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Il Manierismo è la stagione artistica che, tra gli anni Venti e la fine del Cinquecento, supera l'equilibrio classico del pieno Rinascimento facendo della « maniera » — l'imitazione virtuosistica dei grandi maestri, soprattutto Michelangelo e Raffaello — il proprio principio costruttivo. Nato a Firenze e a Roma in un clima di crisi religiosa e politica (la Riforma protestante, il Sacco di Roma del 1527), esso predilige l'artificio, la figura serpentinata, i colori cangianti, gli spazi dilatati e le composizioni squilibrate. Studiarlo significa imparare a leggere lo « scarto » consapevole rispetto al canone classico e a collocarlo nel ponte che conduce dalla maturità rinascimentale al Barocco.
4sezionica. 16min di lettura4competenzeLivelloBase 1 · Standard 2 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi liceali si richiede di riconoscere le caratteristiche della « maniera » e di analizzare almeno un capolavoro per ciascun ambito (pittura, scultura, architettura), collocandolo nel contesto storico.
livello avanzato
Negli indirizzi a maggiore monte ore di Storia dell'arte (in particolare il Liceo Classico e il Liceo Linguistico) si approfondisce il rapporto fra teoria della « maniera » (Vasari) e prassi, e il confronto puntuale con le fonti rinascimentali imitate.
Lesetiefe: Approfondimento
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Linea del tempo: dal pieno Rinascimento al Barocco
Partendo dalla definizione vasariana di « maniera », spiega come e perché il significato del termine sia mutato fino a designare un'intera stagione artistica anticlassica.
Per Vasari « maniera » è un elogio: indica lo stile personale, la grazia e il virtuosismo dell'artista che sa imitare i migliori modelli. Operare « di bella maniera » è il vertice della perfezione.
Quando l'imitazione dei maestri prevale sull'osservazione della natura, la « maniera » diventa fine a se stessa: l'eleganza si fa artificio, la grazia diventa squilibrio cercato. La critica posteriore coglie questo carattere e lo usa in senso ambivalente.
Dal nome di una qualità (la maniera di un singolo) si passa al nome di un periodo (il Manierismo), che raccoglie gli artisti che, fra 1520 e 1600, fanno dello scarto dal canone classico un linguaggio condiviso.
Lo slittamento corrisponde alla crisi storica del primo Cinquecento (Riforma, Sacco di Roma 1527): l'inquietudine dell'epoca trova nello squilibrio formale la propria espressione.
Risultato: Il termine « maniera », nato come elogio dello stile virtuosistico, finisce per designare l'intera stagione manierista (circa 1520-1600), in cui l'imitazione esasperata dei classici si converte in artificio anticlassico, specchio della crisi storica dell'epoca.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega, in un paragrafo argomentativo di circa dieci righe, perché il Manierismo viene definito « anticlassico » pur nascendo dall'imitazione dei classici Raffaello e Michelangelo. Cita almeno tre caratteristiche formali e collegale al contesto storico del primo Cinquecento.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Confronto compositivo: equilibrio classico vs squilibrio manierista
Analizza la « Deposizione » di Pontormo in Santa Felicita a Firenze individuando almeno quattro elementi che la distinguono da una deposizione classica del pieno Rinascimento.
Non esiste un centro geometrico né una base d'appoggio: i corpi si dispongono lungo una curva ascendente e sembrano galleggiare, senza il solido impianto piramidale classico.
Lo sfondo è indefinito, privo di paesaggio e di architetture: manca la profondità prospettica rinascimentale, e persino la croce è assente.
I colori sono cangianti e « acidi » — rosa, azzurri e verdi luminosissimi e innaturali — che brillano di luce propria, lontani dal naturalismo cromatico classico.
Le pose sono ruotanti e innaturali, le proporzioni leggermente allungate; gli sguardi diffondono una malinconia trattenuta, un pathos interiore più che narrativo.
Risultato: La « Deposizione » di Pontormo rovescia il modello classico: assenza di centro e di appoggio, spazio indefinito, colori cangianti e figure sospese fanno dell'opera il manifesto del primo manierismo, in cui lo squilibrio formale traduce un'inquietudine spirituale.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Conduci l'analisi guidata della « Madonna dal collo lungo » del Parmigianino: descrivi composizione, proporzioni delle figure, uso dello spazio e del colore, e spiega in che modo ciascun elemento esprime l'ideale di grazia artificiosa del Manierismo.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema della figura serpentinata
Commenta il « Ratto delle Sabine » di Giambologna spiegando perché costituisce il vertice della figura serpentinata e dell'artificio manierista.
Tre figure — un vecchio accovacciato, un giovane in piedi, una donna sollevata — sono concatenate in un'unica spirale ascendente che avvita i corpi dal basso verso l'alto.
Non esiste una facciata principale: la composizione è studiata per essere percorsa con lo sguardo girando attorno all'opera, offrendo viste sempre diverse e ugualmente compiute.
L'opera nasce come dimostrazione di abilità nel comporre più corpi in movimento; il soggetto narrativo (il ratto) fu individuato solo dopo, a conferma del primato della forma sul racconto.
La linea serpentinata e la pluralità dei punti di vista fanno della scultura un manifesto dell'artificio manierista e un ponte verso la dinamicità del Barocco.
Risultato: Il « Ratto delle Sabine » realizza la figura serpentinata in modo esemplare: tre corpi avvitati in spirale, leggibili a 360 gradi, esibiscono il virtuosismo manierista e preludono al dinamismo barocco.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta il Palazzo Te di Giulio Romano con un edificio del pieno Rinascimento studiato (ad esempio una facciata albertiana o brunelleschiana): individua almeno tre « trasgressioni » manieriste rispetto all'uso classico degli ordini e spiegane l'intento.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Mappa concettuale: il Manierismo come ponte tra Rinascimento e Barocco
Spiega in che cosa l'artificio manierista e la meraviglia barocca si assomigliano e in che cosa si distinguono, indicando per ciascuno destinatario e finalità.
Entrambi amano il movimento, la torsione delle figure e l'illusionismo spaziale: il Barocco eredita dal Manierismo la figura serpentinata e l'idea di un coinvolgimento totale dello spettatore (anticipato dalla Sala dei Giganti).
L'artificio manierista si rivolge a un pubblico colto ed elitario, capace di riconoscere lo scarto dalla regola classica; la meraviglia barocca si rivolge invece all'ampio pubblico dei fedeli.
Il Manierismo è cerebrale e autoreferenziale (l'abilità mostra se stessa); il Barocco, nel clima della Controriforma, è persuasivo ed emotivo, vuole stupire per convincere e commuovere.
Gli stessi strumenti formali (movimento, illusionismo) cambiano funzione: da gioco intellettuale per pochi a strumento di persuasione religiosa per molti.
Risultato: Manierismo e Barocco condividono il gusto per il movimento e l'illusionismo, ma divergono per destinatario e finalità: artificio elitario e cerebrale il primo, meraviglia popolare e persuasiva il secondo, nel quadro della Controriforma.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Costruisci un breve testo argomentativo (circa quindici righe) intitolato « Dal Manierismo al Barocco: continuità e rottura », in cui spieghi quali strumenti il Manierismo consegna al Barocco e in che cosa, invece, i due linguaggi divergono per funzione e destinatario.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti