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Rischi della rete, dipendenze digitali e cyberbullismo

La rete amplifica le opportunità di conoscenza e relazione, ma espone i minori a rischi specifici: cyberbullismo, adescamento, esposizione a contenuti dannosi, truffe e violazione della riservatezza, oltre alle dipendenze comportamentali da dispositivi e social. Questo appunto, ancorato al nucleo « cittadinanza digitale » delle Linee guida sull'educazione civica (L. 92/2019) e alla L. 71/2017, classifica i rischi, ne spiega le tutele giuridiche e illustra prevenzione, segnalazione e gestione del benessere digitale. Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: l'argomento non costituisce un obiettivo autonomamente valutabile nelle prove dell'Esame di Stato, ma può confluire nel percorso di educazione civica e nel colloquio come tema di cittadinanza.

4 sezioni·~20 min di lettura·4 competenze·Livello Base 1 · Standard 3·Verificato · 07/2026

T·131313 / 14
Profilo d’esame
Riconoscere e prevenire situazioni di rischio online e di cyberbullismo (Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato)Adottare comportamenti consapevoli per la propria e altrui sicurezza digitale (Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato)Comprendere la normativa di contrasto al cyberbullismo (L. 71/2017) e gli strumenti istituzionali di tutela e segnalazioneComprendere gli effetti delle dipendenze digitali sul benessere psico-fisico e sociale
Operatori:classificaanalizzaspiegadescriviconfrontaillustragiustificainterpreta

livello base

A tutti gli indirizzi di liceo si richiede di riconoscere i principali rischi della rete, conoscere la procedura di segnalazione del cyberbullismo prevista dalla L. 71/2017 e adottare comportamenti digitali responsabili.

livello avanzato

Gli indirizzi con maggiore vocazione umanistico-sociale (in particolare il Liceo delle Scienze Umane e l'opzione Economico-Sociale) approfondiscono la dimensione psicologica e sociale delle dipendenze digitali e l'analisi critica delle dinamiche di gruppo nel cyberbullismo.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 4 sezioni▾
  1. Rischi della rete, dipendenze digitali e cyberbullismo
    • 01I rischi della rete: tipologie e caratteristiche○
    • 02Il cyberbullismo e la normativa (L. 71/2017)◐
    • 03Dipendenze digitali e benessere◐
    • 04Prevenzione, tutela e segnalazione◐
§ 01

I rischi della rete: tipologie e caratteristiche#

●○○BaseLPOSA-educazione-civica-nucleo-3-rischi-rete-cyberbullismo

Mappa dei rischi della rete

La mappa dei rischi della rete (le 3 C)Diagramma ad albero, 3 percorsi, Dati: Contenuti → contenuti dannosi; Contatti → adescamento, truffe, phishing; Condotta → cyberbullismo, sextingContenutiContattiCondottaRischi della retecontenuti dannosiadescamento, truffe, phishingcyberbullismo, sexting
Fig. 1Amplificatori del rischio online: persistenza, viralità, asimmetria, disinibizione.

Punti chiave

La rete è un ambiente di socializzazione e apprendimento, ma per i minori comporta rischi specifici che è utile classificare per riconoscerli prima che si concretizzino. Una distinzione consolidata, ripresa anche dai documenti europei sulla sicurezza online, raggruppa i rischi in tre famiglie: i « content risks » (esposizione a contenuti dannosi o inappropriati), i « contact risks » (relazioni pericolose con altri utenti) e i « conduct risks » (i rischi legati al comportamento dello stesso minore, attivo o passivo).
Tra i contact risks il più grave è l'adescamento online (in inglese « grooming »): un adulto costruisce con il minore una relazione di fiducia, spesso fingendosi coetaneo, per finalità di abuso. Si distingue dal semplice contatto perché è un processo graduale e manipolatorio, fatto di adulazione, isolamento dalla famiglia e progressiva richiesta di confidenze o immagini intime. Altri contact risks sono il furto d'identità e le truffe (phishing), in cui l'utente è indotto a cedere dati o denaro.
Tra i conduct risks rientrano il sexting (lo scambio di immagini o messaggi a contenuto sessuale), pericoloso soprattutto quando le immagini sfuggono al controllo di chi le ha inviate, e la condivisione impulsiva di dati personali che alimenta l'impronta digitale (ripasso del tema identità digitale e privacy). Il cyberbullismo, di cui si occupa la sezione seguente, è la forma più studiata di conduct risk relazionale.
La caratteristica che distingue i rischi online da quelli offline è l'effetto amplificatore del mezzo: la persistenza (ciò che è pubblicato resta e si moltiplica), la viralità (la diffusione potenzialmente illimitata e rapida), l'asimmetria informativa (non sappiamo davvero chi è dall'altra parte) e la riduzione dei freni inibitori dovuta alla distanza fisica e all'apparente anonimato. Riconoscere queste proprietà è il primo passo della prevenzione.
Esempio svolto

Analisi guidata di un caso di rischio online

Analizza il seguente caso e classifica il rischio: « Marco, 15 anni, conosce in un gioco online un coetaneo che, dopo settimane di chat amichevoli, gli chiede una sua foto intima promettendogli un premio nel gioco ». Indica la categoria di rischio, le fasi riconoscibili e un comportamento corretto.

  1. 01Identifica la categoria

    Si tratta di un contact risk: la fonte del pericolo è la relazione con un altro utente, non un contenuto né una condotta autonoma del minore.

  2. 02Riconosci la dinamica

    La sequenza « contatto amichevole prolungato → costruzione di fiducia → richiesta di immagine intima con ricompensa » è il profilo tipico dell'adescamento (grooming); l'identità dichiarata (« coetaneo ») non è verificabile.

  3. 03Indica il comportamento corretto

    Non inviare alcuna immagine, interrompere la conversazione, conservare le prove (screenshot) e parlarne subito con un adulto di fiducia; in caso di pericolo, segnalare alla Polizia postale.

Risultato: Il caso è un adescamento online (contact risk): la risposta corretta è non cedere alla richiesta, conservare le prove e segnalare a un adulto e alla Polizia postale.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato (tema di cittadinanza): saper classificare i rischi in content, contact e conduct e ricondurre un caso concreto alla categoria corretta.
  • Focus Esame di Stato (tema di cittadinanza): distinguere l'adescamento (grooming) dal semplice contatto online, individuandone le fasi manipolatorie.

Errori frequenti

  • Confondere « rischio » e « danno »: il rischio è la probabilità che un evento dannoso si verifichi, non l'evento stesso; non ogni contatto online è adescamento.
  • Ridurre tutti i rischi della rete al solo cyberbullismo, trascurando adescamento, truffe ed esposizione a contenuti dannosi.

Approfondimento

Approfondimento — La classificazione dei rischi in tre « C » (content, contact, conduct) è stata affinata dalla ricerca europea « EU Kids Online », che vi ha aggiunto una quarta categoria, i « contract » o « rischi commerciali »: la profilazione dei minori a fini pubblicitari, la pubblicità occulta degli influencer, gli acquisti « in-app » nei videogiochi e l'esposizione precoce al gioco d'azzardo. Il minore, cioè, non è solo esposto a contenuti o contatti pericolosi, ma è anche un « consumatore » vulnerabile che genera dati e profitti. Sul piano giuridico, il rischio più grave — l'adescamento — non è lasciato alla sola prudenza: il codice penale punisce l'« adescamento di minorenni » come reato autonomo (« art. 609-undecies »), proprio perché il « grooming » è un processo manipolatorio che prepara l'abuso. Emerge infine il tema, oggi molto dibattuto, della « verifica dell'età »: molte piattaforme fissano un'età minima (di norma quattordici anni per il consenso digitale in Italia) ma non dispongono di controlli efficaci, sicché bambini più piccoli vi accedono con facilità. Riconoscere le proprietà amplificanti della rete — persistenza, viralità, apparente anonimato — resta comunque il primo, indispensabile strumento di autodifesa.

Ripasso attivo

Costruisci una tabella che classifichi quattro situazioni concrete (esposizione a un video violento; un adulto sconosciuto che chiede una foto; la condivisione impulsiva del proprio numero di telefono; un messaggio che chiede le credenziali bancarie) nelle categorie content / contact / conduct risk, motivando ogni assegnazione in una frase.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Il cyberbullismo e la normativa (L. 71/2017)#

●●○StandardLPOSA-educazione-civica-nucleo-3-rischi-rete-cyberbullismo

Bullismo e cyberbullismo a confronto

Bullismo e cyberbullismo a confrontoTabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Criterio · Bullismo · Cyberbullismo; Tempo, luogo · limitato · sempre, ovunque; Pubblico · ristretto · vasto, virale; Aggressore · noto · spesso anonimo; Asimmetria · forza fisica · competenza, dati, cella evidenziata: sempre, ovunqueCRITERIOBULLISMOCYBERBULLISMOTempo, luogolimitatosempre, ovunquePubblicoristrettovasto, viraleAggressorenotospesso anonimoAsimmetriaforza fisicacompetenza, dati
Fig. 2L. 71/2017: oscuramento dei contenuti, referente scolastico, ammonimento del questore.

Punti chiave

Il cyberbullismo è la trasposizione del bullismo nei contesti digitali: la L. 71/2017 lo definisce come « qualunque forma di pressione, aggressione, molestia, ricatto, ingiuria, denigrazione, diffamazione, furto d'identità, alterazione, acquisizione illecita, manipolazione, trattamento illecito di dati personali » realizzati per via telematica e diretti contro un minore. Rispetto al bullismo tradizionale presenta tratti distintivi che ne aggravano l'impatto.
I tratti distintivi sono quattro. La persistenza: l'aggressione non si esaurisce nel momento e nel luogo, ma resta online e può essere riproposta. La pervasività: raggiunge la vittima ovunque, anche a casa, annullando gli spazi di sicurezza. La potenziale anonimità e il vasto pubblico: l'aggressore può nascondersi e l'umiliazione è esposta a una platea ampia. L'asimmetria di potere si fonda non sulla forza fisica ma sulla competenza tecnica o sul controllo delle informazioni.
La L. 71/2017 ha un'impostazione preventivo-educativa più che punitiva. Le sue misure principali sono: il diritto del minore ultraquattordicenne (o dei genitori) di chiedere al gestore del sito o del social l'oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti, con intervento del Garante per la protezione dei dati personali se il gestore non provvede entro 48 ore; l'istituzione in ogni scuola di un docente referente per il cyberbullismo; e la procedura dell'ammonimento del questore, mutuata dalla normativa sullo stalking, applicabile al minore ultraquattordicenne autore di condotte di cyberbullismo.
Sul piano della responsabilità è essenziale ricordare che molte condotte di cyberbullismo integrano già reati previsti dal codice penale (diffamazione, minaccia, molestie, sostituzione di persona, trattamento illecito di dati). La L. 71/2017 non crea un nuovo reato di cyberbullismo, ma affianca alla tutela penale già esistente strumenti rapidi di rimozione e di prevenzione pensati per la tutela del minore. La successiva L. 70/2024 ha rafforzato la prevenzione, estendendo l'attenzione anche al bullismo non telematico.
Esempio svolto

Applicazione della L. 71/2017 a un caso scolastico

Giulia, 15 anni, scopre che alcuni compagni hanno creato un gruppo di messaggistica in cui circolano una sua foto modificata e insulti ripetuti. Indica, in stile di analisi civica, i passi che la legge le mette a disposizione.

  1. 01Qualifica la condotta

    Diffusione di un'immagine alterata + ingiurie reiterate online contro una minore: rientra nella definizione di cyberbullismo della L. 71/2017 e può integrare reati (diffamazione, trattamento illecito di dati).

  2. 02Richiesta di oscuramento

    Essendo ultraquattordicenne, Giulia (o i suoi genitori) può chiedere al gestore della piattaforma l'oscuramento, la rimozione o il blocco dei contenuti; se entro 48 ore il gestore non provvede, può rivolgersi al Garante per la protezione dei dati personali.

  3. 03Coinvolgimento della scuola

    Può rivolgersi al docente referente per il cyberbullismo, che attiva le procedure educative e informa il dirigente; la scuola promuove interventi di mediazione e responsabilizzazione.

  4. 04Tutela rafforzata

    In presenza di un autore identificato ultraquattordicenne, il questore può procedere all'ammonimento; resta ferma, per i fatti più gravi, la possibilità di denuncia penale.

Risultato: Giulia dispone di tre vie complementari: oscuramento dei contenuti (con intervento del Garante), segnalazione al docente referente e, se del caso, ammonimento del questore o denuncia penale.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato (tema di cittadinanza): conoscere la definizione e i quattro tratti distintivi del cyberbullismo rispetto al bullismo tradizionale (persistenza, pervasività, anonimato/pubblico, asimmetria).
  • Focus Esame di Stato (tema di cittadinanza): saper descrivere le tre misure-chiave della L. 71/2017 (istanza di oscuramento e ruolo del Garante; docente referente; ammonimento del questore).

Errori frequenti

  • Affermare che la L. 71/2017 abbia istituito un nuovo reato di « cyberbullismo »: la legge ha natura preventiva e di tutela del minore; le singole condotte restano punite dai reati già previsti dal codice penale.
  • Confondere l'oscuramento dei contenuti (richiedibile dal minore ultraquattordicenne) con una denuncia penale: sono strumenti diversi, con autorità e tempi differenti.

Approfondimento

Approfondimento — Sebbene la L. 71/2017 non crei un reato di « cyberbullismo », le singole condotte integrano spesso figure penali precise, utili da conoscere. Fingersi un'altra persona per screditarla può configurare la « sostituzione di persona » (« art. 494 c.p. »); la diffusione senza consenso di immagini o video sessualmente espliciti — il cosiddetto « revenge porn » — è punita dall'« art. 612-ter c.p. », introdotto nel 2019 dalla legge sul « Codice Rosso », con pene severe. Accanto alla responsabilità penale del minore (imputabile dai quattordici anni) opera la « responsabilità civile dei genitori »: l'« art. 2048 del Codice civile » li rende responsabili dei danni causati dai figli minori per « culpa in educando » e « in vigilando », sicché possono essere chiamati a risarcire la vittima se non hanno adeguatamente educato o sorvegliato. Va poi ben compreso il congegno dell'« ammonimento » del questore: mutuato dalla normativa sullo stalking, è una misura « non penale » con cui l'autorità richiama formalmente il minore ultraquattordicenne autore di atti di cyberbullismo, con effetto dissuasivo prima che la vicenda degeneri in un procedimento penale. La legge, insomma, combina prevenzione, tutela rapida della vittima e responsabilità, evitando tanto l'impunità quanto una criminalizzazione automatica dei ragazzi.

Ripasso attivo

Spiega in un paragrafo argomentato di circa 10 righe perché il cyberbullismo può risultare più dannoso del bullismo tradizionale, riferendoti almeno a tre dei quattro tratti distintivi, e indica quale strumento della L. 71/2017 risponde a ciascuno.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Dipendenze digitali e benessere#

●●○StandardLPOSA-educazione-civica-nucleo-3-rischi-rete-cyberbullismo

Dall'uso alla dipendenza: i segnali di allarme

Dall’uso alla dipendenzaGrafo, Saliency → Tolleranza, Tolleranza → Astinenza, Astinenza → Conflitto, Conflitto → RicadutaSaliencyTolleranzaAstinenzaConflittoRicaduta
Fig. 3Dall’uso funzionale alla dipendenza: i segnali di allarme (modello di Griffiths).

Punti chiave

L'uso intensivo della rete può evolvere in forme di dipendenza comportamentale: non vi è una sostanza, ma uno schema di gratificazione che il cervello apprende e ricerca. Si parla, in modo descrittivo, di dipendenza da internet, da social network, da videogiochi (l'OMS ha incluso il « gaming disorder » nella classificazione ICD-11) e da gioco d'azzardo online. Il confine tra uso intenso e dipendenza non è la quantità di tempo in sé, ma la perdita di controllo e l'impatto negativo sulla vita.
I segnali di allarme ricorrenti sono cinque: la saliency (la rete diventa il pensiero dominante), la tolleranza (occorre sempre più tempo per ottenere lo stesso appagamento), i sintomi di astinenza (irritabilità o ansia quando non si è connessi), il conflitto (con lo studio, il sonno, le relazioni e gli interessi) e la ricaduta (i tentativi di ridurre l'uso falliscono). Il riconoscimento di più segnali contemporaneamente, e non di uno isolato, orienta verso una possibile dipendenza.
Il meccanismo che alimenta queste dipendenze è in larga parte progettato: notifiche, scorrimento infinito, ricompense variabili e metriche sociali (like, visualizzazioni) sfruttano i circuiti della ricompensa e la ricerca di approvazione. Comprendere il « design persuasivo » delle piattaforme è parte della cittadinanza digitale: non per colpevolizzare l'utente, ma per riconoscere che l'autoregolazione richiede strategie attive, non semplice forza di volontà.
Le conseguenze sul benessere sono fisiche (alterazioni del sonno per la luce blu e l'iperstimolazione serale, sedentarietà, affaticamento visivo), psicologiche (ansia, calo dell'autostima legato al confronto sociale, calo della concentrazione) e relazionali (isolamento, FOMO — la « paura di essere tagliati fuori »). Il benessere digitale non significa rifiutare la tecnologia, ma riportarla a uno strumento al servizio degli obiettivi della persona, attraverso consapevolezza, pause e priorità.
indice di conflitto=ore online non programmateore di veglia×100\text{indice di conflitto} = \frac{\text{ore online non programmate}}{\text{ore di veglia}} \times 100indice di conflitto=ore di vegliaore online non programmate​×100

Indicatore descrittivo

Strumento didattico (non clinico) per riflettere sul peso dell'uso non intenzionale: una quota crescente di tempo di veglia « rubato » ad altre attività è uno dei segnali del conflitto.

Esempio svolto

Costruzione di un'auto-osservazione

Un compagno resta sveglio in media 16 ore al giorno e stima di passare circa 4 ore al giorno sui social senza averlo programmato, a scapito dello studio e del sonno. Calcola l'indice di conflitto descrittivo e commenta il risultato.

  1. 01Imposta i dati

    Ore online non programmate = 4; ore di veglia = 16.

  2. 02Esegui il calcolo

    4 diviso 16 dà 0.25; moltiplicato per 100 dà 25.

  3. 03Interpreta

    Un quarto del tempo di veglia è assorbito da un uso non programmato che entra in conflitto con studio e sonno: è un segnale da non sottovalutare, da affrontare con strategie attive (limiti, pause, igiene del sonno).

Risultato: L'indice di conflitto è del 25 %: una quota elevata che, unita al danno su studio e sonno, indica un uso problematico da riequilibrare.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato (tema di cittadinanza): distinguere uso intenso e dipendenza in base alla perdita di controllo e all'impatto, non al solo numero di ore.
  • Focus Esame di Stato (tema di cittadinanza): saper enunciare i segnali di allarme della dipendenza comportamentale (saliency, tolleranza, astinenza, conflitto, ricaduta).

Errori frequenti

  • Identificare la dipendenza con il semplice « passare molte ore online »: senza perdita di controllo e danno funzionale non si parla di dipendenza.
  • Attribuire la dipendenza solo a una mancanza di volontà del singolo, ignorando il ruolo del design persuasivo delle piattaforme.

Approfondimento

Approfondimento — Che le piattaforme siano progettate per « catturarci » non è un'impressione, ma una disciplina di studio: la « captology », il campo aperto negli anni Novanta da B.J. Fogg all'Università di Stanford, analizza come la tecnologia possa persuadere e modificare i comportamenti. Da qui il cosiddetto « modello dell'aggancio », che sfrutta le « ricompense variabili »: come nelle slot machine, il non sapere se il prossimo aggiornamento porterà un like, un messaggio o nulla genera un'attesa che spinge a controllare di continuo. Non si tratta dunque solo di « forza di volontà »: si compete con squadre di progettisti che studiano proprio come trattenere l'attenzione. Nei casi estremi il ritiro nel mondo digitale può sfociare in fenomeni come l'« hikikomori », il ritiro sociale prolungato descritto per la prima volta in Giappone e oggi presente anche in Italia. La risposta non è demonizzare la tecnologia, ma coltivare il « benessere digitale » (digital wellbeing): conoscere i propri schemi d'uso, servirsi degli strumenti di autoregolazione (limiti di tempo, silenziamento delle notifiche), difendere il sonno e riportare gli strumenti al servizio degli obiettivi della persona. La consapevolezza del « design persuasivo » è già, di per sé, una forma di libertà.

Ripasso attivo

Analizza, in un breve testo, la differenza tra un uso intenso ma funzionale dei social (es. tre ore al giorno per studio e relazioni gestite consapevolmente) e un uso problematico, individuando quali dei cinque segnali di allarme distinguono i due casi.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Prevenzione, tutela e segnalazione#

●●○StandardLPOSA-educazione-civica-nucleo-3-rischi-rete-cyberbullismo

Procedura di reazione a un episodio di cyberbullismo

Come reagire a un episodio di cyberbullismoGrafo, Episodio → 1. Non reagire, 1. Non reagire → 2. Conservare le prove, 2. Conservare le prove → 3. Bloccare e segnalare, 3. Bloccare e segnalare → 4. Parlare con un adulto, 4. Parlare con un adulto → Scuola · Garante, 4. Parlare con un adulto → Polizia postaleEpisodio1. Non reagire2. Conservare leprove3. Bloccare esegnalare4. Parlare conun adultoScuola · GarantePolizia postale

Punti chiave

La prevenzione efficace agisce su tre livelli. La prevenzione primaria (educativa) costruisce competenze: consapevolezza dei rischi, empatia, pensiero critico e netiquette (ripasso). La prevenzione secondaria intercetta i segnali precoci nei gruppi a rischio (per esempio l'isolamento improvviso di un compagno). La prevenzione terziaria interviene quando il danno si è verificato, per limitarne le conseguenze e sostenere la vittima. La scuola, con il docente referente e gli interventi educativi, opera soprattutto sui primi due livelli.
Sapere a chi rivolgersi è una competenza pratica di cittadinanza digitale. In ambito scolastico il primo riferimento è il docente referente per il cyberbullismo e il dirigente; sulle piattaforme esistono gli strumenti di segnalazione e blocco; per la tutela dei dati c'è il Garante per la protezione dei dati personali; per i reati la Polizia postale e delle comunicazioni, che dispone anche di canali dedicati ai minori. Per il sostegno psicologico sono attivi servizi e linee di ascolto dedicate ai minori.
Nella gestione di un episodio valgono alcune regole d'oro: non rispondere all'aggressore e non alimentare lo scontro; conservare le prove (screenshot, date, nomi utente) prima di bloccare; bloccare e segnalare l'account sulla piattaforma; parlarne con un adulto di fiducia; e, nei casi gravi o ripetuti, attivare le autorità. Per chi assiste, il ruolo dello spettatore è decisivo: l'« upstander » che non resta indifferente, ma sostiene la vittima e segnala, spezza la dinamica del gruppo che dà forza all'aggressore.
La prevenzione individuale si traduce in buone pratiche stabili: impostazioni di privacy restrittive, password robuste e autenticazione a due fattori, prudenza nella condivisione di immagini e dati, gestione consapevole del tempo (limiti, notifiche silenziate, pause), e cura dell'igiene del sonno. La cittadinanza digitale matura unisce la tutela di sé alla responsabilità verso gli altri: comportarsi online come si vorrebbe che gli altri si comportassero con noi.
Esempio svolto

Pianificazione di una reazione corretta

Un tuo amico riceve da giorni messaggi offensivi e una foto imbarazzante diffusa in chat. Ti chiede aiuto. Descrivi, passo per passo e nell'ordine corretto, come dovreste procedere.

  1. 01Contenere

    Consigliare di non rispondere agli aggressori: ribattere alimenta lo scontro e offre nuovo materiale; mantenere la calma.

  2. 02Documentare

    Salvare screenshot dei messaggi e della foto, annotando date e nomi utente: le prove servono per ogni segnalazione e non vanno cancellate.

  3. 03Bloccare e segnalare

    Usare gli strumenti della piattaforma per bloccare gli account e segnalare i contenuti; richiedere, se ultraquattordicenne, l'oscuramento ai sensi della L. 71/2017.

  4. 04Coinvolgere gli adulti e le autorità

    Parlarne con un genitore e con il docente referente; se i fatti sono gravi o reiterati, rivolgersi alla Polizia postale. Agire da upstander: sostenere l'amico, non lasciarlo solo.

Risultato: La sequenza corretta è: non reagire, documentare, bloccare/segnalare (con eventuale oscuramento), coinvolgere adulti e, nei casi gravi, la Polizia postale, restando accanto alla vittima.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato (tema di cittadinanza): conoscere i tre livelli di prevenzione (primaria, secondaria, terziaria) e collocarvi gli interventi della scuola.
  • Focus Esame di Stato (tema di cittadinanza): saper indicare la sequenza corretta di reazione a un episodio (non reagire, conservare le prove, bloccare/segnalare, coinvolgere un adulto, attivare le autorità) e il ruolo dell'upstander.

Errori frequenti

  • Bloccare e cancellare tutto d'impulso: così si distruggono le prove necessarie per la segnalazione; va prima documentato l'accaduto.
  • Pensare che la prevenzione coincida solo con i divieti tecnici: senza educazione, empatia e ruolo attivo degli spettatori, i filtri da soli non bastano.

Approfondimento

Approfondimento — Perché, di fronte a un episodio di cyberbullismo, tanti « spettatori » restano in silenzio? La psicologia sociale lo spiega con due meccanismi: la « diffusione della responsabilità » (più persone assistono, meno ciascuna si sente in dovere di agire, pensando che lo farà qualcun altro) e l'« ignoranza pluralistica » (ognuno tace credendo, erroneamente, che gli altri approvino o non siano turbati). Riconoscere questi meccanismi è decisivo, perché mostra che il silenzio non è indifferenza ma un effetto prevedibile del gruppo — e che può essere spezzato. Trasformare lo spettatore passivo in « upstander » è l'obiettivo di molti programmi di « educazione tra pari » (peer education), in cui sono gli stessi studenti, più credibili di un adulto, a promuovere norme di rispetto. Sul piano istituzionale l'Italia dispone di risorse dedicate: il progetto « Generazioni Connesse », il centro nazionale per la sicurezza in rete (Safer Internet Centre) promosso dal Ministero dell'Istruzione, e le linee di ascolto per i minori. Ricordare la sequenza corretta di reazione — non rispondere, conservare le prove, bloccare e segnalare, coinvolgere un adulto e, nei casi gravi, le autorità — completa una cittadinanza digitale che unisce la cura di sé alla responsabilità verso gli altri.

Ripasso attivo

Redigi un decalogo (10 punti) di sicurezza e benessere digitale per uno studente del biennio, distinguendo chiaramente le azioni di prevenzione (cosa fare prima) dalle azioni di reazione (cosa fare in caso di episodio), e giustifica i tre punti che ritieni più importanti.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 04

    • 01I rischi della rete: tipologie e caratteristiche○
    • 02Il cyberbullismo e la normativa (L. 71/2017)◐
    • 03Dipendenze digitali e benessere◐
    • 04Prevenzione, tutela e segnalazione◐

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Rischi della rete, dipendenze digitali e cyberbullismo

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Esercitati

Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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