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Moneta, credito e sistema finanziario

La moneta è il bene che svolge le funzioni di mezzo di scambio, unità di conto e riserva di valore, e la sua storia è la storia del passaggio dalla moneta-merce alla moneta segno, bancaria ed elettronica. Questo appunto ricostruisce il valore della moneta e i fenomeni dell'inflazione e della deflazione, il modo in cui le banche creano moneta attraverso il credito, la struttura del sistema finanziario e dei suoi mercati e, infine, il ruolo della Banca centrale europea e della politica monetaria nell'Eurosistema. È un argomento centrale dell'area economica del quinto anno e pienamente valutabile all'Esame di Stato.

5 sezioni·~27 min di lettura·4 competenze·Livello Base 1 · Standard 2 · Approfondimento 2·Verificato · 07/2026

T·0999 / 14
Profilo d’esame
Comprendere il ruolo della moneta e del credito nel sistema economicoInterpretare i fenomeni inflazionistici e i loro effetti sul potere d'acquisto e sulla distribuzione del redditoRiconoscere il funzionamento del sistema bancario e finanziario e degli strumenti che vi circolanoAnalizzare il ruolo della Banca centrale e gli strumenti della politica monetaria
Operatori:analizzaspiegadescrivicalcolaconfrontaclassificaillustrainterpretagiustifica

livello base

Si richiede di conoscere con sicurezza le funzioni e le forme della moneta, di distinguere inflazione e deflazione con le loro cause ed effetti e di descrivere a grandi linee il ruolo delle banche e della BCE.

livello avanzato

L'indirizzo Economico-Sociale (LES) approfondisce gli aspetti quantitativi: il calcolo del tasso d'inflazione dall'indice dei prezzi al consumo, il moltiplicatore dei depositi e i meccanismi di trasmissione della politica monetaria sui tassi e sulla domanda aggregata.

Profondità

Profondità di lettura: Approfondimento

Testo

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Contenuti · 5 sezioni▾
  1. Moneta, credito e sistema finanziario
    • 01La moneta: funzioni ed evoluzione○
    • 02Il valore della moneta, inflazione e deflazione◐
    • 03Le banche e la creazione di moneta●
    • 04Il sistema finanziario e i mercati◐
    • 05La BCE e la politica monetaria●
§ 01

La moneta: funzioni ed evoluzione#

●○○BaseLPOSA-diritto-economia-quinto-anno-moneta-finanzaLPFunzioni e forme della moneta (merce, segno, bancaria, elettronica)

Le tre funzioni della moneta

Le tre funzioni della monetaruota segmentata, 3 segmenti, Dati: Moneta, Mezzo di scambio, Unità di conto, Riserva di valoreMezzo di scambioUnità di contoRiserva di valoreMoneta
Fig. 1Evoluzione della moneta: merce → segno → legale → bancaria → elettronica.

Punti chiave

La moneta è qualsiasi bene generalmente accettato come mezzo di pagamento all'interno di un sistema economico: nasce per superare i limiti del baratto, cioè lo scambio diretto di merce contro merce. Il baratto richiede la cosiddetta « doppia coincidenza dei bisogni » — che ciascuno dei due contraenti desideri esattamente ciò che l'altro offre — ed è perciò lento, costoso e poco adatto a un'economia evoluta; la moneta scioglie questo nodo separando l'atto della vendita dall'atto dell'acquisto.
Gli economisti riconoscono alla moneta tre funzioni fondamentali. È anzitutto un mezzo di scambio (o intermediario degli scambi), perché viene accettata da tutti in pagamento di beni e servizi; è poi un'unità di conto (o misura del valore), perché consente di esprimere in un'unica grandezza — il prezzo — il valore di beni eterogenei e di confrontarli; è infine una riserva di valore, perché permette di conservare nel tempo il potere d'acquisto e di rinviare la spesa a un momento successivo. A queste si aggiunge spesso la funzione di mezzo di pagamento differito, cioè di unità in cui si esprimono e si estinguono i debiti.
L'evoluzione storica della moneta è il progressivo distacco del valore monetario dal valore del materiale di cui la moneta è fatta. Si parte dalla moneta-merce, dotata di valore intrinseco (dal bestiame e dal sale fino alle monete d'oro e d'argento, il cui valore coincideva con quello del metallo); si passa alla moneta segno o fiduciaria, priva di valore intrinseco e accettata solo perché si confida nella sua spendibilità; si arriva alla moneta legale a corso forzoso, cioè le banconote e le monete metalliche che lo Stato impone di accettare per legge e che non sono più convertibili in oro.
Nelle economie contemporanee la maggior parte della moneta non è fatta di carta né di metallo: è moneta bancaria (o scritturale), cioè la disponibilità sui depositi in conto corrente che si movimenta con assegni, bonifici e carte. Si è infine diffusa la moneta elettronica, registrata su supporti informatici (carte prepagate, portafogli digitali, pagamenti istantanei). Distinguere queste forme è essenziale per capire, nella sezione successiva, come le banche possano « creare » moneta concedendo credito.
Esempio svolto

Le tre funzioni della moneta in un caso concreto

Anna vende ripetizioni e con il ricavato, dopo qualche settimana, acquista uno zaino che costa 60 euro. Individua e spiega quale funzione della moneta entra in gioco in ciascun passaggio.

  1. 01Misurazione del valore

    Il prezzo dello zaino è espresso in euro (60 €): la moneta agisce come unità di conto, perché traduce in un'unica grandezza il valore del bene e lo rende confrontabile con altri (per esempio con il costo di un'ora di ripetizione).

  2. 02Conservazione nel tempo

    Tra l'incasso delle ripetizioni e l'acquisto passano alcune settimane: Anna trattiene il denaro e lo spende dopo, sfruttando la moneta come riserva di valore (a condizione che l'inflazione non ne eroda troppo il potere d'acquisto).

  3. 03Pagamento

    Al momento dell'acquisto Anna consegna 60 € e ottiene lo zaino: la moneta opera come mezzo di scambio, perché è accettata dal venditore in pagamento senza bisogno di trovare una doppia coincidenza dei bisogni.

Risultato: Nello stesso episodio si manifestano tutte e tre le funzioni: unità di conto (il prezzo), riserva di valore (l'attesa) e mezzo di scambio (il pagamento).

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: saper enunciare con precisione le tre funzioni della moneta (mezzo di scambio, unità di conto, riserva di valore) e collegarle al superamento dei limiti del baratto è una richiesta ricorrente nel colloquio e nelle prove dell'area economica.
  • Focus Esame di Stato: la sequenza evolutiva moneta-merce → moneta segno → moneta legale a corso forzoso → moneta bancaria ed elettronica va esposta come un processo dotato di una logica (il progressivo allontanamento dal valore intrinseco), non come un elenco mnemonico.

Errori frequenti

  • Confondere « riserva di valore » con « unità di conto »: la prima riguarda la conservazione del potere d'acquisto nel tempo, la seconda la misurazione e il confronto dei valori nello stesso istante.
  • Credere che le banconote dell'euro siano ancora convertibili in oro: dopo l'abbandono definitivo della convertibilità (sistema a corso forzoso) la moneta legale ha valore solo fiduciario e per imposizione di legge.

Approfondimento

Approfondimento indirizzo — Le banche centrali misurano la quantità di moneta in circolazione con gli « aggregati monetari », ordinati per grado di liquidità: « M1 » comprende il circolante (banconote e monete) e i depositi a vista, cioè la moneta immediatamente spendibile; « M2 » aggiunge i depositi con durata o preavviso breve; « M3 », l'aggregato più ampio seguito dalla BCE, include anche strumenti negoziabili come le quote di fondi monetari. Distinguere questi aggregati è indispensabile per capire la politica monetaria, che agisce proprio sulla loro dinamica. Un tema di grande attualità riguarda le « criptovalute » (come il Bitcoin): esse ambiscono a essere moneta, ma la loro fortissima volatilità le rende cattive « riserve di valore » e « unità di conto », e non hanno corso legale; per questo molte banche centrali stanno studiando una « moneta digitale di banca centrale », per l'area dell'euro l'« euro digitale », che sarebbe moneta legale in forma elettronica, garantita dall'Eurosistema. Sul piano giuridico l'euro è « moneta a corso legale »: deve essere accettato in pagamento dei debiti, e la sua emissione è riservata alla banca centrale. L'evoluzione della moneta, dal metallo prezioso al bit, mostra dunque che la moneta moderna è sempre più un fatto « fiduciario » e « istituzionale »: vale non per ciò di cui è fatta, ma per la fiducia nell'autorità che la governa e per il riconoscimento che l'ordinamento giuridico le attribuisce.

Ripasso attivo

Spiega per quale ragione il baratto è inefficiente e illustra, con un esempio concreto, come ciascuna delle tre funzioni della moneta intervenga in una normale operazione di acquisto al supermercato.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 02

Il valore della moneta, inflazione e deflazione#

●●○StandardLPOSA-diritto-economia-quinto-anno-moneta-finanzaLPInflazione: cause (da domanda, da costi) ed effetti; indice dei prezzi al consumo

Potere d'acquisto della moneta al crescere dei prezzi

Prezzi e potere d'acquisto della monetaGrafico di V = 1/P, decrescente, nell’intervallo x da 1 a 411.522.533.540.20.40.60.81P = 1 -> V = 1P = 2 -> V = 0.5V = 1/PPotere d'acquisto VLivello dei prezzi P

Punti chiave

Il valore della moneta non è il numero stampato sulla banconota, ma il suo potere d'acquisto, cioè la quantità di beni e servizi che con essa si possono acquistare. Quando i prezzi salgono, con la stessa somma si compra meno: il potere d'acquisto della moneta diminuisce. Il valore della moneta e il livello generale dei prezzi sono quindi due grandezze che si muovono in senso opposto.
L'inflazione è l'aumento generalizzato e persistente del livello generale dei prezzi; non va confusa con il rincaro isolato di un singolo bene. La sua misura ufficiale poggia sull'indice dei prezzi al consumo, calcolato confrontando nel tempo il costo di un « paniere » rappresentativo dei consumi delle famiglie. Il tasso d'inflazione è la variazione percentuale dell'indice tra due periodi. Si distingue inoltre l'inflazione strisciante (moderata), galoppante (a due o più cifre) e l'iperinflazione (fuori controllo).
Le cause dell'inflazione si raggruppano in due grandi famiglie. L'inflazione da domanda nasce quando la domanda aggregata cresce più rapidamente della capacità produttiva del sistema (« troppa moneta a caccia di pochi beni »); l'inflazione da costi nasce invece dall'aumento dei costi di produzione — salari, materie prime, energia — che le imprese scaricano sui prezzi di vendita. A queste si aggiungono le interpretazioni monetarie, secondo cui una crescita eccessiva della quantità di moneta in circolazione alimenta nel lungo periodo i prezzi.
Gli effetti dell'inflazione non sono neutri: essa ridistribuisce ricchezza penalizzando i creditori e i percettori di redditi fissi (chi ha prestato denaro o vive di pensione vede ridursi il valore reale di ciò che riceve) e favorendo i debitori, che restituiranno somme di minor valore reale. La deflazione è il fenomeno opposto — una diminuzione generalizzata e persistente dei prezzi — solo in apparenza positiva: l'attesa di prezzi ancora più bassi induce a rinviare consumi e investimenti, deprime la domanda e può innescare una spirale recessiva, con riduzione della produzione e dell'occupazione.
π=IPCt−IPCt−1IPCt−1×100\pi = \frac{IPC_{t} - IPC_{t-1}}{IPC_{t-1}} \times 100π=IPCt−1​IPCt​−IPCt−1​​×100

Tasso d'inflazione

Il tasso d'inflazione (pi greco) è la variazione percentuale dell'indice dei prezzi al consumo (IPC) tra il periodo precedente t-1 e il periodo corrente t. Un valore positivo indica inflazione, un valore negativo indica deflazione.

V=1PV = \frac{1}{P}V=P1​

Valore (potere d'acquisto) della moneta

Il potere d'acquisto V della moneta è inversamente proporzionale al livello generale dei prezzi P: se i prezzi raddoppiano, con la stessa somma si compra la metà dei beni.

Esempio svolto

Calcolo del tasso d'inflazione dall'IPC

L'indice dei prezzi al consumo è pari a 100 nell'anno base, sale a 105 l'anno seguente e a 109.2 l'anno successivo. Calcola il tasso d'inflazione dei due anni e interpreta il risultato.

  1. 01Primo anno

    Si applica la formula della variazione percentuale dell'indice tra l'anno base (100) e il primo anno (105).

  2. 02Secondo anno

    Si confronta l'indice del secondo anno (109.2) con quello del primo (105), perché l'inflazione si misura sempre rispetto al periodo immediatamente precedente.

  3. 03Interpretazione

    Entrambi i tassi sono positivi e a una sola cifra: si tratta di inflazione moderata (strisciante). Il rallentamento da 5% a 4% è una disinflazione, cioè un'inflazione che cresce a un ritmo minore, non una deflazione.

Risultato: Inflazione del 5% nel primo anno e del 4% nel secondo: i prezzi continuano a salire, ma più lentamente (disinflazione).

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: distinguere con chiarezza inflazione da domanda e inflazione da costi e saperne indicare effetti e possibili rimedi è un classico nodo del colloquio; va sempre ricordato il legame inverso tra prezzi e potere d'acquisto della moneta.
  • Focus Esame di Stato: dato l'indice dei prezzi al consumo di due anni, occorre saper calcolare il tasso d'inflazione come variazione percentuale dell'indice e interpretarne il segno (positivo = inflazione, negativo = deflazione).

Errori frequenti

  • Definire l'inflazione come l'aumento del prezzo di un singolo bene: l'inflazione è un aumento generalizzato e persistente del livello generale dei prezzi, misurato su un intero paniere.
  • Ritenere che la deflazione sia sempre un bene perché « si paga di meno »: la caduta dei prezzi, se persistente, deprime domanda, produzione e occupazione, e accresce il valore reale dei debiti.

Approfondimento

Approfondimento indirizzo — La lettura « monetaria » dell'inflazione ha una formulazione teorica classica, la « teoria quantitativa della moneta », sintetizzata nell'« equazione degli scambi » di Irving Fisher: la quantità di moneta moltiplicata per la sua velocità di circolazione eguaglia il livello dei prezzi moltiplicato per il volume delle transazioni. Se si assume che la velocità e la produzione reale siano stabili nel breve periodo, un aumento della quantità di moneta si traduce direttamente in un aumento dei prezzi: da qui la tesi di Friedman secondo cui l'inflazione è « sempre e ovunque un fenomeno monetario ». Ne discende la « neutralità della moneta » nel lungo periodo: stampare più moneta non arricchisce realmente il Paese, ne diluisce solo il potere d'acquisto. L'inflazione, inoltre, ha « costi » spesso sottovalutati: erode i risparmi non protetti, scoraggia i prestiti a lungo termine, genera i cosiddetti « costi di suola » (dover gestire più spesso la liquidità) e « costi di menù » (il continuo aggiornamento dei listini) e provoca il « drenaggio fiscale » (fiscal drag), per cui l'aumento soltanto nominale dei redditi spinge i contribuenti in scaglioni di aliquota più alti senza reale arricchimento. Il pericolo estremo è l'« iperinflazione » — l'esempio classico è la Germania del 1923 — quando la moneta perde ogni funzione e si può innescare la « spirale prezzi-salari », in cui prezzi e retribuzioni si rincorrono alimentandosi a vicenda. È per questo che la stabilità dei prezzi è il primo obiettivo di ogni banca centrale.

Ripasso attivo

L'indice dei prezzi al consumo passa da 100 a 106 in un anno e poi da 106 a 105 l'anno successivo. Calcola il tasso d'inflazione di ciascun anno, classifica i due fenomeni e spiega chi è avvantaggiato e chi è danneggiato in ciascun caso.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 03

Le banche e la creazione di moneta#

●●●ApprofondimentoLPOSA-diritto-economia-quinto-anno-moneta-finanzaLPSistema bancario e moltiplicatore dei depositi

La catena di creazione della moneta bancaria

Creazione di moneta bancariaGrafo, Deposito 1000 → Prestito 800 (riserva 200), Prestito 800 (riserva 200) → Deposito 800, Deposito 800 → Prestito 640 (riserva 160), Prestito 640 (riserva 160) → …Deposito 1000Prestito 800(riserva 200)Deposito 800Prestito 640(riserva 160)…
Fig. 3Con una riserva del 20%, un deposito iniziale di 1000 genera depositi totali pari a 1000 × 1/0,20 = 5000 (moltiplicatore dei depositi).

Punti chiave

La banca è un'impresa che esercita in modo congiunto la raccolta del risparmio tra il pubblico e l'erogazione del credito: questa è la sua funzione di intermediazione creditizia. Raccogliendo i depositi delle famiglie (che cercano sicurezza e liquidità) e prestandoli a imprese e privati (che cercano finanziamenti), la banca trasforma scadenze e rischi e guadagna sul differenziale tra il tasso attivo (che incassa sui prestiti) e il tasso passivo (che paga sui depositi), lo spread.
Il fatto decisivo è che le banche, nel loro insieme, creano moneta. Quando una banca concede un prestito non consegna banconote prelevate da un caveau, ma accredita la somma sul conto corrente del cliente: nasce così nuova moneta bancaria. Poiché i clienti non ritirano tutti contemporaneamente i propri depositi, la banca trattiene solo una frazione delle somme raccolte — la riserva — e impiega il resto in nuovi prestiti, che a loro volta diventano nuovi depositi presso altre banche, e così via.
Questo processo è descritto dal moltiplicatore dei depositi. Se le banche trattengono come riserva una quota r di ogni deposito (il coefficiente di riserva) e prestano il resto, un deposito iniziale genera una catena di prestiti e depositi successivi la cui somma è pari al deposito iniziale moltiplicato per 1/r. Più basso è il coefficiente di riserva, maggiore è l'espansione potenziale della moneta bancaria; la Banca centrale, fissando la riserva obbligatoria, influenza questo meccanismo.
La creazione di moneta bancaria è potente ma fragile: si regge sulla fiducia dei depositanti. Per questo l'attività bancaria è sottoposta a vigilanza (in Italia la Banca d'Italia, nell'area dell'euro il Meccanismo di vigilanza unico presso la BCE) e i depositi entro una certa soglia sono tutelati dai sistemi di garanzia. Sono inoltre fissati requisiti di capitale che impongono alle banche di disporre di mezzi propri adeguati ai rischi assunti, per ridurre la probabilità di crisi e di « corse agli sportelli ».
m=1rm = \frac{1}{r}m=r1​

Moltiplicatore dei depositi

Il moltiplicatore m dei depositi è il reciproco del coefficiente di riserva r (espresso in forma decimale): indica di quante volte un deposito iniziale può espandersi attraverso la catena di prestiti e nuovi depositi.

ΔD=D0⋅1r\Delta D = D_0 \cdot \frac{1}{r}ΔD=D0​⋅r1​

Espansione massima dei depositi

L'espansione complessiva dei depositi (Delta D) è pari al deposito iniziale D0 moltiplicato per il moltiplicatore 1/r, nell'ipotesi che tutta la moneta prestata ritorni nel sistema bancario sotto forma di nuovi depositi.

Esempio svolto

Il moltiplicatore dei depositi

In un sistema bancario il coefficiente di riserva è del 20%. Un cliente versa un deposito iniziale di 1 000 €. Determina il moltiplicatore dei depositi e la massima quantità di moneta bancaria creabile.

  1. 01Coefficiente in forma decimale

    Si converte la percentuale: r = 20% = 0.20. È l'errore tipico da evitare.

  2. 02Moltiplicatore

    Si calcola il reciproco del coefficiente di riserva.

  3. 03Espansione complessiva

    Si moltiplica il deposito iniziale per il moltiplicatore, ipotizzando che ogni somma prestata rientri come nuovo deposito.

Risultato: Il moltiplicatore vale 5: il deposito iniziale di 1 000 € può generare al massimo 5 000 € di depositi complessivi, cioè 4 000 € di nuova moneta bancaria oltre a quello iniziale.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: occorre saper spiegare in modo non meccanico che la moneta bancaria si crea concedendo credito (accreditando depositi), e non prestando banconote già esistenti — è il cuore concettuale della sezione.
  • Focus Esame di Stato: dato il coefficiente di riserva, va saputo calcolare il moltiplicatore dei depositi 1/r e l'espansione massima della moneta a partire da un deposito iniziale.

Errori frequenti

  • Pensare che la banca presti « i soldi che ha in cassa » uno a uno: in realtà presta una frazione dei depositi e l'accredito dei prestiti crea nuova moneta bancaria a catena.
  • Applicare male il moltiplicatore usando il coefficiente in forma percentuale: con r = 20% si deve usare r = 0.20, quindi il moltiplicatore è 1/0.20 = 5, non 1/20.

Approfondimento

Approfondimento indirizzo — Il modello del moltiplicatore va compreso ma anche problematizzato. Esso distingue la « base monetaria » (o moneta ad alto potenziale: il circolante e le riserve create dalla banca centrale) dalla « moneta bancaria » creata dalle banche commerciali con il credito; il rapporto « 1/r » indica l'espansione « massima » teorica, che nella realtà è ridotta dalle riserve libere che le banche prudentemente trattengono e dal circolante che il pubblico preferisce detenere. La teoria monetaria più recente sottolinea inoltre che la causalità è spesso rovesciata rispetto al modello scolastico: nella pratica le banche « prima concedono i prestiti » (se trovano clienti affidabili e progetti redditizi) e « poi » si procurano le riserve necessarie, per cui è la domanda di credito, più che la base monetaria, a guidare la creazione di moneta (moneta « endogena »); coerentemente, le banche centrali oggi governano l'economia fissando i « tassi di interesse », non la quantità di base. Resta il nodo della fragilità: poiché la banca trasforma depositi a vista (restituibili subito) in prestiti a lungo termine, è esposta al « rischio di liquidità » e alla « corsa agli sportelli », in cui il timore di insolvenza spinge tutti a ritirare i depositi contemporaneamente, provocando proprio la crisi che si temeva. A contenere questo rischio provvedono la banca centrale come « prestatore di ultima istanza », i sistemi di « garanzia dei depositi » e i requisiti patrimoniali fissati dagli accordi internazionali di « Basilea ».

Ripasso attivo

In un sistema bancario con coefficiente di riserva del 20% viene effettuato un deposito iniziale di 1 000 euro. Calcola il moltiplicatore dei depositi e l'ammontare massimo di moneta bancaria che il sistema può complessivamente creare, spiegando il meccanismo passo dopo passo.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 04

Il sistema finanziario e i mercati#

●●○StandardLPOSA-diritto-economia-quinto-anno-moneta-finanzaLPConoscere il sistema finanziario, i mercati e i principali strumenti finanziari

Il sistema finanziario: dai risparmiatori ai prenditori

Dai risparmiatori ai prenditoriGrafo, Soggetti in surplus (risparmio) → Banche, Banche → Soggetti in deficit (investimenti), Soggetti in surplus (risparmio) → Mercati, Mercati → Soggetti in deficit (investimenti)Soggetti insurplus(risparmio)BancheMercatiSoggetti indeficit(investimenti)canaleindirettocanale diretto
Fig. 4Il sistema finanziario trasferisce il risparmio dai soggetti in surplus a quelli in deficit: tramite le banche (canale indiretto) o i mercati (canale diretto).

Punti chiave

Il sistema finanziario è l'insieme degli strumenti, dei mercati e degli intermediari che mettono in contatto i soggetti in surplus (le famiglie che risparmiano) con i soggetti in deficit (le imprese e lo Stato che hanno bisogno di finanziarsi). La sua funzione essenziale è trasferire le risorse dal risparmio agli investimenti, allocandole — quando funziona bene — verso gli impieghi più produttivi e consentendo di gestire i rischi e i tempi.
Il trasferimento può avvenire in due modi. Nel canale indiretto (intermediato) interviene un intermediario, tipicamente la banca, che raccoglie i depositi e concede prestiti, assumendo su di sé il rischio. Nel canale diretto i risparmiatori finanziano direttamente le imprese o lo Stato acquistando titoli sul mercato dei capitali; in questo caso il rischio resta in capo a chi investe. I due canali coesistono e si completano.
Gli strumenti finanziari principali si distinguono in titoli di debito e titoli di capitale. Le obbligazioni (e, per lo Stato, i titoli di Stato come BOT e BTP) sono titoli di debito: chi li compra presta denaro all'emittente e ha diritto alla restituzione del capitale a scadenza più gli interessi. Le azioni sono invece quote del capitale di una società per azioni: l'azionista è socio, partecipa al rischio d'impresa e ha diritto a una quota degli utili (il dividendo) quando questi vengono distribuiti. Da qui la regola fondamentale del rendimento atteso: a un rischio maggiore corrisponde, di norma, un rendimento atteso maggiore.
I mercati finanziari si classificano secondo più criteri. In base alla scadenza si distinguono il mercato monetario (strumenti a breve termine, entro l'anno) e il mercato dei capitali (strumenti a medio-lungo termine, azioni e obbligazioni); in base al momento della negoziazione si distinguono il mercato primario, dove i titoli vengono emessi e collocati per la prima volta, e il mercato secondario (la Borsa), dove i titoli già emessi sono scambiati tra investitori, garantendo liquidità. Per tutelare i risparmiatori e l'integrità dei mercati operano autorità di vigilanza, in Italia la Consob per i mercati mobiliari.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: distinguere con sicurezza azioni e obbligazioni (titolo di capitale vs titolo di debito, socio vs creditore, dividendo vs interesse) e collegarvi la relazione rischio-rendimento è una richiesta tipica.
  • Focus Esame di Stato: saper classificare i mercati finanziari (monetario/capitali, primario/secondario) e spiegare la funzione del mercato secondario (liquidità) è frequente nel colloquio dell'area economica.

Errori frequenti

  • Confondere l'azionista con l'obbligazionista: il primo è socio e partecipa al rischio d'impresa (può non ricevere dividendi), il secondo è creditore e ha diritto a interessi e rimborso secondo le condizioni del titolo.
  • Credere che in Borsa (mercato secondario) le imprese « raccolgano » nuovo capitale: la raccolta avviene sul mercato primario all'emissione; sul secondario gli investitori si scambiano titoli già esistenti.

Approfondimento

Approfondimento indirizzo — Perché il sistema finanziario funzioni bene deve svolgere alcune funzioni precise: « fissare il prezzo » delle attività (quanto vale un'azione, un titolo di Stato), garantire « liquidità » (poter rivendere rapidamente ciò che si è comprato), consentire la « condivisione e il trasferimento del rischio » (per esempio con le assicurazioni) e produrre « informazione » utile alle decisioni. Il principio-cardine è il legame « rischio-rendimento »: nessun investitore accetta più rischio senza attendersi, in cambio, un rendimento più alto; e poiché il rischio non si elimina ma si può ridurre, lo strumento fondamentale è la « diversificazione » (« non mettere tutte le uova nello stesso paniere »), che attenua il rischio specifico di un singolo titolo. Il sistema finanziario, però, è anche esposto a patologie. Le « bolle speculative » gonfiano i prezzi delle attività ben oltre il loro valore reale, fino a scoppiare rovinosamente; la « crisi finanziaria del 2008 », innescata dai mutui « subprime » statunitensi e amplificata da titoli complessi e da agenzie di rating troppo generose, ha mostrato come una crisi partita dalla finanza possa travolgere l'economia reale, la produzione e l'occupazione del mondo intero. Da qui la crescente importanza della « vigilanza » (in Italia la Consob per i mercati e la Banca d'Italia per le banche) e delle regole di trasparenza: la finanza è utilissima quando indirizza il risparmio verso investimenti produttivi, ma va disciplinata perché non si trasformi in pura speculazione scollegata dall'economia reale.

Ripasso attivo

Confronta un'obbligazione e un'azione della stessa società dal punto di vista della natura del titolo, dei diritti del possessore, della forma di remunerazione e del livello di rischio, motivando perché di regola l'azione offre un rendimento atteso più elevato.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

§ 05

La BCE e la politica monetaria#

●●●ApprofondimentoLPOSA-diritto-economia-quinto-anno-moneta-finanzaLPBCE, SEBC e strumenti di politica monetaria

Politica monetaria: espansiva e restrittiva a confronto

Politica monetaria: espansiva e restrittivaTabella con 3 colonne e 4 righe, Dati: Effetto · Espansiva · Restrittiva; Tassi · giù · su; Credito · su · giù; Domanda · su · giù; Contrasta · la recessione · l’inflazioneEFFETTOESPANSIVARESTRITTIVATassigiùsuCreditosugiùDomandasugiùContrastala recessionel’inflazione
Fig. 5BCE — obiettivo primario: la stabilità dei prezzi (inflazione intorno al 2%).

Punti chiave

Nell'area dell'euro la moneta è governata dall'Eurosistema, formato dalla Banca centrale europea (BCE) e dalle banche centrali nazionali dei Paesi che hanno adottato l'euro; il Sistema europeo di banche centrali (SEBC) comprende anche le banche centrali dei Paesi UE che non hanno l'euro. La BCE è indipendente dai governi: questa indipendenza serve a sottrarre la gestione della moneta alle esigenze politiche di breve periodo e a rafforzare la credibilità dell'impegno a mantenere stabili i prezzi.
L'obiettivo primario della BCE è la stabilità dei prezzi, intesa come un tasso d'inflazione contenuto e prevedibile nel medio termine (un obiettivo simmetrico attorno al 2%). Una moneta stabile protegge il potere d'acquisto, riduce l'incertezza e favorisce decisioni di consumo e investimento. Fermo restando tale obiettivo, la banca centrale tiene conto anche dell'andamento dell'economia. La politica monetaria è l'insieme delle azioni con cui essa regola la quantità di moneta e il costo del credito per perseguire questi fini.
Lo strumento principale sono i tassi di interesse ufficiali, in particolare il tasso sulle operazioni di rifinanziamento con cui le banche si finanziano presso la banca centrale: modificandolo, la BCE influenza i tassi che le banche applicano a famiglie e imprese e quindi l'intero costo del credito. Si affiancano le operazioni di mercato aperto (acquisto e vendita di titoli per immettere o drenare liquidità) e la riserva obbligatoria. In circostanze eccezionali si è ricorsi a misure non convenzionali, come acquisti di titoli su larga scala (allentamento quantitativo).
La politica monetaria può essere espansiva o restrittiva. È espansiva quando la banca centrale riduce i tassi e immette liquidità: il credito diventa più conveniente, aumentano consumi e investimenti e si sostiene la domanda aggregata — politica adatta a contrastare recessione e disoccupazione, ma con il rischio di alimentare l'inflazione. È restrittiva quando alza i tassi e riduce la liquidità: frena la domanda per riportare sotto controllo l'inflazione, al prezzo di un possibile rallentamento dell'attività e dell'occupazione. La scelta dipende dalla fase del ciclo economico e dall'obiettivo prioritario.
Esempio svolto

Scegliere la politica monetaria coerente con il ciclo

L'inflazione nell'area dell'euro sale al 6%, ben oltre l'obiettivo del 2%, mentre l'economia mostra segni di surriscaldamento. Quale politica monetaria deve adottare la BCE? Descrivi strumenti, meccanismo ed effetti attesi.

  1. 01Diagnosi

    L'inflazione è nettamente superiore all'obiettivo del 2%: l'obiettivo primario di stabilità dei prezzi è a rischio. Occorre una politica monetaria restrittiva.

  2. 02Strumenti

    La BCE aumenta i tassi di interesse ufficiali e riduce la liquidità nel sistema (per esempio vendendo titoli o non rinnovando gli acquisti precedenti).

  3. 03Meccanismo di trasmissione

    Tassi più alti rendono più caro il credito per banche, famiglie e imprese: si riducono prestiti, consumi e investimenti, la domanda aggregata si raffredda e la pressione sui prezzi diminuisce.

  4. 04Effetti e rischi

    L'inflazione dovrebbe rientrare verso l'obiettivo, ma il freno alla domanda può rallentare la crescita e, se eccessivo, far aumentare la disoccupazione: la BCE deve dosare l'intervento.

Risultato: La risposta corretta è una politica monetaria restrittiva (rialzo dei tassi e riduzione della liquidità), che riporta l'inflazione verso il 2% al prezzo di un possibile rallentamento dell'attività.

Obiettivo Maturità

  • Focus Esame di Stato: occorre saper indicare l'obiettivo primario della BCE (la stabilità dei prezzi) e la sua indipendenza, e distinguere chiaramente politica monetaria espansiva e restrittiva con i rispettivi effetti su tassi, credito, domanda, inflazione e occupazione.
  • Focus Esame di Stato: dato uno scenario macroeconomico (recessione con bassa inflazione, oppure surriscaldamento con inflazione elevata), va saputo proporre la politica monetaria coerente e giustificarne il meccanismo di trasmissione.

Errori frequenti

  • Attribuire alla BCE il compito di « stampare moneta per finanziare lo Stato »: il suo obiettivo primario è la stabilità dei prezzi ed essa è indipendente; il finanziamento monetario diretto dei bilanci pubblici è vietato.
  • Invertire gli effetti dei tassi: un aumento dei tassi rende il credito più caro e frena la domanda (restrittiva), una riduzione lo rende più conveniente e la stimola (espansiva).

Approfondimento

Approfondimento indirizzo — La politica monetaria agisce sull'economia attraverso vari « canali di trasmissione »: il « canale del tasso di interesse » (tassi più bassi rendono convenienti mutui e prestiti, stimolando consumi e investimenti), il « canale del credito » (banche più liquide prestano di più), il « canale del cambio » (tassi più bassi tendono a deprezzare la moneta, favorendo le esportazioni), il « canale delle aspettative » e quello dei « prezzi delle attività ». Questa trasmissione, però, non è né automatica né immediata, e incontra dei limiti. Il più celebre è la « trappola della liquidità »: quando i tassi sono già vicini allo zero (il « limite inferiore effettivo »), la banca centrale non può abbassarli ulteriormente e per stimolare l'economia deve ricorrere a misure « non convenzionali » come l'« allentamento quantitativo » (acquisto massiccio di titoli). Un profilo istituzionale importante è che il mandato della BCE è « asimmetrico » rispetto a quello della Federal Reserve statunitense: la BCE ha come obiettivo « primario » la stabilità dei prezzi, mentre la Fed persegue un « doppio mandato » (prezzi e occupazione). Infine, una politica monetaria unica per economie diverse (« one-size-fits-all ») crea tensioni: durante la crisi dei debiti sovrani (2010-2012) i differenziali di rendimento (« spread ») tra i titoli dei vari Paesi si allargarono pericolosamente, finché l'impegno del presidente della BCE Mario Draghi a fare « tutto il necessario » (« whatever it takes ») per preservare l'euro riportò la fiducia. È il ponte diretto verso lo studio della finanza pubblica e dei vincoli europei.

Ripasso attivo

L'economia dell'area dell'euro entra in recessione, con domanda debole, disoccupazione in aumento e inflazione molto bassa. Indica quale politica monetaria dovrebbe adottare la BCE, descrivi gli strumenti che userebbe e spiega passo dopo passo come l'intervento dovrebbe trasmettersi all'economia, indicandone anche i rischi.

Richiamo attivo

Ricorda i punti chiave — poi rivela.

Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))

Contenuti

Sezione -- / 05

    • 01La moneta: funzioni ed evoluzione○
    • 02Il valore della moneta, inflazione e deflazione◐
    • 03Le banche e la creazione di moneta●
    • 04Il sistema finanziario e i mercati◐
    • 05La BCE e la politica monetaria●

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Moneta, credito e sistema finanziario

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Riferimenti e fonti

Fonti

Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)

  • Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento
  • Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione

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