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Tra il Seicento e il Settecento l'arte europea si fa linguaggio della «meraviglia», della persuasione e del movimento: dalla rivoluzione luministica e naturalistica di Caravaggio e dal classicismo dei Carracci si passa al Barocco romano di Bernini e Borromini, capace di fondere architettura, scultura e pittura in un'unica regia teatrale al servizio della Controriforma e delle corti assolute. Nel Settecento il linguaggio si alleggerisce nella grazia decorativa del Rococò e si apre alla nuova sensibilità documentaria del Vedutismo veneziano di Canaletto e Guardi. L'argomento rientra a pieno titolo nel programma del terzo anno del triennio e nel profilo dell'Esame di Stato.
4sezionica. 15min di lettura4competenzeLivelloStandard 3 · Approfondimento 1Verificato · 06/2026
livello base
A tutti gli indirizzi del Liceo è richiesta la lettura formale, iconografica e contestuale delle opere-chiave (Caravaggio, Bernini, Borromini, Canaletto), con un lessico tecnico corretto e la capacità di collocare l'opera nella committenza ecclesiastica o cortese.
livello avanzato
Negli indirizzi a più forte vocazione storico-culturale (Liceo Classico, Liceo Linguistico, Liceo delle Scienze Umane e l'opzione Economico-Sociale) si valorizzano i collegamenti pluridisciplinari — Controriforma e Concilio di Trento, retorica della persuasione, mercato dell'arte e committenza del Grand Tour — utili al colloquio dell'Esame di Stato.
Lesetiefe: Approfondimento
Schriftgröße: Standard
Schema del luminismo caravaggesco
Conducendo l'analisi dell'opera, spiega in un paragrafo argomentativo come Caravaggio usa la luce per organizzare lo spazio e il racconto della Vocazione di san Matteo.
Identifica l'episodio: Cristo entra nella stanza buia del banco delle imposte e chiama Matteo (Vangelo di Matteo 9,9). La scena è ambientata in un interno contemporaneo, con personaggi in abiti seicenteschi.
Osserva la lama di luce che entra in diagonale da destra, sopra la figura di Cristo, e attraversa l'oscurità fino al gruppo seduto: la luce «materializza» la chiamata divina e dirige lo sguardo dello spettatore verso Matteo.
Nota il braccio teso di Cristo (citazione della mano di Adamo della Sistina di Michelangelo) e la mano di Matteo che si indica con incredulità: il dialogo dei gesti, sottolineato dalla luce, è il fulcro narrativo.
Riconosci il fondo scuro che annulla l'ambientazione architettonica e isola le figure dal vero (volti popolari, abiti quotidiani), avvicinando il sacro alla realtà dello spettatore secondo la Controriforma.
Risultato: La luce radente non è decorazione ma struttura del quadro: separa il buio dalla grazia, collega Cristo a Matteo e trasforma un interno quotidiano nel teatro dell'incontro tra il divino e l'umano.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Analizza la «Vocazione di san Matteo» di Caravaggio (Cappella Contarelli, San Luigi dei Francesi, Roma) descrivendo come la regia della luce costruisce il significato narrativo e teologico della scena.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Pianta schematica del Colonnato di piazza San Pietro
In stile da colloquio dell'Esame di Stato, costruisci un confronto argomentato tra il linguaggio di Bernini e quello di Borromini, partendo da un'opera-simbolo per ciascuno.
Enuncia il criterio del confronto: entrambi cercano il dinamismo barocco, ma Bernini lo ottiene muovendo le figure e la luce dentro uno spazio scenografico, Borromini muovendo la struttura stessa dell'edificio.
Descrivi il «bel composto»: il gruppo scultoreo dell'angelo e della santa, la luce dorata che scende da una finestra nascosta, i palchi laterali con i committenti Cornaro come spettatori a teatro. L'effetto è la fusione delle arti in un'unica visione.
Descrivi la facciata a doppia ondulazione (concavo-convesso), la parete trattata come una superficie elastica, la cupola ovale a cassettoni che sembra dilatarsi. Lo spazio è un organismo plastico, non più una scatola statica.
Concludi che Bernini resta legato a una concezione «teatrale» e antropocentrica del movimento, mentre Borromini anticipa una libertà geometrica e quasi astratta della forma architettonica.
Risultato: Il confronto mostra due poli del Barocco romano: la regia delle figure e della luce in Bernini, la metamorfosi della parete e dello spazio in Borromini — entrambi al servizio della meraviglia, ma con strumenti opposti.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Confronta l'«Estasi di santa Teresa» di Bernini e la facciata di «San Carlo alle Quattro Fontane» di Borromini, individuando due diverse declinazioni del dinamismo barocco: il movimento delle figure e il movimento dello spazio architettonico.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Schema di confronto Barocco / Rococò
Redigi un paragrafo che confronti Barocco e Rococò organizzando il discorso su tre assi: contesto e committenza, temi, linguaggio formale.
Il Barocco serve la Chiesa controriformata e le monarchie assolute (Roma, Seicento); il Rococò serve l'aristocrazia mondana e privata della Reggenza francese (Parigi, primo Settecento).
Il Barocco predilige il dramma sacro, l'estasi, il trionfo e la celebrazione del potere; il Rococò predilige la galanteria, il gioco amoroso, la vita di società (la fête galante) e la mitologia leggera.
Il Barocco usa scala monumentale, forte chiaroscuro, dinamismo turbinante; il Rococò usa scala domestica, colori chiari e pastello, linea curva minuta e asimmetria (rocaille).
Conclusione: il Rococò porta all'estremo la grazia decorativa fino a quando, a metà Settecento, il rigore razionale del Neoclassicismo reagirà a quella che giudica frivolezza.
Risultato: Barocco e Rococò condividono il gusto per la curva e il movimento, ma divergono nettamente per funzione, scala e tono: dalla meraviglia persuasiva e pubblica del Seicento alla grazia intima e privata del Settecento.
Errori frequenti
Ripasso attivo
Spiega in che senso il Rococò rappresenta sia una continuità sia una rottura rispetto al Barocco, facendo riferimento alla committenza, ai temi e alle scelte formali (linea, colore, ambiente).
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Asse cronologico: Barocco, Rococò e Vedutismo
In forma di analisi comparata, confronta la veduta di Canaletto e quella di Guardi individuando i criteri formali che le distinguono e il loro diverso rapporto con la realtà.
Stabilisci l'asse: entrambi dipingono Venezia, ma Canaletto cerca l'esattezza topografica e la luce ferma, Guardi l'atmosfera e la luce mutevole.
Descrivi la prospettiva rigorosa (aiutata dalla camera ottica), il disegno nitido, i contorni netti degli edifici, la luce limpida e uniforme: la città appare ordinata, leggibile, monumentale.
Descrivi la pennellata rapida e sfaldata, i contorni vibranti, i cieli carichi e mossi: la città si dissolve nell'atmosfera, prevale l'impressione luminosa sulla descrizione.
Concludi che Canaletto incarna la veduta come documento razionale, Guardi la veduta come emozione percettiva, anticipando di un secolo la sensibilità della pittura di luce.
Risultato: Lo stesso soggetto — Venezia — diventa in Canaletto immagine esatta e luminosa della ragione, in Guardi visione atmosferica e sentimentale: due poli del Vedutismo settecentesco.
Errori frequenti
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Analizza e confronta una veduta di Canaletto e una di Guardi, spiegando come due diverse concezioni della luce e della pennellata producano due idee opposte di città.
Richiamo attivo
Ricorda i punti chiave — poi rivela.
Fonti: Indicazioni Nazionali per i Licei (DPR 89/2010, DM 211/2010) — Obiettivi Specifici di Apprendimento (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM)) · Esame di Stato del secondo ciclo — quadri di riferimento e griglie di valutazione (Ministero dell'Istruzione e del Merito (MIM))
Riferimenti e fonti