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Comportamento responsabile online e netiquette

Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato. Questo appunto inquadra la « netiquette » (l'insieme delle norme di buona condotta nella comunicazione digitale) e, più in generale, il comportamento responsabile online come dimensione della cittadinanza digitale prevista dalle Linee guida sull'educazione civica (L. 92/2019). Si studiano le regole pratiche della comunicazione in rete, il loro fondamento etico e giuridico (rispetto della persona, responsabilità anche legale per ciò che si pubblica) e il profilo del cittadino digitale attivo e consapevole, con riferimento al quadro europeo DigComp. Trattandosi di un nucleo della cittadinanza digitale, l'argomento non costituisce un obiettivo valutabile nelle prove dell'Esame di Stato del secondo ciclo.

3 sezioni·~17 min di lettura·3 competenze·Livello Base 1 · Standard 1 · Approfondimento 1·Verificato · 07/2026

T·121212 / 14
Profilo d’esame
Approfondimento — fuori dall'Esame di Stato: comunicare e interagire online in modo rispettoso, responsabile e consapevoleRiconoscere i propri diritti e doveri come cittadini digitali, distinguendo libertà di espressione e responsabilità per i contenuti pubblicatiComprendere il valore del rispetto e della comunicazione corretta nei contesti digitali e il concetto di cittadinanza digitale attiva
Operatori:spiegadescrivianalizzaconfrontaclassificaillustragiustificainterpretacommenta

livello base

A tutti gli indirizzi di liceo si richiede di conoscere le regole essenziali della netiquette e di saperle motivare in termini di rispetto della persona e di responsabilità.

livello avanzato

Gli indirizzi a vocazione linguistica, umanistica ed economico-sociale (LES) possono approfondire la dimensione comunicativa e socio-giuridica (registro, contesto, responsabilità civile e penale), mentre lo Scientifico e l'opzione Scienze Applicate possono collegare la netiquette al funzionamento tecnico delle reti e dei protocolli di comunicazione.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

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Contenuti · 3 sezioni▾
  1. Comportamento responsabile online e netiquette
    • 01La netiquette e le regole della comunicazione online○
    • 02Rispetto e responsabilità nei contesti digitali◐
    • 03Diritti, doveri del cittadino digitale e cittadinanza digitale attiva●
§ 01

La netiquette e le regole della comunicazione online#

●○○BaseLPOSA-educazione-civica-nucleo-3-cittadinanza-digitale-netiquette

Le regole essenziali della netiquette

Le regole della netiquetteruota segmentata, 6 segmenti, Dati: Rispetto, Cortesia, No maiuscolo, Privacy altrui, Citare le fonti, Rileggere, Registro adattoCortesiaNo maiuscoloPrivacy altruiCitare le fontiRileggereRegistro adattoRispetto
Fig. 1Al centro, il rispetto della persona; da esso discendono le regole essenziali della netiquette.

Punti chiave

La parola « netiquette » nasce dalla fusione dell'inglese « net » (rete) e del francese « étiquette » (galateo, buone maniere): designa l'insieme delle norme di comportamento corretto che regolano la comunicazione tra le persone nei contesti digitali, dalla posta elettronica ai forum, dalle chat ai social network. Non è un codice giuridico ma un galateo condiviso, frutto dell'esperienza delle prime comunità in rete; la sua funzione è rendere possibile una convivenza ordinata e rispettosa in spazi dove manca il contatto diretto fra gli interlocutori.
Il principio-cardine della netiquette è spesso riassunto nella formula « ricorda l'essere umano »: dietro ogni schermo c'è una persona reale, con sentimenti e dignità. Da questo principio discendono le regole pratiche più note: scrivere in modo chiaro e cortese, evitare il MAIUSCOLO continuo (percepito come « urlare »), non offendere né insultare, rispettare le opinioni altrui, non diffondere contenuti falsi o lesivi, citare le fonti, rispettare la riservatezza delle conversazioni private e non condividere dati o immagini di altri senza il loro consenso.
Una caratteristica decisiva della comunicazione online è l'assenza dei segnali non verbali — tono di voce, espressione del volto, gesti — che nella comunicazione faccia a faccia chiariscono le intenzioni di chi parla. Per questo un messaggio scritto può essere frainteso con facilità: una battuta ironica può sembrare un'offesa. La netiquette invita perciò alla chiarezza, alla prudenza nel tono e all'uso consapevole di elementi che reintroducono il « contesto » (per esempio le emoticon), oltre a una regola d'oro: rileggere prima di inviare e non rispondere « a caldo ».
Le regole cambiano a seconda del contesto comunicativo, perché ogni ambiente digitale ha un proprio registro: una e-mail a un docente richiede formula di apertura, frasi complete e firma; un messaggio in una chat di classe ammette un tono più informale; un commento pubblico su un social raggiunge un pubblico vasto e va calibrato di conseguenza. Saper riconoscere il contesto e adattare il registro è una competenza comunicativa centrale, particolarmente curata negli indirizzi linguistici e nelle scienze umane.
Esempio svolto

Riscrittura di un'e-mail secondo la netiquette

Uno studente invia al docente questa e-mail (oggetto vuoto): « SALVE PROF NON HO CAPITO NIENTE DELLA VERIFICA MI DICA SUBITO COSA STUDIARE GRAZIE ». Individua gli errori e riscrivila correttamente.

  1. 01Oggetto mancante

    Un'e-mail senza oggetto è difficile da gestire e da archiviare. Si aggiunge un oggetto chiaro e specifico: « Richiesta di chiarimento sul programma della verifica di storia ».

  2. 02Registro e tono

    Il maiuscolo continuo equivale a « urlare » e il tono imperativo (« mi dica subito ») è scortese verso il destinatario. Si passa a un registro formale e cortese, con la formula di apertura « Gentile professore/professoressa ».

  3. 03Chiarezza della richiesta

    « Non ho capito niente » è vago e non aiuta il docente. Si circoscrive il dubbio: indicare l'argomento preciso e la difficoltà incontrata rende la richiesta utile e rispettosa del tempo altrui.

  4. 04Struttura e firma

    Si chiude con una formula di cortesia (« La ringrazio per la disponibilità ») e la firma con nome, cognome e classe, così il destinatario sa con chiarezza chi scrive.

Risultato: Versione corretta: « Oggetto: Richiesta di chiarimento sul programma della verifica di storia. Gentile professore, le scrivo perché ho difficoltà a comprendere l'argomento della Restaurazione, in particolare il ruolo del Congresso di Vienna. Le sarei grato se potesse indicarmi su quali pagine concentrarmi. La ringrazio per la disponibilità. Cordiali saluti, Marco Rossi, classe 4ªA. » La riscrittura rispetta oggetto, registro, chiarezza e firma.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: argomento di cittadinanza digitale fuori dall'Esame di Stato — non costituisce oggetto valutabile delle prove (prima prova, seconda prova, colloquio); va padroneggiato come competenza civica trasversale, non come contenuto d'esame.
  • Focus Esame di Stato: saper definire la netiquette ed elencarne le regole essenziali motivandole con il principio del rispetto della persona è ciò che ci si attende come traguardo di educazione civica, eventualmente speso in un percorso interdisciplinare di Educazione civica.

Errori frequenti

  • Confondere la netiquette con una legge: è un galateo condiviso, non una norma giuridica; la violazione di una regola di netiquette non è di per sé un reato (lo diventa solo se il comportamento integra anche un illecito previsto dalla legge).
  • Ridurre la netiquette a un elenco di divieti tecnici (« non scrivere in maiuscolo ») dimenticandone il fondamento: il rispetto della dignità dell'altro e la chiarezza della comunicazione.

Approfondimento

Approfondimento — Perché in rete le persone si comportano spesso peggio che di persona? La psicologia lo spiega con l'« effetto di disinibizione online », studiato da John Suler: online l'« anonimato » (o la sua percezione), l'« invisibilità » dell'interlocutore, l'« asincronia » della comunicazione e l'assenza di un'autorità visibile riducono i freni sociali e la percezione delle conseguenze, spingendo a scrivere ciò che di persona non si direbbe mai. Vi contribuisce la « deindividuazione », la perdita del senso di responsabilità individuale quando ci si sente parte di una folla anonima. Comprendere questo meccanismo rende la netiquette non un semplice galateo, ma una difesa consapevole contro una nostra reale tendenza. Sul piano storico, la netiquette non è un'invenzione recente: nacque nelle prime comunità telematiche degli anni Ottanta e Novanta e fu codificata nel documento tecnico « RFC 1855 » (1995), intitolato appunto « Netiquette Guidelines ». Le sue regole — chiarezza, cortesia, rispetto del contesto — non sono quindi convenzioni arbitrarie, ma il frutto dell'esperienza di chi per primo ha dovuto convivere in spazi privi del contatto diretto: una piccola « costituzione » informale della comunicazione in rete.

Ripasso attivo

Riscrivi in forma corretta, secondo la netiquette, un'e-mail mal formulata indirizzata a un docente per chiedere un chiarimento sul programma: individua almeno quattro errori (registro, oggetto, tono, struttura) e spiega, per ciascuno, quale regola viene violata e perché.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Rispetto e responsabilità nei contesti digitali#

●●○StandardLPOSA-educazione-civica-nucleo-3-cittadinanza-digitale-netiquette

Dalla regola di galateo alla responsabilità giuridica

Dalla netiquette alla responsabilità giuridicaTabella con 2 colonne e 3 righe, Dati: Netiquette · Conseguenza legale; Non offendere · Diffamazione; Dati altrui · Violazione GDPR; Non molestare · Cyberbullismo, cella evidenziata: CyberbullismoNETIQUETTECONSEGUENZA LEGALENon offendereDiffamazioneDati altruiViolazione GDPRNon molestareCyberbullismo
Fig. 2La stessa condotta può violare la legge: la molestia online rientra nel cyberbullismo (L. 71/2017). Art. 21 Cost.: libertà con limiti.

Punti chiave

Il comportamento online non è uno spazio « senza regole »: ciò che si pubblica in rete produce effetti reali sulle persone e può comportare responsabilità anche giuridica. Il principio di fondo è che i diritti e i doveri della persona — sanciti dalla Costituzione e dalla legge — valgono anche nel mondo digitale: la libertà di manifestare il proprio pensiero (art. 21 Cost.) convive con il limite del rispetto della dignità e dell'onore altrui, della riservatezza e della verità.
Alcuni comportamenti scorretti online possono integrare veri e propri illeciti. La diffusione di affermazioni offensive che ledono la reputazione di una persona può configurare la diffamazione; la pubblicazione di foto o dati personali altrui senza consenso viola la normativa sulla protezione dei dati personali (il GDPR, Regolamento UE 2016/679); le molestie ripetute e aggressive verso un minore tramite mezzi digitali rientrano nel fenomeno del cyberbullismo, oggetto di una specifica legge di tutela (L. 71/2017). Ciò mostra che la netiquette e la responsabilità giuridica non sono mondi separati: la prima previene comportamenti che la seconda sanziona.
Una nozione-chiave è quella di responsabilità del contenuto: chi pubblica, condivide o anche solo « rilancia » un contenuto se ne assume in parte la responsabilità. Condividere senza verificare una notizia falsa o un'immagine lesiva contribuisce alla sua diffusione e ai suoi effetti. La rete inoltre ha una « memoria lunga »: ciò che viene pubblicato può essere copiato, archiviato e ricondiviso, lasciando un'impronta digitale duratura che incide sulla reputazione online della persona, propria e altrui.
La distinzione fra ambito pubblico e privato è spesso meno netta online che nella vita quotidiana: un messaggio inviato in un gruppo « chiuso » può essere inoltrato a estranei; un commento pensato come scherzo tra amici può diventare di dominio pubblico. La condotta responsabile richiede perciò di valutare sempre la potenziale diffusione di ciò che si scrive, di chiedere il consenso prima di condividere contenuti che riguardano altri e di applicare la regola pratica: « non scrivere o pubblicare nulla che non diresti o non mostreresti di persona, davanti a tutti ».
Esempio svolto

Analisi di un caso: condivisione di una foto senza consenso

In una chat di classe uno studente pubblica, per scherzo, una foto imbarazzante di un compagno scattata in palestra, senza chiederglielo. Analizza il comportamento sul piano della netiquette e su quello della responsabilità.

  1. 01Regola di netiquette violata

    È violato il rispetto della privacy altrui e il principio « ricorda l'essere umano »: si è esposto un compagno al ridicolo senza il suo consenso, dimenticando che dietro lo schermo c'è una persona con la propria dignità.

  2. 02Effetto della rete

    La foto, una volta condivisa anche in un gruppo « chiuso », può essere salvata e reinoltrata: la diffusione sfugge al controllo di chi ha pubblicato e lascia un'impronta digitale durevole sul compagno.

  3. 03Profilo di responsabilità

    La pubblicazione di un'immagine altrui senza consenso riguarda la protezione dei dati personali (GDPR) e il diritto all'immagine; se la condotta è ripetuta, derisoria e rivolta a un minore può rientrare nel cyberbullismo tutelato dalla L. 71/2017.

  4. 04Condotta responsabile alternativa

    Prima di pubblicare un contenuto che riguarda un'altra persona occorre chiederne il consenso; in assenza, non si pubblica. Chi nota l'abuso può chiedere la rimozione e segnalarlo a un adulto di riferimento o tramite gli strumenti della piattaforma.

Risultato: Il comportamento viola sia la netiquette (rispetto della privacy e della dignità del compagno) sia possibili tutele giuridiche (protezione dei dati, diritto all'immagine, eventualmente cyberbullismo): la condotta responsabile imponeva di chiedere il consenso e, in mancanza, di non pubblicare.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: argomento fuori dall'Esame di Stato; tuttavia il nesso tra comportamento online e responsabilità giuridica (art. 21 Cost., diffamazione, GDPR, L. 71/2017) è un ottimo collegamento interdisciplinare per un percorso di Educazione civica, non un quesito d'esame.
  • Focus Esame di Stato: ciò che ci si attende come traguardo civico è saper giustificare perché un comportamento online scorretto può avere conseguenze legali, distinguendo la regola di galateo (netiquette) dalla norma giuridica (legge).

Errori frequenti

  • Credere che online si possa scrivere « tutto » in nome della libertà di espressione: l'art. 21 Cost. tutela la manifestazione del pensiero, ma incontra il limite del rispetto della dignità, dell'onore e della riservatezza altrui.
  • Pensare che condividere o inoltrare un contenuto altrui sia neutro: chi rilancia contribuisce alla diffusione e può concorrere alle conseguenze (per esempio nel diffondere una notizia diffamatoria o un'immagine lesiva).

Approfondimento

Approfondimento — Quando la netiquette è violata in modo grave, subentra il diritto. Un'affermazione che lede la reputazione di una persona può integrare il reato di « diffamazione » (« art. 595 c.p. »), « aggravato » quando è commesso « a mezzo internet », perché la rete ne amplifica enormemente la diffusione e la permanenza. Diverso è il caso dei « discorsi d'odio » (hate speech), le manifestazioni che incitano alla discriminazione o alla violenza verso gruppi di persone, che l'ordinamento contrasta con norme specifiche. La grande novità recente riguarda però la responsabilità delle « piattaforme »: per anni i gestori dei servizi online sono stati considerati meri « intermediari » non responsabili dei contenuti degli utenti; il « Digital Services Act » (DSA), regolamento europeo del 2022, ha cambiato l'equilibrio, imponendo alle piattaforme — soprattutto alle più grandi — obblighi di trasparenza sugli algoritmi, di rimozione rapida dei contenuti illegali segnalati e di tutela degli utenti, con sanzioni pesanti. La responsabilità, dunque, non è più solo di chi scrive, ma anche di chi mette a disposizione lo spazio e ne trae profitto: un principio che riporta anche il mondo digitale sotto l'impero della legge e dei diritti della persona.

Ripasso attivo

Analizza tre situazioni online (un commento offensivo su un profilo pubblico, la condivisione di una foto di un compagno senza il suo consenso, l'inoltro di un messaggio privato a estranei) e, per ciascuna, spiega quale principio di responsabilità viene violato e a quale tutela giuridica potrebbe corrispondere.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Diritti, doveri del cittadino digitale e cittadinanza digitale attiva#

●●●ApprofondimentoLPOSA-educazione-civica-nucleo-3-cittadinanza-digitale-netiquette

Le cinque aree di competenza digitale (DigComp)

Le cinque aree del DigCompruota segmentata, 5 segmenti, Dati: DigComp, Info e dati, Comunicazione, Contenuti, Sicurezza, Problem solvingInfo e datiComunicazioneContenutiSicurezzaProblem solvingDigComp
Fig. 3Il quadro europeo DigComp delle competenze digitali del cittadino; la netiquette rientra nell’area 2 (comunicazione e collaborazione).

Punti chiave

La netiquette è un aspetto di un quadro più ampio: la cittadinanza digitale, cioè la capacità di un cittadino di partecipare alla società attraverso l'uso responsabile, critico e consapevole delle tecnologie digitali. Essere cittadini digitali significa avere insieme diritti (accesso, informazione, libertà di espressione, protezione dei dati e della privacy) e doveri (rispetto degli altri, verità e correttezza dei contenuti, rispetto della legge e delle regole delle comunità online).
Un riferimento europeo per definire le competenze del cittadino digitale è il quadro DigComp (Digital Competence Framework for Citizens), elaborato dall'Unione Europea. Esso articola la competenza digitale in cinque aree: l'alfabetizzazione su informazioni e dati (cercare, valutare e gestire le informazioni); la comunicazione e collaborazione (interagire e condividere in rete — è qui che si colloca la netiquette); la creazione di contenuti digitali; la sicurezza (proteggere dispositivi, dati, salute e benessere); e la risoluzione di problemi. La netiquette appartiene in modo specifico all'area della comunicazione e collaborazione.
La cittadinanza digitale « attiva » non si limita a evitare comportamenti scorretti: implica un ruolo positivo. Il cittadino digitale attivo contribuisce a una rete migliore quando verifica le informazioni prima di condividerle, partecipa con argomenti e non con insulti, difende chi è vittima di abusi (il cosiddetto comportamento dello « spettatore attivo », che non resta indifferente di fronte al cyberbullismo) e usa gli strumenti di segnalazione per contrastare contenuti illeciti o dannosi.
L'inquadramento normativo nazionale di questo nucleo è la Legge 92/2019, che ha reintrodotto l'insegnamento dell'educazione civica e individua tra i suoi assi la « cittadinanza digitale »: le relative Linee guida ministeriali indicano tra gli obiettivi la capacità di interagire con gli altri tramite le tecnologie digitali nel rispetto di sé e degli altri, di conoscere le norme comportamentali e di gestire la propria identità e reputazione online. La netiquette è dunque parte integrante del curricolo di educazione civica, pur restando fuori dall'oggetto delle prove dell'Esame di Stato.
Esempio svolto

Costruire un paragrafo argomentativo: « la netiquette è cittadinanza »

Scrivi l'impianto di un paragrafo argomentativo che sostenga la tesi: « rispettare la netiquette è una forma di cittadinanza digitale », usando il quadro DigComp e un esempio di cittadinanza attiva.

  1. 01Tesi

    Si enuncia con chiarezza la tesi: rispettare la netiquette non è semplice cortesia, ma un esercizio concreto di cittadinanza, perché tutela i diritti degli altri nello spazio digitale.

  2. 02Argomento 1 (quadro DigComp)

    Si colloca la netiquette nell'area « comunicazione e collaborazione » del quadro europeo DigComp: comunicare correttamente in rete è una delle competenze che la stessa Unione Europea riconosce al cittadino digitale.

  3. 03Argomento 2 (diritti e doveri)

    Si mostra che la netiquette traduce in pratica l'equilibrio fra diritti (esprimersi) e doveri (rispettare dignità, privacy e verità): è la regola che rende compatibile la libertà di ciascuno con quella degli altri.

  4. 04Esempio di cittadinanza attiva

    Si conclude con un esempio concreto: difendere un compagno vittima di insulti online e segnalare il contenuto è un atto di cittadinanza digitale attiva, perché contribuisce a una comunità più giusta.

Risultato: Il paragrafo risulta così strutturato — tesi, due argomenti (quadro DigComp; equilibrio diritti/doveri) ed esempio di cittadinanza attiva — e dimostra in modo ordinato che la netiquette è una vera e propria pratica di cittadinanza digitale.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: argomento fuori dall'Esame di Stato; il quadro DigComp e la L. 92/2019 sono utili come cornice di un percorso di Educazione civica e per il colloquio solo se inseriti in un percorso personale, mai come quesito specifico.
  • Focus Esame di Stato: il traguardo civico atteso è collocare la netiquette dentro la cittadinanza digitale (area « comunicazione e collaborazione » di DigComp) e descrivere almeno un comportamento di cittadinanza digitale attiva (verificare prima di condividere, difendere chi subisce abusi, segnalare).

Errori frequenti

  • Identificare la cittadinanza digitale con la sola sicurezza informatica (password, antivirus): la sicurezza è solo una delle cinque aree DigComp, accanto a informazione, comunicazione, creazione di contenuti e risoluzione di problemi.
  • Pensare che il cittadino digitale responsabile sia solo « chi non fa danni »: la cittadinanza attiva richiede anche un ruolo positivo, come verificare le notizie, partecipare in modo costruttivo e proteggere chi subisce abusi.

Approfondimento

Approfondimento — La cittadinanza digitale ha una dimensione di « uguaglianza » spesso trascurata: il « divario digitale » (digital divide). Non tutti hanno lo stesso accesso alle tecnologie, alla connessione o alle competenze necessarie per usarle, e chi ne è privo resta escluso da servizi pubblici, opportunità di lavoro, informazione e partecipazione, che passano sempre più per la rete. È una forma nuova di disuguaglianza che riecheggia l'« art. 3, comma 2, Cost. », il compito della Repubblica di « rimuovere gli ostacoli » che limitano di fatto l'uguaglianza: garantire l'accesso digitale diventa così una questione di giustizia sociale, non solo di tecnologia. Da qui il dibattito, in Italia e altrove, sul riconoscimento di un « diritto di accesso a Internet » come nuovo diritto di cittadinanza, presupposto per l'esercizio di molti altri diritti. La frontiera più recente è infine l'« alfabetizzazione all'intelligenza artificiale »: capire come funzionano gli algoritmi che filtrano le informazioni e prendono decisioni è ormai parte della competenza del cittadino. L'Unione Europea ha adottato il primo « regolamento sull'intelligenza artificiale » (AI Act), che classifica i sistemi di IA per livello di rischio e vieta gli usi più lesivi dei diritti fondamentali: un segnale che la cittadinanza digitale è un campo in continua espansione.

Ripasso attivo

Costruisci un breve testo argomentativo (circa 15 righe) che risponda alla domanda: « In che senso la netiquette è una forma di cittadinanza? ». Inquadra la netiquette nel quadro DigComp e collega almeno un comportamento concreto al concetto di cittadinanza digitale attiva.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 03

    • 01La netiquette e le regole della comunicazione online○
    • 02Rispetto e responsabilità nei contesti digitali◐
    • 03Diritti, doveri del cittadino digitale e cittadinanza digitale attiva●

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento

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