromagnetiche nel vuoto dipende solo da due costanti elettromagnetiche e coincide con la velocità della luce.

E=c BE = c\,BE=cB

Rapporto tra i campi

In ogni punto e istante di un'onda e.m. piana il modulo del campo elettrico è c volte quello del campo magnetico.

c=λfc = \lambda fc=λf

Relazione fondamentale

Lunghezza d'onda e frequenza sono inversamente proporzionali, perché nel vuoto la velocità c è costante.

⟨I⟩=12 c ε0 E02\langle I \rangle = \frac{1}{2}\, c\, \varepsilon_0\, E_0^{2}⟨I⟩=21​cε0​E02​

Intensità media

L'intensità media trasportata da un'onda e.m. piana (energia per unità di area e di tempo) è proporzionale al quadrato dell'ampiezza del campo elettrico E₀.

Frequenza e lunghezza d'onda inversamente proporzionali (c = lambda f)

Relazione inversa tra frequenza e lunghezza d'ondaGrafico di lambda = c/f, decrescente, nell’intervallo x da 0.5 a 812345678123456f bassa, lambdagrandef alta, lambdapiccolalambda = c/flunghezza d'onda lambda (unita re…frequenza f (unita relative)
Esempio svolto

Lunghezza d'onda di un'onda radio

Una stazione radio FM trasmette su una frequenza f = 100 MHz. Determina la lunghezza d'onda della radiazione nel vuoto e, sapendo che il campo elettrico ha ampiezza E₀ = 6.0·10⁻² V/m, calcola l'ampiezza del campo magnetico. Assumi c = 3.00·10⁸ m/s.

  1. 01Scrivi la relazione fondamentale

    Lunghezza d'onda, frequenza e velocità della luce sono legate da c = λf.

  2. 02Sostituisci i valori

    La frequenza è f = 100 MHz = 1.00·10⁸ Hz.

  3. 03Calcola la lunghezza d'onda

    Il rapporto delle potenze dà un valore di pochi metri, tipico delle onde radio FM.

  4. 04Calcola il campo magnetico

    Dalla relazione E = cB ricavo B = E₀/c.

Risultato: La lunghezza d'onda è λ = 3.00 m; l'ampiezza del campo magnetico è B₀ = 2.0·10⁻¹⁰ T, molto piccola perché B = E/c con c grande.

Obiettivo Maturità

  • Saper descrivere la struttura di un'onda e.m. piana: E e B perpendicolari tra loro e alla direzione di propagazione, in fase, onda trasversale.
  • Conoscere e saper giustificare la relazione c = 1/√(ε₀μ₀) e il suo significato storico (identificazione della luce come onda elettromagnetica); saper usare c = λf e E = cB.

Errori frequenti

  • Descrivere l'onda elettromagnetica come longitudinale o ritenere che E e B oscillino lungo la direzione di propagazione: essa è trasversale, con E e B perpendicolari alla propagazione.
  • Pensare che le onde elettromagnetiche abbiano bisogno di un mezzo materiale per propagarsi: a differenza del suono, esse si propagano anche nel vuoto.

Approfondimento

L'energia trasportata da un'onda elettromagnetica si distribuisce equamente fra i due campi: la densità di energia elettrica «½ε₀E²» eguaglia quella magnetica «B²/(2μ₀)» proprio perché «E = cB» e «c = 1/√(ε₀μ₀)». L'intensità (potenza per unità di area) è il prodotto della densità di energia per la velocità, «I = c·ε₀·E²_medio», e si esprime compattamente con il vettore di Poynting «S = (1/μ₀)·E × B», che dà direzione e intensità del flusso di energia. Poiché l'onda trasporta anche quantità di moto («p = E_energia/c»), essa esercita una pressione di radiazione sulle superfici che colpisce: minuscola per la luce solare, ma sfruttabile dalle «vele solari» e responsabile del fatto che la coda di una cometa punti sempre in direzione opposta al Sole. La conferma sperimentale venne da Heinrich Hertz (1887), che generò onde con un circuito oscillante e le rivelò a distanza, verificando che si riflettono, rifrangono e interferiscono come la luce: pochi anni dopo Marconi ne farà la radio.

Ripasso attivo

Una stazione radio trasmette su una frequenza f = 100 MHz. Calcola la lunghezza d'onda della radiazione emessa nel vuoto e descrivi la struttura geometrica dell'onda elettromagnetica corrispondente (orientazione reciproca di E, B e direzione di propagazione).

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Lo spettro elettromagnetico e l'energia trasportata#

●○○BaseLPOSA-fisica-elettromagnetismo-maxwell

Lo spettro elettromagnetico ordinato per frequenza crescente

Spettro elettromagnetico (frequenza crescente →)Linea del tempo da 4 a 24, 14.7: visibile ≈ 5·10¹⁴ Hz, 4–9: radio, 9–11: microonde, 11–14: infrarosso, 14–15: visibile, 15–17: UV, 17–19: raggi X, 19–24: raggi γ424log₁₀(f / Hz)radiomicroondeinfrarossovisibileUVraggi Xraggi γ14.7visibile ≈5·10¹⁴ Hz

Punti chiave

Tutte le onde elettromagnetiche hanno la stessa natura e la stessa velocità nel vuoto, ma si differenziano per frequenza e lunghezza d'onda. Ordinando le radiazioni dalla frequenza più bassa a quella più alta si ottiene lo spettro elettromagnetico, illustrato in Fig. 1: onde radio, microonde, infrarosso, luce visibile, ultravioletto, raggi X e raggi gamma. La luce visibile, l'unica percepita dall'occhio umano, occupa una banda strettissima dello spettro, fra circa 400 nm (violetto) e 700 nm (rosso).
Poiché nel vuoto vale c = λf, frequenza e lunghezza d'onda sono inversamente proporzionali: le onde radio hanno lunghezze d'onda da metri a chilometri e frequenze relativamente basse, mentre i raggi gamma hanno lunghezze d'onda piccolissime (inferiori al picometro) e frequenze altissime. Conoscere una qualunque delle due grandezze permette di collocare immediatamente la radiazione nello spettro e di calcolare l'altra.
Le onde elettromagnetiche trasportano energia e quantità di moto: è grazie a questa energia che la luce del Sole riscalda la Terra e che un'antenna riceve un segnale. L'intensità di un'onda, cioè l'energia che attraversa nell'unità di tempo l'unità di superficie perpendicolare alla propagazione, è proporzionale al quadrato dell'ampiezza del campo elettrico. Il fatto che le onde trasportino quantità di moto si manifesta nella pressione di radiazione, piccola ma misurabile.
Per le radiazioni di frequenza più alta diventa essenziale la descrizione quantistica: l'energia non viene trasportata in modo continuo ma in pacchetti discreti detti fotoni, ciascuno di energia E = hf, dove h è la costante di Planck. Questa relazione spiega perché i raggi ultravioletti, X e gamma, ad alta frequenza, sono più energetici e potenzialmente più dannosi delle onde radio o della luce visibile: a parità di descrizione ondulatoria, il singolo fotone trasporta tanta più energia quanto maggiore è la frequenza. Lo studio dettagliato del fotone appartiene al capitolo di fisica quantistica; qui esso completa la visione unificata aperta dalle equazioni di Maxwell.
Lo spettro elettromagnetico è dunque la sintesi visibile dell'opera di Maxwell: fenomeni apparentemente lontani — il calore di un termosifone (infrarosso), la luce di una lampada (visibile), una radiografia (raggi X), la trasmissione radiotelevisiva (onde radio) — sono tutti manifestazioni di un'unica realtà fisica, il campo elettromagnetico che si propaga come onda.
c=λfc = \lambda fc=λf

Frequenza e lunghezza d'onda

Permette di collocare ogni radiazione nello spettro: nota la lunghezza d'onda si ricava la frequenza, e viceversa.

E=hfE = h fE=hf

Energia del fotone

L'energia trasportata dal singolo quanto di radiazione (fotone) è proporzionale alla frequenza; h è la costante di Planck.

Esempio svolto

Frequenza ed energia del fotone della luce verde

La luce verde ha lunghezza d'onda λ = 5.0·10⁻⁷ m nel vuoto. Determina la frequenza della radiazione e l'energia di un singolo fotone. Assumi c = 3.00·10⁸ m/s e h = 6.63·10⁻³⁴ J·s.

  1. 01Ricava la frequenza

    Dalla relazione c = λf isolo f = c/λ.

  2. 02Calcola la frequenza

    Eseguo il rapporto delle potenze: il risultato è dell'ordine di 10¹⁴ Hz, tipico della luce visibile.

  3. 03Applica la legge di Planck

    L'energia del fotone è il prodotto della costante di Planck per la frequenza.

  4. 04Calcola l'energia

    Esegui il prodotto; il risultato è dell'ordine di 10⁻¹⁹ J, ossia circa 2.5 eV.

Risultato: La frequenza è f = 6.0·10¹⁴ Hz e l'energia del fotone è E ≈ 4.0·10⁻¹⁹ J (circa 2.5 eV); la radiazione appartiene alla banda della luce visibile.

Obiettivo Maturità

  • Saper ordinare le bande dello spettro elettromagnetico per frequenza o lunghezza d'onda crescente e collocarvi la luce visibile (circa 400-700 nm).
  • Saper usare c = λf per passare da frequenza a lunghezza d'onda e collegare la frequenza all'energia del fotone E = hf (descrizione quantistica).

Errori frequenti

  • Ritenere che le diverse radiazioni abbiano velocità diverse nel vuoto: tutte le onde elettromagnetiche viaggiano nel vuoto alla stessa velocità c; cambiano frequenza e lunghezza d'onda, non la velocità.
  • Invertire la relazione tra frequenza ed energia: i raggi gamma sono più energetici delle onde radio perché hanno frequenza più alta (E = hf), non perché abbiano lunghezza d'onda maggiore.

Approfondimento

Lo spettro è continuo — non c'è alcun confine fisico fra le bande — ma le diverse regioni interagiscono con la materia in modi tanto diversi da giustificarne i nomi. Ciò che cambia con la frequenza è l'energia del singolo fotone, «E = hf»: le onde radio (fotoni pochissimo energetici) fanno oscillare le cariche nelle antenne; l'infrarosso mette in vibrazione le molecole (il calore); il visibile e l'ultravioletto eccitano gli elettroni degli atomi; i raggi X e gamma, con fotoni molto energetici, ionizzano gli atomi e rompono i legami, ed è per questo che sono biologicamente pericolosi. Proprio l'energia del fotone spiega perché la radiazione ad alta frequenza sia «ionizzante» e quella a bassa frequenza no, INDIPENDENTEMENTE dall'intensità: un aspetto che solo la descrizione quantistica del prossimo capitolo rende comprensibile. L'atmosfera terrestre, infine, è trasparente solo in alcune «finestre» (il visibile e certe bande radio) e opaca altrove, ed è la ragione per cui i telescopi per raggi X e gamma vanno collocati nello spazio.

Ripasso attivo

La luce verde ha lunghezza d'onda λ = 5.0·10⁻⁷ m nel vuoto. Determina la sua frequenza e l'energia di un singolo fotone, usando c = 3.00·10⁸ m/s e h = 6.63·10⁻³⁴ J·s. Indica inoltre in quale banda dello spettro si colloca questa radiazione.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01Le quattro equazioni di Maxwell come sintesi◐
    • 02La corrente di spostamento e i campi indotti●
    • 03Le onde elettromagnetiche e la loro propagazione◐
    • 04Lo spettro elettromagnetico e l'energia trasportata○

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Dagli appunti all'allenamento

Equazioni di Maxwell e onde elettromagnetiche

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Competenze
Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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