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Tra il 1870 e il 1914 l'Europa conosce una trasformazione profonda: nuove fonti di energia (acciaio, elettricità, chimica) e nuove forme di organizzazione del lavoro danno vita alla « seconda rivoluzione industriale », che intreccia sviluppo economico, espansione coloniale e crescente competizione tra le potenze. L'imperialismo spartisce Africa e Asia mentre il nazionalismo, spesso accompagnato dal razzismo, alimenta tensioni e crisi internazionali. La « Belle Époque » e il sistema delle alleanze contrapposte costituiscono il fragile equilibrio che precede lo scoppio della Grande guerra.
4sezionica. 15min di lettura4competenzeLivelloStandard 3 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
Tutti gli indirizzi devono padroneggiare cronologia, cause e conseguenze della seconda rivoluzione industriale, della spartizione coloniale e del sistema delle alleanze, sapendo leggere una carta e un grafico.
livello avanzato
Il Liceo delle Scienze Umane e l'opzione Economico-Sociale (LES) approfondiscono i nessi tra trasformazioni del lavoro, società di massa e ideologie; il Liceo Classico e il Linguistico valorizzano l'analisi critica delle fonti e dei testi imperialisti e nazionalisti.
Lesetiefe: Approfondimento
Schriftgröße: Standard
Prima e seconda rivoluzione industriale a confronto
Tasso di crescita
Il rapporto tra valore finale e iniziale misura di quante volte è aumentata una grandezza: qui la produzione di acciaio cresce circa 14 volte tra il 1880 e il 1910.
Osservando i dati sulla produzione mondiale di acciaio (Fig. 2), calcola di quante volte è cresciuta la produzione tra il 1880 e il 1910 e spiega in poche righe che cosa questo dato rivela della seconda rivoluzione industriale.
Dalla serie: produzione 1880 = 4,3 milioni di tonnellate; produzione 1910 = 60,3 milioni di tonnellate.
Si divide il valore finale per quello iniziale.
In trent'anni la produzione si moltiplica di circa quattordici volte: una crescita vertiginosa che mostra il ruolo centrale dell'acciaio (ferrovie, navi, armi) e la saldatura tra scienza, tecnica e grande industria tipica della seconda rivoluzione industriale.
Risultato: Tra il 1880 e il 1910 la produzione di acciaio cresce di circa 14 volte, indice del decollo tecnologico e produttivo della seconda rivoluzione industriale.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega in un testo argomentato di circa 15-20 righe perché la fase di industrializzazione apertasi intorno al 1870 viene definita « seconda rivoluzione industriale », indicando le nuove fonti di energia, i settori-guida e le novità nell'organizzazione del lavoro e dell'impresa.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Le cause dell'imperialismo
Leggi questa affermazione tipica del pensiero imperialista di fine Ottocento: « È dovere delle nazioni civili portare ordine, progresso e civiltà ai popoli arretrati ». Individua l'ideologia che la sostiene e spiega, in un breve paragrafo, perché lo storico la considera una giustificazione del dominio coloniale.
La frase presuppone una gerarchia tra popoli « civili » e popoli « arretrati »: è il nucleo del darwinismo sociale e del razzismo coloniale.
Presentare il dominio come un « dovere » e una « missione civilizzatrice » trasforma lo sfruttamento in un atto benefico, mascherandone le finalità economiche e di potenza.
Lo storico la considera ideologia perché legittima a posteriori la conquista: dietro il linguaggio del progresso si nascondono interessi economici (materie prime, mercati) e politici (prestigio, competizione tra Stati).
Risultato: La fonte esprime l'ideologia della « missione civilizzatrice », fondata sul razzismo del darwinismo sociale, e serve a giustificare moralmente un dominio che ha cause economiche e politiche.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza le cause dell'imperialismo europeo di fine Ottocento, distinguendo i fattori economici, politici e ideologici, e illustra il ruolo della Conferenza di Berlino (1884-1885) nella spartizione dell'Africa.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Le aree di tensione in Europa prima del 1914
Costruisci un paragrafo argomentativo (tesi, due argomenti, conclusione) che risponda alla domanda: « Perché il nazionalismo di fine Ottocento è considerato una delle cause profonde della Grande guerra? ».
Il nazionalismo aggressivo di fine Ottocento contribuì in modo decisivo a creare il clima che rese possibile la Grande guerra.
Esaltando la superiorità della propria nazione e il diritto all'espansione, alimentò rivalità inconciliabili: il revanscismo francese verso l'Alsazia-Lorena e le tensioni nei Balcani tra Austria e Russia.
Diffuso tra le masse attraverso scuola, stampa e servizio militare, il nazionalismo creò il consenso necessario alla mobilitazione, rendendo accettabile l'idea della guerra come prova di forza della nazione.
Per questi motivi il nazionalismo non fu la causa immediata del conflitto (l'attentato di Sarajevo), ma una delle sue cause profonde, perché preparò gli animi e gli equilibri che resero la guerra possibile.
Risultato: Un paragrafo coerente che mostra come il nazionalismo abbia agito da causa profonda della Grande guerra, alimentando rivalità tra Stati e consenso di massa alla guerra.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta il nazionalismo risorgimentale con il nazionalismo aggressivo di fine Ottocento, mettendo in luce le differenze ideologiche e illustrando con almeno due esempi (ad esempio affare Dreyfus, questione balcanica, crisi marocchine) come questo nuovo nazionalismo alimentasse le tensioni internazionali.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
I due blocchi di alleanze nel 1914
Ordina cronologicamente e commenta i seguenti passaggi della formazione dei blocchi: Intesa cordiale, Triplice Alleanza, alleanza franco-russa, accordo anglo-russo. Spiega quale logica complessiva emerge.
1882 Triplice Alleanza (Germania, Austria-Ungheria, Italia); 1894 alleanza franco-russa; 1904 Intesa cordiale (Francia-Gran Bretagna); 1907 accordo anglo-russo.
Bismarck crea un blocco per isolare la Francia; la politica aggressiva della Germania di Guglielmo II spinge invece Francia, Russia e Gran Bretagna a unirsi per tappe nella Triplice Intesa.
Si forma un equilibrio bipolare rigido: due blocchi contrapposti che, insieme alla corsa agli armamenti, rendono ogni crisi potenzialmente generale.
Risultato: La sequenza 1882 → 1894 → 1904 → 1907 mostra il passaggio dall'isolamento della Francia voluto da Bismarck a un'Europa divisa in due blocchi rigidamente contrapposti.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Illustra la formazione dei due sistemi di alleanze contrapposti in Europa tra il 1882 e il 1907 (Triplice Alleanza e Triplice Intesa) e spiega per quale ragione questo sistema, insieme alla corsa agli armamenti, contribuì a trasformare l'attentato di Sarajevo in una guerra generale.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti