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Tra la fine del Seicento e la fine del Settecento il pensiero illuministico — fede nella ragione, rivendicazione dei diritti naturali, tolleranza, fiducia nelle riforme — incontra e alimenta tre grandi svolte politiche: la rivoluzione inglese che fissa il principio del governo limitato, la rivoluzione americana che fonda uno Stato sulla sovranità del popolo e sui diritti dell'uomo, la rivoluzione francese che abbatte l'Antico Regime e proclama libertà ed eguaglianza. Questo argomento ricostruisce il nesso fra idee e fatti, leggendo i documenti politici fondamentali (la «Dichiarazione» d'indipendenza, le Costituzioni, la «Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino») come radice diretta delle istituzioni democratiche moderne. È argomento pienamente compreso nell'Esame di Stato del secondo ciclo, snodo classico della storia di seconda liceo e nodo trasversale per i collegamenti pluridisciplinari del colloquio.
4sezionica. 18min di lettura3competenzeLivelloStandard 3 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
Padroneggia con sicurezza il quadro comune: i grandi temi dell'Illuminismo, la cronologia e le fasi delle tre rivoluzioni, il contenuto essenziale dei documenti fondamentali e i principi politici che ne discendono.
livello avanzato
Negli indirizzi a più forte vocazione storico-filosofica (Liceo Classico, Liceo delle Scienze Umane e LES) approfondisci il dibattito teorico — separazione dei poteri, sovranità popolare, contratto sociale, rapporto fra eguaglianza giuridica ed eguaglianza sociale — e la lettura critica delle fonti, anche in chiave di Educazione civica e di confronto con i principi costituzionali.
Lesetiefe: Approfondimento
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Mappa dei principi illuministici e dei loro autori
Leggi e commenta la seguente affermazione, ricostruendone la logica: «Perché un governo sia moderato e la libertà garantita, è necessario che il potere arresti il potere». A quale autore e a quale principio si riferisce? Quali conseguenze politiche se ne traggono?
La formula riassume il pensiero di Montesquieu ne «Lo spirito delle leggi» (1748). Il principio è la separazione (o divisione) dei poteri.
Se un solo organo concentra legislativo, esecutivo e giudiziario, nulla ne limita l'arbitrio; affidando i tre poteri a organi distinti, ciascuno controlla e «arresta» gli altri (il sistema dei freni e contrappesi).
Il principio diventa criterio per valutare ogni governo: il modello inglese vi si avvicina; il dispotismo lo viola. Sarà recepito nella Costituzione americana (1787) e nell'articolo 16 della Dichiarazione del 1789.
La separazione dei poteri non è un dettaglio tecnico ma la condizione strutturale della libertà politica: senza di essa i diritti proclamati restano lettera morta.
Risultato: La frase esprime il principio montesquieuiano della separazione dei poteri: garanzia della libertà attraverso il reciproco controllo degli organi dello Stato, fondamento delle Costituzioni liberali moderne.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega in un paragrafo argomentativo (10-12 righe) perché il «dispotismo illuminato» non può essere considerato una forma di rivoluzione, individuando il principio politico che lo distingue dalle rivoluzioni di fine secolo e citando almeno un esempio concreto di sovrano riformatore.
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Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Asse cronologico delle rivoluzioni inglesi del Seicento
In forma di breve testo argomentativo, spiega perché la Gloriosa rivoluzione realizza un modello opposto all'assolutismo, individuando i due principi giuridici che la distinguono e l'autore che ne offre la teoria.
Gli Stuart rivendicavano il diritto divino: il re trae il potere da Dio, non risponde al Parlamento e può legiferare e tassare da solo.
Il Bill of Rights subordina al consenso del Parlamento la sospensione delle leggi e l'imposizione fiscale: il potere del re diventa limitato dalla legge e condiviso.
Primo: nessuna tassa senza rappresentanza/consenso. Secondo: la legge è sopra il re (rule of law). Sono i pilastri del costituzionalismo.
John Locke (Due trattati, 1690) fonda l'intero assetto sui diritti naturali e sul governo come patto revocabile, giustificando la deposizione di un re che li violi.
Risultato: La Gloriosa rivoluzione capovolge l'assolutismo: dal re-sopra-la-legge si passa al re-sotto-la-legge, con potere condiviso col Parlamento e fondato sul consenso, secondo la teoria di Locke.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta in una tabella o in un paragrafo le condizioni poste al re dal «Bill of Rights» (1689) con il principio del «diritto divino» degli Stuart, spiegando perché il 1689 segna la nascita del governo limitato in Inghilterra.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema dei poteri nella Costituzione americana del 1787
Commenta il passo: «Riteniamo che queste verità siano di per sé evidenti: che tutti gli uomini sono creati uguali; che sono dotati dal loro Creatore di diritti inalienabili; che tra questi vi sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità». Individua i principi illuministici presenti e la loro origine.
È un passo della Dichiarazione d'indipendenza americana (4 luglio 1776), documento fondativo di natura politico-programmatica redatto da Jefferson.
Eguaglianza degli uomini, esistenza di diritti naturali inalienabili, finalità del governo come tutela di tali diritti.
I diritti naturali (vita, libertà, proprietà) provengono da Locke; «la ricerca della felicità» riflette l'ottimismo illuministico; il fondamento del governo sul consenso traduce il contrattualismo.
Il testo afferma per la prima volta tali principi come base di uno Stato, ma la loro applicazione escluse di fatto schiavi, donne e nativi: enuncia un ideale che la storia successiva dovrà rendere effettivo.
Risultato: Il passo trasforma in fondamento giuridico di uno Stato i principi illuministici dell'eguaglianza e dei diritti naturali di matrice lockiana, pur con i limiti applicativi propri dell'epoca.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza il celebre incipit della Dichiarazione d'indipendenza («tutti gli uomini sono creati uguali...») e spiega in quale misura traduce in atto politico le idee di Locke e dell'Illuminismo, indicando anche i limiti della sua applicazione concreta.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema delle fasi della rivoluzione francese (1789-1799)
Confronto sinottico delle tre rivoluzioni
Ricostruisci la fase 1789-1791 della rivoluzione francese collegando ciascun evento-chiave al documento e al principio politico che esprime; concludi spiegando perché questa fase è detta «liberale».
Gli Stati generali (maggio 1789) e l'autoproclamazione dell'Assemblea nazionale: il Terzo stato rivendica la sovranità della nazione contro il voto per ordini.
La presa della Bastiglia (14 luglio 1789) e l'abolizione dei privilegi feudali (notte del 4 agosto): cade la struttura per ordini dell'Antico Regime.
La Dichiarazione dei diritti dell'uomo e del cittadino (26 agosto 1789): libertà, eguaglianza giuridica, sovranità della nazione, separazione dei poteri (art. 16), proprietà.
La Costituzione del 1791: monarchia costituzionale, separazione dei poteri, suffragio censitario (votano i cittadini 'attivi').
La fase è 'liberale' perché limita il potere e garantisce i diritti civili e l'eguaglianza giuridica, ma resta moderata (suffragio censitario, monarchia) e non ancora democratica.
Risultato: La fase 1789-1791 abbatte l'Antico Regime e fonda una monarchia costituzionale liberale: ai principi della Dichiarazione del 1789 corrisponde l'organizzazione dei poteri della Costituzione del 1791, ma il suffragio resta censitario.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta in un testo argomentato la rivoluzione americana e la rivoluzione francese, individuando almeno tre elementi comuni (eredità illuministica) e tre differenze (radicalità, esiti, rapporto con la monarchia), e concludendo con una valutazione della loro eredità politica.
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Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti